la casa della luce
un appello a tutti i comunitari e ai visitatori occasionali del blog:
fate sentire in qualche modo la vostra voce contro la discarica sul formicoso.
ditelo con forza: la casa della luce non si tocca.
armin
terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG
ma a che serve spendere miliardi di €uro per i fantomatici inceneritori che non si capisce dove stanno e se funzionano e quando? se poi si vuole assassinare la natura, la bellezza,le sorgenti, le chiare acque, appestare l’aria…..LASCIA STARE IL FORMICOSO, la casa della luce, la Tua casa. Metteresti una discarica in casa tua? Allora insieme strilliamolo forte,provochiamo un piccolo terremoto del 7° solo in parlamento affinchè si scuotino le coscienze, non ammazzare la natura non ammazzare il FORMICOSO.
matteo ambrosino
26 agosto 2009 alle 8:44 pm
Sto rileggendo in questi giorni alcune pagine sulle occupazioni delle terre subito dopo la 2a guerra mondiale. Allora i nostri nonni si facevano arrestare e sparare addosso pur di avere un pezzo di terra e sfamarsi (assai poco in verità). Quella terra era sull’altopiano del Formicoso e oggi, in assoluto disprezzo di quelle lotte, si pensa ad una discarica di dimensioni spropositate..
Coltiviamo la memoria di quei sacrifici, proteggiamo il Formicoso, non molliamo!
http://teoraventura.ilcannocchiale.it
stefano
26 agosto 2009 alle 9:58 pm
teniamoci stretti gli orizzonti e la luce del Formicoso, sono beni da difendere, una volta persi li rimpiageremmo per sempre.
e’
eldarin
27 agosto 2009 alle 12:10 pm
ho messo due righe per il formicoso anche su facebook. la cosa strana è il silenzio degli irpini. in questi caso anche una sola parola è sufficiente a puntelllare il muro di civiltà con cui abbiamo arginato fin qui la barbarie.
Arminio
27 agosto 2009 alle 10:07 pm
E’ molto interessante il richiamo di Stefano all’occupazione delle terre. Bisognerebbe lavorarci su, non solo in termini di studio ma anche di comunicazione politica. Perché non fare un manifesto, magari utilizzando una foto di quegli anni?
Michele Citoni
28 agosto 2009 alle 9:41 am
Ho pubblicatola’appello sulmio ‘blog’ con un miobreve commento anche musicale.
mauro
mercuzio
28 agosto 2009 alle 11:20 am
“ho messo due righe per il formicoso anche su facebook. la cosa strana è il silenzio degli irpini”
Sono ritornato a casa dopo tre anni di assenza -
Ho visitato i luoghi a me piu’ cari, ho provato a parlare con la mia gente non delle banalita’ solite
ma dei problemi reali, ho piu’ volte accennato
alle problematiche che vedono protagonista
IL FORMICOSO , ho avuto una strana e preoccupante
sensazione la gente comune ignora il problema , i miei parenti ignorano il problema i giovani pensano ad altro. L’irpina d’ccidente piu’ vicina al capoluogo ( sono nativo di ALTAVILLA) e distratta
da altro, pensa ad altro o crede di pensare-
Si ingegna e vive egoisticamente la propria esistenza sgomitanto con furbizia a discapito del vicino sia pure parente prossimo .E’ talmente preso dal suo quotidiano che la moltitudine di cani randagi che
affollano il salotto buono del paese (IL CORSO) fanno finta di non vederli , nessuno protesta , nessuno osa sollevare il problema . Il futuro , un mondo migliore ,la riscoperta della semplicita’ il preservare le proprie tradizioni e’ lasciata fuori dai finestrini dei Suv utilizzati per andare a comprare le sigarette…………………..
Che tristezza…………….
Scusate l’amaro sfogo , ma mi rincuora la vostra presenza il vostro agire il vostro pensare.
Saluti
Carmine – Bologna
CARMINE
28 agosto 2009 alle 11:30 am
Già un anno fa postavo questo intervento sul Corriere della sera.
Ho ricevuto molti commenti a proposito.
Non sono irpina ma la faccenda mi indigna molto.
Ho informato quanta più gente possibile, quando mi è capitato.
Mi preoccupa l’indifferenza della maggioranza degli irpini, che vivono la loro distratta quotidianità.
