COMUNITA' PROVVISORIA

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Cronache dal Paraguay

di Franco Arminio                                           4.10.08

Sant’Angelo dei Lombardi, Irpinia d’oriente, quattro ottobre 2008, in programma un convegno presso il tribunale sul tema “La ragionevole durata del processo”.

Un gruppo di ragazzi si recano sul luogo del convegno cercando di esporre lo striscione storico con la scritta NESSUNO TOCCHI IL FORMICOSO. È lo striscione che riassume una battaglia condotta da quindici anni senza mai compiere un solo gesto di violenza.

I ragazzi mi chiamano per dirmi che non hanno potuto mostrare lo striscione nei pressi del tribunale.

Arrivo alle dieci del mattino. Chiedo al responsabile dell’ordine pubblico e mi dice che per ordini superiori lo striscione non può essere esposto nei pressi del tribunale.

Chiedo di entrare come libero cittadino nella sala dove si svolge il convegno. Mi viene risposto che non è possibile perché la riunione è su invito. Non mi risulta, il convegno era regolarmente annunciato su tutti i giornali e non era segnalato in alcun modo che era interdetto l’accesso al pubblico.

Ore 10.30. Esce fuori dai cancelli il deputato Iannaccone a cui espongo a nome del comitato la nostra richiesta: la militarizzazione del Formicoso deve cessare appena finiscono i carotaggi. L’onorevole condivide e torna al convegno.

Ore 11.00. Arriva il parlamentare europeo Gargani. Gli faccio cenno che vorrei parlare con lui. Abbassa il finestrino e mi dice che una volta entrato mi farà sapere.

Ore 11.30. Un emissario dell’onorevole Gargani chiede ai poliziotti davanti ai cancelli di farmi entrare perché l’onorevole mi vuole parlare. I poliziotti si rifiutano di farmi entrare perché non c’è il loro superiore. L’emissario di Gargani torna al convegno e io resto fuori. Arriva il responsabile dell’ordine pubblico. I poliziotti negano davanti a una decina di ragazzi che l’emissario dell’onorevole abbia richiesto di farmi entrare: un bell’esempio di educazione alla legalità per i nostri studenti.

Ore 12.00. Scrivo una lettera al procuratore della Repubblica chiedendo di entrare per parlare coi giornalisti presenti e la consegno al responsabile dell’ordine pubblico. Dopo un po’ arriva la riposta: il procuratore è impegnato, quindi la mia richiesta non può essere esaudita.

Rimango fuori insieme a una decina di ragazzi del Comitato. Nessuna violenza. Incontriamo il consigliere regionale D’Ercole che condivide la nostra idea che il Formicoso vada smilitarizzato subito dopo i carotaggi. Verso le tredici e trenta esce l’onorevole Gargani. Breve chiacchierata dove l’onorevole appoggia con convinzione la nostra idea che il Formicoso vada smilitarizzato dopo i carotaggi.

La mattinata è finita. Non credo ci siano molti commenti da fare. Avevo chiesto al responsabile dell’ordine pubblico quale sia la mia posizione giudiziaria: sono incriminato per qualcosa? pende su di me un qualche provvedimento di interdizione dalle pubbliche assemblee? L’interlocutore mi ha risposto di no. A questo punto si deve evincere che l’Irpinia d’oriente non è più una terra libera e io sono un cittadino privato della mia libertà. Se domani ci fosse un altro convegno sulla promozione del caciocavallo podolico potrei essere fermato perché c’è il pericolo che inneggi alla salvaguardia del Fomicoso.

Stamattina ho parlato al telefono con molti eminenti politici provinciali, oltre a quelli di cui ho detto. Chiedo che ci sia un’interpellanza parlamentare per garantire la libertà di manifestare al di fuori dei territori individuati come zone di interesse strategico nazionale. Chiedo che ci sia un’interpellanza parlamentare per chiedere a Bertolaso di assicurare la smilitarizzazione dopo i carotaggi.

