comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella
Alberto Giacometti consigliava alle persone, se volevano staccarsi dalla vita, di appendersi per una mano a una trave e poi lasciarsi andare così, aspettando che le unghie si strappassero, morendo di fame e di sete nell’attesa: voleva che le persone provassero la sensazione estrema del loro corpo. Io non l’ho mai provata. Leggo svogliatamente il giornale. Oggi il sessantaduenne Stephen Hawking, lo scienziato paraplegico, afferma che i buchi neri non esistono. Continuo a sfogliare le pagine. Leggo dell’ingegnere di trentadue anni che uccide l’ex fidanzata nella gioielleria e getta il cadavere nella scarpata. Leggo di bambini addestrati come galli da combattimento, di adultere africane condannate a morte, del prete belga che sodomizza ragazzi di colore. Leggo, ma le pagine sono quasi nere, non c’è più luce, sono macchiate di caffè, non me ne ero accorto. Qualcuno, di notte, con la punta di un coltello, mi tagliuzza le lenzuola perché io non possa dormire. Accade da mesi. Per questo non torno mai a casa. Per questo resto nei bar fino a notte alta, vagamente vivo, il giornale stropicciato tra le dita.
Inguaribile
Sì, proprio essendo medico, vorrei parlarti di qualcosa di inguaribile, che non riguarda tanto una pena o un’assenza quanto l’incapacità di vedere e di sentire tutto, di districarmi dal caos. Ma è vero che, se mi districo dal caos, se scelgo una sola visione, un solo suono, una sola parola, questa è una debolezza, una stupida, infima scelta, perché bisogna essere e sentire tutto, non si può guarire scegliendo, guarire è una soluzione per malati, bisogna conoscere tutti i nomi e tutti i pensieri, rubricare i vivi e i morti, tenere simultaneamente il filo che, almeno per qualche secondo, almeno in un punto della mente, lega tutti gli esseri viventi, tutte le opere forti, tutti gli atti necessari. Occorre, per un attimo, raggiungere l’impossibile. Esprimere l’inguaribile. Vuoi un esempio? Preparare un racconto e sapere che, dietro quelle frasi, ne pulsano altre che non scriveremo, armonici che non raggiungeranno mai l’autorità dell’accordo. Si vive per altro? Spesso si muore per molto di meno. Un altro esempio: sognare immagini molto nitide, voci molto sonore. Ma quando si smetterà di sognare? Una voce ripete, una, due, tre volte, la stessa, identica frase: smetti e sarai sano. Infelicemente sano. Tutte le notti uguali, lunghe e nere. Sano ma morto.