Archivio per gennaio 2010
PENSIERO NOTTURNO PER LA MIA CONTRADA
andrea di consoli per la comunità provvisoria
Stanotte non riesco a prendere sonno, anche se domattina dovrò svegliarmi all’alba. Spesso, quando rimango pensieroso fino a questo punto della notte, mi vengono a fare visita i tanti morti del mio paese. Ma dire paese non è esatto, perché io sono cresciuto in una contrada sperduta di un piccolo paese che si chiama Rotonda, e questa contrada si chiama Fratta. Spesso li incolonno uno per uno nella mia mente, i morti della mia contrada. Li vado a visitare nelle case dove ebbero la ventura di abitare. Rivedo così il gigante Zufìno, il giovane Antonio, lo chef Francesco, il sordo Emilio, il cugino Vincenzo, zia Maria, zia Vincenza, zio Ciccillo, zia Teresa, Francisca, la moglie di Cavaliere. Tutti morti, anche se io li ricordo vivi, che mi salutano, e mi gridano di non correre troppo con la bicicletta grigia scagliata a grande velocità nella discesa che va verso Cotura. Leggi il seguito di questo post »
Osservatorio, secondo tempo, epilogo
adelelmo ruggieri per la comunità provvisoria
Ne feci 60 di foto in quei due giorni.
Arrivammo intorno alle 15 di venerdì e ripartimmo la mattina di domenica. In tutto una quarantina d’ore. 1,5 foto all’ora, mediamente. Tante? Poche? Ora è facile farle le foto, ed è facile anche rivederle le foto che hai fatto. Lo schermo fa pure da album. L’altro giorno era la prima volta che le guardavo attentamente. Le sto guardando un’altra volta. La prima stiamo aspettando la corriera. Poi viene quella con il baracchino elettorale. Poi ne vengono altre di cui ho detto. Poi viene questa, con Angelo Ferracuti che sta fotografando un signore anziano. Forse è Daniele Nicola di cui Angelo ci dirà nel suo reportage “Il paese che non vuole stare solo”. E magari Daniele è proprio in quel momento che gli sta dicendo: “Mi chiamo Daniele Nicola, nato il 21/5/1945 in via Roma numero tredici. Qui abbiamo vissuto una vita disastrosa. Il panorama è bello, sì. Il panorama è bello” ripete, “ma la vita è stata disastrosa.”” Sono potenti e bellissime queste parole di Daniele. Leggi il seguito di questo post »
PAESOLOGIA, PAESANOLOGIA E LOGICHE DI SCONTRO
di Salvatore D’Angelo
Posto qui un intervento cha avrei voluto fare nella colonna dei commenti al post CAIRANO 5 – quale risposta non solo a Paolo, sempre attento , acuto e breve, ma per rilanciare una discussione più che mai necessaria.
Nel commento n.19 di CAIRANO 5- , Paolo scrive :“Salvatore, quello che dici tu è espresso dal concetto di governance, che, come accennai a Grotta, supera il concetto di governo incardinato nei luoghi della politica formale e ri-aggrega su basi più ampie gli attori formali e la società civile, in comunità di scopo che vivono in funzione del raggiungimento di un progetto-obiettivo. Perciò provvisorie. La paesologia come la vedo io in questo quadro deve sviluppare due saperi, uno epistemologico (sapere cosa) e uno tecnico (sapere come). Dentro un programma gigantesco di queste dimensioni, ci sono, e alla grande, i franchi e gli angeli…”
Caro Paolo,
nulla da eccepire a quanto dici. Al di là delle polemiche, io credo che è con questo tipo di discussione che dovremmo arricchire con maggiore frequenza il blog ; lo spessore delle discussioni dovrebbe essere la base per eventuali iniziative. Lo so che le dimensioni del programma sono gigantesche; ma le macrodimensioni sono il frutto di una miriade di miniaggregati; insomma mattone per mattone, si costruisce una casa nuova, mentre abbattiamo con cautela i materiali della vecchia.
Però ciò che voglio dire con più forza è questo : C’E'BISOGNO DI SUPERARE AL NOSTRO INTERNO LE VECCHIE LOGICHE DI SCONTRO CON LE CONSEGUENTI DINAMICHE. Queste son cose che appartengono a quella politica e a quei gruppi cui noi tutti rifuggiamo, altrimenti perchè crederemmo nella CP?. Se riuscissimo a far questo senza ipocrisia, se discutessimo (con maggiore capacità di ascolto e voglia di capire) sul tema della paesologia, su questa nuova forma di umanesimo e sulla differenza tra essa e la paesanologia (con tutto il rispetto per le tradizioni paesane) faremmo tutti un passo avanti.
