COMUNITA’ PROVVISORIA . paesi .. paesaggi … paesologia

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

LA RADICE DI UN’ALTRA STORIA

con 9 commenti

DEDICO QUESTA POESIA A ROBERTA GIMIGLIANO. E CHIAMO LEI E TUTTI GLI ALTRI ALLA RADICE DI UN’ALTRA STORIA  _franco arminio

passano mucche sulla lingua e crescono
fili d’erba
è l’ultimo giorno dell’umanità
e passerà nel consueto dormiveglia.
la morte dei miracoli e dei sogni
la morte dei poeti e delle muse
la morte messa in tasca
come si metteva in tasca cento lire
ad un bambino
non fa più impressione a nessuno.
dio non ha fatto niente
la colpa è solo nostra:
togliamoci con calma le gambe e poi la testa,
togliamoci un braccio e poi con l’altro
togliamoci il dorso
e buttiamolo in un cestino.
l’altro braccio resterà per terra come un seme,
dalla mano già si vede la radice
di un’altra storia…

Written by Arminio

16 Dicembre 2008 a 11:42 am

Pubblicato in a Franco Arminio

Taggato con , ,

9 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. la poesia è bellissima. la dedica giusta a una delle persone migliori in cicolazione in questo sgraziato inizio del terzo millennio.
    alice 95

    alice 95

    16 Dicembre 2008 alle 12:23 pm

  2. Da molti mesi Arminio invoca ardori rivuluzionari. Non conosco Roberta, ma confido in lei e in lui….
    hasta siempre
    MARIO NAVA

    mario nava

    16 Dicembre 2008 alle 12:25 pm

  3. Qui dalle pianure umido e acqua gelano le estremità, ma Franco mi aiuta a scioglierle con il calore del suo linguaggio, con le immagini della sua poesia di durezza e sofferenza, alta morale, che invita al confronto del dolore ma anche alla lotta, e ci invita tutti alla radice di un’altra storia…. allora io ci provo, con il linguaggio del sonetto, con i suoi e miei limiti…

    Animali di silenzio nei covi
    miscredenti e miscreduti rovi
    ardenti di passioni dalle tane
    risorgenti e ceneri d’insane

    isterie sottratte al dubbio e vane
    allo sguardo ubiquo dell’inane..
    piangenti non al dio venduti nuovi
    idoli il cui stigma non rimuovi

    a noi tu dici è dato sapere
    tutto ciò che in morte c’allontana
    è festa e salvezza e dovere

    sconosciuto non oblio – e potere-
    tendere le labbra a quest’umana
    attesa riconoscerne il piacere..

    perché….

    il silenzio è una pietra nuda
    che l’iracondo stringe nella mano
    la verità non è poi così cruda
    la lapidazione nulla d’umano

    le parole ad una ad una dure
    colpiscono il segno il bersaglio
    immobile non le schiva impure
    la crocifissione è com’un dettaglio

    non a fuoco un lavacro di colpe
    di miti a cui nessuno più crede
    (il lupo l’agnello l’uva la volpe)
    la vita eterna un atto di fede..

    la maschera è un segno la sola
    difesa – dio cieco senza parola

    …fino ma che …

    Il mare lava ogni storia memoria
    ossessione mutamento… le onde
    fermentano l’inflazione confonde
    le menti un campo minato scoria

    è la morte che ci riguarda boria
    di corrotta politica… diffonde
    mappe per lettori smarriti onde
    bloccare mettere in fuga la storia..

    Le chiavi del tempo cingon d’assedio
    le cale nascoste e lo sterminio
    dei tonni nella rete epicedio

    senza defunti… ecco è il tedio
    d’un paese senza volto carminio
    che cola sul lento stato d’assedio..

