dopo la lettera a Bassolino; approfondimento e MANIFESTO del corriere
corriere dell’irpinia – mercoledì 3 settembre 2008
La lettera che il paesologo Franco Arminio ha inviato al governatore Bassolino è breve e diretta. Dice così:«Altri nei giorni scorsi le hanno scritto da questi luoghi sollecitando un suo impegno per il formicoso senza ricevere risposta. Io le scrivo per dirle che lei è il mandante morale della discarica. E se quell’oltraggio sarà consumato dovrà vergognarsene per tutta la vita. Sappiamo che lei ignora le nostre ragioni perché sta pensando di rianimare la sua carriera politica. E’ comprensibile, ma è vergognoso che lei lo faccia sulla pelle di gente a cui in fondo deve l’inizio brillante della sua carriera. E’ grazie al popolo dell’Irpinia che lei è diventato qualcuno. Ora si può solo pensare che quei suoi comizi di allora erano un imbroglio. Io non porto rancore per nessuno: spero che le sia lieve l’inevitabile crepuscolo che lo aspetta».
E’ uno che immagina di ricandidarsi, dice a lettera spedita Franco Arminio. «Per me, dovrebbe solo dimettersi. Così facendo si rende poco credibile anche il Pd in Campania. Lui è il mandante, Berlusconi l’esecutore. E’ anche maleducazione, poi, non rispondere neanche alle lettere inviate. Noi ci opponiamo, continueremo a farlo. Ci opponiamo al malaffare, a questa catena delinquenziale».
Che potrebbe succedere, a questo punto?
«Al punto in cui siamo l’Irpinia dovrebbe compiere un gesto clamoroso, i sindaci soprattutto che sono eletti dai cittadini, visto che per i parlamentari questa provincia non c’è».
L’argomento discarica segna anche differenze, tra due, tre, quattro Irpinie: chi si oppone, chi è favorevole alla sua realizzazione.
L’argomento discarica segna anche differenze, tra due, tre, quattro Irpinie: chi si oppone, chi è favorevole alla sua realizzazione.
«Il fatto è che l’Irpinia potrebbe essere un luogo molto avanzato anche nel contesto europeo, non solo nazionale. C’è invece un clima di miseria morale e spirituale. Chi si appassiona all’Alto calore, è fuori dalla realtà. La palestra politica è il Formicoso. Questo è il simbolo della montagna che si contrappone alla cultura urbana. Capossela ha capito bene questa cosa, lui che è profondamente radicato. La sua musica, la sua poetica, sono intrise dei paesaggi, della lentezza, delle serate in compagnia. E’ terrorizzato dall’idea che questa terra cambi. Lui è più avanti di molti politici. Gli spazi vuoti sono un patrimonio, e gli spazi sono da preservare. L’Irpinia, salvo la zona di Pianodardine, fortemente degradata, è tutta un parco. E non a caso abbiamo proposto il parco d’Irpinia d’Oriente».
Torniamo a Bassolino…
«Ecco, io dico che l’emergenza è stata creata quasi ad arte, negli anni. E ora si continua su questa linea. Bassolino fa la parte della persona serie, che non si mette di traverso. A lui serve, questa occasione, per rilanciarsi verso le elezioni. A Berlusconi pure serve, per consolidare la sua posizione davanti all’opinione pubblica nazionale d ire che ha risolto l’emergenza rifiuti. Bassolino doveva dire al
presidente del Consiglio: l’Irpinia chiede un altro modello di gestione, perché non dare questa possibilità?
Torniamo a Bassolino…
«Ecco, io dico che l’emergenza è stata creata quasi ad arte, negli anni. E ora si continua su questa linea. Bassolino fa la parte della persona serie, che non si mette di traverso. A lui serve, questa occasione, per rilanciarsi verso le elezioni. A Berlusconi pure serve, per consolidare la sua posizione davanti all’opinione pubblica nazionale d ire che ha risolto l’emergenza rifiuti. Bassolino doveva dire al
presidente del Consiglio: l’Irpinia chiede un altro modello di gestione, perché non dare questa possibilità?
