formikosovo
leggo qui da roma che sul formicoso si parte coi carotaggi.
a questo punto penso che la comunità provvisoria debba prendere una sua iniziativa forte.
io torno domenica sera. potremmo incontrarci lunedì.
prima che esportatori di immondizia
questi signori sono ladri di tempo.
sono loro che ci hanno rubato migliaia e migliaia di ore in sterminate assemblee tra andretta e bisaccia.
noi a parlare e loro a fare i loro afffari e poi tutti a cena, ostriche e champagne…altro che i problemi dei contadini e il vento e ilgrano e la lotta per le terre e la democrazia e tutto il resto….
ripeto qui quello che ho scritto tante volte. la discarica non si farà se ci crediamo veramente,
se c ispediamo senza riserva.
armin
Franco,ti scongiuro, rischi di diventare come Don Chisciotte ed i suoi mulini a vento mentre io vorrei tanto che avessi la saggezza di Sancho Panza.
Il Cavaliere dall’eterna giovinezza sta seguendo la legge che batte nel suo cervello,mai nel suo cuore di pietra gelido come la neve di Bisaccia.
Un bel mattino è partito, con l’appoggio di D’Alema Cossiga la Confindustria,i poteri forti ed ha puntato dritto su Napoli e la Campania,irpinia d’oriente compresa.
Davanti a lui c’era il mondo con i suoi giganti assurdi e abietti, come pure gli eroi di provincia tristi e sconsolati.
Lo so quando si è presi dalla passione,come è capitato a te, il cuore ha un peso rispettabile non c’è niente da fare,Don Chisciotte, niente da fare è necessario battaersi contro i mulini a vento, fino alla sconfitta sul campo se non alla morte.
Hai ragione il Formicoso è un territorio speciale, ma da che mondo è mondo, vince sempre non il più forte ma il più grande il numero dieci assorbe il nove l’otto il sette.
Cerca di fartene una ragione prima che sia troppo tardi. Il dado è ormai tratto.
Non ti accorgi che anche i sindaci hanno mollato? Non ti accorgi che anche i nostri politici ,Ciriaco compreso, fanno dichiarazioni ma nulla di più per impedire questo scempio ecologco ambientale ed umano. Il dado è tratto. Rispetta le leggi dello Stato e cerca di creare le condizioni acciocchè le prossime leggi possano essere fatte da persone più ragionevoli meno narcisiste, meridionaliste voglio dire. Ti abbraccio Rocco alias aruspice roccioso.
aruspice roccioso
19 Settembre 2008 alle 4:20 am
Caro Franco,
immagino cosa sarà la nostra Irpinia d’Oriente dopo la discarica… ci hanno tolto tutto, prima le braccia, la mente oggi ci rubano e per sempre l’aria.
Sono le istituzioni locali che devono adempiere il loro compito di difesa del territorio e quando questo non avviene, non possiamo fare la rivoluzione.
Lo scrivo con la morte nel cuore e con la speranza che le istituzioni anche nazionali ravvedano il loro progetto.
M.Teresa Iarrobino
19 Settembre 2008 alle 7:40 am
Vivere per essere liberi o morire per smettere di essere schiavi……ecco…….. perché quattro anni ho “ucciso” enzo …”morire prima per non morire”… ed è nato Nanosecondo dopo questa esperienza per me positiva ho suggerito di farci costruire “PIRAMIDI DI ECOBALLE” (per evitare quello che è successo finora …espresso docet …e trasformare in positivo una cosa negativa) e poi semmai fare il rito del “SACRIFICIO DEL LUPO” (metaforicamente parlando) per uccidere tutte le tristezze relative a questa condizione ed iniziare a gioire della vita.
Molti anno giudicato questa cosa come rinuncia alla lotta? Permettere che si consumasse un “nuovo” è più grave delitto (che tale resta) senza opporre “resistenza”.
Qui ho semplicemente proposto una nuova strategia per “modificare” i sistemi di “lotta”. Come? Mi sono affidato alla “storia che cura” alla non violenza dei nativi d’America, (a parte di come c’è l’hanno fatti vedere i film di RIN TIN TIN) popolo di grandi tradizioni popolari, come gli irpinici:
“…nella “lotta” per la libertà, non serve l’odio: senza odio si scavano trafori, senza odio si costruiscono dighe, senza odio si lavora la terra per seminare il grano, senza odio si possono annientare i dispotismi e si può portare l’azione più violenta, se ciò è necessario, nel nome dell’emancipazione…..
…..quando si parla di rivoluzione non si è ancora compreso che un attitudine passiva e dolce non è prova di bontà o debolezza, la rivolta vera non è mai un atto selvaggio……
…..la stessa solidarietà, che oggi è delegata solo ai potenti, rischia di essere una violenza perché è così che comprano tutto. L’unica cosa che non possono comprare però sono i sette colori dell’arcobaleno; questa è la vera solidarietà (da qui l’altra mia proposta di far volare gli aquiloni) …….
…..se si deve fare un’occupazione di un ufficio fatelo con i vostri animali: mucche , capre, porci e galline; se dovete organizzare un sit-in organizzate una danza una festa ed riprendere lo “spazio” (ludico… il concerto sul formicolo è stato in questo senso fenomenale); se dobbiamo testimoniare un’aggressione o una violenza marchiamo le case degli aggressori, funzionari e politici con vernice rossa (semmai atossica perché siamo eco-insostenibili) per allettare i cittadini ed impedire la loro impunità;
…..se dobbiamo marciare in un corteo facciamolo truccandoci la faccia di bianchi come dei morti che camminano, con lanternini in mano , bare , un vero è proprio corteo funebre dove testimoniare tutto il nostro dolore e per dire “basta ci avete già uccisi”; se partecipano i bambini vestiamoli colorati e diamo ad ognuno un fiore nelle mani non per metterli sulle nostre bare ma per donarli ai nostri “nemici”; anche gli anziani possono fare scudo e frenare la repressione….ma facciamoli suonare e ballare sempre……nel rispetto della natura e dei nostri costumi……
….Bisogna finalmente scegliere e decidere da che parte stare se dalla parte dei poveri allora non serve la violenza (dell’ira e della tristezza) ma la gioia (per questo costruire la terra del sorriso).”
Carissimo Franco bisogna:…. scegliere o gregge sottomesso o un insieme di cosciente/consapevole; la vergogna o la gloria.!
(i Brani tra virgolette sono tratti dal TRATTATO del Consiglio Popolare d’Oaxaca “Ricardo Flores Magòn” CIPO-RFM
Stai nella bellezza, Augh! Nanosecondo
Nanosecondo
19 Settembre 2008 alle 8:53 am
OPs dimenticavo……Augh! Cammina anche tu nella bellezza del giorno… AURISPICE ROCCIOSO (bellissimo nome il tuo) onora lo spirito……
Nanosecondo
19 Settembre 2008 alle 8:57 am
Non abbiamo una classe dirigente che ci rappresenta e che ci difenda e che sposa i nostri desideri.
La discarica da tre milioni di metri cubi fa davvero troppo gola alla camorra, che impegnerà tutti i suoi mezzi per lucrare sullo scavo, sui subappalti ecc. E chi si mette contro di loro? Loro si che hanno una classe dirigente e parlamentare!
E’ una cosa che va contro tutti e tutto. E’ un assassinio di un territorio. Siamo pochi, siamo divisi e delle zone interne non gliene frega niente a nessuno.
