COMUNITA’ PROVVISORIA . paesi .. paesaggi … paesologia

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

Cara Delfina (4^ lettera integrale)

con 15 commenti

di Maurizio Pallante

Cara Delfina,
ieri mentre accompagnavo per mano Gennarino a scuola siamo passati davanti a una catasta di sacchetti di munnezza che fetevano in modo insopportabile. U guaglione s’è messo nu fazzoletto innanz’o naso e ha detto: «Ohi pà, ma quanta ne facimme ogni giorno! Ciavimme troppe cose. N’avissimo meno, ne buttassimo meno».
«Ma come – gli ho risposto – va bene che non sai ancora leggere, ma su tutti i giornali c’è scritto che i prezzi degli alimentari sono aumentati del 4,8 per cento e molte famiglie con i soldi delle buste paga non ce la fanno ad arrivare alla quarta settimana».
«E se le buste paga aumentassero, la gente comprerebbe più cose?».
«Certo – gli ho risposto – ma che domande mi fai?».
«Ma se comprasse più cose farebbe ancora più munnezza».

Sono rimasto basito, Delfina. Nu guaglioncello di sei anni che fa questi ragionamenti. Ha ragione sua madre a dire che un’intelligenza così si trova raramente. Ma non è finita qui. Dopo un minuto di silenzio ha aggiunto con aria pensierosa: «Se comprando meno cose si fa meno munnezza e si vuole diminuire la munnezza bisogna anche fabbricarne di meno».
Ti giuro che non ho saputo cosa rispondergli. Sono rimasto lì con l’aria assente mentre mi ritornava in mente un minuetto tra il segretario generale della Cgil e il segretario generale del Pd che avevo appena letto su Repubblica. Se i giornali fossero sonori, come il cinema odoroso del mondo nuovo di Huxley, quel resoconto avrebbe avuto un sottofondo di musica barocca veneziana. Senti:
«Parlano l’uno dopo l’altro. Caro Guglielmo, grazie per aver difeso dagli attacchi il programma del Pd che, al primo punto, invoca (invoca!) lo sviluppo. Caro Walter, quelle critiche mi sono apparse davvero strane: che altro bisogna mettere in cima ai progetti se non la crescita di questo paese? Veltroni sentitamente ringrazia, Epifani ricambia, “stai facendo bene”. […] Ma da che parte arrivano quei siluri che hanno tanto sorpreso i due? Il leader del Pd punta il dito, e accusa: il “conservatorismo di sinistra” rischia di ingessare tutto. “Non solo quello di destra ma c’è anche quello di sinistra, che per troppo tempo ha pronunciato la parola “difendere”. Il conservatorismo è la tragedia del nostro paese”».
Dovevo avere proprio un aspetto imbambolato mentre mi sforzavo di capire per quale motivo la parola difendere fosse così inaccettabile, per quale mai ragione la parola conservatorismo potesse essere considerata il contenitore di tutti i mali, la sentina di tutte le ottusità. Conservare una cosa buona come può essere una tragedia, la tragedia del nostro paese? Difendere i deboli come si può considerare un ingessamento e di che cosa?
Dovevo proprio avere un’aria assente, perché Gennarino mi ha dato uno strattone alla mano e ha detto: «Ohi, pà, ma non vedi che siamo arrivati a scuola?». Eravamo davanti al portone e io continuavo a camminare dritto come un automa. Siccome eravamo un po’ in anticipo, gli ho chiesto se aveva fatto i compiti. «Sì, mi ha risposto, ieri mattina la maestra ci ha parlato dei bambini africani che non hanno da mangiare. Ci ha fatto anche vedere delle fotografie. Sembrano scheletrini con gli occhi fuori dalle orbite. Che pena, pà, ma come si fa a essere così poveri?».
«Non hai sentito padre Zanotelli domenica scorsa in parrocchia? Sono poveri perché noi occidentali, approfittando della nostra forza gli togliamo il necessario per alimentare il nostro superfluo». Ci ha pensato un po’ e poi mi ha risposto: «Vuol dire che se si facessero le parti più giuste, se noi smettessimo di avere troppo e loro troppo poco, ci sarebbe anche meno munnezza qui a Napoli?».
Ci credi, Delfina, che mi è venuto l’impulso di prendere per il cravattino quei due geni del minuetto e mandarli a scuola da Gennarino? Soprattutto quello che accompagnava gli studenti romani in Africa e ha raccontato pubblicamente di voler smettere con la politica alla fine del suo mandato da sindaco per andare ad aiutare gli africani a uscire dalla povertà. Se invoca (invoca!) lo sviluppo, se in cima ai progetti che altro si può mettere se non la crescita di questo paese, non continueremo a togliere il necessario ai popoli poveri per riempirci di quantità crescenti di munnezza che non sappiamo come smaltire?
Iddio, ce lo diceva sempre la buon’anima di tua madre, tra i tagliolini e il bollito le domeniche che venivo a pranzo da voi quando facevo il militare a Cuneo, acceca quelli che vuol perdere. Più tempo passa e più mi convinco che la rovina di questo paese è stata causata dall’abbandono della sapienza dei vecchi e la sua riscoperta è l’unico modo per risolvere i problemi che ci stanno distruggendo. Solo nel conservatorismo ci sono potenzialità di futuro, mentre non ce ne sono nella smania di cambiare e innovare. Più tempo passa e più mi viene voglia di venire a vivere nelle vostre valli. Autostrade e inceneritori lì non hanno mica intenzione di farne?
Un abbraccio dal tuo Totò

