domenica, forse
per sabato ci sono numerose indisponibilità.
proviamo a verificare se è possibile vedersi domenica.
appuntamento alle 16.00, chiesa di san leone.
usate questo post per dire se ci siete. in caso non ce la facciamo a ritrovarci
si rinvia, ma è importante farla presto questa riunione. si tratta anche di definire ulteriori iniziative per l’estate.
intanto continuano a giungere molti complimenti per cairano dalle persone venute da lontano.
armin
Per me è possibile rivederci domenica pomeriggio. Accolgo l’invito a farlo presto. Urge cominciare a lavorarare al catalogo dell’evento. Io sono nel gruppo degli editors del catalogo e sto lavorando ad una proposta editoriale che vorrei sottoporre alla riunione. Altra cosa importante è aggiornare la mailing list.
cordialmente e comunitariamente vostro
mario perrotta
marioperrotta
2 Luglio 2009 alle 6:57 pm
in linea di massima ci sarò.
Salvatore D'Angelo
2 Luglio 2009 alle 7:08 pm
io ho qulache problema … questo mese. comunque andate avanti. inoltre approfitto per chiedere a chi di voi si può rendere disponibile, che ne dite se domenica 18 ad avellino, al carcere borbonico nell’ambito della manifestazione mensile organizzata da donne in campo e dalla cia con partneriato e supporto di amici della terra, presentiamo ciò che è accaduto a cairano, mostrando video, foto, leggendo testi di chi ci è stato e così via. Ditemi chi di voi è disponibile ..
luca b.
2 Luglio 2009 alle 9:02 pm
Sono d’accordo sul fatto che bisogna continuare a lavorare e al più presto. Domenica per me va bene.
Per chi pensa di continuare la vacanza a Cairano è meglio restare a casa.
antonio
cairanonelcuore
2 Luglio 2009 alle 9:07 pm
per me va bene, a patto che la riunione sia effettivamente alle 16.00
e.m.
eldarin
2 Luglio 2009 alle 9:25 pm
“la sposa” (come dice Franco) mi suggerisce di dare disponibilità sebbene si tratti di domenica che è “…sempre domenica”.
Anzi, ci vengo e basta (punto) chissà non si riesca ad evitare Avellino che mi resta sempre spiacevole.
La raccomandazione di Antonio ci salva da una brutta figura avendo già pronti ombrellone e sdraio preparati per la vacanza.
Anzi non ci vengo più: abbiamo finito l’ultima bottiglia di vino.
Anzi, vengo proprio perchè l’ho finito!
E vengo domenica, non sabato. Naturalmente a Cairano, pur non trattandosi di una vacanza, così non vado ad Avellino. A presto, anzi, a domenica. Viva gli sposi. Dopo questa …ci caccerete!
vittorio
2 Luglio 2009 alle 9:57 pm
l’idea di fondo della discussione è formalizzare la comunità provvisoria, farla diventare uno strumento capace di organizzare eventi culturali a cairano e altrove.
chi non può venire è comunque pregato di esprimersi sulla questione.
Arminio
2 Luglio 2009 alle 10:44 pm
In linea di principio sono in sintonia. Ovviamente cambia la natura stessa della comunità provvisoria. Si trasforma. cambia pelle, diventa un’altra cosa.
Lo sforzo è quello di essere capace di organizzare altre cose conservando lo spirito della costruzione di reti e di coinvolgimento di altri gruppi / personeassociazioni/ strutture. Questa è la linea programmatica che dovrebbe ispirare il fare. Insomma una struttura , (una fondazione per il paesaggio ? ) che deve essere inclusiva, non partitica, NON IDEOLOGICA E QUINDI NON ESCLUSIVA.
Luca b.
luca b.
2 Luglio 2009 alle 10:59 pm
concordo con luca
domenica non ci sono; mi è possibile da giovedì
verderosa
3 Luglio 2009 alle 7:49 am
Credo che il progetto sia interessante ma c’è un rischio di omologazione. Credo che la Comunità Provvisoria debba rimanere un cerchio aperto di persone. Un cerchio dove è possibile incontrare persone. Chiudere il cerchio in una “sola” struttura organizza e struttura vuoi come fondazione paesologgica o come altra identificherebbe già nel titolo un limite. La Comunità Provvisoria con tutte le sue contradizione ed i suoi limiti naturali è riusciti di per se ad organizzare eventi.
Lo dicevo in altri post credo a si possa affermare che gli eventi nati in questi due anni e più nel contesto della stessa comunità provvisoria siano stati diversi. Certo possiamo anche affermare che l’evento della comunità provvisaria di eccellezza è uno…ma questo negherebbe solo l’evidenza per favorire una logica di parte.
