<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: ieri sera a castelfranci</title>
	<atom:link href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/12/28/ieri-sera-a-castelfranci/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/12/28/ieri-sera-a-castelfranci/</link>
	<description>comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella</description>
	<lastBuildDate>Tue, 01 Dec 2009 08:33:11 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<item>
		<title>Di: Enzo Saldutti</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/12/28/ieri-sera-a-castelfranci/#comment-15719</link>
		<dc:creator>Enzo Saldutti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 08:14:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=4046#comment-15719</guid>
		<description>Ciao Franco Arminio,

intanto ti dico di essere un tuo estimatore per il tuo coraggioso impegno nonché per la tua onestà personale e intellettuale.

Mettiamo un attimino da parte la POESIA.
A te che ami tanto l’Irpinia: chiedo un convegno su “Fortapasc” (benché “Fortapasch”).

Non voglio però essere interpellato perché non sono scrittore-scrittore né giornalista-giornalista e, men che meno, intellettuale-intellettuale.
Sono semplicemente un docente-impiegato che sa per esperienza la potenza del CINEMA.

Credo che basti la visione del summenzionato cartometraggio per capire in pochi minuti l’eziologia di ciò che oggidì sono: l’Irpinia e la grande realtà che chiamasi COMUNITA’ PROVVISORIA.
Sembra strano, ma tant’è: è così.
Quindi: non mi dire che sono fuori traccia.

I più cordiali e amichevoli saluti.

Enzo Saldutti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Franco Arminio,</p>
<p>intanto ti dico di essere un tuo estimatore per il tuo coraggioso impegno nonché per la tua onestà personale e intellettuale.</p>
<p>Mettiamo un attimino da parte la POESIA.<br />
A te che ami tanto l’Irpinia: chiedo un convegno su “Fortapasc” (benché “Fortapasch”).</p>
<p>Non voglio però essere interpellato perché non sono scrittore-scrittore né giornalista-giornalista e, men che meno, intellettuale-intellettuale.<br />
Sono semplicemente un docente-impiegato che sa per esperienza la potenza del CINEMA.</p>
<p>Credo che basti la visione del summenzionato cartometraggio per capire in pochi minuti l’eziologia di ciò che oggidì sono: l’Irpinia e la grande realtà che chiamasi COMUNITA’ PROVVISORIA.<br />
Sembra strano, ma tant’è: è così.<br />
Quindi: non mi dire che sono fuori traccia.</p>
<p>I più cordiali e amichevoli saluti.</p>
<p>Enzo Saldutti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Elisa Venturin</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/12/28/ieri-sera-a-castelfranci/#comment-14720</link>
		<dc:creator>Elisa Venturin</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 05:46:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=4046#comment-14720</guid>
		<description>Il tradimento è l&#039;antitesi della storia, ma serve alla soria non come manifestazione, ma come conseguenza e la conseguenza del tradimento è l&#039;isolamento del traditore.

I giovani crederanno alle nostre parole perché credono ai principi della fedeltà e della dignità.

Fedeltà e Dignità nella vita e nella morte: di fronte alle due realtà che decidono in eterno la sorte dell&#039;uomo. 

