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	<title>Commenti a: VERSI per il FORMICOSO</title>
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	<description>comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella</description>
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		<title>Di: Paolo battista...</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/09/06/comunicato-stampa-versi-per-il-formicoso/#comment-6094</link>
		<dc:creator>Paolo battista...</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 09:24:07 +0000</pubDate>
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		<description>Ma quali critiche e carezze: comunicazione!  nè compagni nè camerati: poesia! E&#039; così difficile da capire che la poesia ha un linguaggio in grado di arrivare al cuore e alle menti delle persone: la poesia: non le critiche...ma poi a cosa? a chi? a tutti e cento o a un gruppo di dieci o al singolo...ma basta!Si confonde la critica costruttiva con la critica gratuita. questo tipo di relazioni viene discriminato solo da chi non riceve inviti o da chi non ha idee: perchè così è come criticare le idee, che in questo caso sono pure, semplici, morali. ITALIANI! non so in quale paese nordico l&#039;italiano passa per furbone; in quelli in cui ho viaggiato io gli italiani sono considerati  fantasiosi, persone sensibili e di cultura: assolutamente non siamo tutti figli di Berlusconi, non siamo tutti annichiliti dai furori politici, perchè &quot;la poesia a comizio&quot; è politica da strada, da centro sociale, da piazza, da reading: la memoria è un ingranaggio collettivo! in questo caso l&#039;arte è stata il linguaggio di questo ingranaggio collettivo: bello!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma quali critiche e carezze: comunicazione!  nè compagni nè camerati: poesia! E&#8217; così difficile da capire che la poesia ha un linguaggio in grado di arrivare al cuore e alle menti delle persone: la poesia: non le critiche&#8230;ma poi a cosa? a chi? a tutti e cento o a un gruppo di dieci o al singolo&#8230;ma basta!Si confonde la critica costruttiva con la critica gratuita. questo tipo di relazioni viene discriminato solo da chi non riceve inviti o da chi non ha idee: perchè così è come criticare le idee, che in questo caso sono pure, semplici, morali. ITALIANI! non so in quale paese nordico l&#8217;italiano passa per furbone; in quelli in cui ho viaggiato io gli italiani sono considerati  fantasiosi, persone sensibili e di cultura: assolutamente non siamo tutti figli di Berlusconi, non siamo tutti annichiliti dai furori politici, perchè &#8220;la poesia a comizio&#8221; è politica da strada, da centro sociale, da piazza, da reading: la memoria è un ingranaggio collettivo! in questo caso l&#8217;arte è stata il linguaggio di questo ingranaggio collettivo: bello!</p>
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	<item>
		<title>Di: paolo saggese</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/09/06/comunicato-stampa-versi-per-il-formicoso/#comment-6092</link>
		<dc:creator>paolo saggese</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 07:59:33 +0000</pubDate>
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		<description>Ringrazio Alfonso, Angelo, Paolo, Gianni per le parole che hanno avuto nei nostri riguardi.
Aggiungo soltanto poche riflessioni.
Innanzi tutto, non rispondo alle violente ed offensive parole di Gizzo, che mi sembrano dettate da un odio e da un rancore espressione di un buco nero la cui origine è ben altra.
Ho provato dolore - lo ammetto - non per quanto detto nei miei confronti quanto per le espressioni offensive rivolte contro tanti che coltivano con umiltà la poesia in questa nostra terra, quegli uomini e quelle donne nobili, che ci nobilitano e che sono stati definiti &quot;cani e porci&quot;. Ho pensato a questi amici, ad Alfonso, a Peppino, a Pasquale, a Vera, a Maddalena, a Franco, a Paolo, a Oriana, a Vincenzo, ad Antonietta, ad Alessandro, e a tutti gli altri (le famose cento e più voci), e mi sono sentito oltraggiato per loro.
Ho poi ricordato le parole nobili di Antonio La Penna, che, ad alta voce, a Montemiletto, alcuni anni fa, osservò a proposto di un affollato reading di poesia: &quot;Molti penseranno che coloro che questa sera hanno letto non siano poeti. Ma io non sto qui, questa sera, a dare patenti. Non ne voglio dare ...&quot;. E poi aggiunse: &quot;Ma vi immaginate cosa potrebbe essere il mondo se tutti coltivassero questo amore per la cultura ...? Noi abbiamo bisogno della poesia ...&quot;. 
Stessi concetti espresse nobilmente Mario Luzi nel riflettere su quanto la poesia possa essere utile a cambiare e nobilitare il mondo. Non importa se tanti non arrivano alle vette del Parnaso (noi non diamo patenti a nessuno), importa condividere quest&#039;oggi e comunicare insieme la gioia di piccoli sogni, utopie, la volontà di un mondo nuovo e migliore da dare ai nostri figli. Che male c&#039;è se molti vogliono regalarci una carezza che possa rendere questo nostro mondo più accettabile, in quel momento, meno terribile di quello che è, se ci vogliono offrire una poesia bella o brutta che sia, ma poesia sempre se parla al cuore e alla mente degli uomini con la forza dell&#039;autenticità.