http://www.decrescitafelice.it

Written by verderosa

27 Giugno 2008 a 12:40 pm

Pubblicato in a Autori Comunitari

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15 Risposte

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  1. Quello che ci racconti qui non è altro che la coferma di quello che molti di noi già pensano ma che risulta difficile realizzare recuperare il nostro bambino interiore.

    Il problema non credo che ci sia bisogno di un conservatorismo buono ed un progresso cattivo perchè tutte e due sono il rovescio della stessa medaglia. E, non credo neppure che ci sia bisogno di “vecchie” saggezze, quando la testimonianza di questo bambino ci dice che c’è molta più saggezza nei giovani ed in un bambino.

    Forse è vero il contrario che dovremmo sperimetare un nuovo progresso. Ritrovare tutti noi il nostro bambino interiore. Abbassandoci al suo livello, riscoprendo così la semplicità delle cose.

    Credo che la più grande lezione di tuo figlio (credo?) sia proprio la nostra capacità di recuperare la semplicità delle cose. E, per questo vado ancora alla ricerca di occhioni neri per imparare….anch’io a conquistare un pò di saggezza in più…

    http://www.girodivite.it/Il-Clown-Nanosecondo-alla-prese.html

    Il cambio del paradigma del XXI secolo stà tutto qui… nella capacità dei nostri figli: di “uccidere i padri”, di “uccidere il passato” per far (ri) vivere la semplicità della saggezza del (nostro) bambino (interiore).

    E’ un processo complesso e difficile ma è la nostra unica speranza di sopravvivenza.

    Grazie per questa bella esperienza che ci hai raccontato.

    Uacc Uaa
    Nanosecondo

  2. Non basta, secondo me, Nanosecondo, ‘uccidire i padri’; bisogna anche ’seppellirli’ però.
    Uccidere il passato, invece, non solo non è possibile, ma anche se lo fosse, come potrebbe il ‘nostro bambino interiore’ essere semplicemente ’saggio’ e quindi viaggiare verso il futuro in modo positivo?

    Antonio

    aimbriano

    30 Giugno 2008 alle 11:05 am

  3. E’ chiaramente una metafora. Nella sostanza ti parlo della mia esperienza. Un percorso un viaggio di gulliver. Un tentativo di rinascere. Per quello che mi riguarda mi sono “ucciso” prima per non morire. Riguardo al passato mi riferisco alle nostre “false credenze”. In questo senso riscriverle è un lavoro che prima di fare nella “comunità” (anche se provvisoria) lo devi fare su te stesso. Il mio è un tentativo non so se ci riuscirò ma almeno ci sto provando. In questo mi stà aiutando Nanosecondo.

