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appello alla comunità scientifica nazionale: accertate la verità sul Formicoso

di Angelo Verderosa

Dopo la grande pacifica manifestazione dei 10.000 irpini del 2 ottobre, bisogna adesso, con l’aiuto della stampa locale (l’unica che si è mossa solidarmente in difesa del paesaggio altirpino), iniziare a dimostrare, anche tecnicamente, geologicamente, economicamente,  che la scelta governativa di mettere una mega-Discarica sulla montagna del Formicoso è una SCELTA ERRATA.

Con la discarica si va incontro ad un’immane DISASTRO ECOLOGICO.

Siamo sul bacino idrografico del più importante acquedotto pubblico europeo. Siamo in zona sismica di prima categoria. E sopra questa ‘grande spugna ballerina’ che sono i terreni del Formicoso si vuole portare due  milioni di metri cubi di rifiuti pericolosi. Il disastro è annunciato: si avveleneranno non solo aria e campi di grano ma soprattutto l’ ACQUA potabile !

Facciamo appello alla grande comunità scientifica italiana affinchè intervenga con verità e con perizia sulla questione dell’inquinamento delle falde acquifere dell’alta Irpinia. I campi del Formicoso, occupati in questi giorni dai militari, come tutti i giornalisti hanno potuto osservare, sono pieni di pozzi di acqua potabile.       —– continua

Dalla montagna del Formicoso (1000 metri sul livello del mare) parte un reticolo idrografico che scende sia verso la Valle dell’Ofanto sia verso quella dell’Ufita (e quindi del Calore). Ramificazioni del complesso sistema idrogeologico si connettono sia alle sorgenti del Sele e quindi all’acquedotto Pugliese sia alle sorgenti del Calore che serve l’area napoletana compreso l’Isola di Capri. 

Riportiamo di seguito un testo del Prof.  FRANCO ORTOLANI, docente dell’Università di Napoli, preside della Facoltà di Geologia; la pubblicazione si reperisce su Internet, porta la data del 10 Luglio 2008; sono approfonditi e allarmanti i commenti riservati all’infausta scelta del Formicoso:si tratta di un altopiano argilloso in area altamente sismica che in seguito al terremoto del 1980 è stata interessata da evidenti deformazioni cosismiche rappresentate da fratture che interessavano il suolo e sottosuolo. Per tali caratteristiche il sito non offre garanzie di tutela ambientale e deve essere eliminato dall’elenco, come del resto prescrive anche la legge italiana”.

Facciamo appello a tutti i ‘liberi’ organi di informazione affinchè promuovano subito una tavola rotonda con i maggiori esperti del settore idro-geologico invitando il Prof. Ortolani e tutti coloro che vorranno contribuire a dimostrare il madornale errore di scelta da parte del commissariato governativo per i rifiuti.

questo il testo integrale del Prof. Ortolani

” Il mese di maggio sembra essere propizio per l’emanazione di decreti legge che dovrebbero risolvere lo scandalo-emergenza rifiuti in Campania. Lo scorso anno il governo Prodi emanò il DL n. 61 dell’11 maggio nel quale erano indicate le discariche che dovevano essere immediatamente realizzate per chiudere lo scandalo rifiuti: S. Arcangelo Trimonte (BN), Savignano Irpino (AV), Terzigno (NA) e Serre (SA). Nonostante il DL sia stato trasformato in legge il 7 luglio 2007, solo la discarica di Serre è stata realizzata e aperta nel mese di settembre 2007; S. Arcangelo Trimonte (BN) e Savignano Irpino (AV) sono state aperte oltre un anno dopo l’emanazione del DL n. 61 che naturalmente non è servito a risolvere lo scandalo rifiuti ma lo ha esaltato.

