a Cairano 7x : IAIN CHAMBERS
Alcune delle tematiche accennate a Cairano 7x, che spero siano affrontate nella comunità provvisoria :
Il senso mobile e la percezione fluida del ‘territorio’, dove l’intreccio tra dettagli immediati, quotidiani, locali e processi planetari, sia d’oggi sia di ieri, sarà approfondito.
L’elaborazione di una cartografia diversa che fornisca delle mappe che permetterebero di recepire il senso di un futuro prossimo dove un sesto della popolazione mondiale sarà in uno stato di migrazione, e perciò quasi sempre anche in uno stato illegale come non-cittadini e ‘non-persone’.
Con questa fluidità di coordinate fornite dalle mappe mobili si affronta l’idea di una tradizione lineare per proporre un taglio, uno squarcio su un paesaggio messo in transito da un senso di discontinuità, transito e traduzione, dove non si tratta di rapportarsi con la tradizione contro la modernità quanto di insistere sulle prospettive alternative del paesaggio.
«Si fa presto a dire mappa, che poi è un termine che deriva dall’arabo e significa un pezzo di stoffa con il quale si avvolgono le cose per portarle dietro come un fagotto.» Franco Farinelli
Partendo dallo studio attento delle soluzioni solo apparentemente ‘povere’ e subalterne, si apre dunque per l’architettura e per gli studi sulla cultura dell’habitat un percorso di conoscenza estremamente nuovo e ricco di potenzialità inesplorate, in cui ‘place and planet’ (il luogo specifico ed i processi planetari) sono intrecciati in modo tale da sfidare ogni logica aprioristica del progetto. La bio-politica (la gestione delle risorse e delle ‘soluzioni’) ora in atto, deve confrontarsi con le bio-pratiche, spesso estremamente diverse.
Là dove la modernità, con le sue visioni e le sue tecniche, viene “creolizzata”, ibridizzata dalle necessità di sopravvivenza, là dove i segni del dimorare e dei linguaggi identitari risultano più fluidi e molto meno garantiti, i testi architettonici e paesaggistici divengono dei palisesti complessi e mutevoli in cui si sovrappongono molteplici e a volte contraddittorie interpretazioni dei territori e degli scambi culturali. Il risultato di questa contaminazione genera un humus particolarmente fertile in cui fermentano i germi di un futuro di speranza e di progetti ancora tutto da scoprire.
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Iain Chambers è stato tra gli animatori del Centro per gli Studi Culturali di Birmingham, in Inghilterra. Trasferitosi in Italia, insegna Studi culturali e postcoloniali all’Università di Napoli “L’Orientale”. In Italia ha pubblicato, tra l’altro, Dialoghi di frontiera (1995), Hendrix, hip hop e l’interruzione del pensiero (con Paul Gilroy, 1995), Ritmi urbani (2003), Paesaggi migratori (2003), Sulla soglia del mondo (2003), Le molte voci del Mediterraneo (2007) ed Esercizi di potere (a cura, 2006).

caro iain chambers,
perdura lo choc post cairano, i comunitari si sono dati alla latitanza, prevalgono immagini e video, basta dare un’occhiata su FB.
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ci incontreremo quanto prima, ogni ospite tornerà a Cairano o in Irpinia durante l’anno; anzichè 7 minuti a testa, avremo un pomeriggio da dedicare all’ascolto e allo scambio di idee.
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adesso è importante lavorare al catalogo di 7x e il tuo contributo è fondamentale
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verderosa
10 Luglio 2009 alle 7:21 am
..e infatti ‘a mappàta nel nostro dialetto indicava un pezzo di stoffa colorata, a quadroni bianchi e rossi o bianco-azzurri, o meglio ancora una stoffa di fibra di canapa, nella quale si avvolgeva – richiusa a nodo dai “pizzi” la zuppiera con la zuppa di fagioli o di patate con l’uovo sodo e mezzo “cozzetiello” di pane, che noi piccoli avevamo l’incarico di portare in campagna ai genitori impegnati nelle durissime fatiche intorno alla canapa…mappàta,mappatèlla, mappìna (lo straccetto da cucina o del bugliolo-cesso sui ballatoi delle case di ringhiera)… L’idea plastica e profondamente poetica del territorio vivo, non solo geaografico architettonico, ma anche umano e psicologico, l’hanno espressa Alessandra Cianelli e Cinzia Sarto in “Crai/De-riva Cairano”, un video di quattro minuti e mezzo di straordinaria intensa poesia (a proposito, perchè non lo mandate sul blog?)… e lì le lenzuola, le stoffe dei cairanesi vengono cucite insieme e lì – tra le altre cose folgoranti – viene disegnata la “mappa” del territorio-paese…simbolo di de-riva e di ri-trovamento… Così l’intervento di Iain Chambers, che ho molto apprezzato, anche per la vaga reminiscenza gramsciana che suggerisce, a proposito di “modalità” di rapporto/approccio col territorio, col concetto dialettico di modernità/tradizione. E dunque, in che modo inscrivere la modernità nei nostri territori? quali i segni compatibili di una architettura che inscriva le comodità del moderno nel rigido segno della tradizione? In che modo, dunque, il territorio- mappa della nostra presenza e dei nostri respiri su esso/in esso potrà continuare a rimanere tale, cioè “mappa”, lenzuolo, contenitore accogliente della nostra vita e non “mappìna”, straccio orridamente maculato dei nostri escrementi ( architettonici)?…. Questo è un “punctum dolens” sempre da investigare, su cui urgono rimedi, risposte convincenti…. che molti dei settantasette architetti non hanno saputo ( o voluto o potuto) dare a Cairano 7x….nulla contro di loro…ma è un caso che gli unici interventi in materia che mi hanno “acceso” sono stati quelli di Lidia Curti e Iain Chambers, che architetti non sono?…. Per carità di dio, nulla contro “gli architetti” (il gioco-polemica va facendosi stucchevole)… voglio semplicemente dire (con Chambers, che lo dice tra le righe) che la mappa/de-riva del territorio è cosa troppo vitale per essere rinchiusa alla pura analisi e risposta specialistica…al contrario, è cosa che deve essere dialetticamente aperta al contributo di tutti…..Con questo accolgo l’osservazione un po’ amara di Angelo Verderosa, e dico ” sotto con gli interventi non specialistici…”
Salvatore D'Angelo
10 Luglio 2009 alle 9:33 am
come era prevedibile, gli irpini non hanno colto l’importanza di quello che è avvenuto a cairano.
domenica parleremo anche di questo.
e gente come iain non ce la facciamo certo scappare.
Arminio
10 Luglio 2009 alle 1:35 pm