COMUNITA’ PROVVISORIA . paesi .. paesaggi … paesologia

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

poesia e autismo corale

con 8 commenti

Ieri sera ero in un paese delle Marche a un premio di poesia. A un certo punto è arrivata la pioggia e la manifestazione è stata dirottata dalla piazza alla chiesa. La persona che stava tenendo una breve prolusione su un poeta ha ripreso il suo discorso dal punto in cui lo aveva lasciato, con la stessa solennità di chi sta pronunciando il giudizio universale. Nel mentre parlava intorno a lui c’era tutto il traffico dei musicisti chiamati come contorno alla serata che provvedevano a sistemare gli strumenti. Il maestro della piccola orchestra per tutta la serata non ha mai mancato di sottolineare la grandezza della poesia, usando questa parola sempre con retorica altisonanza.

Alla fine della serata ho fatto notare il rumoroso traffico dei musicisti all’oratore che immaginavo disturbato e questi mi è sembrato colpito dalla mia osservazione, mi è sembrato di cogliere nei suoi occhi una sorta di lieve indignazione postuma: al momento dell’orazione era troppo assorbito dalle sue parole, o semplicemente rassegnato all’indifferenza verso la poesia. Anche il poeta oggetto della prolusione ha espresso una rassegnata condivisione con quanto andavo dicendo.
I musicisti non hanno fatto altro che considerare le parole di chi parlava secondo il modello della parola televisiva, una parola che si può ascoltare girando il sugo, o addirittura parlando al telefono. La televisione è un rubinetto sempre aperto. Non conta quello che dice o fa vedere, conta il fatto che parla in continuazione, sono più di quarant’anni che parla e non si ferma mai. La sua sacralità è proprio in questa emorragia ininterrotta, ma la ferita da cui sgorgano le parole non è nel suo corpo irreale, ma nei nostri corpi sgangherati dalle lunghe permanenze sui divani;
“La comunità provvisoria è nata proprio per far circolare le parole in una maniera diversa, per riportare le parole ai luoghi e i luoghi alle parole, per proteggere alcune verità sempre più minacciate, a partire dalla verità della bellezza;”
Con questo spirito martedì comincio il giro estivo per i paesi. Porto le mie parole in luoghi marginali dell’occidente mercantile, sperando che questa marginalità mantenga ancora qualche antidoto all’orgia di finzioni in cui ogni giorno una società sazia e sfinita festeggia la sua ingorda vacuità consumista coi nastrini e i fiocchetti dell’autismo corale

armin

Written by Arminio

14 Luglio 2008 a 5:50 am

Pubblicato in a Franco Arminio

8 Risposte

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  1. C’era proprio bisogno, in questa Comunità, della tua parola, Franco Arminio, che sottolineasse il senso di questa ‘Provvisorietà’, che per me è l’unica vera condizione possibile: una vera certezza fatta di dubbi, ed una vera stabilità fatta di ‘provvisorietà’!
    antonio

    aimbriano

    14 Luglio 2008 alle 5:57 am

  2. io sono
    io sono
    io sono
    io sono
    io sono
    io sono
    io sono
    io sono
    io sono
    io sono
    io sono

    (poesia ripetuta all’infinito)
    Uacc Uaa
    Nanosecondo

    Istruzione per l’uso e controindicazioni:
    Provate a recitarla, a mo di litania, di preghiera, o come vi pare, sdraiati, seduti (dove vi pare), da soli ed in compagnia ………..(chi recista si mette difronte al pubblico che restano neutri in silenzio guardandosi sempre negli occhi e non perdendo mai lo sguardo). Fate uscire tutte le vostre emozioni priam dalla mente e poi dal corpo (rabbia, racori ed anche gioia) dimostrate le vostre emozioni attraverso anche il tono della voce e cadenza, (recitatela ad alta voce o con il tono che preferite per meglio esprimere le vostre emozioni e ciò anche se non vi sente nessuno e lo fate da soli davanti allo specchio), datevi tutto il tempo che vi pare …. 5,10,20,minuti anche un’ora…..il segreto e ripetere la poesia fino a stancarvi superando la soglia della vostra considerazione di utilità…….entrerete così nella vostra poesia interiore dove non c’è nessuna televisione e nessun maestro di musica a rompervi ……..e dove scoprirete tutte potrete scoprire…….. Non ci sono controindicazioni ed effetti collaterali.
    In caso di sovraddosaggio emozionale poetico consultate. Nanosecondo.

