COMUNITA’ PROVVISORIA . paesi .. paesaggi … paesologia

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

comunicato stampa

con 8 commenti

Il Blog QUI Sant’Angelo dei Lombardi (Terra d’Irpinia) ed

 il MOVIMENTO ‘Irpinia d’Oriente’ per l’AUTONOMIA,

invitano tutti gli Irpini a partecipare alla

FESTA dell’Autonomia e dell’AUTODETERMINAZIONE

Contro la discarica al FORMICOSO e il NAPOLICENTRISMO !

 Domenica 24 Agosto 2008  ore 21.30

Presso l’Anfiteatro nel Centro Storico di Sant’Angelo dei Lombardi.

 

  “Dopo il raduno al Formicoso del 18 agosto scorso, col concerto di Vinicio CAPOSSELA,  il convegno ‘Sviluppo sostenibile e Centri minori’ del 21 agosto scorso, tenuto  presso l’Abbazia del Goleto, la presentazione del documentario ‘la voce del paesaggio’ di Franco Arminio, autore di ‘Vento Forte tra Lacedonia e Candela’, edito da Laterza,

la festa dell’Autonomia e dell’Autodeterminazione  vuole rappresentare un ulteriore momento di aggregazione della Gente d’Irpinia, che si  ritrova, compatta, ad affermare il diritto alla difesa del proprio territorio contro ogni ulteriore abuso e violenza e  per riaffermare  la scelta oramai fatta di superare logiche assistenzialiste e di ‘delega totale’ ad una classe e ad un ‘sistema’ politico oramai allo sfascio totale.

Solo esprimendo dalla base le vere esigenze del territorio ed impegnandosi in una vera   partecipazione diretta alla ‘vita sociale’, la Gente d’Irpinia  ed i suoi rappresentanti, liberamente scelti e non imposti dall’alto,  è possibile superare una lunga fase storica di degrado e regressione sociale iniziata il 23 Novembre del 1980 per una scellerata gestione della Ricostruzione post terremoto.

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La manifestazione sarà di tipo intercomunale e vuole avviare la costituzione di una “rete” tra i comuni dell’Irpinia d’Oriente,  valutando l’opportunità di formare  un “nuovo municipio” dell’irpinia, superando la logica dei piccoli comuni; logica che di recente evidenzia sempre più i propri limiti difronte all’egemonia della città metropolitana di Napoli-Caserta; chiusura dell’ospedale, megadiscarica al Formicoso, ed esonero dai fondi comunitari, sono parte di un disegno più ampio che mira all’ulteriore isolamento e all’impoverimento dei nostri piccoli comuni.   Ci sarà un invito ai Sindaci a mettersi insieme per discutere dell’opportunità di staccarsi dalla Regione Campania oramai esclusivamente napolicentrica.

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(comunicato a cura del Dott. Antonio Imbriano, medico psichiatra, fondatore del Movimento per l’Autonomia “Irpinia d’Oriente”, direttore del Blog “Qui Sant’Angelo dei Lombardi, Terra d’Irpinia”) :  Queste le partecipazioni finora pervenute per la manifestazione a Sant’Angelo (revisionato -a.v.)

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La serata nell’Anfiteatro sarà un’occasione per salutare gli irpini che rientreranno nelle città di lavoro; si chiuderà con l’assaggio di prodotti tipici dell’Irpinia d’Oriente.

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info : Dott. Antonio Imbriano / a.imbriano@tin.it  /  348.6937882 

http://nuovasantangelodeilombardi.blogspot.com/

Written by verderosa

23 Agosto 2008 a 7:04 pm

8 Risposte

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  1. Non condivido il concetto di “potere” di “autodeterminazione” di un popolo nell’attuale contesto che ci dovrebbe far sentire un pò tutti più cittadini del mondo.

    Questo non significa rinunciare alla propria “identità culturale” anzi significa creare una nuova “interculturalità” che è poi uguale ad essere cittadini del mondo.

