COMUNITA’ PROVVISORIA . paesi .. paesaggi … paesologia

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

STOP al consumo di territorio

con 3 commenti

Siegfried Camana, a settembre scorso, unitamente agli altri colleghi dell’ANAB, ha accolto l’invito della Comunità Provvisoria partecipando, con grande generosità,  all’incontro tenuto all’Abbazia del Goleto

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/08/20/ma-allora-perche-si-vende-casa-e-si-va-via/

Adesso ci invia una ‘web circolare’ per la campagna nazionale “STOP al CONSUMO di TERRITORIO”; come C.P. ci muoviamo fin dall’inizio intorno ai temi della ‘conservazione dei vuoti’ e  della ‘gomma’ in edilizia; è il caso di raccogliere e intervenire _ segue il testo

Ai primi sottoscrittori della Campagna Nazionale
“Stop al Consumo di Territorio”
 
Carissime e carissimi,

la risposta che abbiamo ricevuto alla prima fase della Campagna Nazionale “Stop al Consumo di Territorio” è andata al di là di ogni nostra più rosea previsione.
In pochi giorni si avvicinano ormai a mille le adesioni di singoli cittadini, amministratori, comitati, associazioni, architetti ed urbanisti provenienti da tutta Italia.
In queste ore è stato aperto, in forma ancora parziale, il sito internet dedicato alla nostra Campagna Nazionale:
http://www.stopalconsumoditerritorio.it
dove verranno progressivamente fatte convergere anche le singole campagne locali che si sono sviluppate e si potranno sviluppare in tutto il Paese.

Su facebook sono stati creati da pochissimi giorni sia un gruppo (http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=55328756150) , che una causa (http://apps.facebook.com/causes/178309?m=7d6fff67&recruiter_id=24690248)

L’attenzione è in crescita, ma si sa che per renderla davvero visibile, dobbiamo far diventare la nostra campagna, un caso nazionale.
E siccome il consumo di territorio E’ una piaga nazionale, il tema DEVE venire fuori.
Con la vostra adesione, avete alzato la mano. Avete detto che ci siete. Ora, vi chiediamo di entrare nel movimento di opinione, prenderlo in mano insieme a noi e propagarlo, come un’onda anomala.

Rendendolo da un lato una realtà di livello nazionale, dall’altro uno strumento locale, da utilizzare per dare maggior forza alle azioni di tutela del paesaggio, dell’ambiente e del patrimonio artistico e architettonico che molti di Voi conducono o condurrebbero nel territorio di appartenenza.
 
Ciò che chiediamo, ora, è di moltiplicare la campagna.
Inviate e chiedete l’adesione a tutte le vostre mailing list.
Stampate il volantino e  il manifesto, magari integrandolo con una declinazione locale, distribuitelo nei vostri territori e raccogliete le adesioni di chi non ha accesso a internet.
 
Sono in pochi a tirare le fila del mattone e del cemento, ma sono saldati da una specie di malta invisibile. Sono pochi, ma si sa … gli interessi talvolta sanno muovere le montagne …
Noi, chi vorrebbe tutelare e salvare il patrimonio d’Italia, siamo in tanti, ma disuniti e disarticolati. Dispersi in valli, baie e radure.
Per riuscire a competere e ad incidere veramente dobbiamo unire le forze e presentarci come una realtà unita che dica forte e chiaro STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO.
 
L’obiettivo è semplice e concreto: mettere al centro dell’agenda politica nazionale e delle migliaia di agende politiche locali il tema del risparmio del suolo.
 
Questa campagna è nata quasi per caso, da un fortuito incontro tra cittadini, urbanisti e amministratori. Sarebbe un bene per tutto il paese, se l’incontro fortuito avvenisse con tutti gli italiani.
 
Cogliamo l’occasione per informare che la prima assemblea pubblica di presentazione del movimento di opinione si terrà

Sabato 24 Gennaio, ore 10
a Cassinetta di Lugagnano (Milano) – Sala Consiliare – Piazza Negri
 
Siete tutti invitati fin d’ora e per chi è più lontano, lanciamo un’idea.
Sarebbe auspicabile che seguissero o si svolgessero in contemporanea con quella di Cassinetta, altre 19 assemblee pubbliche di presentazione, una per ciascuna Regione d’Italia. Oppure: oltre 100 assemblee pubbliche, una per Provincia.
Anzi, dalle colline del Piemonte due date sono già state decise:
 
Asti, 7 Febbraio 2009
Alba (Cuneo), 14 Febbraio 2009
 
Assemblee dove incontrarsi, superare la freddezza della rete e rendere concreta e visibile la mobilitazione nazionale.
 
Questa che proponiamo è una bozza di lavoro, di avvio. E naturalmente sono benvenute idee/proposte/spunti.
 
Nell’augurare ancora a voi tutti e alle Voste famiglie un Pacifico anno 2009, Vi salutiamo e Vi ringraziamo
 
Domenico Finiguerra, Gino Scarsi, Alessandro Mortarino e Gianni Rinaudo

3 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. tutti gli architetti sono invitati a scrivere. ne abbiamo tanti nella cp.
    armin

    Arminio

    13 Gennaio 2009 alle 9:31 pm

  2. pure tutti gli altri . nanos

    Nanosecondo

    14 Gennaio 2009 alle 10:42 am

  3. In Italia, quasi tutte le regioni hanno in vigore una legge che regola il governo del territorio (e quindi la pianificazione e quindi la trasformazione e la conservazione dello stesso).
    In tutte queste leggi nei primi articoli tra gli obiettivi e le finalità ci sta sempre scritto che la pianificazione urbanistica deve garantire IL MINOR CONSUMO DI SUOLO POSSIBILE .
    Inoltre in tutte queste leggi c’è sempre un tempo dato ai singoli comuni per poter adeguare i loro strumenti urbanistici al quadro di riferimento regionale.
    Il primo obiettivo di una azione di cittadinannza attiva è quello di chiedere che ogni singolo comune (meglio i comuni associati) possa avere le risorse economiche necessarie per fare il Piano Urbanistico comunale e rispetatre la legge,
    Il secondo obiettivo è quello di creare le condizioni economiche affinchè i comuni possano avere la possibilità di gestire l’effttiva compatibilità e coerenza tra quello che si progetta e si approva e quello che si realizza.
    Terzo obiettivo:dire stop al consumo del territorio .. è ancora una volta troppo ideologico.
    E’ necessario capire quale è il limite di carico ambientale di quel territorio e verificare se può sopporatre o meno altre trasformazioni e che tipi di trasformazione .
    Quanti territori si sono dotati di rapporti sullo stato dell’ambiente e dei relativi piani di azione strategici.
    Nei territori che non si vorrebbero più consumare non ci sono solo gli ambientalisti ma c’è un’ampia gamma di persone , di gruppi e di interessi.
    Domanda iniziamo di nuovo una guerra tra classi (o gruppi di potere) o valutiamo di costruire insieme , compenendo i diversi punti di vista basandoci su una nuova economia che è quella dell’ambiente ?
    Luca b.

    luca b.

    14 Gennaio 2009 alle 2:48 pm


Lascia un commento