Soltanto questo vorrei aggiungere: non offendete questa espressione pura d&#039;amore che è stata la giornata per il Formicoso.
L&#039;odio per Paolo Saggese o per chiunque altro non dovrebbe essere forte quanto l&#039;amore per la verità, per la giustizia di questa nostra battaglia, che noi abbiamo intrapreso con umiltà, senza alzare la voce, senza offendere nessuno, senza spocchia, rispettando le idee di tutti, perché avevamo in cuore la necessità di fare qualcosa per questa Irpinia che ci appartiene.
In questa occasione, noi siamo umili testimoni e niente più ...
Abbiamo forse anche scritto qualche libro che rimarrà nella storia della cultura irpina e meridionale, come ritengono alcuni non provinciali studiosi che vivono in altre parti d&#039;Italia. Ma questo non ce lo chiediamo oggi, non lo urliamo ai quattro venti, perché è tutto inutile se non siamo innanzi tutto umili servitori di questa nostra terra.
Non aggiungo altro. Se vi fossero state critiche rispettose e nate da uno studio accurato delle nostre pubblicazioni, avrei argomentato il mio pensiero: le offese che arrivano al vilipendio e alla calunnia non hanno bisogno di altro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio Alfonso, Angelo, Paolo, Gianni per le parole che hanno avuto nei nostri riguardi.<br />
Aggiungo soltanto poche riflessioni.<br />
Innanzi tutto, non rispondo alle violente ed offensive parole di Gizzo, che mi sembrano dettate da un odio e da un rancore espressione di un buco nero la cui origine è ben altra.<br />
Ho provato dolore &#8211; lo ammetto &#8211; non per quanto detto nei miei confronti quanto per le espressioni offensive rivolte contro tanti che coltivano con umiltà la poesia in questa nostra terra, quegli uomini e quelle donne nobili, che ci nobilitano e che sono stati definiti &#8220;cani e porci&#8221;. Ho pensato a questi amici, ad Alfonso, a Peppino, a Pasquale, a Vera, a Maddalena, a Franco, a Paolo, a Oriana, a Vincenzo, ad Antonietta, ad Alessandro, e a tutti gli altri (le famose cento e più voci), e mi sono sentito oltraggiato per loro.<br />
Ho poi ricordato le parole nobili di Antonio La Penna, che, ad alta voce, a Montemiletto, alcuni anni fa, osservò a proposto di un affollato reading di poesia: &#8220;Molti penseranno che coloro che questa sera hanno letto non siano poeti. Ma io non sto qui, questa sera, a dare patenti. Non ne voglio dare &#8230;&#8221;. E poi aggiunse: &#8220;Ma vi immaginate cosa potrebbe essere il mondo se tutti coltivassero questo amore per la cultura &#8230;? Noi abbiamo bisogno della poesia &#8230;&#8221;.<br />
Stessi concetti espresse nobilmente Mario Luzi nel riflettere su quanto la poesia possa essere utile a cambiare e nobilitare il mondo. Non importa se tanti non arrivano alle vette del Parnaso (noi non diamo patenti a nessuno), importa condividere quest&#8217;oggi e comunicare insieme la gioia di piccoli sogni, utopie, la volontà di un mondo nuovo e migliore da dare ai nostri figli. Che male c&#8217;è se molti vogliono regalarci una carezza che possa rendere questo nostro mondo più accettabile, in quel momento, meno terribile di quello che è, se ci vogliono offrire una poesia bella o brutta che sia, ma poesia sempre se parla al cuore e alla mente degli uomini con la forza dell&#8217;autenticità.<br />
Soltanto questo vorrei aggiungere: non offendete questa espressione pura d&#8217;amore che è stata la giornata per il Formicoso.<br />
L&#8217;odio per Paolo Saggese o per chiunque altro non dovrebbe essere forte quanto l&#8217;amore per la verità, per la giustizia di questa nostra battaglia, che noi abbiamo intrapreso con umiltà, senza alzare la voce, senza offendere nessuno, senza spocchia, rispettando le idee di tutti, perché avevamo in cuore la necessità di fare qualcosa per questa Irpinia che ci appartiene.<br />
In questa occasione, noi siamo umili testimoni e niente più &#8230;<br />
Abbiamo forse anche scritto qualche libro che rimarrà nella storia della cultura irpina e meridionale, come ritengono alcuni non provinciali studiosi che vivono in altre parti d&#8217;Italia. Ma questo non ce lo chiediamo oggi, non lo urliamo ai quattro venti, perché è tutto inutile se non siamo innanzi tutto umili servitori di questa nostra terra.<br />
Non aggiungo altro. Se vi fossero state critiche rispettose e nate da uno studio accurato delle nostre pubblicazioni, avrei argomentato il mio pensiero: le offese che arrivano al vilipendio e alla calunnia non hanno bisogno di altro.</p>
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	<item>
		<title>Di: michele fumagallo</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/09/06/comunicato-stampa-versi-per-il-formicoso/#comment-6086</link>
		<dc:creator>michele fumagallo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 22:31:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=1645#comment-6086</guid>
		<description>Cari amici,

