venticinquesimo anniversario del terremoto
nel centro di conza nuova fervono
i lavori, ci sono
giochi per bambini che non ci sono
e poi sculture d’arte moderna
senza ammiratori.
un anziano che ha lavorato in belgio
mi dice cose chiarissime.
uno più vecchio, vedovo da poco,
parla della sua vita e mi commuove,
germania, australia, il nipote farmacista,
il nipote e l’emigrazione,
sua moglie filomena
morta davanti al fuoco
mentre puliva la verdura.
trecento abitanti in quattrocento case
davanti al bar un annuncio
che cerca operai metalmeccanici.
ecco un’altra notizia del mattino:
il sud senza lavoro qui non esiste.
attraverso altri piccoli paesi.
venticinque anni dopo il terremoto
dei morti sarà rimasto poco.
dei vivi ancora meno.










Questa è sempre stata una delle mie preferite, in poche righe riassume decenni e decenni di vita e di illusioni perdute.
teoraventura
9 gennaio 2009 alle 9:15 pm
caro stefano
anche io ci sono affezionato. metti qualche tuo post tratto dagli studi che stai facendo.
qui c’è bisogno di gente che studia….
armin
Arminio
9 gennaio 2009 alle 9:28 pm
in questi giorni ho messo troppi post.
proverò a rallentare, ma la soluzione potrebbe essere anche riproporre alcune cose. chi ce lo impedisce?
armin
Arminio
9 gennaio 2009 alle 9:35 pm
Appena ho un pò di tempo proporrò un post su argomenti collegati al terremoto, il materiale non manca.
Ci vediamo oggi
teoraventura
10 gennaio 2009 alle 1:53 pm
costruire il vuoto
quanti ricordi dopo 25 anni
un saluto
pm
Paolo Melissi
12 gennaio 2009 alle 12:16 am