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comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

ANTIFASCISMO _rimosso

con 21 commenti

nella fornace 'cicoira e luongo' di calitri foto angelo verderosa 1996

Qui c’era un post di michele fumagallo, rimosso per sua volontà

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nella ex-fornace ‘cicoira e luongo’ di calitri – foto angelo verderosa – 1996

Written by micheless

9 Settembre 2008 a 3:10 pm

21 Risposte

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  1. “Nulla è caratteristico dei movimenti totalitari in genere, e della fama dei loro capi in specie, come la sorprendente rapidità con cui questi sono dimenticati e la sorprendente disinvoltura con cui sono sostituiti”. H. Arendt
    In una recente intervista al Corriere della Sera, rispondendo alla domanda “Per lei il fascismo fu il male assoluto?”, il sindaco di Roma ha detto: «Non lo penso e non l’ho mai pensato: il fascismo fu un fenomeno più complesso. Molte persone vi aderirono in buona fede e non mi sento di etichettarle con quella definizione. Il male assoluto sono le leggi razziali volute dal fascismo e che ne determinarono la fine politica e culturale».Com’è nella regola della peggiore commedia all’italiana:la correzione di rito.Nel discorso ufficiale per la Difesa di Roma e l’inizio della Liberazione, Gianni Alemanno ha fatto un passo indietro: “Per il sottoscritto comprendere la complessità storica del fenomeno totalitario in Italia e rendere omaggio a quanti si batterono e morirono su quel fronte in buona fede, non significa non condannare senza esitazione l’esito liberticida e antidemocratico di quel regime”. E prima di affrontare il pubblico aveva liquidato le polemiche come “giornalistiche”.Subito dopo, è l’intervento di Ignazio La Russa a destare scalpore. Durante la cerimonia, davanti a Napolitano, il reggente di An ha reso omaggio ai soldati della Repubblica sociale: “Meritano rispetto”«Farei un torto alla mia coscienza – ha detto La Russa – se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell’esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia».Ma perché “prendere sul serio” personaggi di tale spessore culturale e politico? Certo hanno ruoli istituzionali di notevole importanza. Ma consideriamoli come dei casi umani:costretti dalle circostanze ricoprire ruoli che li obbligano a tradire in pubblico quelle che che sono le loro intime convinzioni.Sono costretti anche a dismettere il ciondolo di ‘una croce celtica’ che l’esuberante idealismo giovanile e un improbabile e ostentato virilismo aveva imposto a “un giovane fascista”pariolino che disdegnava ,nel rispetto dei ruoli in commedia,sia ‘i turbamneti del “giovane Werter” ,sia le incoerenze democraticistiche del “giovane Holden” che affanavano e affascinavano i giovani della sinistra “da odiare” per contratto.Sono,insomma, semplicemente delle vittime incomplete e irrisolte della mefistofelica e dannosa egemonia della cultura di sinistra in Italia e in Europa.Tra l’altro la stessa sindrome che colpisce le varie ed eventuali meditazioni economico-filosofiche del gracchiante ministoTremonti e gli ingenui e disarmanti “grembiulini ideologici” della’maestrina sanculotta’ Mariastella Gelmini,tanto ‘amata ed apprezzata’ dal nostro priapico Premier. Rispettiamo il loro dramma interiore.Hanno costruito sin da piccoli tutta la loro personalità su ideologismi antidemocratici ,xenofobi e razzisti ed ora sono costretti a contenere la loro natura in nome di un formalismo democratico che mai hanno accettato o maturato.Meglio Storace che vuole continuare a vivere questa sua “schizofrenia” mascherandola di coerenza e di sarcasmo ma che almeno ha avuto la dignità di non metterla al servizio di un ‘nuovo padrone’ che del ‘Duce’ ha rilevato solo gli atteggiamenti ridicoli e patetici.Per distinguersi anche della sua ex camerata da beauty farm la ex ministra Santachè, ‘pecorella smarrita e belante’ che cerca diperatamente di tornare all’ovile berlusconiano dopo aver commissionato al chirurgo estetico di famiglia una maschera meno truce , incazzata e mascolina.

    http://www.mauroorlando.it

    mercuzio

    9 Settembre 2008 alle 3:15 pm

  2. Avevo postato anche da un’altra parte questo mio commento (lettera a Bassolino) ma forse ho sbagliato…..sai come a mechè ultimamente faccio un pò di confusione …..forse sta meglio di qua…ma non ci capisco più niente …per fortuna che siamo rimasti provvisori e ci dichiariamo tali …almeno a parola ….. liberi..