E allora: o Onore nella vita o eterno Disonore nella vita e nella morte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il tradimento è l&#8217;antitesi della storia, ma serve alla soria non come manifestazione, ma come conseguenza e la conseguenza del tradimento è l&#8217;isolamento del traditore.</p>
<p>I giovani crederanno alle nostre parole perché credono ai principi della fedeltà e della dignità.</p>
<p>Fedeltà e Dignità nella vita e nella morte: di fronte alle due realtà che decidono in eterno la sorte dell&#8217;uomo. </p>
<p>E allora: o Onore nella vita o eterno Disonore nella vita e nella morte.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Enzo Saldutti</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/12/28/ieri-sera-a-castelfranci/#comment-14609</link>
		<dc:creator>Enzo Saldutti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 15:02:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=4046#comment-14609</guid>
		<description>Perché non mi viene pubblicato l&#039;ultimo scritto di replica  alla Redazione che un po&#039; frettolosamente (senza conoscermi) mi dichiara VETUSTO, FRUSTRATO, PETTEGOLO, PAVIDO ed io ho replicato perché non è giusto che i lettori possano farsi questa idea di me. Non è giusto. Credo che sia sacrosanto pubblicare la mia replica. Saluto cordialmente e attendo. Grazie mille. Il mio intento non è rivolto alle persone in quanto tali: scrivo perché sono estremamente interessato ai gravi problemi di questa cara nostra Irpinia dilaniata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perché non mi viene pubblicato l&#8217;ultimo scritto di replica  alla Redazione che un po&#8217; frettolosamente (senza conoscermi) mi dichiara VETUSTO, FRUSTRATO, PETTEGOLO, PAVIDO ed io ho replicato perché non è giusto che i lettori possano farsi questa idea di me. Non è giusto. Credo che sia sacrosanto pubblicare la mia replica. Saluto cordialmente e attendo. Grazie mille. Il mio intento non è rivolto alle persone in quanto tali: scrivo perché sono estremamente interessato ai gravi problemi di questa cara nostra Irpinia dilaniata.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: REDAZIONE</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/12/28/ieri-sera-a-castelfranci/#comment-14597</link>
		<dc:creator>REDAZIONE</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 19:58:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=4046#comment-14597</guid>
		<description>Egregio Dr. Saldutti, alias Sperelli, Guarnacci, Ummalido, Michetti, De Carolis, ecc. : con i suoi pettegolezzi e vetuste frustrazioni sta tediando i lettori del blog oltre che se stesso; ne siamo certi. Non ha avuto il coraggio di esternare quello che pensa nella piazza del suo paese e lo fa qui, con lustrato vigore e livore, ogni santo giorno.
Si dia una calmata, abbandoni l&#039;anonimato e rechi alla sua esistenza un pò di coraggio, poichè, sembra capace di scrivere bene.

Per i lettori : il blog serve anche ad esternare reconditi sentimenti, ma come già da più parti segnalato, un limite c&#039;è e, purtoppo, ancora una volta c&#039;è bisogno di mandare il Dr. Saldutti in SPAM.

Saldutti potrà continuare a scrivere ma deve scrivere di altro, basta con le paranoie su Castelfranci e i suoi mancati poeti.

- - -
La Redazione, riunita in data 15.9.2009</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Dr. Saldutti, alias Sperelli, Guarnacci, Ummalido, Michetti, De Carolis, ecc. : con i suoi pettegolezzi e vetuste frustrazioni sta tediando i lettori del blog oltre che se stesso; ne siamo certi. Non ha avuto il coraggio di esternare quello che pensa nella piazza del suo paese e lo fa qui, con lustrato vigore e livore, ogni santo giorno.<br />
Si dia una calmata, abbandoni l&#8217;anonimato e rechi alla sua esistenza un pò di coraggio, poichè, sembra capace di scrivere bene.</p>
<p>Per i lettori : il blog serve anche ad esternare reconditi sentimenti, ma come già da più parti segnalato, un limite c&#8217;è e, purtoppo, ancora una volta c&#8217;è bisogno di mandare il Dr. Saldutti in SPAM.</p>
<p>Saldutti potrà continuare a scrivere ma deve scrivere di altro, basta con le paranoie su Castelfranci e i suoi mancati poeti.</p>
<p>- &#8211; -<br />
La Redazione, riunita in data 15.9.2009</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea De Carolis</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/12/28/ieri-sera-a-castelfranci/#comment-14590</link>
		<dc:creator>Andrea De Carolis</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 16:25:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=4046#comment-14590</guid>
		<description>Il titolo dato: TERREMOTO DELL’80 IN IRPINIA, SIMBOLO DI MALAFFARE, SPRECO, RUBERIA è perfetto, incontrovertibile, dimostrabilissimo, evidente, chiaro più della luce del sole.

Eppure: giunte, amministratori, poetastri (poc’anzi menzionati) con spudoratezza inaudita negano. Io glielo detto in faccia quello che hanno compiuto negli infausti anni ‘80: sono fatto così. E potrei colmare un diario per insulti, minacce, parole e azioni violente rivoltemi in pubblica piazza. Potrei sporgere denunce di ogni sorta ma, poiché mi ritengo un galantuomo, non ricorro a siffatte risoluzioni: non rientrano nel mio stile.

Codesti signori, per contro e per istinto famelico, sono capaci di tutto e del contrario di tutto: mentono, tradiscono, calunniano alle spalle, non concepiscono nemmeno l’ombra di cosa vuol dire “humanitas, onore, dignità, onestà, galanteria”.