    Se vuoi approfonidre la mia esperienza puoi leggermi su http://www.girodivite.it/_Enzo-Maddaloni_.html

    Sinceramente per andare nel concreto oggi resto un pò “stereofatto” leggendo il post ed alcuni commenti sul problema di “nuova regione”. Abito e sono nato a salerno e mi resta un pò difficile solo immaginare la mia regione senza la città di Napolie la stessa Caserta.

    Questo non significa salvare la storia ma nella sostanza non si cambia la storia se non si cambia il nostro attegiamento di fronte alla storia.

    In questo senso va ucciso non “l’uomo” napoletano o altro che sia ma, semmai, la storia politica, sociale e culturale (la stessa appartenenza etnica più volte richiamata in certi commenti) che ha consentito questo approccio e questo stato di cose.

    Per la prima volta quest’anno non sono andato a votare. Ne con Bassolino, Ne con Berlusconiu, Nè con la Camorra.

    Personalmente non mi ritengo affatto un saggio proprio perchè la saggezza è semplicità e questa caratteristica l’anno solo i bambini (come ha dimostrato tuo figlio) e le persone anziane che sono riuscite a ritornare bambini.

    Tutto qui.
    Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni

  4. ops…… nella sostanza il bambino è saggio di per se perchè a differenza di noi adulti è capace di connettersi ad un livello di coscienza più alta. Noi con il crescere abbiamo perso questa capacità.

    Riflettici anche tu e fammi sapere.

    Uacc Uaa Nanosecondo

  5. Cari amici,

    questa storia dell’ “uccisione die padri”, questione decisiva per ogni cambiamento reale, va spiegata bene. Come tutte le cose sacrosante rischia di essere infatti banalizzata se non si puntualizzano alcune cose.

    Chi ha dentro di sé un’ansia di cambiamento sa che l’attacco al passato è fondamentale per andare avanti. Fondamentale è anche, però (la vita è “contraddizione”), la salvaguardia del “buono” del passato.
    Non c’è nessun futuro di qualità se il passato viene liquidato in toto. E anzi, la liquidazione in toto del passato è la spia non del “nuovo” ma della sua degenerazione, il “nuovismo”. Chi sa leggere la storia, anche quella recente, sa di cosa parlo.

    Per tornare a noi, cioè alle questioni del “nuovo sviluppo” o meglio “nuovo progresso” (preferisco usare questo termine, la “decrescita” non mi convince), non avverrà mai la fuoriuscita dal vecchio modello di sviluppo se non si puntano in modo preciso e deciso i fucili contro il passato, cioè in termini più generali e “metaforici” se i “figli non uccideranno i padri”.

    Ho accennato a questa cosa già nel primo post sul quarantennale del 68 (spero di farne altri). Il blocco, o ingolfamento, in cui ci troviamo è proprio questo.
    C’è una lotta feroce tra il passato e il futuro. Una lotta che non si vede, ahimé, perchè i protagonisti di una lotta positiva di questo tipo, “i figli”, non “ci sono”, non sono politicamente visibili cioè “attivi”. Assistiamo in realtà alla consueta “rivoluzione passiva” che si apre nei periodi di trapasso e di crisi. Per questo io giudico il nostro tempo così pieno di insidie.

    Gli amici mi scuseranno se torno a un passato molto lontano, che ci dovrebbe riguardare per la nostra cultura e la nostra educazione profonda (parlo del “maledetto” cattolicesimo). Ci fu un tale un giorno che, pur mettendo in atto una delle più radicali rivolte, anzi rivoluzioni, contro il passato, mise però in guardia dalla distruzione completa del passato. Anzi ricordò ai suoi che era venuto “per completare” non per liquidare il vecchio. Tuttavia mise poi in atto una svolta, anche rispetto al Vecchio, così radicale da passare alla storia come Buona Novella, Nuovo Testamento.
    Perchè accadde questa novità? Ma perchè seppe coniugare il meglio del passato con la svolta verso il futuro. Dunque è l’approccio al passato la spia della sincerità e della possibilità di un futuro davvero nuovo e proficuo.
    Se fosse stato uno dei tanti “nuovisti” che vediamo in giro in tutte le epoche storiche, che straparlano contro il passato (ma solo per prenderne in mano le cose peggiori), sarebbe stato un cialtrone qualsiasi, un barabba qualsiasi, usato dal potere come scudo e manipolazione contro la novità autentica.