Vedi a me non spaventa lo scontro come frutto di un confronto leale, tutt’altro. Mi lascia perplesso il suo contrario, mi annoiano le logiche di prevalenza e di dominio, l’arte dell’esercizio del potere in quanto tale, in sé. E’ questo che trovo riduttivo. Mi annoiano le logiche del chi è più bravo e chi è più bello, i complessi di “Salieri”, l’invidia sublimata che produce sentimenti freddi, ambivalenti, sterili, sostanzialmente distruttivi; mi annoiano gli atteggiamenti strumentali, le ipocrisie subliminali, il dire le cose per vie traverse, il non dirle in modo diretto, franco, rispettoso,fermo, leale e “amorevole” (se la parola non spaventa).
Insomma, sono più che mai convinto che nella CP ci possano stare diverse culture e diversi approcci; questa è la sua forza e la sua vivacità. Ma l’anima dev’essere una ed è quella paesologica. Perchè sia vero, bisogna che si discuta ancora, con attenzione e capacità di ascolto, per chiarirci su cosa sia o debba essere questa unica anima paesologica.
Dopo Grottaminarda mi sarei aspettato maggiori e più incalzanti commenti su quel ricchissimo seminario. Siamo ancora in tempo a farlo.
E se incominciassimo col mettere a confronto cosa è paesologia e cosa è paesanologia? Ma in un’ ottica laica,in un’ottica, come dire, scientifica, non per dileggiare l’una ed esaltare l’altra. Solo per capire e capirci.
E se fosse, questo, il tema, di un prossimo e ravvicinato incontro?
PS. Certo che ( non solo) in un programma, ma in un’ottica siffatta. ci sono( e ci debbono essere) “gli angeli e i franchi”.. Sono necessari e imprescindibili, come tutti noi , del resto. Ciascuno col proprio bagaglio.
PPS Per avviare i lavori per il prossimo incontro, avviamo qui sul blog un gioco di questo tipo: ciascuno declini, sotto forma di brevi proposizioni cosa è per lui paesologia e cosa è paesanologia.
Vediamo cosa ne vien fuori.
IL PORCO LETTERARIO è una realtà
(da un’idea comunitaria di Giovanni Ventre ed Enzo Tenore)
Il giorno 7 Febbraio 2010 in Aquilonia alla c.da Fontana Nocelle si svolgerà la prima edizione del “Porco Letterario” in una giornata culinaria, poetica, agreste e contadina.
Il maiale verrà preparato il giorno precedente dal macellaio di Aquilonia che ha anche allevato il maiale nella sua azienda agricola.
L’intento è quello di trascorrere una giornata in compagnia e rievocare il rito annuale dell’uccisione del maiale, un rito che va in onda da millenni nelle campagne appenniniche, dal Pollino alla Maiella (e oltre) .
Viste le tante adesioni manifestate e la corrispondenza avuta col sindaco di Cavaion Veronese, piccolo paese nei pressi del Lago di Garda Faremo, faremo in modo da festeggiare questo appuntamento in ogni inverno comunitario sia ad Aquilonia che a Cavaion.
P R O G R A M M A
Ore 9.30 appuntamento ad Aquilonia, presso il Municipio dove troveremo l’assessore –comunitario- Enzo Tenore. Alle 10 visiteremo il Museo della Leggi il seguito di questo post »
la guerra del fiato sprecato/3
il discorso è inarrestabile, forse ci sarà anche una quarta parte…
vi aspetto a lioni, oggi alle 18.00
armin
Non godevo della fiducia dei miei genitori e quando sono uscito di casa non ho goduto della fiducia del mio paese, ovviamente. I miei amici non mi hanno curato come avrei voluto, né io mi sono preso cura di loro come avrebbero voluto. Accade così in un paese manicomio, accade che le amicizie sono luoghi di incuria. Mi ha fatto molto male questo perenne embargo emotivo verso la mia natura più vera. Piano piano mi ha disposto a ritirare nel profondo le mie parti molli e a esibire in superficie una sorta di fantoccio che poteva essere colpito a piacimento. Forse sono stato sfortunato, forse a un certo punto ho trovato conveniente questa situazione perché mi permetteva di scrivere. Uscivo e mi umiliavo, tornavo a casa e scrivevo. Leggi il seguito di questo post »
Non più gattopardi, ma nemmeno sciacalli o iene….lupi semmai!
