cos’è un ecovillaggio
comunità provvisoria, architetti itineranti, accanto, amici della terra, anab, vzl iniziano a lavorare per portare un workshop di ‘architettura-agricoltura-paesaggio-gastronomia-economia-psicanalisi’ in IRPINIA, agosto-settembe 2009, dedicato a 25 studenti europei, della durata di una settimana, sui temi della sobrietà edilizia, dell’autocostruzione, dell’autosostenibilità_ _ _ ci sarà anche un cantiere-pionere a cairano _ _ _ _ riprendiamo quindi dall’incontro tenuto al Goleto nello scorso mese di agosto e dal termine ‘ecovillaggio’; ho trovato materiale ben messo sulla rete; lo riporto
In una società profondamente individualistica, l’idea di vivere insieme condividendo professionalità, esperienze, affetti, risorse economiche e intellettuali certo meraviglia. Abituati a vivere le nostre vite in anonimi condomini, stupisce che sia possibile condividere fuori della cerchia ristretta dei legami parentali l’educazione dei propri figli, la preparazione dei pasti, le pulizie, il lavoro. Eppure si tratta di scelte che oltre a migliorare la qualità della vita, perché liberano il tempo e aumentano la socialità, portano a una riduzione sensibile dei costi economici e ambientali. Provate a immaginare quanti televisori, lavatrici, lavastoviglie, scaldabagni, automobili ci sono in un normale condominio. Se le stesse persone decidessero di “vivere in comunità” invece di dieci lavatrici, ne potrebbe bastare una, magari più capiente; e così per la caldaia, il televisore o la lavastoviglie e forse invece di dieci auto ne basterebbero tre o quattro. Questo è quanto avviene in numerose esperienze di cohausing, molto diffuse in Danimarca, Olanda e nei paesi scandinavi. Ma un ecovillaggio è qualcosa di più della semplice condivisione di uno spazio e di qualche elettrodomestico, si tratta di condividere una visione e sperimentare concretamente nel quotidiano uno stile di vita in armonia con la natura basato sui valori di solidarietà, partecipazione, ecosostenibilità e sobrietà. Provate a immaginare diciotto adulti di età e professionalità diverse: insegnanti, agronomi, ingegneri informatici, agricoltori, baristi, muratori che versano in una cassa comune i propri stipendi e poi una volta prelevato una “paga uguale per tutti” di 150 euro, utilizzano tutte le risorse per le spese comuni (spese mediche, educazioni dei bambini, trasporto, spese energetiche, cibo, abitazioni ecc.). Un’utopia? Eppure è quanto avviene nella Comune di Bagnaia, nei pressi di Siena. continua in http://www.mappaecovillaggi.it/detail.asp
per l’organizzazione serve più di una mano; potete scrivermi studio @ verderosa.it