Gli stessi eventi promossi dalla comunità provvisoria possono e devono a mia opinione essere promossi da tutti e tutti sono eventi della stessa comunità..
Dare un targhet definito significa rinunciare alla bellezza stessa della varietà delle dinamiche e dei sistemi che si confrontano e si sono confrati all’interno della comunità provvisoria.
Io resto nella comunità provvisario ma mi sembra un limite aderire ad una struttura fissa se non come comunità provvisoria non dare spazio alla libertà di proporre eventi che hanno anche una loro caratteristiche autonomo organizzativa ma che fondalmente mantengono un filo un unico comun denomintarore del senso di vivere la comunità provvisoria.
Il richio e che la stessa comunità provvisoria si trasformi in un’associaizone di poeti , scrittori ed architetti perdendo la sua visione di universalità e di sistema. In questo senso credo il rischio e di trasformale anch’essa in un “non luogo” del tutto omologato al contesto ed alla realtà che la stessa si pone di cambiare.
Sabato e domenica sono impegnato con i clown e non riesco a venire per questo motivo accolgo l’invito di franco ed accenno qui quel che penso della proposta.
La soluzione poteva essere invece quella proposta all’inizio. Lasciare la comunità provvisoria come e semmai costituire un’associazione di supporto per organizzare esclusivamente gli eventi “ALTURA”?
Faccio notare che l’Università Popolare dell’Irpinia ed il Comitato del raduno clown di Flumeri sono nati all’interno del percorso avviato due anni fà dalla comunità provvisoria ……strutturarla oggi significherebbe solo sbattere la porta in faccia a queste esperienze realizzando nuove divisioni e partigianerie. Sarebbe un peccato.
In ogni caso rispetto ogni decisione in proposito con le scelte personali di ognuno.
Perchè camminare adesso se possiamo danzare tutti insieme?
Nanos
Nanosecondo
3 Luglio 2009 alle 10:12 am
ops…dimenticavo:
continuare a pensare nella dualità e non nell’integrazione di diversi sistemi vuoi che essi siano fisici, organici, cluturali , sociali è la negazione del processo evolutivo in atto e che per certi versi ha cercato di rappresentare la comunità provvoria il LUOGO VUOTO dove tutti potevano mettere qualcosa e far nascere il nuovo. Riempirlo adesso ed ancora peggio strutturarlo e chiuderlo in una logica di ptere, in parte già consumata nel passato, sarebbe a mia opinione un errore.
Solo nel vuoto e nella diversità c’è creatività, nell’omologazione c’è solo solo distruzione e morte.
abbracci liberi , nanos
Nanosecondo
3 Luglio 2009 alle 10:32 am
E’ importante conservare soprattutto lo spirito. Non credo che qualcuno stia pensando ad una struttura di partito.
Sul fatto che non debba essere ideologica, credo sia necessario concordare sul significato da dare a questa parola.
Un connotato per la Comunità, in termini di comunanza con una ideologia o “visione del mondo” non necessariamente da intendersi come “ideologia politica”, è necessario definirlo. In fondo le nostre scelte ed azioni, messe in atto a Cairano, hanno un comune filo conduttore e possono essere accumunate tutte da un sentire comune.
Franco ha la sensibilità e la capacità di sintesi per descrivere efficacemente questo sentire comune. Una parte delle “idee comunitarie” erano, secondo la mia opinione, chiaramente rappresentate nelle cartoline da Cairano. Altro, probabilmente, resta da scrivere.
a domenica
mario
http://marioperrotta.wordpress.com/
marioperrotta
3 Luglio 2009 alle 1:14 pm
Sono rammaricato di non poter essere con voi domenica a Cairano primadi tutto per rivedere Cairano e salutare i suoi cittadini che ci hanno accolto con familiarità e umanità inusuale.Torno a Desenzano triste ,ma ricco di questa esperienza non solo ‘mediale’ ma autenticamente umana.Avremo modo ancora di scrivere di questo senza farci imprigionare dalle ‘parole’ e deviare dai sentimenti.
Sono anch’io convinto e d’accordo che è il momento che la Comunità provvisoria trovi un momento eun forma di organizzazione .Non c’è bisogno di raccomandare una gerarchia di aggettivi che la definisca e che eviti tutti i pericoli della sclerotizzazione e della burocratizzazione.Io sono sicuro che questo non avverrà mai perchè in questi giorni assieme ci siamo conosciuti bene…..anche nei piccoli ‘difetti e tic ‘ personali che sono comunque ‘il sale della terra! Non abbiamo bisogni di ‘garanti’ speciali dal momento che ognuno di noi è alimentato dallo stesso spirito di ‘provvisorietà e di comunità’ che abbiamo saputo praticare a Cairano 7x.
