A PROPOSITO DI RICICLO
di Michele Ciasullo, Flumeri
E’ circa un mese che vedo mia figlia armeggiare in casa con una grande quantità di cellulari. Preoccupato mi sono chiesto: “Ma che sono tutti ’sti cellulari?” Da “buon” padre di famiglia mi sono messo a sorvegliarla ed ho scoperto uno strano “giro”.
Portano cellulari da tutte le parti, di tutti i tipi, per lo più malconci e malridotti.
Piccola indagine supplementare e cosa ho scoperto?…
Esiste una associazione onlus, denominata COOPI, che realizza interventi di sviluppo e di emergenza in Africa, America Latina, Asia e Balcani (Il sito è: http://www.coopi.org/it/home/ ). Tale associazione, in collaborazione con ECOSOL, azienda leader nel riciclaggio dei materiali, trasforma i vecchi cellulari in aiuti per il Sud del mondo. I cellulari non piu’ funzionanti verranno smontati per recuperare le materie prime, quelli in buone condizioni verranno rivenduti nei paesi in via di sviluppo.
Per ogni cellulare ECOSOL devolve 1.50 euro a COOPI.
E’ un gesto che non costa niente.
Chi è interessato a costituire un centro di raccolta o semplicemente a donare un cellulare può contattare Angela Ciasullo tramite email: angelaciasullo # supereva.it
P:S: Ultimamente sto notando anche uno strano movimento di tappi di plastica: devo cominciare a preoccuparmi?
Stai tranquillo miereco michè pare che si possano riciclare anche come anticoncezionali. E, le bottiglie dove se le mette?
Tua figlia è geniale. Per fortuna che ha preso dalla madre. Sai pensavo che ci potrebbe dare anche una mano a costruire la biblioteca dell’anima a Flumeri, con materiale riclato.
Pensavo alle balle di paglia, ma si potrebbero utilizzare anche le bottiglie di vuote di plastica che residuano dai tappi?
Facciamo una bellissima biblioteca tutta trasparente. Per qualche muro le si può riempire di terra. Parliamo con l’architetto verde&rosa della comunità provvisoria e facciamoci dare una mano anche da lui.
Uacc Uaa nanos
P.S. Sto organizzando anche FUNERAL PARTY, fammis sapere che cosi recuperiamo tutti i cellulari.
Nanosecondo
23 Ottobre 2008 alle 10:32 am
caro michele quando ci vediamo ti do un pò di cellulari per tua figlia.
armin
Arminio
23 Ottobre 2008 alle 1:30 pm
un’ottima iniziativa. non poteva non essere accolta da noi.
grazie michele ed angela per il vostro impegno sociale, che sembra così piccolo, ma non è affatto una piccola goccia nel mare. è tutto il mare, con le altre.
un abbraccio
alfonso
23 Ottobre 2008 alle 5:12 pm
Che bello! avevo parlato di questa iniziativa nel mio blog il 4 ottobre e l’avevo girata ai forum dei giovani della provincia…
http://davidardito.wordpress.com/2008/10/04/ambiente-italia-formicoso/
Ho già inviato due cellulari e organizzerò una raccolta nel mio comune.
Se vi interessa un’ altra iniziativa di questo tipo vi segnalo questa iniziativa a cui abbiamo aderito come amministrazione di Bonito coinvolgendo anche l’istituto comprensivo.
Rendi il vuoto utile!
Vi sarete sicuramente già chiesti: “Cosa fare di cartucce, toner inchiostrati esausti e cellulari?”
Esiste una soluzione! Medici Senza Frontiere ha attivato una collaborazione con una ditta specializzata per poter raccogliere fondi e allo stesso tempo riciclare oggetti che potrebbero essere nocivi per l’ambiente.
Le cartucce e i toner esausti non vengono quindi smaltiti come rifiuti dopo un primo utilizzo, bensì destinati, grazie a questa iniziativa, ad un uso ripetuto.
La ditta Adler donerà per ogni scatola riempita tre euro a Medici Senza Frontiere per supportare la loro campagna nutrizione. Tre euro corrispondono alla somministrazione di cibo iperproteico per la riabilitazione di un bambino dell’area sub-sahariana dopo una malattia infettiva.
L’ordine di cartoni vuoti o il ritiro di cartoni pieni può essere richiesto via internet all’indirizzo: http://www.msfbox.it >>
http://www.medicisenzafrontiere.it/sostienici/riciclo_materiali.asp
davidardito
24 Ottobre 2008 alle 8:26 pm
Cosi si trasforma la bruttezza in bellezza. vai Facile! uacc uaa nanos
p.s. miche fammi sapè che ne pensi costruire la nostra biblioteca dell’anima con le bottiglie di plastica vuote.
Nanosecondo
24 Ottobre 2008 alle 9:07 pm