    Lo dicevo io…. che l’unico vero intelletuale di oggi è Joseph Alois Ratzinger (anche se l’unico problema suo e che fà il Papa.

    Michè lo sai che ….Ultimamente ci ha detto (anche) che: “c’è bisogno di una nuova e vera classe dirigente ..più cattolica e più democratica!!!”.

    “Nos ergo debemus sublevare huiusmodi, ut cooperatores simus veritatis”.

    Viva l’Italia e tutti i morti di tutte le guerre.

    Uacc Uaa
    Nanosecondo

    P.S. Come antiintellettuale (non) “sinistro” Ti(Vi) consiglio di ascoltare la canzone di Francesco De Gregori “Il Cuoco di Salo”

    Il cuoco di Salò
    Francesco de Gregori
    Alla sera vedo donne bellissime
    da Venezia arrivare fin qua
    e salire le scale e frusciare
    come mazzi di rose
    Il profumo rimane nell’aria
    quando la porta si chiude
    ed allora le immagino nude a aspettare
    sono attrici scappate da Roma
    o cantanti non ancora famose
    che si fermano per una notte
    o per una stagione
    al mattino non hanno pudore
    quando scendono per colazione
    puoi sentirle cantare.

    Se quest’acqua di lago fosse acqua di mare
    quanti pesci potrei cucinare stasera
    anche un cuoco può essere utile in una bufera,
    anche in mezzo a un naufragio si deve mangiare.

    Che qui si fa l’Italia e si muore
    dalla parte sbagliata
    in una grande giornata si muore
    in una bella giornata di sole
    dalla parte sbagliata si muore.

    E alla sera da dietro a quei monti
    si sentono colpi non troppo lontani
    c’è chi dice che sono banditi
    e chi dice americani
    io mi chiedo che faccia faranno
    a trovarmi in cucina
    e se vorranno qualcosa per cena.

    Se quest’acqua di lago potesse ascoltare
    quante storie potrei raccontare stasera
    quindicenni sbranati dalla primavera,
    scarpe rotte che pure li tocca di andare.

    Che qui si fa l’Italia e si muore
    dalla parte sbagliata
    in una grande giornata si muore
    in una bella giornata di sole
    dalla parte sbagliata si muore
    in una grande giornata si muore
    dalla parte sbagliata
    in una bella giornata di sole
    qui si fa l’Italia e si muore.

    Nanosecondo

    9 Settembre 2008 alle 4:03 pm

  3. Caro Enzo (nano…),

    io non so se Ratzinger sia l’unico vero intellettuale di oggi, non mi pongo questi problemi perchè non amo gli intellettuali. Poi non amo neanche l’aggettivo “vero” messo insieme a qualsiasi altra cosa. Non so davvero cos’ è un “vero intellettuale”, così come non so cos’è una “vera signora”, un “vero industriale”, un “vero filosofo”, eccetera. Tuttalpiù ti posso concedere, perchè siamo amici (scherzo), l’uso del termine “vero intellettuale” come sinonimo di uomo libero. E, francamente, mi pare che la libertà non sia dalla parte del buon Joseph. Tu sai che la libertà ha molto da spartire con la “povertà”, l’antipotere, e giù di lì. I papi lasciamoli nel loro regno illiberale, in compagnia di altri poteri con cui si spartiscono il dominio e la manipolazione dell’uomo.

    Sì, grazie della canzone di De Gregori. Ci sarebbe da discutere. Forse lo farò dopo.

    Intanto anch’io ti faccio un regalo: il film “Salò – O le 120 giornate di Sodoma” di Pier Paolo Pasolini. Testamento straordinario di un grande artista e di un “vero” intellettuale.
    Opera non solo “antifascista” (è il minimo), ma discesa agli inferi, dentro l’ipocrisia italiana, dentro le pieghe più nascoste dell’animo umano e della sopraffazione.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    micheless

    9 Settembre 2008 alle 4:29 pm

  4. a michè nella sostanza dovremmo un pò studiare a chi affidare l’antifascismo oggi, perchè ci siamo perso a francesco (de gregori) ci siamo persi a pier paolo) e mò?

    Non mi dire che lo vogliamo affidare a Bassolino?

    Siccome mi sono fatto un pò di confusione nel postare questo commento qui ti dico che sto alla ricerca de “Il tredicesimo Apostolo” (di Michel Benoit) ….quello che sa un pò tutto ……. sai mi so fatto un viaggio con la mia moto del tempo è pare che tutto sia nato di la. Pure l’Opus Dei che era tanto cara a Pinochet …..”credo” che bisogna riscrivere un pò la storia ed in questo hai ragione tu sul fascimo ma credo che se da una parte li hanno fatti santi dall’altra rischiamo anche noi di beatizzarli.