    Per questo non credo che la comunità provvisoria possa sostenere una logica della divisione e della “autonomia” avendo coscienza che la soluzione dei problemi oggi non passa più attraverso al “competizione” ma attraverso la “collaborazione”.

    Credo che se la comunità provvisoria sposa un’idea di questo tipo, come credo stia già facendo attraverso l’adesione dei suoi principali autori (in elenco di adesione alla iniziatitiva del 24 agosto, sbagli. E’ una scelta “autonoma” che rispetto ma che non condivido e per questo credo che vada spiegata meglio e qual’ora confermata non mi vedrà più partecipe, perchè mi sentirei estraneo se non straniero.

    Grazie della vostra attenzione.

    Uacc Uaa
    Nanosecondo

    Nanosexcondo

    24 Agosto 2008 alle 2:58 pm

  2. …nella sostanza c’è il rischio semplicemente di “copiare” quello che fanno o hanno “già fatto” gli altri. Il nostro viaggio “escatologico” è deve restare “formativo”. Con tutto ciò che può significare questa cosa. I modelli di “federalismo” tanto da noi criticati (per certi versi) rischiano, dopo essere usciti dalla porta , rientrare dalla finistra. Il tutto è il contrario di tutto.

    Chi ancora pensa che l’irpinia sia “l’obelico del mondo” si sbaglia. L’Irpinia non è nient’altro che una “zona rurale” depressa come tante nella nostra italia. Penso alla Basilicata, alla Puglia, alla Calabria, alla stessa Campania come posso pensare a tante altre nazioni con lo stesso problema. Il problema è il modello di società “civile” che abbiamo costruito negli ultimi anni e pensare che creando steccati immaginari ci difendiamo meglio è pura illlusione.

    La comunità provvisoria deve guardare oltre i suoi confini, i suoi limiti. Anzi gli stessi possono e devono essere la sua ricchezza.

    Perchè credo che il PARCO dell’IRPINIA D’ORIENTE possa diventare la nuova identità sociale e culturale di questa parte della terra. Perchè fndamentalmente la fà consocere e la apre agli altri e non la chiude in steccati o peggio confini ideologici.

    Il rischio è grande è spero che questo contributo possa far riflettere meglio tutti noi sul da farsi senza sottovalutare questi messaggi che posso nell’uno o anche nell’altro caso condizionare il futuro di una “comunità provvisoria” come la nostra.

    Perchè si è rinunciato a sviluppare meglio l’idea del PARCO anche attraverso ALTURA?

    Eppure all’epoca si costrui intorno a questa ideaa un’attenzione da parte di molti giovani “comunitari” oggi allontanatisi perchè forse , caro Franco, l’autismo corale di cui tu parli è “comunitario”.

    Vi siete mai chiesti se l’autismo corale di cui spesso parlate non sia stato causato dalla mancanza di ASCOLTO da parte vostre di questi bisogni?

    Vi siete mai chiesti se non c’era invece bisogno di tracciare qui una strada che accompagnasse tanti giovani non verso l’autonomia e l’autodeterminazione ma verso una visione diversa del mondo, meno egoistica, meno triste, meno autosufficiente, è più interdipendente?

    Carissimo Franco ho finito di leggere il tuo libro e anche alcuni altri di autori Irpini come ad esempio “SCENE DI VITA DI PAESI” di Antonio Panzoni di Taurasi. Mi ha molto meravogliato il fatto che tu ti fermi ai muri dei palazzi ed alla bellezza del paesaggio ed “invece vai avanti” sulle persone.

    Alcuni giorni fà ho scritto una riflessione sul libro di Panzoni

    http://www.girodivite.it/Il-Clown-Nanosecondo-alle-prese,8566.html

    Nel mentre qui riprendo un pasaggio del tuo libro: ” ….si chiama Gerardo I….. . Si definisce libero pensatore. Ebbene subito libero pensatore e poeta dilettante. L’ultima volta che l’ho visto mi aveva parlato della sua malattia. I medici lo chiamano disturbo bipolare. Oggi Gerardo mi dice che non sa bene di cosa soffre. Sono contento di averlo incontrato niente di più. Potrei fermarmi con lui, potrei fargli compagnia e invece vado avanti, come un cacciatore che spara alle bestie e non si cura di raccoglierle.”…….e poi…..”..non ho l’umore per parlare con gli indegeni, anche se la gente di questi posti ha un’aria che mi piace……”.