Su Pustarza, poi, pure hanno sbagliato. Si doveva trattare, da parte della Provincia, e dei dirigenti dei partiti, vedi Giuseppe De Mita. Della serie: Pustarza passa, visto che è legge. Ma a condizione che si metta in moto il processo di provincializzazione».
E invece no.
«E invece no e ora non sappiamo, io e lei, di cosa stiamo parlando. Una storia che va avanti da quindici anni. E’ questa l’occasione per riaprire la grande vertenza Irpinia. E’ poi scandaloso che la città di Avellino non superi l’esame della differenziata. In fondo è una città di 50mila abitanti. Non stiamo parlando di metropoli. E’ stucchevole, insopportabile, assistere a questo spettacolo
indecoroso, vergognoso. Il capoluogo dovrebbe dare l’esempio».
Faccia il suo appello.
«Dico che nel Pd come nell’Udc la classe dirigente ha fallito totalmente. Torni lo scontro nei partiti, che non si accontentino del tutto e del contrario di tutto. Si crei un nuovo meccanismo per selezionare classe dirigente. Ci sono molte belle persone, animate da forti passioni civile. Questa è l’occasione per costruire il punto d’Italia più vivo, più propositivo, il punto dove sviluppare un percorso che rivendica democrazia. E’ la terra dei De Sanctis e dei Dorso. E’ questa la nostra
storia. Non quella di Bassolino, che si è venduto a Berlusconi».
Ancora un punto.
E invece no.
«E invece no e ora non sappiamo, io e lei, di cosa stiamo parlando. Una storia che va avanti da quindici anni. E’ questa l’occasione per riaprire la grande vertenza Irpinia. E’ poi scandaloso che la città di Avellino non superi l’esame della differenziata. In fondo è una città di 50mila abitanti. Non stiamo parlando di metropoli. E’ stucchevole, insopportabile, assistere a questo spettacolo
indecoroso, vergognoso. Il capoluogo dovrebbe dare l’esempio».
Faccia il suo appello.
«Dico che nel Pd come nell’Udc la classe dirigente ha fallito totalmente. Torni lo scontro nei partiti, che non si accontentino del tutto e del contrario di tutto. Si crei un nuovo meccanismo per selezionare classe dirigente. Ci sono molte belle persone, animate da forti passioni civile. Questa è l’occasione per costruire il punto d’Italia più vivo, più propositivo, il punto dove sviluppare un percorso che rivendica democrazia. E’ la terra dei De Sanctis e dei Dorso. E’ questa la nostra
storia. Non quella di Bassolino, che si è venduto a Berlusconi».
Ancora un punto.
«Si sappia: se verranno qui a fare i carotaggi, noi ci opporremo fisicamente. Non lasceremo che le cose accadano in silenzio. Noi cittadini contrasteremo il loro passaggio, se dovesse avvenire».
- – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – -MANIFESTO per l’IRPINIA lanciato dal Corriere dell’Irpinia (per aderire, vedi a fine testo)
Lo scenario che si prospetta per l’Irpinia è doloroso e deprimente: emblematicamente ed in maniera aggravata esprime e rappresenta il processo di degrado a cui sembra destinato l’intero Mezzogiorno.
La realizzazione di una megadiscarica di rifiuti sul Formicoso, dopo quelle di Ariano e di Savignano a servizio non solo della Campania ma anche di altre regioni, costituirebbe la sentenza definitiva di un processo nefasto, in corso da tempo.
Gli Irpini, che non si sono fatti piegare dai disastri naturali, a cominciare dai terremoti, rischiano di restare vittime delle scelte scellerate dei governanti.
La prospettiva della desertificazione umana del territorio, egregiamente fronteggiata nei tanti processi migratori, si presenta, oggi, in maniera più minacciosa.
Non è, però, il caso di arrendersi e rimanere passivi: la medaglia d’oro al merito civile ce la siamo meritata, reagendo con forza e tenacia alla tragedia del sisma del 23 Novembre dell’80, e dobbiamo difenderla con altrettanta determinazione.
