COMUNITA’ PROVVISORIA . paesi .. paesaggi … paesologia

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

Le ricchezze del Formicoso e lo scempio dello Stato

con 11 commenti

di Paolo Saggese                (revisionato il 5.10.2008) 

 

Non ho competenze tecniche né in ambito geologico né giuridico. Ma ho ascoltato e letto le riflessioni di chi ha competenze tecniche e compie analisi ponderate e fondate scientificamente.

La megadiscarica del Formicoso potrebbe causare tra le altre cose l’inquinamento delle acque del Lago di Conza e dell’oasi del WWF, quindi potrebbe rendere inutilizzabile quella ricchezza idrica che dal fiume Ofanto dispensa acqua ad una parte della Basilicata e della Puglia. La discarica del Formicoso, dunque, ci priverà non solo – si fa per dire – della commovente bellezza di quel luogo, che aveva incantato già Francesco De Sanctis,  non solo – si fa per dire – del grano e di tutti i prodotti che sull’altopiano e nelle colline limitrofe si producono, ma anche potrebbe privarci di quella ricchezza che è la più grande di tutte, l’acqua.

E inoltre, renderà difficilmente compatibile o può rendere incompatibile la megadiscarica con gli impianti eolici già realizzati e in funzione da anni, e che danno ancora un’altra ricchezza fondamentale: l’energia pulita.

Mi ha colpito, in particolare, un intervento autorevolissimo  del Prof.  Franco Ortolani, docente dell’Università di Napoli, preside della Facoltà di Geologia, rivenuto su Internet e segnalatomi dall’architetto Angelo Verderosa. A proposito del Formicoso scrive: “si tratta di un altopiano argilloso in area altamente sismica che in seguito al terremoto del 1980 è stata interessata da evidenti deformazioni cosismiche rappresentate da fratture che interessavano il suolo e sottosuolo. Per tali caratteristiche il sito non offre garanzie di tutela ambientale e deve essere eliminato dall’elenco, come del resto prescrive anche la legge italiana”.

Sul blog della “Comunità provvisoria” si possono leggere anche le interessanti considerazioni del prof. Egidio Miele, Ordinario di Farmacologia alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Sassari, che proprio riflettendo su questo scempio, tra l’altro scrive: “Pero Spaccone dista circa 900 metri dal torrente Sarda, che si trova ad ovest ad un livello di 736 m/lm (quindi, circa 135 metri di dislivello per una distanza  di 900 mt.). Le acque del torrente Sarda arrivano (dopo appunto un percorso di poco più di 10 km) direttamente nel lago di Conza”. “La zona di Pero Spaccone è notoriamente un bacino imbrifero (ne fanno testo i numerosi pozzi e fontane che costellano la zona), il cui deflusso alimenta il lago di Conza. In pratica, la discarica verrebbe ad essere impiantata su di una displuviale ad un livello di circa 900 metri. I geologi hanno affermato che il suolo argilloso di Pero Spaccone è ideale per impiantare una discarica, in quanto questa sarebbe naturalmente impermeabilizzata. Quindi, non sussisterebbe pericolo di inquinamento per l’oasi WWF del lago di Conza. Avrei qualche dubbio in proposito. Primo, perché alcune sostanze tossiche per la loro stessa natura chimica possono comportarsi come le talpe, e la distanza da percorrere per arrivare al torrente Sarda è veramente esigua. Secondo, perché il suolo non è sempre argilloso, ma ci sono banchi di arenaria e zone sabbiose piuttosto che argillose (queste si vedono ad occhio nudo). Terzo, perché la natura altamente sismica della zona (Conza ne sa qualcosa) pone seri dubbi sulla durata biblica dell’impermeabilità della discarica, che si troverà in pratica a galleggiare sull’acqua”.

“In conclusione, le naturali ‘destinazione d’uso’ di Pero Spaccone, cioè sfruttamento dell’energia eolica per produrre energia elettrica pulita e produzione di grano oggi tanto prezioso, nonché il fatto di sovrastare l’oasi WWF del lago di Conza, non sono a quanto pare da considerare come controindicazioni, ma piuttosto fattori preferenziali per l’impianto di una megadiscarica per rifiuti industriali e tossici!”

