Archivio per aprile 2010
avvicinamento al parco
Antonio Vespucci in un video di Michele Citoni – Formicoso 18.8.2008
un contributo di avvicinamento al Parco dell’Irpinia d’Oriente
dove siete?
oggi ho preso una piccola decisione: in autunno lascio lascio la scuola. sarò un disoccupato di cinquant’anni. ce ne sono tanti in questa zona.
poco fa sono stato a un’assemblea dove si parlava della chiusura dell’ospedale di bisaccia. da una parte portiamo cultura, dall’altra ci considerano una zona vuota. non mi stupirebbe se cominciassero a parlare di una centrale nucleare sul formicoso.
intanto mi affaccio qui sul blog e sento poco amore, poco entusiamo. ma dove siete, dove cazzo siete?
abbiamo creato un bel luogo comunitario, ma questa resta una terra di solitari e di diffidenti.
eravamo rimasti che l’otto maggio ci vediamo a bisaccia per trasformare la comunità provvisoria in associazione di promozione sociale. dobbiamo confermare questa data o rinviarla? quando ci vediamo per varare il programma definitivo di cairano 7x? vi va bene il cinque maggio?
ci vediamo, spero, domenica ad aquilonia. grazie a giovanni ventre per la bella idea sui giorni della cicoria.
rinnovo la domanda: dove siete?
armin
chi viene a cairano/1
un pò alla volta, da ora al 20 giugno,
cominciamo a presentare gli ospiti della seconda edizione di cairano 7x.
ecco la poetessa russa
alexandra petrova
metto qui una sua poesia. ovviamente su internet ci sono tante altre cose
***
E allora come mai che prima si sentiva
e adesso più niente?
Il macchinista gira
il macchinista oscura
il nastro bianco sporco.
Nel giardino del sangue
sono entrati in massa
corpuscoli inopportuni.
Ah fermati, portami con te
bella libellula.
Insieme, in elicottero
scuciremo i confini di questa carne,
che rimanga adesso fredda nel passaggio.
Su, su
psicuccia, psichina. E ora che c’è?
Vola!
La capitale dell’orlo
metto qui un pezzo su melfi, una delle prossime mete dei nostri giri. continuano ad arrivarmi richieste di venire a cairano. dopo la seconda edizione il nostro cairano7x diventerà uno degli eventi più importanti della cultura italiana.
armin
Oggi sono a Melfi con un po’ di persone. Prima di andare al castello ci fermiamo a un bar della limpida piazza centrale. Ammiro il campanile. Ogni volta che si alza lo sguardo al cielo si può vederlo in tutta la sua eleganza. Sembra costruito da mani leggerissime, da lontano ti dà l’idea che potresti portartelo via con un dito.
Dopo una breve sosta nella calura di una bella piazza meridionale coi tipici luminari dell’accidia, andiamo a vedere il museo archeologico ospitato all’interno del castello. Vediamo gli oggetti che facevano compagnia ai morti. Di quella carne, di quei respiri non resta niente. Rimane, però, nei corredi funebri la traccia di una civiltà aperta, mobile, ricca di intrecci. Non abbiamo molto tempo e dopo aver guardato un paio di sale con la dovuta calma siamo costretti a un fugace passaggio davanti a tutte le altre meraviglie custodite.
Nel museo fa molto caldo. A un certo punto ho il mio solito appuntamento con una piccola brezza di panico, quanto basta per lasciare con sollievo il museo e tornare all’aria aperta.
La meta adesso è la chiesa rupestre di Santa Margherita. A me questo genere di pitture mi incanta. Non so chi siano i santi raffigurati, a malapena riconosco la figura di Cristo, ma secondo la guida in questa chiesa c’è l’unico ritratto esistente di Federico II. Mi fa piacere sapere che è stata una persona del mio paese a fare questa ipotesi. Si chiamava Lello Capaldo. Di lui non so molto, neppure che è stato seppellito al cimitero di Bisaccia. Io non so se l’imperatore è in questa chiesetta che adesso sta sotto una strada asfaltata, ma sento che a Melfi c’è solo lui, c’è l’imperatore coi suoi falconi. Tutto il resto, a cominciare dalla Fiat, mi pare inesistente.
Prima di partire ci fermiamo a bere qualcosa in un bar che si chiama Polo Nord. A Melfi possono modernizzarsi a piacimento, ma ho l’impressione che l’orma dell’imperatore non svanirà mai.
