cairano milano
oggi appenato tornato da milano nel pomeriggio insieme a donato salzarulo (che sarà con noi a giugno) sono andato a rionero a parlare a un convegno dove c’era anche il grande regista di documentari luigi di gianni. pure lui sarà a cairano con i suoi straordinari documentari.
nei giorni scorsi a milano e bergamo raccolte altre adesioni importanti.
domani mattina chiacchierata con architetti ad aquilonia, anche con loro si finirà per parlare di cairano e la stessa cosa la settimana prossima nel giro paesologico che farò in calabria.
vorrei che tutti i comunitari facessero la stessa cosa, come se ognuno fosse l’addetto stampa dell’evento.
sul sottotitolo possiamo continuare le consultazioni.
per me nel logo
dovrebbe andare
cairano7x
piccolo paese, grande vita
invece nei cumunicati di presentazione, quindi come sottotitolo per spiagare di cosa si tratta
propongo
FESTA DELLE ARTI E DELLA PAESOLOGIA
piccola postilla:
la paesologia è un concetto inventato qui e pur non essendo una teoria economica ma un esercizio letterario, contiene al suo interno l’idea della decrescita sulla quale molto parleremo a cairano.
ma lo faremo a modo nostro, non per astrazioni e idee generali, ma per visioni, per esperienze, per cose che si faranno e per il modo in cui si faranno…
arminio
Grazie Franco per aver proposto come sottotitolo definitivo “Festa delle Arti e della Paesologia”
Non avevo dubbi al riguardo e trovo consonanze comunitarie primordiali che prescindono dalle vicende delle lotte ambientaliste sulla questione dei rifiuti.
rocco quagliariello
5 Aprile 2009 alle 4:25 am
Stamane di buon mattino, Domenica delle Palme, mi sono
recato in giro paesologico al Cimitero portando il ramoscello di ulivo benedetto al mio papà, quindi accogliendo il cortese gradito invito di Angelo Verderosa mi sono recato in Aquilonia .
Ivi giunto ho incontrato Franco Arminio con il quale ho dialogato circa trenta minuti. Ni ha raccontato del suo recentissimo viaggio a Bergamo ed a Milano e del prossimo viaggio nelle Puglie e in Basilicata.
L’ho ringraziato per aver scelto il sottotitolo FESTA delle Arti e della Paesologia. Gli ho porto un ramoscello di ulivo benedetto e Franco è rimasto assai contento.
Quindi ho salutato il Sindaco di Aquilonia e Franco e sono rientrato a casa.
Oggi Franco sul quotidiano Otto Pagine di Avellino ci regala nella sua rubrica “Oratorio Bizantino” un cuore di colore verde cupo che è insieme ombra e lupo, ci ricorda che l’ansia aggiunta alla malinconia conferisce al cuore questo colore verde cupo, ma ci ricorda pure che il cuore soffre di insonnia e non si addormenta mai, in vita, ecco perchè ci affanniamo a volte a conquistare il cuore altrui, il cuore è l’ultima cosa(organo) che perdiamo ,in quanto non è nostro… Insomma un invitom palese all’innamoramento alla passione ed alla celebrazione dei sensi, tutti i sensi prima che il cuore si stanchi, prima che il cuore si affatichi, fino ad addormentarsi il più tardi possibile, inesorabilmente…
Alla riflessione comunitaria di questa Domenica delle Palme e degli infiniti incontri paesologici arminiani.
rocco quagliariello
5 Aprile 2009 alle 11:56 am
casualmente, involontariamente, la casella degli ultimi post inseriti, sino ad ora, è zeppa intasata dal mio nome e cognome: i comunitari e le comunitarie oggi non impaginare commenti , in tal modo appare un eccesso di esposizione da parte mia.
