COMUNITA’ PROVVISORIA . paesi .. paesaggi … paesologia

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

le grandi città

con 15 commenti

Che fan di necessario le grandi città?
Fanno il grano del pane che mangiano?
Fanno la lana del panno che vestono?
Fanno il latte?
Fanno l’uovo?
Fanno il frutto?

Fanno si la scatola.
Fanno l’etichetta.
Fanno i prezzi.
Fanno la politica.
Fanno i manifesti.
Fanno rumore.

Ci hanno tolto l’oro dell’evidenza e lo hanno perduto.

Giuseppe Giovanni Lanza Del Vasto.

Written by Arminio

18 Luglio 2008 a 8:49 pm

15 Risposte

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  1. In dieci metri quadrati a Piazza di Spagna puoi vedere un coreano che fa fotografie, un militare siciliano che telefona alla madre, una domestica polacca in libera uscita e un petroliere texano . In città puoi trovare di tutto, ma noi non è di tutto che abbiamo bisogno, ci servono cose vere, cose precise.

    Franco Arminio – “Vento forte tra Macedonia e Candela”

    Monia

    18 Luglio 2008 alle 9:18 pm

  2. Lacedonia -ovviamente!

    Monia

    18 Luglio 2008 alle 9:26 pm

  3. qui tutti hanno ceduto le loro cose
    e se ne sono andati
    qui non c’è più nessuno rimasto
    che punti il suo dito
    qui il giorno si alza a far male
    e gli aerei prendono il volo
    con un rombo di guerra
    con un saluto marziale
    qui si cammina tutti
    aspettando una rissa
    con in tasca un coltello
    qui nessuno ha più cuore
    né trasvolate da fare
    né chi gli somigli
    né anime gemelle più da incontrare

    qui tutti hanno ceduto le loro cose
    qui più nessuno ha creduto
    ai racconti sentiti
    qui tutti se ne sono andati
    con le loro vite tranciate
    senza le foto e gli album di casa

    alfonso

    19 Luglio 2008 alle 8:46 am

  4. Ve lo dico io che fanno… l’immondizia e pure tanta!

    Andrea

    19 Luglio 2008 alle 9:36 am

  5. ben detto! L’unica cosa concreta che viene ‘rilasciata’ agli altri.

    Che sia guerra totale agli sporcaccioni fino alla settima generazione.

    P.S. Considerato che il gen. giannini ed il sotto. bertolaso hanno sporcato l’irpinia ed il sannio, per ripulire le tane dei porci, gli va applicato il principio prima enunciato?

    il musico

    ilmusico

    19 Luglio 2008 alle 11:16 am

  6. signori, il corriere del mezzogiorno (inserto del corriere della sera) oggi pubblica un articolo di uno dei massimi storici italiani contemporanei, giuseppe galasso, su “vento forte”, l’ultima fatica di franco arminio. non è il momento di pianger miseria sulle città che fanno e non fanno, su quelli che sporcano e su quelli che partono, uniamoci tutti, per gettare le basi per un nuovo umanesimo, l’unico in grado di farci risalire la china, quello basato sullo sviluppo spirituale dei paesi, in fruttuoso scambio con le città, per il rilancio di tutti

    sergiogioia

    20 Luglio 2008 alle 1:55 pm

  7. Nell’era della globalizzazione il piccolo scompare.

    Le masse agglomerate nelle città e nelle metropoli vivono in realtà dense di servizi culturali e non.

    Vivono anche grandi situazioni di disservizi come il caso di Napoli che è stato su tutte le pagine dei giornali nazionali e internazionali con non poche negative ripercussioni sull’immagine non solo di Napoli ma della Campania e quindi dell’Italia.

    In quest’occasione è stata sotto gli occhi di tutti l’importanza dei piccoli centri che svolgono la funzione di polmone verde non solo in termini naturalistici ma anche di valori umani che per motivi sociali (dispersione della massa dell’individuo in quanto tale) nei grandi agglomerati inevitabilmente si perde.

    D’altraparte è pur vero che le grandi città offrono musei e servizi culturali di grande importanza ed impatto che difficilmente si possono trovare nei piccoli centri.

    Pertanto la differenziazione su cui puntare è la differenziazione di una cultura che qualcuno qui sopra ha definito umanistica ma che dobbiamo pur riconoscere che non è valorizzata e quando ciò avviene è scarsamente valorizzata.

    Ci sono periodo in cui si vive in paese e periodi in cui i paesi sono luoghi desolati dove vi è una scarsa voglia e senso di aggregazione.

    I paesi non dovrebbero vivere solo d’estate e il campanilismo dovrebbe essere solo un antico ricordo.

    Think different!

    In this way we can have a chance in the global process world.

    p.s. il discorso è molto più elaborato. Da approfondire. Intanto se qualcuno mi risponde sono felice. Grazie.