Prima di ripartire mi metto un po’ di zucchero sulla lingua. È come se avessi esaurito le forze. In macchina non ho molta voglia di parlare. Sento il cuore che va dietro, si nasconde. Tornerò tante volte, porterò altre persone. Qui non ha senso venire da soli. In una lontana epoca questo è stato uno dei luoghi più importanti del mondo. Per me lo è ancora e sta a due passi da casa mia. È la capitale dell’orlo. E oggi mi pare che la vita si vada misteriosamente addensando proprio sull’orlo. I luoghi più frequentati appaiano consunti, sfiatati. Appena si arriva a Melfi si avverte che qui è rimasto qualcosa, come se il tempo avesse premura di tralasciare qualcosa nel suo lavoro di demolizione. La Lucania ha due capitali, Melfi e Matera, e invece ha scelto Potenza come sede della Regione, ha scelto un centro che non sa di niente, perché nel frattempo la piccola borghesia che ha riempito le città del sud si è sbriciolata in una moltitudine di ombre polverose che non sanno abbandonarsi a niente e a nessuno, neppure ai luoghi in cui vivono.
Cairano …….la festa!
CAIRANO………LA FESTA !
« Se la musica è l’alimento dell’amore, seguitate a suonare,
datemene senza risparmio, così che, ormai sazio,
il mio appetito se ne ammali, e muoia.”
W.Shakespeare
La festa di Cairano rispecchia lo spirito leggero,provvisorio,creativo che vuole espressamente evitare finalità,modelli,formalismi già consumati nel passato.” Un luogo per chi ha due minuti tra le dita per sè”.Un luogo dove si possa comunicare e “conversare non sotto il peso delle nostre parole e dove si possa passeggiare con la naturalezza e la leggerezza di un passero sopra il ramo” .Dove viviamo la vita e …noi che ci conficchiamo in essa istante per istante”…Ho preso in prestito le parole leggere e profonde di Franco per dare il senso di “ciò che non siamo e non vogliamo”. Cairano è uno spazio aperto di libertà,di possibilità,di occasioni, di identità singolari ed autentiche,di espressioni ,di doni,di atti e pensieri politici nello spirito del confronto e dell’incontro ‘in comune’. “Nessun vento è favorevole per chi non conosce il porto”. Scriveva Seneca in età precristiana se pur per definire una etica soprattutto umana e lontano dalle prescrizioni cristiane.Noi abbiamo la presunzione e la modesta di andare ‘oltre’ alle morali antiche e moderne e cominciare una nuova storia e modalità di vivere se stessi e il proprio territorio.Una “Festa” per noi non è un ‘porto’ in cui stabilire preventivamente e prospetticamente ciò che è possibile fare e non fare in essa,ma sapendo che ciò che si fa e si dice può essere disfatto, reso inoperoso e provvisorio,liberato,sospeso e sopratutto liberato da un “progetto” rigido e strutturato e economicamente definito,non contrapposto alle logiche egli scopi dei giorni “feriali”,operosi e produttivi. E’ un fare e un non fare come caso estremo di sospensione. Non ci sono fini, strenne,regali,oggetti d’uso e di scambio .Bisogna ridare senso alla categoria di “festosità” sganciata dalla ritualità,dalla ripetitività,dalla progettualità come attributo del pensare,dell’agire e del vivere.
ALPUIARRA EST – ALTA IRPINIA
… Grazie anche alla appassionata attività dell’Associazione “Cairano7X”, nei suoi convegni, incontri, dibattiti in strade e piazze, feste e meditazioni, in giro per i più significativi luoghi del Paesaggio dell’Alta Irpinia, abbiamo potuto approfondire le nostre osservazioni dal vivo. Dalle feste e dalle attività dei laboratori sperimentali abbiamo constatato che la “Cairano7X” ha in atto una importante campagna di educazione alla lettura, alla conoscenza, alla partecipazione consapevole, ed alla azione costruttiva della cultura locale e quindi del proprio paesaggio. Vi partecipano abitanti di tutti i paesi della regione, residenti vecchi e di ritorno (pochi) nonché di nuovo acquisto. Pochi gli anziani.
UN CONTRIBUTO DI G.CARLO DE GRENET ALLA LETTURA DEL NOSTRO TERRITORIO in occasione del WORKSHOP INTERNAZIONALE ALPUIARRA EST – ALTA IRPINIA / Immagini di paesaggi del Mediterraneo a confronto Andalusia, Spagna – Alta Irpinia, Italia
I GIORNI DELLA CICORIA
LE FOTO : http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157623860618899/show/
“I giorni della Cicoria” ad Aquilonia, ospiti nella campagna del comunitario Giovanni Ventre nell’Irpinia d’Oriente, nei giorni 1 e 2 Maggio .
