COMUNITA’ PROVVISORIA . paesi .. paesaggi … paesologia

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

qui mercuzio

con 9 commenti

Elisir d’amore per ………CAIRANO 7x

Nella magia di Cairano ……….un gigante e un mago! Tra presenze invisibili per cogliere con leggerezza e profondità le meraviglie,i silenzi,le luci,i suoni e le voci di una Irpinia viva nella sua immobilità cosmica che la avvicina a Dio.

cairano 2 048

Lasciare Cairano è uno strazio dei sensi che abbiamo usurato in questi giorni e che ci premuriamo di conservare nei ricordi Perchè tutti “abbiamo bevuto profondamente a quelle fonti……..perchè restino a lungo nei nostri cuori esuli e nomadi..Cairano è stata sicuramente la “festa dei sensi”I sensi sono quasi delle finestre sul mondo e, guardando la cosa al contrario, sono delle vie d’accesso del mondo dentro di noi. I sensi umani ci mettono in rapporto con la realtà in maniera differenziata. Ciascuno di essi ci dà dei tipi di conoscenza che altri non ci possono dare e noi alla fine li integriamo, usiamo una specie di miscelatore e così costruiamo in qualche modo la realtà. Questa è una maniera diretta, diciamo, che ciascuno di noi può sperimentare. Poi c’è una maniera indiretta, con cui i sensi ci danno accesso alla conoscenza, che è quella di guardare le opere d’arte fatte di parole ,di visioni,di suoni,di voci, di odori,di gusti…… di “natura naturata e naturans”. Ora l’arte in generale ha questa caratteristica, di cui spesso ci si dimentica, che ha sempre un tramite sensibile : la pittura, il colore, le linee, le forme, la musica, i suoni, le parole,l’architettura, i volumi, lo spazio. Allora la prima cosa da fare probabilmente è distinguere tra questo accesso immediato, che poi è falsamente immediato, nel senso che noi impariamo a vedere.Impariamo a sentire e le sensazioni non sono mai passive (non è che noi riceviamo qualcosa dall’esterno) e poi c’è quest’altro sentire al quadrato o al cubo, attraverso il quale noi entriamo in mondi altrui: quelli di un pittore, che è scomparso magari da molti anni o che vive , o di un poeta o di un musicista, che ci trasmettono, immediatamente e anche quando il tempo è passato, una quantità di informazioni che un singoloo qualsiasi cairanese ti racconta con la sua storia nelle rughe della sua faccia o con le parole essenziali e minime. Proust ha detto una cosa bellissima, quando sosteneva che noi in un certo modo «sottoviviamo» invece di sopravvivere o sottoutilizziamo i nostri sensi. Ha detto che noi incameriamo conoscenze sensibili, ma anche pensieri e li accumuliamo in noi come lastre fotografiche non sviluppate, che si tratta appunto di sviluppare mediante l’intelligenza.Abbiamo imparato in questi giorni che uno dei compiti, io credo, del nostro modo di stare nel mondo, sarebbe di aprire più gli occhi, le orecchie, quasi tutti i pori del corpo e sostanzialmente avere un’esistenza più ricca, probabilmente più sensata – nel doppio significato del termine – in quanto ci rendiamo conto di più cose, esercitando questi sensi, soprattutto quelli che nella nostra tradizione sono stati più trascurati, perché noi abbiamo sempre privilegiato la vista o l’udito e abbiamo trascurato, perché troppo soggettivi o troppo imprecisi, i sensi come il tatto, l’olfatto o il gusto.
A Cairano c’è stato questo ‘miracolo’ e oggi tutti noi che l’abbiamo vissuto profondamente e con leggerezza ci sentiamo un pò più soli ma…….felici!
mauro orlando

Written by mercuzio

30 Giugno 2009 a 11:22 am

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9 Risposte

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  1. un vero peccato quest’anno la concomitanza di cairano con il raduno di flumeri, che ha costretto alcuni a disertare l’uno o l’altro di questi significativi eventi. un saluto carico di affetto a tutti

    sergiogioia

    30 Giugno 2009 alle 12:03 pm

  2. caro mauro
    penso che cairano ci abbia allontanato dalla nostra vita quotidiana
    più di un viaggio ai tropici
    e questo mi pare un miracolo.
    sono troppo stanco per spendere altre parole.
    a presto e grazie per la tua generosa presenza.

