di Antonio Vece / lettera aperta
di ANTONIO VECE / Lettera aperta ai cittadini dell’Alta Irpinia
La manifestazione del Formicoso è stata e resterà una spina nel fianco di chi ,pensando impunemente di poterci rubare la terra ,si arroga il diritto di cancellare il futuro dei nostri figli. A tal proposito non c’è oscuramento del servizio televisivo pubblico che tenga.
Dopo che l’imponente testimonianza di giovani,studenti,operai, lavoratori,contadini, si avvia a divenire memoria storica,ad ogni partecipante,sia esso singolo cittadino,associazione, comitato di lotta, rappresentante istituzionale,la situazione in cui si è giunti richiede il recupero di una ragione ancora più capace di fare i conti con la cruda realtà che la tracotanza di questo governo ci sbatte sotto gli occhi. E seppure fortificati da una così grande mobilitazione e partecipazione popolare che ha attraversato le terre del Formicoso, allo stato dei fatti risulta difficile e complesso esprimere un giudizio a tutto tondo sul percorso sin qui compiuto.
Allo stesso modo, al di là dei messaggi e delle narrazioni che generalmente si annunciano in simili circostanze, risulta difficile e complesso definire un percorso di lotta capace di approdare, senza infingimenti e senza retorica, a risultati concreti, nel senso di impedire una volta per sempre la costruzione di una megadiscarica polifunzionale a Pero Spaccone, sapendo però che la soluzione del “Problema Formicoso” è inserita nella più ampia e generale soluzione dell’emergenza rifiuti in Campania.
Le ultime elezioni politiche,come da più parti è stato rilevato,hanno aperto per il mezzogiorno una lunga e oscura stagione di isolamento,fino a giungere alla spoliazione che va realizzandosi proprio in questi giorni con l’approvazione del federalismo fiscale.
Del resto era prevedibile che quel meridionalismo strabico ventilato dalla destra rimanesse un semplice espediente elettorale.Così, come era scontato,visto il DNA dei vincitori, che l’attuale maggioranza desse inizio ad una nuova stagione politica. Una fase di governo che può e deve essere denominata con il termine:Democratura. Parola questa che dovrà entrare nel lessico quotidiano degli italiani di buona volontà,a significare una democrazia innervata nei gangli di una dittatura,oppure un autoritarismo rivestito di un involucro falsamente democratico.
Il Lodo Alfano, la cosiddetta riforma della Giustizia,la presidenza della vigilanza RAI,il massacro della scuola pubblica,laddove la formazione dei futuri cittadini che si ritrovano catapultati in un mondo globalizzato si ritiene di risolverla con l’obbligo di indossare i grembiulini, il voto in condotta, l’introduzione del maestro unico,la cacciata di 50 mila insegnanti precari,il taglio dei finanziamenti . Ed ancora,la svendita dell’Alitalia: agli amici la polpa, sulle spalle dei cittadini italiani i debiti della compagnia di bandiera. Per non dire dello svuotamento del parlamento, dell’uso padronale dei mezzi di Comunicazione,attraverso i quali viene somministrata la porzione quotidiana di una realtà tutta mediatica, come mediatica è la soluzione della spazzatura in Campania, propagandata ai quattro venti.
Questo il contesto politico generale nel quale si colloca la Megadiscarica del Formicoso.
Come nel parlamento si disconoscono le ragioni della opposizione che pure ha votato la legge sulle discariche, similmente, con la supponenza degli arroganti si dileggiano e si negano le giuste ragioni di chi nella lontana e pacifica Irpinia ha manifestato e manifesterà ancora contro la militarizzazione e lo scippo delle terre.
I cittadini italiani che nel 1946 con la vittoria del referendum consentirono la proclamazione della Repubblica fondata sui valori della resistenza,di fatto oggi si ritrovano ad essere governati da una specie di monarca che quei valori rinnega,attorniato da una pletora genuflessa di valvassori e valvassini, perennemente tesi con la loro sottomissione a svestire la politica della sua eticità. Una schiera di opportunisti che per accaparrarsi la prossima investitura, eseguono scrupolosamente il compito loro assegnato. Questi pseudo rappresentanti del popolo, visto che il popolo non li ha mai eletti,al di là del chiacchiericcio e dei sofismi, sono i difensori occulti dello scippo, iniziato con la violenza di una occupazione militare e criminalmente proteso a realizzare la megadiscarica del Formicoso,al solo scopo di garantire alla solita consorteria di intrallazzatori, affaristi corrotti e corruttori il profitto sull’affare rifiuti.