Qualsiasi cosa decidiate sono d’accordo “a prescindere” come usava dire il grande e saggio Totò.
Una sola cosa mi raccomando :”parlate solo delle cose e delle parole belle che ci siamo detto …….il resto si aggiusta da solo nelle prossime iniziative che saranno tante e sempre belle.
un abbraccio corale ma non autistico….
mauro orlando
PS. Tornerò in Irpinia per la seconda metà di Agosto.Mi sento investito di tutto ciò che andate decidendo domenica per quel periodo.
mercuzio
3 Luglio 2009 alle 4:56 pm
Franco esprime una esigenza sentita, Nanos disegna perfettamente lo spirito e la struttura di fondo della CP, mario perrotta prova a qualificarne i connotati.
Le tre cose vanno insieme, dialetticamente. Io sono perchè la CP si connoti come un contenitore flessibile la cui sola “ideologia” sia quella di coagulare tutti coloro che vanno “in direzione ostinata e contraria” al flusso della corrente… perchè sia il luogo dei margini che si fanno centro del mondo, il luogo dei cerchi intercomunicanti; e qui dentro vi sia spazio per cose persone eventi – anche strutturati, è necessario, concordo con Franco , sull’esempio dell’inmprescindibile Angelo Verderosa-
una CP che aderisca alle necessità del momento, che si muova e proponga nel tempo idee, progetti, proposte di legge (perchè no), che organizzi anche lotte ed eventi, una CP strutturata a “leadership orizzontale diffusa…”
Ma parliamone, insieme alla valutazione di Cairano 7x , in vista di Cairano 7x 2 e di altro…. non è che l’inizio… “ce n’est qu’un debut..continuons le combat!” ..ve lo ricordate?
Salvatore D'Angelo
3 Luglio 2009 alle 6:42 pm
Nell’inviare ho perso il commento (17,30).
Provo a riscrivere.
Essendo l’ideologia un complesso di credenze e di valori di un gruppo sociale ne discende che, piaccia o no, il taglio ideologico, anche qui, è inevitabile. Il termine non piace più e inquieta quindi, per rasserenare gli animi è meglio che la stessa venga intesa -come dice giustamente Mario Perrotta- “non politica”, non strutturata nè codificata secondo le accorate riflessioni di Enzo “Nanos” Maddaloni che vede, molto apprezzabilmente, la Comunità Provvisoria un luogo di forma circolare, vuoto (da riempire di volta in volta) da custodire e preservare dai rischi dell’orrenda omologazione.
“La forma circolare consta di due elementi: un centro ed un circolo che lo circonda. Quando gli uomini si trovano d’accordo formano un circolo come per una legge segreta.” -R. SCHWARZ-
Saluti cari e circolari.
vittorio
3 Luglio 2009 alle 7:59 pm
Non voglio entare troppo in approfondimenti teorici e filosofici sul significato di ideologia, sono un umile architetto pure poco teorico. Però per me è ideologico una azione o una presa di posizione perseguita ad oltranza, senza poter riconoscere che si può e si deve anche cambiare e tornare sulle proprie scelte iniziali . E’ ideologico, per esempio affermare che la cupola di mattoni di Carola e dei suoi allievi, a Cairano, non andava lì fatta perchè costruisce e non coniuga il senso del vuoto. Essa invece è una esperienza didattica. E’ ideologico affermare che i termovalorizzatori non vanno fatti , ragionando però per cinque milioni di abitanti e non per centomila. E’ ideologico difendere ad oltranza la fabbrica del vento , senza capire attualmente se tutte queste pale producano energia che può essere recepita dalla rete nazionale (sapete sul formicoso, difeso giustamente dalla megadiscarica quante domande di concessioni per impianti eolici si stanno valutando negli uffici competenti: già oltre quaranta per 5 -10 pale ognuno. ricreeremo così le antiche foreste).
Domanda: la presa di posizione ideologica storicamente ha sempre portato a scontri il più delle volte irrisolvibili?
luca b
4 Luglio 2009 alle 3:42 pm
Caro Luca,
alla tua domanda io, men che mai capace di approfondimenti filosofici, risponderei che atteggiamenti ideologici hanno portato a scontri risolutivi, eccome. L’antifascismo, per dirne una, è presa di posizione ideologica; l’esperienza della Comunità Provvisoria, a parte altre implicazioni, è scontro che porterà -i risultati si vedono- a risolvere molte questioni.