E’ giunto il momento di mettere in cantiere una grande vertenza, per salvare il futuro della nostra terra. Per noi, per la Campania, per l’Italia, per l’Europa.
Le condizioni di base ci sono: la collocazione strategica, le risorse naturali, a cominciare dall’acqua e dai prodotti tipici, le aree industriali attrezzate, i processi industriali operanti, il patrimonio edilizio, le potenzialità ambientali, le energie umane e professionali.
Per evitare il disastro definitivo bisogna solo crederci ed attivarsi con determinazione ed idee chiare.
Ci rivolgiamo, perciò, a tutti gli irpini, che credono nel futuro della nostra terra , senza distinzione di ruoli e di credo politico, per aprire una stagione di confronto, di proposte operative, di rinascita della nostra terra.
I rappresentanti istituzionali di ogni livello, le forze politiche e sindacali, le organizzazioni professionali, gli strumenti di informazione e di formazione, il mondo della cultura, la società nel suo complesso non possono rimanere insensibili e passivi, rispetto alla prospettiva di arretramento e degrado del nostro territorio.
Ognuno faccia la sua parte per ottenere che si realizzino finalmente le infrastrutture strategiche, viarie e ferroviarie di cui si parla da decenni, perché si salvaguardino le nostre risorse naturali,ambientali ed umane, perché le attività economiche, industriali ed agricole, si sviluppino e non continuino ad andare
incontro al fallimento.
L’intero territorio della provincia, a cominciare dall’Alta Irpinia, che, oggi, è soggetto ad una prevaricazione inaudita, è in condizione di dare un contributo produttivo alla crescita, se non viene ridotto a discarica di rifiuti.
L a vertenza che proponiamo non è animata da semplice spirito rivendicativo; vuole nutrirsi di idee, proposte e confronto, per mettere in moto energie locali e richiamare interventi esterni.
La stessa politica ne potrà ricavare grandi benefici, riqualificandosi come strumento di interpretazione e trasformazione della realtà e cessando di mortificarsi come vuoto strumento clientelare e di potere personale.
Lavoriamo tutti affinché all’Alto Calore si parli di salvaguardia delle risorse idriche e non delle poltrone di questo o quel soggetto, all’ASI si discuta dello sviluppo del processo industriale e non si badi alle prospettive di carriera di questo o quel dirigente, nelle istituzioni di vario tipo e livello si programmi la rinascita dell’Irpinia e non ci si limiti a manovre per sostenere o far cadere maggioranze
numeriche, negli organismi dirigenti dei partiti si lavori per vitalizzare il processo democratico e animare il confronto politico e non ci si riduca a cercare garanzie per percorsi carrieristici.
- – - – - – - – - – - – - – - – - – - – -
per sottoscrivere il “manifesto per l’irpinia” inviare una e.mail con “aderisco” a provincia@corriereirpinia.it
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conza e cairano visti dall’epicentro – foto angelo verderosa – 1998
La realizzazione di una megadiscarica di rifiuti sul Formicoso, dopo quelle di Ariano e di Savignano a servizio non solo della Campania ma anche di altre regioni, costituirebbe la sentenza definitiva di un processo nefasto, in corso da tempo.
Gli Irpini, che non si sono fatti piegare dai disastri naturali, a cominciare dai terremoti, rischiano di restare vittime delle scelte scellerate dei governanti.
La prospettiva della desertificazione umana del territorio, egregiamente fronteggiata nei tanti processi migratori, si presenta, oggi, in maniera più minacciosa.
Non è, però, il caso di arrendersi e rimanere passivi: la medaglia d’oro al merito civile ce la siamo meritata, reagendo con forza e tenacia alla tragedia del sisma del 23 Novembre dell’80, e dobbiamo difenderla con altrettanta determinazione.
E’ giunto il momento di mettere in cantiere una grande vertenza, per salvare il futuro della nostra terra. Per noi, per la Campania, per l’Italia, per l’Europa.
Le condizioni di base ci sono: la collocazione strategica, le risorse naturali, a cominciare dall’acqua e dai prodotti tipici, le aree industriali attrezzate, i processi industriali operanti, il patrimonio edilizio, le potenzialità ambientali, le energie umane e professionali.
