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comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

post convegno al Goleto 2 / impressioni di Elisa Forte

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“Sviluppo sostenibile e centri minori” è stato il titolo della conferenza – incontro tenutosi giovedì 21, promosso dal blog “Comunità provvisoria”presso l’Abbazia del Goleto di Sant’Angelo. Cornice di storia medievale, questa,  che ha esibito l’ultimazione dei lavori promossi dalla sovrintendenza, donando il piacere di visitare l’intero edificio restaurato, in un’ amalgama di luci e ombre, suggestivo e affascinante. L’architetto Angelo Verderosa ha invitato a sedere alla “tavola rotonda” come lui stesso l’ha definita, diversi esponenti e professionisti del campo dell’architettura per discutere insieme dell’architettura naturale e i microcosmi eccellenti. Sviluppo sostenibile e piccoli comuni sono stati argomenti altrettanto dibattuti, e i riferimenti alla questione del Formicoso sono stati protagonisti negli interventi di tutti i presenti. Ha aperto il dibattito il segretario dell’ANAB Giancarlo Allen, che ha chiarito il significato dell’espressione “architettura naturale”, definendola non un ossimoro, bensì una provocazione, ovvero “ un metodo di imparare dalla natura le proprie regole. Con l’ecologia del costruire è possibile dare un altro impatto ambientale dell’architettura, che sovente implica devastazione e distruzione”.

Si è dibattuto a lungo sulla ineludibile tendenza al collasso delle grandi città, protagoniste di un vertiginoso aumento della costruzione edilizia, che sottrae spazio alla natura, nonostante l’Italia viva una stagione di crollo demografico. Il dottor Allen ha parlato inoltre di consapevolezza e senso etico nel campo dell’architettura, di microcosmi eccellenti, come di costruzioni che godono di equilibrio e armonia fra l’opera dell’uomo e l’ambiente in cui vive, l’approccio corretto del costruire che impone un limite e implica maggiore consapevolezza. L’architettura diviene così un ponte di riflessione e da la possibilità di invertire la tendenza che vede una sovracrescita e una concentrazione eccessiva dello spazio urbano, e favorire il ritorno all’utilizzo più intelligente degli spazi, con equilibrio e armonia, per tornare ad abitare nei nostri luoghi. In Irpinia sono 98 i comuni che rischiano di scomparire, di diventare città fantasma, favorendo una sempre più fitta concentrazione delle aree urbane. “I POR non hanno favorito lo sviluppo, non hanno avuto l’effetto di moltiplicazione che innesca un processo di crescita, ma si è addirittura registrato un rallentamento” ha dichiarato G. Fiorentino, membro di Comunità provvisoria, ma anche assessore del comune di Paternopoli. La sua analisi propende ad evidenziare invece una tendenza all’autarchia dei centri minori rispetto alle città. “Le aree interne sono opportunità per le città e viceversa; non mi fermerei sul particolare dell’Irpinia, ma sull’intero sistema, ovvero il rapporto fra città e aree interne. Bisogna edificare un ponte di relazioni fra le due realtà per trovare una soluzione, ed è controproducente stabilire un protettorato per le aree interne. Questo è mancato all’Irpinia, ovvero la creazione di un ponte con altre realtà”. Marco Moro ha aggiunto invece che lo spopolamento non è un fenomeno generale, ma attiene alle specificità dei trend economici, tant’è che si è fatto presente che il comune di Calitri ha registrato un forte segno di controtendenza, divenendo polo di sviluppo, grazie alla presenza di ben 60 famiglie inglesi che hanno acquistato casa in paese.

“I nostri luoghi” sono stati il vero Mittelpunkt dell’attenzione dell’intera assemblea. Anche questa volta una lettura del territorio ha elaborato dati allarmanti e disarmanti, come ha mostrato l’architetto Verderosa: “l’aria è tersa, sa di pulito: siamo in alto, la terra è tanta, sana e santa. Ma allora perché si vende casa e si va via?”. L’attenzione si sposta dunque sul disagio abitativo dei centri minori, e sulle motivazioni che spingono i ragazzi ad abbandonare questa terra, “il cui antagonista non è casualmente una grande città, ma il nord” come ha dichiarato il primo cittadino santangiolese M. Forte. “discutiamo sulle ragioni per le quali i ragazzi si precipitano al nord, non nella più vicina Napoli, o Caserta. Qui non c’è vita, non c’è lavoro e quindi non c’è libertà. Si va via senza ritorno, e i nostri ragazzi sono i nuovi emigranti. Il sisma dell’ ’80 ha dato a questa terra l’occasione di rinascere, non solo lutti, ma abbiamo avuto una cattiva gestione del territorio, che non ha preso in considerazione le vocazioni del territorio, preferendo l’impianto industriale che produce pezzi per barche anziché prodotti gastronomici tipici”.

Immediata la reazione dei presenti in sala che hanno accolto la provocazione lanciata dal sindaco e dal mediatore A. Verderosa, il quale ha  indicato un nuovo argomento, strettamente correlato a quelli precedenti, chiedendo e chiedendosi il perché i nostri ragazzi lasciano questa terra, perché preferiscono lavorare in fabbrica o nei supermercati, perché non considerano sfruttare le possibilità lavorative della nostra zona. L’anteprima del film “la voce del paesaggio” di F. Arminio ha dato le giuste coordinate per intendere tali possibilità. L’altopiano del Formicoso produce il 72% del grano duro dell’intera regione Campania; è una vera e propria fabbrica del vento, e le sorgenti scavate nelle nostre montagne forniscono 4 milioni di metri cubi di acqua. “Possediamo il governo del Paese” ha sottolineato con enfasi l’ingegnere Enzo Luongo “il primato della politica e della tecnica ha interpretato il benessere come materiale e non come biologico. Siamo giunti al capolinea, e ciò impone un cambiamento totale dell’etica dello sviluppo, che deve essere compatibile con la vita e non solo con le risorse. Bisogna dunque insegnare nuovamente lo sviluppo di un’architettura coniugata al territorio. Lo sviluppo di queste terre deve essere compatibile con le sue risorse. E’ altrettanto innegabile che si sta facendo riferimento alla discarica del Formicoso, e credo che la piramide di Cheope sarebbe più piccola della discarica, che di certo per le sue proporzioni si vedrebbe dalla luna”. L’architetto A. Verderosa non ha mancato ribadire che il blog Comunità Provvisoria è fortemente impegnata sul fronte anti discarica, non per questioni “di principio”, ma per considerazioni logiche.

 

Elisa Forte / ottopagine 22 agosto 2008

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  1. [...] Original post by verderosa [...]


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