venite qui
la prova più certa dell’adesione ai nostri paesaggi è il fatto che si venga a visitarli, che ci si sposti per venire a trovarli. questo prima che il momento delle idee, è il momento degli spazi e della capacità di arrivare in certi spazi. la comunità provvisoria ha portato le persone in luoghi dove di solito le persone non vanno. chi non fa questi viaggi non è colpevole di niente, semplicemente sta giocando un’altra partita. questo è il momento di venire in irpinia d’oriente. qui c’è un fervore che altrove non c’è. approfittatene … armin
per me prima persone e luoghi erano legati tra loro…associavo la specialità o il ricordo di un luogo a quelli di una persona…spesso è ancora così…ma dopo le letture arminiane un luogo è un luogo, uno spazio è uno spazio…anche vuoto di persone, soprattutto vuoto mi appare nella sua unicità e nella sua storia…e mi parla…timidamente mi racconta nel silenzio più di quello che gli chiedo e tanto tanto di più di quello che mi aspetto…
domani verrò a bisaccia per la presentazione del libro di franco
nel contempo desidererei “guardare” bisaccia, ho voglia di respirare la sua aria, ho voglia di ascoltare il paese bisaccia con i suoi rumori e con i suoi silenzi, ho voglia di camminare e stare…e aspettare che mi parli.
Monica
12 Agosto 2008 alle 10:26 pm
@roberta
ti ho scritto su rogimiglia@tiscali.it
aspetto tue nuove per organizzarci
Monica
12 Agosto 2008 alle 10:29 pm
cara monica
ti aspetto
bisaccia è un luogo…
comunitaprovvisoria
13 Agosto 2008 alle 12:36 am
Farò di tutto per esserci a Bisaccia.Certo dell’importnza dei “luoghi” ma il mio vizio “umanistico” mi fa ancora privilegiare le persone , le sue storie, le sue idee e i suoi sentimenti e sogni.Tutti elementi che che ho ritrovati in ” Vento forte….” e in chi lo ha vissuto,pensato scritto.
Vi mando uno scritto di un “grottese” ( Tonino Capaldo, Il quartiere) a riprova che questo paese non è “un non luogo” come m sembra di percepire dal contesto del Blog:
Sarebbe auspicabile un ritorno
alle origini anche del linguaggio
quando le parole erano cose
pietra era la pietra cervo il cervo.
Fare giustizia di tutte le metafore
create dal potere per addolcire il fiele.
Il Re Sole che non brilla
La libertà che opprime
Le Rivoluzioni che conservano
L’ambiguità della Democrazia
Le giornate di lotta senza lotta.
http://www.mauroorlando.it
mercuzio
13 Agosto 2008 alle 7:46 am
complimenti a capaldo
armin
comunitaprovvisoria
13 Agosto 2008 alle 11:02 am
Cliccando su questo Link potete scaricare una cosa che ho scritto l’anno scorso sul sito girodivvite.it in occasione della partecipazione al MOTORADUNO DI VALLESACCARDA (AV)….
Finchè c’è piega c’è speranza….
http://www.girodivite.it/FINCHE-C-E-PIEGA-C-E-SPERANZA.html
…riporto qui solo l’ultima parte ripresa in quel contesto da un testo anonimo scritto su un’altro giornale “MENTELOCALE” che pubblicizzava anche l’iniziativa del motoraduno:………
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“Lucciole nei Barattoli”
“Faccio parte di quella generazione nata tra gli anni 70 e 80. Quella che non ha fatto la guerra e che non ha assistito allo sbarco sulla luna. La nostra memoria storica comincia con i Mondiali di Italia 90. Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare a biglie, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato con i videogiochi o aver visto cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta a zampa di elefante e con la cucitura storta. La nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe di ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i dieci anni.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam , abbiamo imparato la mitologia greca con Pollon e ci chiediamo ancora se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. Ci siamo emozionati con Supercar, A.Team, Magnum P.I., Holly e Benji, l’incredibile Hulk, Lamù e Kiss me Licia.
Siamo stati anche gli ultimi ad usare i gettoni del telefono. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato cos’è il terrorismo , abbiamo visto cadere il muro di Berlino e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale.
Però abbiamo avuto la fortuna di crescere come bambini , le estati passate tra scorribande, pedalate, sciabolate d’ortiche, salti dei fossi e lucciole nei barattoli come lanterne magiche.
Ancora me le ricordo quelle sere d’estate. Bande di ragazzini ad ogni angolo e il chiacchiericci davanti agli usci delle case. E allora mi chiedo: perché non torniamo a chiudere lucciole nei barattoli ?
Torniamo ad animare le nostre strade, i nostri paesi.”
Ecco caro Franco, Angelo, Michele & C…..P…… “….finché c’è piega c’è speranza!”
Perchè non proponiamo a tutti i partecipanti alla manifestazione di mettere “LUCCIOLE NEI BARATTOLI” (come suggeriva questo ragazzo di cui non conosco il nome)?
Questa si che sarebbe un’azione RIVOLUZIONARIA!
Uacc Uaa Nanosecondo
P.S Le lucciole sono anche un buon segno di ambiente sano che va tutelato.
Lo slogan potrebbe essere:
“NOI METTIAMO SOLO LUCCIOLE NEI BARATTOLI”
Nanosecondo
14 Agosto 2008 alle 9:38 am
si potrebbe fare un grande striscione colorato …..uacc uaa nanos
Nanosecondo
14 Agosto 2008 alle 9:46 am