Per evitare il disastro definitivo bisogna solo crederci ed attivarsi con determinazione ed idee chiare.
Ci rivolgiamo, perciò, a tutti gli irpini, che credono nel futuro della nostra terra , senza distinzione di ruoli e di credo politico, per aprire una stagione di confronto, di proposte operative, di rinascita della nostra terra.
I rappresentanti istituzionali di ogni livello, le forze politiche e sindacali, le organizzazioni professionali, gli strumenti di informazione e di formazione, il mondo della cultura, la società nel suo complesso non possono rimanere insensibili e passivi, rispetto alla prospettiva di arretramento e degrado del nostro territorio.
Ognuno faccia la sua parte per ottenere che si realizzino finalmente le infrastrutture strategiche, viarie e ferroviarie di cui si parla da decenni, perché si salvaguardino le nostre risorse naturali,ambientali ed umane, perché le attività economiche, industriali ed agricole, si sviluppino e non continuino ad andare
incontro al fallimento.
L’intero territorio della provincia, a cominciare dall’Alta Irpinia, che, oggi, è soggetto ad una prevaricazione inaudita, è in condizione di dare un contributo produttivo alla crescita, se non viene ridotto a discarica di rifiuti.
L a vertenza che proponiamo non è animata da semplice spirito rivendicativo; vuole nutrirsi di idee, proposte e confronto, per mettere in moto energie locali e richiamare interventi esterni.
La stessa politica ne potrà ricavare grandi benefici, riqualificandosi come strumento di interpretazione e trasformazione della realtà e cessando di mortificarsi come vuoto strumento clientelare e di potere personale.
numeriche, negli organismi dirigenti dei partiti si lavori per vitalizzare il processo democratico e animare il confronto politico e non ci si riduca a cercare garanzie per percorsi carrieristici.
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meglio tardi che mai …
l’irpinia si risveglia
aderisco al manifesto del ‘corriere’ e mi farebbe piacere che il ‘corriere’ aderisse alla manifestazione del 7 settembre a sant’Angelo dei lombardi
in fondo andiamo nella stessa direzione
verderosa
3 Settembre 2008 alle 5:53 pm
la foto è bellissima
caro angelo.
io ho preso un’altra storta al piede…
comunitaprovvisoria
3 Settembre 2008 alle 5:58 pm
il piede è di arminio
e la notzia sta nel fatto che cerco sostegni. ci vuole aiuto, ci vuole aiuto, come lo dobbiamo dire?
armin
comunitaprovvisoria
3 Settembre 2008 alle 5:59 pm
Aderisco con la comunità provvisoria:è una emergenza che ha priorità assoluta e trovo che sia assolutamente coerente con la vocazione naturale della comunità provvisoria.
michele ciasullo
3 Settembre 2008 alle 6:05 pm
l’umidità delle notti ofantine non giova certo alla tua caviglia
un sostegno potrebbe aversi dalle mephite, dai fanghi, dal ribollire sommesso e perpetuo di una parte di questa terra
l’irpinia d’occidente, la sosta romana verso la terra santa
(pane da decifrare per Teresa HK e Antonio Mispa)
verderosa
3 Settembre 2008 alle 6:12 pm
Questo giornale non ha titoli per fare appelli. Ha sempre taciuto fino ad oggi: solo servizi di ‘colore’. Ora che i suoi “padroni e padrini politici” vedono franare la terra sotto i loro piedi, corrono ai ripari ordinando a tutti i loro scherani di darsi da fare e “mettere cappello” sopra le iniziative. Fino a che non mollate “la banda dei Quattro dell’avellinese” e “la banda dei Cinque altirpini” non avrete solidarietà alcuna. Chissà se questi brutti personaggi sono smaltibili a Pero Spaccone come “tossico-nocivi” per questa terra?