Sul sito “Il forum dei Geologi.info”, inoltre, compare un intervento di Costantino Severino,
Consigliere dell’Ordine dei Geologi della Campania, segnalatomi anch’esso dall’architetto Angelo Verderosa, dal titolo “La diga di Conza e il fiume Ofanto a rischio inquinamento”. Cito un punto significativo: “… gli invasi presenti in alta Irpinia sicuramente non attingono acqua dai serbatoi calcarei ma trovano alimentazione da un complesso meccanismo dovuto alla morfologia, alla geologia, alle condizioni altimetriche e meteorologiche che ne favoriscono la sua particolare idrogeologia. Gli invasi presenti ne sono testimonianza e l’intero versante che da Andretta degrada verso la diga di Conza avvalora e preoccupa per la scelta fatta: insediare una discarica per rifiuti di ogni tipo. Questo sito (Pero Spaccone – Arenara – Pisciolo) è distante, in linea d’aria circa 5 kilometri dall’invaso di Conza … Lungo questi 5 chilometri sono presenti innumerevoli sorgenti ed oltre 30 torrenti con un grado di gerarchizzazione spinto che raccoglie e convoglia nel Fiume Ofanto e quindi nella diga di Conza, un notevole quantitativo di acqua”.

E conclude: “Quella dei rifiuti non è l’ultima delle emergenze e, ahimè, non è neanche la più grave, e sarà la causa, ai più non nota, di una emergenza che potrebbe presentarsi all’improvviso e con conseguenze drammatiche: l’esaurimento e l’inquinamento della risorsa idrica. Una risorsa tutta IRPINA e che soddisfa le esigenze di una fetta consistente del Meridione d’Italia”.

Ripeto, queste osservazioni mi sembrano fondate scientificamente, anzi lo sono perché espresse da illustri studiosi. Dunque, se così fosse, la megadiscarica produrrà un’emergenza ancora più grave, quella appunto idrica, oltre a deturpare la nostra Irpinia. Perciò, è nostro dovere raccogliere altre perizie analoghe, pareri ugualmente autorevoli, e presentare, con l’aiuto di alcuni amministrativisti, un esposto alla Procura della Repubblica di Sant’Angelo dei Lombardi o presso qualsiasi Autorità preposta con l’accusa di danno ambientale, di inquinamento delle acque, di attentato alla salute pubblica nei confronti di chi ha progettato e autorizzato un simile scempio. Al di là delle manifestazioni nobili e generose, come la straordinaria iniziativa di popolo del 2 ottobre, dobbiamo fare in modo che sia lo Stato a fermare lo Stato: deve essere la Magistratura a fermare chi non è consapevole delle scelte irresponsabili che sta compiendo.

 

 

 

 

11 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. Guarda bene la legge: in Campania con l’azione democratica propria di questo governo è stato istituito il “tribunale speciale unico” per ogni reato commesso da chi in qualche modo si oppone alla “politica” delle discariche. E’ anche “dedicato” a tutti i tipi di reati “connessi” con la gestione dei rifiuti. E sai dove ha luogo? A NAPOLI!!!! Nessuna altra procura, che dovrebbe farsi carico di indagare (e non difendere le zone) può intervenire. Del resto la nostra terra non è nota per leggendarie iniziative della magistratura che abbiano come oggetto i reati dei politici o degli amministratori. Tutt’altro. La politica del territorio non si fa con la magistratura: si fa con la politica.