Questa è l’amara verità. Siamo il sud. Di più, il sud interno. Pertanto conquistabile.
oltre la rabbia e l’offesa, non so comunicare niente.
emilia
emilia cirillo
19 Settembre 2008 alle 9:39 am
sono appena tornato dalla rai.
pensavo di fare cenno alla discarica al secondo giro, ma mi hanno fatto una sola domanda.
so come vanno queste cose, ma non sono affetto rassegnato. io continuo a pensare che la discarica non si farà. oggi cercherò di sensibilizzare qualche persona che qui conosco e che magari può darci una mano.
intanto non è stato inutile andare in rai. il presidente di italian nostra, ospite con me della trasmissione, si è di dimostrato molto interessato alla vicedenda del formicoso.
per favore, ve lo chiedo in ginocchio, datevi da fare.
comunitaprovvisoria
19 Settembre 2008 alle 10:25 am
Un muro umano da opporre a questa ennesima azione scellerata…e in prima fila vogliamo che ci siano i nostri dipendenti…tutti quei politici che nei giorni scorsi hanno partecipato alle varie occasioni di incontro tra andretta e bisaccia…i parlamentari, i sindaci, i rappresentanti delle nostre comunità dovranno essere in prima linea per fermare questo scempio…vedremo chi si sarà…
Giovanni De Donato
19 Settembre 2008 alle 10:46 am
Temo che bisogna rassegnarsi. Si dice che Bertolaso ha firmato un protocollo di intesa perchè i tecnici del provveditorato alle OO.PP. di Napoli assumano la direzione lavori per la discarica.
Non abbiamo una classe dirigente che ci difende o che ci rappresenti. La crisi della politica è che siamo terra di conquista, anzi terra di nessuno.
E la camorra non vorrà perdere un affare di scavo per tre milioni di metri cubi. Loro si che hanno prodotto una classepolitica che li rappresenta.
Possiamo parlare, incontrarci, arrivare tutti insieme ed occupare le terre ma i fatti, come dice Franco, li hanno già decisi.
Morire per il Formicoso, come dice Alfonso?
Chi se la sente..
emilia
emilia cirillo
19 Settembre 2008 alle 12:09 pm
a questo punto
non si fermeranno più
anche se si riuscirà a compiere qualche altra azione pro formicoso
se non ci sarà l’intervento forte di chi ci rappresenta al governo
temo proprio che la discarica si farà…
non è affatto un bel momento per la nostra amata Irpinia
La nostra Terra non è stata riconosciuta ed ascoltata…
monica
19 Settembre 2008 alle 12:37 pm
Grazie per esser passato sul mio blog e da irpino a irpino ti rinnovo l’invito di partecipare al Forum per una nuova Irpinia: lascia un contributo di idee (e anche critiche costruttive) sul presente e soprattutto sul futuro della ns. provincia. Senza steccati ideologici o politici. Lavoriamo insieme. Grazie. Pasquale Gallicchio
Pasquale Gallicchio
19 Settembre 2008 alle 1:01 pm
Carissimo Franco,
chi ti scrive è Salvatore, un inesausto lettore e un pervicace vivente. Ci siamo conosciuti in una serata ancora calda di fine agosto, quando presentasti “Vento forte” a Capriglia, consegnadomi col tuo libro un chiave trasparente che ha aperto i miei occhi sull’Irpinia, sui paesi, sulle zone d’ombra e di luce dell’Italia emarginata. Ho provato affinità nei confronti della tua esistenza, gettata su strade in salita di borghi vuoti, per scelta, per dovere di un cercatore che ha scarpe, occhi e orecchi nel cuore. Alla mia gioventù, vibrante come un’anguilla fuori dall’acqua, esempi di dedizione alla poesia e di volontà di comprendere danno linfa luminosa, nonostante poesia e comprensione conducano spesso agli anfratti delle nostre miserie.
Ma è tempo di posare la penna, e forse avvolgersi il viso in una sciarpa spessa per difendersi da lacrimogeni e riconoscimenti. Ciò che sta avvenendo sul Formicoso io l’ho già visto nel mio paese, Acerra.
Politici in prima fila contro la costruzione dell’inceneritore, la popolazione come un sol uomo, un blocco compatto che avanza alzando il capo, dopo millenni di inchini allo scranno del potere. E poi le iniziative, le serate di concerti, le dimostrazioni di solidarietà da movimenti e sigle sparse per l’italia, la raccolta di firme, la diffusione di consapevolezza. Avvocati al fianco di contadini, studenti abbracciati a ultras, vecchie con bambini in braccio, tutti, davvero tutti partecipammo alla manifestazione più grande che il paese ricordi. Il 29 agosto del 2004 qui si è scritta una piccola storia, una storia che non ha cronachisti, che, anche se ci sono immagini a dimostrarlo, non esiste poichè diffamata e svuotata del suo messaggio dall’informazione obbediente alle leggi della politica. Il mare umano che pretendeva la dignità di vivere in un luogo salubre e di decidere autonomamente lo sviluppo del proprio territorio, si scontrò contro la diga di polizia in assetto di guerra. Il potere calò la sua mano pesante, avvolgendo tutto e tutti in una nuovola urticante e densa dalla quale emergevano lunghi manganelli in cerca delle nostre teste. Fummo piegati. Non sconfitti, ma ricacciati indietro nelle nostre case. Quasi che il potere ci dicesse. “Stolti! contiuate la vostra vita di gozzoviglie e indifferenza, la vostra morte pianificata è nostro esclusivo compito”…..
Qualche coraggioso e folle da allora non ha mai smesso di lottare. Ma la gente adesso ha paura poichè ha visto la mostruosa vera faccia dello Stato, nera e con la maschera antigas. Siamo rimasti in pochi, e deboli. Lo dimostrano quelle due dannate torri di centinaia di metri che svettano tra campi di verza e finocchi, pronte a sfiatare la mole di mefitiche esalazioni di immondizia bruciata. Alla fine l’hanno costruito.
Il formicoso DEVE resistere, arrivando alle estreme conseguenze se necessario. Bisogna unirsi e sognare con le mazze in mano. E non arrendersi.
Ti scrivo anche per tendere una mano che offra sostegno e ospitalità, nel caso ti servisse qualsiasi cosa qui ad Acerra, dove mi dicesti di voler presentare il tuo libro. I nostri sguardi si sono incontrati e fusi un istante. Siamo alleati.
Un abbraccio, Salvatore
Salvatore
19 Settembre 2008 alle 3:23 pm
Ciao Franco,
e ciao a tutti i lettori del blog, io credo che l’idea lanciata da Giuseppe Vele sul blog qualche tempo fa possa essere una strada da seguire per scongiurare l’ipotesi della discarica. La proposta è quella di far realizzare un’istallazione a Spencer Tunick, artista di fama mondiale che lavora con i corpi umani, coprendo di migliaia di persone nude il Formicoso, dando così il senso di unacomunità disarmata che difende il proprio territorio. Il problema è riuscire a contattare l’artista che vive negli Stati Uniti, se ci fosse questa possibiltà io credo che un evento del genere, di risonanza mondiale e incruento possa generare curiosità verso la vicenda del Formicoso e magari generare anche turismo intellettuale capace di scongiurarequesta benedetta discarica. Bisogna fare presto, utilizzare tutti i canali posseeso per tentare l’impresa.
A vostra comlpeta disposizione,
Costantino D’Argenio
segr. cittadino PRC Avelllino
Costantino D'Argenio
19 Settembre 2008 alle 4:01 pm
….l’idea è bellissima …., di fotografi dispobili credo che ce ne siano anche in Irpinia e quindi non c’è bisogno di andare molto lontano a cercare il problema è riuscire a trovare almeno diecimila persone che sono disposte a farsi fotografare nude!
