IDDU…
Gli strombolani , quando si riferiscono al vulcano, lo chiamano “Iddu” (è alle mie spalle in questa foto scattata un paio di mesi dopo gli eventi del 2003)
Mi stavo chiedendo se pure noi abbiamo coniato-nel tempo- una sorta di definizione del genere per riferirci al nostro personale “Iddu”, il terremoto.
Perché ? Perché ho notato che gli strombolani hanno, in un certo senso, esorcizzato la presenza di un rischio incombente evitando di nominarne apertamente la fonte, ma, di fatto, assolutizzandola con l’attribuzione di un pronome personale in maiuscolo. _ Sarei curiosa di sapere cosa ne pensate voi. elda _

Cara Elda, noi non ci conosciamo se non per la frequentazione della comunità provvisoria. Io mi occupo del terremoto nella mia ricerca di dottorato in storia contemporanea, ho effettuato in passato alcune interviste a sopravvissuti al 23 novembre 1980, ma non penso di aver mai trovato un riferimento impersonale usato per intendere il terremoto.
E’ vero che i fenomeni sismici in Irpinia sono frequenti, ma non abbastanza da essere ricordati con una definizione della cultura popolare.
Azzardo un’ipotesi psico-sociale-antropologica: gli strombolani il vulcano lo vedono, e lo sentono, quotidianamente, forse questo ricorda loro una presenza e un rischio costante. Il terremoto è qualcosa di diverso, difficilmente nel corso dell’esistenza capita di conoscerlo per più di una o due volte in maniera significativa.
Un elemento è sicuramente da sottolineare. Chi vive un terremoto, e soprattutto uno come quello del 1980, ricorda in modo indelebile l’attimo della tragedia.
Un paragone storico possibile, riguardo la memoria di eventi tragici, può essere un bombardamento della seconda guerra mondiale, o una strage nazi-fascista o l’esperienza dell’Olocausto.
Stefano
teoraventura
23 Giu 08 at 3:54 pm
Caro Stefano,
immagino che la tua interpretazione sia quella giusta, in realtà è vero: gli strombolani “Iddu” lo sentono almeno una volta al giorno, è raro che non ci sia almeno una fumata.
perché non ci parli della tua ricerca?
penso che sarebbe estremamente interessante.
grazie per la tua risposta.
elda
eldarin
23 Giu 08 at 8:46 pm
Non credo di avere mai ascoltato qualche persona che si riferisse al terremoto con un termine anche impersonale, quasi ad esorcizzarlo.. ma credo che il terremoto, il ricordo di quei momenti, la paura , siano molto profondi in ognuno che quegli attimi li ha vissuti,quasi definendo una sorta di gigantesca trama collettiva, che lega noi irpini più di quanto possiamo credere ed immaginare.
Un tempo, all’interno di un gruppo di lavoro, il conduttore di quel gruppo, psicologo , tentò un esperimento affinchè si creassero le condizioni per costruire un pò di spirito di corpo.. bene raccontammo il nostro personale ricordo di bambini (dieci - dodici anni) di quel 23 novembre… la forza che scaturì da quel racconto collettivo fu impressionante.
Luca B.
luca battista
23 Giu 08 at 10:48 pm
Se posso dare un mio personale contributo offro alla vostra attenzione questa mia riflessione (riferita alla realtà di Sant’Angelo dei Lombardi, capitale del terremoto con moltisisme vittime).
L’evento è stato nel tempo ampiamente rimosso; ciò ha favorito ulteriormente il consolidamento e la cristallizzazione del ‘potere politico’, essendosi i cittadini ritirati da un ruolo civico, anche minimo, ed essendo ancor più ricorsi alla ‘delega’.