  3. ops ….carissimo franco armin, mi piacerebbe proporre la recita di questa poesia in tutti i luoghi………ieri ci abbiamo provati a Flumeri…..alla ricerca del (tuo) Clown Interiore (poeta, zotico, bastardo, ecc. ………è stata un’esperienza bellissima per chi vi ha partecipato.

    Mi piacerebbe riproporre l’esperienza con un poeta “overamente”.

    Un’esperimento “inutile”………..che ne pensi?

    Uacc Uaa
    Nanosecondo

  4. cari amici della comunità provvisoria io qui avevo scritto un post ma dopo aver premuto submit a cooment mi è apparsa una schermata bianca .come posso fare a recuperarlo??????????????????????????????????????????????????????????????????????

    mi appello alla clemenza di qualche ” amministrarore” di cercarlo da qualche parte poichè io lo ho inviato, cioè lo ho spedito quindi deve essere arrivato.

    Grazie anche se so che non ve ne importerà proprio. ( scherzo)

    capoccia

    14 Luglio 2008 alle 7:23 pm

  5. Sulla piattaforma non è mai arrivato, quindi non siamo in grado di recuperarlo.
    Se puoi recuperalo dalla tua ‘mente’. Oppure scrivine un altro anche se diverso.

    enzlu

    14 Luglio 2008 alle 8:41 pm

  6. @ enzlu

    è troppo lungo per essere ricopiato e troppo bello per essere ricordato

    capoccia

    15 Luglio 2008 alle 1:48 pm

  7. Buona sera (o meglio buona notte, vista l’ora) a tutti voi!
    Scrivo per la prima volta su questo blog, pur visitandolo ormai da tempo e con sempre maggiore curiosità, per una “strana coincidenza di espresssioni” che mi ha riportato ad un UOMO a me particolarmente caro, Alexandros Panagulis (anche se purtroppo da me non conosciuto se non attraverso quanto da lui lasciato e di lui raccontato in alcuni scritti, fra i quaili, in particolare, “Un uomo” di Oriana Falllaci).
    Panagulis, eroe della Resistenza grega durante il regime del colonneli degli anni Sessanta, è stato insieme poeta “per la libertà” scrivendo (nel carcere di Boyati nel quale è stato rinchiuso o meglio sepolto vivo), vari pensieri poi raccolti in una prima collezione dal titolo “Altri seguiranno”.
    Oggi, su questo vostro blog, ho più volte letto la parla “poesia” (e i significati e messaggi ad essa correlati); e sul blog Nuova Sant’Angelso, in chiusra di un commento (se non ricordo male dell’avv. Marco da Milano), ho viso riporatata l’espressione “altri seguiranno”.
    E così, per questa strana e per me piacevole coincidenza, vi riporto una risposta data da Panagulis ad una domanda rivoltagli nel corso di un’intervista (pure riportata nella raccolta di poesie di cui sopra) … E la poesia, Alekos? “La poesia è un grido, è un quancosa che nessuno può fermare, qualcosa che ci spinge a cercare carta e matita in certi momenti. Non ha importanza, a volte, la forma della poesia, ha importanza se ciò che spunta sulla carta è sentimento reale, il grido, la necessità. Spesso è un grido dell’istante, una necessità dell’istante, è un dolore che rappresenta un solo istante che tuttavia si vuole immortalare. Forse perché gli uomini non abbiano a dimeticare. Non per diventare vendicativi, ma per ricordare, per avere esempi e per fare in modo che quel dolore che hanno provato non abbia a ripetersi, non venga conosciuto da altri. E’ necessario che ogni uomo sia pensatore, poeta ma combattente nello stesso tempo. La poesia è una necessistà, la politica un dovere, la lotta è pure un dovere, il più sacro. La pace non potrà in nessun altro modo avvolgere l’umanità se non c’è una continua lotta dell’uomo per la libertà, la democrazia, per la giustizia sociale e per il progresso …”
    E poi, ancora (di Panagulis ma tratta da un canto popolare cetese) “Se ti metti in mente un’idea va avanti e non aver paura. Butta via la tua giovinezza e non averne pena.”
    Un caro sauto a tutti voi
    Stefania P.

    Stefania

    16 Luglio 2008 alle 1:56 am

  8. Nel rileggere ora, dopo averlo inviato, il commento di poc’anzi, mi sono accorta di alcuni errori di battitura (grega invece che greca, riferito alla Resistenza, cetese in logo di cretese, riguardo al canto popolare, e vari altri). Li correggo tutti, anche quelli che mi sono sfuggiti … ma non rileggo più, per evitare di torvare scritto da qualche parte “fischi” per “fiaschi”!
    Ancora un caro saluto
    Stefania P.

    Stefania

    16 Luglio 2008 alle 2:21 am


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