Stazioni sulla via verso la libertà
di SERENA GAUDINO
Sabato prossimo a Scampìa si celebrerà La giornata Nazionale del Lettore. Un evento piccolo, pieno però di cose e di progetti che vedranno protagonisti i giovani del corso di Formazione “Costruiamoci un Orizzonte” finanziato dalla Fondazione Vodafone. Per questa occasione sono stati invitati scrittori, illustratori, giornalisti, lettori per portare un po’ della loro normalità in un territorio così, massacrato da lotte camorristiche, depressione culturale, mancanza appunto di orizzonti.
Eppure Scampìa è un luogo largo. Un luogo, un quartiere pieno di gente, di palazzi, strade, scuole… ma non c’è l’orizzonte. Se tu cammini per Scampìa qualcosa in ogni momento ti si piazza davanti, ti si erge a un palmo di naso: una vela, un grattacielo, un albero una sopraelevata. Mai vedi lo spazio che ti circonda. Hai la sensazione di camminare sempre con i paraocchi. E’ la stessa sensazione che provi quando ti senti relegato in un ruolo non tuo da cui non riesci a uscire, da cui vorresti fuggire ma non sai com’è il mondo là fuori. Ebbene in questo luogo, abitato da oltre 80mila persone esiste una fascia giovanile intelligente che un po’ di orizzonte lo vuole guardare e va all’università, frequenta le biblioteche (quelle poche frequentabili), le librerie. Sono ragazzi che poi hanno deciso di fare qualcosa, a Scampìa, di impegnarsi per riprendersi in mano la loro terra. In pratica sono dei rivoluzionari. A cui il Centro Hurtado sta dando una possibilità. Noi non facciamo altro che scoperchiare le pentole coi tesori e fargli vedere dentro le zuppe diverse che per certi versi sanno di buono, di vita, di alternativa. A loro stiamo insegnando a usare il libero arbitrio.
E appunto di libertà vogliamo parlare soprattutto in uno degli incontri previsti. Facendoci prestare la voce da uno degli autori più interessanti della letteratura contemporanea: Non abbiamo ancora deciso se attingere da Platone, da Elias Canetti o da Dietrich Bonhoeffer. Ma ho pensato di condividere con chi leggerà questo pezzo proprio una poesia di quest’ultimo. La metto qui affinchè possiate leggerla; ha lo spirito giusto, nei confronti di questo mondo mezzo addormentato e sintetizza attraverso l’elencazione di una serie di azioni il grappolo di verità che vorremmo arrivassero lontano.
La metto qui di seguito, forse vi piacerà a me ha dato molto da pensare.
Una poesia da “Resistenza e resa”
STAZIONI SULLA VIA VERSO LA LIBERTÀ
Disciplina. Se tu parti alla ricerca della verità, impara soprattutto / la disciplina dei sensi e dell’anima, affinché i desideri / e le tue membra non ti portino ora qui ora là. / Casti siano il tuo spirito e il tuo corpo, a te pienamente sottomessi / ed ubbidienti, nel cercare la meta che è loro assegnata. / Nessuno apprende il segreto della libertà, se non attraverso la disciplina.
Azione.
Fare ed osare non qualsiasi, ma il giusto / non ondeggiare nelle possibilità, ma afferrare coraggiosamente il reale / non nella fuga dei pensieri, solo nell’azione è la libertà. / Lascia pavido esitare ed entra nella tempesta degli eventi / sostenuto solo dal comandamento di Dio e dalla tua fede / e la libertà accoglierà giubilando il tuo spirito.
Sofferenza.
Straordinaria sformazione. Le tue forti, attive mani / sono legate. Impotente, solo, vedi la fine / della tua azione. Ma tu prendi fiato, e ciò che è giusto poni / silenzioso e consolato, in mani più forti, e sei contento. / Solo un istante attingi beato la felicità / e poi la consegni a Dio, che le dia splendido compimento.
Morte.
Vieni, ora, festa suprema sulla via verso la libertà / morte, rompi le gravose catene del nostro effimero corpo e della nostra anima accecata, / perché finalmente vediamo, ciò che qui c’è invidiato di vedere. / Libertà, a lungo ti cercammo nella disciplina, nell’azione e nella sofferenza. / Morendo, te riconosciamo ora nel volto di Dio.
siamo qui con tanti, migliori di noi, testimoni della libertà. per stazioni di tempo e di paesaggio. per stazioni di via crucis. fino alla luce piena, che qui da queste parti, non sarà mai piena. eppure siamo e saremo qui, nonostante qui non ci sia pienezza. MA SENSO E RISPETTO DI Sé Sì
alfonso
25 Settembre 2008 alle 8:22 am