Però bisogna tentarla sta cosa. Io ci sto! Vai facile…..
Oggi, ensavo pure ad un’altra cosa: e se San Gennaro non avesse fatto il miracolo oggi, chi sà se avremmo avuto una speranza? Ma!
nanos
Nanosecondo
19 Settembre 2008 alle 4:24 pm
io a rassegnarmi non ci penso nemmeno e so che siamo tanti.
ovviamente non tutti possono essrere coinvolti allo stesso modo in questa storia, ma vi prego, vi prego ancora, datevi da fare, anche una piccola mail è importante, è più importante di quel che pensate.
armin
comunitaprovvisoria
19 Settembre 2008 alle 4:56 pm
Sono qui a Roma a casa mia, e a fianco a me c’è Franco Arminio, che per la prima volta, mi dice, non partecipa a un’assemblea sulla discarica sul Formicoso. Abbiamo deciso che siamo disponibili anche a gesti estremi, pur di bloccare la discarica. Io, ciccione, potrei mettermi a dieta. La spazzatura non verrà in Irpinia. Lo scempio non ci sarà.
Andrea
Andrea Di Consoli
19 Settembre 2008 alle 10:28 pm
Rassegnarsi no! Non mi rassegno al fatto che un paio di molotov a Chiaiano facciano più notizia delle nostre mille buone ragioni, dei campi di grano e del vento del Formicoso, delle migliaia di persone che popolavo Pero Spaccone nella bellissima notte del concerto di Vinicio Capossela.
Non ho idee precise, ma penso che ognuno di noi possa attivarsi per quel che può (io ho appena scritto un’email alla redazione di Anno Zero invitandoli ad Andretta), che magari un’idea originale possa sovvertire la situazione (Tunick sarebbe favoloso).
Non so.. scrivo più spinto dall’emozione che dalla ragione. Non so dire altro. Ma rassegnarsi allo scempio proprio no!
dedalus
19 Settembre 2008 alle 10:46 pm
Di mulini a vento se ne combattano nella vita, caro aruspice,questo vorrei lo ricordassi e se ci sono persone che hanno la voglia, la volontà di combatterli perché fermarli? A che serve vivere se dobbiamo fermarci davanti ad un mister magù dal cuore gelido così come lo hai ben definito tu?
Si i politici ci hanno mollato, ma chi li ha visti? Sappiamo che è la gente la vera forza, la nostra gente siamo noi che dobbiamo combattere per salvaguardare la nostra terra, il nostro futuro..
E poi sul Formicoso ce ne sono di Mulini a Vento o sbaglio?
Menina
Menina
19 Settembre 2008 alle 10:48 pm
Salve a tutti, finiamola col dire L’Irpinia terra di nessuno, i politici ci hanno abbandonato , ecc, A TUTTI COLORO CHE DICONO e PENSANO posso solo dire che : L’Irpinia è la tua terra dove è collocata la tua casa, dove sta il tuo orto e dove ci bevi ci mangi e ci fai altro .. è tua . Se la gente utilizzasse piu il cervello, la dignità, i senso civico e la smettesse di elemosinare ai politici favori, certezze per il futuro, la smettersse di riporre il proprio futuro in persone perche quello sono, non padri eterni, ad oggi la situazione sarebbe assai diversa ; ecco i padre eterni di oggi che ci rappresentano, cosa sono stati capaci di fare, .. vedi ora .. se lo sanno fare il miracolo…; il miracolo spetta farlo a noi, nella nostra unità civile al di fuori di ogni politica, di ogni partito che non ha tutelato mai nessuno se.. non chiedendo in cambio.., smettila di dire è colpa di quello o quell’altro per lavarti le mani e rassegnarti , perchè se fai questo oggi perderai quel diritto, quella dignità civile, formale e morale che caratterizza un essere umano coerente e degno , un domani ai tuoi figli non potrai nemmeno dirgli .. nel 2008 ad Andretta volevano fare n’a discarica pe li rifiuti de napoli .. ma nui, ca non simo come a loro, non l’aimmo fatta fa perchè non era giusto e la non se potia fa .. Questo a tuo figlio non lo potrai mai dire e non lo potrai mai portare li a far vedere dove Vinicio fece il concerto .. e tante altre cose .. molto piu importanti . ”
Mi scuseranno i toni tutti gli altri che la pensano come me e mi auguro che siamo molti .
Pompilio
20 Settembre 2008 alle 9:58 am
concordo con dedalus -uno dei commenti precedenti-
tutti i lettori / blogger possono utilizzare la mailing list di questo blog (barra laterale destra, in alto: media’s mailing list; ci sono gli indirizzi e-mail di tutti i parlamentari italiani, giornali, tv, ecc.),
per sensibilizzare e dire “no alla discarica nei campi di grano” oppure strong>”no al lago percolato”
Ai destinatari delle e.mail si può mandare anche una semplice foto del Formicoso o lo slogan della Comunità Provvisoria : “no alla discarica – sì al parco dell’irpinia d’oriente” ; si può attivare un link alla pagina “multilink” di questo blog http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/no-alla-discarica-del-formicoso/
Le foto del Formicoso si possono prendere liberamente dal mio spazio Flickr http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157604801105191/
forza, ognuino può fare qualcosa; anche spedire una e.mail ad un amico o ad un giornale in questo momento è importante …
verderosa
20 Settembre 2008 alle 10:53 am
Caro Pompilio e cari comunitari,
chi scrive non ha mai chiesto favori ai politici,anzi.
Forse non mi sono espressa bene: temo fortemente chequesta discarica si farà elacosa mi fa molto molto male, esattamente comefa male a voi che vivete ad Andretta o chiunque abiti nell’alta Irpinia.
E’ un’ingiustizia troppo grande, anzi, è una indecenza. E’ condannare un territorio unico alla morte.
Solo che è tardi. Lo temo, che è tardi. Sono pronta a fare qualunque cosa razionale possa essere fatta.
ma un dato è certo: fino a che l’irpinia era espressione di una classe politica forte, della discarica si è parlato, ma non si è mai arrivato alla sua costruzione.
Ora mi sembra che, calando la rappresentanza della classe plitica, aumentino le probabilità che si faccia.
Questo per chiarimento e perchè non voglio passare per quello che non sono,cioè una menagramo rinunciataria.
emilia cirillo
emilia cirillo
20 Settembre 2008 alle 3:09 pm
qui a roma faccio fatica a trovare appoggi alla nostra lotta,
ma questo la rende ancora più necessaria.
l’altra volta abbiamo resistito perchè eravamo decisi a resistere.
e sarà così anche adesso.
sarebbe gradita anche qualche idea creativa
su come farsi sentire senza combinare guai….
armin
comunitaprovvisoria
20 Settembre 2008 alle 3:24 pm
Sentite la doveste smettere di invocare i “santi protettori”.
Questa non è una “terra puttana”.
E si sapeva che qualche “maronna” prima o poi sarebbe arrivato a dire che fin quando c’era il demitismo, e il mancinismo, e il bianchismo, e non so più quantialtricazzi!, questa terra era protetta e ora che ci si è voluti privare di simili “protettori” è arrivata la discarica.
E ti pareva che non compariva qualcuno a dirlo. Anzi mi meravigliavo che non era ancora accaduto.
La discarica la fanno proprio perchè quei “protettori”, oggi lontano, lottano per farla fare. A questi miserabili conviene farla fare, proprio per affermarsi nel ruolo di “spodestati protettori”, per fare il “ragionamento” fatto due commenti sopra.