Lu scem
lu scem
3 Settembre 2008 alle 6:14 pm
@ lu scem
non credo siano tempi per fare i “preziosi”…siamo ad un passo dal baratro…nonostante abbia molte riserve su tutti gli organismi politici e non che fluttuano in maniera ameboide ho aderito al manifesto per lo stesso motivo per il quale ero al formicoso il 18 agosto con la mia famiglia al completo per la manifestazione organizzata da questa CP con la quale ho discrete idiosincrasie.
“L’irpinia prima di tutto”.
Cordialmente.
maria rosaria
3 Settembre 2008 alle 6:36 pm
Caro Angelo, oltre che come
membro della comunità provvisoria aderisco anche come direttore di
VICUM
A presto
Salvatore Salvatore
salvatore salvatore
3 Settembre 2008 alle 8:44 pm
abbiamo smosso pure salvatore, buon segno….
armin
comunitaprovvisoria
3 Settembre 2008 alle 8:58 pm
Vi ricordate la favola dei fratelli Grimm – Il gatto fa società col topo?
Intuisco che le favole appartengono ai bambini, ma quando le raccontiamo, capiamo forse, come funziona il nostro mondo.
Ebbene, dopo le promesse di cambiamento e di slanci ideali, ( altri tempi o bei tempi!) il regalo pacchetto offertoci è una discarica, inquinamento e quanto altro ancora…
Le promesse per il riscatto sociale della terra d’Irpinia sono queste?
Altro che libertà, fraternità ed uguaglianza!
Vi ricordo che dopo tante lusinghe e inganni il gatto, oltre allo strutto ,si pappo l’amico topo…
Il problema non è dichiarare di essere progressisti, il problema è di mantenere fede ad una promessa data!
È illusoria la coerenza? Tempi moderni!
M.Teresa Iarrobino
4 Settembre 2008 alle 12:15 am
ADERISCO COME COMPONENTE DELLA COSTITUENTE DELLA COMUNITA’ PROVVISORIA
E TI INVITO A TIRARE DRITTO PER LA STRADA MAESTRA SENZA PRENDERE LE
CURVE E LE GALLERIE
ROCCO QUAGLIARIELLO
r.q.
4 Settembre 2008 alle 8:25 am
Ciao Angelo, aderisco a questo manifesto, finalmente qualche segno di vita anche sulla stampa locale..
Se vuoi aggiungi la mia firma all’elenco “comunitario”.
Un saluto
Stefano Ventura
(dottorando in storia contemporanea
Università di Siena)
s.v.
4 Settembre 2008 alle 8:30 am
aderisco come singolo e come membro della comunità
roberta gimigliano
roberta
4 Settembre 2008 alle 8:49 am
io sono nato come persona singola, ma non singolarmente.
ho avuto bisogno dei miei genitori e dei genitori dei miei genitori.
potrei vivere da solo, ma non isolato dal resto. avrei bisogno di un
luogo da abitare e di cose per proteggermi e sfamarmi.
io non posso che essere presente come unito agli altri.
aderisco come soggetto di questo popolo, di questa storia.
come membro dellla mia famiglia, come amico di amici, come comunità
provvisoria
alfonso nannariello
alfonso
4 Settembre 2008 alle 9:01 am
veramente mi pare di avere giò aderito come membro di CP, se non ne sono escluso, in altro commento.
Ma forse mi sbaglio ed allora ribadisco l’adesione.
Oltre che come singolo aderisco come portavoce del MISPA, sigla, magari vuota di qualcosa, ma non di persone e di pensieri….
Antonio IMBRIANO
aimbriano
4 Settembre 2008 alle 9:09 am
saluto tutti, buongiorno
è un piacere alzarsi, mettersi al lavoro e vedere che tanti amici e comunitari si affacciano sul blog della CP; è un pò come prendere un cornetto con la marmellata …
- – - metto un AVVISO
nella notte tra sabato e domenica prossimi
si rinnova il PELLEGRINAGGIO a piedi a San Gerardo.
Da Sant’Angelo partiremo alle 2 ; da Lioni alle 3.
Sono circa 20 km.; si arriva all’alba, per la prima messa.
