COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

Il “pòlemos” è l’anima del comunitarismo paesologico.

 All’inizio del Visconte dimezzato Italo Calvino osserva che “nulla piace agli uomini quanto avere dei nemici e poi vedere se sono proprio come ci s’immagina”. La mia impressione è invece un’altra: chi costruisce nemici totali o personali  è più interessato ai fantasmi che crea, perché gli danno un’identità per opposizione, che a verificarne la consistenza reale. In questo modo di pensare, infatti, ciò che conta è fissare nuove piccole o grandi fortezze ideologiche, ritratti caricaturali e feticci persino fisici su cui scaricare la propria avversione irrisolta  in nome della propria libertà e forse anche a quella di un  proprio gruppo virtuale  o palese. L’identità per opposizione “a prescindere” ha sempre alimentato un pensiero narcisistico ma autoritario , aggredendo e minando sistematicamente i principi , e le pratiche  della democrazia della responsabilità e non solo delle convinzioni.La cultura in occidente  non ama la divisione. Ma è condizionata sin da Pitagora e Platone da un “timore radicale” di mettere fine ai conflitti, alle divisoni ,al dissidio. Se si aggiunge  l’influeza semitico-ebraica al nostro dna “biblico e messianico” col ricercare un “assoluto” fatto di purezza nei valori  e una universalità  negli ideali” il gioco si completa.

Da questa esigenza intransigente e  teoretica negli ideali o di  limitata coerenza pratica nei comportamenti si può far risalire una sorta di   ossessione nella  ricerca di  una sorta di unità perduta nella notte dei tempi e di una  promessa o esigenza di  sempre luminosi speranze ordinate di futuro.Forse siamo malati di idealizzazione e siamo poco interessati alla ricerca empiristica  di “una cornice comune” anche se provvisoria che  forse rischierebbe di  ingabbiare la nostra vitalità interrogatrice e critica o la nostra libertà interpretativa al limite del più testardo e incontrollato individualismo ma ci eviterebbe ripetere i vecchi errori e i labirinti mentali  che avevamo tragicamente costruiti e praticati con leggerezza nel secolo passato in Irpinia come a Berlino.E’ esistita  mai  una “comune cornice”  delle esperienze culturali e  politiche della intellettualità meridionale e nazionale ? Vaccinati delle vecchie categorie dell’ impegno militante,della concordia discors,delle speranze di futuro,delle liberazioni individuali, del pensiero progettuale ci siamo trovati inermi e esposti  ,come in un naufragio, a nuotare nel decadimento della politica dopo la caduta delle passioni e delle inadeguatezze della “postdemocrazia”Voler tentare di  recuperare il senso profondo ed importante delle passioni intelligenti e individuali come nutrimento e base di ogni azione o pensiero culturale e  politico ma in “comunità” ;coltivare e giocare le nostre carte originali fatte di passione e intelliigenza prima di tutto nel individuare e normare il nostro spazio di pensiero ed azione in una tipologia di territorio “piccoli paesi” economicamente ma non esitenzialmente e culturalmente abbandonati non solo con l’alibi  di una  ricerca di una comparazione o riferimento  con una norma di condotta pura,  astratta , uniforme…”universale e necessaria”; e cercare di evitare di  costruire inconsapevolmente nuove gerarchie mentali o leaderistiche……..vi sembra poco per un viaggio autentico e concreto tra la nostra gente e nei nostri territori  senza zavorre ideologiche ,”sacre tavole” da rispettare  ma anche senza fini precostituiti  siano essi classicamente  ideali e utopici  o modernamente  pragmatici e operativi.Passione ed intelligenza possono caratterizzare  la nostra esperienza culturale e politica. Esse per costrutto dividono e separano e non  amano le omologazioni pacificatrici o i conflitti di comodo ma soprattutto  i gregarismi e le gerarchie. Noi amiamo   indirizzare il conflitto non tanto nella forma del reciproco rispetto delle pluralità ma nella forma del diritto alla differenza.Ci rifiutiamo di  incagliarcii in una sorta di riproposizione, al nostro interno, al ribasso e al limite del pettegolezzo colto ma  condominiale, della coppia amico-nemico spesso per giustificare le nostre pigrizie, ritardi o scelte personali  preconcette e astratte o i comodi salotti cittadini .Anche questa intelligente,colta e interessante polemica  può  diventare  una sorta di rito linguistico e retorico a copertura di una inespressa ma sottesa accettazione o  presa d’atto di una nostra sconfitta o inadeguatezza  politica nella nostra legittima funzione di soggetti o  movimenti  di rappresentanza e interpretazioni delle esigenze   della società civile o cittadinanza individualizzata dei nostri paesi che amiamo anche nei loro difetti oltre che per le loro possibilità e potenzialità.Continuare nel perverso e squalificato gioco di una sorta di “ monopoli politico” ad Avellino o a Desenzano o piuttosto che a Berlino    non aiuta o promuove  l’arricchimento individuale della nostra cittadinanza politica  a Bisaccia , a Varese ,  a Roma o a Bruxelles  per un recupero di un senso alto e responsabile del ceto  politico  a noi dialetticamente contrapposto nei vari poteri locali , territoriali e nazionali  . Il fatto è che la democrazia, pur dettando le sue regole, non presuppone necessariamente l’accordo tra soggetti raziocinanti. “Piuttosto – come ha precisato Held – suggerisce un modo per mettere in relazione i valori l’uno con l’altro, e lasciare la risoluzione dei conflitti che nascono ai partecipanti di un processo pubblico, soggetto soltanto all’osservazione di alcune prescrizioni che hanno il compito di proteggere la forma e la regolarità del processo stesso”, ovvero le condizioni di libertà e di eguaglianza politica di tutti i soggetti.Noi avendo scelta la strada “comunitaria e provvisoria” alla democrazia a discapito di quelle individuale e autoreferenziale  , “ i nemici” li individuiamo e evitiamo in noi stessi  quando non rispettiamo la coerenza con i nostri sentimenti, passioni e idee con la nostra gente e il nostro territorio.

 

mauro orlando


 

 

Scritto da mercuzio

25 marzo 2010 a 5:49 pm

Pubblicato in AUTORI

Una Risposta

Iscriviti ai commenti con RSS .

  1. Caro Mauro quello che dice è estremamente reale, quasi una fotografia della realtà del vivere in contrapposizione verso le idee ed i progetti altrui.

    giovanni ventre

    25 marzo 2010 alle 7:15 pm


I commenti sono chiusi.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 46 other followers