MOVIMENTO ‘Irpinia d’Oriente’ per l’AUTONOMIA
COMUNICATO STAMPA
Lunedì 11 agosto u.s., l’assemblea popolare spontanea svoltasi presso l’Anfiteatro, nel Centro Storico di Sant’Angelo dei Lombardi, ha sancito la nascita del MOVIMENTO ‘Irpinia d’Oriente’ per l’AUTONOMIA.
Vivo interesse hanno manifestato i partecipanti, al di là delle più rosee aspettative, alle problematiche collegate al problema della ‘spazzatura’ in Campania (e in tutta Italia) ed al progetto di attivare una terza discarica in provincia di Avellino, sul FORMICOSO, ad Andretta in località Pero Spaccone.
Unanime è stata espressa la necessità di battersi contro questo progetto affermando in maniera forte, ma civile e responsabile, che l’Irpinia, come entità civile, storica e territoriale esiste ancora, ed esiste anche come COLLETTIVITA’; ed è una collettività che oramai si è risvegliata da un lungo letargo indotto dal sisma del 23 novembre 1980 e dalle ‘modalità’ con cui era stata programmata ed attuata la cosiddetta ‘ricostruzione’!
Numerose sono state le adesioni pervenute nelle ultime ore, soprattutto via posta elettronica al blog Nuovasantangelodeilombardi, al neonato MOVIMENTO; le adesioni sono pervenute da tanti cittadini irpini, residenti nei diversi paesi del territorio, ma anche da irpini emigrati che hanno manifestato grande interesse alla Rinascita della loro terra di origine.
Una delegazione del Movimento ‘Irpinia d’Oriente’ per l’autonomia sarà presente questa sera alle ore 18.00 a Bisaccia per partecipare alla presentazione del libro, appena pubblicato, di Franco Arminio ‘Vento forte tra Lacedonia e Candela’.
Sarà chiesto al poeta-scrittore irpino, espressione magnifica della identità culturale del nostro territorio e protagonista indiscusso della lotta contro l’installazione della discarica al Formicoso, di aderire al Movimento.
Tutti quelli che hanno aderito e coloro che nelle prossime ore aderiranno, nei limiti delle loro possibilità, garantiscono la loro presenza il 18 agosto p.v. al concerto di Vinicio Capossela al Formicoso, evento che ribadirà, in maniera festosa e civile, la totale contrarietà della Gente d’Irpinia alla installazione della discarica a Pero Spaccone.
Per il Movimento ‘Irpinia d’Oriente’ per l’Autonomia’
Antonio IMBRIANO
caro antonio
ci vediamo oggi.
per me la parola autonomia è decisiva e sono importanti in questo momento le militanze multiple.
la prima per me è la militanza nella scrittura. poi c’è il formicoso, poi i movimenti che nascono da qui e infine i partiti, ma solo se sanno partire da qui….
armin
comunitaprovvisoria
13 Agosto 2008 alle 11:05 am
credo e spero che il neo movimento resti cosa diversa dalla comunità provvisoria che spero possa continuare ad aprire la sua esperienza, la sua realtà, i suoi confini anche agli extra comunitari come me.
Se non fosse cosi non credo che personalmente possa sentirmi più provvisorio “perchè autonomo”.
Non credo ad una visione diversa da questa provvisoriatà che ci ha distinto fino a questo punto. Ognuno è giusto che faccia le proprie scelte e per questo non possono essere confuse.
La mia personale l’ho fatta molti anni fà essere semplicemente solidale.
Dal 13 al 17 agosto, con la nostra associazione di Clown Dottori continuiamo a viaggiare per diversi mondi, siamo a Taurasi ormai ospiti per il quarto anno alla Fiera Enologica del Vino per promuovere continuare a prtare un sorriso per le strade e nei luoghi del disagio sociale.
Buon viaggio a voi…..
Uacc Uaa
Nanosecondo
Nanosecondo
13 Agosto 2008 alle 12:38 pm
ops dimeticavo…. non parteciperò alla manifestazione del 18 agosto sul formicoso perchè non credo, a questo puto, che sia chiaro il messaggio della stessa manifestazione.
Uacc Uaa
Nanosecondo
Nanosecondo
13 Agosto 2008 alle 12:42 pm
Mi sarebbe piaciuto partecipare alla realizzazione di ALTURA e far conoscere il PARCO DELL’IRPiNIA D’ORIENTA.