Avendo rimosso tale trauma, e non essendoci un ‘vulcano’ ogni tanto a ricordarglielo, se lo portano dentro (nell’inconscio o subconscio, quest’ultimo per chi crede che esista) elo hanno in qualche modo trasmesso, quasi geneticamente, alle persone nate dopo l’evento sismico. Per fortuna la forza della natura e della storia forse oggi, dopo decenni, sta determinando nei più giovani una dinamica in qualche modo di rielaborazione dell’evento traumatico.
Non voglio ovviamente entrare in una valutazione clinica, essendone comunque professionalmente abilitato quale neuropsichiatra.
Quella che è una mia partecipazione sostanzialmente emozionale a questa comunità provvisoria diventerebbe arida e troppo cerebrale. E questo non mi interessa, in quanto voglio mantenere un legame profondo con le mie radici.
Antonio I.
Antonio IMBRIANO da Monza
24 Giu 08 at 11:23 am
Da quanto ho letto finora desumo che esiste un’operazione di esorcizzazione-sublimazione della paura verso un pericolo che, nel caso del vulcano Stromboli, è costantemente incombente, mentre nel caso di un sisma catastrofico (per sua natura imprevedibile) come quello del 23 novembre 1980, assume forme più subcoscienti e latenti, per cui non si ha (e non si può avere) piena consapevolezza del rischio. Giusto dott. Imbriano?
rita
24 Giu 08 at 12:42 pm
più o meno, Rita, e quindi è necessario che le ‘lancette della storia’, come dice Michele Fumagallo, stiano ferme, almeno sotto l’aspetto sociale e civico: ergo depressione sociale.
Antonio IMBRIANO da Monza
24 Giu 08 at 3:53 pm
chissà perchè ho dimenticato un bel NON prima di stiano ferme.
Antonio
Antonio IMBRIANO da Monza
24 Giu 08 at 7:17 pm
anche ‘ergo’ non c’entra niente!!!!! Sostituitelo con ‘altrimenti’. CHE CONFUSIONE EMOTIVA. scusatemi!
Antonio IMBRIANO da Monza
24 Giu 08 at 7:18 pm
anche ‘ergo’ non c’entra niente!!!!!
Sostituitelo con ‘altrimenti’.
CHE CONFUSIONE EMOTIVA.
scusatemi!
Antonio IMBRIANO da Monza
24 Giu 08 at 7:20 pm
@antonio, @rita
che bella questa discussione, direi di continuare, se vi va’.
@antonio
la tua stessa CONFUSIONE EMOTIVA è sintomo di vitalità, di lancette in movimento, tutte “cose” molto molto vive.
bene, continuiamo così
e.
eldarin
24 Giu 08 at 11:14 pm
@ elda @rita @ a tutti i comunitari:
mi piacerebbe che questo argomento fose trattato anche sul blog Nuovasantangelo che vi invito a visitare ed al quale vi invito ad aderire come autori:
http://www.nuovasantangelodeilombardi.blogspot.com/
antonio
Antonio IMBRIANO da Monza
25 Giu 08 at 6:49 am
@ elda
@ rita
@ tutti i comunitari
Mi piacerebbe che questo argomento fosse trattato anche sul blog: http://www.nuovasantangelodeilombardi.blogspot.com/
che vi invito a visitare ed al quale, se lo riterrete, aderire come autori.
Grazie.
Elda la tua ‘lettura’ mi conforta e mi stimola a proseguire.
Antonio IMBRIANO da Monza
25 Giu 08 at 6:53 am
@ elda
@ rita
@ a tutti i comunitari
Mi piacerebbe che questo argomento fosse affrontato anche sul blog:
http://nuovasantangelodeilombardi.blogspot.com/
che vi invito a visitare e, se lo riterrete, a diventarne autori.
Grazie
Elda, le tue parole mi sono di conforto e di stimolo a continuare la mia battaglia.
Antonio
Antonio IMBRIANO da Monza
25 Giu 08 at 8:59 am
@ elda
@ rita
@ tutti i comunitari
Grazie Elda quello che scrivi mi conforta e mi stimola a continaure la mia battaglia.