ma sapete che siete curiosi. E poi siete &quot;meridionali&quot;, e poi ancora siete &quot;italiani&quot;.

Dove curiosi è un modo elegante per dire che o ci fate o ci siete.

&quot;Meridionali&quot; è un termine poco gratificante per chi mi conosce (sono &quot;nordista&quot; e i &quot;sudisti&quot; non mi piacciono).

&quot;Italiani&quot; è nell&#039;accezione comune dei paesi nordici, per dire peste e corna del comportamento furbo nel nostro paese.

Ma come, si esprimono delle critiche a delle cose (ma potrebbe essere qualsiasi cosa), che possono essere discutibili o meno (parlo delle critiche), e invece di sollecitarle e di scendere nel merito (da questo punto di vista, il giudizio di Alfonso, che non condivido, è però intellettualmente onesto) si grida alla lesa maestà?

Ho ripetuto fino alla noia, ma evidentemente non basta, che lo spirito critico, la &quot;democrazia massima&quot;, sono la spia dell&#039;autenticità di un progresso.

Critica, critica e nient&#039;altro che critica: questa è la strada per progredire, per creare anticorpi di democrazia in un periodo storico di passaggio in cui la democrazia e l&#039;aria da respirare sono sinonimi.

Il &quot;vogliamoci bene&quot;, le &quot;carezze&quot; da compagnucci, e tutto quello che scivola con sentimentalismo all&#039;olio d&#039;oliva, non solo non aiutano nessun progresso, ma sono spesso la spia di una debolezza intrinseca, di un infantilismo duro a morire.

Con  affetto
Michele Fumagallo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici,</p>
<p>ma sapete che siete curiosi. E poi siete &#8220;meridionali&#8221;, e poi ancora siete &#8220;italiani&#8221;.</p>
<p>Dove curiosi è un modo elegante per dire che o ci fate o ci siete.</p>
<p>&#8220;Meridionali&#8221; è un termine poco gratificante per chi mi conosce (sono &#8220;nordista&#8221; e i &#8220;sudisti&#8221; non mi piacciono).</p>
<p>&#8220;Italiani&#8221; è nell&#8217;accezione comune dei paesi nordici, per dire peste e corna del comportamento furbo nel nostro paese.</p>
<p>Ma come, si esprimono delle critiche a delle cose (ma potrebbe essere qualsiasi cosa), che possono essere discutibili o meno (parlo delle critiche), e invece di sollecitarle e di scendere nel merito (da questo punto di vista, il giudizio di Alfonso, che non condivido, è però intellettualmente onesto) si grida alla lesa maestà?</p>
<p>Ho ripetuto fino alla noia, ma evidentemente non basta, che lo spirito critico, la &#8220;democrazia massima&#8221;, sono la spia dell&#8217;autenticità di un progresso.</p>
<p>Critica, critica e nient&#8217;altro che critica: questa è la strada per progredire, per creare anticorpi di democrazia in un periodo storico di passaggio in cui la democrazia e l&#8217;aria da respirare sono sinonimi.</p>
<p>Il &#8220;vogliamoci bene&#8221;, le &#8220;carezze&#8221; da compagnucci, e tutto quello che scivola con sentimentalismo all&#8217;olio d&#8217;oliva, non solo non aiutano nessun progresso, ma sono spesso la spia di una debolezza intrinseca, di un infantilismo duro a morire.</p>
<p>Con  affetto<br />
Michele Fumagallo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianni Fiorentino</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/09/06/comunicato-stampa-versi-per-il-formicoso/#comment-6085</link>
		<dc:creator>Gianni Fiorentino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 18:58:56 +0000</pubDate>
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		<description>Vorrei ringraziare tutte le persone che hanno dato vita al pomeriggio di poesia a sant&#039;angelo dei lombardi. 