    Ho avuto l’impressione che la tua storia si ferme ai muri dei palazzi, nel c’è chi si sforza di entrarci dentro attraverso anche la cultura del ridere di se.

    Ecco credo che il salto che debba fare la comunità provvisoria sia proprio questo dal viaggiare tra i luoghi e la loro bellezza ad un viaggio tra la genti e la loro bellezza. Senza divisioni ne razzismi di sorta.

    Ecco in questo post vedo una forte componente di “razzismo strisciante” e per questo “…vado avanti….”.

    Uacc Uaa
    Nanosecondo

    Nanosexcondo

    24 Agosto 2008 alle 3:40 pm

  3. ..ops…dimenticavo…..sulla questione della gestione dei fondi comunitari e degli ospedali o meglio della sanità in Campania ,…..ma voi davvero pensate che ci sia una strategia?

    La verità è un’altra e credo che sia molto più drammatica: NON C’è NESSUNA STRATEGIA!

    C’è solo incapacità di costruire una vera strategia che sia capace non solo di farci spendere più del 30 o 50% dei fondi comunitari, ma anche di rispondere ai bisogni reali di salute dei cittadini.

    D’altronde come si spiegherebbero 10 commissariamenti in Campania http://www.girodivite.it/CAMPANIA-SUPERARE-IL-SISTEMA-DEI.html ; oltre 18.000 miliardi di euro di deficit in sanità http://www.girodivite.it/Sanita-Campania-interroghiamoci.html http://www.girodivite.it/SANITA-CAMPANIA-RELAZIONE-DELLA.html ; per non parlare di inquinamento e munnzza ?

    E, allora?

    Smettiamole con questa voglia di “autonomia” che serve solo a “dividi et impera” e costruiamo davvero una nuova “comunità” vera, solidale, nella quale quando si incontrano le persone le si accoglie e le si prenda in “cura”.

    La strada che voi indicate è la più semplice quella che dovremmo creare noi tutti insieme è un pò più complicata a costruire.

    Uacc Uaa
    Nanosecondo

    Nanosexcondo

    24 Agosto 2008 alle 4:00 pm

  4. Caro Antonio Imbriano e non so chi altro dei componenti del blog santangiolese.

    ti ringrazio dell’invito e se posso come ti ho accennato sarò lì volentieri a discutere di questo vostro problema.

    Dico vostro perchè, come sai e sanno quelli che leggono il blog della comunità provvisoria, la mia idea di autonomia non ha nulla da spartire con l’autonomismo che è una sua degenerazxione.

    Io parlo da anni di crisi di trapasso che c’è ovunque nel mondo e anche nella nostra vecchia Europa, territorio di cui mi voglio occupare più da vicino. Non perchè non sia sollecitato dalla “nuova” Asia, o dalla crisi degli Stati Uniti, o dalle tentazioni reazionarie di altri posti del pianeta, anzi magari proprio per questo.

    Come ho detto ormai stancando un po’ tutti, il problema del nostro territorio (per me la striscia di montagne e paesi che più o meno, lo dico ai bambini che non sanno vivere senza il papà e la mammà delle istituzioni, corrispondono alle due comunità montane Alta Irpina e Terminio Cervialto; ma non c’è lo spazio e il tempo per definire meglio queste cose, lo avrei fatto volentieri se fosse continuata l’esperienza della comunità provvisoria come soggetto libero e democratico capace di correggere gli errori di manipolazione fatti finora) è quello della creazione del Nuovo Municipio.

