ANDRETTA, UNA SERA…
Andretta, notte fonda. “BIUTIFUL CAUNTRI”, il film-documento sulla questione dei rifiuti in Campania, è terminato. Si discute un po’ del problema con l’autore dell’opera (uno degli autori), gli amici ambientalisti, il parroco della chiesa cattolica, il pubblico. Poi a notte fonda si va via non prima di aver consumato le ultime discussioni nei capannelli che si formano in sala e fuori.
Non so quante volte sono stato in questo paese, da quando (mille anni fà) l’ansia di fuggire si placò all’improvviso, dopo un breve soggiorno nella grande città, e subentrò, come patto solenne con me stesso, un’altra visione delle cose. Fughe non ce ne sarebbero state mai più. Ci sarebbero stati viaggi, scambi, ma la fuga, col suo bagaglio metaforico nevrotico, era terminata. Il paese (un altro), e il suo territorio, non erano più luoghi da cui andar via, ma luoghi da vivere, comunque.
Forse sarò venuto centinaia di volte ad Andretta. Ma ieri sera era un po’ diverso. Ieri sera sono stato bene in compagnia di un pubblico attento, in compagnia di amici vecchi e nuovi, un altro pezzo di percorso nella lotta per impedire la megadiscarica sull’altipiano del Formicoso.
Ho persino pensato: ma toh, guarda, se l’Altirpinia potesse essere sempre così! Così attenta, riflessiva, propositiva, senza paure, serena nonostante la drammaticità dell’argomento.
C’era Andrea (l’autore), i due Michele di legambiente, Vinicio (Capossela, ma qui lo chiamano tutti così), Franco A. e Franco F. , Agostino, Vito, Francesco e Luigi con cui mi sono accompagnato nel breve viaggio da Nusco, e tanti altri.
E c’erano le donne, sempre troppo educate, che mi riportano a un’ossessione, a una nostalgia, e anche a un rimpianto della mia vita: che esplosione di vitalità ci sarebbe stato nel nostro territorio se le donne non fossero state così educate!
Ieri sera abbiamo segnato un altro piccolo punto non solo nella lotta contro la discarica, che è il minimo, ma nella battaglia più grande: quella di un clima, meglio un’atmosfera, un modo di stare insieme: persone forti che stanno dalla parte della ragione e non hanno bisogno di urlarlo.
Michele Fumagallo
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rocca san felice e la valle del fredane – foto angelo verderosa 2004

Ciao Michelesssss,
@ Micheless,
non c’ ero ad Andretta per la seRRata special di cui avete parlato.
Già rientrata da domenica, in una situazione limbica tra qua e là,
sicuramente contenta di essere lontana da là , OGGI.
Ne è testimonianza la pagina di diario che ho inviato per domani, senza commenti sull’ utilità del come, perchè, a quale scopo; la volontà di tenermi ai margini del blog, dopo mesi di impegno , interesse e sovraesposizione; l’ assenza del 30 alla riunione , giustificata da un dolore acutissimo e psicosomatico, correlato ad un passagio al forum giovanile di Andretta.
TI scrivo in rete, e sottolineo il TI ,perchè la tua testimonianza è interessante rispetto alla mia esperienza limitata dell’ Irpinia, cioè solo il mio paese.
Riprenderò in seguito con EnzoLu le sue interessanti riflessioni.
Dunque :
C’ erano le DONNE, alla seRRata special.
Sempre troppo educate.
Donne nostalgia, ossessione, rimpianto della tua vita e..della MIA.
Donne di Andretta
Donne silenzio
Donne guardinghe e calibrate.
Donne senza parole, rivestite di parole senza senso, inciuciate.
Donne paura della critica.
Donne crollate sotto il peso della depressione e del conformismo.
Donne dal corpo irrigidito da 50 anni di esorcismo.
Donne dalla voce di chiesa e dai saluti della forma.
Donne della retorica , quando parlano, giocando a rincorrere alleanze maschili.
A tapparsi le orecchie per non urlare.
Delusione e rimpianto di una apolide.
Nota :
ai tre laboratori effettuati da HERA-KlèS hanno partecipato poche persone,
per lo più non residenti stabilmente ad Andretta, con evidenti bisogni di cura clinica e/o di formazione, un paio di vicep che richiedono formazione e ne hanno bisogno e…gente che esprime commenti rarefatti ed urgenze di bisogni inascoltati..per la strada.
Ciao Teresa Cella
HERA-Klescampania
6 Settembre 2008 alle 10:50 am
Cara Teresa,
mi piacerebbe un giorno parlare del mio trasporto verso le donne, che non è solo erotico ma culturale. Una cosa che si perde nella notte dei tempi, cioè dell’infanzia, quando mi fissai, nella mia precoce vocazione sociale, nella convinzione che le donne avrebbero cambiato il mondo. Ne ero così convinto che, quando in anni più tardi, scoppiò il movimento femminista (parlo degli anni 70), fu difficile per me spiegare ad amiche del movimento che ero molto compiaciuto del loro impegno ma anche che il loro movimento non mi insegnava nulla di nuovo perchè con quella cultura ci convivevo, in solitudine, da bambino.
Non c’entra molto col breve flash sulla riunione di Andretta, ma era solo per aggiungere un qualcosa di personale a quella affermazione (“che esplosione di vitalità ci sarebbe stata nel nostyro territorio se le donne non fossero state così educate”).
E per un saluto.
Con affetto
Michele Fumagallo
michele fumagallo
6 Settembre 2008 alle 4:28 pm
@ XY
micheless batte capo-indiano geronimo uno a zero cioè 1 a 0
in quanto rilancia ed apre all’ ascolto su un tema già trattato sul blog , lo scorso inverno .
quanto alla volpità /volponità , forse, è una tua proiezione personale.
Senza offesa, ma il tema è serio quando le donne non parlano e si nascondono e votano per gli uomini.
@ Micheles ,
forse continuo in serata sui temi e divagazioni indicate.
Ciao Teresa
HERA-Klescampania
6 Settembre 2008 alle 5:50 pm