    Maria

    21 Luglio 2008 alle 5:59 pm

  8. Con Maria e Monia,
    voglio condividere ed apprezzare l’ esperienza di vivere la media /grande città.
    Ho già detto di aver vissuto in una metropoli , da emigrante, a Parigi
    Trovo che le grandi città aprono le menti di chi è sensibile e curioso e allora ci provo a dirvele così :

    Le grandi città

    offrono libri e luoghi per leggere, prestare, acquistare , scambiare libri
    offrono musei e mostre ed eventi per tutti i gusti, grandi e piccini , vecchi e bambini,
    offrono ospedali avanzati, chè gli ospedali avanzati non si possono fare ..altrove
    offrono cucine, vestiti ecostumi di paesi diversi
    offrono volti e sguardi da paesi diversi sulla metropolitana, sull’ autobus
    offrono musica , grande musica e musica di tutti i tipi
    offrono ricerca e ricerca e ricerca spirituale, s’ intende !
    offrono industrie e trasporti efficaci o quasi
    offrono circoli dell’ arci , circoli parrocchiali ,circoli solidali tout cout e circoli culturali
    offrono le ciliege del Cile e le ciliege di Mirandola e i limoni di Sorrento e la pasta Baronìa
    Offrono il silenzio dei chiostri dei conventi
    offrono ila calma dei boschi e parchi che le abitano ancora
    Offrono la bellezza estrema della campagna all’ intorno
    offrono isole pedonali fra le acque, cariche di storia e di bellezza
    offrono vita e calore, freddo e silenzio, abbracci e risate condivise, silenzi segreti.

    Ovviamente questo non esclude lil mio apprezzamento per i piccoli centri, i piccoli paesi e i piccolissimi borghi .

    La question si pone in altri termini : quale è il lugo più congeniale ad ognuno, in un dato momento storico della sua vita ?

    Per congeniale intendo quel luogo dove puoi stare in contatto intimo con te stesso.
    I buddisti ( tibetani) dicono che questo luogo è unico : sta nell’ ISOLA DEL CUORE.
    Ne consegue che nessuno di noi scriventi sul blog lo conosce e ci abita sovente.
    Teresa C.

    HERA-Klescampania

    21 Luglio 2008 alle 9:34 pm

  9. E’ vero, Teresa C., ..
    non è esperienza comune e consueta vivere , anche per un momento, il tuo luogo “congeniale”.. ma l’ho ricordato questa sera, grazie a te,… nella mia vita l’ho attraversata per un pò l’ISOLA DEL CUORE, solo con l’animo esultante, .. una mattina, un’alba, dopo una notte di com-passione .. di affinità amorose…tra i vicoli di una grande citta…sul selciato di pietra lavica … tra i portici antichi illuminati dal primo sole caldo del mattino… era Napoli.. la grande città… che mi ha dato .. e mi ha fatto anche l’uomo che sono..
    Luca B.

    luca b.

    21 Luglio 2008 alle 10:15 pm

  10. Luca,
    il tuo ricordare L’ isola del cuore richiama istanti della mia vita alla memoria.

    Ma torno a cercare tra i miei libri prediletti una testimonianza scritta ,
    non ritrovo quelle sull’ Isola del Cuore , ma appare ora un’ altra riflessione di
    LAMA Dugpa Rimpoche:

    ” Quando ero monaco a Shigatse , ho visto giocare i bambini della valle dello Tsangpo; poi ho conosciuto i bambini delle grandi città: di Delhi, Londra o Dharamsala.
    I loro giochi, le loro costruzioni non guardano nè al passato nè al futuro.
    Hanno un solo scopo, un solo obiettivo: raggiungere il puro diamante dell’ ISTANTE”

    E due HAIKu cinesi ( stavolta!):

    Per vent’ anni pellegrino
    spostandomi ad est, ad ovest.
    Tornato a Seiken
    non mi son mosso d’ un pollice.(Siken-Chiju)

    Terra, fiume, monte:
    fiocchi di neve sciolti nell’ aria.
    Come ho potuto dubitare ?
    Dov’ è il nord? il sud?l’ est? L’ovest? (Dangai)

    No comment.
    Teresa C.

    HERA-Klescampania

    22 Luglio 2008 alle 10:21 am

  11. Cairano, Cairano, Cairano, …l’isola che non c’è.

  12. a maria, anche nelle città si può selezionare, nell’indistinto della massa, un ristretto nugolo di interessi e di amicizie tali da farti sentire meno solo. anche nel paese la dimensione estraniante può avere la meglio e avvelenare la quotidianità. oggi secondo me nelle città come nei paesi è necessaria una nuova “educazione sentimentale” per vivere meglio i rapporti, che poi è sempre la stessa da sempre. oggi a mio parere si deve abitare un pò in città, un pò in paese, anche se è facile a dirsi, ma difficile a farsi

    sergio gioia

    23 Luglio 2008 alle 10:28 am

  13. L’ Isola del Cuore non corrisponde all’ Isola che non C’è.
    corrisponde all’ ISTANTE e FORSE alla regione del cuore fisico, ma è soprattutto una esperienza individuale .
    Non ha niente a che fare con la geografia.
    nè il sommarsi di esperienze collettive ne certificano l’ esistenza.
    Piuttosto è difficile riconoscerla e fermarVI-SI
    Allora diciamo che non c’è.
    T.C.

    HERA-Klescampania

    23 Luglio 2008 alle 5:46 pm

  14. sergio condivido molto la tua sintesi
    aggiungerei: ognuno abiti lì dove si sente meglio

    verderosa

    23 Luglio 2008 alle 5:59 pm

  15. senz’altro

    sergiogioia

    24 Luglio 2008 alle 11:10 am


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