Bella l’immagine di Carmine. Il preservare le proprie semplici tradizioni è lasciato fuori dai finestrini dei Suv.
Conosco Vallata, e quando ci vado mi avvilisco a vedere un traffico di automobili arroganti e una vita sfaccendata e distratta.
Anna
Roma
Discariche nella verde Irpinia
Cari Italians,
in questo agosto appena trascorso, mi sono trovata per motivi familiari e affettivi in Alta Irpinia. La «verde Irpinia», la «piccola Svizzera», tanto per capirci. In Italia non ci sono solo le colline senesi, non esistono solo i paesaggi tirolesi, ma anche da queste parti la natura ha dipinto un quadro splendido: è solo sconosciuto ai più. L’altopiano del Formicoso: una distesa di campi di grano a perdita d’occhio, sorgenti generose, terreni fertili, pale eoliche che generano energia pulita. Un’economia agricola semplice, prodotti naturali, una popolazione pacifica e saggia. Il Formicoso è uno dei siti scelti dal governo per decreto-legge per realizzare la terza discarica avellinese, decisione senza buon senso calata sulla testa della gente. Ma c’è un’immagine mediatica da difendere, Napoli va ripulita costi quel che costi, peccato che nessuno sa che è l’Irpinia (per ironia della sorte produce il 5% dei rifiuti della Campania) a pagarne il prezzo salato. La gente protesta, i sindaci protestano, si è tenuto un happening musicale, ma perché le prime pagine dei giornali nazionali tacciono, perché gli ambientalisti non fanno rumore come ai tempi della Tav in val di Susa? Sono andata via triste da quei luoghi, in questa estate che sta sfumando. Non è la mia terra, ma è come lo fosse. Sono una cittadina italiana e penso di avere diritto che il mio ambiente non si avveleni, che i campi producano il grano, che l’aria resti pulita, che si rispetti la gente che lavora… e che faccia notizia tutto questo, anziché tutto lo stupidario giornalistico dei nostri tempi.
Anna Serrentino, annaserrentino@yahoo.it
anna serrentino
28 agosto 2009 alle 12:06 pm
L’idea del Manifesto con una foto d’epoca mi sembra buona, teniamocela per i momenti caldi, che speriamo non vengano mai..
Io vedo se su qualche libro riesco a trovare qualcosa, chi ha altro materiale lo segnali ( a bisaccia e Andretta di sicuro qualcuno ha qualche foto).
Per il resto a disposizione per altro materiale.
stefano
28 agosto 2009 alle 1:17 pm
Meglio, naturalmente, che le foto siano libere da diritti, o di proprietà di un soggetto che li ceda facilmente e gratuitamente.
Michele Citoni
28 agosto 2009 alle 1:26 pm
Sento in questi interventi un grande amore e un rispetto per la nostra terra irpina sia dei nativi stanziali ,emigranti e nomadi che dei forestieri occasionali che l’hanno visitata e conosciuta.Noi dobbiamo continuare a far crescere questo sentimento positivo di amore e rispetto per la nostra terra ,cercando di corrodere dall’interno e dall’ esterno il sentimento negativo di omologazione,apatia,chiusura,offesa,rancore,rassegnazione.Costringiamoli a conoscere questa terra e a conoscere i suoi uomini di buona volontà e sentimento che la amano e la vogliono preservare (sì preservare= conservare per…) dalla deriva barbarica e gelatinosa della falsa modernità e dal disumano progresso.Noi vogliamo conservare questo tesoro anche per quelli che non vedono e non sentono.Può sembrare presunzione ma è solo amore,rispetto,cultura e storia a disposizione di tutti quelli che non sono presi dalla morsa della malafede,falsa coscienza,dal rancore, dalla’accidia,dal politicismo di potere, dagli interessi economici.
“C’è un quadro di Klee che s’intitola ‘Angelus Novus’. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, al bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta. ” W.Benjamin.