    Non è tutto è il contrario di tutto e che credo che bisognerebbe avere la capacità di ricercare un nuovo punto di vista che non sia più legato al passato perchè lo stesso passato è stato costruito sulla base di una “falsa credenza”.

    Se solo le religioni non avessero diviso il mondo …… quante guerre e morti il mondo si sarebbe risparmiato. Se questo doveva significare non “credere” ? Certamente no. Poteva e doveva far comprendere meglio l’uomo con i suoi limiti e le sue miserie.

    sarebbe interessante approfondire questi temi cosi delicati e caldi per certi versi……
    chi sa se avremmo “tempo”…

    nanos

    Nanosecondo

    9 Settembre 2008 alle 4:59 pm

  5. Per i meno acculturati come me ….la traduzione dal latino:

    «Noi dobbiamo innalzarci a tal punto da essere cooperatori della verità»

    del motto di BendettoXVI (Papa Ratzinger)

    Nanosecondo

    9 Settembre 2008 alle 5:42 pm

  6. Come si suol dire ….mi sento tirato per i capelli.Avevo scritto un piccolo contributo per i mieil avori all’Università proprio sul concetto di “storia” nella canzone d’autore italiana.Citavo a poposito della canzone “Il cuoco di Salò”.
    Ne estrapolo una parte anche se un pò lunga.
    …….”Anche ”il cuoco di Salò” è una canzone della storia, non una canzone politica, ma scenica, teatrale di rappresentazioni di personaggi, di visioni, di sentimenti . Il protagonista è uno qualunque, un personaggio da commedia dell’arte. Una lettura o racconto della storia da parte di un gregario, un avventizio, un marginale. Siamo nella tradizione della migliore commedia italiana . Vedere per esempio la “storia” nel racconto della sensibilità profonda e lieve del protagonista omosessuale in conflitto con l’atmosfera superficiale, oppressiva,fascista ed autoritaria del vivere quotidiano nel film” “Una giornata particolare “ di Ettore Scola.La storia non è “ la vita solida” del contesto storico politico ma “la vita liquida” dei sentimenti leggeri e lievi dei protagonisti comuni nel racconto di “una giornata particolare”.
    La tecnica comunicativa è di far parlare un altro al posto nostro “un ingenuo”, “un comune” a cui tutto è concesso. C’è il crollo del Fascismo, momento storico drammatico, denso, duro, doloroso, caotico. Un discorso sulla Resistenza e dalla parte della resistenza vittoriosa sarebbe stato scontato. Qui siamo di fronte al “revisionismo” vero . Non è il vero responsabile a parlare e a fare la storia ma la sua storia e la storia è quella vera. E’ la sindrome del “tassista” Il mondo vista dal taxi . Come nel racconto della storia degli anni sessanta americana da parte di De Niro di “Taxi driver” di Martin Scorzese .
    Per il cuoco di Salò” di De Gregori il mondo è esattamente quello che vede dalla sua cucina. Il resto è marginale: la guerra, la resistenza, la politica. La storia è la sua giornata normale e abitudinaria.
    Solo il coro che canta come le antiche tragedie greche ha il compito di dare il senso di obiettività straordinaria e di tragedia “qui si fa l’Italia e si muore” ripetuto per tutta la canzone ma solo artificio comunicativo e teatrale senza la pretesa di dare l’interpretazione giusta ed obiettiva dei fatti della storia da raccontare.
    Grande pietà e comprensione e una presa di posizione possibile e legittima “dalla parte sbagliata si muore”.
    Alla fine è la storia stessa “ che dà torto e ragione”. Infatti gli eroi muoiono dalla parte giusta.
    Commedia e tragedia assieme dicevamo. Anche il ‘messo’ di Edipo è come il cuoco di Salò, è sempre un protagonista minimo. Come gli ‘osti ‘del Manzoni.
    L’uomo in genere, a differenza della donna, non ha la capacità naturale di creare ma di fare: E anche pretende di fare la storia. Sa costruire il teatro dove si rappresenta per finzione la vita. L’attore diventa la storia…di tutti lasciando nel camerino la sua vita. Il teatro è un arte molto antica. L’uomo ha coltivato da sempre sia il suo naturale bisogno di una ricerca metafisica sia il bisogno di esporsi parlando di sé nel teatro ,nella poesia e nell’arte in generale. Il teatro greco è stato prima di tutto una esigenza psicanalitica di massa. L’uomo è combattuto tra la ricerca metafisica per nascondersi e la necessità umana di manifestarsi raccontandosi in pubblico. La cultura è la ricerca perenne e continua di strumenti di nascondimenti, fughe, finzioni. Gli spettatori, i lettori, gli ascoltatori (sono essi stessi uomini) sanno e conoscono la funzione di essa ma provano piacere a giocare ad immedesimarsi o rifiutare i racconti e le esperienze dei suoi simili.,,,,”
    www,mauroorlando.it