I giorni della Cicoria, un tributo ad un’ antica pianta che abbonda in primavera nei nostri prati.
Con la comunità provvisoria, in collaborazione con il comune di Aquilona e l’assessore Enzo Tenore; con il supporto di Agostino della Gatta ed Irpinia Turismo. Punto di ritrovo : Masseria “Il Somarello” in agro di Fontana Nocelle”
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_di Giovanni Ventre
I GIORNI DELLA CICORIA SELVATICA vengono pensati in occasione dell’evento “Il PORCO LETTERARIO” tenuto nello stesso luogo nel mese di febbraio 2010. Leggi il seguito di questo post »
NOTTARIO(1990-2008)
di MARCO ERCOLANI
Non sono tanto io che ho fatto il mio libro
quanto il mio libro che ha fatto me.
Michel de Montaigne
Ora voglio scrivere il mio diario e per gratitudine
chiamarlo il mio nottario […].
Robert Musil
Per la mano sinistra
(Per la mano sinistra)
1
La vita è cristallo e formicaio.
Scrivo in stato di assillo.
I miei paradisi sono sotterranei.
Si chiudono gli occhi ai morti, perché non si sopporta che vedano cose indicibili.
L’uomo è sorpreso quando si riconosce, non quando si perde. Leggi il seguito di questo post »
IL TURISTA INCANTATO
SALVATORE DI VILIO ESPONE ALLA ROGGIA DI PORDENONE
Dall’8 maggio al 3 giugno Salvatore DiVilio è alla galleria LA ROGGIA di Pordenone con “IL TURISTA INCANTATO” una serie di scatti in giro per l’Europa. La mostra, curata da Jasmina Del Negri, avrà il vernissage Sabato 8 Maggio alle ore 11.30. (Salvatore D’Angelo)
le barricate della desolazione
Molte persone che conosco in questi mesi si sono ammalate più o meno gravamente. Altre sono morte. La salute sembra sparita dalla scena del mondo. Chi non ha un tumore, chi non cade a terra per una vena squarciata resta in piedi, ma resta in piedi un manichino, una carcassa in cui circola un sangue che non luccica, un cuore che non batte. Poco fa pensavo al fatto che la paesologia è proprio questo: guardare fuori, guardare ai guasti e alle meraviglie del mondo, ma partendo non dalla baracca di qualche ideologia che incita all’impegno civile, alla politica, alle sorti magnifiche e progressive. La paesologia guarda fuori partendo dal tumore, dalla vena squarciata. Non è una disciplina per spiriti socialdemocratici, non dispone a un atteggiamento riformistico. La paesologia è un moto intimamente rivoluzionario, una rivoluzione che parte dalle barricate della desolazione a cui sono ridotti i nostri paesi.
armin
adelelmo da fermo
UN POSTO
TUTTO ‘DA SCOPRIRE’
E TUTTO DA SALVARE
E UNA DOMANDA
SEMPLICE SEMPLICE
Ieri siamo stati in un posto meraviglioso. Eravamo in gita domenicale. Era un gran giorno, il 25 aprile. Poco fa mi sono messo a scrivere di quel posto. È poco lontano da dove sto. È lontanissimo da tutto. Volevo ‘raccontarlo’. E di sicuro le ragazze e i ragazzi del rifugio – tutti bravissimi ed entusiasti – che hanno messo su un posto di ristoro sarebbero contenti se qualcuno raccontasse di quel loro posto bellissimo. Ma è giusto dire di quel posto? È giusto trasformarlo, lo si voglia o no, in un ‘oggetto turistico’ prima – da consumare poi? Lo so, la questione è semplicemente e incredibilmente enorme.
Per stare solo ad alcune parole recenti, penso per esempio a queste parole di Franco: “oggi è la festa della liberazione, ma il mondo somiglia sempre più a una prigione”; o a queste parole di Andrea: “(…) Basilicata coast to coast è un film che odora di buoni sentimenti, di sogni di evasione, di agriturismo, di amicizia, di “alternativismo” integrato e di meridionalismo ironico e turistico” (…) siamo in una Basilicata intellettuale e vagamente trendy, fieramente etnica ma Leggi il seguito di questo post »
ieri a sant’andrea
altre foto : http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157623809558669/show/
ieri a sant’andrea di conza con antonio vespucci e slow food; c’erano i produttori di questo territorio (dall’aglianico al carmasciano), i sindaci, i ragazzi dell’università del gusto di pollenza / brà; c’erano i santandreani.