Castelfranci li ha capiti, li ha emarginati, li evita, li scansa, li schiva, li rifiuta, li ripudia, non li sopporta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo dato: TERREMOTO DELL’80 IN IRPINIA, SIMBOLO DI MALAFFARE, SPRECO, RUBERIA è perfetto, incontrovertibile, dimostrabilissimo, evidente, chiaro più della luce del sole.</p>
<p>Eppure: giunte, amministratori, poetastri (poc’anzi menzionati) con spudoratezza inaudita negano. Io glielo detto in faccia quello che hanno compiuto negli infausti anni ‘80: sono fatto così. E potrei colmare un diario per insulti, minacce, parole e azioni violente rivoltemi in pubblica piazza. Potrei sporgere denunce di ogni sorta ma, poiché mi ritengo un galantuomo, non ricorro a siffatte risoluzioni: non rientrano nel mio stile.</p>
<p>Codesti signori, per contro e per istinto famelico, sono capaci di tutto e del contrario di tutto: mentono, tradiscono, calunniano alle spalle, non concepiscono nemmeno l’ombra di cosa vuol dire “humanitas, onore, dignità, onestà, galanteria”.</p>
<p>Castelfranci li ha capiti, li ha emarginati, li evita, li scansa, li schiva, li rifiuta, li ripudia, non li sopporta</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea De Carolis</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/12/28/ieri-sera-a-castelfranci/#comment-14588</link>
		<dc:creator>Andrea De Carolis</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 16:16:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=4046#comment-14588</guid>
		<description>Scrivo con il cuore in mano, con il più grande augurio che in Abruzzo non accada ciò che accadde in Irpinia: la vergogna, la spudoradezza, lo schifo, lo sciacallaccio diabolico sulla pelle
di vittime innocenti (da una parte: amministratori senza dignità per un pugno di dollari; dall’altra politici acquicscienti e senza scrupoli per un pugno di voti).