Andando sul piano personale (mio) riporto, levandola da un contesto generale complesso che mi ha procurato tormenti e problemi anche gravi, parte di una lettera scritta un paio di anni fa:
“…all’epoca cioè dell’estensione del progetto della “piazza”, io, da intellettuale appassionato, da giovane professionista, padre di famiglia, volevo solo lavorare al meglio delle mie possibilità, con riguardo alla mia ideologia di comunista, sforzandomi di confermare le migliori tradizioni di famiglia e pensando all’architettura in quanto passione e impegno civile.”
Ciò che ho visto nell’impostazione ideologica della CP mi ha aiutato, non poco, a risolvere anche questo.
Affettuosamente.
vittorio
5 Luglio 2009 alle 7:00 am
Oggi mi ha scritto Daniela Da Milano la giornalista di Roma che ho accompagnato domenica pomeriggio a Cairano…figurat mi ha detto che sono saggio…io che sto studiando solo per essere più stupito?
http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/2009/07/tornata-casa.html
La saggezza e dei filosofi …del mio angelo Mercurzio che mi raccontava di uno che diceva “…che se la politica non coincide con la vera filosofia nella sostanza se il politico non diventa “filosofo” non si può costruire la vera casa ….comunità ….nel supremo valore della giustizia e del bene.”
Anche per me costruire la nuova casa….la comunità….vuol dire conoscere l’uomo ed il suo posto nell’universo ed il cerchio…la biblioteca dell’anima …. è stata un’esperienza nata nel contesto della Comunità provvisoria ed è certamente un luogo dove poter conoscere l’uomo.
All’inizio dell’avventuar di Cairano Franco ci ha invitato a regalare un libro…..che avevamo letto ed a noi caro….gli risposi che non potevo regalare i libri che hanno scitto tutti gli amici e le amiche che in questi anni hanno partecipato al cerchio …agli “appuntamenti fuori rotta” alla BIBLIOTE DELL’ANIMA perchè sono libri non custoditi in scaffali…ma nel nostro cuore. Come nel caso DEI LIBRI SCRITTI e CCHE CI SIAMO COMUNQUE DONATI nel cerchio dell’alba fatto il 22 giugno alle 4,30 a Cairano.
Ecco questi sono i libri che i partecipanti al cerchio si sono regalati quel giorno ed invitai anche Franco e regalci il suo …che non ancora scritto. E la stessa forma letteraria non sempre è perfetta..ma è con il cuore.
La “comunità provvisoria” non può che essere l’ingrandimento della nostra anima. La biblioteca dell’anima …non è certo una caverna e non credo che la comunità abbia ancora bisogno di classi…”architetti, scrittori, poeti, meirec, filosofi, perchè..la stessa lotta di classe in passato non ha fatto che morti e feriti……..la stessa morale ed etica…non ha fatto morti e feriti come oggi l’uso del cinismo nell’arte …che diventa forma letteraria…ed a cui non è possibile sollevare critica secondo la logica che all’arte (della sofferenza) tutto è permesso.
penso , come ho già fatto in molte altre occaioni qui sul blog …che oggi ci sia bisogno di più “uomini interi”: per me Clown se voi ne trovate altro va bene los stesso.
Ma cosa significa essere Clown (uomini interi?) semmai anche un pò Scemani oggi?
I clown sono coloro che nella sostanza possono rappresentare oguno (istantaneamente) le “diverse classi” proprio perchè sono uomni interi e quindi eliminare ogni stessa ideologia per riprendere contatto insieme dell’intelligenza della terra. La stessa terra non ha bisogno di noi. Perchè a differenza di noi è sempre incinta.
Ecco questo credo che possa essere la base per per costruire la nostra nuova casa comunne ….la nostra comunità….le nostre città …e considerato che non possiamo più ripartire ……….dai grandi …perchè hanno paura di tornare bambini …….dobbiamo costruire nuove scuole.
La stessa esperienza della Università Popolare dell’Irpinia oggi viene vista come estranea alla Comunità Provvsioria eppure è nata all’interno di questo contesto ed il rischio e che si omologhi anch’essa.
Ad esempio in uno dei seminari del raduno clown abbiamo trattato del disagio giovanile in irpinia e del fenomeno dei suicidi in irpinia. La montagna che prima poteva essere una difesa del fuori e dentro è stata annullata da un modello di società che ha messo in discussione vecchi modelli ma che rispetto al nuovo non ha posto in essere nessuna capacità di criticità da parte dei giovani. E’ questo un problema “non ideologico” che può essere affrontato dalla comunità provvisoria mi chiedo? Può essere affrontato in termini non “ideologici” ma del senso comune di coscienza?