come c.p. dovremmo essere più dentro a queste cose che si muovono con testardaggine, autonomamente, dal basso; dovremmo essere affianco ad antonio vespucci (animatore della due giorni di sant’andrea con enzo basile), a luigi di guglielmo (l’altro ieri primo premio ad avellino), ad agostino (a Chieti con un gazebo sull’irpinia) e ai tanti amici che lavorano in una direzione ‘comunitaria’ (in loco motivi erano a morra de sanctis). dovremmo essere più aperti, meno autoreferenziali.
il parco dell’irpinia d’oriente deve tracciare una via d’uscita dalla deriva autistica e dal solipsismo di questi luoghi.
piccola nota
oggi è la festa della liberazione, ma il mondo somiglia sempre più a una prigione. sono stato in casa dopo la solita settimana di giri paesologici. domani si riprende. prima tappa, lo studio di luca battista per la riunione su cairano 7x. l’appuntamento è alla cinque. è l’ultimo incontro dedicato alla definizione del programma. chi vuole far pervenire qualche sua idea è ancora in tempo. quest’anno il programma definitivo sarà presentato con molto anticipo.
vi ricordo che sotto c’è il post per aderire alla nuova comunità provvisoria.
armin
La tessera dell’ANPI
di Donato Salzarulo
Da oltre vent’anni rinnovo la tessera dell’ANPI.
Prima me la portava un simpatico vecchietto in abito, cravatta e cappello di quelli classici, schiacciato su una testa ben fatta. Piuttosto tarchiato, aveva fronte rettangolare, occhi azzurri lampeggianti, eloquio fluente e, questo lo intuivo, una naturale curiosità per il mondo.
Si chiamava Luigi e l’occasione gli serviva a scambiare quattro chiacchiere con me. Era contento che un dirigente scolastico fosse iscritto all’ANPI ed era compiaciuto se, silenzioso come uno scolaretto, restavo un quarto d’ora ad ascoltare racconti e illustrazioni delle loro iniziative. Inevitabilmente finiva per ammonirmi:
«E’ stato terribile, Salzarulo, è stato terribile!…Non dimenticate l’esperienza tragica della Resistenza, non dimenticate i valori antifascisti, gli ideali di liberazione per cui abbiamo combattuto. Lei che dirige una scuola ne parli coi docenti, li stimoli a sensibilizzare i ragazzi.»
Cosa che puntualmente facevo, rivolgendomi soprattutto alle insegnanti delle ultime classi. Qualcuna partecipava agli annuali concorsi a tema, portava gli alunni a visitare l’eventuale mostra di artisti o di fotografie dell’epoca, invitava il vecchietto nell’aula a farsi intervistare. Al termine Luigi bussava in direzione e passava a salutarmi soddisfatto. Leggi il seguito di questo post »
A proposito di “Basilicata coast to coast” di Rocco Papaleo
di ANDREA DI CONSOLI
Il road-musical di Rocco Papaleo, Basilicata coast to coast, è un film che odora di buoni sentimenti, di sogni di evasione, di agriturismo, di amicizia, di “alternativismo” integrato e di meridionalismo ironico e turistico. Giustamente si plaude per un film che fa conoscere la Basilicata (o Lucania) a chi non la conosce; ma perché è così difficile memorizzare nella testa degli italiani la presenza, una volta per sempre, di terre come il Molise e la Valle d’Aosta, per non parlare della Basilicata?
Che la Basilicata sia bella non fa male rimarcarlo; e Papaleo, nel suo viaggio on the road da Maratea a Scanzano Jonico, non manca di valorizzare efficacemente Trecchina, Lauria, Aliano, Craco vecchia, i calanchi, Nova Siri, e, appunto, Maratea e Scanzano Jonico, i loro mari. Il rischio, com’è evidente, è lo spot turistico, il cinema come sezione video delle aziende di promozione turistica. E non si tratta di preferire il cinema meridionale notturno, lirico ed espressionistico degli ultimi vent’anni (da Garrone a Capuano, da Winspeare a Piva, da Martone a Calopresti, da Patierno a Ciprì e Maresco), o il cinema meridionalista classico (Rosi, De Seta, Amelio); si tratta invece, molto più semplicemente, di separare l’operazione turistico-promozionale dal cinema come universo conchiuso, come sabbia Leggi il seguito di questo post »
a torso irpino nudo
CALITRI / CERAMICA / MOSCARITOLO _ di Eduardo Alamaro
Cari amici, accludo il testo della mia segnalazione sull’ottimo Moscaritolo, da me pubblicata sulla rivista D’A, ott.-dic. 2009. Può essere di una qualche utilità per l’incontro prossimo venturo e d’avventuro a Calitri, terra ceramica. Eduardo Alamaro
Amici miei, rimaniamo in Irpinia. Andiamo a Calitri, anch’essa come Ariano, antico locus della ceramica. Vi lancio da questa finestra di D’A (e mi raccomando acchiappatelo!), un suggestivo vaso di Fulvio Moscaritolo, appartato e raffinato artefice del luogo. Mi è venuto alla mente questo suo corroso e corrosivo vaso del 2005 perché Moscaritolo collabora talvolta con i Russo di Ariano, coi quali è imparentato. E infatti questi mi avevano dato un catalogo delle sue pitture, opere scelte 1970 – 1980 (Delta 3 edizioni); nonché un fascicoletto della “St-Art” con un “percorso ermeneutico”, a cura di Michele Miscia.