E tutti gli amministratori del dopo terremoto (come Dante connotava la famelica lupa) mostravano natura sì malvagia e ria che mai empivano la bramosa voglia e, dopo il pasto, avevano più fame che prìa. In apparenza baldanzosamente sciacalli per la manna cadente dal cielo grazie alle disgrazie altrui, non capivano che il tempo lento e onesto li avrebbe inghiottiti nei suoi gorghi melmosi. Costoro non immaginavano di scomparire nel peggior modo possibile in quella putredine che fluttua e si solleva nauseabonda. Io non voglio dire fin dove siano giunti vergogna, disonore, ignominia perché dovrei usar parole che offenderebbero i vostri occhi e le vostre orecchie: e dopo converrebbe purificare l’aria che li circonda con sacchi d’incenso. Io son partito da Castelfranci soffocato dal disgusto, non trovavo più la parola “dignita” neanche nel mio vecchio Zingarelli. Ma ora penso al loro dissolvimento quasi con giubilo: degradati, isolati, schivati, allontanati sì come nel lazzaretto manzoniano. Prima del 23 novembre 1980: non avevo mai visto nella mia Castelfranci siffatti individui ingordi e pestiferi. Non avevo mai compreso appieno cosa producesse l’uomo senza dignità. Oggi, or che le tante brutture e sozzure commmesse appaiono in tutta la loro limpida evidenza, nascosti nelle loro isolette lacustri: di tanto in tanto uno fra essi fa capolino (come poetuncolo, poetino, poetastro, presidente, recensore del Nulla) in qualche pscicoterapeutico (per lui) convegno con quella voce (emanante un suono affogato,) sempre più tediosa ed inquietante che aggrava il disgusto. E’ tutto si manifesta più chiaro: si tenta, si prova (non ci si riesce) obliare l’onta con ridicoli travestimenti da intellettualoidi che in quanto tali non vedono il loro nomignolo varcare neanche le nere colonne del nostro cimitero. Primieramente questo ho appreso, mio caro lettore. Ed il Vate m’ispirò.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivo con il cuore in mano, con il più grande augurio che in Abruzzo non accada ciò che accadde in Irpinia: la vergogna, la spudoradezza, lo schifo, lo sciacallaccio diabolico sulla pelle<br />
di vittime innocenti (da una parte: amministratori senza dignità per un pugno di dollari; dall’altra politici acquicscienti e senza scrupoli per un pugno di voti).</p>
<p>E tutti gli amministratori del dopo terremoto (come Dante connotava la famelica lupa) mostravano natura sì malvagia e ria che mai empivano la bramosa voglia e, dopo il pasto, avevano più fame che prìa. In apparenza baldanzosamente sciacalli per la manna cadente dal cielo grazie alle disgrazie altrui, non capivano che il tempo lento e onesto li avrebbe inghiottiti nei suoi gorghi melmosi. Costoro non immaginavano di scomparire nel peggior modo possibile in quella putredine che fluttua e si solleva nauseabonda. Io non voglio dire fin dove siano giunti vergogna, disonore, ignominia perché dovrei usar parole che offenderebbero i vostri occhi e le vostre orecchie: e dopo converrebbe purificare l’aria che li circonda con sacchi d’incenso. Io son partito da Castelfranci soffocato dal disgusto, non trovavo più la parola “dignita” neanche nel mio vecchio Zingarelli. Ma ora penso al loro dissolvimento quasi con giubilo: degradati, isolati, schivati, allontanati sì come nel lazzaretto manzoniano. Prima del 23 novembre 1980: non avevo mai visto nella mia Castelfranci siffatti individui ingordi e pestiferi. Non avevo mai compreso appieno cosa producesse l’uomo senza dignità. Oggi, or che le tante brutture e sozzure commmesse appaiono in tutta la loro limpida evidenza, nascosti nelle loro isolette lacustri: di tanto in tanto uno fra essi fa capolino (come poetuncolo, poetino, poetastro, presidente, recensore del Nulla) in qualche pscicoterapeutico (per lui) convegno con quella voce (emanante un suono affogato,) sempre più tediosa ed inquietante che aggrava il disgusto. E’ tutto si manifesta più chiaro: si tenta, si prova (non ci si riesce) obliare l’onta con ridicoli travestimenti da intellettualoidi che in quanto tali non vedono il loro nomignolo varcare neanche le nere colonne del nostro cimitero. Primieramente questo ho appreso, mio caro lettore. Ed il Vate m’ispirò.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea De Carolis</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/12/28/ieri-sera-a-castelfranci/#comment-14585</link>
		<dc:creator>Andrea De Carolis</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 15:57:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=4046#comment-14585</guid>
		<description>Ma quel che fanno ancor più rabbia son la boria, l’alterigia, il linguettare alla De Mita (chiaro sintomo di complesso mentale) con cui si atteggia in questi convegni di storia locale, di recupero di tradizioni, di queste sedute (per lui) efficacemente psicoterapeutiche. Che pieta e che vergogna! Presiede e parla di ciò che, da amministratore, ha distrutto. Pensate un po’: mi aggredì in pubblica piazza dinanzi a testimoni per avergli semplicemente rimproverato il suo passato di amministratore distruttivo e distruttore di ogni traccia dell’antico Paese. Che poeta! Che esteta! Che signore! Che garbo! Che intellettuale (ovviamente tutto ciò non oltre i confini di Castelfranci: altrove è un emerito sconosciuto). Questo sia chiaro a tutti una volta per tutte! Per non parlar dei recensori di sue “mortifere” poesie per lessico, metrica, sintassi e contenuto. E’ additato persino come “elegante foriero della lirica del nostro Paese”. Non so chi siano codesti recensori di livello internazionale: forse Gentile redivivo o forse Benedetto Croce anch’egli redivivo. Sta di