Chi vuole ‘camminare’ , può chiamarmi 348.6063901
- – -
Aggiungo anche che domenica mattina ( ALLE 10 ), al Castello di Sant’Angelo servirà una mano a Paolo per aprire le sale, sistemare le opere pervenute, avviare gli impianti, e dare inizio alla giornata; potrò raggiungervi solo più tardi.
verderosa
4 Settembre 2008 alle 9:14 am
Aderisco e farò aderire quante più persone possibili.
il sign Verderosa ha scritto di una manifestazione/incontro il 7 settembre a sant’angelo, se ne può sapere di più, non riesco a trovare nel blog altre informazioni in proposito
Dario da Avellino
Dario
4 Settembre 2008 alle 9:28 am
aderisco
sergiogioia
4 Settembre 2008 alle 10:35 am
aderisco
Agapito Malteni
4 Settembre 2008 alle 4:14 pm
Non aderiscco.
irpinos
4 Settembre 2008 alle 10:23 pm
Ho inviato la mail con l’adesione. Speriamo servino a qualcosa. Sono con voi anche se non fisicamente perché distante. Grazie per la lotta che portate avanti.
Rocchina Spellecchia
4 Settembre 2008 alle 11:56 pm
ADERISCO COME COMUNITà PROVVISORIA
M.TERESA IARROBINO
- – - – -
Angelo,
ho scritto al corriere e ho aderito come assessore del mio comune.
Sarebbe ora però che non ci formalizzasse troppo sulla cp, che male c’è a dirsi parte di questa esperienza collettiva?
Il paradosso è che ogni giorno leggiamo sigle di contenitori vuoti di persone e pensiero, e invece laddove dove la sostanza c’è sembra quasi che la si debba nascondere.
G F
- – - – -
aggiornato alle 8 e poi alle 15
- – - – -
bene, finora queste le adesioni pervenute in ‘multimilitanza’ C.P.
Michele Ciasullo
Salvatore Salvatore, anche come VICUM
Rocco Quagliariello
Maria Teresa Iarrobino
Stefano Ventura
Gianni Fiorentino
Maria Rosaria Vaiano
Angelo Verderosa
Franco Arminio
Roberta Gimigliano
Antonio Imbriano
Alfonso Nannariello
Sergio Gioia
Luciana Cerreta
Antonio Luongo
Franco Archidiacono
Luca Battista
Carmine Fischetti anche come Ristorante Oasis e Associazione I Mesali
ok, trasferito al ‘corriere’
gruppo Comunità Provvisoria: “no alla discarica, sì al parco dell’irpinia d’oriente”
MTI + GF + CP
5 Settembre 2008 alle 10:38 am
Aderisco
Pascal Melchionna
5 Settembre 2008 alle 10:44 am
ciao angelo, aderisco( non posso partecipare per motivi di lavoro) anch’io:
Fischetti pietro carmine con tutta la famiglia del Ristorante Oasis di Vallesaccarda e anche l’Associazione I Mesali
a proposito di versi e frasi ne cito una semplice di lao tzu
“NON SIAMO RESPONSABILI SOLO DI QUELLO CHE FACCIAMO, MA ANCHE DI QUELLO CHE NON FACCIAMO”
ciao e a presto
http://www.oasis-saporiantichi.it/
carmine fischetti / oasis
5 Settembre 2008 alle 11:18 am
Bisogna ricordarsi che aderire = contribuire = fare perchè se si pensa che le cose possono cambiare senza far nulla si è folli . Sono contento per la concretezza e le potenzialità di questa comunità , ma siamo ancora troppo pochi e molti sono ancora troppo sordi, altri che leggono da sempre sulla stessa pagina, per una volta rinnoviamoci , è ora di svegliarsi e di pensare di cambiare per far cambiare, … e questa volta veramente per il bene di tutti Noi . Aderite e agite !
Pompilio
6 Settembre 2008 alle 10:03 pm
Aderisco e non commento.
Teresa Cella , personalmente e per HERA-KlèS Campania e Toscana.
HERA-Klescampania
7 Settembre 2008 alle 12:44 am
Ho inviato ieri sera al corriere dell’irpinia la mia edsione. Questa la mail:
Intendo aderire a titolo personale ed anche quale presidente del comitato irpino dell’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano al manifesto in pto del Formicoso.