Sono gli stessi che hanno fatto credere che eravamo “protetti” quando dicevano in giro “quella terra è rrobba mia, devono dar conto a me …” e che quindi eravamo “terra serva e puttana” ed essendo cambiati i protettori vengono questi di ora ad usarla “la puttana” credendo di poter continuare a fare “i porci comodi loro”.
Chi pensa queste cose dovrebbe sparire a mio parere dall’area.
Andate a piangere la mancanza di “protettori” da un’altra parte.
Andateci perchè vi ci mandiamo volentieri.
E chiudete la finestre per non farvi vedere in giro, che qua fuori è un brutto mondo!!
EnzLu (e non tornate sull’argomento!)
enzlu
20 Settembre 2008 alle 4:05 pm
Cara Emilia capisco perfettamente , bene mi limito ad aggiungere semplicemente che la classe politica non è tutto , la politica nella sua essenza dovrebbe fornire soluzioni accettabili, ma allo stato dei fatti, la storia degli ultimi anni mi fa capire semplicemente che non è così . Dopo tutto chi ci rappresenta è a nostra immagine e somiglianza, noi come società Irpina ci siamo.. frammentati e persi ognuno in situazioni che noi tutti bene o male conosciamo.. perdendo sia unità politica che sociale . A volte sento dire “Irpinia terra di nessuno , o terra di conquista .. ” noi non siamo barbari da conquistare e civilizzare .. ma se si vuole cambiamento bisogna iniziare una politica produttiva, capace di convergere verso scopi comuni, una poltica meritocratica e responsabile a tutti i livelli e bisogna iniziare ora , senza aspettare che ci mettano all’asta e ci comprino per pochi spiccioli . Non è tardi mai, … è tardi non fare, perchè nel piccolo di ognuno di noi c’è una grandissima forza COLLETTIVA che può essere espressa in tantissimi modi sia ora che in futuro.
Pompilio
20 Settembre 2008 alle 4:13 pm
la politica (quella istituzionale) al momento è solo esercizio di prevaricazione, in tutti i settori. niente a che fare con le ragioni dei cittadini. ma forse la cosa trascende il momento.
la politica vera deve rinascere dal basso, sempre ma oggi ancora di più. in alto hanno i numeri per fare quello che vogliono, al formicoso, alla scuola, all’università. la resistenza è possibile solo dalla base.
io ho paura di quello che sta succedendo in questo paese, dell’ignoranza tracotante che regna ai vertici e dell’impotenza paralizzante che affligge chi cerca di pensare e praticare una forma di resistenza.
ma proprio per questo non si deve mollare, perché potrebbe andare sempre peggio. la comunità, come ogni forma di aggregazione in momenti di disgregazione e di disperazione, è una risorsa preziosissima. non dissipiamola.
riprendiamoci la sovranità, sulla nostra terra, sul nostro lavoro, sulle nostre idee.
roberta
20 Settembre 2008 alle 5:03 pm
Caro EnzLu,
la democrazia è una pratica difficile, più difficile di quanto possiamo immaginare.
Nella mia scarsa pratica giornaliera lo sperimento ogni giorno, ovunque. E, purtroppo (ma bisognerebbe dire: ovviamente), anche su questo blog e in quella curiosa cosa che è la CP.
Ho già scritto su altri post che in genere la pratica politica qui in Alta Irpinia (ma in tutto il sud e anche oltre) consiste nel passare da un potere ad un altro.
Si avversava De Mita per raccomandarsi a Bianco, si avversavano i partiti per raccomandarsi alla chiesa, e così via all’infinito. Una tiritera insopportabile, ma davvero insopportabile, anche per la marea di trasformismo che metteva in moto, e che finiva per rafforzare il vecchio potere che almeno garantiva una continuità e una relativa coerenza.
La democrazia dell’autonomia (personale, innanzitutto, e poi collettiva) è sconosciuta.
Soltanto che, ecco la differenza col passato, la democrazia reale, diretta, non è più un optional, una scelta di persone “avanzate”, come poteva essere nel dopoguerra pieno di speranze per il futuro e aperto anche a contributi (spesso in gran parte soltanto a quelli) meno “avanzati.
La democrazia dell’autonomia, in un periodo di crisi e di passaggio come l’attuale (oltre che di post-progresso), è la democrazia tout court. Non ne esiste un’altra, oggi.
Per questo mi batto, anche qui, per la “democrazia massima”, unico antidoto alla crisi, unico anticorpo al moderno cripto-fascismo montante che si nutre innanzitutto della sfiducia e del vecchio brodo di coltura del trasformismo.
Non capirlo è sicuramente non capire la propria terra, nel senso del futuro per il proprio territorio. Ma è anche non capire dove va il mondo, la crisi epocale che c’è ovunque.
Con affetto
Michele Fumagallo
michele fumagallo
20 Settembre 2008 alle 5:28 pm
Non capisco perché scrivete commenti diretti a me. IO NON ESISTO. IO NON VOGLIO ESISTERE!!
Ho conformato la mia esistenza ad ESSERE TRASPARENTE e continuerò a farlo, a costo di tutto. E se non si riesce a capire cosa voglio dire non so spiegarlo meglio: vorrei dire e fare cose che cambino l’esistente intorno a me senza essere additato come la causa o ‘l’innescatore’ del processo. Ecco tutto.
Ma se merito comunque uno scritto, allora devo replicare: non lo fate più.
Il teatrino delle comunicazioni personali non mi piace, preferisco eventualmente discutere in generale, sempre.
Nel merito dei precedenti commenti ho da rilevare che non è più in gioco, in questa sede intesa come blog, un chiarimento “sui modi democratici della terra irpina”, perché se così fosse il luogo sarebbe sbagliato e atipico, quindi non ne voglio disquisire, ma è in discussione il pervicace, idiota e cieco modo di guardare anche solo alla propria terra “intesa come terra da proteggere” nella accezione più retriva e pericolosa ed ecco perché ho scritto “terra puttana”.
Su questo blog circola subdolamente una concezione di questa terra simile ad una pallina che oscilla instancabilmente lungo l’asse di un’altalena meccanica a motore. La pallina continua ad andare avanti e indietro in eterno, e non si trova qualcuno che fermi in qualche modo l’infernale meccanismo.
Fuor di metafora, nei tanti scritti, ed in particolar modo in quelli dedicati anche trasversalmente al problema discarica, passa impunemente l’idea che la discarica sia una sorta di penalizzazione che ci tocca subire fatalmente o perché il governo attuale e il suo codazzo malandrino è criminale oppure perché non abbiamo più protettori, nel senso che quelli che ci sono e che noi abbiamo eletto improvvisamente non ci rappresentano più.
Cioè oscilliamo tra il fatalismo social-politico autocastratorio (sono tutti ormai brutti sporchi e cattivi, appartengono al mondo dell’effimero, sono per giunta social-fascisti, pure vendicativi, e la battaglia risulta difficile) e l’impotenza cronica autoreferenziale depressoria (visto che siamo pochi, ma rispetto al nemico siamo i migliori, pur lottando o essendo predestinati alla sconfitta, sappiamo che ci resta comunque il “romanticismo militante” (alla Andrej Arsen’evič Tarkovskij (1932-1986) per intenderci, secondo il quale la sofferenza è l’unico modo per maturare la propria natura verso il soprannaturale, il male come necessario viatico, la teoria masochistica del “fammi male che godo di più”).
A fronte di questo stupido bifrontismo agitatorio le cose che bisognerebbe mettere in campo per far la lotta contro un passato che non vuol morire, un presente disgraziato, ed un futuro incerto, vergognandoci di comunicarle con chiarezza agli altri, continuiamo a dircele tra noi. Soddisfiamo così l’ego sofferente e le personalità imbelli, ma non impediamo la discarica o gettiamo le basi per un diverso futuro. Ma che siamo impazziti tutti?