Il 23 maggio 2008 il governo Berlusconi ha emanato un nuovo DL, il n. 90 che prescrive (articolo 9) la realizzazione delle seguenti discariche per contribuire significativamente alla chiusura dello scandalo rifiuti: 1) Sant’Arcangelo Trimonte (BN)–localita’ Nocecchie; 2) Savignano Irpino (AV)–localita’ Postarza; 3) Serre (SA)–localita’ Macchia Soprana; 4) Andretta (AV)–localita’ Pero Spaccone (Formicoso); 5 e 6) Terzigno (NA)–localita’ Pozzelle e localita’ Cava Vitiello; 7) Napoli localita’ Chiaiano (Cava del Poligono–Cupa del cane; 8 Caserta–localita’ Torrione (Cava Mastroianni); 9) Santa Maria La Fossa (CE)–localita’ Ferrandelle; 10) Serre (SA)–localita’ Valle della Masseria.

Le discariche devono essere realizzate nel pieno rispetto della normativa comunitaria tecnica di settore allo scopo di consentire lo smaltimento in piena sicurezza dei rifiuti urbani prodotti nella regione Campania (anche rifiuti urbani non selezionati e non trattati e rifiuti pericolosi).
Le discariche 1 e 2 dell’elenco erano già individuate nel DL dell’11 maggio 2007 e sono state aperte da circa un mese, ad oltre un anno dalla prescrizione della loro attivazione. Come mai c’è voluto più di un anno per attivare le due discariche che, secondo le intenzioni del Governo Prodi, dovevano fare uscire la Campania dall’emergenza fin dallo scorso anno? La responsabilità è semplicemente del Governo Prodi che non ha dato un incarico perentorio di immediata realizzazione delle discariche, prima al Commissario di Governo Pansa che tra l’inizio di luglio e la fine di dicembre 2007 non ha nemmeno avviato le procedure di emergenza, e poi al Commissario di Governo De Gennaro che ha perso alcuni mesi prima di avviare concretamente la realizzazione degli impianti. Mentre il sito di Savignano Irpino non presenta particolari problemi geologici ed ambientali, la discarica di S. Arcangelo Trimonte è ubicata in parte in area idonea geologicamente e in gran parte in area a rischio idrogeologico per frane secondo la competente Autorità di Bacino.
Per agevolare i lavori di preparazione con reali garanzia di tutela ambientale, il DL 90/08 avrebbe dovuto modificare di poche decine di metri l’ubicazione delle vasche ricadenti lungo il pendio instabile proponendo la loro realizzazione sull’adiacente altopiano argilloso geomorfologicamente stabile. Invece il DL ha riproposto irresponsabilmente le stesse aree instabili già individuate dal DL dell’11 maggio 2007 senza alcuna istruttoria tecnica e senza alcuna indagine geologica preliminare. Le due discariche dovrebbero garantire lo smaltimento dei rifiuti regionali, se non avvengono dissesti, per diversi mesi.
Il sito 3, Macchia Soprana nel Comune di Serre (SA) è già in via di chiusura per saturazione dell’impianto. L’inserimento nel DL significa che si intende ampliare la discarica esistente?
Il sito 10, localita’ Valle della Masseria nel Comune di Serre (SA) è già stato oggetto di un tentativo di apertura di discarica lo scorso anno che fu bloccato dal Tribunale di Salerno.

I siti 3 e 10 non sono idonei geologicamente ed ambientalmente perché ubicati poco a monte della captazione di oltre 250 milioni di metri cubi di acqua per l’irrigazione della Piana del Sele e dell’Oasi naturalistica di Persano. L’importanza strategica delle acque del Sele per l’ambiente e l’economia, nel rispetto della buona tecnica, della scienza, delle leggi ordinarie e del buon senso evidenzia palesemente che i siti non sono idonei e che è pura e demenziale follia il loro inserimento in un DL. Tutti i dati che evidenziano l’assurdità e la follia amministrativa di chi ha già realizzato due discariche sulle captazioni e ne vuole realizzare altre due sono contenuti nelle relazioni elaborate lo scorso anno dallo scrivente e consegnate alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti durante l’audizione del 26 luglio 2007.