Una discarica aPero Spaccone, e poi di quelle dimensioni, precluderebbe la strada ad una rinascita di quella zona a vocazione agricola, già depauperata dall’emigrazione selvaggia, e che dovrebbe avere agli occhi dell’Italia alti meriti per avere dato i natali a tanti esuli della generazione risorgimentale, che hanno sofferto, determinati a costruire per noi un radioso avvenire. Solo chi non conosce quelle zone può impunemente pensare ad imbrattarle.
Avellino, 6 settembre 2008
prof. dott. Modestino Della Sala
Modestino Della Sala
7 Settembre 2008 alle 3:04 pm
Ho aderito ieri sera, inviando questa mail al corriere dell’irpinia:
Caro Gianni,
io,Geppina R. Frieri, intendo aderire a titolo personale ed anche come presidente dell’ass. culturale SYNANTHROPEIN di Avellino, al manifesto a favore del Formicoso.
Solo chi è nativo di quei luoghi conosce appieno le bellezze, talvolta selvagge, di una natuta immacolata ed incontaminata.
A Cairano ho vissuto i miei primi cinque anni di vita; di quei tempi lontani ricordo campi di grano, visi bruciati dal sole, mani segnate dal duro lavoro. Da quei tempi della mia prima infanzia resta chiuso nel cuore un grido: “Non è giusto!”.
Io, bambina di cinque anni, sentivo l’ingiustizia della diversità sociale e mi ribellavo. Il mio più caro compagno di giochi era un bambino povero, che ha riscattato nel tempo, col lavoro, la sua condizione.
I miei ricordi, non sbiaditi dal tempo, negli anni si sono abbinati a realtrà mutate dall’emigrazione in terre lontane, che ha dato dignità a gente che, legata alle proprie radici, nelle nostre terre d’Irpinia ha investito.
La scure che il governo vorrebbe calare sulla mia terra mi sgomenta perché, lasciamelo dire, coinvolge anche gli sforzi che i membri della mia famiglia hanno fatto negli ultimi due secoli, soffrendo sulle barricate delle rivoluzioni risorgimentali, sperimentando nuove tecniche agrarie, importando l’allevamento del baco da seta e, in tempi più recenti, l’energia elettrica.
Geppina R. FRIERI DELLA SALA
Modestino Della Sala
7 Settembre 2008 alle 3:46 pm
Caro Professore, se ha aderito Lei, come può astenersi un suo affezionatissimo allievo?
Resistiamo insieme per la dignità della nostra amata terra!
E complimenti ai vari Sibilia, Pugliese e Iannaccone per la strenua difesa della loro gente…
Sergio Picariello
8 Settembre 2008 alle 12:28 pm
Lo dicevo io che l’unico vero intelletuale di oggi è Joseph Alois Ratzinger. Ultimamente ci ha detto anche che c’è bisogno di una nuova e vera classe dirigente ..più cattolica e più democratica: “Nos ergo debemus sublevare huiusmodi, ut cooperatores simus veritatis”.
Viva l’Italia e tutti i morti di tutte le guerre.
Uacc Uaa
Nanosecondo
P.S. Come antiintellettuale di sinistro Vi consiglio di ascoltare la canzone di Francesco De Gregori “Il Cuoco di Salo”.
Nanosecondo
9 Settembre 2008 alle 12:23 pm
caro Franco, care tutte e tutti di Comunità provvisoria
arrbbiarsi!
Indigniamoci…!
Per quel che riesco anche da questo pezzettino di Basilicata
b!