Ma in quale mente perversa si annida una simile incredibile imbecillità? Ma i poveri cervelluzzi piagnoni proprio non sanno capire che gli atroci eventi (che a settembre 2007 ’sembra’ che non ci fossero e che, vostro malgrado, hanno portato alla creazione della C.P. e alla discussione sul blog) non sono frutto della cattiveria umana o politica, di questo o di quello, di ora o di allora, né della perduta rappresentatività, né di un deficit di democrazia attuale?
‘Gli interposti’ tra Voi ed il ‘Potere delle decisioni’ (che dovrebbe ESSERE VOSTRO!!! ed al quale da sempre e con naturalezza avete rinunciato delegando), quelli che chiamate ‘politici’ vi rappresentano ancora benissimo. Chiunque abbiate scelto, avete saputo scegliere bene a suo tempo. Sono proprio come Voi: pusillanimi e timorosi. Inutili. Portano in giro ‘medaglie’ che sono ricompense di battaglie non fatte, lotte da poltrona, e solo così forse capite perché appartengono ad un mondo effimero, cioè slegato dalla Vostra realtà quotidiana. E anche tanti di Voi (di me) portano disinvoltamente in giro medaglie mai ‘veramente’ guadagnate.
La discarica ci sarà data quindi, non perché eravamo e non siamo più, avevamo e non abbiamo più, dicevamo e non diciamo più, rappresentavamo e non rappresentiamo più, ma perché senza preavviso qualcuno ha visto in noi già “una terra serva e puttana” cioè abituata a subire, già avvezza a essere violentata senza reazione, già abituata ai saccheggi di dignità, già massacrata da tutti i precedenti bastardi amministratori e politici, e giornalisti, e preti e sindacalisti e tanti altri, che hanno fatto naufragare, con derisione e puntualità disarmanti, ogni disegno di affrancatura di questa terra; primo di ogni altro hanno pervicacemente impedito che in essa attecchisse “la coscienza di esistere”. Ma saperlo, ora, non aiuta.
In incosciente conseguenza, fu fondata la C.P. ed il blog fu costruito, per questo: perché nella “tonza” morale di queste terre si potesse ragionare ‘ai quattro luoghi’, finalmente in libertà ed in democrazia, che la nostra è una terra ‘imputtanuta‘, una maddalena sfatta che ancora non trova il suo cristo: nel suo corpo sformato dagli stravizi dell’ignoranza e dell’odio, in cui ha sguazzato, non trova ancora degno alloggio un’anima, un popolo che conosca e creda nel suo futuro. Non c’è più umanità in questa terra.
EnzLu
enzlu
20 Settembre 2008 alle 7:54 pm
EnzLu .. troppo polemico e per quanto tu possa fare la luce ancora non ti può attraversare dunque sarai sempre visibile e tangibile .. almeno in questa parte di universo ! Scuserai il mio piccolo cervello scientifico che non pensa affato di poter essere trasparente bensì molto materia-le . Concordo con te su tanti punti (non tutto) ,ma amo la chiarezza dei concetti e delle parole . Si eviti di queste polemiche sono del tutto inutili se non per un inutile sfogo , a che serve parlare di ignoranza e offendere .. anche chi non comprende , è come chiedere ad un analfabeta di risolvere una equazione differenziale e incazzarsi perche non sa nemmeno che cos’è, ma se nessuno gli ha insegnato – compreso tu presumo – visto che parli da gran Zarathustra – le quattro operazioni come si può sperare che egli capisca, non ci sono cattivi allievi, ma ci sono cattivi insegnati . Se non fai nulla non puoi aspettarti nulla non ho mai visto i mattoni spontaneamente aggregarsi per fare un ponte .
Pompilio
20 Settembre 2008 alle 9:06 pm
angelo ho atto l’email che dicevi el’ho inviata a tutti i miei 3000 amici più quelle della lista della comunità provvisoria ..il testo lo puoi leggere nel post NO ALLA DISCARICA SUL FORMICOSO.
Michè te l’ho detto che ti devi fare la moto stavolta a ragione l’ingegnere. FUORI I PROTETTORI che adesso si riprono le CASE CHIUSE (il governo dei tecnici ? mAH! ).
Uacc uaa. Nanos
p.s. Michè aspetto sempre che scrivi la tua fiaba ….
Nanosecondo
21 Settembre 2008 alle 12:11 am
ops …..e stata na faticaccia però!!!!
fermate il mondo voglio scendere…….
Nanosecondo
21 Settembre 2008 alle 12:16 am
@ Pompilio e @gli altri, nonostante io stesso continui a dirlo, ma pare inutilmente, il blog NON E’ UNA CHAT!!!:
i giudizi morali teneteli per Voi. I giudizi sulla persona quando non la conoscete teneteli per Voi. Mi fanno ridere e non aggiungono alcunchè alla discussione quelli che sono sempre pronti a “sparare cazzate morali” sulla pelle, sulle azioni e qui sugli scritti degli altri. Fate come faccio io. Non giudico chi scrive, nè come persona nè per i contenuti morali dei suoi scritti. Quando e se ne sono capace, se mi aggrada, leggo ed evidenzio puntualmente solo ciò che scrive.
Saluti senza aggettivi.
EnzLu
enzlu
21 Settembre 2008 alle 1:08 am
un commento di ‘roberta’ che giaceva, tempo fa, sospeso in askimet; penso che sia pertinente con la discussione; chiedo venia per questa ricontestualizzazione postuma, voglio però assicurare Michele che non si tratta affatto di una ‘manipolazione’; in buona fede … è proprio una ricontestualizzazione. A VOI ROBERTA :
… vorrei solo esprimere una mia personale insofferenza verso l’uso indiscriminato, cui di frequente in queste pagine si ricorre, al termine democrazia come a un’arma contundente.
al di là del fatto che, dato lo spettro semantico del termine, forse sarebbe il caso che chi lo utilizza (soprattutto in funzione polemica) chiarisse preliminarmente il significato che gli attribuisce, personalmente trovo suggestiva l’associazione suggerita dal pensiero greco tra democrazia e rigore argomentativo. il vero nemico della democrazia è il sofista, cioè colui che procede per argomentazioni che sotto l’apparenza del vero perseguono la persuasione. democratico è un modo di discutere (perché qui di discussioni e non di decisioni si tratta) in cui gli interlocutori perseguono (senza ovviamente mai possederlo) il vero e non l’utile personale. ciò evidentemente richiede l’adozione un metodo dialettico onesto che almeno tenda a una coerenza interna tra i contenuti enunciati e gli scopi perseguiti. solo così sono possibili e collettivamente comprensibili le adesioni e il dissenso. insomma, il piano e l’oggetto del contendere devono essere chiari e possibilmente anche di interesse collettivo. altrimenti qua non si capisce pro o contro cosa di volta in volta si scende in campo, anche se sempre in nome di una presunta democrazia.
verderosa + roberta
21 Settembre 2008 alle 7:30 pm
Credo che il virus abbia contaminato un pò tutti.
Si continua a parlare di democrazia nellla maniera “antica” e non si è preso coscienza ancora che abbaimo vissuto in “forme di regime” e stiamo ora in un contesto evolutivo molto più avanzato dove non esiste neppure più maggioranza e minoranza (opposizione) ma un diiverso contesto biosociale che non ha niente a che vedere con quello che si possa pensare e gli stessi strumenti storici sono superati e non più validi come strumenti di analisi.