Senza nulla chiedere, senza alcunché imporre o pretendere, mi avete donato parte di voi stessi. 

Il dono più bello, atteso e inaspettato.

Ve ne sono grato, porto ogni vostra parola, silenzio o canto nel mio cuore, come voce generosa e autentica della mia terra. 

Gianni Fiorentino</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei ringraziare tutte le persone che hanno dato vita al pomeriggio di poesia a sant&#8217;angelo dei lombardi. </p>
<p>Senza nulla chiedere, senza alcunché imporre o pretendere, mi avete donato parte di voi stessi. </p>
<p>Il dono più bello, atteso e inaspettato.</p>
<p>Ve ne sono grato, porto ogni vostra parola, silenzio o canto nel mio cuore, come voce generosa e autentica della mia terra. </p>
<p>Gianni Fiorentino</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo battista...</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/09/06/comunicato-stampa-versi-per-il-formicoso/#comment-6077</link>
		<dc:creator>Paolo battista...</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 15:35:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=1645#comment-6077</guid>
		<description>Sono uno dei cento poeti che hanno aderito alla &quot;paccottoglia&quot; poetica organizzata dal centro di documentazione poesia del sud. mi chiedo come sia possibile attaccare della persone che mai si sono ritenute degli intellettuali ma solo uomini che, con le loro parole, la loro fisicità, i loro ricordi, la loro memoria, il loro essere in un determinato posto in un determinato momento storico, esprimono semplicemente delle idee, delle opinioni, per creare relazioni stabili personali che siano in grado di unificare il terreno artistico irpino, che proprio per l&#039;ignoranza di certe critiche senza prospettive ha avuto ed ha continuamente problemi per farsi riconoscere, per farsi sentire. E&#039; facile dire IO ACCUSO stando seduti a casa a guardare la televisione ma quando personalmente racconto il lavoro che noi poeti irpini stiamo facendo per valorizzare certi ideali (visto che da anni vivo a Roma e ho contatti con molti autori italiani) non ricevo altro che ammirazione. Caro signor Gizzo ma lei realmente crede che io come gli altri poeti presenti al Castello degli Imperiali per dire quello che dobbiamo dire abbiamo bisogno del famoso quarto d&#039;ora warholiano? lei si sbaglia! probabilmente non era neanche presente perche se no sarrebbe stato investito da una dolcezza e una serietà che le persone comuni difficilmente percepiscono: ci vuole una certa sensibilità per affrontare certi argomenti e probabilmente lei ne è a corto. Se una mia sola parola può essere utile a chiunque ascolta, riuscendo a sensibilizzare menti prima del tutto assenti ma che con l&#039;aiuto di queste manifestazioni cominciano gradatamente ad essere partecipi, io posso dirmi fiero, soddisfatto, felice(almeno per un giorno)...e come vede non parlo nè di gloria nè di popolarità. Parlo solo di essere utili a se stessi e al mondo che ci circonda! (Perchè alla fine criticare senza capire il lavoro che si nasconde dietro situazioni del genere è una cosa inutile). E non in senso estetitico ma etico...è una questione di assolutezza! io non ho scelto esteticamente di essere un intellettuale o un poeta o un musicista, io so di essere un poeta perchè è la mia essenza che lo vuole: eticamente sento di essere coinvolto e quindi do tutto il mio appoggio a chi come me da anni si batte per valorizzare l&#039;autenticità dell&#039;arte tout court in Irpinia. Credo che la sua sia solo una superficiale critica estetizzante verso chi con umiltà, e sottolineo con umiltà, cerca di dare dei segnali, cerca di farsi sentire da chi, come ho detto prima, non saprebbe come interagire con questo tipo di realtà. Anzi il lavoro del centro di documentazione fa si che certe tematiche vengano discusse e quindi analizzate, mentre altrimenti ci sarebbe solo vuoto e fascismo senza di esso. E non mi pare che il dott. Saggese o i poeti presenti o i sindaci o i professori o gli architetti abbiano chiesto inutili lodi o denaro o stupidi riconoscimenti. IO ero presente e non ho visto nessuna velina o attore o figliastro di berlusconi ma solo persone che amanti della poesia e della&#039;arte hanno concentrato la loro rabbia e la loro sensibilità in una splendida giornata come quella ( con la speranza di proficue ripetizioni future dove ancora ritrovarsi, leggere poesia, discutere, vedere, amare, respirare). Questo è un invito per tutti quelli che non credono nella forza autonoma dell&#039;arte: è un invito alla partecipazione e non a scagliarsi contro chi si batte per delle giuste cause. Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono uno dei cento poeti che hanno aderito alla &#8220;paccottoglia&#8221; poetica organizzata dal centro di documentazione poesia del sud. mi chiedo come sia possibile attaccare della persone che mai si sono ritenute degli intellettuali ma solo uomini che, con le loro parole, la loro fisicità, i loro ricordi, la loro memoria, il loro essere in un determinato posto in un determinato momento storico, esprimono semplicemente delle idee, delle opinioni, per creare relazioni stabili personali che siano in grado di unificare il terreno artistico irpino, che proprio per l&#8217;ignoranza di certe critiche senza prospettive ha avuto ed ha continuamente problemi per farsi riconoscere, per farsi sentire. E&#8217; facile dire IO ACCUSO stando seduti a casa a guardare la televisione ma quando personalmente racconto il lavoro che noi poeti irpini stiamo facendo per valorizzare certi ideali (visto che da anni vivo a Roma e ho contatti con molti autori italiani) non ricevo altro che ammirazione. Caro signor Gizzo ma lei realmente crede che io come gli altri poeti presenti al Castello degli Imperiali per dire quello che dobbiamo dire abbiamo bisogno del famoso quarto d&#8217;ora warholiano? lei si sbaglia! probabilmente non era neanche presente perche se no sarrebbe stato investito da una dolcezza e una serietà che le persone comuni difficilmente percepiscono: ci vuole una certa sensibilità per affrontare certi argomenti e probabilmente lei ne è a corto. Se una mia sola parola può essere utile a chiunque ascolta, riuscendo a sensibilizzare menti prima del tutto assenti ma che con l&#8217;aiuto di queste manifestazioni cominciano gradatamente ad essere partecipi, io posso dirmi fiero, soddisfatto, felice(almeno per un giorno)&#8230;e come vede non parlo nè di gloria nè di popolarità. Parlo solo di essere utili a se stessi e al mondo che ci circonda! (Perchè alla fine criticare senza capire il lavoro che si nasconde dietro situazioni del genere è una cosa inutile). E non in senso estetitico ma etico&#8230;è una questione di assolutezza! io non ho scelto esteticamente di essere un intellettuale o un poeta o un musicista, io so di essere un poeta perchè è la mia essenza che lo vuole: eticamente sento di essere coinvolto e quindi do tutto il mio appoggio a chi come me da anni si batte per valorizzare l&#8217;autenticità dell&#8217;arte tout court in Irpinia. Credo che la sua sia solo una superficiale critica estetizzante verso chi con umiltà, e sottolineo con umiltà, cerca di dare dei segnali, cerca di farsi sentire da chi, come ho detto prima, non saprebbe come interagire con questo tipo di realtà. Anzi il lavoro del centro di documentazione fa si che certe tematiche vengano discusse e quindi analizzate, mentre altrimenti ci sarebbe solo vuoto e fascismo senza di esso. E non mi pare che il dott. Saggese o i poeti presenti o i sindaci o i professori o gli architetti abbiano chiesto inutili lodi o denaro o stupidi riconoscimenti. IO ero presente e non ho visto nessuna velina o attore o figliastro di berlusconi ma solo persone che amanti della poesia e della&#8217;arte hanno concentrato la loro rabbia e la loro sensibilità in una splendida giornata come quella ( con la speranza di proficue ripetizioni future dove ancora ritrovarsi, leggere poesia, discutere, vedere, amare, respirare). Questo è un invito per tutti quelli che non credono nella forza autonoma dell&#8217;arte: è un invito alla partecipazione e non a scagliarsi contro chi si batte per delle giuste cause. Grazie</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: verderosa</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/09/06/comunicato-stampa-versi-per-il-formicoso/#comment-6069</link>
		<dc:creator>verderosa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 10:56:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=1645#comment-6069</guid>
		<description>&lt;em&gt;&quot;Caro Michele, hai fatto bene a prendere di mira il Centro della poesia del Sud, con la sua paccottiglia poetica reazionaria e la sua melassa “sudista”.  Io però al tuo posto non mi adombrerei più di tanto. E’ contro gli intelletuali veri che secondo me occorre scagliarsi. Gli animatori del suddetto Centro in fondo sono da lodare, perchè fanno beneficenza, regalando il famoso quarto d’ora di pubblicità a cani e porci. Oltre non possono andare, perché sono vittime della maledizione di Parmenide: nessuno può essere quello che non è.&quot; &lt;/em&gt;