Ma io avevo in mente invece quel suo vaso antico. Perché lo avevo collegato con le rugosità delle grotte scavate nella montagne dell’antico abitato di Ariano. Luoghi oggi inoperosi e desueti. Ma pur sempre ricchi di atmosfere Leggi il seguito di questo post »
MA LA VITA è FATTA COSì
“e cosi partimmo lasciando l’Italia e tutti i miei cari”
Introduzione a Ma la vita è fatta cosi (Such is Life), autobiografia di una donna emigrata tra Italia e America.
Coautrici: Ilaria Serra e Laura E. Ruberto
“il mio paese era piccolo 1500 abitanti, si chiamava Cairano prov. Avellino, cittadini, contadini tutti lavoravano la terra di loro proprietà, anche i cittadini pur avendo il mestiero coltivavano la loro terra, i contadini quando andavano alla loro terra a lavorare, e quando andavano a lavorare dai cittadini per guadagnare un po’ di soldi per le spese che avevano per loro, vi erano pochi signori ricchi di terra che avevano i coloni…”
Così cominciano le memorie che Leonilde Frieri Ruberto scrisse a quasi 70 anni. Il documento, recentemente pubblicato in edizione bilingue da Leggi il seguito di questo post »
Comunità provvisoria : associazione di promozione sociale.
“Non ci si arrende solo rispetto all’idea di inseguire il mito dello sviluppo, ci si arrende all’idea di essere qualcosa o qualcuno. Per uscire dall’autismo corale ci vogliono posture nuove. È tempo di tornare a una fisiologia meno velleitaria, a un quieto vagabondare nel mondo che gira, nell’aria che non sta mai ferma, nella polvere in cui luccichiamo ad occhi aperti insieme al sole e alle stelle”.
franco arminio
La forza di una intuizione,di un racconto,di una speranza, di un a sogno si misura sempre con le sue ‘adiacenze naturali e culturali ’ alle storie personali e su un atteggiamento mentale ispirato al popperiano principio di “confutazione” che non è il superficiale “vivi e lascia vivere” o “del bastian contrario”.La comunità provvisoria e il blog che ne è nel bene nel male la vetrina delle idee originali, degli umori,delle passioni calde e fredde sono le Leggi il seguito di questo post »
Il suicidio in Irpinia *
di Gerardo Pistillo*
Il fenomeno del suicidio in Irpinia sta assumendo dimensioni preoccupanti. I dati Istat ci confermano che la provincia di Avellino, insieme alla provincia di Potenza, presenta una delle più alte percentuali di suicidi dell’Italia meridionale. Con riferimento all’anno 2007, la nostra provincia presentava infatti una media di 3.4 suicidi ogni centomila abitanti, a fronte di una media nazionale che si attestava attorno ai 4.7. Altrettanto grave era la situazione nelle province di Benevento (5.5 ogni 100.000 ab.), Salerno (3.8 ogni 100.000 ab.) e Caserta (3.5 ogni 100.000 ab.). Se si analizza invece la situazione a Napoli ci si accorge invece che la media dei suicidi era pari a 0.7 ogni centomila abitanti. Dato, Leggi il seguito di questo post »
programma cairano
stiamo mettendo a punto il programma per cairano 7x.
lunedì 26 siamo ad avellino, presso lo studio di amici della terra
chi avesse qualche idea in extremis può proporla qui o venire all’incontro.
l’organizzazione è più che mai orizzontale e democratica.
ci sono molte cose da fare e da definire.
siamo aperti ad ogni contributo.
p.s.
considerando l’indisponibilità di agostino della gatta per problemi personali
occorrerà capire chi vorrà occuparsi delle botteghe artigiane.
armin
alfonso il poeta
Ieri ho incontrato a sant’angelo dei lombardi alfonso nannariello. mi ha dato tre libri di poesia pubblicati con un editore irpino, delta tre.