Dovremmo più parlare di processi di bio-politica ed in questo Michael Focualt è stato un vegente.
Per quello che mi riguarda per parlare di democrazia oggi si dovrebbe comprendere meglio approfondendo le strutture delle “forme” e qui accennavo in passato alla possibile forma della comunità provvisoria..
http://www.girodivite.it/Comunita-Provvisoria-e-la-sua.html
In estrama sintesi credo che bisogna ridefinire la forma partendo da alcuni principi cardini. Per questo vi dico cosa per me potrebbe essere oggi la democrazia (perchè non ne vedo in giro):
E’ la capacita di un popolo di condividere dolori, paure ed amori.
Uacc Uaa
Nnaosecondo
Nanosecondo
21 Settembre 2008 alle 10:40 pm
Un grazie di cuore a Menina che ha risposto in maniera dolcissima alla mia sui mulini a vento.
Dolce Menina i mulini a vento del formicoso esistono nella realtà, mentre Don Chisciotte e sancho Panza sono esistiti ed esisteranno nella memoria collettiva dei lettori curiosi indagatori incontinenti verso la sete di conoscenza e la cultura.
A me pare che quando l’idea tubulare ossessiva occupa tutto lo spazio della mente come nel caso della battaglia contro la discarica sul formicoso si entra in un ambito di patologia del comportamento, dell’azione voglio dire, che preoccupa il medico cnosce il metodo diagnostico, il criterio valutativo e sa ben differenziare un ideale da un’utopia, il reale dal razionale, il compenso dallo scompenso.
Di questo solo si tratta: una diagnosi esatta è cosa difficile,mette a dura prova l’arte medica ,per farla occorredifferenziare integrare e quindi individuare.Un caro saluro R.Q.
alias aruspice roccioso.
aruspice roccioso
22 Settembre 2008 alle 6:07 am
Avevo pensato ad un’installazione da realizzare sul formicoso prima dell’inizio dei carotaggi.
Si potrebbero costruire centinaia di piccole croci di legno da conficcare nel terreno in stile cimitero americano. Tutte queste croci, poi, si dovranno disporre in modo da formare un’unica grande croce ben visibile dall’alto.
La cosa non dovrebbe essere tecnicamente difficile e nemmeno economicamente dispendiosa
Agapito Malteni
22 Settembre 2008 alle 10:59 am
arrivi secondo, ma se si deve fare….
altri non capiscono…
enzlu
22 Settembre 2008 alle 12:21 pm
Cari amici,
vada per quest’intallazione delle croci, di cui si è già parlato.
Ognuno potrebbe portare la sua. Solo che c’è bisogno di un “direttore artistico”, magari di un buon artista che coordini…
Dimenticavo: sottolineo artista, non becchino, è un’operazione di vita, non di morte…
Michele Fumagallo
michele fumagallo
22 Settembre 2008 alle 12:35 pm
Io dico che il giorno in cui questi Signori arriveranno sul Formicoso dobbiamo mobilitarci!
forse può essere inutile, forse pericoloso, forse eccessivo, ma sicuramente essenziale.
i nostri corpi dovranno essere croci conficcate nel terreno,
scudi con i quali difendere l’ostinazione nichilista dei potenti,
un passaparola prima di tutto morale contro chi cerca di cancellare gli ultimi frammenti naturali di una bellezza che sta per estinguersi.
Io do la mia adesione totale per quel giorno maledetto!
(fatemi solo sapere quando-non voglio sentirmi escluso solo perchè vivo a Roma-sono irpino e fiero delle mie origini).
Paolo Battista...da Roma con furore...
22 Settembre 2008 alle 12:50 pm
Mentre dite queste belle cose i guardoni di stato ci ascoltano, ci catalogano, ci memorizzano, ci schedano, ci aspettano, ci marcano, ci osservano, perché al momento opportuno non dovranno più osservarci, marcarci, aspettarci, schedarci, memorizzarci, catalogarci o osservarci. Loro ci aspetterano, ci apposteranno, ci mazzieranno, ci massacreranno, ci criminalizzeranno, ci annienteranno in nome della ’solidarietà regionale’ come ha detto “quel bel tomo del presidente”. Laddove il “trattamento camorrista”, poi, non dovesse essere sufficiente, ed “il sistema” dovesse ancora trovare “qualche fesso che si oppone”, tali “fessi” saranno smaltiti mediante “lo smaltimento manu militare”. Così impariamo a fare i poeti!!
In questa terra non c’è più umanità, che che ne dicano i preti, crudeli bisognerebbe essere: E purtroppo questa “cultura” ci manca.
EnzLu (già con le protezioni)
enzlu
22 Settembre 2008 alle 1:25 pm
penso che l’idea di agapito sia fantastica: una istallazione artistica che interessi tutto il formicoso. Non sarebbe male invitare artisti del territorio e non solo a fare del formicoso un luogo di arte…potrebbe anche servire ad attirare l’attenzione dei media nazionali…visto che rimanere sempre “local” non serve a molto.
maria rosaria
22 Settembre 2008 alle 2:46 pm
me ne devo proprio andare. se anche a quelli che frequentano il blog bisogna ogni giorno (o-gni-gior-no!!!) ricordare che questa battaglia non si può vincere invocando eroi esterni, vendicatori più o meno mescherati, difensori solidali, “grandi timonieri” pronti al compromesso, “gestori di cosca” pronti alle mazzette (a darle e riceverle), amministratori felloni, presidenti ‘fetenti’ alla napoletana, cialtroni che fanno finta in qualche maniera di solidalizzare con questa terra e la poca umanità che ancora contiene.
Questa battaglia forse si può vincere, solamente (SO-LA-MEN-TE!!) se ci si convince noi stessi di esistere. ESISTERE perdio! Finquando la gran parte degli abitanti inutili di questa terra dormiranno, senefotteranno, la discarica è certo che la faranno. Non servono né artisti né cantanti né primedonne, né niente. Forso solo la spina dorsale di un popolo abituato a subire e che ad oggi ancora accetta di subire.
Ciao. EnzLu
enzlu
22 Settembre 2008 alle 4:33 pm
BRAVO ENZO!
MOLTI FANNO I PARASSITI.
LASCIANO CHE SIANO GLI ALTRI A COMBATTERE.
è IL SUD FURBASTRO CHE NON MI PIACE.
E QUINDI PRIMA CHE ALL’ESTERNO è CHIARO CHE BISOGNA CREARE ARDORE TRA LE GENTI DI QUESTE CONTRADE. SE FOSSERO TUTTI CONVINTI SAREBBE TUTTO PIù FACILE.
armin
comunitaprovvisoria
22 Settembre 2008 alle 5:24 pm
Cari amici,
quando sento i discorsi che battono sull’autonomia (le infinite autonomie, a partire da quella personale), anche se non si usa mai questa parola per me decisiva, è come essere invitato a nozze.
Tuttavia c’è qualcosa che non funziona, c’è un rischio di prediche quando l’analisi non viene riempita di contenuti nuovi.
Alcune cose prima di mettere su di un post ad hoc le questioni relative alla discarica e ciò a cui rimanda.
Il nostro territorio (ma è problema di tanti altri territori) non ha mai conosciuto, se non in modo assolutamente sporadico, la democrazia “reale”, cioè diretta, autonoma, responsabile.
Democrazia dell’autonomia significa critica radicale ai poteri, a partire dai tre poteri principali che si “dividono” il dominio sull’uomo, anche qui da noi: quello religioso, quello economico, quello politico.
Senza una critica radicale a questi poteri nel nostro territorio è vano ogni proclama “rivoluzionario”. Lascia il tempo che trova.