    Certo che questo si fa solecitando il massimo di autonomia (in un gioco di reciproche autonomie tra Nuova Regione, cioè l’Italia, e Nuovo Stato Europeo). Tutti i processi democratici passano per il massimo di autonomia (personale, anche).

    Ma, appunto, in un gioco collettivo che abbracci il problema complessivo dell’Europa, della sua impasse attuale, della sua incapacità di prospettare il futuro, di diventare il Nuovo Stato Europeo (federale?).

    Senza di questo, e poi di una lotta per una nuova unità d’Italia in chiave di istituzione intermedia forte cioè Nuova Regione, non c’è speranza e c’è in agguato la reazione, comunque camuffata.

    Mi sono sforzato di spiegare (brutta parola presuntuosa e autoritaria) agli amici sul blog della comunità provvisoria che la crisi macina in modo incredibile storie e persone.
    Chi conosce un po’ di storia (mettiamo i passaggi dalle democrazie stanche al fascismo e al nazismo) sa che i periodi di passaggio rimescolano le carte in modo incredibile. Nei periodi di trapasso le storie personali cambiano, molti diventano l’opposto di quel che erano, aumenta l’egoismo e la paura non solo nelle classi economicamente avvantaggiate ma anche nei “poveri”. Insomma tutto viene messo in discussione.
    Per questo la crisi di passaggio è pericolosa ma può anche essere occasione di cambiamenti radicali. Tocca a noi far pendere la bilancia di qua o di là.

    Dentro la crisi, però, vi è anche un’idea di autonomia sbagliata (autonomismo), che diventa puro arroccamento delle (miserabili) classi dirigenti dei paesi.

    Se riuscirò a venire alla vostra assemblea-festa mi piacerebbe chiedere, per esempio, al sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi, che ci fa lì in quella carica. Come mai fa il sindaco di un paese di poco meno di 5mila abitanti che da almeno 15/20 anni non dovrebbe più esistere come istituzione. Fare il sindaco di un paese di 5 mila abitanti è come proporre la riforma dei trasporti viaggiando in calesse da Sant’Angelo a Milano. Chi proponesse questo, cioè di andare a Milano col calesse invece che col treno o l’automobile o l’aereo, sarebbe sommerso da sonore risate. Ebbene, fare il sindaco in una città al di sotto degli 80/100mila abitanti (non c’è il tempo per parlare del Nuovo Municipio e degli abitanti sufficienti a costruire un comune moderno all’altezza dei bisogni dei nostri anni) è come proporre il calesse.

    Se capita, continuiamo la discussione.
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    24 Agosto 2008 alle 4:26 pm

  5. @ michele
    ho pubblicato il tuo commento sul blog Qui Sant’Angelo dei Lombardi (Terra d’Irpinia) ed ho aggiunto la seguente riflessione:
    ‘grazie Michele; Mi spiace che ieri sera non hai potuto partecipare; la nostra discussione continuerà sicuramente; intanto voglio solo pubblicamente dirti che l’obbiettivo che si pone il Movimento da me proposto è più complesso e sicuramente diverso di quanto i più immaginano; il tentativo e di aiutare la gente PARTECIPARE ed a riattivare una comunicazione sociale da troppi anni in Irpinia del tutto SOSPESA!
    a presto’.

    @ nanosecondo
    ti ringrazio per il tuo prezioso contributo al dibattito.
    forse sei sato però un pò frettoloso ad esprimere giudizi definitivi in un contesto di complessa e difficiissima lettura; La ‘questione’ attiene comunque alla comunicazione ed alla partecipazione dei cittadini irpini alla vita sociale….
    antonio

    aimbriano

    25 Agosto 2008 alle 10:08 am

  6. Caro Antonio,

    fai bene a lavorare sulla partecipazione e l’espressione delle persone.

    Io volevo soltanto ribadire che la mia idea di autonomia dei territori è inserita in un gioco politico-amministrativo più vasto.
    Per me il problema dell’Europa (forte, cioè “nuovo stato”), nel territorio dell’Alta Irpinia tutta, è decisivo.