alfonso sarà con noi a cairano a leggere i suoi versi. intanto metto qui una sua poesia. è singolare che la migliore poesia irpina sia tutta concentrata in irpinia d’oriente. oltre ad alfonso vorrei ricordare i bisaccesi donato salzarulo, mimmo melillo, umberto di donato e lo scomparso nicola arminio. un caso a parte è quello di antonio la penna, celebre latinista e pure lui poeta.
prima che qui
tutto arrugginisse
era tutto così bianco
persino gli alberi nel giardino
ora tutto è in controluce
non ho
neanche uno specchio per guardarmi
per vedere se esisto e come sono
sono in ginocchio
nella mia preghiera
dentro una prigione
e l’angelo non viene a visitarmi.
appuntamenti con la paesologia
Franco Arminio è anche e soprattutto uno scrittore di successo, la sua ultima fatica è “Nevica e ho le prove” edito da Laterza nel 2009. Tra i suoi libri di maggiore successo si annoverano “Poeta con famiglia” del 2009, “Vento forte tra Lacedonia e Candela” del 2008, “Viaggio nel cratere” del 2003 e “Diario civile” del 1999. Collabora ad un seguitissimo blog “comunitaprovvisoria.wordpress.com” e scrive per “Il Mattino”, “Il Manifesto” e “Il Corriere del Mezzogiorno”, per il quale cura il blog “paesologia.corrieredelmezzogiorno.corriere.it”.
Sulla sua vita e i suoi studi dei paesi è stato girato dal regista di “Biutiful Cauntri” Andrea D’ambrosio, un film documentario dal titolo “Di mestiere faccio il paesologo”.
A chiudere la serata il concerto degli “Anima partenopea” e il dj set reggae di Giancarlo “Vampah” Landi
VERSO LA FONDAZIONE
GLI STRUMENTI
DELL’ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE
“COMUNITA’ PROVVISORIA”
Qui di seguito posto la BOZZA PROVVISORIA dell’ATTO COSTITUTIVO e dello STATUTO dell’Associazione di Promozione Sociale “COMUNITA’ PROVVISORIA”. Come è già stato scritto, è convocata per SABATO 8 MAGGIO 2010 alle ore 10.30 presso l’Osteria IL GRILLO D’ORO di Bisaccia una riunione di fondazione dell’APS. In quella sede si discuteranno , approveranno e sottoscriveranno Atto Costitutivo e Statuto. Documenti che sono stati mandati a una nutrita mailing list e che ora posto qui in bozza provvisoria perché vi si possa fare ulteriori osservazioni.
A tutt’oggi ventisette persone hanno anticipato l’adesione all’APS, i seguenti :
Franco Arminio
Mauro Orlando
Edda Canali
Salvatore D’Angelo
Angelo Verderosa
Luciano Malanga
Sergio Gioia
Gianni Panzetta
Elda Martino
Vincenzo Maddaloni
Stefano Ventura
Paolo Bruschi
Raffaele Ruberto
Federico Iadarola
Fabio Nigro
Marco Bottigliero
David Ardito
Luca Battista
Giovanni Ventre
Michele Citoni
Mario Festa
Agostino Della Gatta
Laura E. Ruberto
Salvatore Di Vilio
Donato Salzarulo
Federico Verderosa
Vittorio Iannino
Vi invito a proseguire con le adesioni apponendo il vostro nominativo nella colonna commenti; oltre alle osservazioni, naturalmente.(Salvatore D’Angelo)
il gioco dei paesi/2
vince una copia del documentario di andrea d’ambrosio
DI MESTIERE FACCIO IL PAESOLOGO
vecchi articoli /1
sto scegliendo tra i miei vecchi articoli per un libro che uscirà a settembre. ne metterò qui alcuni, giusto per vedere l’effett che fa. più sotto c’è il post per le adesioni all’associazione di promozione sociale. aderite, è il momento di dare un cenno di esistenza….
armin
Cronaca di un comizio mancato
Sabato venticinque agosto a Bisaccia si è svolta la festa dell’amicizia. L’evento, annunciato da una locandina (non è il caso di segnalare l’errore “madornissimo” che conteneva) e dal solito giro pomeridiano di trombe, era il comizio di De Mita e De Vito, oltre al solito stand gastronomico e al ballo liscio.