fatto che mi si insinua qualche perplessità. Vogliamo fare appello alla Gelmini per sostiutuirlo a d’Annunzio nei manuali per Liceo? E’ sì vasta la cultura classica che dai suoi “versi” traspare da far impallidire persino l’estetica alcionia. Tutto ivi ritroviamo: immaginifico di connotazioni giammai prima intuite, magia musicale della parola, estetizzanti qualità foniche più che banalmente descrittive, nessuna concessione figurativa, solo e soltanto cadenza musicale, concerti armonici di versi melodici e melodiosi sulla falsariga della lirica etimologicamente intesa: si ricordi che i greci accompagnavano la poesia con le note di strumento. Non si sa mai: forse codesto poeta ebbe i natali in cima al Parnaso. E qual Musa lo allevò per sì tanta gloria patria? E che senso ha più legger: La pioggia nel pineto, La sera fiesolana, Le stirpi canore, Meriggio? Ma sì! Buttiamo tutto via: Maia, Alcyone, Merope, Asterope. Con tanto annobilimento delle parole, con tanta cultura classica: questo ex esperto di motori a scoppio e di ruote dentate è “capax” eziandio di romanzi e drammaturgia. E allora, buttiamo via anche: Il piacere, Le vergini delle rocce, Il fuoco, Il trionfo della morte, La figlia di Iorio, Francesca da Rimini, Il notturno. Non avrà problemi benché ignorante in Lingue e Letterare Antiche. Della lingua greca non conosce nemmeno l&#039;alfabeto. Garantisco io: in tal lingua (matrice di ogni cultura possibile) è un autentico ANALFABETA. Ma sempre ci sarà qualche politico (pardon: qualche Musa del Parnaso) che gli elargirà lectiones di metrica, prosodia, sintassi latina e greca. E quindi imparerà (senza raccomandazioni) anche il periodo ipotetico, la protasi, l’apodosi, la perifrastica attiva, la consecutio temporum, l’ablativo assoluto, i verbi deponenti, il dialetto omerico, eolico, dorico: con buona pace vuoi di Gabriele d’Annunzio vuoi di Giosuè Carducci vuoi del loro classicismo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma quel che fanno ancor più rabbia son la boria, l’alterigia, il linguettare alla De Mita (chiaro sintomo di complesso mentale) con cui si atteggia in questi convegni di storia locale, di recupero di tradizioni, di queste sedute (per lui) efficacemente psicoterapeutiche. Che pieta e che vergogna! Presiede e parla di ciò che, da amministratore, ha distrutto. Pensate un po’: mi aggredì in pubblica piazza dinanzi a testimoni per avergli semplicemente rimproverato il suo passato di amministratore distruttivo e distruttore di ogni traccia dell’antico Paese. Che poeta! Che esteta! Che signore! Che garbo! Che intellettuale (ovviamente tutto ciò non oltre i confini di Castelfranci: altrove è un emerito sconosciuto). Questo sia chiaro a tutti una volta per tutte! Per non parlar dei recensori di sue “mortifere” poesie per lessico, metrica, sintassi e contenuto. E’ additato persino come “elegante foriero della lirica del nostro Paese”. Non so chi siano codesti recensori di livello internazionale: forse Gentile redivivo o forse Benedetto Croce anch’egli redivivo. Sta di fatto che mi si insinua qualche perplessità. Vogliamo fare appello alla Gelmini per sostiutuirlo a d’Annunzio nei manuali per Liceo? E’ sì vasta la cultura classica che dai suoi “versi” traspare da far impallidire persino l’estetica alcionia. Tutto ivi ritroviamo: immaginifico di connotazioni giammai prima intuite, magia musicale della parola, estetizzanti qualità foniche più che banalmente descrittive, nessuna concessione figurativa, solo e soltanto cadenza musicale, concerti armonici di versi melodici e melodiosi sulla falsariga della lirica etimologicamente intesa: si ricordi che i greci accompagnavano la poesia con le note di strumento. Non si sa mai: forse codesto poeta ebbe i natali in cima al Parnaso. E qual Musa lo allevò per sì tanta gloria patria? E che senso ha più legger: La pioggia nel pineto, La sera fiesolana, Le stirpi canore, Meriggio? Ma sì! Buttiamo tutto via: Maia, Alcyone, Merope, Asterope. Con tanto annobilimento delle parole, con tanta cultura classica: questo ex esperto di motori a scoppio e di ruote dentate è “capax” eziandio di romanzi e drammaturgia. E allora, buttiamo via anche: Il piacere, Le vergini delle rocce, Il fuoco, Il trionfo della morte, La figlia di Iorio, Francesca da Rimini, Il notturno. Non avrà problemi benché ignorante in Lingue e Letterare Antiche. Della lingua greca non conosce nemmeno l&#8217;alfabeto. Garantisco io: in tal lingua (matrice di ogni cultura possibile) è un autentico ANALFABETA. Ma sempre ci sarà qualche politico (pardon: qualche Musa del Parnaso) che gli elargirà lectiones di metrica, prosodia, sintassi latina e greca. E quindi imparerà (senza raccomandazioni) anche il periodo ipotetico, la protasi, l’apodosi, la perifrastica attiva, la consecutio temporum, l’ablativo assoluto, i verbi deponenti, il dialetto omerico, eolico, dorico: con buona pace vuoi di Gabriele d’Annunzio vuoi di Giosuè Carducci vuoi del loro classicismo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giorgio De Bellis</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/12/28/ieri-sera-a-castelfranci/#comment-14579</link>
		<dc:creator>Giorgio De Bellis</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 11:10:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=4046#comment-14579</guid>
		<description>Ma quel che fanno ancor più rabbia son la boria, l’alterigia, il linguettare alla De Mita (chiaro sintomo di complesso mentale) con cui si atteggia in questi convegni di storia locale, di recupero di tradizioni, di queste sedute (per lui) efficacemente psicoterapeutiche. Che pieta e che vergogna! 