    mercuzio

    9 Settembre 2008 alle 6:55 pm

  7. Caro Enzo,

    ah, perbacco, ma siete tutti così! Affidare? Ma scherzi? Io non affido nulla a nessuno.

    L’unica persona a cui potrei affidare le cose della mia vita (e lo consiglio anche agli altri) è il padreterno. Sul resto c’è l’esperienza diretta e le opinioni e lotte da portare avanti, senza delega a nessuno. Questo è il gioco, per quanto mi riguarda (il gioco della democrazia “reale”, o “massima” come l’ho chiamata su questo blog, non quello naturalmente della dempocrazia “minima”, banale, “reazionaria”).

    E sono disponibile, sempre (sottolineo: sempre!) a qualsiasi discussione senza “beatificazione” di nessuno e di niente.

    Il problema non nasce dalle degenerazioni (che ci sono sempre, ovunque). Per esempio, per stare al tema dell’antifascismo, ti potrei elencare mille degenerazioni di questo fronte (il nostro fronte, sia chiaro). E la degenerazione “beatificante” non viene certo per prima. Agli inizi dell’elenco ci sono ben altre degenerazioni e tutte sul versante di un “antifascismo” pantofolaio, compromissorio, “anticomunista”, persino ipocrita.

    Il problema generale, dunque, non nasce dalle degenerazioni ma nasce dai principi. Nulla esiste senza un principio, senza un “partito preso”. Il nostro principio basilare (la base della nostra democrazia o anche, se si vuole, convivenza) è l’antifascismo.

    Che non è una cosa vecchia, come sembri pensare. Ma la cosa più nuova che possa esistere.

    Io sono il primo a voler “sparare” sul passato, ma per prendere il buono che c’è e portarlo nel futuro. Niente liquidazione del passato in toto.
    L’antifascismo è la parte nobile del passato e chi deve e vuole costruire un futuro, non ne può prescindere.

    Anzi, caro Enzo, ti dico di più. Penso che, se mai avverrà una nuova rivoluzione democratica nel nostro paese, la parola d’ordine dell’antifascismo sarà la prima o una delle prime ad essere pronunciata. E nessun giovane ne prescinderà, anche se farà parte di un passato relativamente lontano.

    Non possiamo ovviamente parlare del futuro perchè è nelle mani di dio. Tuttavia per scherzo, soltanto per scherzo, voglio buffoneggiare. Noi (io e te, gli altri se vogliono…) vivremo tanto a lungo, anzi siamo praticamente “eterni”, per cui ne vedremo delle belle. Sull’ antifascismo del prossimo movimento democratico si accettano scommesse.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    9 Settembre 2008 alle 7:06 pm

  8. E’ roba vecchia, lo so, ma la storia è una continua ripetizione, in forme diverse adatte all’evolversi dei tempi, dei mezzi di comunicazione e dei mezzi di offesa (l’evoluzione delle tecnologie per attaccare, conquistare, dominare). In molti paesi del nostro pianeta e del nostro tempo, il fascismo esiste eccome se esiste. Nell’occidente “abominevolmente obeso” dall’ingordigia dei profitti, dove l’1% della popolazione mondiale ne detiene il 40 % di ricchezza, il fascismo è quelo delle “carte di credito” e della”borsa”.
    Sarà qualunquismo, ma questo è l’humus che fa germogliare la stoltezza di chi poi ci rappresenta ai più alti livelli, e che esalta gli uomini che hanno dato la propria vita (sbagliando ! – è un giudizio storico) per comabttere gli aneliti di libertà, di giustizia di eguaglianza di altri uomini.
    Non capisco che cosa vuol dire pacificazione ! Posso vivere in pace, non per questo azzerando i sistemi di valori.
    Ma poi, di cosa ci lamentiamo se le più grandi potenze mondiali come la Cina e la Russia, non mi sembrano poi così attente a valorizzare la esaltante libertà degli uomini e tutto il resto del mondo “democratico” fa a gara a fare affari .
    Luca b.