Domani (oggi per chi legge) faremo un’assemblea a Bisaccia per parlare della democrazia minacciata. Ancora un’assemblea pacifica e aperta a tutti. Un’altra lezione per uno Stato che sulla vicenda dei rifiuti ha fatto tanti errori e quello sulla discarica ad Andretta è veramente clamoroso.

p.s. 1

Alfredo Stroessner Matiauda, il dittatore del Paraguay, generale dell’esercito, ha retto per 35 anni quella che è stata una delle dittature più longeve dell’America Latina (1954 al 1989). Nato da un emigrato tedesco, si arruolò molto presto, coltivando grandi ambizioni castrensi. Approfittando del colpo di stato del “Movimento del 4 maggio 1954”, che rovesciò l’allora presidente Federico Chavez in favore di Tomás Romero Pereira, Stroessner prese il potere il 15 agosto dello stesso anno. Il suo primo provvedimento fu quello di abolire la costituzione.

 La dittatura. Fu candidato unico alla presidenza in tutte le elezioni che susseguirono e, servendosi di torture, omicidi, epurazioni politiche e frodi elettorali rimase al potere per 35 anni. Fondamentale anche il supporto degli Stati Uniti, che lo considerò uno dei baluardi contro il comunismo. Con il declino dell’Unione Sovietica, però, finì anche l’appoggio incondizionato di Washington e quindi la sua fortuna. Il Partito Colorado, al quale Stroessner apparteneva, iniziò a remargli contro. Nel 1989 fu deposto per mano del generale Andrés Rodríguez. Da allora il Paraguay ha elezioni democratiche, sempre vinte comunque da esponenti del Partito Colorado. Appena deposto è esiliato in Brasile e a Brasilia è morto. Nel 1997 ha subito il processo del Tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità ed è stato condannato in contumacia.

 P.S. 2

VISTO CHE CI SIAMO METTO QUI ANCHE UNA COSA CHE è USCITA OGGI SU UN QUOTIDIANO LOCALE.

L’AUTUNNO CALDO DEL FORMICOSO

 

Domenica a Bisaccia facciamo ancora un’altra assemblea. Il tema è la democrazia. Abbiamo i titoli per farlo. Abbiamo manifestato pacificamente nonostante un’occupazione militare del tutto ingiustificata. Adesso per un attimo mettiamo da parte la vicenda discarica. Lasciamo che facciano i carotaggi e poi rilascino il Formicoso. Adesso è come se avessimo un padre preso in ostaggio. Faccio appello ai parlamentari irpini del popolo della libertà. Date un senso a questo nome, impegnatevi perché Bertolaso rimuova il filo spinato. Una persistenza della militarizzazione dopo i carotaggi sarebbe anche una clamorosa smentita della lettera di Gianni Letta.

Intanto noi facciamo quello che possiamo fare: teniamo aperto ogni spiraglio possibile di democrazia. Parliamo e facciamo parlare, proponiamo soluzioni alternative, discutiamo e facciamo discutere. In questo modo diamo onore alla nostra provincia, diamo onore a un altro sud. Nel sud ci sono i casalesi ma ci sono anche i bisaccesi. In modo vergognoso il circo mediatico ha oscurato la manifestazione dei diecimila. Domenica daremo una risposta a questa censura.

I giovani irpini saranno i protagonisti di una nuova stagione. Qui l’incantesimo che altrove li vuole disinteressati alla vita pubblica si è rotto. I giovani del comitato Nessuno tocchi il Formicoso sono la più grande novità politica di questo autunno. Spero che la politica non si perda nei suoi soliti circuiti autoreferenziali. Spero che non si mettano a litigare per candidare personaggi che non stanno nella testa di nessuno, ma che ormai vivono solo grazie ai comunicati stampa che mandano ai giornali. Oggi l’Irpinia può diventare un punto luccicante in un’Italia opaca, sempre più impolverata dalla miseria spirituale. Cominciamo a pensare a una grande manifestazione al teatro Gesualdo di Avellino con tutti i sindaci della provincia, insieme ai rappresentanti dei sindacati e di tutte le categorie produttive. Questa manifestazione dovrebbe servire a svolgere un elementare esercizio democratico. Possiamo dividerci sulle politiche più adatte a questa provincia. Ma non possiamo non stare insieme nel momento in cui dovesse proseguire l’assedio del Formicoso.