    Cos’è Sant’Angelo dei Lombardi (inteso come paese, non come comune) in un’epoca di passaggio come questa?
    Cos’è Sant’Angelo dei Lombardi (adesso inteso come comune, come istituzione) in un’epoca di passaggio come questa?
    Qual’è la differenza, in definitiva, tra la Sant’Angelo dei Lombardi “italiana” e la Sant’Angelo dei Lombardi “europea”?

    Ecco, in queste domande io inserisco il problema delle autonomie reciproche tra istituzioni (tre, secche, cioè Nuovo Municipio-Nuova Regione-Nuovo Stato) che hanno un filo (e un “fine”) comune.

    Con affetto
    Michele Fumagallo
    p.s.: ieri si è fatto troppo tardi e non è stato possibile venire alla vostra festa. Non mancheranno altre occasioni.

    michele fumagallo

    25 Agosto 2008 alle 1:20 pm

  7. l’autodeterminazione dei popoli, se non saremo ascoltati per la discarica, ci permetterà di farci cooptare dalla Russia.
    invitiamo i sindaci della comunità montana a deliberare, con i loro consigli comunali, un atto in questa direzione. infine consegneremo al formicoso tutte le delibere all’ambasciatore della Russia in Italia.
    da quel momento saremo la spina nel fianco della nato.
    vediamo se ci ascoltano e se tengono conto della gente :) :) :)

    alfonso

    26 Agosto 2008 alle 10:46 am

  8. Caro Alfonso,

    è bello il tuo gioco, perchè ovviamente è soltanto un gioco, o no?

    Ma io tuttavia non riesco a capire, o meglio lo capisco per le persone interessate allo status quo o addirittura a guardare indietro (sapessi quanti “borbonici” ci sono in giro!), perchè si sottovaluta tanto la questione politico-istituzionale dentro il nostro territorio di appartenenza. Mi riferisco alla UE, la maledetta o benedetta Unione Europea in cui viviamo. Tralascio, per ora, la questione delle questioni, cioè quella sociale, dove siamo alla notte più buia e profonda.

    C’è poco da scherzare: la perdita di tempo, cioè il non capire il periodo storico che si vive, si paga a caro prezzo.

    Noi tutti (intesi come popolazione dell’Alta Irpinia tutta) siamo impegnati a impedire una megadiscarica sul Formicoso, e va bene. Facciamo il possibile naturalmente, e dopo spero che, comunque vada, la lotta continui e non si fermi.
    Tuttavia la discarica sul Formicoso è ben piccola cosa in confronto a ciò che ci aspetta, non solo in Alta Irpinia ma in Italia e nell’Unione Europea, se persistiamo a chiudere gli occhi sulla realtà di crisi e di trapasso storico che c’è.

    Caro Alfonso, non c’è “fuga” che tenga: tu puoi sognare la Russia come minaccia antiNato, un altro può sognare un arroccamento in piccole enclaves di paesi, un altro ancora può sognare improbabili “padanie”, oppure ritorni indietro a furbeschi e reazionari sud. Tutto si può fare come “fuga”, ma a che serve a parte la moltiplicazione della crisi e la sicura sconfitta all’orizzonte in un mondo globale (uso qui il termine in positivo) dove la scaletta dei problemi è tutt’altra.

    Io non capirò mai perchè non si parte dal passato per costruire il futuro.

    Il passato è questo: abbiamo vecchie istituzioni (vecchie perchè la società nel frattempo è cambiata), da riformare o abolire a seconda dei casi.
    Perchè non si parte da questo?
    Perchè non si consumano le energie per dire cos’è un comune, un municipio nuovo oggi, visto che i vecchi sono in crisi?
    Perchè non si dice cos’è oggi lo stato nazionale, come si può riformare?
    Perchè nessuno dice cos’è e cosa deve essere l’Unione Europea?

    Ecco, io penserei a questo, partirei dal passato per immaginare e lottare per un futuro.

    “Fuggire” in Russia o altrove a che serve?

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    26 Agosto 2008 alle 1:15 pm


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