IL COLORE DEL DOLORE, LA TENEREZZA DEGLI ADDII
La scrissi il 29 agosto 2009 quando stavo bene, ero in auto, era estate ed osservavo gli addii. E’ stata pubblicata in altro blog ma ve la porgo comunque nella speranza che l’accettiate, vale quel che vale.-( Enzo Luongo).
frottage di Francesco Forlani (da Nazione Indiana 22.2.2010)
Al bus
di Enzo Luongo
Piangono i fanciulli ‘tedeschi’
e non sanno dire il perché,
carezzando l’arida pelle
delle mani di nonno.
Il corpo
obbligato a viaggiare: va,
il resto
impalpabile affetto: resta.
Chiedete loro cosa sia il dolore:
“è l’odore di terra e di anni,
è il colore delle pene, il blu
delle vene dell’arida pelle
delle mani di nonno”.
Trovo questa poesia semplice e bella; è come un’acquaforte che registra l’essenziale nello scambio – e nel cambio – delle generazioni: il colore del dolore, la tenerezza degli addii. Tutto è costruito sulle giustapposizioni : fanciullo/nonno, viaggiare/restare, il dinamismo della vita che scorre/l’immobilità degli affetti , ciò che cambia ed evolve/ciò che inaridisce e che muore : e nel mezzo il dolore, il “non detto” , per tutto ciò che nello scambio si perde e che non avrà espressione. Il virgolettato della chiusa finale è, mimeticamente, l’ipotesi/commento del narratore che ha colto ciò che, al bus, in quegli addii tra i protagonisti non ha avuto espressione verbale se non nel linguaggio dei corpi e dei gesti. Anche questa mi pare una bella “scrittura del mondo” e la sottolineo con il frottage di Francesco Forlani preso da Nazione Indiana del 22 febbraio scorso. Enzo, nell’esergo, dice “vale quello che vale”. Io dico che vale. Perciò la riposto. (Salvatore D’Angelo)











enzo ha una lingua e non è cosa da poco.
e molto bravo è anche alfonso, pure lui di calitri.
insomma, in irpinia d’oriente si scrive bene…..
Arminio
24 febbraio 2010 alle 3:11 pm
Che sorpresa da questo letto di dolore!.
Vi ringrazio soprattutto per il bene che mi volete e che non sempre so ricambiare.
enzlu
24 febbraio 2010 alle 10:56 pm
Conservare una certa ingenuità infantile come senso poetico della realtà fino all’esperienza della vita tout court.Noi tutti abbiamo un immenso bisogno di poesia e di poeti e non sono d’accordo con Franco che in altro spazio di questo Blog ci ha annunciato il ritiro di una sua poesia.
I versi di Enzo sono magnifici e e speressione di sentimenti vitali autentici e profondi.
mauro orlando
Mauro Orlando
25 febbraio 2010 alle 6:22 am