    Non conosco Roberta Gimigliano, conosco Franco e la sua poesia è capace di accendere in me ( e in tanti) una voce un linguaggio che comunque aiuta a dire a mattere a fuoco le cose …per fare.. non solo creare o attizzare il nostro (irrinunciabile ) narcisismo… e allora mi viene in mente un suo bello e accorato post sui “matti” dolenti che si aggirano per i paesi dell’ Irpinia d’ Oriente ( e per le pianure), nuovi fantasmi della nostra cattiva coscienza…. dunque:
    perchè non “fare” non “agire” in modo propositivo e creativo?…. Caro Nanos, il tuo accorato -e preoccupato- post del 25 novembre scorso sul tuo blog sollevava la grande questione del “dono” della “gratuità” di essere e fare comunita’ (provvisoria): ecco un ottimo terreno per AGIRE…. e fugare i pericoli di “dittatura degli architetti” (detto con affetto, scherzosamente)… Ricordate Marco Cavallo? Perchè non facciamo qualcosa di bello e creativo con e per i nostri fratelli/fantasmi, animule vagule per i nostri paesi?

    …e continuiamo a indagare la radice di altre storie….

    Saldan

    PS Vi segnalo una mostra di Salvatore Di Vilio, le cui informazioni trovate nel post di ieri su http://www.acapofitto.splinder.com

    Salvatore D'Angelo

    16 Dicembre 2008 alle 12:56 pm

  4. D’angelo non si risparmia. Si vede che ci crede.

    mario nava

    16 Dicembre 2008 alle 1:44 pm

  5. e,
    per favore,
    scegliamo
    con l’amore che è in noi
    con la pienezza e la ricchezza della consapevolezza
    con il respiro rinnovato dolce e lieve
    con la gioia negli occhi illuminati dal sole
    con la voglia di baci “sturdulianti”
    con il sorriso e l’affanno dopo le fatiche di oggi
    scegliamo, per favore
    di rinascere ogni giorno…
    scegliamo la vita
    scegliamo il cambiamento
    la trasformazione
    e siamo pronti a coltivare la radice di un’altra storia…
    grazie sempre Franco

    monica

    16 Dicembre 2008 alle 10:22 pm

  6. come sempre sono in ritardo sui tempi.
    franco sono commossa. dalla dedica e dalla speranza così radicale che si esprime nei tuoi versi. da questa escatologia così terrena che fa nascere il nuovo non dalla negazione dell’esistente, ma all’interno della nostra stessa umanità, così com’è, povera, eppure portatrice di un seme potente di rinascita. è bella, è vera, è radicalmente umana, è la contestazione di ogni sterile nichilismo.
    grazie pure ad alice (ci conosciamo?)

    roberta

    17 Dicembre 2008 alle 11:17 am

  7. amore e politica, politica e amore.
    qui dobbiamo e possiamo intrecciare questi fili.
    armin

    Arminio

    18 Dicembre 2008 alle 12:20 am

  8. Si, dobbiamo possiamo e VOGLIAMO intrecciarli questi fili, perchè non c’è amore senza politica nè politica senza amore, ma solo “indor games” ossessivi e affaristici – nel migliore dei casi “specialistici”, uno specialismo inteso come “separazione”, da brandire come una clava, per tenere lontani i “tuttologi” o chi insidia il nostro piccolo potere, pur’anche psicologico… Sì, meglio “crederci”..meglio vivere “d’umilianti speranze” che annegare nel cinismo … meglio respirare la terra insieme agli altri, guardando al “cielo” con gioia e allegria, a costo dell’ingenuità e del fraintendimento, che nuotare col coltello tra i denti per essere “issati” a un qualsiasi totem ormai privo di senso… sì, meglio crederci.. meglio amare e intrecciarli quei fili, anche col rischio dello spreco di sé.

    Saldan

    P.S. Roberta, eri tu quella donna dolce e minuta alla destra di Franco il 22 novembre scorso, durante l’incontro dibattito a Bisaccia?

    Salvatore D'Angelo

    18 Dicembre 2008 alle 11:42 am

  9. ero alla destra di franco. il resto non so :)

    roberta

    18 Dicembre 2008 alle 4:25 pm


Lascia un commento