“Sul serio lei si rifiuta di fare il possibile per alleviare lo stato di povertà materiale e di cieca miseria morale in cui versa il suo popolo?”. “Siamo vecchi,Chevalier,sono almeno 25 secoli che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche e eterogenee civiltà tutte venute da fuori.Nessuna fatta da noi.Nessuna che sia nata qui.Da 2500 anni non siamo nient’altro che una colonia. Oh non lo dico per lagnarmi.E’ colpa nostra .Siamo molto stanchi svuotati,spenti” Così il Principe di Lampedusa, in altra epoca e con altra storia, si aggrappava alle sue aristocratiche e ”orgogliose verità” piuttosto che che ascoltare la sua semplice e responsabile coscienza civile. Non è un periodo facile per un campano al Nord …..L’Irpinia nella smemorata ignoranza padana non è neanche una spocchiosa “espressione geografica”!Dopo i giorni della “monnezza” elettorale ……giorni inquieti e dolorosi per ogni meridionale, e per un campano in particolare,stimolato da saccenti neopolitologi ‘padani’ e turbati e infiacchiti intellettuali napoletani , avevo ripreso in mano “Il mare non bagna Napoli” di A.M.Ortese e sono stato coinvolto in un atavico e rimosso sentimento di “spaesamento”. Un vecchio stato d’animo di impotenza e di rabbia che mi poteva portare -come per la Ortese- ad una vera “nevrosi” con “un che di esaltato ,di febbrile, che tende ai toni alti , dà nell’allucinato”.
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televisione di merda
poco fa casualmente ho visto un frammento di un programma televisivo su rai 2 dove veniva chiesto a una giuria formata da sgarbi, costanzo, venier e altre due figurine del pornovideo di giudicare tra dante, marconi e benigni in un programma che vorrebbere eleggere il più grande degli italiani. costanzo e la venier hanno votato per l’esclusione di dante. poco dopo la regia ha mandato un pezzettino del quinto canto dell’inferno annunciandolo come un sonetto di dante.
ecco cos’è l’inferno oggi. dove lo metterebbe dante un tipo come costanzo?
armin
cairano 2010
domani alle 18.00 saremo a lioni per mettere a punto il programma dell’edizione 2010.
c’è tanto lavoro da fare e tante soddisfazioni in vista. gli amici della comunità provvisoria, ma anche altre persone che vogliono partecipare all’impresa possono farci visita, siamo nello studio di federico verderosa, sotto il campanile….
la comunità provvisoria è fin troppo aperta e per il blog va bene così.
per cairano 7x invece necessita una precisa distribuzione di ruoli.
armin
le frane ferme
Un’occasione per riflettere sul Mezzogiorno e sulle prospettive di una zona interna,ma anche sulle geografie letterarie. Parteciperanno, oltre agli autori e al curatore, Antonella Cilento, scrittirice, Fulvio Sarno, predsidente industriali di Avellino, Giuseppe De Mita, vice presidente Provincia e Giuseppe Moricola, sindaco di San Potito.
Il senso del Giorno della Memoria
Renzo Gattegna, Presidente Unione Comunità Ebraiche Italiane
Sessantacinque anni fa, il 27 gennaio 1945, venivano aperti i cancelli di Auschwitz. Le immagini che apparvero agli occhi dei soldati sovietici che liberarono il campo, sono impresse nella nostra memoria collettiva. Ad Auschwitz, come negli innumerevoli altri campi di concentramento e di sterminio creati dalla Germania nazista, erano stati commessi crimini di incredibile efferatezza. Tali crimini non furono commessi solo contro il popolo ebraico e gli altri popoli e categorie oppressi, ma contro tutta l’umanità, segnando una sorta di punto di non ritorno nella Storia.
L’uomo contemporaneo, con il suo grande bagaglio di conoscenze, nel cuore del continente più civile e avanzato, era caduto in un baratro. Aveva utilizzato il suo sapere per scopi criminali, tramutando quelle conquiste scientifiche e tecnologiche, di cui l’Europa era allora protagonista indiscussa, in strumenti per annichilire e distruggere intere popolazioni, primi fra tutti gli ebrei d’Europa. Leggi il seguito di questo post »
la guerra del fiato sprecato/2
metto qui la seconda parte della mia possibile introduzione al libro paesologico. le due parti insieme usciranno anche su un quotidiano nazionale.
pace e bene
franco arminio
Mi è capitato spesso di infilarmi in un vicolo di un paese sperduto alle sette di sera, mi è capitato spesso di vedere una vecchia che si muoveva in una stanza, di vedere un pezzo di pane e una mela sul tavolo, di sentire la televisione accesa. La televisione parla dove il paese ha perso le parole, è un rubinetto rotto che da cinquant’anni perde parole, ci ha riempito le teste e le case.