    A continuare.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    30 Giugno 2008 alle 3:35 pm

  6. Non so scrivere e non o tempo, caro Michele ma provo per il momento a sintetizzare: ‘due nuscani insieme e contro’ in questa comunità che di provvisorio, oggi, forse ha qualcosa in meno.
    Con affetto nuscano
    a.
    PS quando avrò tempo capacità proverò, ti prometto ad essere meno ermetico, sempre nel ‘pathos’, però!

    aimbriano

    30 Giugno 2008 alle 4:41 pm

  7. Vedi Michele che non so scrivere, vedi la fretta!
    O senza acca!
    Stavolta però è stata sicuramente la fretta!
    Corrono veloci le lancette dell’orologio (della storia?)
    Sempre con affetto.
    a.

    aimbriano

    1 Luglio 2008 alle 2:36 am

  8. —-Messaggio originale—-
    Da: zonacreativa@libero.it
    Data: 1-lug-2008 10.53 AM
    A:
    Ogg: Brescia prepara un PACCO per Napoli.

    Ma non erano i disonesti napoletani che andavano a vendere i
    “pacchi” (finti videoregistratori, cellulari e telecamere) nelle
    stazioni di servizio del nord? Ormai e’ certo, abbiamo fatto scuola,
    ora si sono invertiti i ruoli.

    Dopo quello della FIBE, e’, forse, in arrivo un nuovo “pacco” per i
    napoletani. Mi sento tanto come uno di quei nativi americani che,
    all’indomani dell’arrivo degli spagnoli in sudamerica, accettavano
    piccoli specchietti in cambio dei loro suppellettili d’oro.

    Mi sa che il CNR sta per produrre un nuovo disoccupato (di lusso).
    Credo di non sbagliare se prevedo che, come avvenne per il dr.
    Stefano Montanari a Modena, un nuovo ricercatore CNR dovra’
    “ricercare” altrove il suo futuro.

    Di seguito riporto un importante estratto di un’ANSA battuta ieri
    sera, quello piu’ significativo.

    Saluti

    Antonio Trotta

    2008-06-30 20:51
    L’INCENERITORE DI BRESCIA INQUINA? LO SI CEDE A NAPOLI

    (….) Una logica, quella dell’incenerimento, che viene bocciata
    senza riserve da Ennio Italico Noviello, primo ricercatore dell’area
    ricerca del Cnr di Roma dal quale Sesto Viticoli, direttore del
    Dipartimento progettazione molecolare Cnr, prende le distanze
    precisando che “non rappresenta la posizione dell’Ente”.
    “L’incenerimento trasforma i rifiuti da solidi in aeroformi, ma
    restano tossici e nocivi – ha detto Noviello – E, infatti, in
    Giappone, uno dei primi paesi a utilizzare questa tecnologia, stanno
    rapidamente facendo marcia indietro”. Poi, lancia ancora un altro
    allarme. Secondo Noviello “Brescia avrebbe proposto di vendere
    l’intero impianto alla Campania”. “L’ho saputo proprio stamattina –
    ha spiegato Noviello in un incontro a Napoli – La proposta era di
    cederlo per 25 milioni di euro, cioé meno di quanto serve per
    completare quello di Acerra”. Una proposta “giustificata dal fatto
    che quell’impianto sta inquinando l’intera Lombardia. A Brescia non
    c’é un solo allevamento di bovini che sia senza diossina”. (….)

    DIFFONDETE A TUTTI I VOSTRI CONTATTI!!!!!