    arminio

    30 Giugno 2009 alle 4:32 pm

  3. Ho vissuto (quasi) tutti gli avvenimenti. Ho registrato tutto.con gli occhi e col cuore. volti di uomini donne gesti sorrisi piccoli scazzi. tutto. le timidezze. le espansività. le invasività. stamani mi sento come un’anfora ricolma. che ora trabocca. mi prende una commozione improvvisa. un nodo alla gola che si scioglie in lacrime che salgono agli occhi. sono felice e allo stesso tempo come se mi svegliassi da un’anestetico.

    Ad ogni modo un grazie ad Angelo Verderosa e Franco Arminio. unici indispensabili imprescindibili. ma che sarebbero nulla senza l’apporto di quelli che hanno collaborato a questa follia che ha visto insieme i frammenti di un mondo che viaggia in direzione ostinata e contraria al flusso della corrente.

    mario festa il grande sannita e il gruppo + a sud. laura ruberto con la sua voce dolce impastata di california e cairano.anne demijttenaere ninfa dell’arte dei boschi .ute (e luca) sibricht presi dall’irpinia d’oriente. cinzia sarto e alessandra cinelli . i loro quattro minuti e mezzo di pura poesia. la loro commozione. zi carmiluccio che mi ha salutato con un bacio tenero e fanciullesco. luca battista mario perrotta maria “mimma” tolmina iolanda e david ardito. federico iadarola salvatore di vilio anna ebreo e tutti quelli del laboratorio fotografico.

    federico verderosa e tutti i ragazzi delle università al lavoro intorno alla cupola di fabrizio caròla. agostino della gatta lo staff della pro loco il suo presidente al lavoro nel refettorio con fare spiccio ma efficace. i mesali e le donne della cucina.

    nanos patagosha clown sciusciù e tutti gli altri della banda altcheckuprossoclown.ursula iannone e l’intrepida straordinaria elda martino. i tantissimi ospiti.

    andrea gobetti speleologo e scrittore giacomo di stefano il navigatore di un altro po. paolo muran che ci ha fatto dono di “bignozzi e toselli” le ombre tristi – e fraterne- de “la vita come un viaggio aziendale”. paolo de falco e tutti gli altri documentaristi. fulvio wetzl e valeria di “mineurs”.

    e poi guido giannini e mario dondero due grandi fotoreporters. e gli scrittori mauro minervino andrea di consoli tuccio salzarulo angelo ferracuti livio borriello . i poeti adelelmo ruggeri viola amarelli antonella anedda e giovanna marmo (straordinarie) gaetano calabresi michele panno e il resto del gruppo della “terra dell’osso”.
    Il generoso acuto “bibliotecario” sul campo mauro “mercuzio” orlando e la bella elegantissima edda. enzo basile il gruppo slow food la banda di calitri e vinicio capossela e – incredibile!- i settantasette traboccanti architetti capeggiati da bruno gravagniuolo.lidia curti e iain chambers e i viaggi nel cratere.

    i musicisti che hanno suonato ogni sera. canio loguercio e la sua performance. antonello matarazzo. la presenza bella e discreta di vittorio iannino.le nottate in bianco al forno di antonio luongo. dario bavaro monica rosapane e adriana rocco.

    il momento sulla rupe la discussione sotto i tigli di piazzetta san leone i momenti autogestiti. michelle e il jim crow trio i folska caterina pontrandolfo i lumanera i poeti del sax vittorino curci e pasquale innarella. michele citoni, l’occhio discreto che tutto ha ripreso e che ci farà dono di un dvd senza eguali, ne sono certo. Le performances del gruppo hypocrites teatro paolo battista e la band de “della stessa materia delle stelle” il tempo un po’ inclemente e tutte le botteghe laboratori esposizioni. uno fra tutti gli scuretti di pietrantonio arminio. Il sindaco luigi d’angelis i cairanesi e franco dragone che ha permesso che questa follia divenisse realtà e si trasformasse in sindrome. la sindrome di cairano 7x.

    sì, davvero grazie a tutti e chiedo perdono se – di getto- ora dimentico qualcuno. tutti i volti sono dentro di me, anche quelli non identificati . ciascuno mi ha dato qualcosa. a qualcuno spero di aver dato qualcosa.

    questo è il tesoro. il valore di cairano 7x.