Noi abbiamo dentro questa propensione all’esposizione e all’eccesso…una volta ,prima che la si consumasse ignominiosamente, la parola era “rivoluzione”.Noi senza dirlo dobbiamo avere la presunzione di pensare proprio a questo e dobbiamo costringere gli altri,tutti, a confrontarsi e scontrarsi con i nostri sentimenti e le nostre idee e non più viceversa attrezzarci intellettualmente a rispondere con visioni, analisi,ideologie ‘buone’ contrapposte a visioni, analisi,ideologie ‘cattive’.Cambiamo il gioco! Sparigliamo il tavolo da gioco,non rosvesciandolo, ma costringendo i giocatori a giocare con le nostre regole e a ripettarle.
Questa è la nostra difficoltà che alla fine risulterà la vittoria nostra e della nostra terra Irpina.
Su questa strada incontreremo tanti ‘anna’, ‘stefano’, ‘carmine’……e li convinceremo a stare con noi nei prossimi appuntamenti piccoli e grandi della Comunità provvisoria in giro per i paesi d’Italia e sopratutto nell’appuntamento simbolo di “cairano 7x”..
Scusate l’enfasi e il trasporto ma è solo “per abundantiam cordis”
mauro orlando
mercuzio
28 agosto 2009 alle 3:02 pm
…….naturalmente cominciamo dal FORMICOSO…la casa del sole, del grano,dell’acqua e del vento.
mercuzio
28 agosto 2009 alle 3:06 pm
Nela società della videocrazia ormai consolidata, è necessario in tutti i modi opporre altre visioni, altre immagini, semplicemente per far conoscere i nostri paesaggi e difenderli dal pattume . “La casa della luce” non si tocca !
luca b.
29 agosto 2009 alle 3:02 pm
La comunità provvisoria è una realtà bellissima.
Una perla nel fango, che sta diventando una realtà sempre più importante.
Bisogna lavorare su due versanti: quello locale, cioè sensibilizzare persona per persona su queste questioni, anche se è molto difficile cambiare un clima culturale, e quello nazionale a livello di informazione. Questo è il punto più dolente.
FAR SAPERE CON OGNI MEZZO.
Basta vedere come nessuno in Italia abbia saputo della manifestazione sul Formicoso dell’anno scorso (migliaia di persone)!
Purtroppo sono a Roma, ma spero che qualche volta possa far coincidere uno dei miei viaggi saltuari in Irpinia con uno degli appuntamenti comunitari….vedremo.
Anna
anna serrentino
4 settembre 2009 alle 11:25 am
La bellezza di questo luogo e’ anche questo-
concordo con Anna che e’ una bella realta’, mette insieme e coinvolge chi il territorio lo vive , chi l’ho ha vissuto e lo riscopre ( come me che ho passato la meta’ della mia vita in Irpinia e l’altra
meta’a Bologna) chi si avvicina incuriosito e cerca
di farlo conoscere fuori dai confini provinciali.
FAR SAPERE CON OGNI MEZZO, che esiste un altra Italia
un altro mondo ,un altro modo di vivere il quotidiano
di fare politica ,di vivere in simbiosi con la natura,
di scoprire le cose semplici di una volta, che non vuol dire fare un passo indietro , ma guardare il passato con rispetto e scoprire che la cultura e
le tradizioni di un tempo ti possono aiutare a combattere le battaglie del presente-NESSUNO TOCCHI IL FORMICOSO-
Rispetto per Franco Dragone e Vinicio Capossella
ma rispetto e un plauso a tutti coloro che si adoperano e propagandano un territorio una cultura
una visione nuova del vivere quotidiano che deve
avere come principio basilare la salvaguardia degli
spazi dei nostri avi, che devono continuare a produrre spighe dorate e vini non adulterati e non diventare uno spazio adibito a stoccaggio di qualsivoglia scarto che la societa’ del superfluo
prima produce per poi disfarsene indifferenziatamente-
CARMINE
4 settembre 2009 alle 12:21 pm
Ecco, penso che chi dedica un po’ del suo tempo a scambiarsi delle idee come noi fa a suo modo politica.
Perchè è politico fare scelte quotidiane per la vita di ciascuno, l’ambiente dove si vive, l’aria che si respira, quello che si mangia.
Altro che la Politica a cui siamo abituati. Quella nazionale e quella locale, forse pure peggiore.
Speriamo di essere un lievito che si sparge e fa riflettere altra gente.
Meno male che esiste internet, perchè se dovessimo basarci solo sui canali tradizionali di informazione staremmo freschi!
Anna
anna serrentino
7 settembre 2009 alle 12:52 pm