di Franco Arminio
stavo al sole
dalla panchina dell’edicola
guardavo la domenica
della gente.
mi chiamano per dirmi Leggi il seguito di questo post »
terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG
bellissima giornata a Padova! Le parole come atto di germinazione e fecodazione , le immagini come racconto intimo di vite concrete ,una carnale e oriemtale musica di sottofondo e la voce e gli occhi di Franco a cantare un inno inquieto e dolorante alla nostra sacra terra d’Irpinia. L’attenzione aristocratica e concettosa di una platea di persone comunque innamorate del bello ma di una estetica non sempre a misura d’uomo e…l’attore irpino che ti impone nello sfarfallio delle parole antiche , con ironia inusuale e un realismo non canonico e meno che meno ideologico, un mondo di uomini in carne ed ossa in un territorio bellissimo nei suoi colori odori e umori ma duro ,inattuale ma pieno di un possibile futuro, fatto non solo di sopravvisuti catarrosi e incarogniti nell’autismo sociale ma anche sovraccarichi eportatori sani di storia che tuttavia non è mai stata la loro storia di semplici e marginali ai grandi eventi che generalmente segnano i secoli.
NELLA TERRA DI MEZZO – di Paolo Saggese
Oriana Costanzi ha una storia diversa da quella di molti dei poeti ospitati “Nella Terra di mezzo”. Non è nata in Irpinia, come gli altri, ma ha scelto di viverci, come gli altri.
Proviene dalla provincia di Mantova, ed ha raggiunto questa “terra di mezzo” subito dopo il sisma dell’80. È dunque uno di quegli “angeli del terremoto”, che decise di abbandonare tutto e tutti e di rispondere all’appello della solidarietà, che in quella fine di novembre di tanti anni fa rese davvero l’Italia unita. Da allora, sembrano essere passati millenni, non pochi decenni: adesso, l’Italia bossiana è ben altra, rattrappita e involgarita nella meschinità del “particulare” e nella schedatura delle impronte persino dei bambini.
Oriana Costanzi è così divenuta irpina, sebbene un’irpina diversa, che guarda a questa terra con l’occhio di chi viene da fuori, sebbene la ami profondamente, almeno quanto tanti hanno avuto qui la sorte di nascere.
cairano 7×7 è la suggestione di riabitare un paese.
si comincia come si può, si comincia con una settimana estiva.
l’idea non è di piantare un grande palco e metterci su un’attrazione televisiva.
non pensiamo al baraccone delle sagre, non pensiamo alle feste patronali, non pensiamo neppure alla sarabanda di manifestazioni tese a riscoprire il passato.
non ci abbiglieremo come nel medioevo, non rievocheremo sfilate con duchi e principesse.
andiamo a cairano ognuno per fare le cose che ama fare. i musicisti suoneranno, i poeti declameranno, gli archeologi scaveranno, i passeggiatori passeggeranno e così via…
CAIRANO 7x
materiale base x cairano 7x (mappe e viste aeree) http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157614307136639/
foto varie su Cairano http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157614386950544/
la prima uscita della Comunità Provvisoria, Cairano novembre 2007 http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157603299057934/
il primo sopralluogo per CAIRANO 7X, febbraio 2009 http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157613429954936/
per saperne di più
http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/cairano-7×7/
http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/category/cairano-7x/
dal 21 al 28 giugno 2009
7 giorni live in Irpinia d’Oriente con la Comunità Provvisoria e la Fondazione Dragone http://www.facebook.com/group.php?gid=6111424073
LAGOPESOLE
DI LIVIO BORRIELLO
io credo che ORA ci sia urgenza di gente che elabora e sperimenta nuove ragioni e nuovi sentimenti, che apra la porta con i piedi o uno scatto di neurotrasmettitori, che abbia uno sguardo che arriva, non all’oggetto e al feticcio delle cose, ma alla loro sostanza e alla sostanza della sostanza – che sbatta sui loro limiti inconcludentemente e eccessivamente… solo così si può vincere, cambiando gioco, anzi giocando il gioco in cui sta il gioco
Padova, 26 febbraio
Nell’ambito del XIX Corso di aggiornamento 2009, Paesaggi quotidiani. Paesaggi degli abitanti, promosso dal Gruppo Giardino Storico dell’Università di Padova, coordinato da Antonella Pietrogrande, giovedì 26 febbraio 2009, alle ore 16.30, presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova (viale G. Colombo n. 3, zona Portello), Franco Arminio – scrittore “paesologo”, Bisaccia (Avellino), terrà la lezione dal titolo: Paesi d’Italia: note sparse sull’abitare.