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Written by comunitaprovvisoria

4 ottobre 2008 at 4:26 pm

22 Risposte

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  1. MI AUGURO CHE UN TESTO DEL GENERE SIA GIRATO A TUTTI I BLOGGER E AGLI AMICI.
    DOBBIAMO CHIEDERE ATTENZIONE ALLA STAMPA, MA INTANTO POSSIAMO FARE MOLTO COL PASSA PAROLA.
    NON CREDO SFUGGA A NESSUNO LA GRAVITà DELL’ACCADUTO.
    ARMIN

    comunitaprovvisoria

    4 ottobre 2008 at 4:29 pm

  2. mi piacerebbe anche che qualcuno lo stampasse e lo facesse leggere a qualche amico al bar.
    la verità deve circolare.
    armin

    comunitaprovvisoria

    4 ottobre 2008 at 4:43 pm

  3. mentre scrivevo questa cronaca il braccio destro di bertolaso sorvolando il formicoso ha detto che la discarica apre a giugno 209. cioè considerato che vogliano farla immensa
    il tempo necessario per farla.

    armin

    comunitaprovvisoria

    4 ottobre 2008 at 4:51 pm

  4. Ho appena finito di vedere su Rai tre la trasmissione Ambiente Italia (SIC!) e il Generalissimo Giannini ha detto che a metà 2009 il sito del Formicoso dovrà essere pronto. Gli uomini con le divise sono sempre pericolosi….

    davidardito

    4 ottobre 2008 at 5:18 pm

  5. ho visto anche io sto programma…..bertolaso parla chiuso in una corazza…..è convinto che liberare la città di napoli, la sola città di napoli, dai rifiuti in strada equivalga a rilanciare l’immagine della campania tutta in europa e nel mondo…..mah!!!!

    Il generale Giannini ha palato della esecuzione della
    discarica sul formicoso se i carotaggi daranno esito positivo…….speriamo nella lealtà dei tecnici!

    virginio

    4 ottobre 2008 at 6:15 pm

  6. spero che si comprenda la gravità di quello che è accaduto oggi a sant’angelo.
    la democrazia in fondo è più importante di una discarica.
    armin

    comunitaprovvisoria

    4 ottobre 2008 at 6:33 pm

  7. Caro Franco, ne abbiamo parlato davanti al tribunale di Sant’Angelo e poco fa al telefono. Quando hai cominciato a raccontarmi l’accaduto ti ho fatto una semplicissima domanda: hai ricevuto denunce, diffide o altri provvedimenti? no. Bene: non doveva succedere e basta. Era un convegno pubblico, in sala c’erano sindaci, politici, avvocati, magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine, giornalisti, ma anche semplici cittadini. E tu potevi rientrare (quand’anche fosse stato riservato agli addetti ai lavori) in almeno un paio di quelle categorie. Tre, includendo i semplici cittadini. E’ stato anche un bel convegno; ma guardando i relatori, guardando la sala e soprattutto ascoltando il linguaggio di molti, ho colto quell’ossequio alla religiosità della materia, che è il vero dramma della giustizia: la giustizia è in crisi perché è completamente scollata dalla realtà. E’ una contraddizione in termini, se vuoi, perché la giustizia si occupa delle cose spicciole della vita, dalla lite condominiale all’omicidio. Cose terrene, per le quali il singolo si chiede perché, chi, come… E vuole delle risposte. La legge ha un processo induttivo e deduttivo: si preoccupa di disciplinare situazioni di fatto, si preoccupa di prevedere situazioni di fatto. Oggi il legislatore è mosso da una confusione dei due processi logici. Mischia la deduzione all’induzione. E si astrae completamente. Oggi avresti capito il dibattito fino in fondo, solo se avessi avuto alle spalle un percorso di studi giuridici minimo. E questa non è la condizione del sigolo cittadino che chiede semplicemente chi, come, perché. Cosa c’entra tutto questo con quello che ti è successo? In quell’aula c’era lo Stato, fuori c’eri tu. Tra te e lo Stato si è frapposto un funzionario che avrebbe dovuto fare da interprete (questo è il ruolo dei funzionari dello Stato) di quel “latinorum” e ha preferito la strada più semplice.
    Se vuoi è anche la sintesi di tutta la vicenda rifiuti, non solo della storia che ti tocca più da vicino, ovvero del Formicoso.
    Ci sono stanze chiuse, in cui si decide, e dove sono ammessi solo i sacerdoti della materia, fossero anche semplici sindaci. E proprio a questi ultimi è demandato il compito (se vuoi lo scaricabarile) di farsi interpreti verso i cittadini. E’ anche una semplificazione necessaria: non si può pretendere che Bertolaso riceva a uno a uno i cittadini del Formicoso, o di Acerra, o di Giugliano, o di Chiaiano, o di Santa Maria La Fossa e di tutti i comuni campani che vivono il tuo stesso dramma. E’ anche una reazione umana dello stesso Bertolaso (gli va dato atto che l’anno scorso andò nelle piazze di Acerra, di Giugliano, di Serre e di Ariano e fu accolto da insulti e qualche schiaffo – Nelle intercettazioni dell’inchiesta Ecoballe che ha decapitato il commissariato e Fibe a fine maggio, Bertolaso sconfortato dice testualmente: “Diglielo che Bertolaso non ha più guance da porgere”, riferendosi proprio agli schiaffi materiali ricevuti). Quel funzionario che ti ha impedito di parlare con un politico, di entrare in quella sala è il prodotto degli ultimi venti anni di ordine pubblico. Se negli anni 80 il confronto era con una frangia che traduceva in gesti criminali l’esasperazione di ragionamenti politici, culturali e sociali, dagli anni 90 in poi il confronto duro tra forze dell’ordine e cittadini si è avuto negli stadi, dove circola la peggiore feccia della società (se ci sono tifosi, chiarisco che sono capace di distinzioni tra tifosi perbene e non). Questo è il livello del confronto e i metodi risolutivi che si conoscono appartengono a quel manuale.
    Mi dispiace sinceramente, perché le intenzioni del legislatore sono buone (risolvere l’emergenza, avviare un ciclo corretto dei rifiuti e restituire fiducia in quello Stato che per anni è rimasto in silenzio rispetto a un dramma strisciante poi esploso in tutta la sua violenza), ma gli interpreti stanno commettendo errori su errori, soprattutto in quel tentativo di ricostruire la fiducia nei cittadini.