    EnzLu

    enzlu

    3 Ottobre 2008 alle 8:19 pm

  2. Ai “piani alti” non interessa nulla, si inquina l’acqua che disseta il meridione?fa niente, l’importante è fare la discarica e risolvere l’emergenza scavando un buco più grande di tutti gli altri, poi quando si riempie troveranno altri campi verdi da rubare…

    Maria

    3 Ottobre 2008 alle 9:29 pm

  3. carissimo paolo
    noi siamo qui, con un senso di impotenza. non ho come te competenze, neanche di tipo politico ed organizzativo. in più so che parlare è «arte leggera», così dicono a calitri.
    siamo troppo brave persone e come tali ci comportiamo persino con alì babà e i quaranta ladroni.
    mi sembra di essere in palestina ai tempi di gesù o in iraq oggi.
    sento il corpo violato. la legittima difesa dovrebbe valere anche per noi. ma noi siamo troppo buoni e pensiamo ai figli. i briganti i figli li avevano? e gli eroi? e i martiri? e i kamikaze?

    alfonso

    4 Ottobre 2008 alle 8:27 am

  4. un’altra possibilità potrebbe essere che i proprietari dei terreni espropriati procedano civilisticamente e amministrativamente contro l’esproprio, meglio se tutti insieme rappresentati da un unico legale, magari per ottenere un maggiore indennizzo. non sarebbe nulla a che vedere col tribunale unico perchè non di reati si tratterebbe, così si potrebbe ottenere una sospensiva del giudice in attesa della decisione, e nel frattempo passerebbe circa un anno. consiglio quindi di provare a contattare gli agricoltori su cui insiste l’area della discarica

    sergiogioia

    4 Ottobre 2008 alle 9:55 am

  5. ma le popolazioni e le amministrazioni di Puglia e Basilicata che utilizzano le acque in questione sono al corrente di quanto sta avvenendo al Formicoso?…

    maria rosaria

    4 Ottobre 2008 alle 11:41 am

  6. welll….
    sono d’accordo con Maria Rosaria…
    dove sono le popolazioni e le amministrazioni di puglia e basilicata????
    dovrebbero essere preoccupate almeno quanto noi specialmente in puglia governata da un esponente del partito della rifondazione comunista il quale dovrebbe stare dalla parte di coloro subiscono soprusi….
    mha!!!!!

    Eureka

    4 Ottobre 2008 alle 2:33 pm

  7. Quanto accade, in questi giorni, a Pero Spaccone non gratifica nessuno, ma la politica deve smetterla di giocare a nascondino, non può continuare a trastullarsi su due misure: da un lato si dichiara per principio di non condividere e dall’altro dimentica, volutamente, di chiarire gli accordi bilaterali tra i partiti e la firma posta sul decreto dalle più alte cariche dello Stato.
    Tutto diventa una parodia e per giunta ingiustificata dinanzi ai cittadini che poco s’interessano a tutto perché disillusi e mortificati nelle varie forme ideologiche e pragmatiche in voga oramai da molti anni.

    M.Teresa Iarrobino

    4 Ottobre 2008 alle 10:01 pm

  8. fare politica attualmente è come giocare a monopoli..raga vi sembra normale essere ignorati sulla questione della MEGA discarica..un argomento che dovrebbe essere trattato in maniera esemplare..Ma dove sta la GIUSTIZIA..forza giovani e meno giovani uniti per manifestare!

    Matteo Tartaglia

    7 Ottobre 2008 alle 9:52 am

  9. Cara Paolo Saggese, cara comunità,

    per i problemi ambientali volgetevi con tutti questi informationi e riferimenti di scientifici al parlamento europeo, direttamente a Monica Frassoni!

    http://www.monicafrassoni.it/html/list.html?topic=114
    monica.frassoni@europarl.europa.eu

    Per la causa della discarica gli ho informata 4 mesi fa; so che si impegna contro le leggi d’emergenza di Berlusconi.

    Cercate solidarietà con instuzioni non governale, al livello internazionale!
    Ute, etnologa e combattante della rinascita dell’Ipina

    Ute

    7 Ottobre 2008 alle 10:01 am

  10. GRAZIE UTE

    verderosa

    7 Ottobre 2008 alle 10:13 am

  11. …avete letto la risposta di Letta “FORMIGOSO”non sanno nemmeno come si chiama!!!!!!!!!figuriamoci se immaginano dove si trova!!!

    marta

    7 Ottobre 2008 alle 1:01 pm


Lascia un commento