Archivio per marzo 2009
passione in casa iannino
CANIO LOGUERCIO _ PASSIONE
concertino al sangue di canzoni d’amore sussurrate
7 marzo 2009 – ore 20.00 :: Intorno alla Musica e all’Arte :: Vico chiuso Sant’Antonio :: LAPIO (AV) APERTURA ORE 19,00
primarie per un titolo…
tre titoli per il prossimo libro laterziano
quale vi piace?
IL DITO SUL CUORE (con sottotitolo “cronache dal paese della cicuta”)
NEVICA E HO LE PROVE (con possibile sottotitolo “dal paese della cicuta)
LA VITA ESPOSTA
armin
Alfonso Attilio Faia. Il poeta della poesia come vita
NELLA TERRA DI MEZZO - di Paolo Saggese
La poesia è vita, altrimenti è gioco, divertissement, “lusus”, esercizio retorico. Per Alfonso Attilio Faia, medico di Nusco, originario di Montemarano, la poesia è appunto vita.
Scrittore impegnato, autore di saggi dedicati all’educazione e alla famiglia (“Il senso del sogno”, 2000; “Cari genitori”, 2005), egli è anche poeta – ha all’attivo la pubblicazione di cinque raccolte -, che ha coltivato quest’arte ormai da una vita, sin dal lontano 1964, giovanissimo adolescente. Poeta ricco di corde, egli è innanzitutto poeta dell’anima, e dunque poeta dell’impegno sociale.
il decalogo del sole
All’inizio degli anni ’90, nel corso del Vertice della Terra di Rio de Janeiro, al pubblico mondiale furono mostrate in modo inequivocabile le conseguenze che avrebbero avuto sulle persone e sull’ambiente il crescente sfruttamento delle risorse, il velocissimo incremento delle emissioni di gas ad effetto serra e l’inarrestabile inquinamento degli ecosistemi mondiali. Oggi sappiamo che queste minacce hanno raggiunto una dimensione allarmante. Al costante aumento della popolazione mondiale ed al crescente divario fra ricchi e poveri si aggiungono una fame insaziabile di risorse ed un cambiamento climatico che avviene in tempi sempre più rapidi. Uno sviluppo attento al futuro deve conciliare equità sociale, attenzione ecologica ed efficienza economica.
paesologia della settimana
Mecoledì 4 marzo ore 11.30- 12.00 incontro con gli studenti del liceo di Santa Croce di Magliano / ore 16.30 presentazione di Vento forte tra Lacedonia e Candela a San Martino in Pensilis nei locali della Società Operaia .
Giovedì 5 Marzo alle ore 20.30 presso il Castello Angioino a Mola di Bari, il Presidio del Libro di Mola di Bari , in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Mola, la Regione Leggi il seguito di questo post »
cairano 7x _ scrittura _ scultura _ meditazione
CAIRANO 7x
ultimi laboratori inseriti :
SCRITTURA http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/cairano-7×7/laboratorio-7ter-_scrittura/
SCULTURA http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/cairano-7×7/laboratorio-7quater-_scultura/
ESPERIENZA 1 / meditazione http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/cairano-7×7/esperienza-1-_meditazione/
per accedere al PROGRAMMA e ai LABORATORI >>> barra laterale destra del blog
materiale base cairano 7x (mappe e viste aeree) http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157614307136639/
Sui limiti del profondo
i lunedì dell’antropologia narrativa - di alfonso nannariello
Da casa alla stazione sarà stato 1 km in linea d’aria. D’estate, con tutte le porte aperte, sentivo passare la littorina. Qualcosa, col suo carattere di meraviglia ed incongruenza, mi sbalzava ad un altrove, mi faceva sentire diverso, mi differiva. Quel rumore metallico sul ponte dell’Ofanto era un trasalimento delle mie facoltà emotive, una rottura dei meccanismi del quotidiano, uno scrostare dal fondo le immagini interiori. Era la percezione di un senso oltre le cose, un senso che, mentre rendeva più solido il paesaggio esteriore, dentro lievitava nostalgie. Simultaneamente avvertivo il mio essere esteso mentre il mio corpo era fissato in un qui e in un ora.
La scoperta della scritta Calitri-Pescopagano sul muro della stazione era un’ulteriore ed inequivocabile indicazione della simultaneità del qui e dell’altrove. Erano presenti in un medesimo punto il limite e le possibilità. Quel rumore di ferro che tornava improvviso, pungeva. Non differiva il ricordo di colonie e collegi, unici posti dove fino ad allora ero stato, ma, più profondamente, «la nostalgie de l’infini».
l’imbroglio delle parole
Fra poco saranno le quattro del mattino, comincerà l’ora profondissima e pura, l’ora in cui l’orma del giorno passato si fa labile.
Il mio giorno è stato segnato da una pena sfilacciata in cui ho sentito che il mio paese, che tutti i paesi sono in mano a una schiera di persone consumate.
La politica è una cosa drammaticamente consumata, stinta, uno straccio unto di furberie e intrallazzi che richiedono solo altre furberie e intrallazzi.
Non è questione di militare per un partito o un altro, non è questione di lapidare questo o quel personaggio. Tutto già affogato in una poltiglia di parole che muovono solo altre parole. Il mondo si muove, quando si muove, dietro altre chimere. La politica non ha la forza che ha la pioggia o il sole, non ha la pazienza di una formica, non ha leggerezza di una nuvola. é un corpo decomposto, un verme che sogna di essere farfalla, un cane che rosicchia le proprie ossa.
ARTE A SCUOLA
I RIONI DELL’ARTE è un progetto di Aporema onlus, organizzazione che da oltre un decennio si propone di divulgare i linguaggi del’arte contemporanea. I rioni dell’arte fa dialogare tra loro il tessuto urbano, la scuola pubblica, i giovani e le arti. Leggi il seguito di questo post »
LE VACCHE
Mia figlia mi ha portato dal medico psichiatrico perché invece di continuare a mungere le vacche mi sono comprato una bella borsa da dottore, un cappello e una cravatta. Non vado a bussare le porte come i testimoni di Geova, semplicemente giro per il paese con la mia borsa, il mio cappello e la mia cravatta. Non si può nemmeno dire che ho portato la famiglia alla rovina perché alle mucche ci pensano mia moglie e mio figlio. Il guaio è che questa figlia femmina fa la dottoressa. Era meglio che la lasciavo a mungere le vacche pure a lei.
franco arminio
IL PELLEGRINO
di VITO SOLAZZO
Mi sono sempre piaciuti i piccioni viaggiatori. Dotati di senso di orientamento e di resistenza al volo, si muovono con lo scopo preciso: tornare presso la propria dimora; così fanno le rondini, le anguille e gli emigranti. Io da bambino a scuola ho viaggiato molto, viaggiavo da fermo! Ho visitato le cascate delle Marmore, l’Himalaya, la Terra del Fuoco, Venezia, le Grandi Praterie ed il Sahara……ho girato tutto il mondo e forse più, ho incontrato anime ed animali di tutte le specie e di tutti i tipi. Ero un grande viaggiatore. Anche da ragazzo, per Natale, per Pasqua e d’estate le vacanze erano da fermo!