L’autonomia, su cui si fonda una libertà matura e “imbattibile”, non si può costruire ovviamente in cinque minuti. Tuttavia la storia insegna che le cose accadono “anche in cinque minuti”. Voglio dire che la vita è retta dal mistero, e le cose “accadono” sempre all’improvviso, quando uno meno se l’aspetta, sia le migliori che le peggiori.
Chi ha la capacità di “credere” nell’uomo, di essere “servo” agli ultimi, di “liberare” il popolo dalle proprie dipendenze, ha un grande avvenire davanti a sé.
Speriamo di essere tra questi “credenti”, tra questi “fortunati”.
Con affetto
Michele Fumagallo
michele fumagallo
22 Settembre 2008 alle 6:11 pm
Io la vedrei da un altro lato insieme a quello artistico , siamo logici e rispondiamo alla domanda ” cosa veramente potrebbe fermare questo scempio ?” Penso solo la gente si la gente comune con la sua partecipazione attiva e i carotaggi con esito negativo , ma la gente ha gia troppi cazzi per la testa , io ho raccolto da solo 400 firme molto poche me ne aspettavo di più, ne ho sentite di opinioni e ho capito semplicemente che per muovere la gente occorre che questa capisca praticamente che ne va della sua pellaccia altrimenti tutto questo passerà come il problema del vicino, è triste ma è così (in questo concordo con Enzo sulla terra puttuna ), uno dei modi sarebbe un’informazione altamente recepibile, per esempio, non è facile ma farebbe il suo , una sorta di documentario sul formicoso e sulle conseguenze della discarica (video, dati scientifici, opinioni , con un taglio serio non di protesta ma dal chiaro messaggio informativo del tipo ” vedi che se faranno questa cosa avvelenano anche te .. chiuque tu sia ” un documentario ricerca, magari da inviare ai Media (nazionali e imputtanuti) . Poi volantinaggio serio e discreto , manifesti d’impatto , provando anche nelle citta come Avellino dove pochi sentono questa questione . Sono stato a Montella e Avellino, ultimamente, li pochissima gente sapeva del Formicoso e chi lo sapeva aveva uno sguardo tipo ” e che me ne mporta a me” Non vorrei sembrare superficiale è ovvio ma io vedo questo e mi viene un gran mal di testa a pensare che la gente è così … è il sud furbastro … Ma caspita anche il furbastro davanti a questo dovrebbe, capire che qualche furbastro piu furbastro di lui e sta giocando con la sua vita … tutto qua e lo capirà di sicuro se no che furbo è ? Spero, … bisogna coinvolgre giustamente gente , cazzo la gente va vedere una partita in 30000 e .. qui dove stanno progettando un serbatoio di sostanze oncogene e si gioca una partita dove c’è in gioco la vita di un territorio mi chiedo quante persone assisteranno e quante giocheranno ? … Il sud furbastro .. ma?!
Pompilio
22 Settembre 2008 alle 6:25 pm
Salve a tutti sono Stelvio Celano, da Bisaccia,
volevo ricordarvi che c’è anche il movimento dei giovani PRIMAVERAHIRPINIA che sta lavorando, discutentendo, dibattendo e litigando per cercare di organizzare qualcosa di proponibile per il 2 ottobre.. coaliziamo le forze e cerchiamo di essere costruttivi…
Tra le tante cose si era pensato di attendere Bertolaso con la BANDA MUSICALE (da una battuta del commissario con il sindaco) suona l’INNO di Mameli per tutto il tempo dei carotaggi… stiamo anche cercando di coinvolgere le SCUOLE per portare le tanti ragazzi sul Formicoso..x questo aiutaci anche tu caro Enzo Luongo..
Stelvio Celano
22 Settembre 2008 alle 7:55 pm
Ma, malauguratamente, questo scempio dovesse realizzarsi sulle nostre splendide terre, saranno i nostri bravi politici in grado di inserire nella direzione dei lavori una commissione che (ahimè) controlli un regolare svolgimento dei lavori, un congruo smaltimento dei rifiuti e lotti fino alla fine dei nostri giorni contro l’abbandono al nostro triste destino?!?!?
Stanno lavorando anche a questo ?!?
Non mi sto fasciando la testa prima di ferirmi..sto solo cercando di capire se esiste un piano per rendere meno doloroso possibile questo dramma…
Non vorrei che, toccato il fondo, si inizi a scavare verso l’abisso…
Stelvio Celano
22 Settembre 2008 alle 8:02 pm
no, no. si inizia a scavare solo il buco in cui mettere la munnezza.
Ma chi vuoi che organizzi niente? Ma com’è che non vedete? Su un altro blog di questa area geografica c’è gente che inneggia alla discarica. Ci sono persone che sperano che si faccia, in altro commento l’ho accennato. sono due bande di mascalzoni: quella che vuole la discarica per poter dire che “il governiccio” ha tenuto fede alle promesse, ha pulito napoli, e non avendo promesso di non sporcare altrove lo può fare liberamente. L’altra banda è formata da tutti quelli che un tempo vincevano a mani basse le votazioni in questa area geografica, (vincevano le votazioni, non amministravano), questi desiderano la discarica per poter dire che quando c’erano loro hanno impedito che la facessero, ma visto che loro non ci sono più … allora … .
Ecco cosa è una guerra per bande, alla faccia della propria terra. E che se ne fottono. Devono cominciare proprio ora? … Le scuole poi … sarebbe una bella giornata di ‘filone’, la gran parte di questi stando i primi minuti a pero spaccone si chiederebbe solo se pigliano i telefoni. Questi l’ultimo libro che hanno letto è stato, in una sparuta minoranza, il manuale del telefonino. (Ho due classi prime del liceo 52 alunni, alle prove di accesso l’82% ha risposto che 0 diviso 3 fa’ 0,3!). Tanti auguri!
Dovreste portare “qualche tronista”, “qualche fratello”, “qualche isolano”, “qualche contadino” e magari anche un camion di belle gnocche.
Dal troiaio in genere si esce solo se hai fiducia in qualcuno: che però non è all’orizzonte.
EnzLu
enzlu
22 Settembre 2008 alle 9:05 pm
Non ci sono corpi che fermeranno le ruspe, perchè ce ne vorrebberro milioni ed un Gandhi alla loro testa.
Vi chiedo di fare questo percorso a ritroso nei vostri pensieri e nei vostri ricordi degli ultimi cinque – sei anni. Acerra, Macchia Soprana, Savignao, Sant’Arcangelo Trimonte.. mi pare che ogni volta la faccia dura dello Stato abbia ringhiato ed azzannato i corpi offerti .
Mi dispiace pensarlo oggi in questa barbaria , credetemi, ma è soltanto l’azione politica con i suoi uomini rappresentativi in fronte comune, che può fermare le ruspe. !
Ma purtroppo qui ci sono le bande, e quelle “sinistrorse” sono mostruose perchè ingannevoli; quelle destrorse sono mostruose perchè visibili.
Nella guerra tra bande , ci si inserisce come ? Con altre bande in guerra !
Saremo anche mosci, ma il fucile e la pistola non le ho mai imparate a maneggiare.
In guerra , in una vera guerra, i corpi e le mani nude non hanno mai vinto nessuna battaglia.
Luca b.
luca b.
22 Settembre 2008 alle 9:21 pm
Per questa volta, passatemi l’uso esagerato delle parole !
Anche se vi garantisco, che le persone , anziani, pensionati, casalinghe, di Chiaiano (che ho incontratto nel baraccone regionale di Parchi in Mostra) ad esempio, si sentono psicologicamente in guerra ! Ma davvero!