Genova, 27 febbraio
Marco Ercolani presenta
Franco Arminio
Vento forte fra Lacedonia e Candela
Ore 18.00
Libreria Books in the casba, via Pré 137-139 r
metto qui un post di enzo luongo.
credo che sia utile specificare per i frequentatori occasionali del blog che la data di cui cui si parla nell’articolo è quella del mio compleanno.
approfitto per ricordare a luongo che gli amici comunitari hanno perfino pensato di farmi un regalo in occasione del compleanno.
non mi pare corretto premettere altro all’articolo…
armin
Riflettevo nel pomeriggio con un amico a voi conosciuto, sull’utilità sociale del culto della personalità: ed abbiamo convenuto, non senza discussione, che in fondo essa è un male necessario.
Alla domanda reciproca: “quale strumento è più idoneo a rappresentare la stupidità umana?” abbiamo dovuto ammettere, controvoglia, che il miglior strumento è (ed è sempre stato) “il culto della personalità!”. Lo abbiamo accertato e accettato in fondo, molto in fondo, anche un po’ imbarazzati perché riguarda anche noi.
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di Franco Arminio
stavo al sole
dalla panchina dell’edicola
guardavo la domenica
della gente.
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i lunedì dell’antropologia narrativa _ di alfonso nannariello
La morte non è l’ultima parola, la notte ha già toccato la sua meta.
Lo so per certo ora.
I morti sepolti nell’antica chiesa Madre devono essere già risorti se le loro ossa non si sono più trovate. Non ce n’è traccia in nessun verbale di nessun consiglio comunale dell’epoca in cui questa chiesa, irreparabile per i danni della frana e di diversi terremoti, fu demolita. Deve essere proprio così, a conferma della certezza di Giobbe nel cui Testamento ritiene inutile cercare le ossa, i resti dei figli, tra le rovine della casa che su di loro è crollata, perché tanto non saranno trovati avendoli il creatore elevati a sé. Leggi il seguito di questo post »
DI LUCIANA MASCANDOLA
Non ho mai visto Cairano.
Ma il fatto che tante persone vogliano, nel mese di giugno,
abitarlo nel pieno della tranquillità di paese, Leggi il seguito di questo post »
sono andato a taurasi con un mal di testa cattivo. mi è durato tutto il giorno, ma è stata un’altra giornata intensa, di valore.
è stato bello sentire tante passioni
tanta voglia di costruire una settimana a cairano
che esca dall’imbuto delle solite giornate.
metteremo al lavoro sogno e ragione, passione per questa terra antica e passione per un futuro che non sappiamo.
Rilke “Lettere ad un giovane poeta “ Oscar Mondadori.