    gabriella

    4 ottobre 2008 at 6:35 pm

  8. Credo che la manifestazione del 2 ottobre sia stata “l’ultima manifestazione pacifica per il formicoso”, non la prima di una nuova serie di manifestazioni “diverse”. Condiviso questa visione con quello che ieri sera pontificava contro i politici in una tv del capoluogo.
    Naturalmente non tutti la leggeranno in questo modo. Dicevo oggi ad una serie di amici in ansia, ma solo curiosi, alla domanda “ma secondo te la faranno…? … e noi che dobbiamo fare? …” che “la forca” in cui si oscilla è compresa tra “la speranza debole e l’omicidio politico”. Io credo che nei prossimi mesi i morti di qualcuno non dormiranno più sonni eterni.
    EnzLu

    enzlu

    4 ottobre 2008 at 6:54 pm

  9. ma non voglio neppure pronunciarmi sulle facce che ho visto in uscita dal tribunale.
    lo farò in altra occasione.
    comunque cara gabriella
    grazie per questo argomentato intervento.
    armin

    comunitaprovvisoria

    4 ottobre 2008 at 6:55 pm

  10. Quanto a quello che Ti è accaduto trattasi di mera provocazione!
    Qualcuno che dentro “cazzeggiava” di giustizia, cioè parlava in attesa che gli venisse un’idea, aveva “raccomandato” che non succedesse niente che potesse in qualche modo disturbare. Fottendosene altamente delle stessa giustizia che all’interno vagheggiava. E’ comprensibile.
    Può significare che conoscono bene la gravità delle cose che stanno accadendo e che sanno che “se la gente sapesse leggere bene ciò che stanno facendo” (mi riferisco al fatto che i militari ci sono e ci resteranno, che il filo spinato c’è e ci resterà, che la discarica non c’è ma si farà) farebbe la rivoluzione travolgendo per primi proprio quelli che “sembra” non c’entrino con tali vicende.
    In fondo è la dimostrazione che hanno capito che esiste un movimento di protesta e che tale movimento può ingenerare “ora solo disturbo, non disordini”.
    Per poterlo fermare devono “criminalizzarlo” e non possono farlo in modo esplicito perché tale movimento al momento è pacifico e non ha dato adito a disordini. Più esattamente ci si è lasciati sfuggire (da parte del ‘comando’) l’occasione per provocarlo. Ecco le istruzionii “non tanto segrete” contro quelli che si espongono.
    Questo fatto di una gravità assoluta non troverà però censure pratiche dato il coinvolgimento alto della catena di comando. A Te e a noi che guardiamo e subiamo non desta in fondo neanche scandalo: su tante vicende di questa terra è sempre stato così.
    Vorrei ricordare un aneddoto di quando ero tanti anni fa consigliere comunale. Molti si lamentavano che “il co.re.co.” non bloccasse le delibere manifestamente illegittime se non proprio illegali, prese da tante brutali amministrazioni locali: ed io a spiegare inutilmente che “il co.re.co. esiste proprio per dire ‘si’ a quelle delibere!” per dare loro “la legittimità” che altrimenti non avrebbero. La stessa operazione con i dovuti parallelismi ha fatto la magistratura di questi luoghi. Basta pensarci. E’ stata a dire ‘si’ tante volte. Volete che cominci a dire ‘no’ proprio ora? E con quali uomini? E per quali uomini?
    La gran parte di quelli che hanno abbandonato il posto di lavoro per partecipare al ‘convegno’ (a spese nostre naturalmente) ragiona secondo il vecchio adagio “sazia la panza mia, sazia tutta la cumpagnia!”: ecco perchè non vi hanno fatto entrare: per non disturbare un pacifico convegno. E a pensarci bene vi hanno fatto pure un piacere: vi hanno detto senza scriverlo che già ci sono in giro pedinati e pregiudicati, e vi hanno evitato pure una denuncia. Ringraziate gente, ringraziate.
