COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

Che bella Irpinia d’oriente a Padova!

bellissima giornata a Padova! Le parole come atto di germinazione e fecodazione , le immagini come racconto intimo di vite concrete ,una carnale e oriemtale musica di sottofondo e la voce e gli occhi di Franco a cantare un inno inquieto e dolorante alla nostra sacra terra d’Irpinia. L’attenzione aristocratica e concettosa di una platea di persone comunque innamorate del bello ma di una estetica non sempre a misura d’uomo e…l’attore irpino che ti impone nello sfarfallio delle parole antiche , con ironia inusuale e un realismo non canonico e meno che meno ideologico, un mondo di uomini in carne ed ossa in un territorio bellissimo nei suoi colori odori e umori ma duro ,inattuale ma pieno di un possibile futuro, fatto non solo di sopravvisuti catarrosi e incarogniti nell’autismo sociale ma anche sovraccarichi eportatori sani di storia che tuttavia non è mai stata la loro storia di semplici e marginali ai grandi eventi che generalmente segnano i secoli.

Non li conforta non per spocchia o ignoranza , neanche il fiore all’occhiello di aver avuto nientemeno che Federico II a frequentare e governare il proprio terriorio tanti e tanti secoli fà! Ha raccontato con arguzia dinitosa e profonda dignità al limite dell’orgoglio non di maniera o di difesa, il suo ‘diario civile’ ad un pubblico particolare di un nord-est pur selezionato e scelto per interessi, cultura e sensibilità. Gli ha raccontato del suo voler continuare a viaggiare “nei dintorni della propria ferita” o delle proprie ‘crepe’ nella carne e nello spirito solo con piccoli spostamenti per raccontare visite nelle proprie “radici infiammate” in un viaggio avventuroso e e di sogni ma stando a casa. Il pubblico frastornato e intondito dal suo modo arcaico e postmoderno di usare la parola non per descrivere o proporre un scambio di una possibile diversa ‘bellezza’ non contaminata dalla civilizzazione nascondendo “per logica di mercato” gli “arcana” di una bellezza fatta anche di egoismi, autismi ,astii, rancori ,gelosie, narcisimi e lacerazioni dolorose e doloranti. La nostra irpinia che assaporiamo carsica e profonda nelle nostre esperienze quotidiane “umane oltreumane ” inattuali, provvisorie o inoperose da  di dentro o da lontano. Dobbiamo ringraziare franco sopratutto perchè nei suoi viaggi nella laboriosa, postmoderna ,t ragicamente ipertecnologica e disumanizzante iperproduttiva padania occidentale e orientale ha il coraggio civile e culturale di raccontare di un mondo che non è arcaico secondo l’accezione economicisticao storicistica del termine ma perchè resta possibile messaggio di speranza di futuro per gli ipini stanziali, quelli viandanti e migranti ma sopratutto per tutti quelli che in spirito e cultura sentono tragicamente la deriva del mondo spirituale e materiale di un nostro occidente sviluppato senza possibilità di progresso.
E questa sera il racconto continua nella mitica via Prè di Genova , tra i “carrugi” a cercare di coniugare il mondo di Fabrizio De Andrè e il mondo di Franco in nome e per conto della poesia e della cultura!
mauro orlando

mercuzio

27 Feb 09 at 3:35 pm

Scritto da mercuzio

27 febbraio 2009 a 3:43 pm

8 Risposte

Iscriviti ai commenti con RSS .