    Luca b..

    9 Settembre 2008 alle 8:42 pm

  9. non entro nel merito della discussione ad evitare di stancarvi …
    chiedo in cambio, anche a nome dei lettori, ‘titoli’ di post meno wertmulleriani
    (e con lettere minuscole; maiuscole su internet-blog equivale a GRIDARE)
    non ho mai sentito Michele GRIDARE

    (michele e enzlu vi è piaciuta la foto? — potrebbe essere considerata ‘pertinente’ ? — a ciasullo e roberta: ma le foto devono avere una loro pertinenza ?)

    introduzione materiale imprescindibile: questo corsivo di michele mi ha fatto scegliere la foto…
    i vasi fatti a mano infatti stanno per andare nel forno “imprescindibilmente”
    :P

    verderosa

    9 Settembre 2008 alle 8:53 pm

  10. carissimi, in cosa si distingue un antifascista da un fascista? da un’ideologia o dal totalitarismo espresso dall’ideologia? sono solo contenuti o estremizzazioni di contenuti?
    gli integralisti sono fascisti?
    quando a mia insaputa, ma nella percezione degli altri è assolutamente evidente, sono fascista?
    temo che diverse volte ci si dichiari antifascisti senza essersi analizzati. è sempre più facile trovare il pelo negli altri che la trave in sé.
    necessita perciò un confronto con le cose, non una inseità. è dalla disponibilità al dialogo, al confronto, alla rettifica delle proprie opinioni che, forse, si manifesta la differenza.

    alfonson

    10 Settembre 2008 alle 8:43 am

  11. E l’Angelo scese e ci sgrido tutti!

    Sta storia del GRIDO è emblematica.

    Mio figlio sta facendo la sua tesi sul potere ed all’inizio era orientato sulla proprietà privata e come questa aveva condizionato il potere nell’ultimo secolo.

    Dopo una lunga discussione con mio figlio fino alle tre del mattino è arrivato alla conclusione che forse non è stato la proprietà privata ma l’uso di essa ed il futuro “metro per misurare il potere” non è più il possesso e l’uso” ma “l’immaginificazione” dell’uso ….. per il quale (credo) l’uomo “SI COMBATTERA!”

    Il XXi secolo sarà il secolo della “IMMATERIALITA’”.

    cHE COSè L’ImMaTerIaLiTà…..??? La comunicazione, la spiritualità, il blog , internet o meglio – nell’eccezione attuale – le religioni con i suoi fondamentalismi perchè sembrano di comunicare valori. Eppure questi sono “VALORI” sono così “immaginifici” se non si comprende semplicemente quello che dice Luca B….. : il 20% della popolazione mondiale utilizza l’80% delle risorse. Da qui la necessità di una ridistribuzione. Ma chi sarà disponibile a cedere? E qui gli egoismi! GRIDEREMO? GRIDERANNO? E lo facciamo anche noi qui nel blog?

    C’è chi grida alla secessione! Ma, la seccessione è di destra o di sinistra? E’ Fascista è nazionalista certamente non Comunista federalista ? Ha ragione Putin a non garantire l’autonomia della Georgia? E che significa oggi autonomia in un mondo (per fortuna dico) senza più confini fisici ma solo “immaginifici”.

    Michè… dovremmo approfondire meglio le cose che dice Luca B…..anche perchè a volte si dicono cose che per noi hanno un senso ma per altri hanno un’altro senso. Come scrivere in MAISCOLO sul blog.

    Faccio un esempio: La resurrezione di LAZZARO, da studi storiografici ed archeologici fatti sembra che Lazzaro fosse un omosessuale e che all’epoca la pena per loro era seppellirli vivi. La cosa fu denunciata dagli stessi familiari (pare) per ingranziarsi il potere costituito all’epoca. Gesù seppe della cosa e “disobbedendo” a questa “legge” (perchè lui era un vero rivoluzionario) apri il sepolcro e salvò Lazzaro. Cosi Lazzaro “amò” Gesù. Su questo “amò” si sono fatte numerose congetture ma mai su questo tema è chiaro il concetto di “amore gratuito” che ci ha divulgato Gesù.

    e per favore NON GRIDATE!

    nanos

    Nanosecondo

    10 Settembre 2008 alle 9:53 am

  12. @ alfonso
    il tuo commento è molto interessante , invita alla riflessione profonda, ed è condivisibile. Ma il fascismo, i fascismi, in tutto il mondo, e nella storia, hanno da sempre negato la possibilità agli uomini di non vivere secondo un proprio sistema di valori e regole, inserito in uno più ampio di rispetto e di condivisione. I fascismi, con la violenza e l’assassinio impongono un unico modo di comportamento e di azione.
    Questo è quello che mi hanno insegnato del fascismo e dei fascismi.