Presiede e parla di ciò che, da amministratore, ha distrutto. Pensate un po’: mi aggredì in pubblica piazza dinanzi a testimoni per avergli semplicemente rimproverato il suo passato di amministratore distruttivo e distruttore di ogni traccia dell’antico Paese. Che poeta! Che esteta! Che signore! Che garbo! Che intellettuale (ovviamente tutto ciò non oltre i confini di Castelfranci: altrove è un emerito sconosciuto). Questo sia chiaro a tutti una volta per tutte! Per non parlar dei recensori di sue “mortifere” poesie per lessico, metrica, sintassi e contenuto. E’ additato persino come “elegante foriero della lirica del nostro Paese”. 

Non so chi siano codesti recensori di livello internazionale: forse Gentile redivivo o forse Benedetto Croce anch’egli redivivo. Sta di fatto che mi si insinua qualche perplessità. Vogliamo fare appello alla Gelmini per sostiutuirlo a d’Annunzio nei manuali per Liceo? E’ sì vasta la cultura classica che dai suoi “versi” traspare da far impallidire persino l’estetica alcionia. Tutto ivi ritroviamo: immaginifico di connotazioni giammai prima intuite, magia musicale della parola, estetizzanti qualità foniche più che banalmente descrittive, nessuna concessione figurativa, solo e soltanto cadenza musicale, concerti armonici di versi melodici e melodiosi sulla falsariga della lirica etimologicamente intesa: si ricordi che i greci accompagnavano la poesia con le note di strumento. 

Non si sa mai: forse codesto poeta ebbe i natali in cima al Parnaso. E qual Musa lo allevò per sì tanta gloria patria? E che senso ha più legger: La pioggia nel pineto, La sera fiesolana, Le stirpi canore, Meriggio? Ma sì! Buttiamo tutto via: Maia, Alcyone, Merope, Asterope. Con tanto annobilimento delle parole, con tanta cultura classica: questo ex esperto di motori a scoppio e di ruote dentate è “capax” eziandio di romanzi e drammaturgia. E allora, buttiamo via anche: Il piacere, Le vergini delle rocce, Il fuoco, Il trionfo della morte, La figlia di Iorio, Francesca da Rimini, Il notturno. 

Non avrà problemi benché ignorante in Lingue e Letterare Antiche. Purtroppo le sue basi culturali fisiologicamente ineliminabili sono i motori a scoppio, le ruote dentate, i tubi catodici. Di greco non sa nemmeno l&#039;alfabeto. Cioè: in tale lingua (matrice di ogni cultura possibile) è ANALFABETA. 