Il modello televisivo è presente ovunque, anche nei blog. Basta che due persone si mettono a litigare ed ecco che l’audience aumenta, sia della televisione, sia del blog. È la guerra delle parole. Ai maldicenti di paese che non trovano più gente in piazza da azzannare la televisione offre il surrogato delle maldicenze praticate da un po’ di gentaglia plastificata sui divani.
All’ora del pranzo domenicale la tv di stato offre agli italiani un programma di litigi. Alessandra Mussolini è molto più conosciuta di Andrea Zanzotto. Capita in ogni parte del mondo che la società dello spettacolo abbia scelto i suoi campioni, ma in Italia la dittatura del nulla sta diventando asfissiante. L’unico movimento sembra il litigio. La lotta di classe ci dicono che non ha più senso, non c’è spazio per veri conflitti, i dominati sono i migliori alleati dei dominanti, lo spazio per la verità è sempre più esiguo, ma le porte sono sempre spalancate quando qualcuno sparla di un altro, quando si tratta di agitare vittimismi e lamenti senza bersaglio. La cosa viene giustificata con la libertà. Il cosiddetto pensiero libero sta costruendo una società di oppressi. Non siamo oppressi dai galantuomini come una volta avveniva ai cafoni. Siamo oppressi dai nostri vicini, da chi finge di starci accanto. Leggi il seguito di questo post »
intervallo
intervallo
OSSERVATORIO
di ADELELMO RUGGIERI
Sto guardando le foto che feci a Cairano, a giugno scorso. Sono trascorsi sei mesi ormai.
Questa qui è quando siamo scesi alla fermata delle corriere, a Lacedonia. C’è il baracchino per proteggersi dalla pioggia tutto tappezzato di manifesti elettorali. Uno porta su uno slogan che dice: “Cambiamo insieme il Futuro!”. A parte la f grande non è poi tanto male come slogan elettorale.
Di qui a breve sarebbe arrivata Antonietta e impagabile come sempre ci avrebbe accompagnato a Cairano.
Ecco, siamo arrivati.
In questa foto camminiamo già verso “i giardini”, ci sono Angelo Ferracuti, il giovane Livio Arminio con i suoi giovani capelli lunghi, e poi Ute Süßbrich che spinge la carrozzina con il suo bellissimo bambino.
Siamo arrivati ai Giardini.
In questa foto ci sono otto persone. Purtroppo non ne conosco il nome. Tra di loro ci sono due ragazzi-architetti-muratori.
La ragazza ha i capelli raccolti in un fazzoletto color fucsia. Fa da sfondo la rupe di Cairano che sale. Leggi il seguito di questo post »
LA GUERRA DEL FIATO SPRECATO
questo testo forse sarà l’introduzione al prossimo libro paesologico. dipende anche un pò dalle reazioni che suscita qui…
armin
***
Ho vissuto mezzo secolo in un paese e ci vivrò per il resto della mia vita. Su questo non ho dubbi. E penso che resterò in mezzo alle alture di questo sud freddo e insolente.
Da qui adesso mi muovo spesso e guardo l’Italia, non solo i suoi paesi. L’Italia congiunta dai treni veloci mi pare un luogo sfiatato, senza la pressione della miseria, senza la pressione di voler cambiare le cose. Vivo in una nazione rassegnata e stanca, inerte, mossa solo da uno scontento sciatto e inconcludente.
Vivere in un paese non significa prendere una porzione minore di questo dividendo di miseria spirituale che la bancarotta morale dell’Italia impone. Vivere in un paese significa semplicemente stare su una giostra arrugginita, significa che il tuo cavalluccio devi spingertelo da solo, non c’è corrente.