Il problema non è “FARE” ma “COME FARE”.
Uacc Uaaù
Nanosecondo
Nanosecondo
13 Agosto 2008 alle 12:43 pm
ho partecipato all’assemblea convocata lunedì scorso da Antonio Imbriano a Sant’Angelo dei Lombardi; ieri sera, con un piccolo gruppo in piazza, siamo tornati sull’argomento.
Ho invitato e invito ancora Antonio a non avere fretta di individuare “missioni” e organizzare gruppi “etichettabili” .
La Comunità Provvisoria r-esiste da un anno grazie a questa parola “alto-fragile”: PROVVISORIETA’.
Un bel gruppo di persone vive e sane -autonome- si sono ritrovate -e stanno tuttora insieme- con l’intento non di organizzare qualcosa ma di crescere e confrontarsi.
Siamo quindi lungo un percorso di incontro e di crescita non finalizzato a costituire ‘qualcosa’.
Abbiamo sicuramente ‘passioni’ comuni, la vita, l’arte, il paesaggio, la nostra terra, i nostri paesi.
Per questo, iniziative come il ‘laboratorio democratico’ e ‘altura’ sono state velocemente metabolizzate e superate, accantonate.
Per me, in estrema sintesi, la Comunità Provvisoria è un gruppo di ‘discussione’ spontaneo, non finalizzato, formato da persone che abitano il territorio dell’alta irpinia, sotto campanili diversi (mai si era verificato finora); con l’idea della provvisorietà, della crescita intellettuale e della decrescita materiale.
Poi ognuno, su questa ‘area’, innesta le proprie sensibilità, emozioni, tematiche …
A nessuno è permesso ‘utilizzare’ la Comunità Provvisoria per fini personali quantochè seri e nobili.
Non è permesso perchè la Comuntà Provvisoria, a mio giudizio, grazie ad un patto tacito (ad un’empatia tra soggetti diversi), ha la capacità di essere e non essere, di formarsi e deformarsi.
E’ provvisoria e quindi a momenti c’è ed in altri non c’è.
E per il momento, almeno per me, va bene così.
verderosa
13 Agosto 2008 alle 1:43 pm
non mi pare che antonio volesse far confluire la comunità provvisoria nel movimento per l’autonomia.
io apprezzo comunque il fatto che uno lanci un’idea. poi il resto dipende da tante cose.
la comunita c’è e non c’è, angelo dice bene e va bene così, per il momento.
armin
comunitaprovvisoria
13 Agosto 2008 alle 1:49 pm
caro nano
questa volta hai preso un abbaglio.
il concerto con capossela non c’entra niente col post di antonio
armin
comunitaprovvisoria
13 Agosto 2008 alle 1:51 pm
ops….meglio comprendere meglio un abbaglio che sbagliare.
mi dispiaceva perdermi il concerto credimi ma, spero che il messaggio che possa uscire da questa spero bellissima manifestazione non sia quello di questo post ma quello che abbiamo ognuno di noi nella sua “autonomia” cercato di “ricostruire come significati”.
Condivido moltissimo il commento di angelo a cui esprimo come a te la mia ricondizionata fiducia per cercare di non andare a riempiri vuoti ma anzi per cercare di continuare a “svuotarci” delle nostre false credenze.
Credo nella bellezza dell’irpinia, credo nella possibilità di un popolo di riscattare le sue miserie e questo oggi non riguarda solo il popolo irpinico ma credo che riguardi il popolo degli umani.
C’è un rischio su queste cose a mia opinione che vanno immediatamente chiariti (anche a rischio di abbagli) ed è la consapevolezza di ognuno di noi che in ogni “povertà” c’è grande dignità, nella miseria c’è solo egoismi, divisione e potere. Noi non possiamo confondere e correre il rischio di trasformare le nostre povertà dignitose in meseria umane. Sono stanco di guerre di religione e l’autonomia è una religione.
Credo che la soluzione di questi nostri gravissimi problemi può e deve avvenire solo attraverso un tentativo quotidiano di ricostruzione del senso dell’essere cittadini e non sudditi.
Il prblema che qui si pone non è quello di rivednicare maggiore autonomia semmai è il contrario rivendicare, il problema è rivendicare DIRITTI UGUALI PER DISEGUALI e maggiore dignità per tutti. Sulla dignità degli uomini non ci possono essere divisioni o strategie “autonome”.