Mi piacerebbe che questa discussione si svolgesse anche sul blog:
http://nuovasantangelodeilombardi.blogspot.com/
che vi invito a visitare e a diventarne, se lo riterrete opportuno, autori.
Grazie.
Antonio
Antonio IMBRIANO da Monza
25 Giu 08 at 10:01 am
per elda: ci sarà modo di parlare della mia ricerca, credo. Se vuoi mandami una mail (stefanoventura@unisi.it) e ne potremo parlare direttamente.
Per quanto riguarda la discussione che qui si sta facendo, credo che sia arrivato il momento, storicamente parlando, di affrontare il tema della memoria del terremoto in maniera complessa, con un lavoro profondo che indaghi le comunità. Chi lo deve fare? Studiosi di vari ambiti (qui ce ne sono…), intellettuali, ma anche promotori culturali e amministratori. E qui rientra il discorso di Imbriano: c’è la volontà di farlo?
Io non credo che un’operazione del genere abbia per forza risvolti politici riferiti all’attualità, ma sarebbe senza dubbio una occasione per rielaborare quei giorni, questi anni, una specie di seduta di pisoterapia collettiva che le comunità potrebbero fare.
Inoltre non credo che si debba puntare ad una memoria condivida del terremoto: ci sono tante memorie, collettive e individuali, e sarebbe bello avere un affresco corale e non una riduzione ad un unica verità..
Stefano
teoraventura
25 Giu 08 at 11:20 am
@ elda
@ rita
@ Stefano
@ tutti i comunitari
Mi piacerebbe molto e mi sarebbe molto utile per la battaglia che sto combattendo, se questa discussione si potesse, in parte, in qualche maniera, sul blog:
http://nuovasantangelodeilombardi.blogspot.com/
che vi prego di voler visitare ed al quale, se lo riterrete opportuno, potreste iscrivervi come autori.
Intanto grazie Elda,ed ache Stefano, per le vostre parole. Voi non immaginate quanto mi siano di conforto e di stimolo.
antonio
Antonio IMBRIANO da Monza
25 Giu 08 at 11:33 am
prova
Antonio IMBRIANO da Monza
25 Giu 08 at 11:34 am
Scusatemi per la prova, ma è che daieri che non riuscivo a pubblicare commenti. Per informazione a tutti; sono riuscito a riattivare ridigitando l’indirizzo e.mail.
@ elda @ rita@ @ stefano @ tutti i comunitari
Mi sarebbe di estremo aiuto, per la battaglia che sto combattendo, se questa discussione almeno in minima parte, in qualche maniera, si potesse fare anche sul blog:
http://nuovasantangelodeilombardi.blogspot.com/
che vi prego di voler visitare ed al quale, se lo riterrete opportuno, potreste iscrivervi come autori
Le tue parole, Elda, ma anche quelle di Stefano, sono per me di grande conforto e stimolo.
antonio
Antonio IMBRIANO da Monza
25 Giu 08 at 11:38 am
@stefano
bene, adesso ci pesno un pò su e, poi, ti scrivo qualcosa.
grazie
e.
eldarin
25 Giu 08 at 12:11 pm
era da ieri che non riuscivo a pubblicare un commento, forse perchè vi inserivo un link.
Ci ho riprovato senza link.
@elda @ rita @ stefano @ tutti i comunitari
Se in qualche maniera, in maniera magari parziale, questa discussione la facessimo anche sul blog Nuovasantangelodeilombardi, potrei avere un aiuto a combattere la mia battaglia…
Se riuscite andate a prenderne visione e se ritenete scriveteci qualcosa, chiedendo eventualmente anche di divenire autori.