  1. “attenzione aristocratica e concettosa”…
    ” sopravvissuti catarrosi ed incarogniti nell’autismo sociale”…
    “egoismi, autismi, astii,rancori, gelosie,narcisismi e lacerazioni dolorose e doloranti”…
    MAURO LEGGEREZZA SEMPLICITA’ COCCOLE NON SE NE VEDONO NELLA CRONACA DELL’EVENTO NORD EST. Non si può leggere
    i tuoi commenti con il vocabolario della lingua italiana accanto al mouse… Non me ne volere ma l’invito di Angelo va nella direzione ostinata e contraria. Rocco

    rocco quagliariello

    28 febbraio 2009 alle 6:32 am

  2. La donzelletta vien dalla campagna,
    In sul calar del sole,
    Col suo fascio dell’erba; e reca in mano
    Un mazzolin di rose e di viole,
    Onde, siccome suole,
    Ornare ella si appresta
    Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.
    …….
    Godi, fanciullo mio; stato soave,
    Stagion lieta è cotesta.
    Altro dirti non vò; ma la tua festa
    Ch’anco tardi a venir non ti sia grave.

    …….fossi Leopardi o almeno un poeta vernacolare ma mi accontento di comunicarvi uno stato d’animo di una serata seriamente non banale e uso le parole che conosco e che si impongono a raccontare le mie emozioni. “per aspera ad astra” caro rocco, da tutti riconosciuto come ” il grande semplificatore”. Per scherzare cosa ti avrebbe risposto il grande Totò :”Semplificatore lei? ….ma mi faccia il piacere!”
    Ti voglio un fracco di bene.
    mauro

    mercuzio

    28 febbraio 2009 alle 9:49 am

  3. E va bene, Mauro, anche stavolta non sei caduto nel tranello dell’ironia e dell’autoironia. Accipicchia non so proprio come mettere in difficoltà il nostro Mercuzio , ma a Cairano ne vedremo e sentiremo delle belle. in fondo alla settimana epocale manca solo una stagione, la primavera. Buon fine settimana a tutti ,
    comunitarie e comunitari vicini e lontani. Rocco

    rocco quagliariello

    28 febbraio 2009 alle 2:54 pm

  4. …….ma quanto ti voglio bene!…insieme a tutta la banda dei comunitari.
    mauro

    mercuzio

    28 febbraio 2009 alle 3:00 pm

  5. scusate se divago un attimo. morto suicida importante primario napoletano infastidito da un’inchiesta nel suo ospedale. uomo di successo sociale oltre che economico, tre belle figlie, tanta beneficienza fatta…chiedo a rocco quagliariello, michele ciasullo, e a tutti gli appassionati di medicina e dell’essere umano in generale: ma com’è possibile? ma un medico non dovrebbe essere un esempio di saldezza morale e di nervi, uno che apprezza la vita perchè conosce la sofferenza, uno che sa dare il giusto peso ai fatti della vita e seguire l’armonia corpo- mente?

    sergiogioia

    28 febbraio 2009 alle 4:09 pm

  6. …”L’animo mio ,per disdegnoso gusto,credendo col morir fuggir disdegno,ingiusto fece me contra me giusto…” (Pier delle Vigne ,selva dei suicidi-canto XIII dell’Inferno di Dante).
    A volte è un atto di disperata protesta.
    I suicidi portano con se,per sempre nell’abisso, il loro segreto.Parlarne è vano.Meritano umana compassione e Rispettoso Silenzio.

    Michele Ciasullo

    28 febbraio 2009 alle 8:08 pm

  7. Conoscevo di fama il collega del Cardarelli di Napoli che suicidandosi ha invitato la tre figlie ad abbandonare le falde del Vesuvio e trasferirsi altrove il più lontano possibile da Napoli.
    Ecco un esempio di come , a volte, il processo dinapoletanizzazione dell’umanità risulti sgradevole e insopportabile proprio a chi a Napoli vive e lavora.
    Mi associo,comprensibilmente, alla umana compassione di Michele Ciasullo ed al rispettoso silenzio esprimendo cordoglio alla famiglia del compianto collega e Primario ospedaliero.

    rocco quagliariello

    28 febbraio 2009 alle 8:30 pm

  8. caro mauro
    intanto grazie per la visita e per lo scritto.
    qui non ci sono pause.
    oggi a bisaccia assemblea contro la discarica.
    stanotte ho sognato a lungo, il sogno di cairano…..

    Arminio

    1 marzo 2009 alle 1:59 pm


I commenti sono chiusi.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 46 other followers