La conosco bene la giostra dell’accidia, ne ho parlato fin troppo, ma ho sempre parlato dei miei luoghi. Adesso ho un po’ allungato il passo, ho un po’ allargato il giro. È sempre un andare per paesi, ma senza la museruola del panico, ci vado coi nervi meno accesi. Forse dipende dal fatto che mi sono affrancato dall’infiammazione della residenza, non esco la domenica mattina quando i rancorosi mettono l’abito della festa, non partecipo più al carnevale della maldicenza. Leggi il seguito di questo post »
persone STRAORDINARIE
(da un commento di ENZLU diretto a Lucrezia e ai Comunitari) ________ _Vorrei dire alcune cose spero pertinenti. E le dirò ‘guardando in faccia’ la gentile lettrice-scrittrice, perché guardandosi negli occhi ci si capisce meglio. Naturalmente questo mezzo, il blog, permette di guardare tutti contemporaneamente negli occhi, sicché tutti potranno intendere. Se necessario, se vorranno.
Credo che state facendo troppo rumore per nulla.
Mi creda gentile signora, e non si irriti per le cose che dirò, giacché gliele sto dicendo sorridendo sotto i miei baffi, l’allontanamento dal blog e dalla C.P. di chiunque non spaventa e non dovrebbe spaventare chiunque altro. Al massimo rammarica noi, non lei.
Negli anni dalla C.P. e dal blog si sono allontanati tanti personaggi, la massima parte dei quali aveva addirittura contribuito a creare tutto ciò che Lei al momento abbandona.
Persone straordinarie, con capacità, conoscenza, carattere, disegni e s Leggi il seguito di questo post »
CAIRANO 5–
foto scattate stamane 25.1.2010
ARRIVEDERCI e GRAZIE
(da un commento di LUCREZIA RICCIARDI inviato il 24 gennaio all’attenzione di Mauro e dei Comunitari … un testo di commiato ad oggi senza risposte) __
_ Ci siamo conosciuti a Paestum e rivisti a Grottaminarda, è stata una bella giornata anche per me e per le persone che in quella giornata con me si son fatti 250 km per esserci. Procedo a raccontare quello che penso dell’esperimento C.P. : innanzitutto voglio dirvi che io la paesologia, modestamente, la faccio da anni – ma non sapevo che si chiamasse cosi- ho un discreto curriculum di iniziative realizzate che vanno in tal senso.
Avevo già la poetica verace e sconvolgente di un Lucio Mandia, mi mancava la letteratura paesologica e quella è arrivata con Arminio. In forma di prosa mi ha dato altre parole altamente evocative, le ho apprezzate e fatte mie, lui quelle parole se l’è faticate e da buon scrittore me le ha pure vendute.
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aiuto…haiti…..
Offriresti qualcosa ad uno di Haiti … Puoi farlo inviando anche una offerta sul c. c. postale nr.1732352 -Pro haiti- intestato alla Provincia di Avellino, progetto irpinia 1980 Haiti 2010.
p.s. forse la comunità provvisoria potrebbe organizzare qualcosa per haiti … armin
VIA APPIA
VIA APPIA
APPUNTI PER UN FILM IN VIAGGIO
Cinema Identità Paesaggio
Roma, Casa delle Letterature, Lunedì 25 gennaio, ore 18,00, Piazza dell’Orologio, 5
Lunedì 25 gennaio alle 18.00, presso la Casa delle Letterature dell’Assessorato delle Politiche Culturali del Comune di Roma, si terrà in anteprima nazionale la proiezione del primo capitolo del film Via Appia, del regista Paolo de Falco.
Prodotto da Grad Zero e dall’Archivio Liquido dell’Identità, con il contributo del Comune di Roma, della Provincia di Caserta, della Teca del Mediterraneo del Consiglio Regionale della Puglia e dell’Apulia Film Commission, Via Appia è un film a metà strada tra cinema documentario e cinema narrativo girato proprio lungo il percorso tracciato dall’antica strada consolare romana che da Brindisi giunge appunto a Roma.
Sulla strada si alternano diversi viaggiatori mentre vivono, in una dimensione senza tempo, un’esperienza fisica e faticosa, ma allo stesso tempo metaforica e catartica.
Tra questi Antonio Pascale, noto scrittore casertano e Giacomo De Stefano, navigatore solitario ed ex architetto che da anni si dedica a viaggi inconsueti per il mondo.