    EnzLu

    enzlu

    4 ottobre 2008 at 7:22 pm

  11. In fondo volevano farsi “un santo convegno” in “santa pace” e voi volevate sfottere. Hanno visto giusto e lungo e hanno ‘pregato’ qualcuno di fare in modo che tutto filasse liscio. Lasciate stare le polemiche: “so’ bravi guagliuni” (=sono brave persone; tradotto dal linguaggio indigeno) . E che sarà mai? Vivono sempre sotto la pressione del lavoro e delle tante responsabilità e voi volete sfottere e volete farne ‘na tragedia’. Ma non sarà alla fine, a ben pensarci, la vera provocazione non era la Vostra?
    EnzLu

    enzlu

    4 ottobre 2008 at 7:41 pm

  12. IL FORMICOSO – DA LUOGO INCONTAMINATO A DISCARICA DA 3 MILIONI DI METRI CUBI.
    COME I NOSTRI POLITICI SI RICORDANO DI NOI “GENTI CHE VIVONO LA MONTAGNA”.

    Vorrei parlare del Formicoso iniziando dal mio giro in bici del 4 set. 2008.
    Sono partito da Castelnuovo e percorrendo la statale 91 in direzione Sella di Conza ho oltrepassato il Varco Appenninico, passando per Conza dalla strada dietro la Diga (il Lago oasi del WWF, è tra le zone umide più importanti del Mediterraneo) ho iniziato la salita per 15 Km attraversando Andretta, sono arrivato al Formicoso.
    Non mi spinge solo il piacere di pedalare ma il sentirmi parte del paesaggio, i campi arati, qualche balla di fieno sparsa qua e là che emana il profumo dai vecchi ricordi d’infanzia, il falco di palude che vola libero in un cielo terso, il cinguettio degli uccelli. Di rado vedo qualche auto che rompe e disturba la quiete di questi luoghi.
    Arrivo sul Formicoso e mi fermo alla Casetta Cantoniera (i vecchi presidi sul territorio) oramai diroccata, sono immerso in una miriade di pale eoliche che producono il solo rumore che si sovrappone al fruscio del vento, e poi tanto paesaggio modellato come in un quadro di Van Gogh. Un paesaggio che ti fa stare bene, che ti rende felice, che non ti lascia spazio a cattivi pensieri che dà un senso alla tua vita. Un luogo dove si potrebbe fare “ paesaggioterapia”.
    Credo chi ha avuto l’idea di ficcare qui una discarica possa essere ritenuto criminale e come tale bisognerebbe mandargli a casa tutte le Forze Armate possibili per farlo arrestare. Invece le Forze Armate che paghiamo con le nostre tasse ce le hanno mandate al Formicoso per occupare con filo spinato come sono abituati a fare nelle aree di guerra , a sottrarre a nostri contadini la cosa che amano di più della loro stessa vita “LA TERRA”. Hanno sempre sognato di lasciare un pezzo di terra per ai loro figli come hanno fatto i loro padri, invece lasceranno una grossa busta della spazzatura da 3 milioni di metri cubi e saranno le future generazioni, se mai ci saranno a capire come smaltirla.
    Ci sono ritornato il 2 ottobre a manifestare contro la discarica, una giornata bellissima oltre 5000 persone tra mamme con i bambini, anziani, studenti di ogni ordine e grado. Tanta gente semplice che diceva NO ALLA DISCARICA. La nostra gente che vive la montagna chiede solo di essere lasciata a salvaguardare le nostre terre e sperare in un futuro con uno sviluppo sostenibile, lasciandoci l’unica cosa che ci è rimasto “IL PAESAGGIO INCONTAMINATO”.