è molto avvilente leggere (vedi qualche commento precedente) questo tipo di attacchi a persone serie e impegnate nel quotidiano, in irpinia e su questo blog; sono attacchi di stampo fascista altro che antifascismo come si scrive in qualche altro post ... è la solista spocchia di sinistra di chi si sente superiore agli altri pur avendo perso definitivamente il monopolio delle idee  

un mio commento di risposta &#039;pertinente&#039; è in 
http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/09/13/per-il-formicoso-immagini/#comments</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Caro Michele, hai fatto bene a prendere di mira il Centro della poesia del Sud, con la sua paccottiglia poetica reazionaria e la sua melassa “sudista”.  Io però al tuo posto non mi adombrerei più di tanto. E’ contro gli intelletuali veri che secondo me occorre scagliarsi. Gli animatori del suddetto Centro in fondo sono da lodare, perchè fanno beneficenza, regalando il famoso quarto d’ora di pubblicità a cani e porci. Oltre non possono andare, perché sono vittime della maledizione di Parmenide: nessuno può essere quello che non è.&#8221; </em></p>
<p>è molto avvilente leggere (vedi qualche commento precedente) questo tipo di attacchi a persone serie e impegnate nel quotidiano, in irpinia e su questo blog; sono attacchi di stampo fascista altro che antifascismo come si scrive in qualche altro post &#8230; è la solista spocchia di sinistra di chi si sente superiore agli altri pur avendo perso definitivamente il monopolio delle idee  </p>
<p>un mio commento di risposta &#8216;pertinente&#8217; è in<br />
<a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/09/13/per-il-formicoso-immagini/#comments" rel="nofollow">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/09/13/per-il-formicoso-immagini/#comments</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alfonso</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/09/06/comunicato-stampa-versi-per-il-formicoso/#comment-6067</link>
		<dc:creator>alfonso</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 10:49:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=1645#comment-6067</guid>
		<description>scrivo non per difendere la paccottaglia dei miei versi.
scrivo per difendere un&#039;iniziativa del territorio, iniziativa che costa impegno e malumori continui.
non si tratta di essere sudisti. se questa è l&#039;accusa, andrebbe rivolta anche ad altro che in commenti diversi si difende.
prendere di mira il Centro della poesia del Sud è un gioco da ragazzi. se non ci fosse, mancherebbe una RICERCA tesa alla valorizzazione DI CIò CHE POTREBBE ESSERCI DI BUONO da queste parti.
poiché c&#039;è si può attaccare. lo si attacca senza aver compreso, a mio avviso, lquesto obiettivo del centro.
tutto lo sforzo messo in campo da Saggese e da Iuliano è funzionale, in questa fase storica, non a celebrare, ma a raccogliere materiale.
poi si dovrà analizzare questo materiale, poi lo si dovrà giudicare, poi si dovrà capire quali sono i valori attualmente presenti in questo nostro territorio e rappresentati e veicolati dalla poesia.
la poesia, dunque, come luogo della rappresentazione, magari a volte con forme immature, altre con consapevolezza non del tutto piena, del sentire in questo tempo in uno spazio determinato.
sembra poco.

Detto questo a me non resta che terminare con un  riconoscimento pieno di gratitudine, per l’opera che svolge come studioso Paolo Saggese. Il suo contributo all’ammissione della poesia meridiana in ambito nazionale è sotto gli occhi di tutti. A lui va il merito di
-	aver iniziato in maniera sistematica a comporre la carta poetica dei poeti irpini, redigendo con la collana “Cultura Meridionale” un tracciato critico dei poeti della nostra provincia, primo passo per la realizzazione della sua auspicata, e qui citata, «Storia della letteratura degli esclusi»,
-	avanzare osservazioni non solo a livello diacronico, ma sincronico, ossia considerando la simultaneità di diverse linee di sviluppo delle varie linee poetiche in modo da inquadrarle nel contesto nazionale per evidenziarne il proprium e gli sviluppi.
Credo soprattutto che il più grande merito che debba essergli riconosciuto sia d’aver concorso notevolmente a riscattare l’identità dei poeti irpini, dando loro maggiore consapevolezza dei propri mezzi e, pertanto, fiducia ed energia al loro fare.
Credo che per quest’ultimo motivo, la poesia irpina, in particolare e quella del Sud in generale, avrà da adesso in poi un crinale. Paolo Saggese, lo dimostreranno i fatti, con il suo lavoro di intellettuale militante, e con il Centro di  documentazione sulla poesia del Sud, costituirà il discrimine della poesia irpina, avendo concorso a vincere «la scommessa intorno alla quale tutto ruota: che il Sud riesca a pensarsi, a guardare se stesso con la forza di un sapere che in qualche forma ci possiede» .
Ai poeti del Sud compete, da ora in poi, imparare ad agire in questa terra e a non fuggire, compete imparare a fare della cultura la propria natura e della natura della loro terra la propria cultura, imparando ad allattarsi ad essa, per quanto possa avere il «seno anemico e smunto» .

