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comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

Il Male e Lui , frottola in tre

con un commento

 DI MAURO PIANESI

 

 

 

            “Che male c’è?” (Lui alla Ministra, che non riusciva a rispondere)

 

C’è Male e Male, gemelli dizigoti. Uno prevedibile e l’altro no. Il male prevedibile, a sua volta, può essere evitabile. Oppure no. Quello imprevedibile è il Male vero e proprio, un soldino di merda scordato in saccoccia fin dalla nostra nascita (potremmo anche chiamarlo “male naturale”) che prima o poi sbuca fra le trame dei calzoni, costringendoci a misurarci con lui. Di solito vince lui. Il Male imprevedibile si annovera fra le pratiche della Madonna e dei Santi, o della Natura Matrigna (a seconda di quanto si abbia amato Leopardi da ragazzi – senza poi tradirlo come “povero sciancato” – o di quanto – da quel periodo della nostra vita ad oggi – siamo riusciti a fare i conti col barbuto dio delle nostre preghierine serali).

 

 

            “Niente male!”(disse Lui della Ministra2, che accavallava)

 

Il male evitabile, con tutto il corredo di misure – procedure – accortezze orchestrate per lenirlo, sta alle radici della civiltà, della società coi suoi ordinamenti. Il fatto che il nostro premier sia stato ripetutamente definito così (“un male evitabile”) non è una cattiveria (un… male gratuito, se pur veniale), ma solo una buffa apposizione al nome del bel paese dove lo yes sona. Mi rendo conto, d’altronde, che se il male vero ha soltanto origine naturale o divina, ha poco senso che io ne auguri a Lui, che nel sentire comune ha da tempo sorpassato sia Lorella Cuccarini/Scavolini sia Monica Bellucci (già “più amate dagli italiani”) per collocarsi stabilmente, serenamente (e pacatamente) nell’Oltre. Perché Lui È Amore! Quindi… Quindi io a Lui non posso che augurare il Bene. Ma bene bene bene, Presidente! E del resto, non va forse ripetendo, Lui, in giro, a ogni piè sospinto, queste quattro amabili, blàndule & vàgule letterine? B-è-n-e… Ma allora… ha forse ragione lui? Sempre.

 

 

            “Un male inimmaginabile!” (raccontò poi la Ministra2 alla Ministra1)

 

Se questa vita è un inferno, l’inferno forse non è poi così male. Se questa vita somiglia sempre più alla pubblicità di se stessa, la sua fine e il fine suo coincidono nell’inferno, che non è più il Male (e mi spiace tanto per tutti quei poveri dannati morti prima che venisse Lui…) ma una specie di perenne Isola dei Famosi (avrei voluto aggiungere “con collegamento settimanale dal loculo” ma mi sembrava di cattivo gusto). A Dio piacendo, anzi, si potrebbe chiedere a Lui (ma anche ai suoi oppositori, ché è roba, questa, che – pur sempre pacatamente – tornerà utile anche a loro) di studiare una sorta di indulto per l’enorme schiera dei dannati vissuti prima del suo avvento. Ora se ne stanno confinati a Inferno Vecchio, ma si potrebbe organizzare un servizio navetta con traghettamento a Inferno Nuovo. Provincia dell’Isola dei Famosi. Honduras.

Written by Arminio

14 Novembre 2008 a 6:02 am

Pubblicato in a Autori Comunitari

Una Risposta

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  1. è incredibile il fatto che si accetti senza scandalo uno come berlusconi.
    bravo pianesi! bravo chi non si rassegna!
    armin

    Arminio

    14 Novembre 2008 alle 11:50 pm


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