I giovani oggi stanno a guardare senza la possibilità e speranza nella possibilità di costruire un futuro. C’è una disgregazione e frammentazione dei valori portanti dei due modelli di società (vecchio e nuovo) e non c’è in vista un nuovo sentiero da percorre. Manca un pensiero critico . Il controllo del loro passato che non non può essere lasciato o che non si lascia andare ……..molti di questi giovani hanno bisogno d’aiuto…a realizzare un pensiero critico. ecco quanto di questo problemo è stato affrontato invitando i giovani di Cairano a discutere e riflettere nel contetso dell’iniziativa.?
Lo stesso senso di copertura ..nessuno dve sapere…..che si crea intorno ad un coaso di suicido (es. trenta giorni fà un ragazzo di sedi anni e subito dopo altri cinque …quansi per emoluzione) mi ha visto criticare tempo fà la foto dell’impiccaggione messa da alfonso nannariello sul nostro blog. Il rischio è che si continuano a dare cattivi esempi. Il concetto di sacrifichio, la sofferenza ideologica nella stessa espressione lettraria paesologica richia di aggravare il senso di inutilità dell’esistenza.
Nessuno ammette …nessuno chiede aiuto …….tutti siamo sofferenti……nessuno si prende cura. La stessa Paesologia può essere terapuetica? Ogni cosa può essere teraputica il tutto va inserito in un discorso non di natura ideologica ma di sistema o meglio di sistemi integrati senza provileggiarne alcuni. Solo in italia a d esempio si pensa di curare le malattie con le sole medicine nel mentre in altri paesi del mondo (che crediamo arretrati) ci si cura con la migliore medicina del caso.
Credo che ci sia bisogno ad esempio di crerare un movimento non che acuisce la trsitezza paesologica ma la bellezza paesologica e la gioia di poter vivere la dimensione dei paesi,,, ponendo gli elementi di giudizio critico…..e dando strumenti ai giovani pèer questo che il potere ha sostituito con alcool e droghe.
Credo che ci sia bisogno di luoghi di ascolto e movimento delle coscienze…che le inglobli per potrer parlare aiutandolo a romepre gli schemi.
Ecco l’esperiewnza del raduno ha certamente tentato in maniera molto umile di rompere uno schema. Cosi come credo anche Cairano…cerchiamo di non disperdere queste esperienze solamente chiedendoci in una logica di potere di tornare a vecchi schemi di potere ……costruiamoci la struttura. Forse è per questo che c’è la tengo un pò con gli architetti (scherzo Angelo!).
Cairano credo e qui sollevo una critica è rimasto in molte occasioni chiuso all’interno dei una liturgia ecclesiastica consumata da una elite di poeti e scrittori a cui non poteva neppure rivolgersi una critica. ne tanto questa ha cercato con le sue riflessioni un contatto diretto con i giovani. per costruire una riflessione autentica. un confronto tra generazioni sempre più lontane tra loro.
Personalemte ho ricevuto nei due giorni di Cairano molti più insegnamenti nei cerchi fatti in strada con i ragazzi di Cairano e Flumeri …a farci girare insieme un po le palle….colorate!
Per quetso mi convinco sempre più che bisogna costruire giardini dove piantare nuove piante e portare a far giocare i bambini….e per far questo non possiamo che partire da loro …e ringraziarli di darci occasione di tornare anche noi a giocare nonostante le nostre tristezze avendo la capacità ancora di donare un sorriso. Si è persa la fantasia.
Ecco perchè ho chiesto ieri ad alcuni amici clown e non di san Salvatore Telesino ad aiutarmi a costruire aquiloni e ricominciare a giocare con loro per fare la festa della terra e dell’aria…….ci vogliono costruire un inceneritore in un’altra terra ancora intatta dalla bellezza unica e dalla ricchezza del vino. IL sindaco del loro paese sabato sera in una poubblica assemblea ha detto che: “.. bisogna dare le giuste motivazione non serve solo dire no”…solo che lui non ci ha detto per lui qual’erano le motivazione per dire no all’inceneritore.
Uaooo….aiutami Mercurzio angioletto mio io qui non ci capisco più niente….non lasciarmi sempre incustodito…io torno a giocare.
Nanos
Nanosecondo
6 Luglio 2009 alle 10:08 am
Speriamo di rincontrarci……
a Cairano domenica non ci sarò.
Resto provvisoriamente comunitario.
La fondazione mi andrebbe stretta.
cia nanos
Nanosecondo
7 Luglio 2009 alle 9:56 am