  9. Chi non ha memoria del passato non ha futuro . Questo era un vecchio slogan degli anni 80 della sinistra ed è giusto che sia. Rispetto al commento precedente…il PACCOTTO DELL’INCENERITORE DI BRESCIA……. credo che sia giusto riflettere sulla “memorie delle cose che sono successe fino a questo momento” ……

    Sto facendo una ricerca sulla “MEMORIA CELLULARE” con alcuni medici ed infermieri dell’ospedale dove lavoro. POarlo qui di “fantamedicina”…salvo però avere sempre più riscontri di una teoria che al momento è solo il frutto di esperienze personali e di alcune osservazioni in vari campi scientifici : medici, fisica quantistica, e ci aggiungo culinaria.

    E’ si non siamo anche quello che mangiamo. C’è un bel passo nel libro “MEMORIE DI ADRIANO” di margaret jorcenaur sull’argomento.

    Ora che voglio dire che quando dico bisogna uccidere i prpri padri …..il cambio del paradigma sta proprio qui….è una metafora………se quello che eravamo è quello che oggi siamo e non ci piace come è possibile cambiare la nostra realtà.

    Caro michele non ci vuole una rivoluzione “armata” ma solo delle volontà e del nostro modo d’essere che deve essere cambiato.

    Come non ho una ricetta ……..sto solo provando una strada che è quella del Clown. E’ cosi che ucciso Enzo per non morire.

    Il 12 e 13 luglio (sabato e domenica) stiamo organizzando un incontro a Flumeri con alcuni amici sull’argomento della comicoterapia ed una riflessioni spero di poterla fare li anche su questo tema …..ci sono molte attinenenze non fosse altre per la ricerca del nostro bambino interiore la parte più saggia di noi.

    Camminiamo nella provvisoria bellezza
    Uacc Uaa Nanosecondo

  10. ops……correggo ” noi siamo anche quello che mangiamo……”

  11. Caro Enzo,

    mi dispiace ma i cambiamenti, quelli autentici, sono per definizione “armati”.
    E aggiungo anche, sempre a mo’ di metafora, che sono “armati” con o senza fucile.
    Spero tu intenda, oltre la metafora, anche il paradosso.
    Per spiegarmi meglio: noi siamo animali, lì sta la nostra umanità profonda. Siamo un grumo di energia, cioè di violenza, piaccia o non piaccia a quelli che della nostra umanità (animalità) si vergognano e vorrebbero, non valorizzarla (che significa anche tenerla, ovviamente, “sotto controllo”), ma cambiarla.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    1 Luglio 2008 alle 3:40 pm

  12. il mattino 1.7.08
    Brescia-Acerra sola andata. L’inceneritore più grande d’Europa sarebbe in viaggio per la Campania secondo Ennio Italico Noviello, primo ricercatore del Cnr di Roma. Il gruppo A2A secondo lo scienziato pare abbia proposto a Napoli di acquistare l’impianto bresciano per smontarlo e rimontarlo in Campania, ricostruendone poi nella loro città uno più nuovo, più grande e potente, più moderno e sicuro. «L’ho saputo proprio stamattina – ha ammesso Noviello – La proposta era di cederlo per 25 milioni di euro, cioè otto milioni in meno di quanto servirebbe per completare quello di Acerra». Una proposta, secondo Noviello, che arriva dalla consapevolezza che «quell’impianto sta inquinando l’intera Lombardia. A Brescia non c’è un solo allevamento di bovini che sia senza diossina». Un pugno nello stomaco di chi, da anni, proclama l’inceneritore di Brescia come il migliore e più sicuro al mondo, capace di bruciare 750mila tonnellate all’anno ma, conclude Noviello, «i disastri ambientali lì sono stati documentati, dimostrati e accertati sotto tutti i punti di vista. Perfino la Commissione Europea è intervenuta. Anche in Giappone stanno rapidamente facendo marcia indietro». mg.cap.