Scendo in piazza armato di taccuino. Sono curioso di sentire cosa diranno il segretario regionale e quello provinciale del Partito Popolare. Immagino anche una breve introduzione del segretario della locale sezione con le naturali lamentazioni sull’inerzia degli amministratori comunali. E invece non accade niente, letteralmente niente. Sono in piazza dalle diciannove e trenta, orario previsto per il comizio. Mi godo, si fa per dire, l’arrivo di Mario Sena, con maglionicino chiaro sulle spalle e di Gaetano Sicuranza, pure lui sportivamente abbigliato. Poco dopo le otto arriva Leggi il seguito di questo post »
il gioco dei paesi
ogni tanto metterò una foto dei miei giri paesologici. chi indovina di che paese si tratta vince un libro di paesologia.
armin
il pastore
quest’uomo ha più di ottant’anni. la sua foto è la continuazione ideale del mio articolo “la via della campagna”
il filo su cui siamo appoggiati
possiamo attraversare
la vita degli altri
la vita del mondo
possiamo farlo insieme
perché il filo su cui siamo appoggiati
può tenere ogni cosa
salute e malatia
i sogni della ragione
le ragioni della poesia.
armin
la tiritera dell’ospedale
metto qui un pezzettino uscito sul mattino di oggi. continuo a pensare che nel nostro blog dovrebbe essere più ampio lo spazio dedicato alle battaglie civili. difendere il paesaggio non ha senso se non difendiamo le persone più deboli che lo abitano.
armin
In questi giorni sto lavorando a un libro che raccoglierà una piccola parte degli articoli scritti sull’Irpinia. Anche io sono alle prese con i tagli. Sul tema della discarica sul Formicoso ho scritto una quarantina di articoli. E considero che la faccenda non è chiusa. Quando saranno esaurite le discariche in servizio torneranno a puntare sull’altura dove, secondo l’ottica prevalente, non c’è niente e si tratta solo di scavare il buco. La stessa logica presiede i servizi sanitari. Gli articoli scritti in questi anni sull’ospedale di Bisaccia sono una ventina. Praticamente si parla della sua chiusura dal lontano 1982. L’ospedale in realtà era pronto da anni, ma fu aperto solo in seguito al terremoto. Quello di Bisaccia è una sorta di nosocomio clandestino. È sempre comparso nelle bozze, nei piani e nei programmi della Regione come una realtà da ridimensionare. Alla fine si è realizzato in tutti questi anni un curioso paradosso: non è l’ospedale ad occuparsi dei cittadini, ma sono i cittadini a doversi occupare dell’ospedale. Adesso verranno altre assemblee, altre manifestazioni. Speriamo che il risultato non sia quello di tutti questi anni: una sanità finta che dalle nostre parti serve più agli operatori che ai pazienti. Non può accadere una pagliacciata del genere anche questa volta. In questi mesi sto frequentando molti ospedali per problemi di familiari e di amici. Mi sono reso conto di una cosa che già sapevo: la medicina crea più problemi di quanti ne risolva. E questo è ancora più vero nella nostra Regione, dove la differenza di densità abitativa produce politiche sanitarie che continuano ad accrescere le distanze nella qualità dei servizi.
L’Irpinia d’oriente ha diritto a una sanità decente. Non siamo nel deserto. E se vogliamo attrarre nuovi residenti non possiamo smantellare i servizi già minimi che ci sono. E allora via con le proteste, ma questa volta cominciamo a protestare con noi stessi, cominciamo a denunciare le inadempienze delle nostre Asl. I ragionieri della sanità fanno il loro mestiere, noi facciamo il nostro di cittadini: non preoccupiamoci se dicono di volerci togliere quello che non ci hanno mai dato. Non serve difendere quel che non abbiamo, ma dobbiamo pretendere servizi di alto livello. L’equazione piccoli paesi-piccola sanità va ribaltata: è nelle realtà marginali che bisogna investire, non per limitarsi a procrastinare l’agonia, ma per inventare lì una nuova vita.
Occorre uno scatto di passione civile e non possiamo aspettarcelo da chi vive nell’affanno, non possiamo aspettarcelo dai giovani che ci sono adesso o dagli anziani. Sono quelli che amministrano i nostri paesi a doversi svegliare. La prima mossa per non far chiudere gli ospedali è aprire le case comunali, farle diventare un laboratorio democratico per trovare risposte alla drammatica situazione che stiamo vivendo.
calitri, le foto
CALITRI, le foto http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157623766604095/show/
Roberto Vecchioni a CAIRANO 7x
Un campano …..amico dell’Irpinia quest’anno a Cairano 7x!
Sarà con noi a vivere e passeggiare le bellezze di Cairano con lo spirito curioso e amicale di un “comunitario” nel cuore.Aggiungo una mia intervista pubblicata da Buongiornoirpinia in occasione della pubblicazione del suo libro di poesie giovanili.