Nunzio Festa
Nunzio Festa
11 Settembre 2008 alle 1:37 pm
Gli Irpini orientali
Diario 3/9/2008
Sto leggendo il libro di Franco Arminio “Vento forte tra Lacedonia e Candela”. Ieri sera ho fatto tappa al capitolo dedicato al suo paese, Bisaccia, e ad un suo conoscente, Antonio, morto per un cancro, ma prima ancora per la solitudine e per una donna. Nel suo raconto, Arminio definisce vile e falsa Avellino, o meglio gli avellinesi. Un’accusa che ci sta tutta (anche se bisognerebbe ricordarsi che gran parte degli avellinesi ha origini altirpine). Non conosco Franco Arminio, ma mi sta simpatico per un motivo: nel 2004, a Vallata, sputò in faccia a Ciriaco De Mita tutte le malefatte del dopoterremoto, davanti ad una platea di ragazzi. Bella prova di coraggio (anche se Arminio ha poi accettato di candidarsi al Parlamento, facendo da portatore d’acqua a tale Enzo De Luca, avellinese che non ha origini altirpine e che simboleggia il malgoverno demitian-manciniano in questa provincia).
Insomma, che voglio dire? Solo che le persone come Arminio fanno bene a questa provincia e che in un gorgo di deputati e senatori senza palle e senza testa, rappresentano uno straccio di riferimento per le nostre popolazioni, sulle quali Berlusconi e Bassolino stanno per riversare tonnellate di rifiuti (dico nostre popolazioni, sperando che qualche orientale non si indigni).
Permettetemi però un distinguo ed un paio di dubbi. Il distinguo: questa provincia, tutta, oriente ed occidente, ha bisogno di chi le propone un modello di cambiamento; la contemplazione dell’esistente non possiamo permettercela, e forse è questa la differenza tra la paesologia ed il blogging.
Il primo dubbio: la definizione di Irpinia d’Oriente affascina, ma sul piano sociale, politico ed economico rappresenta un rischio; già ci maltrattano perchè come Irpinia siamo piccoli, figuriamoci se dichiariamo apertamente le nostre divisioni, invece di sanarle.
Il secondo dubbio: secondo voi Franco Arminio la accetta questa sfida del confronto sulla rete?
http://gaetanoamato.ilcannocchiale.it/comments/2011858
gaetano amato / blog
11 Settembre 2008 alle 9:22 pm
Invito tutti a non generalizzare troppo quando si viene presi dall’impulso di “parlare male” di Avellino…(a volte sembra proprio questo ed è una sensazione sgradevole, ve lo assicuro) molte cose sono vere e reali ma non sono sempre tanto diverse, soprattutto nelle modalità, da altre che non riguardano solo Avellino…
Non fa e non porta bene e non conviene continuare a guardare il marcio…dovunque esso sia…credo invece opportuno, moderno e funzionale rimboccarsi le maniche senza pregiudizi inutili e mantenere mente aperta e lucida e sguardo benevolo anche verso Avellino che può ascoltare, rispondere a certi appelli e può farsi coinvolgere da contenuti ed azioni importanti, serie che hanno a che fare con il bene di tutta l’Irpinia.
Sono di Avellino, nata nel centro storico di una cittadina dilaniata e squarciata nelle strutture e nell’anima dal terremoto dell’80 e da quanti ne hanno fatto un affare personale! Conosco il dolore e spesso la rassegnazione e la depressione di tanti cittadini del cuore della città che hanno subìto l’incapacità e l’incompetenza degli amministratori che si sono avvicendati in questi anni…
Però vorrei dire questo: ultimamente le cose sono diverse…fidatevi di una che sa dove e cosa guardare per poterlo affermare, che ri-conosce i segnali, quelli veri, positivi che vengono dai luoghi e dalle persone…
si continua a sbagliare molto e a fare scelte discutibili ma quello che è bello ed incoraggiante è il cambiamento dell’atteggiamento degli avellinesi che, ad esempio, ricominciano a passeggiare per il corso che non è lo spazio per fare passerella, ma LUOGO per incontrare e discutere e confrontarsi; si rendono partecipi e vigilano e si pongono in maniera propositiva per risolvere problemi e fare progetti. Questo è il dato confortante. iL RISVEGLIO DEL DESIDERIO DI CONCORRERE TUTTI ALLA REALIZZAZIONE DI CIO’ CHE E’ BENE COMUNE E DI VIGILARE SULL’OPERATO DI CHI AMMINISTRA…
Monica
12 Settembre 2008 alle 8:13 am