    Non resta che fermarsi un po’ a goderne o a riprendersi dagli effetti della sindrome . per poi riflettere comunitariamente costruttivamente e poter ripartire per cairano 7x 2 .

    salvatore d’angelo.

    Salvatore D'Angelo

    30 Giugno 2009 alle 10:32 pm

  4. La mia esperienza cairanese sarebbe dovuta partire con la meditazione camminata, ma poi si è tramutata in una piacevole sperimentazione di quel concetto di provvisorietà che è la quintessenza dell’evento di cairano.
    Quando sono giunta a cairano in compagnia di una mia carissima amica, una delle prime persone che abbiamo incontrato è stata nel bar proprio la donna che nei momenti successivi, senza saperlo, avremmo cercato ovunque illudendoci di trovarla ora in una donna vestita tutta di verde, ora in una vestita tutta di azzurro. Era la maestra zen che, sebbene ne avesse tutte le caratteristiche, e nel modo in cui era vestita e nel suo aspetto fisico, non è stata da noi lì per lì riconosciuta. Più tardi Salzarulo conosciuto casualmente sempre nel corso di questa ricerca spasmodica della meditazione e dei meditativi, nella chiesa di san leone, dove ci eravamo rifugiati per scampare al temporale, ne avrebbe dato una spiegazione filosofica ricorrendo all’inadeguatezza delle categorie mentali che non consente di interpretare correttamente i segnali che dall’esterno riceve il nostro cervello. In nome della provvisorietà, che oramai cominciavamo ad assorbire e a fare nostra, ci eravamo rassegnate a non meditare e ci apprestavamo a partecipare alla lettura di poesie, sempre nella chiesa di san leone, quando improvvisamente dal portale della chiesa rimasto aperto scorgiamo alcune persone che lentamente procedono verso la parte alta del paese. Capiamo che si tratta dei meditativi, abbandoniamo la chiesa e ci uniamo a loro. In quel momento mi appare chiaro il significato della provvisorietà: ciò che non sei riuscito a realizzare nel momento in cui te l’eri programmato e che ti succede improvvisamente quando ormai avevi abbandonato l’idea di quel programma.
    Contenta di questa nuova personale scoperta, lentamente cominciamo la risalita meditata verso la rupe, con il silenzio che non ci abbandona mai e che si fa più forte quando il suono delle campane ci sorprende lungo il cammino. Procedendo tra le stradine e le case dal sapore umile arriviamo sulla rupe e ci consegniamo al mondo. Ho capito che l’unica felicità possibile è la felicità naturale, che mi sentivo felice perché per la prima volta forse il paesaggio che mi stava di fronte non era la cornice, ma il quadro stesso della mia vita.
    grazie cairano7x

    Michela

    1 Luglio 2009 alle 8:43 am

  5. ERRATA CORRIGE : ovviamente “un’ anestetico” va inteso senza accento. e la frase “ciascuno mi ha dato qualcosa. a qualcuno spero di aver dato qualcosa.” contiene quel “qualcuno” che è estraneo al concetto. va invece letta come “ciascuno mi ha dato qualcosa. a ciascuno spero di aver dato qualcosa”.

    Salvatore D'Angelo

    1 Luglio 2009 alle 9:02 am

  6. Carissimo Mercurzio,
    angelo mio…. sai ti devo dire una cosa. Mi dispiace non poter venire con te al mare, perchè volevo farti sperimentare il volo degli aquiloni.

    Lo so tu voli e viaggi anche tu per scoprire nuovi paesaggi ma ……come dici tu ed anche Proust…ma chi è un’altro angelo ….salutamelo…credo che serve solo avere nuovi occhi per vedere la bellezza del mondo.

    Oggi considero bello doppiamente quello che siamo risuciti a far accadere in questi giorni come comunità provvisoria…due eventi che hanno un un’unico “senso” riuscire a far “vedere” il mondo con altri occhi.