    mg. cap. / il mattino

    1 Luglio 2008 alle 6:13 pm

  13. Strano il percorso di codesto post.
    inizia con la testimonianza di un padre e di un bambino che, immagino, non abbia superato i sei anni per contenere tutta quella saggezza , passa per l’ uccisone e la sepoltura dei padri, si srotola nel cambiamento armato e..si arrotola sull’ inceneritore di Brescia…
    Della serie che le nostre lingue battono SOLO Là dove il dente duole : a ognuno fare i conti con i punti nevralgici della propria dentatura !
    Ergo , ci aggiungo un tocco personale, anzi preso a prestito da P.Q. a proposito di padri e nemici uccisi :
    ” Il problema degli scheletri negli armadi è che non servono a niente e non portano frutto. Molto meglio metterli a terra, seppellirli : è l’ azione che permette il superamento dell’ odio e delle emozioni negative.”
    A rinforzo di quanto detto da A.Imbriano.
    Teresa C

    HERA-Klescampania

    1 Luglio 2008 alle 11:47 pm

  14. Se vi va di approfondire (e avete più tempo a disposizione) l’argomento della “memoria” potete leggere…….

    La Biologia delle Credenze (di Bruce Lipton biologo cellulare)
    http://www.girodivite.it/La-Biologia-delle-Credenze.html

    Il Segreto del Pizzaiuolo …..la doppia lievitatura….
    http://www.girodivite.it/Il-segreto-del-pizzaiuolo.html

    La Comunità Provvisoria e la sua forma……….
    http://www.girodivite.it/Comunita-Provvisoria-e-la-sua.html

    Un amico del coordinamento salute e ambiente di Salerno mi aveva inviato l’email con il caso di Brescia …….della serie “pacco paccotto”….trovandomi a leggere in questo periodo alcuni libri di fisica quantica e di come funziona il nostro cervello…..e le nostre cellule “memoria cellulare” …….mi sono reso conto partendo dal principio che siamo in un sistema a rete che era giusto inserire all’interno di questo post sulla “memoria” in caso dell’inceneritore di Brescia.

    Un’altro evento quantico….

    Però adesso mi piacerebbe continuare il dibattito sulla “memoria e forma (o meglio le forme) della comunità provvisoria”……”bambina” da poco nata con tutta la sua saggezza e la sua coscienza che si riesce a collegarsi all’insieme e per questa unica e….. divina?

    Uacc Uaa
    Nanosecondo

  15. Ante Letteram (perdonate il mio latino maccheronico)

    Questa e’ la lettera con cui numerose associazioni bresciane hanno accolto la Iervolino e gli altri pellegrini napoletani giunti a Brescia per venerare l’inceneritore locale.

    La leggerà mai?

    Intanto diffondiamola e facciamo conoscere cosa c’e', di VERO, dietro quello che presentano come un “gioiello della tecnologia” ma che in realtà è solo una macchina che produce malattia e morte, al pari di quelle che vorrebbero costruire qui in Campania.

    Uacc Uaa

    **************************
    Lettera aperta al Sindaco di Napoli
    Rosa Russo Jervolino

    Brescia non è un modello virtuoso da seguire nella gestione dei rifiuti.

    Gentilissimo Signor Sindaco Jervolino,
    siamo davvero impressionati dal fatto che sia venuta a Brescia a visitare il mega inceneritore ASM/A2A !!!!
    Ciò che può scoprire, al di là della cortina fumogena della propaganda Asm non è molto istruttivo:

    - un inceneritore da 800.000 tonnellate che produce molti più rifiuti (150.000 tonnellate di scorie e 30.000 tonnellate di polveri pericolose, più 2-3 milioni di tonnellate di aria contaminata) di quelli che rimarrebbero da smaltire (100.000 tonnellate) se si facesse la raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale;

    - uno spreco di risorse energetiche incredibile rispetto al riciclaggio:
    1) si buttano nel forno 150.000 tonnellate di umido (cioè acqua, che idiozia!), che potrebbero diventare compost per una pianura bresciana in deficit di materia organica;
    2) si buttano via, nelle scorie, 5.000/6.000 tonnellate all´anno di ferro e di alluminio, centinaia di tonnellate di rame, ………. però, si recupera acqua calda.
    Le dirà Asm!!!!!!!!! ………………peccato che così la città viene teleriscaldata anche in estate, in piena calura, costringendo i bresciani a ricorrere ai condizionatori!!!!!
    3)una “raccolta differenziata” con mega cassonetti stradali, al 35%, in realtà “truccata” e “drogata” dai rifiuti speciali, che, assimilati, raddoppiano i rifiuti urbani raggiungendo il record di 2
    kg/abitante/giorno, e mandando allo smaltimento esattamente la stessa quantità di rifiuti della Campania, che non fa la differenziata: 1,2 kg/abitante/giorno.