Luca b.
luca b.
22 Settembre 2008 alle 9:25 pm
Anch’io penso che l’unico modo per fermare almeno temporaneamente questi mostri di metallo è la mobilitazione attiva ed è d’importanza vitale spiegare a chi legge solo manuali dei telefonini quello che succede sotto i loro occhi. Bisogna avere pazienza e trovare le parole giuste per sensibilizzare le nuove generazioni. Se su 52 alunni solo dieci riflettono è già un grande passo avanti. E non credo questa sia scialba demagogia, visto che oggi la comunicazione, l’informazione usa i linguaggi più disparati (da internet alla telefonia,etc); sta a noi saperli interpretare e se siamo nella giusta posizione, coinvolgere quante più persone possibili. E’ una questione umanistica! Ed è interessante anche la proposta del documentario scientifico: se ci sono altre persone che desiderano dare la loro disponibilità per questo progetto possiamo parlarne e magari incontrarci, dividerci i compiti, valutare se può essere un’operazione interessante e soprattutto utile. Cercare i canali giusti in cui destreggiarsi è complicato, ma bisogna pur far qualcosa, bisogna provare, avere fiducia! E’ rabbiosamente indispensabile!
Paolo battista...
22 Settembre 2008 alle 9:30 pm
io penso che se ognuno facesse qualcosa, anche poco,
saremmo molto meglio posizionati.
in realtà non c’è voglia di dividersi i compiti.
negli anni scorsi abbiamo vinto perché partivano le idee e si portavano avanti. abbiamo fatto tante cose.
è vero che erano altri tempi, ma anche i protestatari erano altre persone.
io resto comunque fiducioso.
armin
comunitaprovvisoria
22 Settembre 2008 alle 10:17 pm
La buona parte della gente, è dormiente, respira questa aria sopporifera di disinteresse a tratti contagiosa e tutti sono conviti che ci sarà sempre qualcuno a fare per lui, ma devo pur riconoscere che tanto è stato fatto fatto, ma occorre di PIU’ e questo lo si può ottenere collaborando in modo costruttivo per aree di competenza, adesso, questo non vedo .. Le grandi cose sono progettate , pensate, costruite, vissute da tutti.. ma quanti “gruppi di lavoro” sono stati pianificati, uno, due, cinque … non di più . Io parlo di gruppo di lavoro come un insieme di n persone che lavorano in modo coordinato per realizzare un sottoprogetto che si integra a pieno nel grande progetto NO Alla Discarica , ma oggi dove l I.T. la comunicazione facile è a portata di dito non ho trovato ( a parte quelli .. di tradizione .. e quelli che gia operano ) progetti nuovi e concreti aperti a chi vuole collaborare, non ho trovato recapiti e-mail , telefonici, contatti di persone che vogliono mettere a disposizione un po del loro tempo e delle loro competenze per questa causa. Questa la mia email ompilio@gmail.com , sono a disposizione per partecipare/creare un gruppo di lavoro per competenze scientifiche o quanto altro di interessante e concreto ,vediamo quanti ne siamo e organizziamoci, non limitiamoci a commentare, se dobbiamo andarci a questa partita andiamoci da giocatori e da atleti ben alleati ognuno per le proprie specialità , non stiamo a guardare .
Pompilio
23 Settembre 2008 alle 10:09 am
Questa è la mia mail: ho una telecamera e la volontà di capire: paolobattista_1976@libero.it
Sono d’accordo per la creazione di un gruppo lavoro…vediamo che si può fare!
Paolo battista...
23 Settembre 2008 alle 11:46 am
Caro Stelvio e cari amici,
Non essere timido, hai imboccato la strada giusta, la strada di una piattaforma “completa” sulla questione discarica.
La “piattaforma” (purtroppo non c’è) che noi usiamo per la lotta contro la discarica non è del tutto corretta. Anzi è molto debole.
Per almeno due questioni.
La prima è che la discarica è stata giustamente (giustamente!) caricata di significati che andavano (e vanno) ben oltre la questione stessa dei rifiuti.
Però, quando si fa diventare una questione metafora di un territorio e del suo sviluppo (nuovo sviluppo), bisogna essere all’altezza. Noi (e parlo di noi, questa volta, non solo come cp ma come movimento tutto) non lo siamo. Le questioni sul tappeto, che poi sono quelle che danno una prospettiva di futuro alle nuove generazioni e in genere a tutti quelli che un futuro vogliono averlo, sono debolissime. L’unica novità (ma non proprio tanto) è il Parco proposto dalla cp. Non c’è nient’altro. E’ tutta una rimasticatura del “vecchio mondo”. Non c’è un discorso serio e radicale sull’ambientalismo in genere (sull’urbanistica, per esempio), sulle istituzioni nuove, sulla democrazia in epoca di globalizzazione, sul rapporto urgente tra scuola e lavoro, sulle scelte dei protagonisti principali di questo nuovo approccio alla realtà (non c’è cenno sui lavoratori, non c’è cenno sulle donne e la loro nuova emancipazione).
La seconda è che nello specifico della discarica la nostra posizione è indebolita da visioni catastrofiste dure a morire. Si parla e si continua a parlare di “catastrofe”, di territorio da “salvare”, di “fine delle speranze”, e chi più ne ha più ne metta. Le cose, ovviamente, non stanno in questi termini. Termini pericolosi perchè espongono massicciamente alla rassegnazione. In questo senso ho scritto più volte qui che sono parole “reazionarie”.
La piattaforma giusta per la lotta contro la discarica, che è un grave problema (oltre che una ingiustizia imposta dall’esterno arbitrariamente), è fatta di tre punti:
1) lotta senza quartiere per imperdirne la costruzione, con tutti i mezzi possibili e immaginabili, con tutte le strategie che il “movimento” ritiene opportuno mettere in campo;
2) malauguratamente si perda la prima parte (la “prima parte”, non “la lotta” tout court) della battaglia e la discarica viene costruita, lotta senza quartiere (anzi più di prima) per il controllo complessivo della struttura (volumetria, genere di rifiuti, eccetera). Beneauguratamente si vinca la prima parte della lotta, cioè la discarica non viene costruita, l’impegno naturalmente continua in modo anche più motivato sul nuovo (e corretto) modo di smaltire i rifiuti, sul significato dell’attacco al territorio e di chi l’ha condotto e perchè, eccetera.
3) il terzo punto è quello più difficile perchè (Difesa Grande docet) richiede un impegno maggiore di quello messo in campo nella prima fase, e cioè la lotta per il completo (completo!) risanamento del sito.
Ecco, aver ben chiari questi punti, arriccchire la lotta di contenuti forti sul “nuovo sviluppo” del territorio, sul futuro assetto europeo del territorio, eccetera, dà, secondo me, molta più forza e speranza a chi vuole pensare, programmare e lottare.
Michele Fumagallo
michele fumagallo
23 Settembre 2008 alle 11:56 am
Perfettamente daccordo con te caro Michele…
Caro prof. Enzo Luongo ti capisco quando ti vedo affranto dalle nuove generazione che dovrebbero essere il motore di qualsiasi iniziativa invece sono dormienti, ovattate e futili ma è pericoloso “fare di tutta l’erba un fascio”, qualcosa di buono c’è ed è proprio da qui che si deve partire pr far sì che quei pochi trascinino tutti gli altri.. io stesso sono stato tuo alunno solo fino a qualche anno fa…
anche per questo non mi va di sfiduciare i nostri ragazzi, il nostro futuro che di certo è migliore di quello di tante altre città..
Stelvio Celano
23 Settembre 2008 alle 12:43 pm