    E’ significativa la cosa che mi ha scritto MagicaEmy una ragazza di Flumeri …e che anche qui riporto in breve “…venerdì invece ho provato un piacere diverso, quasi una commozione qnd ho visto quel cerchio umano grandissimo nella mia piazza, in quel luogo dove, tranne che con qlk amica, nn ho ricordi di particolari condivisioni con nessun flumerese.”

    O come il Clown Patagoscha riesca …con la luce della luna nei suoi occhi a tornare ad illuninare le sue notti…. iL insieme a Carmelina , Lampione, Erosaggio, Frapasisto, Ciuciù sono il frutto di un percorso che è iniziato proprio a Cairano , anche se con qualche incmprensione sui tempi di cottura e dell’infornare la proloco.

    Ecco carissimo Mercurzio…..ho fatto un viaggio in buona compagnia con la mia moto del tempo domenica pomeriggio a Cairano, pieno dell’entusiasmo e delle cose belle vissute nei primi due giorni a Cairano e poi nella tre giorni di Flumeri.

    Un percorso dove si ho incontrato un sacco di altri angeli …dal naso rosso.
    http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2009/06/oggetto-raduno-flumeriprima-pagina-di.html

    adesso più che camminare dobbiamo danzare, nanos

    Nanosecondo

    1 Luglio 2009 alle 1:43 pm

  7. Caro nanos quello che dici è bello e non credo vada disperso. Anzi. Guardare il mondo con altri occhi è quello che un po’ tutti han fatto , a Cairano e a Flumeri. Me lo provano i commenti che via via vanno materializzandosi. Ciascuno aggiunge la sua sfumatura. Anche lo “scettico” Franco, che ho ascoltato ieri sera a Caserta, alla libreria Pacifico. L’importante è che i colori delle diverse sfumature s’intreccino e costituiscano l’allegro flusso della corrente “ostinata e contraria”. Qui c’è una alternativa. c’è una piccola salvezza. Non è , questa, una mistica, ma una constatazione. a volte vale più il vissuto trasmesso con la presenza che mille parole, le quali – per il loro carico di ambivalenza- rischiano di deviare il corso di quella corrente. Ciò che hai fatto a Cairano e a Flumeri è un piccolo grande passo in quella direzione ostinata e contraria. necessario. imprescindibile. e noi lo abbiamo capito. vissuto. Ne vuoi una prova? leggi il bellissimo post di Adelelmo Ruggeri, il poeta marchigiano di Fermo.

    Salvatore D'Angelo

    2 Luglio 2009 alle 9:11 am

  8. che ne sai della vita quotidiana, non leggi la pena dei ‘tuoi’ usati per coprire infedeltà, segui sogni infantili, inviti a godere, a ballare a leggere scritti banali senza ossatura culturale.
    tra le tante petizioni propongo il licenziamento in tronco degli insegnanti scollegati dal quotidiano che sollecitano a vivere senza etica e morale.

    michela

    2 Luglio 2009 alle 9:43 am

  9. Carissima Michela,
    credo che la morale e la stessa etica hanno la prima ucciso e la seconda ferito per molti millenni passati.

    Penso che sia una fortuna all’ontanarsi dal quotidiano per vivere e costruire con più fantasia il proprio presente.

    Finalmente si l’umanità sta pian pian prendendo coscienza e consapevolezza degli errori del passato.

    Nel corso del raduno abbiamo affrontato un tema delicato i siucidi in Irpinia (è la provincia a più alto numero di suici d’Italia). La cosa che più è emersa è l’icapacità critica da parte dei giovani di superare gli schemi passati a fronte di un modello di società che privileggia l’apparire. Il propblema però che la soculzione non è la critica solo a questo modello ma anche ai modelli passati ed è proprio in questa incapacità che le motivazioni di lasciare questa vita prendono corpo.

    Credo che la scuola dei consumatori di etica e morale è morta. Insieme, ne una scuola di scolari, ne d’insegnanti, ne libri nello scaffale, ma una squola di uomini interi….

    per questo angeli e clown !

    Nella sostanza credo che l’unico strumento per venir fuori da questa storia cosi piena di lutti sia l’utopia, la fiaba (non le favole con le loro morali) ma la fantasia.

    nanos

    Nanosecondo

    2 Luglio 2009 alle 12:24 pm


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