Cinicamente lo scippo avviene proprio su quelle terre che hanno consentito a molti cittadini di restare nei nostri paesi ,sempre più in via di spopolamento. Il progetto di industrializzazione del dopoterremoto,si è rivelato fallimentare. I cosiddetti imprenditori calati dal Nord hanno arraffato il malloppo lasciandoci qualche industria obsoleta,capannoni vuoti,disoccupazione e tonnellate di rifiuti tossici sepolti,per esempio sotto il capannone della Iato nell’aria industriale di Nusco-Lioni, là dimenticati nell’omertà e nel disinteresse generale,rimossi dalle coscienze, come è stata rimossa la questione del percolato di Difesa grande,indirettamente o direttamente sversato nell’Ofanto,a monte cioè della diga di Conza.
E dove sta la politica, cosa fa? Attanagliata da lotte intestine, tutta tesa a ritagliarsi spazi di potere interno ed esterno,declama a più voci inesistenti percorsi unitari per affrontare il problema discariche e rimuovere la più ampia colonizzazione, non a caso così marcatamente calata sulla nostra provincia :dall’ambiente alla sanità, dalla scuola all’economia .
A chi servono i tanti comportamenti mistificatori intesi ad affermare in periferia quello che per opportunità,mancanza di coraggio e di onestà culturale non viene contestato ai vertici delle proprie organizzazioni politiche?
La nostra riconoscenza va ai i sindaci dell’Alta Irpinia,protagonisti attivi di un lavoro meritorio, unitamente a quello della Comunità Montana . Ma veramente si pensava, e forse si pensa ancora, che affrontare il “Problema Formicoso”,attestandolo tutto sul livello della rappresentanza istituzionale,servisse a modificare le decisioni governative?
Tra le altre cose,perchè i sindaci non hanno ritenuto opportuno di mettere sulla bilancia,come era stato suggerito, l’apporto dei cittadini intesi come elettori,dando così,con la raccolta e la consegna dei certificati elettorali,significanza compiuta alla delega del voto e alla loro rappresentanza.
Sul piano politico rispondere alla individualità di 15 sindaci è cosa diversa dal rispondere alla testimonianza di lotta, seppure simbolicamente espressa dai cittadini da loro rappresentati.
Accade così quello che era stato paventato. L’azione eclatante dei sindaci incatenati viene rimossa,oscurata,retrocessa a non evento,sostituita sul circuito nazionale dalla notizia di un ex sindaco che ha bloccato un camion in quel di Chiaiano.
Si sapeva benissimo,a meno di una diversa gestione dell’evento,che un governo incerniato sulla manipolazione comunicativa, non poteva consentire che le TV nazionali, pubbliche e private, dessero voce ai sindaci incatenati,e visibilità ad una manifestazione così imponente, per aprire un altro fronte,da affiancare alla lotta dei cittadini di Chiaiano, smascherando così con le proprie mani la favola della città di Napoli liberata dalla monnezza . Sappiamo tutti che il tanto propagandato superamento dell’emergenza rifiuti è una volgare menzogna,uno spot pubblicitario giocato sulla pelle della nostra Provincia e della Campania tutta.
Come ripristinare la verità, rompere l’isolamento,stanare la latitanza dell’interlocutore,assente dal Formicoso.Come superare la cultura della contrapposizione Metropoli-zone Interne così tanto funzionale alla lobby del piano discariche? Questo è il compito che ci attende.Tra le tante proposte,ipotesi di lavoro,attività messe in cantiere,occorre innanzitutto organizzare uno luogo fisico,uno spazio extra provinciale di discussione, di partecipazione democratica tra governanti e governati, di interazione tra politica e comunità scientifica,in grado di recuperare attraverso la democrazia del dialogo le ragioni della civiltà e dello sviluppo.
In ogni caso per essere sicuri di dare visibilità alle ragioni della nostra lotta ,da subito occorre aprire una sottoscrizione finalizzata ad acquistare la pagina di un quotidiano nazionale(meglio se estero),e a nostre spese far conoscere al mondo,al di là del circuito telematico, la storia sconosciuta delle 12 discariche(oltre quelle abusive),7 impianti CDR e 5 inceneritori tutti da disseminare rigorosamente nel territorio della regione Campania.
A.Vece Cobas Scuola
8.10.08: la lettera non è stata finora pubblicata dal “Corriere dell’Irpinia”
comunità provvisoria
8 ottobre 2008 alle 1:43 pm