Ma è un classico democristiano. Sempre ci sarà qualche politico (pardon: qualche Musa del Parnaso) che gli elargirà lectiones di metrica, prosodia, sintassi latina e greca. E quindi imparerà (senza raccomandazioni) anche il periodo ipotetico, la protasi, l’apodosi, la perifrastica attiva, la consecutio temporum, l’ablativo assoluto, i verbi deponenti, il dialetto omerico, eolico, dorico: con buona pace vuoi di Gabriele d’Annunzio vuoi di Giosuè Carducci vuoi del loro classicismo. Non ho citato Montale, Quasimodo e roba del genere perché mi ribello agli scopiazzatori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma quel che fanno ancor più rabbia son la boria, l’alterigia, il linguettare alla De Mita (chiaro sintomo di complesso mentale) con cui si atteggia in questi convegni di storia locale, di recupero di tradizioni, di queste sedute (per lui) efficacemente psicoterapeutiche. Che pieta e che vergogna! </p>
<p>Presiede e parla di ciò che, da amministratore, ha distrutto. Pensate un po’: mi aggredì in pubblica piazza dinanzi a testimoni per avergli semplicemente rimproverato il suo passato di amministratore distruttivo e distruttore di ogni traccia dell’antico Paese. Che poeta! Che esteta! Che signore! Che garbo! Che intellettuale (ovviamente tutto ciò non oltre i confini di Castelfranci: altrove è un emerito sconosciuto). Questo sia chiaro a tutti una volta per tutte! Per non parlar dei recensori di sue “mortifere” poesie per lessico, metrica, sintassi e contenuto. E’ additato persino come “elegante foriero della lirica del nostro Paese”. </p>
<p>Non so chi siano codesti recensori di livello internazionale: forse Gentile redivivo o forse Benedetto Croce anch’egli redivivo. Sta di fatto che mi si insinua qualche perplessità. Vogliamo fare appello alla Gelmini per sostiutuirlo a d’Annunzio nei manuali per Liceo? E’ sì vasta la cultura classica che dai suoi “versi” traspare da far impallidire persino l’estetica alcionia. Tutto ivi ritroviamo: immaginifico di connotazioni giammai prima intuite, magia musicale della parola, estetizzanti qualità foniche più che banalmente descrittive, nessuna concessione figurativa, solo e soltanto cadenza musicale, concerti armonici di versi melodici e melodiosi sulla falsariga della lirica etimologicamente intesa: si ricordi che i greci accompagnavano la poesia con le note di strumento. </p>
<p>Non si sa mai: forse codesto poeta ebbe i natali in cima al Parnaso. E qual Musa lo allevò per sì tanta gloria patria? E che senso ha più legger: La pioggia nel pineto, La sera fiesolana, Le stirpi canore, Meriggio? Ma sì! Buttiamo tutto via: Maia, Alcyone, Merope, Asterope. Con tanto annobilimento delle parole, con tanta cultura classica: questo ex esperto di motori a scoppio e di ruote dentate è “capax” eziandio di romanzi e drammaturgia. E allora, buttiamo via anche: Il piacere, Le vergini delle rocce, Il fuoco, Il trionfo della morte, La figlia di Iorio, Francesca da Rimini, Il notturno. </p>
<p>Non avrà problemi benché ignorante in Lingue e Letterare Antiche. Purtroppo le sue basi culturali fisiologicamente ineliminabili sono i motori a scoppio, le ruote dentate, i tubi catodici. Di greco non sa nemmeno l&#8217;alfabeto. Cioè: in tale lingua (matrice di ogni cultura possibile) è ANALFABETA. </p>
<p>Ma è un classico democristiano. Sempre ci sarà qualche politico (pardon: qualche Musa del Parnaso) che gli elargirà lectiones di metrica, prosodia, sintassi latina e greca. E quindi imparerà (senza raccomandazioni) anche il periodo ipotetico, la protasi, l’apodosi, la perifrastica attiva, la consecutio temporum, l’ablativo assoluto, i verbi deponenti, il dialetto omerico, eolico, dorico: con buona pace vuoi di Gabriele d’Annunzio vuoi di Giosuè Carducci vuoi del loro classicismo. Non ho citato Montale, Quasimodo e roba del genere perché mi ribello agli scopiazzatori.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giorgio De Bellis</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/12/28/ieri-sera-a-castelfranci/#comment-14578</link>
		<dc:creator>Giorgio De Bellis</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 10:59:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=4046#comment-14578</guid>
		<description>A qualche poetastro di Castelfranci, le cui basi culturali (motori a scoppio, ruote dentate e così via, proprio perché &quot;di base&quot; e per cio stesso fisiologicamente e psicologicamente ineliminabili, dico: 

Graecis Latinisque Litteris ignoratis, noli adfectare quod tibi non est datum: delusa ne spes ad querelam recidat. Aiuto per la traduzione: quì trovi un ablativo assoluto e una proposizione finale ad hoc.

Se poi ti appaga il culturame paesanotto e psicoterapeutico: non darti pena per le lingue classiche, pian pianino (e nel tuo italiano) documenta tutto (anche quel che di autobiografico non conviene). Documentare è render noto e manifesto ciò che non ancora si rivela. Un centro di documentazione: o è completo o non è, o è verità o non è, o è coraggio o non è, o è onore o non è. Ma io dico qualcosa di più: o è dignità o non si fa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A qualche poetastro di Castelfranci, le cui basi culturali (motori a scoppio, ruote dentate e così via, proprio perché &#8220;di base&#8221; e per cio stesso fisiologicamente e psicologicamente ineliminabili, dico: </p>
<p>Graecis Latinisque Litteris ignoratis, noli adfectare quod tibi non est datum: delusa ne spes ad querelam recidat. Aiuto per la traduzione: quì trovi un ablativo assoluto e una proposizione finale ad hoc.</p>
<p>Se poi ti appaga il culturame paesanotto e psicoterapeutico: non darti pena per le lingue classiche, pian pianino (e nel tuo italiano) documenta tutto (anche quel che di autobiografico non conviene). Documentare è render noto e manifesto ciò che non ancora si rivela. Un centro di documentazione: o è completo o non è, o è verità o non è, o è coraggio o non è, o è onore o non è. Ma io dico qualcosa di più: o è dignità o non si fa.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giorgio De Bonis</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/12/28/ieri-sera-a-castelfranci/#comment-14576</link>
		<dc:creator>Giorgio De Bonis</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 10:31:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=4046#comment-14576</guid>
		<description>Già mi sono stati negati alcuni commenti senza motivo.

