Rapporto Legambiente e Confcommercio: Disagio insediativo in Italia
Alla TV ho sentito con molta poca attenzione del rapporto di Legambiente e Confcommercio sul disagio insediativo in Italia. Nonostante sia in vacanza sono corso su Internet per verificare: al seguente link il rapporto menzionato. Leggere queste informazioni fa sempre molto poco piacere. Sono in vacanza spirituale in un piccolo paese della mia Irpinia che tanto mi ricorda il paesino inglese alle porte di Londra dove lavoravo tre anni fa. Sono ospite del parroco, mio amico di infanzia e compagno di scuola alle elementari e le medie: gli amici che non perdi mai. Proprio ieri sera parlavo della necessità dell’ottimismo in un contesto dove non c’è da stare allegri. L’ottimismo diventa elemento necessario per valutare la possibilità di una qualsiasi forma di intrapresa economica. Anche in questo paesino vedo che l’ADSL funziona abbastanza bene. Allora perché non approfittare della serenità dei luoghi per trasferirsi qui a lavorare? Ci sarebbe spazio per letterati, filosofi, giornalisti, consulenti freelance, ingegneri informatici, stilisti, creatori. Il problema forse non sarebbe il tempo di lavoro, ma il tempo libero? Questa la sfida per i paesi nel secolo XXI. Ripensarsi e inventarsi: non può essere l’agricoltura o l’industria il settore che possa trainare il rilancio. Come più volte detto e come purtroppo i fatti ci hanno insegnato, le terre marginali corrono il rischio di diventare sempre più marginali in un processo di causazione circolare e cumulativa, come insegnano gli economisti dello Sviluppo. Nonostante in Italia domini comunque la megalopoli del Nord che va dal Piemonte al Veneto, secondo la definizione del Professor Giuseppe Berta della Bocconi di Milano nel suo “Nord”, l’Italia dei comuni minori ha sempre qualcosa da dire. Non può essere la riscoperta delle radici storiche né la celebrazione del passato il modo per far rinascere un paese. Anni fa sono stato a Caprese Michelangelo. Al museo c’ero solo io, e nel paese c’erano 4 persone. La necessità è che i comuni facciano rete in un determinato contesto territoriale come mi capitò già di dire in un mio vecchio articolo che qui ripropongo:
In fondo una provincia di 400 mila persone non è diversa da una città di 400 mila persone. C’è minor congestione, c’è maggiore commistione fra insediamenti umani e natura, c’è una qualità diversa della vita. Spero che il concetto di Rete torni nel lessico dei geografi e dei pianificatori territoriali, e diventi elemento di discussione e di dibattito, ma soprattutto di politiche coraggiose ma sostenibili, finalizzate ad una diffusione capillare dello sviluppo economico.
sì, il problema -almeno per i più giovani- è l’impiego del tempo libero
poi c’è il problema di una mancanza di rete tra paesi e abitanti di questo territorio interno
per organizzare un’offerta di occasioni per il tempo libero e per costruire una rete c’è bisogno di unire le poche forze rimaste, mettere più paesi e più anime insieme
il lavoro da fare sembra impossibile, lo si vede anche nelle difficili situazioni delle discariche
lo si vede nel dibattito politico (ma questo -direbbe fumagallo- è un problema transnazionale)
il territorio non è sentito come un bene di tutti
e l’irpinia, forse, è solo un’idea visionaria di questo blog
i campanili hanno fatto parecchi danni, è tempo di demolirli e non ricostruirli
c’è bisogno di abitare in un modo diverso, andando per paesi e paesaggi, appartenere a più contesti
c’è bisogno di fare COMUNITA’
verderosa
9 Agosto 2008 alle 10:28 am
comunità……in ALTURA!
ieri sera a contursi parlavo con michele del suo municipio e gli ho detto che prima di costruire il nuovo municipio biosgna costruire i “nuovi cittadini”.
In una terra dove è alto il tasso di suicidi sia nei giovanissimi che negli anziani; dove è alto l’uso di alcool e di droga; dove i molti giovani scappano via e chi resta è prigioniero di se stesso; dove si registrano molte separazioni legali e ciò comporta un numero sempre più grandi di “faide interne”; dove al di la della bellezza dei lughi bisogna forse anche recuperare la bellezza delle persone credo, per rispondere anche al miereco Antonio di Monza che qnche qui ……« Come il fiore già rigoglioso sullo stelo cade insieme col fiorellino ancora in boccio, al passar della falce che pareggia tutte l’erbe del prato. »…non credo che basti solo “riempire un vuoto”. La comunità provvisoria ha l’obbligo di “ritornare alla creazione” e costruire prima di ogni altra cosa la coscienza e la consapevolezza di essere cittadini di una terra bellissima (ma non basta).
Per questo, dicevo prima, anche a Michele (ieri sera dopo il bellissimo bagno alle terme del Tufaro, la grandissima partita di palla a nuoto, la letture di brani e poesie e la pizza al chiaror di luna …) di UCCIDIRE il LUPO!
Ripartire da ALTURA per ricostruire una possibile aggregazione giovanile sui temi a noi più cari…… più che riempire un vuoto lo dobbiamo ancor più svuotare. Non spetta certo a noi riempirlo. Credo che la comunità provvisoria abbia solo questo compito.
Quindi il problema non è “fare” ma “come fare”.
La proposta di ALTURA , del PARCO e di tutte le altre iniziative di sensibilizzazione che si possono creare intorno a queste due realtà possono diventare il vero polo di attrazione quantico di tutti i vuoti.
In un granello di sabbbia c’è tutto l’universo e ancora di più. Lo stesso universo, la stessa materia è un vuoto. come pernsare quindi che noi possiamo riempirlo?
A noi spetta solo costruire solo altri vuoti nei quali confrotnarsi ed interagire.
Ecco come vedo oggi la comunità provvisoria: un’interazione di quanti d’azione tra più vuoti.
Uacc Uaa
Nanosecondo
Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni
9 Agosto 2008 alle 12:44 pm
Inserisco qui alcuni riferimenti:
http://telealtairpinia.blogspot.com/2008/02/proposito-di-nuova-emigrazione.html
http://www.stampa.cnr.it/docUfficioStampa/agenzie/2005/Giu/08_giu_05_05.doc
http://www.ildialogo.org/inchieste/suicidi.htm
alla fine l’unico strumento vero per il cambiamento è: l’UTOPIA! (bisogna crederci però!)
Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni
9 Agosto 2008 alle 1:03 pm