Gazie Elda per le tue parole; mi sono state di molto conforto e stimolo.
antonio
http://nuovasantangelodeilombardi.blogspot.com
Antonio IMBRIANO da Monza
25 Giu 08 at 3:22 pm
certo che scrivere mentre si fa un colloquio con un paziente ……
spero che il senso sia sufficientemente chiaro
Antonio IMBRIANO da Monza
25 Giu 08 at 3:25 pm
DECIDO DI TRASCRIVERE
DOPO AVER POSTATO DIRETTAMENTE PER ELDA SUL SUO BLOG
3 HERA-Klescampania
Giugno 25, 2008 alle 5:56 pm
IDDU e il terremoto.
Ho conosciuto il terremoto estivo del ‘62 o giù di lì.
Avevo dieci/dodici anni e sono diventata un sismografo vivente fino all’ età adulta..
Letteralmente terrorizzata da qualsiasi accenno al sobbalzo, oscillazione, pendolamento di lampadari e pavimenti.
Fino al giorno in cui la Dagmar L., mia prima terapeuta , mi disse ” Fà Il terremoto”, ovvero immedesimati nel terremoto etc etc
Fu un incipit energetico e personale. :potevo fare il terremoto e cambiare tutta la mia vita e buttare all’ aria quello che non mi si confaceva.
Anni dopo, quando arrivò il grande terremoto dell’ Irpinia feci un sogno, ambientato sul formicoso: Io e mio,padre andavamo portando soccorsi e cercando strade e stradine nuove , quando apparve una grande squarcio di luce accompagnato da una tempesta di vento.
Ovviamente ne parlai con Paolo Q :ne sortì un commento junghiano ( la Gestalt era ai primi anni italiani nell’80)…come se stessi facendo i conti con una vera EPIFANIA, una manifestazione sacra di Luce e Pneuma.
Ho smesso di essre terrorizzata dal terremoto..ne ho fatto tesoro .
E poi, nel 99, a Scutari, in Albania, ho trasmesso l’ esperienza a un gruppo di adolescenti , nelllo stesso giorno di una eclissi totale di sole( agosto ).
Fà il terremoto, fà la terra che si scuote gli alberi, le persone,le case di dosso, fà il sole oscurato dalla luna, fà la luna che copre il sole nelsuo giro …
Una performance per parlare di emozioni con i ragazzi e per mettersi nei panni delle grandi forze della natura: una improvvisazione teatrale per riconoscere il valore del terremoto interno
e della necessità del cambiamento.
Andò bene, con una sacralità che era nell’ aria, fra tutti i presenti, tutti bambini, ragazzi e giovani.
Forse è questo “vivere sacro” che intendono i siciliani , parlando di IDDU.
Ci si può fare tutte le domande possibili sugli irpini, ma non ci sono che risposte personali.
Teresa C.
HERA-Klescampania
25 Giu 08 at 10:19 pm
I commenti di Antonio, Stefano, Luca etc mi coinvolgono.
Ovviamente rispondo al mio solito, con un excursus personale sul tema della necessità di Trans-Formazione e cambiamento, implicita nel terremoto ed in ogni altro evento sconvolgente per la vita individuale e collettiva.
In Irpinia, la gestione collettiva di IDDU ha prevalso, generando ulteriore “attaccamento” alla roba, alle case , alle cose, ma anche dipendenza dalla politica delle clientele del potere centrale.
E’ un IDDU di cui gli irpini si riconoscono vittime , non artefici.
Il rapporto con IDDU nel Friuli è stata una esperienza ed una realtà diversa, certamente pragmatica.
Non altro. Teresa C.
HERA-Klescampania
25 Giu 08 at 10:36 pm
Teresa, anche tu! ….. benvenuta in questo bel tormento.
Vedrai che piano piano verranno in tanti.
Forse questo è il punto di partenza… per una garnde avventura.
antonio
Antonio IMBRIANO da Monza
26 Giu 08 at 5:53 am
@antonio
scriverò sul tuo blog, ma devo pensare a qualcosa di interessante e di istintivo, dammi un pò di tempo
@teresa
teresa, hai visto?, sto cercando di imparare la “lezione”,
grazie
elda
eldarin
27 Giu 08 at 12:05 am