Mi sento un po’ a disagio, in verità, e constato uno stato d’animo generale comunitario disforico all’interno di uno stress cronico che deve assolutamente essere “eliminato” prima che giunga il solstizio d’estate e si inauguri la settimana cairanese. Vi ringrazio ,qualora mi darete ascolto sarà meglio per tutti.
rocco quagliariello
5 Aprile 2009 alle 7:54 pm
Cosa sta accadendo?
L’inferno e la palude non sono soltanto fuori di noi, ma soprattutto dentro ciascuno di noi.
La purezza d’animo e di cuore non rappresenta più un valore, più o meno come la verginità delle adolescenti, piuttosto qualcosa di cui liberarso il più presto possibile.
Rimango davvero frastornato, penso a Cairano, ai suoi abitanti, alla donnaccia, , agli anni sessanta e settanta dei quali portiamo addosso disvalori ed escrementi, la colonna sonora della nostra vita si esalta con le canzoni di quegli anni, psichedelici ed irripetibili.
Tuttavia mi viene voglia di citare Italo Calvino, questa volta, non Pasolini…
“L’inferno dei viventi non è qualcosa che s arà: se ce n’è uno, è quello che è giaà qui, l’inferno che abitiamo ogni giorno, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrire. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione ed apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare , e dargi spazio” (Le città invisibili prima edizione 1972 ultima edizione dopo le lezioni americane di Italo Calvino 1973).
Nel 1976 avevo solo quindici anni, non ancora sedici…leggevo, leggevo,leggevo.
rocco quagliariello
6 Aprile 2009 alle 5:07 am
… nel 1972 avevo quindici anni non ancora sedici…
mi scuso per l’errore di battitura
rocco quagliariello
6 Aprile 2009 alle 5:09 am
la generazione dei precari
si intende con questa definizione la generazione che attualmente ha un’età oscillante tra i 25 ed i 35 anni. Probabilmente la forchetta generazionale si allargherà tra qualche anno tra coloro che sono nati fino al 1990 a partire dal 1970 dunque un ventennio.
Questa generazione alla quale appartengono di diritto i nostri figli, la massima parte dei figli dei cinquantenni quarantacinquenni attuali( NOI…) dovrebbe essere canditata a diventare la futura classe dirigente…
Questa generazione somiglia tremendamente a chi le ha dato la vita, con la differenza che non c’è né il ‘68 né il ‘77.
Questa generazione che ci pone continuamente domande alle quali non sappiamo rispondere…
Questa generazione che mostra intelligenza, sensibilità e gusto del bello, del bene e della verità
Questa generazione che ha accettato suo malgrado l’implosione del mondo della scuole dell’obbligo e delle università..
Questa generazione che è stata costretta a frequentare università fuori sede, per non impattare nelle regole del sistema campano napoletano…
Questa generazione che ama la musica ma anche l’amicizia…
Questa generazione che non smetterà mai di stupirci…
A questa generazione va il mio ossequioso e deferente pensiero, un padre che chiede scusa ai suoi figli per non essere stato capace di evitare che il mondo e la modernità post industriale consumistica diventasse talmente brutto ed insopportabile da doversi rifugiare nel mondo virtuale dei social network e di internet.
Non ci perdoneranno mai di non averci almeno provato a creare per loro un mondo migliore anche se ci sforziamo di essere i migliori genitori possibili: siamo condannati senza aver commesso reati, per aver abdicato al nostro dovere sociale di mandare in pensione la classe dirigente delle cariatidi ottuagenarie che continuano a muovere le fila della nostra società, della politica, dell’economia e dell’informazione omologata, sostanzialmente a negare il diritto alla libertà delle giovani generazioni.MAMMA MIA AIUTO(COME QUANDO PWERCHE’ SE).
rocco quagliariello
13 Aprile 2009 alle 4:59 pm
ciao franco,
ma è vero come ho sentito che ti candidi con la Destra?
ciao, ti voterò.
Romualdo
Romualdo
19 Aprile 2009 alle 8:03 pm