La nostra provvisoriatà va tutelata e difesa credo in coerenza con la nostra “unica militanza” : liberare gli uomni da ogni bisogno e condizionamento.
Certo non è poca cosa: ma questa è l’utopia per la quale “milito” e continuo ad andare in giro per diversi mondi a portare un sorriso.
Fraternamente Uacc Uaa
Nanosecondo
Nanosecondo
13 Agosto 2008 alle 2:08 pm
Cari amici,
è bello che si difenda la “provvisorietà” di un’esperienza. E sono contento che molti l’abbiano intuito in modo forse “definitivo” (nulla è mai definitivo, naturalmente, men che mai il “provvisorio”). Mi piace l’intervento di Angelo, con cui pure mi sono “scontrato” (uso parole sbagliate, qui non ci si scontra mai, grazie a dio, perchè non ce n’è bisogno, si discute piuttosto in modo adulto anche con tesi diverse) in passato.
A Enzo (nano) dico che c’è semplicemente un equivoco nel rapportarsi alle parole. E’ chiaro che sia Franco che altri usano la parola autonomia (come sai è un mio cavallo di battaglia) un po’ come sinonimo di libertà. Quindi come parola positiva. Così come Franco parla delle “militanze multiple”, mi par di capire, allo stesso modo in cui ho rotto le scatole io con le “molteplici militanze” in passato. Insomma un modo per salvaguardare in positivo l’autonomia di questo organismo chiamato “comunità provvisoiria”. Perciò penso che non c’è bisogno che ti allontani da questa esperienza e l’attraversi così come ti piace e l’hai sempre fatto.
Vedete, se uno resiste alle sirene della “sintesi”, prematura in assoluto in qualsiasi organismo secondo me; se si resiste agli umori non sani della crisi; se si rispetta un luogo proprio perchè lo si è voluto così, “provvisorio”, in onore non soltanto della vita nella nostra epoca di passaggio ma anche delle idee diverse che possono trovare momentaneamente “casa” proprio qui; se, insomma, si mantiene il tragitto “territorio-arte-modo diverso di viverli entrambi”, questo organismo ha più futuro di quanto un pessimista come me potrebbe immaginare.
Ce l’ha un futuro soltanto se regge agli strattoni della “politica” (ci metto le virgolette, perchè per me gli impegni cosiddetti politici spesso sono soltanto uno scimmiottamento della “politica” vecchia).
Ce l’ha un futuro se chi attraversa questa esperienza comprende che è anche suo interesse salvaguardarla e non svuotarla del suo significato più vivo e “parziale”, e impara quindi a mettere in atto una capacità di impegno su vari fronti, a sviluppare le “mollteplici militanze” come esercizio di democrazia matura, di rispetto delle “infinite autonomie” in cui si può articolare la vita civile.
Sulla questione discarica adesso abbiamo tutti, non mi riferisco alla comunità provvisoria ma proprio a tutti, la scadenza del 18 agosto. Cerchiamo di viverla bene nel massimo di impegno, nel massimo di rispetto delle idee diverse (anche su questa questione: a me, ad esempio, non convincono molte cose del volantino-comunicato stampa che mi è giunto), nel massimo di “divertimento” (non vi scandalizzate, la lotta che non è anche divertimento, è una triste cosa).
Con affetto
Michele Fumagallo
michele fumagallo
13 Agosto 2008 alle 4:37 pm
Io credo che l’esperienza della provvisorietà è in questo momento cosa concretissima. Il problema deve dibentare azione politica ? E’ necessario fare lobby sulla classe politica ?
Sto arrivando a BIsaccia
Luca b.
luca b.
13 Agosto 2008 alle 5:22 pm
ok tutti a bisaccia
- – -
riguardo il dibattito su movimento e provvisorietà : RESISTERE ALLE TENTAZIONI
verderosa
13 Agosto 2008 alle 5:23 pm
Questo è il mio regalo a Franco…l’ho scritto su giro di vite l’anno scorso in occasione di:……….
^^^^^^^
Il 18 e 19 agosto del 2007 fummo invitati a partecipare al Motoraduno Internazionale di Vallesaccarda, appuntamento motociclistico abbinato al Festival di Musica SOLD SOUL FESTIVAL http://www.motoclubvallesaccarda.it/ .