Il sito 4, localita’ Pero Spaccone sull’altopiano del Formicoso nel Comune di Andretta (AV) è già stato oggetto di un tentativo di realizzazione di discarica circa 10 anni fa. Si tratta di un altopiano argilloso in area altamente sismica che in seguito al terremoto del 1980 è stata interessata da evidenti deformazioni cosismiche rappresentate da fratture che interessavano il suolo e sottosuolo. Per tali caratteristiche il sito non offre garanzie di tutela ambientale e deve essere eliminato dall’elenco, come del resto prescrive anche la legge italiana.

I siti 5 e 6, localita’ Pozzelle e localita’ Cava Vitello nel Comune di Terzigno (NA), come è noto si trovano nel Parco Nazionale del Vesuvio e in area notoriamente caratterizzata da vulcanismo attivo tanto è vero che alcune eruzioni eccentriche del 1760 sono avvenute da bocche apertesi a breve distanza. La legge italiana vieta la realizzazione di discariche in aree di vulcanismo attivo perché le marcate deformazioni del suolo metterebbero fuori uso le impermeabilizzazioni alla base dei rifiuti determinando inquinamento ambientale. I due siti devono essere eliminati.

Il sito 7, Cava del Poligono in Cupa del cane nel Quartiere Chiaiano del Comune di Napoli è l’unico nel quale attualmente, dopo circa un mese e mezzo dall’emanazione del DL 90/08, il Commissario di Governo sta portando avanti una faticosa e deludente progettazione basata su dati conoscitivi acquisiti solo a posteriori e che, tra l’altro, evidenziano la non idoneità attuale geologica, idrogeologica, geotecnica ed ambientale dell’area. Infatti, le ricerche svolte nella Cava del Poligono hanno evidenziato:–instabilità delle pareti di cava già interessate da dissesti negli anni passati;
–ammasso tufaceo delle pareti di cava caratterizzato da un notevole pericolo di frana e di crollo di enormi porzioni di roccia;
–pericolo idraulico relativo al piazzale di cava che è sottoposto rispetto all’alveo di Cupa del Cane e alle zone limitrofe;
–pericolo idraulico relativo all’alveo strada di accesso alla cava in quanto può essere interessato da colate detritiche catastrofiche ed improvvise in seguito ad incendi e ad eventi piovosi eccezionali come quelli del 15 settembre 2001 e del 6-7 giugno 2008;
–presenza di un substrato permeabile in grado di assorbire fino a circa 1500 metri cubi di acqua nelle 24 ore;
–assenza di livelli impermeabili nel sottosuolo;–presenza di una falda di importanza strategica nel sottosuolo a circa 150 metri di profondità dal piano della cava;
–la cava è inserita nell’area protetta del Parco della Collina dei Camaldoli;
–a circa 1000-1500 m di distanza, sottovento, si trova la più importante area ospedaliera del Mezzogiorno d’Italia;
–la cava si trova inserita in un’area boscata che giunge, con continuità, a lambire l’area ospedaliera e le aree abitate; non si trova in condizioni di essere isolata rispetto alla fauna selvatica che popola la Selva di Chiaiano;
–nelle aree vicine (già a poche centinaia di metri) si trovano insediamenti abitativi che sono anche sottovento;
–le strade d’accesso sono assolutamente inadeguate e attraversano le aree abitate;
–l’area è circondata da piantagioni rinomate di ciliegi;
–i primi dati circa la sostenibilità, da parte delle strade esistenti, del nuovo carico dei mezzi pesanti in entrata e uscita si avranno alla fine di luglio 2008. Tali evidenze sottolineano che l’inserimento della cava di Chiaiano nel DL 90 del 23 maggio 2008 è stato incauto.

