NELL’ASSENZA, NEL RIFIUTO
(ieri ha compiuto sessant’anni. la comunità gli fa gli auguri in attesa di festeggiarli a cairano…)
di Donato Salzarulo
Desideriamo spesso ciò che ci manca.
Fra i tanti auguri ricevuti – tutti molto
affettuosi, alcuni con parole
da incanti - non c’era il tuo. Per i miei giorni
quello più importante.
Di solito eri la prima
a regalarmi un bacio, un pensiero audace,
l’allegra sorpresa della rima.
Dove sei finita tutto il giorno?
In quali traffici ti sei impigliata?
Vana l’attesa di un messaggino,
di una email, di una tua chiamata.
Impegnata nelle tue faccende
ti sei dimenticata di me.
Ho sperato a lungo nella tua apparizione.
Poi, con la coda tra le gambe, ti ho immaginata
persa nell’entropia universale.
***
T’avrei voluto maga Circe,
strega desiderosa di svegliare
le energie del mio corpo,
i sussulti, i tumulti, i temporali
dei nervi…Invece, sei lamina bianca,
amore contratto, virtuale, impossibile.
Vendemmierò le tue parole
e ricaverò dalle mie cacce al tesoro
tracce indelebili, invincibili
che si stamperanno come lune d’oro
sul tuo viso di dea.
Trasformerò anche il peggiore
dei tuoi gesti in poesia, ti libererò
dal piacere della vanità. Tornerai
alla realtà, alla mia, quella vera.
Uscirai dal tuo castello di cera.
sciolta dal sole.
Proprio così maturano le ciliegie
del vissuto: nell’assenza,
nel rifiuto.










E’ una poesia intensa e triste , è una sofferenza che viene espressa con parole che sanno di ciliege: delicate ; è una sofferenza che non porta nè rancore nè rammarico è una sofferenza che spalancherà verso nuove , avventure nuovi sguardi. Credo che nel finale comunque si intraveda una speranza ,la speranza è la capacità di saper ricavare dalle cose brutte che ci accadono in una luce di bellezza; trasformare in poesia il peggiore dei gesti ? Peccato che nella realtà non si riesce sempre a fare. Complimenti all’autore
angela
29 maggio 2009 alle 9:02 pm
Il segreto della serenità sta nel desiderare ciò che si ha… ( Sant’Agostino)
Un saluto all’autore leggo sempre volentieri i suoi scritti.
giulia
29 maggio 2009 alle 9:34 pm
Cantare l’assenza è molto affascinante sono diversi gli esempi nella poesia del novecento , cantare l’assenza è una melodia malinconica che sa di affetti persi per sempre che restano vani ricordi, ma c’è nella poesia di Donato ,è questa la novità, una forza che si sprigiona dall’assenza stessa e che fa uscire le dee dal castello di cera in cui si sono rinchiuse è la forza della poesia stessa. Qualcuno ha detto la poesia salva la vita. Sarà vero?
Maddalena
31 maggio 2009 alle 11:46 am
è vero
monica
31 maggio 2009 alle 12:56 pm
donato sarà con noi a cairano….
Arminio
31 maggio 2009 alle 2:10 pm
Sentirsi rifiutati procura sempre una sensazione di dolore ,sopratutto se qualcuno gioca poi con i sentimenti degli altri l’amore non corrisposto è il più doloroso , ma anche il più famoso pagine e pagine di letteratura cantano questi amori , per non parlare dell’opera , il melodramma si basa sull’amore non corrisposto .Ma l’autore ricava dalla sofferenza dei versi preziosi e armoniosi Dalla sofferenza alla poesia non è facile per tutti fare questo percorso allora direi solo per alcuni la poesia salva la vita. Un saluto
andrea
31 maggio 2009 alle 4:19 pm
La poesia si presenta suddivisa in due sezioni si racconta di un rifiuto, un’assenza, una donna che si nega, brava sa ben condurre il gioco, così facendo si fa desiderare di più ,nella seconda parte proprio il rifiuto spinge ancora di più la molla del desiderio; ma credo che nella poesia ci sia qualcosa di più: un’assenza interiore un vuoto incolmabile che ci portiamo dentro che ha radici antiche è la malinconia per quello che abbiamo perso per sempre , affetti occasioni pezzi di vita che se ne vanno e che parlano di nuovo ogni volta che qualcuno ci ferisce sia pure senza volerlo. Nel rifiuto nell’assenza ritroviamo quello che abbiamo perso. Ecco perchè desideriamo quello che non abiamo o chi si nega. Però poi c’è la vita , e la vita ci spinge anche nelle braccia di chi ci ama ogni tanto , bisogna però saper vedere …Grazie all’autore per queste riflessioni
elena
31 maggio 2009 alle 10:48 pm
E’
una poesia dolcissima e Donato un’anima bella!
Lina
1 giugno 2009 alle 10:35 am
A leggere Donato non c’è mai da rimanere delusi.
Salvatore D'Angelo
2 giugno 2009 alle 8:03 pm
Che piacevole sorpresa leggere queste belle annotazioni!…Dopo aver compiuto sessant’anni ed essermi offerto volentieri a parenti, amici ed amiche, mi sono rifugiato tra le pagine di un libro. comprato su una bancarella ad un euro. Chissà se era lui che cercava me o io che cercavo lui!… Fatto sta che ha “ecografato” con buona approssimazione la mia storia interiore. Il libro è AUT-AUT di Kierkegaard. Prima o poi ne parlerò su questo blog. Per il momento, grazie per tutti i giudizi lusinghieri che mi avete riservato.
Donato Salzarulo
3 giugno 2009 alle 9:06 am