“Lei domanda se i suoi versi siano buoni. Lo domanda a me. Li invia alle riviste. Li confronta con le altre poesie. E si allarma se certe redazioni rifiutano le sue prove. Lei guarda all’esterno ed è appunto questo che non dovrebbe fare. Guardi dentro di sé. Si interroghi sul motivo che le intima di scrivere ; Verifichi se esso protende le sue radici nel punto più profondo del suo cuore ; confessi a se stesso : morirebbe se le fosse negato di scrivere ? Leggi il seguito di questo post »
Quella donna che beve un’aranciata sui tarli d’una panca si chiama Gesilda. Per me che ho poche speranze e attese e nessuna passione che mi tenta, lei è l’unico fiore aperto in questa terra cupa e avvelenata. Ogni giorno in questo cortile l’ombra delle mie domande, il fuggevole bagliore delle sue risposte, con cui mi ha reso familiare la diffidenza verso le cose che pensiamo. Da giovane era molto bella, racconta dei suoi numerosi corteggiatori, di lunghe malattie e di lunghi viaggi. Leggi il seguito di questo post »
Domani a Taurasi nel pomeriggio parliamo di Cairano.
Immagino che a ognuno di voi piano si metta a fuoco un’idea di quello che potrebbe essere la settimana di giugno sopra quel meteorite abitato da trecento creature.
Bisogna parlarsi da finestre alte, bisogna scambiarsi domani pensieri e immaginazioni che sappiano staccarsi dal ronzio che ci assedia.

Posto di seguito il pezzo che chiude CIRCO DELL’ IPOCONDRIA, Le lettere, Firenze 2007, libro chiave per accedere all’arte, allo stile, alla poetica dello scrittore irpino. V’ è presente tutto Arminio, con il movimento dei suoi temi e della sua scrittura, la lotta panica tra il paesaggio del suo corpo e il corpo del paesaggio in cui è inscritto quell’ esilio. E l’incessante ricerca della bellezza, come una rosa da annusare, che non c’è e che (forse) non ci sarà mai. Se non nel lascito di quella scrittura di quello stile, aggiungo io. (Le sottolineature in corsivo nel testo sono mie.) _ la foto di franco è di Mario Dondero__
di Guido Viale
Alla crisi finanziaria in corso – la maggiore dell’ultimo secolo – sta seguendo, come era inevitabile, una contrazione della domanda e della produzione, con conseguente crisi occupazionale. Sullo sfondo sono già all’opera, però, una crisi ambientale anche maggiore, che si manifesta – ma non solo – nei mutamenti climatici indotti dai combustibili fossili, e il picco prossimo venturo del petrolio. L’importanza del petrolio nei processi produttivi (fonte energetica e materia prima), negli usi civili (riscaldamento e generazione elettrica), in agricoltura (fertilizzanti e carburanti), nel trasporto, e l’impossibilità di sostituirlo con fonti di pari potenza e versatilità rendono drammatica questa strozzatura. Leggi il seguito di questo post »
abbiamo questi uomini e queste donne
dentro di noi
e intorno a noi
abbiamo questi paesaggi
dentro di noi e intorno a noi,
non sappiamo fino a quando
guarderemo questa scena
fino a quando ci illuderemo
di cambiarla.
in ogni caso l’anima delle cose la trovi
solo se vuoi baciarla.
il mondo ti riesce vicino
solo se gli corri dietro come un bimbo
il suo palloncino.