Il sito 8, Cava Mastroianni in localita’ Torrione nel Comune di Caserta è adiacente ad un’area caratterizzata da cave a fossa colmate di rifiuti (es. la discarica Lo Uttaro) e di accumuli di rifiuti sulla superficie del suolo che hanno già provocato l’inquinamento del suolo, sottosuolo e delle acque di falda, come evidenziato da indagini della Magistratura. La Cava Mastroianni è una cava a fossa con il fondo costituito da rocce permeabili; l’isolamento previsto alla base dei rifiuti non può essere credibilmente garantito per un periodo superiore a 15 anni. Il riempimento della cava, in tale quadro, determinerebbe un ulteriore inquinamento della sottostante falda (a 10-15 m di profondità rispetto al fondo cava) che è ampiamente utilizzata nelle aree circostanti. Il sito non è palesemente idoneo per la realizzazione della discarica.

Il sito 9, localita’ Ferrandelle nel Comune di Santa Maria La Fossa (CE) si trova nella parte centrale della pianura del Volturno caratterizzata da suoli fertilissimi, da una falda molto superficiale (a profondità variabile da 1 a 3 metri dal piano campagna) e da un sottosuolo costituito da sedimenti accumulatisi nelle ultime migliaia di anni, molto soffici e soggetti a rapide e consistenti deformazioni quando sono sottoposti a carichi. Tale area rappresenta un monumento ambientale per le particolari risorse naturali e produttive. La discarica già realizzata dal Commissario di Governo De Gennaro ha provocato un serio inquinamento ambientale, come evidenziato dalla magistratura. L’inserimento del sito nel DL 90/08 può significare che l’area di discarica deve essere ampliata? Il sito non è idoneo per le caratteristiche geologiche, idrogeologiche, geotecniche e ambientali e non può essere usato per la realizzazione di una discarica che garantisca il rispetto delle leggi, della salute dei cittadini e delle risorse idriche superficiali e sotterranee.

I   10 siti indicati nel DL 90 sono spuntati dal nulla; non discendono da un quadro conoscitivo di tutte le aree geologicamente ed ambientalmente idonee dell’intera Campania per la realizzazione di discariche. Benché sia stato evidenziato che nella regione vi sono decine di aree naturalmente idonee per la realizzazione di discariche e che queste devono essere valutate da esperti multidisciplinari e da personaggi credibili tecnicamente, politicamente e amministrativamente, i responsabili politici e amministrativi dello scandalo rifiuti si guardano bene dal seguire un percorso ispirato alla buona tecnica, alla scienza, al rispetto delle leggi ordinarie e del buon senso.

Il DL 90/08 sembra dettato, ancora una volta, dalla palese volontà di non chiudere definitivamente lo scandalo rimandandone la soluzione.
Le oggettive considerazioni ambientali sopra esposte evidenziano le criticità ambientale di quasi tutti i siti individuati nel DL 90/08 senza una preventiva ed adeguata indagine.
Tali palesi criticità non possono essere superate da semplici opzioni politiche; queste ultime, nell’attuale quadro di non credibilità tecnica, amministrativa e politica possono determinare solo scontri sociali e non possono determinare una onorevole, sia pur tardiva, chiusura dello scandalo rifiuti.

Dal momento che quattro discariche sono già attivate e in via di chiusura, perché poi non sono già iniziati i lavori in tutti gli altri siti (ammesso che siano ambientalmente idonei)?

E’ semplice prevedere che fra alcuni mesi si satureranno le discariche di S. Arcangelo Trimonte e di Savignano Irpino e la Campania si troverà in una nuova ciclica emergenza ambientale.

I decreti legge di maggio, allora, non servono ai cittadini campani; non servono a chiudere definitivamente lo scandalo rifiuti.
Sembra che siano funzionali a tenere ancora in vita lo stato di emergenza ambientale.
E’ una anomalia intollerabile che i decreti emanati di maggio non siano supportati da una preventiva indagine tesa a verificare la realizzabilità tecnica, economica e ambientale degli interventi.