    Francesco Custode

    Francesco Custode

    4 ottobre 2008 at 7:46 pm

  13. Vorrei esprimere tutta la mia solidarietà e il mio pieno sostegno alla lotta per preservare il patrimonio che il Formicoso rappresenta per me (in quanto bisacciese) e per tutti (in quanto non credo che le mega discariche siano la soluzione al problema rifiuti). L’episiodio di Sant’Angelo è un fatto gravissimo e credo che indignarsi ed essere coerenti con questa indignazione sia un atto di civiltà, di umanità. Per questo ringrazio di cuore tutte le persone che fisicamente si trovano sul Formicoso a presidiare e a difendere, nelle piazze e nei bar a discutere, ai convegni a farsi tenere fuori. Franco sa bene quali sono i rischi di chi si espone e sicuramente ci fa i conti costantemente, ma vorrei gli arrivasse il mio abbraccio anche da così lontano. A tutta la comunità irpina un caloroso abbraccio.

    Rossana De Guglielmo

    Rossana De Guglielmo

    4 ottobre 2008 at 8:15 pm

  14. Ho visto una maglietta dei ragazzi, bellissima, con scritto ” spara qua coglione ” i militari al servizio di uno stato senza coerenza sono pericolosi quanto ” l’essere stupido” l’ultima cosa buona l’hanno fatta nel terremoto del 80 . Tutto questo mi fa ancora più incavolare, questo parlamento fatto di politici inconsistenti frutto dei nostri voti, frutto dei nostri soldi visto che spendono e gestiscono( direttamente e indirettamente) i soldi dei contribuenti che noi tutti come fessi continuiamo a pagare e poi votare … Adesso basta, la gente comincia a capirlo finalmente, ma io non riesco a crederci … secondo me Berlusconi è no pipolo ( la traduzione la sapete ) veramente e anche politicamente, si farà male da solo e darà la colpa ad altri. Non l’avranno mai la terra Irpina, la vorranno violentare, ma non l’avranno mai, un vecchio detto dice ” chi semmena spine non pote i scauzo” Chi semina spine (rovi) non potrà camminare tranquillamente a piedi nudi.

