ucairano, introduzione a frammenti
cairano 7×7 è la suggestione di riabitare un paese.
si comincia come si può, si comincia con una settimana estiva.
l’idea non è di piantare un grande palco e metterci su un’attrazione televisiva.
non pensiamo al baraccone delle sagre, non pensiamo alle feste patronali, non pensiamo neppure alla sarabanda di manifestazioni tese a riscoprire il passato.
non ci abbiglieremo come nel medioevo, non rievocheremo sfilate con duchi e principesse.
andiamo a cairano ognuno per fare le cose che ama fare. i musicisti suoneranno, i poeti declameranno, gli archeologi scaveranno, i passeggiatori passeggeranno e così via…
non andiamo a cairano a consmare spettacoli preconfezionati. Lo spettacolo è il paese riabitato, riabilitato nei suoi vicoli, nelle case da troppo tempo chiuse.
Una settimana nel cuore dell’irpinia d’oriente, nel tempo prossimo alla mietitura, nella luce e nel silenzio di un paesaggio tra i più belli e incontaminati dell’appennino meridionale.
Ci sarà un programma con gli eventi, ma la parola cruciale in questo caso è: esperienza.
In un tempo in cui diventa sempre più difficile fare esperienze, la settimana cairanese offrirà alle persone del posto e a chi arriva da fuori la possibilità di incrociare storie, sogni, saperi.
Non ci saranno bancarelle, non ci saranno ingorghi di automobili. Si va a Cairano in punta di piedi, sarà un affollamento silenzioso. La letizia di una comunità provvisoria che per una settimana accoglie e si raccoglie intorno a un nuovo modo di abitare il mondo.
armin










Noi ci possiamo reciprocamente compendere solo a condizione che l’anima, lo spirito, il corpo, l’ispirazione, il lavoro si lascino insieme coordinare e sincronizzare, se riusciamo a non farci disgregare, se non consentiamo alla nostra esistenza di cadere a pezzi, ma in modo straordinario,nonostente tutto, riusciamo a tenere unite insieme le sue parti. Qualcosa di vitale che ci protegge e ci spinge ad andare avanti, non solo come volontà e determinazione, piuttosto coma forza d’animo. Quanto più si riesce ad ottenere un rapporto sciolto con la propria origine, con il proprio spessore e con il futuro tanto più diviene libera la nostra coscienza, la consapevolezza, la direzione della vita. L’irradiazione che l’umano puo’ emanare in termini di aura e di energia si percepisce non solo nello sguardo ma nel contatto globale interpersonale.Si deve essere pronti a cambiare idea, ma l’energia ha una precisione di tipo matematico come in genere sono precisi i nostri affetti , in un modo in cui mai potranno esserlo i nostri concetti.
Appunto ,Armin, a Taurasi mi è parso che la tua aura fosse appannata, come velata, ma vedrai che nella settimana cairanese essa risplenderà come il sole all’orizzonte sui campi di grano e sulle praterie verdi collinari rupestri. Contaci e non smettere si sperare.
rocco quagliariello
24 febbraio 2009 alle 11:11 pm