Franco Ortolani  – Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II

 - – -

questo un’altro articolo del Prof. Ortolani, sempre reperito sul web- che accusa l’impreparazione in materia geologica dei tecnici del commissariato di governo

“ Pochi quotidiani hanno reso noto che il 13 agosto c.a. nella discarica di S. Arcangelo Trimonte (BN) è iniziato un dissesto che si sta progressivamente aggravando. Tale evento è di importanza eccezionale dal momento che in Campania, attualmente e dopo 14 anni di presenza diretta dello Stato per risolvere l’emergenza rifiuti, vi sono due sole discariche attive: quella di Savignano Irpino (AV) e quella di Sant’Arcangelo Trimonte (BN) ubicate nelle due province che producono meno rifiuti e che più differenziano. La discarica di S. Arcangelo Trimonte ha una importanza strategica per la Campania: deve essere ben chiaro che se non saranno pronte le vasche più capienti (che sono interessate dal dissesto) tra qualche mese sarà di nuovo emergenza regionale. Eppure il territorio è militarizzato, i poteri speciali per il Commissario di Governo sono stati ampliati con il DL n. 90/08 che ha individuato 10. discariche. I cittadini di S. Arcangelo Trimonte non stanno assediando militarmente la discarica in costruzione e non ostacolano i lavori: si limitano a dire la verità, da mesi, circa l’instabilità geologica di località Nocecchia. Ma allora perché incombe una nuova “Spada di Damocle” sui cittadini campani proprio per il prossimo periodo delle feste di fine anno, come accadde lo scorso anno? Perché il Commissario di Governo invece di chiudere l’emergenza, come si dice e come deve, sta seminando le premesse per nuove situazioni di crisi? Dal 13 agosto c.a. l’ambiente del Commissariato di Governo è in grande agitazione semplicemente perché i poteri speciali non hanno conferito l’infallibilità a chi ha scelto il sito in cui realizzare la discarica senza avere una preventiva conoscenza geologica dell’area, a chi ha ossequiosamente progettato l’impianto, a chi sta dirigendo ed eseguendo i lavori. Improvvisamente i tecnici si sono accorti che più della legge e del servilismo può la natura! E ora che fare? Ammettere gli errori, cacciare gli incapaci, fare pagare i danni a chi ha sbagliato?

Oppure è meglio fare finta di niente, fare quadrato difendendo “la casta” ostentando una non credibile preparazione tecnica, aumentare i costi dell’opera proponendo non previsti consolidamenti, inutili sui tempi mediolunghi? Naturalmente è quest’ultima linea che si porta avanti, in un innaturale silenzio stampa, contro ogni logica tecnica, contro il buon senso e anche contro le leggi vigenti perché il DL 90 non ha autorizzato il Commissario di Governo a sperperare i soldi pubblici facendo ingrassare gli “amici” (progettisti, direttori di lavori e imprese varie) e ad incrementare i pericoli ambientali in un’area ancora incontaminata come il Sannio. Si tenga ben presente che la discarica di S. Arcangelo Trimonte è stata individuata in maniera scorretta (ed è poco) già dal Governo Prodi sotto il commissariato di Bertolaso. La discarica è ubicata in parte su un altopiano argilloso stabile (Lotto 1 praticamente già esaurito) e in gran parte lungo un versante instabile interessato da palesi fenomeni franosi (Lotto 2) come ripetutamente evidenziato dal Comitato dei cittadini di Sant’arcangelo.

Il versante in oggetto era stato inserito tra le aree di possibile ampliamento dei fenomeni franosi già presenti, con possibilità di innesco di nuovi fenomeni franosi nel Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico dell’Autorità di Bacino Nazionale del Liri, Garigliano, Volturno.