non è questo l&#039;obiettoivo della cp e di questo blog?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scrivo non per difendere la paccottaglia dei miei versi.<br />
scrivo per difendere un&#8217;iniziativa del territorio, iniziativa che costa impegno e malumori continui.<br />
non si tratta di essere sudisti. se questa è l&#8217;accusa, andrebbe rivolta anche ad altro che in commenti diversi si difende.<br />
prendere di mira il Centro della poesia del Sud è un gioco da ragazzi. se non ci fosse, mancherebbe una RICERCA tesa alla valorizzazione DI CIò CHE POTREBBE ESSERCI DI BUONO da queste parti.<br />
poiché c&#8217;è si può attaccare. lo si attacca senza aver compreso, a mio avviso, lquesto obiettivo del centro.<br />
tutto lo sforzo messo in campo da Saggese e da Iuliano è funzionale, in questa fase storica, non a celebrare, ma a raccogliere materiale.<br />
poi si dovrà analizzare questo materiale, poi lo si dovrà giudicare, poi si dovrà capire quali sono i valori attualmente presenti in questo nostro territorio e rappresentati e veicolati dalla poesia.<br />
la poesia, dunque, come luogo della rappresentazione, magari a volte con forme immature, altre con consapevolezza non del tutto piena, del sentire in questo tempo in uno spazio determinato.<br />
sembra poco.</p>
<p>Detto questo a me non resta che terminare con un  riconoscimento pieno di gratitudine, per l’opera che svolge come studioso Paolo Saggese. Il suo contributo all’ammissione della poesia meridiana in ambito nazionale è sotto gli occhi di tutti. A lui va il merito di<br />
-	aver iniziato in maniera sistematica a comporre la carta poetica dei poeti irpini, redigendo con la collana “Cultura Meridionale” un tracciato critico dei poeti della nostra provincia, primo passo per la realizzazione della sua auspicata, e qui citata, «Storia della letteratura degli esclusi»,<br />
-	avanzare osservazioni non solo a livello diacronico, ma sincronico, ossia considerando la simultaneità di diverse linee di sviluppo delle varie linee poetiche in modo da inquadrarle nel contesto nazionale per evidenziarne il proprium e gli sviluppi.<br />
Credo soprattutto che il più grande merito che debba essergli riconosciuto sia d’aver concorso notevolmente a riscattare l’identità dei poeti irpini, dando loro maggiore consapevolezza dei propri mezzi e, pertanto, fiducia ed energia al loro fare.<br />
Credo che per quest’ultimo motivo, la poesia irpina, in particolare e quella del Sud in generale, avrà da adesso in poi un crinale. Paolo Saggese, lo dimostreranno i fatti, con il suo lavoro di intellettuale militante, e con il Centro di  documentazione sulla poesia del Sud, costituirà il discrimine della poesia irpina, avendo concorso a vincere «la scommessa intorno alla quale tutto ruota: che il Sud riesca a pensarsi, a guardare se stesso con la forza di un sapere che in qualche forma ci possiede» .<br />
Ai poeti del Sud compete, da ora in poi, imparare ad agire in questa terra e a non fuggire, compete imparare a fare della cultura la propria natura e della natura della loro terra la propria cultura, imparando ad allattarsi ad essa, per quanto possa avere il «seno anemico e smunto» .</p>
<p>non è questo l&#8217;obiettoivo della cp e di questo blog?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: michele fumagallo</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/09/06/comunicato-stampa-versi-per-il-formicoso/#comment-5964</link>
		<dc:creator>michele fumagallo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 22:15:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=1645#comment-5964</guid>
		<description>Caro Antonio (Gizzo),

il rapporto tra intellettuali e popolo (questo mi interessa, semmai abbia qualche interesse per una categoria &quot;impropria&quot;) è sempre stato rapporto &quot;minimo&quot; in questo nostro territorio. Dove vige invece un forte rapporto intellettuali - ceto politico dominante. 

Ma quella che impropriamente viene definita categoria degli intellettuali altra non è che la platea piccolo-borghese contro cui hanno scagliato critiche feroci alcuni degli intellettuali migliori della nostra storia (nazionale). Ti cito un Carlo Levi, perchè lo avevo già fatto in quel commento polemico che tu ricordi e che purtroppo è stato cancellato da questo post.

Anche il centro della poesia che tu citi, così come altre associazioni, sono in questa linea. Quella del contenuto &quot;reazionario&quot;, del linguaggio &quot;debole&quot;, &quot;conformista&quot; quanto più si critica apparentemente un potere verso cui c&#039;è invece assoluta (e neanche troppo nascosta) acquiescenza. 