    Sindaco Jervolino,
    se voleva davvero imparare come risolvere il problema dell´emergenza rifiuti della Sua terra, Le sarebbe stato più utile un viaggio in quel di Treviso al Consorzio Priula, a Novara, Asti, nel trentino, ed al Centro Riciclo di Vedelago (Tv) ovvero dal Suo Collega di Padula, nel
    salernitano, che è portato ad esempio per la raccolta differenziata che sta attuando!!! Lo sa che oltre 2000 Comuni italiani hanno superato il 50% di raccolta differenziata?

    Con la raccolta differenziata “porta a porta” secco umido e con una tariffa puntuale si riduce il rifiuto prodotto a 1 kg/abitante/ giorno (metà di quello di Brescia) e il rifiuto da smaltire, a 0,2
    kg/abitante/giorno (un sesto di quello bresciano!).

    Nel Centro riciclo di Vedelago, poi, si recuperano tutti i materiali della parte secca (l´umido diventa compost per fertilizzare i campi), per cui il rifiuto da smaltire è quasi 0 (sì, zero). Si figuri che
    arrivano a riciclare anche i pannolini dei bambini, ricavandone una finissima sabbia, richiestissima all´estero!!!! Ma, in questo caso, la lobby dell´incenerimento ed il business (anche quello criminale) dei rifiuti storcerebbero il naso!

    Ma un´altra domanda ci viene spontanea: come mai Padula, vicinissimo a Napoli effettuta la raccolta differenziata? Ma forse, sindaco Jervolino, è un altro il motivo che l´ha spinta a Brescia: un gemellaggio Campania-Brescia in nome dei rifiuti!

    Forse Lei non lo sa, ma Brescia è il “distretto nazionale dei rifiuti”, che può fare invidia alla Campania: oltre al più grande inceneritore d´Europa, qui si producono quasi 4 milioni di tonnellate di rifiuti speciali all´anno, prevalentemente scorie di fonderia, a cui se ne aggiungono oltre 1 milione di importazione; sono state interrate in passato, spesso in discariche non controllate, decine di milioni di tonnellate di scorie di fonderia.

    Da qui deriva la “vicinanza” alla Campania: come da voi abbiamo un´elevata incidenza di diversi tumori e la medesima anomalia rispetto al resto del Paese, un´incidenza doppia dei tumori al fegato; senza dimenticarci di aggiungere che abbiamo avuto nei mesi scorsi il “latte alla diossina” in 18 stalle dell´hinterland di Brescia, nella zona a sud dell´inceneritore, esattamente come il vostro “caso” del latte di bufala alla diossina.

    Insomma un gemellaggio apparirebbe più che giustificato!!!!!!!Diossina
    per diossina……….

    Quindi La preghiamo vivamente e, con il cuore in mano, di dar voce anche a noi, semplici ed oneste associazioni ambientaliste che si battono per un interesse comune e cioè, il diritto alla salute.

    Restando quindi in attesa di una Suo cortese cenno di riscontro in merito, l´occasione ci è gradita per porgerLe i nostri più cordiali saluti.

    Coordinamento comitati ambientalisti della Lombardia
    Comitato Ambiente Città di Brescia
    Cittadini per il Riciclaggio
    EnergEtica
    Comitato contro la Centrale Turbogas di Lamarmora
    Co.Di.SA. – Comitato Difesa Salute e Ambiente di San Polo
    AltraBrescia
    Gruppo Meetup “Amici di Beppe Grillo di Brescia”
    Associazione “Ricomincio da Grillo”


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