armin
quel che snerva e svena la scrittura oggi è la moderazione, quel che manca è una qualsiasi forma di radicalità e tensione… e se la scrittura non è questo, cos’è più? che senso ha raccontare storielle che rappresentano più potentemente i linguaggi visuali? la scrittura deve commerciare con ciò che non siamo, con ciò che non comprendiamo in noi…solo nella parola, che ci costituisce, può darsi o trapelare il senso di ciò che ci sorpassa… perchè la parola è il nostro limite…)
Nuovi esercizi di paesologia/2
Gennaio sul confine tra Irpinia e Lucania. Sulla strada poche macchine, nel cielo molte nuvole, ma sono senza piogge, nuvole vuote, striature di grigio in un cielo sbiadito. La meta di oggi è San Fele. Ho voglia di conoscere Assunta Finiguerra, una poetessa che scrive nel dialetto del paese. Intanto guardo il paesaggio rotto dell’inverno. Montagne d’argilla che fra poco inizieranno a franare, alberi avviliti. Avanzo in questo mattino silenzioso e il paese arriva Leggi il seguito di questo post »
architettur@ in irpinia
incontri itineranti 2008-2009 ____ 8° TAURASI
sabato 21 febbraio 2009
PAESAGGIO e TERRITORIO
Il ruolo della Geomorfologia nella Pianificazione territoriale
programma e info :
http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/incontri-itineranti-2008-2009/
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nel pomeriggio i parlamenti comunitari saranno dedicati a CAIRANO 7x
altre foto del castello di taurasi : http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157613669939047/
NELLA TERRA DI MEZZO – di Paolo Saggese
Trovare una definizione unitaria e compiuta per descrivere la produzione poetica e intellettuale di Ottaviano De Biase (Santa Lucia di Serino, 1947), è impresa ardua, complessa, perché il poeta è anche attento e scrupoloso studioso di questioni locali, soprattutto dell’Ottocento, e produce libri di argomento storico a ritmi impressionanti. Dopo molti anni passati nella Marina Militare, nel corso dei quali si è specializzato in Guerra Elettronica, Ottaviano si è lasciato alle spalle quella vita, che pare gli abbia procurato anche amarezze, per dedicarsi quasi completamente allo studio: e così al 1987 risale il primo libro di poesie dal titolo “Terra mia” – cui ne seguono altri sei -, mentre nel 1991 è edita la prima opera di argomento storico (“Serino nella seconda metà dell’Ottocento”), prima di una lunga serie di lavori – dodici al momento – dedicati a Serino, a Santa Lucia, a San Sossio di Serino, alle sorgenti e agli acquedotti dell’alta valle del Sabato, al brigantaggio. Si è dedicato anche al teatro – con “A vigilia di Natale” (due atti in dialetto serinese) del 2004 – ed ha scritto un romanzo, “Terra e cielo”, 1994, che racconta la nostra Irpinia negli anni immediatamente dopo la guerra. E che, appena uscito, con i tipi di Firenze Libri, si aggiudicò in Abruzzo il Primo premio internazionale sull’emigrazione, riconoscimento che suscitò un certo interesse in Canadà, Stati Uniti, Germania.
a Cairano! ______________________ di Mauro Orlando
Viviamo tutti in grande o piccole città, ove l’immagine della città si sfalda e il richiamo alla intimità naturale con la nostra comunità di nascita o di adozione amorosa senile diventa sempre più forte e coinvolgente con l’avanzarsi della età cosiddetta matura. Non sono un architetto e tantomeno un urbanista . Sono tuttavia convinto della non-disciplinarietà dell’urbanistica come delle altre scienze : “Siamo tutti urbanisti senza impiego, abbiamo tutti delle urbanità senza profilo” , abitanti un agglomerato che “un giorno dimenticherà persino di chiamarsi ‘città’.
i lunedì dell’antropologia narrativa - di alfonso nannariello
A Monticchio, l’arcangelo Michele, in guerra contro un angelo ribelle, era sceso fino a sotto terra.
Ci andai per la prima volta con la comare di cresima di Rosellina, alcuni anni dopo la nostra prima comunione, quando venne a farle visita dopo essersi sposata. Andammo all’abbazia, l’unica volta che ci sono stato. Me la ricordo scura, scavata nella roccia. Poi facemmo un giro e le foto in riva al lago, le prime mie a colori.
Anche noi discendevamo agli inferi, ogni tanto.
cari comunitari preparetevi come si deve all’incontro di taurasi di sabato prossimo. dopo le importanti comunicazioni della mattinata, nel pomeriggio lavoreremo alla festa di cairano 7×7.
non una discussione sul senso dell’iniziativa, ma il punto su quello che stiamo facendo e quello che dovremo fare.
questa più che mai è un’impresa corale. si prenda esempio dall’iniziativa di monica e dario. cairano può accogliere tante avventure dello spirito. scatenate la vostra immaginazione….