In mezzo, Cairano, Leggi il seguito di questo post »
buon compleanno
la comunità provvisoria ha un grande cuore, un cuore che batte in un groviglio di spine, un cuore nudo, esposto a spifferi gelidi, un cuore indomito, che batte per noi e per i boschi, per i cani, per le nuvole, per il grano. l’irpinia che c’è per molti aspetti è un orrore, non l’irpinia del paesaggio, ma l’irpinia dei paesani stanchi e oziosi e diffidenti.
noi non stiamo con loro, stiamo con elda.
armin
L’esperimento della comunità provvisoria
di Mauro Orlando
Proviamo per una buona volta a fare l’elogio e la difesa delle differenze e della diversità? Lo coltivano a tutt’oggi solo piccole cerchie di adepti, a dispetto delle moltissime iniziative culturali ed editoriali .Per chi si sente di farla la Comunità Provvisoria e questo Blog e non solo di guardarli come spettatori di un sempre possibile naufragio.Questa esperienza comunque è una formidabile avventura di pensiero. A patto che il Blog come spazio possibile e mai imponibile associa il suo lettore-sctittore, perfino quello più restio, in una peripezia; lo introduce nella sua scatola nera, lo fa penare e gioire, gli fa fare un’esperienza filosofica,psicologica o semplicemente culturale. La scommessa è quella di riuscire a pensare la realtà come un gioco di differenze (non di contrasti retorici), mentre normalmente la pensiamo in termini di somiglianza, analogia, identità. Con un rilancio: se la realtà, come ci appare, è un intreccio di ripetizioni (cui facciamo corrispondere le nostre abitudini), l’ulteriore scommessa di questo spazio di democrazia è di farci pensare la ripetizione stessa come gioco di differenze. “In breve, far scorrere un po’ del sangue di Dioniso nelle vene organiche di Apollo”. Leggi il seguito di questo post »
PASSIONE E MORTE DI CECCO PICECIO
(OMAGGIO AI TESTI E DISEGNI DI ANGELO SICILIANO)
di Salvatore D’Angelo
Testi dialettali e disegni di grande bellezza. Lo stile naif, i colori intensi e delicati allo steso tempo evocano il tempo dell’infanzia quando tutto era avventura circolare senza tempo e la morte non era che lontana ipotesi o un racconto astratto.
L’uccisione del maiale nel cortile , per noi bambini era un momento di paura, tensione e festa. Quando arrivava Tatonno O’ ‘Ccirapuòrc’ con la borsa di cuoio a tracolla, ci si adunava in turba chiassosa , seguiti da mamme e sorelle maggiori. Leggi il seguito di questo post »
Arminio all’inizio e alla fine della neve
di Livio Borriello
La scrittura di Franco Arminio, quella miscela di levità e tetraggine, di impalpabile quanto irresistibile humour e di avvelenato disfacimento, di olimpica serenità linguistica e incoerenza etica che definiscono il suo segno caratteristico, è tutta giocata su un movimento fondamentale: quello che ribalta la sua paura della morte in presenza del corpo, in ansia o meglio smania di vita, in un narcisismo esasperato e spesso disperato che sembra costantemente dire: io ancora esisto. Per ragioni genetiche, psicologiche e Leggi il seguito di questo post »
sud – nord – porc
questo post è dedicato a coloro che sono ‘contro’ a priori / viva la comunità provvisoria / viva il blog / viva la rete / viva giovanni ventre / viva il comune di aquilonia e il suo assessore enzo tenore / viva il comune di cavaion veronese e il suo sindaco annalisa valetti / viva il porco (!) letterario / SANG E LATT !
VIA APPIA
Cinema Identità Paesaggio
Roma, Casa delle Letterature, Lunedì 25 gennaio, ore 18,00, Piazza dell’Orologio, 5
Lunedì 25 gennaio alle 18.00, presso la Casa delle Letterature dell’Assessorato delle Politiche Culturali del Comune di Roma, si terrà in anteprima nazionale la proiezione del primo capitolo del film Via Appia, del regista Paolo de Falco.
Prodotto da Grad Zero e dall’Archivio Liquido dell’Identità, con il contributo del Comune di Roma, della Provincia di Caserta, della Teca del Mediterraneo del Consiglio Regionale della Puglia e dell’Apulia Film Commission, Via Appia è un film a metà strada tra cinema documentario e cinema narrativo girato proprio lungo il percorso tracciato dall’antica strada consolare romana che da Brindisi giunge appunto a Roma.
Sulla strada si alternano diversi viaggiatori mentre vivono, in una dimensione senza tempo, un’esperienza fisica e faticosa, ma allo stesso tempo metaforica e catartica.
Tra questi Antonio Pascale, noto scrittore casertano e Giacomo De Stefano, navigatore solitario ed ex architetto che da anni si dedica a viaggi inconsueti per il mondo.