    Luca b.

    luca b.

    10 Settembre 2008 alle 10:28 am

  13. Un laido languore nel lago del silenzio
    e sdegno, profanazione, misfatto.

    Paolo battista...

    10 Settembre 2008 alle 1:41 pm

  14. “Io vedo gli schieramenti politici non come un cerchio, ma una linea retta, piu’ si va verso destra e piu’ le posizioni sono inconciliabili”

    Credo che una delle cose dette dall’ “antifascista libertario” sia vera. Credo che invece dovremmo vedere la politica come un “cerchio”.

    E’ un pò la visone del mondo che tenevano prima della scoperrta dell’america e che ha condizionato quel periodo. La terra era piatta e noi oggio pensiamo , nonostante i cambiamenti in atto, che la polis sia lineare e non cricolare.

    Girogio Gaber (giusto per essere un pò “leggeri”) si chiedeva (ieri) che cos’è la destra e cos’è la sinistra. Noi oggi ci chiediamo ancora e rischiamo di confrontarci con questo mondo ancora con strumenti di paragone vecchi, quando dovremmo abbandonare questi paramentri e scriverne dei nuovi che si basano sulle nuove conoscenze.

    Per questo credo che bisognerebbe uscire fuori da questi schemi puramente “ideologici” e confrontarsi con una “ideologia circolare” questa forse veramente libertaria.

    Per questo quando tempo fà un amico giornalista mi chiese che cos’è per il 25 aprile senza alcuna esitazione gli dissi che ancora oggi per me è un giorno come gli altri , nel senso che per me è sempre 25 aprile. Per me ogni giorno è utili per liberarci da qualcosa che ci opprime. Certo oggi è certamente diverso da come hanno vissuto il fascismo 70 anni gli italiani. Quella era una forma. Oggi ce ne sono tante e molto più insidiose e possono venire sia da destra che sinistra.i In questo senso avere una visione “circolare” e “non lineare” ci consente di “vedere cose mai viste”!

    Sapete un pò la storiella degli indiani d’america che non videro le tre caravalle nel mare perchè non le avevano mai viste prima e solo quando il loro capo tribu gli insegno a vederle loro riuscirono con somma meraviglia a vederle.

    Noi vediamo solo il conosciuto (il passato) ed abbiamo difficoltà a vedere quello che si sta verificando oggi perchè il nostro metro di misura si misura con elemento di riferimento vecchio che non conosce ancora il nuovo. prima che scoppi il big ben.

    Nanos

    Uacc Uaa
    Nanos

    Nanosecondo

    10 Settembre 2008 alle 2:16 pm

  15. Caro Alfonso,

    i tuoi interrogativi sono interessanti, ma bisogna stare attenti a non viverli “al di fuori della storia”. L’antifascismo ha un senso storico preciso, oltre a un’area geografica precisa (l’Italia). Come tale si riferisce a quella storia lì, a quella cosa che ha avuto il suo culmine oltre 60 anni fà e che ha fatto da spartiacque e “garante” della nostra Costituzione. Un valore (e una legge, si badi bene) che continua (e continuerà, secondo me) ad essere punto decisivo della coscienza democratica in questo paese.

    Tutto il resto, i totalitarismi, gli integralismi, il “fascismo che è dentro di noi”, eccetera, sono argomenti decisivi della vita e della lotta politica, ma sono, appunto, altri argomenti.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    10 Settembre 2008 alle 3:51 pm

  16. un popolo può liberare se stesso
    da gabbie d’animali ed elettrodomestici
    ma all’avanguardia d’America
    dobbiamo fare dei sacrifici
    per il cammino lento della piena libertà.

    Francesco Guccini.

    noi stiamo ancora a parlare di fasci, comunisti,capitalisti e proletari. ma siete pazzi?
    il mondo cambia!! ormai questa politica è senza ombra di dubbio superata, “la gente” vuole (mi permetto di chiamarmi “la gente”) una politica senza colore che realizzi i veri bisogni di questo paese.

    la politica………ah!!
    tutti dicono che infondo è colpa della storia
    ma io dico che la colpa è nostra
    ma cos’e di destra
    cos’è di sinistra
    il saluto vigoroso a pugno chiuso
    è un antico segno di sinistra
    quello degli anni 20
    un po’ romano
    è da stronzi più che di destra.