Il problema è complesso e non possiamo esaurirlo in questo breve spazio.

Tu hai ragione su molte cose.

Io voglio semplicemente ricordare qui che l&#039;intellettuale &quot;autentico&quot;, come del resto tutte le cose &quot;autentiche&quot;, non nasce se non come &quot;emanazione&quot; del popolo, della classe lavoratrice.

Al di fuori di questo c&#039;è semplicemente il sottobosco che gira attorno alla cosiddetta politica.

E da quel sottobosco facciamo meglio a stare alla larga. E senza neanche incavolarci troppo. Non ne vale la pena.

Con  affetto
Michele Fumagallo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Antonio (Gizzo),</p>
<p>il rapporto tra intellettuali e popolo (questo mi interessa, semmai abbia qualche interesse per una categoria &#8220;impropria&#8221;) è sempre stato rapporto &#8220;minimo&#8221; in questo nostro territorio. Dove vige invece un forte rapporto intellettuali &#8211; ceto politico dominante. </p>
<p>Ma quella che impropriamente viene definita categoria degli intellettuali altra non è che la platea piccolo-borghese contro cui hanno scagliato critiche feroci alcuni degli intellettuali migliori della nostra storia (nazionale). Ti cito un Carlo Levi, perchè lo avevo già fatto in quel commento polemico che tu ricordi e che purtroppo è stato cancellato da questo post.</p>
<p>Anche il centro della poesia che tu citi, così come altre associazioni, sono in questa linea. Quella del contenuto &#8220;reazionario&#8221;, del linguaggio &#8220;debole&#8221;, &#8220;conformista&#8221; quanto più si critica apparentemente un potere verso cui c&#8217;è invece assoluta (e neanche troppo nascosta) acquiescenza. </p>
<p>Il problema è complesso e non possiamo esaurirlo in questo breve spazio.</p>
<p>Tu hai ragione su molte cose.</p>
<p>Io voglio semplicemente ricordare qui che l&#8217;intellettuale &#8220;autentico&#8221;, come del resto tutte le cose &#8220;autentiche&#8221;, non nasce se non come &#8220;emanazione&#8221; del popolo, della classe lavoratrice.</p>
<p>Al di fuori di questo c&#8217;è semplicemente il sottobosco che gira attorno alla cosiddetta politica.</p>
<p>E da quel sottobosco facciamo meglio a stare alla larga. E senza neanche incavolarci troppo. Non ne vale la pena.</p>
<p>Con  affetto<br />
Michele Fumagallo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sergiogioia</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/09/06/comunicato-stampa-versi-per-il-formicoso/#comment-5960</link>
		<dc:creator>sergiogioia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 18:44:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=1645#comment-5960</guid>
		<description>a gizzoantonio con sincera curiosità chiedo di fare almeno due o tre nomi e cognomi di quegli intellettuali che lui evocava</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a gizzoantonio con sincera curiosità chiedo di fare almeno due o tre nomi e cognomi di quegli intellettuali che lui evocava</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Salvatore Casale</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/09/06/comunicato-stampa-versi-per-il-formicoso/#comment-5957</link>
		<dc:creator>Salvatore Casale</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 17:19:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=1645#comment-5957</guid>
		<description>SENZA TITOLO

                        Sotto queste enormi
                      gesta dell’era moderna. 
           possenti,bianche,prolifere e meccaniche
             ritroviamo gli archetipi dell’era perduta.

                “ figlio mio chi ti farà il pane?”

           Verde miscuglio di innate sensazioni
              alla deriva del sole metropolitano.

                   io voglio,io voglio, io voglio
            io consumo,io consumo, io consumo
                    IO sono, IO sono, IO sono
                   io esisto, io esisto,io esisto.
 
        Ritrovarsi nella piazza desolata tra il fumo
           dell’ultima sigaretta,il fiume ripercorre
          la mia infanzia come tragitto inesistente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SENZA TITOLO</p>
<p>                        Sotto queste enormi<br />
                      gesta dell’era moderna.<br />
           possenti,bianche,prolifere e meccaniche<br />
             ritroviamo gli archetipi dell’era perduta.</p>
<p>                “ figlio mio chi ti farà il pane?”</p>
<p>           Verde miscuglio di innate sensazioni<br />
              alla deriva del sole metropolitano.</p>
<p>                   io voglio,io voglio, io voglio<br />
            io consumo,io consumo, io consumo<br />
                    IO sono, IO sono, IO sono<br />
                   io esisto, io esisto,io esisto.</p>
<p>        Ritrovarsi nella piazza desolata tra il fumo<br />
           dell’ultima sigaretta,il fiume ripercorre<br />
          la mia infanzia come tragitto inesistente.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