Solo il Lotto 1 aveva ottenuto una valutazione d’impatto ambientale favorevole da parte della Commissione VIA regionale; il Lotto 2 non è stato approvato, per la evidente instabilità dell’a- rea, con la prescrizione che il progetto del Commissario di Governo doveva essere sottoposto, per la preventiva approvazione tecnica, alla competente Autorità di Bacino che avrebbe dovuto valutare se esso fosse compatibile con la instabilità dell’area. E’ da accertare se il Commissario di Governo ha seguito il parere VIA. In primavera lo scrivente, a più riprese, aveva proposto di spostare l’ubicazione del lotto 2 sull’altopiano stabile in continuità con il lotto 1 in modo da garantire la sicurezza ambientale e la salute dei cittadini; tale variazione poteva essere effettuata con il DL n. 90 (emanato il 23 maggio 08) che era in preparazione.

Dimostrando mancanza di trasparenza e palese ottusità, i redattori del DL 90 (maggioranza di centro destra) hanno confermato l’ubicazione della discarica nello stesso sito non idoneo previsto dalla legge 87/07 (maggioranza di centro sinistra). Il dissesto che ha iniziato ad interessare la discarica di S. Arcangelo Trimonte richiederà variazioni al progetto rivelatosi non adeguato e sicuramente costosi interventi di consolidamento e messa in sicurezza “di facciata” dell’impianto. Tutto a carico dei contribuenti con il probabile rischio di fare precipitare la Campania in una nuova emergenza. L’abuso dei poteri speciali sta aggravando i danni ambientali e socio-economici della Campania e ha “dato alla testa” a molti personaggi che continuano a scegliere i siti in cui realizzare le discariche e a progettare impianti (sempre da parte della stessa società d’ingegneria chiamata dal nord) senza una preventiva e adeguata conoscenza delle caratteristiche geologiche e geotecniche come accaduto per Sant’Arcangelo Trimonte e Chiaiano. Si ricorda che anche quest’ultima discarica è stata individuata senza alcuna indagine preventiva e che le pareti della cava del Poligono sono instabili; il progetto di discarica, come è stato dimostrato, si basa su dati sbagliati in relazione al pericolo di frana. Mentre a S. Arcangelo Trimonte i fenomeni franosi sono lenti in quanto si verificano in rocce argillose, i dissesti che si potrebbero verificare a Chiaiano sarebbero molto rapidi e potrebbero mettere in pericolo l’incolumità dei lavoratori. Come si evince, non si sa se le discariche potranno essere attivate in sicurezza; si capisce, però, che la riduzione e differenziazione dei rifiuti nella provincia di Napoli rimarrà una chimera.

Non si possono attribuire poteri speciali a personaggi che non sono in grado di agire rapidamente e con grande professionalità e trasparenza e che hanno dimostrato di non avere le capacità necessarie per garantire i risultati più efficaci gravando al minimo sui contribuenti.

Prof. Franco Ortolani   Ordinario di Geologia,   Università di Napoli Federico II 

- – - -
ancora un’articolo : http://www.ecostiera.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2055&Itemid=52&idvis=1

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16 Risposte

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  1. la ‘rete web’ si muove per il formicoso :

    http://www.giornalettismo.com/archives/452/rifiuti-di-una-societa-che-non-e-la-nostra/
    - – - – -

    a tutti i lettori: bisogna continuare a inviare e.mail con foto del formicoso a giornali e tv on-line ; forza ; circa 1000 indirizzi e.mail, tra cui quelli dei parlamentari italiani, sono qui : http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/mailing-list/
    sono indirizzi ‘pubblici’ presi da internet, si possono utilizzare

    verderosa

    4 ottobre 2008 alle 1:32 pm

  2. la rete web si muove per il formicoso

    http://rinascitacampania.etleboro.com/?l=news&term=Carotaggi

    verderosa

    4 ottobre 2008 alle 1:33 pm

  3. 9online: la rete web dà una mano al formicoso

    http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/

    verderosa

    4 ottobre 2008 alle 1:34 pm

  4. carta : la rete web dà una mano al formicoso

    http://www.carta.org/campagne/ambiente/15226

    verderosa

    4 ottobre 2008 alle 1:39 pm

  5. verderosa

    4 ottobre 2008 alle 1:43 pm

  6. Tg3 ambiente Italia, hanno sorvolato in elicottero la zona del formicoso intervistando per alcuni minuti il generale dell’esercito giannini che si occupa della messa a punto dei vari siti in cui sono previste le discariche.Ha dichiarato:”Se i carotaggi saranno positivi alla chiusura della discarica di savignano entro Giugno 2009 dovrebbe aprirsi a discarica” e ciò che Gianni Letta aveva detto ai nostri sindaci??