In mezzo, Cairano, piccolo e spopolato paese dell’Irpinia Orientale, dove nello scorso Giugno si sono radunati alcuni protagonisti del panorama culturale e artistico italiano contemporaneo: scrittori, architetti, giornalisti, musicisti, etc., con l’intento di creare una Comunità Provvisoria capace di abitare creativamente il sud. Leggi il seguito di questo post »
Il funerale dell’esorcista
di Ute Süßbrich
La prima escursione con Franco fu al funerale dell’esorcista Don Leone. Ci portò in un mondo diverso, un mondo inverso. Era inverso per me e per la mia collega antropologa ed era pure inverso alla vita di Bisaccia, in cui nessun segno di credenze oscure si faceva notare. All’epoca ci tenevamo esplicitamente lontane dai temi antropologici come il malocchio oppure le pratiche esotiche e occulte. Come “antropologhe del modernismo” ci sentivamo a nostro agio piuttosto con problemi odierni. Prima di venire in Irpinia avevamo incontrato nei nostri viaggi attraverso la Sicilia e la Campania tante persone i cui paesi erano stati distrutti dai terremoti nei decenni precedenti. Con loro avevamo Leggi il seguito di questo post »
angelo siciliano, pitture e componimenti sul ‘maiale’
TESTI con disegni di angelo siciliano (cliccare per aprire in pdf)
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VENEZIA E LA PAESOLOGIA
L’altro ieri camminavo per Venezia. La città era un fuoco morto, a parte la scintilla ferma del commercio. Dalla stazione a San Marco, in tanti fanno questa via aspettando che la spenta meraviglia si ravvivi. Intanto è tutto un negozietto da cui entrare e uscire fino a quando la piazza ti accoglie come una camera ardente dove i piccioni beccano la carne del turista nel suo inutile vagare in questo tempo maciullato.Io mi chiedevo mentre camminavo se è ancora qui che si deve venire oppure c’è da andare altrove. Penso a Mastralessio, alla prua della desolazione conficcata tra le zolle della Daunia, penso al luogo indenne dalla peste degli sguardi fatui, luogo edificato da chi vive altrove e ha lasciato a sentinelle i vecchi, gli zoppi, i cani. Non so spiegare come sia lì la mia Venezia, come ogni città sia sprofondata, sciolta nel niente del suo voler sembrare attiva, divertente. I luoghi di cui scrivo non hanno ragioni né torti, sono come una refurtiva abbandonata, un referto sintetico della vasta malattia allegata alla terra tonda. Allora io non giro per svagarmi e forse neppure per vedere. Quello che faccio è leggere la carne non morsa dai cannibali, la terra scampata alla tabula rasa del progresso che rende in apparenza Mastralessio scorza o guscio vuoto. La verità delle cose è nella letizia e nella lotta per dare luce alle capitali dello sconforto, ai luoghi dismessi, agli spiriti sconvolti, più che allinearsi alla gigantesca impresa di pompe funebri a cui si riduce la civiltà degli adusi al consumo e all’autoconsumo, irretiti dal miraggio di salvarsi ognuno per sé (e in questo sforzo non ci lasciano sogni, compassione ed alcunché).
franco arminio, dal paese della cicuta, 19-01-2010
il momento di mettersi al lavoro
cari amici
torno dalla trasferta paesologica al nord. molta attenzione per la paesologia. lì i paesi della pianura sono praticamente scomparsi. qui dobbiamo riprendere lo slancio della bella giornata di grottaminarda. fare l’almanacco non significa assemblare un pò di testi.
la prossima giornata paesologica sarà a napoli giovedì prossimo, come si può vedere dal post più sotto.
penso che entro la metà di febbraio dovremmo anche vederci a cairano. si tratta di capire chi tra i tanti che animano la comunità provvisoria vuole impegnarsi per l’edizione cairano7x 201o.