Vallesaccarda è uno dei tanti paesini della provincia di Avellino arroccati sulle dolci montagne dell’Ufita a circa 600 mt di altitudine e la sera è meglio tenere un maglioncino a portata di mano nonostante il caldo afosissimo di questi giorni.
Il fiume Ufita, nasce proprio da queste montagne che circondano Vallesaccarda: Formicoso tra Bisaccia, Vallata, Trevico e dopo un lungo corso quasi sempre parallelo al fiume Calore, ne diventa un suo affluente.
Qui, i paesi ed i borghi “minori”, sebbene di piccole dimensioni, custodiscono valori profondi di civiltà, da riscoprire e valorizzare, rispettoso, dell’ambiente e delle diversità storico-culturali.
Certo che più “ritrovo” questi luoghi e più mi convinco che queste comunità potrebbero essere la vera occasione di rilancio socio-economico della nostra regione, la cui naturale vocazione agricola e rurale andrebbe incoraggiata e sostenuta.
Maurizio, uno degli organizzatori dell’evento, quando sono arrivato, la prima cosa che mi ha detto è stata: “…..hai visto? “…quest’anno abbiamo dedicato una pagina interna del nostro “mensile di libera espressione – Mentelocale”, alla vostra associazione (all’epoca) “Ridere per Vivere” (oggi La Compagnia del Sorriso Campania). C’è anche una tua foto insieme a me sulla tua moto e proprio quest’anno non potevi certo mancare. Dobbiamo solo cercare di strutturare meglio questa nostra collaborazione”.
Ho fatto subito la mia iscrizione al Motoraduno e mentre ero in fila , con la mia moto del tempo alcuni mi chiedevano : “da dove vieni?……….quando sei nato? … mi fai fare un giro …..di strombazzamenti?”
Certo è che se “ 4 ruote muovono il corpo…..2 ruote muovono l’anima!” e così mentre attendevo il mio turno, per iscrivermi al Motoraduno, pensavo che nonostante la durezza apparente che si celava dietro quei caschi e quelle tute di pelle piene di borchie e fregi l’animo dei motociclisti e molto più vicino al proprio angelo, tutto sta: “..a non volare più veloce del tuo angelo!”.
Come al solito mio prendo sempre “lucciole per lanterne” ma che c’entrano gli angeli con i motociclisti? Anche questa volta rischiavo di dare i numeri ma, dopo aver letto la pagina dedicata alla nostra associazione, sfogliando la rivista l’attenzione si sofferma su un articolo anonimo dal titolo, manco a farlo apposta:
“Lucciole nei Barattoli”
“Faccio parte di quella generazione nata tra gli anni 70 e 80. Quella che non ha fatto la guerra e che non ha assistito allo sbarco sulla luna. La nostra memoria storica comincia con i Mondiali di Italia 90. Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare a biglie, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato con i videogiochi o aver visto cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta a zampa di elefante e con la cucitura storta. La nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe di ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i dieci anni.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam , abbiamo imparato la mitologia greca con Pollon e ci chiediamo ancora se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. Ci siamo emozionati con Supercar, A.Team, Magnum P.I., Holly e Benji, l’incredibile Hulk, Lamù e Kiss me Licia.
Siamo stati anche gli ultimi ad usare i gettoni del telefono. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato cos’è il terrorismo , abbiamo visto cadere il muro di Berlino e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale.
Però abbiamo avuto la fortuna di crescere come bambini , le estati passate tra scorribande, pedalate, sciabolate d’ortiche, salti dei fossi e lucciole nei barattoli come lanterne magiche.
Ancora me le ricordo quelle sere d’estate. Bande di ragazzini ad ogni angolo e il chiacchiericci davanti agli usci delle case. E allora mi chiedo: perché non torniamo a chiudere lucciole nei barattoli ?
Torniamo ad animare le nostre strade, i nostri paesi.”
Ai visto caro Franco “….finché c’è piega c’è speranza!” ….sul Formicoso credo, le ho viste, ci sono ancora le lucciole, e sono un segno di un ambiente sano….. invitiamo tutta la gente a metterle nei barattoli (al posto della merda! sic).
Uacc Uaa
Nanosecondo
Nanosecondo
14 Agosto 2008 alle 8:58 am
ops …..a miché….questo si che è un “gesto rivoluzionariario”.
Uacc Uaa Nanosecondo
Nanosecondo
14 Agosto 2008 alle 8:59 am
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