    Maria

    4 ottobre 2008 alle 3:33 pm

  7. Se i politici, non vedono sappiamo tutti perchè, se le autorità non ascoltano sappiamo tutti perchè, resta la scienza che non ha mai chiuso gli occhi ne smesso di ascoltare, dopo di che restiamo solo noi ! Bene c’è molto da fare in questa direzione cerchiamo di organizzare le competenze in gruppi di lavoro e relazionare un prospetto convincente da inviare ai dipartimenti delle università italiane ed estere, ad istituti, alle riviste scientifiche, ecc ; documentazione organizzata, rilievi, studio topografico, studio della micrometeorologia, studio dei deflussi, valutazione impatto ambientale, monitoraggio e localizzazione di ogni sorgente idrica della zona ( sorgenti, fontane, pozzi, ) , valutazioni socioeconomiche, valutazione oggettiva del rischio di contaminazione ecc , a mio parere bisogna raccogliere dati attendibili e presentarli in forma organizzata a chiunque possa recepirli e utilizzarli come base di dati per perizie, studi, previsioni, informazioni informali, produzioni informative, che dimostrano quanto folle e pericolosa per tutti è questa opera scellerata.

    Pompilio

    5 ottobre 2008 alle 12:05 am

  8. Vorrei aggiungere : è inutile a parere mio, postare link, per questo c’è google, se proprio necessario .. sarebbe piu chiaro se insieme al link sia presente una descrizione, altrimenti questo blog , diventa una accozzaglia di di link di ugual contenuto, decisamente ridondante ai fini informativi. Credo che questo blog abbia un carattere informativo e di condivisione di idee, opinioni, informazioni. Per gestire a meglio i link postati, sarebbe logico realizzare una pagina o una sezione interamente destinata alla raccolta di link a risorse interessanti sempre aggiornata . Questa la mia modesta opinione.

    Pompilio

    5 ottobre 2008 alle 12:36 am

  9. Validissima e opportuna

    enzlu

    5 ottobre 2008 alle 12:37 pm

  10. … realizzare una pagina … per i link
    una mano a realizzarla è molto gradita

    pompilio, se la metti a punto, quotidianamente se possibile, me la spedisci e la pubblichiamo sulla barra destra
    la mia mail studio#verderosa.it

    i numerosi link che si accendono ogni giorno verso il blog e per i comunicati della comunità provvisoria ‘fanno la rete’ che in questo momento serve; non si possono snobbare i link; attivarli qui è un modo per dire grazie a chi presta attenzione al formicoso

    verderosa

    5 ottobre 2008 alle 3:35 pm

  11. [...] Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Angelo Verderosa [...]

  12. Ho contattato alcuni autorevoli ricercatori tra cui , il professore di ingegneria ambientale alla Harvard University PETER ROGERS .
    Cerchiamo di evitare che con 10 buchi si inventino la fattibilità dell’opera. Sto organizzando una piccola raccolta dati da inviare alla comunità scientifica, ma ci vuole tempo, più siamo a collaborare più saremo veloci .

    L’acqua è una risorsa seria, veramente, e noi siamo ricchi per davvero, non facciamoci derubare, deturpare..
    andate qui http://www.waterfootprint.org/?page=files/productgallery&product=bread
    vedrete quanto vale la nostra acqua!

    Pompilio

    7 ottobre 2008 alle 2:45 pm


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