    GIORGIO GABER (e se lo dice lui…….)

    capoccia

    10 Settembre 2008 alle 8:06 pm

  17. a questo punto distinguerei
    fascismo storicamente determinato
    da
    fascismo come pensiero unico che si impone, e che è imposto,
    e che è persino condiviso, per magari giuste, esigenze storiche,
    ma che invalidano la persona dominandola, imperandola. coartandola, se necessario

    alfonso

    11 Settembre 2008 alle 8:44 am

  18. Il presupposto politico della Costituzione italiana: l’antifascismo.

    Interrogandosi sulla radice profonda della Costituzione, uno dei padri costituenti, Giuseppe Dossetti, metteva in luce la rilevanza dell’evento globale che l’aveva inspirata.

    ” In realtà la costituzione italiana è nata ed è stata ispirata da un grande fatto globale, cioè i sei anni della seconda guerra mondiale. (..) Anche il più sprovveduto o il più ideologizzato dei costituenti non poteva non sentire alle sue spalle l’evento globale della guerra testè finita. Non poteva, anche che lo avesse cercato di proposito, in ogni modo, dimenticare le decine di milioni di morti, i mutamenti radicali della mappa del mondo, la trasformazione quasi totale dei costumi di vita, il tramonto delle grandi culture europee, l’affermarsi del marxismo in varie regioni del mondo, i fermenti reali di novità in campo religioso, la necessità impellente della ricostruzione economica e sociale all’interno e tra le nazioni, l’urgere di una nuova solidarietà e l’aspirazione al bando della guerra. Quindi l’acuirsi delle ideologie appena ritrovate e l’asprezza dei contrasti politici fra i partiti appena rinati, lo stesso nuovo fervore religioso determinato dalla coscienza resistenziale non potevano non inquadrarsi, in un certo modo, in vasti orizzonti, al di là di quello puramente paesano, e non poteva non inserirsi anche in una nuova realtà storica globale a scala mondiale.

    Insomma, voglio dire che nel 1946 certi eventi di proporzioni immani erano ancora troppo presenti alla coscienza esperenziale per non vincere, almeno in sensibile misura, sulle concezioni di parte e le esplicitazioni, anche quelle cruente, delle ideologie contrapposte e per non spingere, in qualche modo, tutti a cercare, in fondo, al di la di ogni interesse e strategia particolare, un consenso comune, moderato ed equo. Perciò la Costituzione italiana del 1948, si può ben dire nata da questo crogiolo ardente ed universale, più che dalle stesse vicende italiane del fascismo e del postfascismo; più che dal confronto/scontro di tre ideologie datate, essa porta l’impronta di uno spirito universale e, in un certo modo, trans-temporale.”

    Pur accettando la precisazione di Dossetti, che la Costituzione non è il semplice prodotto di una ideologia antifascista, coltivata in Italia da limitate elités politiche, ma nasce dalle dure lezioni della storia, non si può disconoscere che il presupposto politico della Costituzione italiana è rappresentato dall’antifascismo.

    Su questo punto occorre essere chiari.

    La Costituzione italiana è una costituzione compiutamente antifascista, non perchè è stata scritta da antifascisti desiderosi di vendicarsi dei lutti subiti; al contrario, per voltare definitivamente pagina rispetto alla triste esperienza del fascismo e della guerra, i costituenti hanno sentito il bisogno di rovesciare completamente le categorie che caratterizzano il fascismo.

    Come il fascismo era alimentato da spirito di fazione ed assumeva la discriminazione come propria categoria fondante (sino all’estrema abiezione delle leggi razziali), così i costituenti hanno assunto l’eguaglianza e l’universalità dei diritti dell’uomo come fondamento dell’Ordinamento. Come il fascismo aveva soppresso il pluralismo, perseguendo una concezione totalitaria (monistica) del potere, così i costituenti hanno concepito una struttura istituzionale fondata sulla divisione, distribuzione, articolazione e diffusione massima dei poteri. Come il fascismo aveva aggredito le autonomie individuali e sociali, così i Costituenti, le hanno ripristinate, stabilendo un perimetro invalicabile di libertà individuali e di organizzazione sociale. Come il fascismo aveva celebrato la politica di potenza, abbinata al disprezzo del diritto internazionale ed alla convivenza con la guerra, così i Costituenti hanno negato in radice la politica di potenza, riconoscendo la supremazia del diritto internazionale e ripudiando le nozze antichissime con l’istituzione della guerra.