    Pompilio

    4 ottobre 2008 at 9:48 pm

  15. Ho letto tutte le cronache che avete fatto della grande giornata. Ho visto tutti i video, le foto che avete prodotto. Mi sembra che qualcosa si stia muovendo ma non abbassate mai la guardia. Neanche io lo faccio anche se non sono fisicamente impegnata in questa che io penso una battaglia a favore della civiltà e non a difesa esclusiva di un luogo. Quella che dilaga qui fuori l’uscio di ognuno è nientemeno che pura barbarie e come tale vuole possederci, dominarci schiacciarci. Per contrastare questo nuovo fenomeno politico e sociale (votato alla grande e in piena salute) non ci resta che l’arma della compattezza, dello sciopero, delle manifestazioni di massa. Pacifiche finché vogliamo, ma zeppe, colme di anime e di proteste perché solo il numero, forse può salvarci. La folla dilagante che invade e travolge è l’unica arma che abbiamo. Tutto il resto è carta straccia come la Costituzione che a oltre sessant’anni si trova ridotta a muto documento d’archivio.
    Io sono basita e angosciata ogni giorno di più e le notizie dal mondo e dall’esterno della nostra ristretta cerchia di amici che la pensa come noi sono stupefacenti.
    Tutti i giorni si parla di Fiducia sui più importanti provvedimenti, di attacco alla magistratura, di tagli alla scuola, alla stampa. E a minacciare il nostro equilibrio c’è pure il divieto a partecipare spontaneamente a convegni, dibattiti, a parlare nella scuola di eventuali scioperi. Quello che è successo a Sant’Angelo è gravissimo, come è gravissimo quello accaduto nella mia scuola dove il dirigente ci ha vietato di parlare con i genitori in merito ai tagli palesati dal governo nella scuola, ci ha vietato di distribuire materiale informativo, di fare fotocopie di documenti sovversivi! Perché la scuola è un presidio governativo e come tale va trattato altrimenti scattano le denunce.
    Ma c’è dell’altro. Qui di episodi sconcertanti ne riporto solo due. Ma sto tenendo un diario.
    1) La Repubblica degli Ultimatum contagia anche i civili:
    Due giorni fa ho lasciato, come del resto faccio da un anno circa, la mia bici nel cortile, legata a una ringhiera di uno sgabuzzino insieme ad altre cinque bici. La mattina dopo ho trovato un biglietto infilato nel manubrio: GENTILE PROPRIETARIO NON LEGHI PIU’ LA SUA BICI ALLA NOSTRA RINGHIERA, I° AVVISO. Natrualmente il biglietto era anonimo. Io l’ho appallottolato e gettato, non mi sono chiesta nulla se non come si fa ad attaccarsi alla proprietà di una ringhiera? La sera dopo ho rimesso la bici, ma un po’ di lato, cercando di occupare meno spazio possibile. La mattina ho ritrovato il biglietto, questa volta diceva: TOLGA LA BICI DALLA NOSTRA RINGHIERA. ULTIMO AVVISO. Questa volta mi sono un po’ spaventata, ho appallottolato il foglio e l’ho messo nel cestino di una delle bici lasciate lì. E la mia bici ora non la metto più nel cortile. Penso tuttavia che non sia giusto intimidire così le persone: e se non l’avessi tolta che m’avrebbero fatto? Bucato le ruote o che altro? Se dovessi dare un nome a questa epoca la chiamerei “Era Ultimatum”/Alitalia ha fatto scuola e non solo! Questo governo, se qualcosa sta insegnando sta insegnando ad aggredire, a far paura a distruggere. In una parola sta insegnando ad essere intolleranti. E la presenza del filo spinato sul formicoso è un esempio: fuori da qui o sparo! Mi viene in mente il deposito di Zio Paperone con tutti quei metri di filo spinato attorno e cartelli minacciosi, peccato che qua non ci sta niente da ridere.
    Altra considerazione:
    Oggi pomeriggio a Torino abbiamo sfilato contro i tagli alla scuola. Eravamo in 14000 ci hanno detto: genitori insegnanti bambini e ragazzi e altro personale vario tra collaboratori amministrativi e non. Il percorso prevedeva il passaggio sotto il centro di Produzione RAI per farci contare bene, per farci inquadrare e per dire al nostro Presidente che non è vero che nessuno protesta, che sono i sindacati solo a ostacolare il piano che siamo una solo una frangia, una scheggia impazzita, un gruppo minoritario di dissidenti! Però ce lo hanno impedito. La polizia ha chiuso la strada, hanno detto che eravamo troppi per infilarci in via Verdi. Abbiamo concluso il percorso a piazza Castello. Stasera il telegiornale diceva che eravamo qualche migliaio, come volevasi dimostrare l’informazione continua a imbavagliarsi e a parteggiare per questo governo che ha svuotato il parlamento delle sue funzioni.
    Come mai non ci sono più le discussioni nelle camere?
    Fini ha provato a dire qualcosa, ma subito l’hanno riportato alla ragione!