l’evento sarà organizzato e diretto dalla cp. è arrivato il momento di mettersi al lavoro
armin
il PORCO LETTERARIO
… siamo vivi perché qualcuno muore, la nostra vita non è innocente, il nostro vivere può avvenire solo a spese di una parte di ciò che vive con noi e in noi (Alfredo Morosetti, Milano)
SIETE DEI BARBARI ! (M.Rosaria, vedi i commenti)
C’erano due riti per me fondamentali, che aspettavo ogni anno con trepidazione: la morte del maiale e la trebbiatura. Entrambi sono in Novecento (Bernardo Bertolucci intervistato da Beppe Sebaste)
Si ‘fotte’ se l’Irpinia di cui parlate muore proprio a causa di ‘quei porci’ che non avete avuto la forza e il coraggio di affrontare ed uccidere.. (enzLU)
io penso che vada eliminato dal post la scritta: ore nove uccisione del maiale. non sono animalista e neppure vegetariano, ma esibire in questo modo la faccenda mi pare fuori luogo… (Arminio)
Ma perchè dobbiamo avere “dei sensi di colpa” per delle tradizioni che sono effettivamente millenarie e servono e sono servite da collante per le nostre comunità montane. Vedete io sono originario di un paesino della Sila, mio padre così come tutti gli altri suoi compaesani,anche se non benestante,aveva il suo bravo maiale che allevava con cura fornendogli castagne … (continua nei commenti)
Siamo giunti al disvelamento delle due anime, reali, del blog e della comunità provvisoria: la prima verace pugnace irpina con ardore secondo orgoglio identitario e tradizione - la seconda schiva, sensibile, mistica, delicata, secondo alcuni fenninile e capricciosa. (Rocco q.)
… Giovanni Ventre ha messo un dito nel costato della CP. Il porco letterario è un test per tutti … (Lucrezia)
… i referenti in loco si sono sentiti, grandi passi avanti! possiamo lavorarci ( vorrei che fosse un EVENTO ) ci tengo ! (Enzo Tenore, Aquilonia).
a fine post l’elenco di chi ha aderito finora (al 17.1.010)
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sarà una giornata letteraria, comunitaria, rupestre, tribale, country _ POESIA, MUSICA, TEATRO, MEDITAZIONE sposeranno il culto appenninico della festa del maiale. Il ‘porco letterario’ si terrà DOMENICA 7 FEBBRAIO 2010 ad AQUILONIA / la sezione ‘poesia’ sarà rigorosamente dialettale.
Per la ‘squadra’ di lavoro la giornata inizierà presto, alle 6.00; la notte cede all’alba. Si comincia con il far bollire l’acqua, ne servirà molta. Almeno 200 litri in una caldaia in rame, in passato forse usata per fare il formaggio. La squadra è pronta, si aspetta l’arrivo del capodiporco. Preparerà gli attrezzi e si passerà a pesare il maiale. Il nostro maiale è di razza altirpina; dovrebbe avere un peso vivo di 230 kg. circa. E’ cresciuto allo stato brado nei boschi di quercia di aquilonia masticando mele, ghiande e aria del Vulture.
Visioni di paese in paese. Le foto di Iadarola, Di Vilio ed Armino in mostra a Napoli
GIOVEDI’ 21 GENNAIO ALLE ORE 19 al TRIP di Napoli, sito in Via Martucci N° 69, La Stagione della Fotografia apre le porte alla Comunità Provvisoria con una mostra di fotografia di Salvatore di Vilio e Federico Iadarola La serata prevede una presentazione dell’ultimo libro di Franco Arminio: “Nevica e ho le prove” Ed. Laterza.” ad opera dell’autore e di Francesco Durante. Sarà presente una delegazione della Comunità Provvisoria.
“VISIONI DI PAESE IN PAESE”
Dai pensieri di Franco Arminio alle sue fotografie ed a quelle di Federico Iadarola e Salvatore Di Vilio Esperienze visive della Comunità provvisoria A cura di Federica Cerami
Quando le parole riescono ad essere molto evocative avviene una magia; ad occhi aperti ogni parola si trasforma in immagine ed all’improvviso ci ritroviamo tutti dentro ai racconti che stiamo leggendo. Credo che questo evento magico sia accaduto a tutti i lettori degli scritti di Franco Arminio. Non lasciamocele scappare queste occasioni: guardare con gli occhi di un altro che poi diventano i nostri è un esercizio utile ad affinare la nostra sensibilità. Leggi il seguito di questo post »
RITORNO AL BAROCCO
Tradizioni e Barocco in Alta Irpinia
17 GENNAIO 2010 INIZIO DEL CARNEVALE IN IRPINIA
inizio ore 17,00
Teora sagra delle TOMACELLE – SCALDATELLI
PASTA E FAGIOLI – PATATE FRUCULIATE
VINO DOC AGLIANICO IRPINO ETC. ETC.
Con “l’Uscita” della maschera tipica di Teora
Lì SQUACQUALACCHIUN’
La presenza della Comunità Provvisoria è gradita
Emidio “Santariello” da Teora