dunque la settimana che si apre dovrà essere per tutti una settimana di lavoro pro-cairano. personalmente ho già preso molti contatti e sabato ve ne darò conto. spero che ognuno potà dare comunicazione di quanto ha fatto o sta facendo. basta anche una mail, una telefonata. la festa delle arti e della decrescita è già in corso e il processo di avvicinamento è importante quanto la festa stessa.
armin
un racconto di Vito Solazzo
“No, non è possibile; mi sembra troppo, è forse esagerato, un po’ eccessivo; sa come sono i giornali e pure la gente, su certi argomenti, esagerano in alcuni periodi e in altri, o non se ne occupano per niente, o solo accennano o trattano con superficialità, o…….sarà certamente questo il momento dell’esagerazione. Cinque o sei mesi, è impossibile!” Leggi il seguito di questo post »
E’ da quando sono tornata da Milano che penso a un GAS, chiamato così un Gruppo di Acquisto Solidale. In quella città di cemento e nuvole basse la voglia di odorare la terra è ancora più forte.
Ma ne abbiamo bisogno anche qui. Anche la mia terra, che fino a qualche tempo fa sembrava un’oasi incontaminata, è in rapido declino, e nel bel mezzo della Campania, non sente né più l’effluvio del mare, né il fruscio degli alberi irpini (il vento si sente sempre forte, però!).
Vorrei che la nostra salute fosse salvaguardata. Vorrei che potessimo sentire il profumo dei cibi, vorrei che ogni alimento avesse il suo sapore, senza la necessità di essere esaltato. Vorrei che il genuino fosse la normalità.
I Gruppi acquistano prodotti alimentari direttamente dai piccoli produttori, in modo da far girare l’economia locale in maniera equa e ridurre lo spreco di energia derivanti dal trasporto; i prodotti devono rispettare la coltivazione e l’allevamento biologici ed essere lontani da fonti di inquinamento; e alla manodopera impiegata devono essere riconosciuti tutti i diritti del lavoro.
L’Alta Irpinia è stata una rivelazione per me. Di condizioni così, immagino ce ne siano tante. Creare una rete di questo genere significherebbe avanzare un passo per un vivere più sano e giusto. A me non mancano i contatti per estendere la rete verso il mare.
Sono tanti che aspettano che, magari, qualcun altro si muova per primo.
Io voglio muovermi. Ce la facciamo?
sto testando una nuova funzione di flickr; dall’album si può postare un’immagine direttamente sul blog … buona neve a tutti
… il mio invito semplice ad aprire il cuore, la mente, portando il vostro corpo silenzioso il 27 giugno a Cairano…
Monica Rosapane
“Scopo della meditazione è diventare completamente vivi per toccare in profondità ogni attimo della nostra vita. Non è una fuga dalla sociètà. Al contrario, è una preparazione al rientro nella società”
Cari amici,
sono onorata di presentarVi Adriana che ci guiderà nell’”Esperienza di
meditazione nella luce, nell’aria, nella bellezza di Cairano” il 27 giugno durante la manifestazione 7×7.
questo è il primo pezzo di quello che sarà il prossimo libro paesologico. qui siamo in molise, ma questa volta il cuore delle visite (in senso medico e non turistico) sarà la lucania.
il blog è in salute e la comunità anche. ci vediamo a taurasi per parlare di cairano 7×7.
armin
La meta è Riccia, provincia di Campobasso. Dopo Benevento prendo la strada per Pietrelcina, il paese di Padre Pio. C’è un po’ di traffico, ci sono le insegne, le case, il disordine del sud campano. Dopo Pietrelcina stacco netto. La strada gira sinuosa in un paesaggio collinare che si fa sempre più silenzioso e sgombro di presenze umane. Infilo un paese che si chiama Colle Sannita ed è un trofeo della tristezza: paese mestamente contadino, accantonato in mezzo alla strada, allungato come un cane in questo pomeriggio di settembre vagamente novembrino. Leggi il seguito di questo post »