di
Viola Amarelli (da Avellino)
Affogammo, tra cumuli di
plastica, allumini, tubi già innocenti
incuranti metastasi di merci
ingoiammo fossili refoli di vento, l’eccedenza di stock, i filamenti
brillavano inesausti prendi prendi
intossicammo la mielina coi midolli,incapsulati, polistirolo espanso
colorando di nero seppie ataviche,
pillole e polveri per tirare avanti.
Bruciammo terra, i polmoni, le radici
continuando a ripeterci bugie,
sopraffatti, sconfitti, aspettando ci regalassero
gli avanzi, mentre ci chiedevano insistenti
su cavi, satelliti, diapason impazziti
se fossimo – e perché no – felici.










ho chiesto a viola di mettere qui questa sua bella poesia comparsa su nazione indiana. penso che a maggio faremo una lettura in tandem. credo sia importante per i comunitari ascoltare la voce di una poetessa che vive ad Avelllino, ma che pochi qui conoscono.
ringrazio anche francesco forlani per la foto.
armin
Arminio
9 gennaio 2009 alle 1:17 pm
Mi associo ai complimenti e mi prenoto per la lettura in tandem proposta da Franco. Anzi, direi che quella dei “reading” dal vivo e quella di creare una vera e propria “Sezione del paesaggio poetico” sul blog, mi paiono proposte da coltivare e realizzare.
Se occorre, contate su di me
Saldan
Salvatore D'Angelo
9 gennaio 2009 alle 2:11 pm
Mi prenoto, nel senso di ascoltatore di Franco e Viola.
Saldan
Salvatore D'Angelo
9 gennaio 2009 alle 2:12 pm
condivido l’idea dell’ascolto in generale, e dell’ascolto poetico, in particolare.
franco, grazie per averci fatto conoscere viola.
e.
eldarin
9 gennaio 2009 alle 2:33 pm
Ringrazio per l’accoglienza ospitale, augurandomi di incontrarci presto “dal vivo”, un caro saluto, Viola
viola amarelli
9 gennaio 2009 alle 5:48 pm
rabbia sferzante e grande lucidità: mi piace molto, mi è venuta voglia di leggerla a voce alta (e l’ho appena fatto), chissà che piacere sarà ascoltarla dal vivo.
un saluto caro,
r
renatamorresi
10 gennaio 2009 alle 12:59 am
mi unisco al “gruppo di pratica” testè nato di ascoltatori amatori poetici
condivido e sostengo la modalità della lectura “live” e non solo della poesia, in generale della bellezza!
C’è bisogno! C’è bisogno!
monica
10 gennaio 2009 alle 9:17 am
Nelle parole c’e dentro un grumo, qualcosa di sfuggente e nel contempo di reale.
Parole che richiamano i superstiti di eccellenti scambi e che per caso, un giorno come sprovvisti, ci si guarda intorno come dispersi.
Ecco Viola nelle tue parole avverto l’aria e l’attesa di un giorno.
M.Teresa Iarrobino
10 gennaio 2009 alle 10:48 pm
sospesi al filo della vita, immersi nel vuoto esistenziale , nostalgici di un ritorno senza l’andata,amanti senza desiderio, ubriachi di tenerezza ,immersi nel liquido amniotico protettivo : cosi’ visualizzo i post autori comunitari alla continua ricerca del tempo perduto. R.Q.
rocco quagliariello
11 gennaio 2009 alle 6:30 am
un caro saluto e un mille grazie a Renata, Monica. Maria Teresa e Rocco,, Viola
viola amarelli
11 gennaio 2009 alle 6:51 pm