    L’Antifascismo della Costituzione non sta nella XII disposizione transitoria e finale, che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista, norma ispirata ad una contingenza storica, ma sta nei fondamenti e nell’architettura del sistema. Se i principi fondamentali sono antitetici rispetto a quelli proclamati o praticati dal fascismo, è l’architettura del sistema che fa la differenza ed impedisce che, ove mai giungano al governo forze politiche caratterizzate da cultura o aspirazioni antidemocratiche (come avviene nell’attuale congiuntura politica), queste forze possano realizzare una trasformazione autoritaria delle istituzioni, aggredendo il pluralismo istituzionale (per es. l’indipendenza della magistratura) o il sistema delle autonomie individuali e collettive (libertà di espressione del pensiero, libertà di associazione, diritto di sciopero, etc).

    La Costituzione, insomma, rende impossibile ogni forma di “dittatura della maggioranza”. Proprio per questo nell’ultimo decennio da un vasto arco di forze politiche (non soltanto dalla maggioranza di centro-destra attualmente al governo) la Costituzione è stata vissuta come un impaccio, come una serie di fastidiosi vincoli, di cui sbarazzarsi per restaurare l’onnipotenza dei decisori politici.

    Ridotta all’osso è questa la questione centrale che anima il tentativo di grande riforma della Costituzione che oggi è sul tappeto. Non si tratta, pertanto, di riforma, ma di sovversione. In questo processo il primo passo è rappresentato dalla delegittimazione dell’antifascismo, presupposto politico della Costituzione italiana.

    Dalla delegittimazione politica dell’antifascismo, attuata attraverso varie forme simboliche, come il taglio dei fondi all’ANPI o la rilegittimazione dei combattenti di Salò, si è passati all’affondo definitivo, attraverso la manomissione dei frutti dell’antifascismo consolidati nelle regole costituzionali.

    La riforma (compreso il suo accessorio costituito dalla riforma dell’ordinamento giudiziario) colpisce al cuore l’ispirazione antitotalitaria dell’antifascismo, ripristinando un’architettura monistica del potere. Essa istituisce, con un Premier dotato di tutti i poteri compreso quello di sciogliere a suo piacimento la Camera, un governo personale, un re elettivo, estraneo ai principi del costituzionalismo moderno, delegittima e disarma il Parlamento, spoglia delle sue responsabilità di garanzia il Presidente della Repubblica, e infirma le funzioni degli altri organi dello Stato, a cominciare dalla Corte Costituzionale.

    Anche se in apparenza la riforma della Costituzione del Governo Berlusconi non modifica il quadro dei diritti fondamentali e delle libertà, come configurato nella I parte della Costituzione, in realtà, dopo la riforma, tutti i diritti dei cittadini vengono degradati.

    Infatti i diritti e le libertà solennemente sanciti dalla prima parte della Costituzione ricevono solidità e saldezza con gli istituti attraverso i quali è stata organizzata la rappresentanza e sono stati distribuiti, bilanciati e divisi i poteri. Spogliati di tali istituti, attraverso la demolizione dell’architettura della parte II della Costituzione, i diritti e le libertà appassiscono, cessano di essere garantiti a tutti e perdono il vincolo dell’inviolabilità.

    scrivi@domenicogallo.it
    domenicogallo.it/view.asp?id=85

    domenico gallo

    11 Settembre 2008 alle 9:19 am

  19. Otre a quello che ci hanno insegnato ci deve anche essere quello che abbiamo capito…
    O no? Parlare oggi di fascismi e antifascismi non suona solo retorico e se qualcuno esce con qualche reminiscenza…Bisogna capire…Ma soprattutto…L’impegno è del presente e con i problemi che ci sono da risolvere e con la cultura che non ha colore o camicia ….

    renzo marrucci

    11 Settembre 2008 alle 12:34 pm

  20. Caro Mimmo (Domenico Gallo, Mimmo per gli amici, è un magistrato irpino oggi in servizio a Roma),

    grazie delle tue puntuali osservazioni che mi pare confermino l’assunto antifascista imprescindibile che io intendevo mettere in luce con il mio post. Grazie per il tuo apporto “tecnico”, di magistrato e studioso impegnato nella difesa della Costituzione.

    Co0n affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    12 Settembre 2008 alle 5:11 pm

  21. oggi Fini ha dichiarato che democrazia e fascismo sono incompatibili.
    ha dichiarato che chi è democratico è per sua natura antifascista.
    ne consegue che chi è antidemocratico è fascista.

    c’è da divertisrsi

    alfonso

    13 Settembre 2008 alle 5:27 pm


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