    Serena Gaudino

    4 ottobre 2008 at 11:00 pm

  16. quello che è accaduto ai ragazzi ed a franco è estremamente grave, ma va nel senso di ciò che, più in generale sta avvenendo: una delegittimazione sistematica di tutti coloro che, in qualche misura , stanno lavorando PER il Formicoso. Stasera a Bisaccia non potrò esserci, ma sto ancora vedendo di organizzarmi, in ogni caso la mia solidarietà, il mio sostegno e la mia “faccia” sono a vs disposizione.
    e.m.

    eldarin

    5 ottobre 2008 at 10:38 am

  17. “SIAMO UOMINI O CAPORALI?”
    solidarietà per Franco,non solo per l’Amico ,ma per l’uomo simbolo in questo momento della battaglia per la sopravvivenza e il futuro delle zone interne.

    michele ciasullo

    5 ottobre 2008 at 11:23 am

  18. È significativo che il Corriere del Mezzogiorno di oggi non dedica nemmeno un rigo al convegno di sant’angelo e dedica invece mezza pagina (con tanto di foto) alla protesta paraguayana di Franco Arminio e alla questione Formicoso.
    Lo scritto di armin per la democrazia ha oscurato tutto il resto.

    Continuiamo così, controinformazione con internet, i giornali, la tv, le assemblee; il teatro.
    Serve una mano da parte di tutti
    La Comunità Provvisoria deve essere compatta e generosa in questo frangente.
    Ognuno mandi uno scritto o una foto ai quotidiani, ai blog; serve un po’ di pazienza e di tempo perché occorre registrarsi e postare …
    – – – –
    Ognuno spedisca qualcosa sulla mia mail (studio#verderosa.it) e invierò alla mailing list di giornali e tv; “ampliamo” e “amplifichiamo” le voci per il Formicoso; non più solo Franco (col rischio della sovraesposizione) … ognuno esca con un breve comunicato, una presa di posizione, una puntualizzazione, una provocazione
    – – –
    Con Paolo Saggese abbiamo iniziato a seguire la traccia dell’annunciato disastro ambientale; dateci una mano a portare qui i migliori geologi; domani uscirà un primo articolo di Paolo su Ottopagine
    – – –
    aggiungerei:

    SERVE UN’ANALISI COMPLESSIVA del delicato equilibrio idro-geologico dell’area del Formicoso anche nell’ambito della cosiddetta ‘prospettiva sismica’.

    Il carotaggio è come una puntura localizzata che non fornisce i parametri complessivi del territorio.

    Ci dirà che sotto il Formicoso , fino a 30 o non so quanti metri c’è argilla.

    E allora ?

    Come la mettiamo con l’accentuata pluvialità zonale ? col sovraccarico di peso sul costone argilloso ? con le frane ? col sisma ?

    Con la tracimazione del percolato ? con le inevitabili fratture dei teli ? con i pozzi potabili affioranti ?

    C’è una relazione complessa tra l’orografia del Formicoso, l’Orata, l’Ofanto, l’Ufita e il Calore.

    I carotaggi rappresentano una tecnica antiquata, localistica, inidonea e ‘superficiale’; ‘interessata’ a dimostrare unicamente che c’è argilla.

    Ma cosa c’è sotto le argille ?

    Si muovono le argille ?

    Le argille sono continue e o fratturate ? e le fratture quali linee seguono ? scendono a valle , nei fiumi , nel lago da potabilizzare ?

    verderosa

    5 ottobre 2008 at 4:25 pm

  19. per serena

    ma che razza di dirigente hai? un dittatore?
    fuori dai cancelli della scuola e fuori orario di servizio puoi fare tutto quello che ritieni opportuno fare.
    Inoltre i genitori hanno la facoltà ed il diritto di chiedere i locali della scuola per un’assemblea (il dirigente non può opporsi) ed invitare i docenti a relazionare su quanto sta succedendo.
    E’ quanto stiamo facendo a Roma.
    Anche se credo non servirà a molto. Purtroppo.

    maria rosaria

    5 ottobre 2008 at 9:27 pm

  20. [...] di Franco Arminio 4.10.08, dal sito comunitaprovvisoria.wordpress.com [...]

  21. Perfetto Verderosa ! Proprio tutto questo è che serve, bisogna ottenerlo, organizzare i dati, inviare la relazione alla comunità scientifica nazionale e internazionale, bisogna maledettamente usare il metodo scientifico allo stesso modo di come, questo stato incapace ed incompetente e (venduto), usa la sua arroganza. Avete la mia piena disponibilità.

    Pompilio

    6 ottobre 2008 at 1:38 pm


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