A che serve scrivere “Lascia un commento”? A fare apologie e viscido servilismo? E allora: coraggio! Si commenta e si replica: dov’è il problema? Io non ho paura delle repliche o di qualsiasi risposta perché sono dannunziano e grido: ME NE FREGO.
E se si vogliono nomi e cognomi: sono prontissimo. Come sono prontissimo a rispondere con dati, documenti, cognizioni di causa. Le denunce? I vigliacchi ricorrono a questo. E poi: il problema (non per me ma per qualche mio interlocutore) esiste. E dico: esiste. Non dico: esisterebbe.

Se si è in democrazia i commenti vanno pubblicati: o siamo nella comunista Bulgaria? Chiedo, molto cortesemente, la pubblicazione di quanto segue.

Nella vita contano tre cose: onore, dignità e verità.

In siddetta “comunità paseologica” risulta o no qualche ex amministratore sedicente “poeta” (poiché il poeta è bel altra cosa) che è in maniera diretta e responsabile (ovviamente con altri “non poeti”) della distruzione totale del centro storico di un paese medioevale di nome Castelfranci nonché di un intero bosco per costruire una fasulla fabbrica che, dopo il prevedibile fallimento, divenne persino discarica di rifiuti urbani provenienti da Napoli? E costui sarebbe un custode del bel paese? Ma perché ci prendiamo per i fondelli? E allora: come e con quale requisiti (per non dire coraggio) si permette in comunità l’ingresso di certi individui? Poi: esimio professor , lei conosce a fondo codesto (per me) poetuncolo? Sa che è tutto a suo danno quel che di lui leggo da te scritto: “poeta”, “fine recensore”, “elegante”, “intellettuale”, “critico”. Forse sbaglio. Può darsi che abbiamo inconsapevolmente un d’Annunzio redivivo, un Sapegno, un Croce egualmente redivivo, un Gentile altrettanto redivivo. Fatto sta che non ritrovo il suo presunto onorabile nomignolo: né in manuali per Licei né in manuali accademici né in testi specialisici né in riviste letterarie di tono scientifico. Nulla di nulla. Quindi: calma, calma, calma. Ma ribadisco: il problema non è di natura letteraria. E’ accettare in una “comunità paseologica” un elemento del genere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Già mi sono stati negati alcuni commenti senza motivo.</p>
<p>A che serve scrivere “Lascia un commento”? A fare apologie e viscido servilismo? E allora: coraggio! Si commenta e si replica: dov’è il problema? Io non ho paura delle repliche o di qualsiasi risposta perché sono dannunziano e grido: ME NE FREGO.<br />
E se si vogliono nomi e cognomi: sono prontissimo. Come sono prontissimo a rispondere con dati, documenti, cognizioni di causa. Le denunce? I vigliacchi ricorrono a questo. E poi: il problema (non per me ma per qualche mio interlocutore) esiste. E dico: esiste. Non dico: esisterebbe.</p>
<p>Se si è in democrazia i commenti vanno pubblicati: o siamo nella comunista Bulgaria? Chiedo, molto cortesemente, la pubblicazione di quanto segue.</p>
<p>Nella vita contano tre cose: onore, dignità e verità.</p>
<p>In siddetta “comunità paseologica” risulta o no qualche ex amministratore sedicente “poeta” (poiché il poeta è bel altra cosa) che è in maniera diretta e responsabile (ovviamente con altri “non poeti”) della distruzione totale del centro storico di un paese medioevale di nome Castelfranci nonché di un intero bosco per costruire una fasulla fabbrica che, dopo il prevedibile fallimento, divenne persino discarica di rifiuti urbani provenienti da Napoli? E costui sarebbe un custode del bel paese? Ma perché ci prendiamo per i fondelli? E allora: come e con quale requisiti (per non dire coraggio) si permette in comunità l’ingresso di certi individui? Poi: esimio professor , lei conosce a fondo codesto (per me) poetuncolo? Sa che è tutto a suo danno quel che di lui leggo da te scritto: “poeta”, “fine recensore”, “elegante”, “intellettuale”, “critico”. Forse sbaglio. Può darsi che abbiamo inconsapevolmente un d’Annunzio redivivo, un Sapegno, un Croce egualmente redivivo, un Gentile altrettanto redivivo. Fatto sta che non ritrovo il suo presunto onorabile nomignolo: né in manuali per Licei né in manuali accademici né in testi specialisici né in riviste letterarie di tono scientifico. Nulla di nulla. Quindi: calma, calma, calma. Ma ribadisco: il problema non è di natura letteraria. E’ accettare in una “comunità paseologica” un elemento del genere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