La pubblicazione ,il 30 ottobre, del libro di Roberto Vecchioni “Di sogni e d’amore “,edito da Frassinelli ,diventa l’occasione per continuare a costruire una amicizia personale con me , con l’Irpinia in generale e con BuongiornoIrpinia in particolare. Una pubblicazione importante per riproporre una lettura della esperienza umana , musicale e letteraria di una figura ormai “classica” del panorama culturale italiano che si esprime non solo nella canzone d’autore , ma nella narrativa e nella ricerca e nell’insegnamento presso la prestigiosa Università di Pavia. Mancava una raccolta di poesie “tout court” e il vuoto è stato riempito da queste poesie giovanili scritte nel periodo che va dal ’62 al ‘’64. Come nasce questo libro? Il fatto è presto detto. Tutto nasce dall’amore sconfinato e leggero di una mamma che con religiosa e meticolosa segretezza ha voluto conservare gli sfoghi letterari e poetici del suo proprio giovane figlio.Ad una prima partigiana lettura di questi versi sicuramente si notava ancora un loro stile non definito, ma si sentiva con immediatezza che erano sommessi e coperti avvii a un accento autenticamente personale: una autentica esigenza di ricerca di penetrare in sé stesso e di delineare una via d’uscita naturale a scrivere i propri affannosi e giovanili sentimenti e impellenti e burrascosi sogni .Si sentiva che c’era una ragione poetiche che lo spingeva a scrivere e estendere le sue radici nel più profondo e riposto luogo del suo cuore. Si avvertiva la piena e l’impellenza caotica e disordinata di un impulso di una ricca vita giovanile che vuol farsi segno e testimone …..”di sogni e d’amore”.Sono raffigurate le inquiete tristezze e le strazianti nostalgie, i pensieri passeggeri e la fede in qualche occasionale bellezza, raffigurate con intima, profonda, burrascosa, sincera ed autentica ingenuità ( mai superficiale e manierista) linguistica ,ma usando soprattutto le immagini dei propri fantasmagorici sogni e della propria giovane memoria e intelligenza.Mi sembra che le sue parole riescono a cogliere la ricchezza di una mondo reale di esperienze necessariamente ancora povero e limitato rispetto alla sua sfrenata esigenza di fantastico e di fuga nei sogni e nel tesoro dei ricordi.C’è un autentico viaggio al proprio interno alla ricerche delle parole adatte e giuste per esprimere la propria intima , sacra e non ancora definita identità del proprio “io”.E allora parliamone tranquillamente cercando di razionalizzare le “emozioni”. Come è nato questo libro? :“Il libro praticamente non è nato. E’ una di quelle raccolte di poesie “antiche” che si scrivono quando si è ragazzi. A 16 ,17 anni avevo la mania di leggere tutti i poeti del Novecento che mi intrigavano molto, perché erano diversi da tutti gli altri, perché avevano una armonia ,una melodia, una ritmica anche senza rima, perché dicevano cose con parole nuove e sconvolgenti, perché erano molto incomprensibili e ti costringevano ad andarci dentro. Bisognava sentirle più che capirle. Bertolucci , Gatto, Arcangeli …Montale e tutti gli altri. Dalle loro rare antologie che venivano pubblicate in quegli anni non dico che copiavo, ma cercavo di imitare il loro stile, di andare dentro a quello che era il tessuto, il nucleo della poesia del Novecento, che è tutta figlia dell’“espressionismo”.
basilicata bluff
ieri sera al cinena sono andato a vedere un film immaginando di vedere un poco di basilicata. ho visto un’operina senza sguardo, un’operina che sembra fatta apposta per non lasciare traccia.
avevo immaginato di invitare il regista rocco papaleo per la nostra giornata cairanese sulla lucania, immaginavo di trovare il soffio visivo della paesologia e invece ho trovato il solito cinema che si fa negli ambienti romani.
in certi film, in certi programmi girati a sud, si sente che la troupe proviene da roma, si sente che non si va a guardare i luoghi, ma si porta in quei luoghi il sentire generico e posticcio che affligge tanta produzione culturale. magari serve a entrare nei circuiti della grande distribuzione, ma non riesce a dirci com’è adesso il sud, come siamo noi che lo abitiamo.
sono uscito dal cinema col dispiacere di non aver trovato altri soci, con l’orgoglio che la paesologia è un’impresa che ha senso proprio perché non è comune.
abbiate cura cari amici di aprire interamente gli occhi su quello che c’è intorno. le cose stanno sparendo e noi siamo creaure fatte per sparire….
armin



















