Archivio per luglio 2010
IL PAESOLOGO
DI MESTIERE FACCIO IL PAESOLOGO IN CONCORSO A MOLISECINEMA 2010 PROIEZIONE 8 AGOSTO ORE 17 A CASACALENDA MOLISE. SEGUIRA’ INCONTRO CON FRANCO ARMINIO E ANDREA CORTELLESSA.
IN CONCORSO A I’VSEEN FESTIVAL INTERNAZIONALE DIRETTO DA RUTGER HAUER PROIEZIONE 6 OTTOBRE 2010 AL CINEMA GNOMO A MILANO.
POTETE INOLTRE VEDERLO AL VILLAMMARE FESTIVAL DAL 25 AL 28 AGOSTO.
i giganti della montagna
una sera di luglio, in un campo di grano nella campagna irpina tra Compsa e Cairano; i Giganti della montagna di Luigi Pirandello.
le foto: http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157624462082977/show/
Fuori dalla scena urbana, al cospetto di panorami irpini di superba eppur dimenticata bellezza, quattro incontri d’arte rievocano il ritmo, oggi tradito, della dinamica uomo-terra, iniziano al denudamento dell’espressione creativa, orientano la percezione al passato della liturgia pantomimica, al Leggi il seguito di questo post »
L’elogio dei nuovi “invincibili”
Mi piace pensare nell’emozione di uno spettacolo musical-teatrale alla nostra esperienza “comunitaria” nello spirito della paesologia al “cavaliere della triste figura ” Don Chisciotte della Mancia o delle varie Irpinie in giro per il mondo urbanizzato e non. Pensando a lui e al suo fido Sancho mi chiedo se è mai possibile ,ammettendo che la finzione sia o possa fare storia, trasformare la verosimiglianza o la poesia in qualcosa di efficace e concreto che si faccia politica e storia .Perchè anche noi Leggi il seguito di questo post »
i giorni delle cetonie
… i giorni delle cetonie… un posto incantato nella “Valle bleu” – Khalytri – borgo castello . 10 – 11 agosto 2010l’estate del parco
gli irpini hanno imparato a sprecare il mese di luglio. cerchiamo di mettere a frutto almeno agosto. direi che tra il 10 e il 20 possiamo fare due uscite, una a monteverde e una ad aquilonia. parleremo del parco dell’irpinia d’oriente. mi spiace per zio carmine ma a fine agosto sono altrove. spero che vadano in tanti a festeggiarlo. comunque si può fare una sessione autunnale di cairano 7x alla fine di settembre. buone vacanze paesologiche a tutti! armin
paesologia
il giro continua….
franco arminio – Che cos’è un paese – Esercizi di “paesologia”
Introduce
Franco Bonanini, Presidente Parco nazionale Cinque Terre
martedì 27 luglio - ore 21.00 – Castello di Riomaggiore
Il sud, i giovani e le vittime silenziose
di Stefano Ventura / Il Rapporto Svimez 2010, presentato ieri, ci restituisce un quadro impietoso sul Sud di oggi. Quasi 2 milioni e mezzo di emigranti (2 milioni e 385 mila) negli ultimi 20 anni hanno abbandonato il Sud per il resto del Paese e per l’estero; il nuovo emigrante, quello col “trolley e il Pc” al posto della valigia di cartone, parte dal Sud, ha in media 31 anni, il 26% è laureato e il 50% svolge professioni alte.
Il PIL 2009 è calato del 4,5%, il reddito di una famiglia del Sud è pari al 58% del reddito medio di una famiglia del Nord. Il valore aggiunto dell’industria del Sud è calato nel 2009 del 15%, più che in paesi di nuovo ingresso nella UE a 27.
Come ho vissuto Cairano 7x…
“Come ho vissuto Cairano 7x…” –di Laura E. Ruberto
Da casa in California voglio riflettere su ciò che ha rappresentato per me la settimana di Cairano 7x.
Ho vissuto Cairano 7x da figlia nata negli Stati Uniti da padre cairanese ma anche nella mia veste di professoressa, studiosa della storia dell’e/immigrazione italiana e della cultura italo-americana. Per me è stata una settimana vissuta tra queste due identità che sono di solito scisse ma vicinissime, come due nazioni che condividono una frontiera, una frontiera permeabile, porosa, aperta alle infiltrazioni. Ma a Cairano le frontiere sono sparite completamente, le mie due identità si sono intrecciate in continuazione in maniera certe volte incomprensibile, certe volte addirittura comica, ma sempre in modo potente e ricco di possibilità. E a questo proposito non posso di certo passare oltre senza accennare all’intervento di Lidia Curti a Cairano che ha riunito queste mie due realtà in un dialogo globale e femminista, sottolineando l’aspetto etereoglossico del migrante come autore della storia.
mercati al borgo / taurasi
La CONDOTTA SLOW FOOD Irpinia Colline dell’Ufita e Taurasi www.condottaufitataurasi.it) insieme al Comune di Taurasi e all’Associazione Culturale il Campanile si fa promotrice di sei giorni di incontri a Taurasi (AV) tra i consumatori e i piccoli produttori di eccellenze enogastronomiche irpine.
Dietro il nome di una prestigiosa DOCG Taurasi c’è un paese di origine agricola che conserva un borgo medievale e un castello che risale ai Longobardi. Il borgo e il suo castello sono il luogo naturale di scambio di tutti i prodotti che donava il fertile agro e il lavoro quotidiano del suo contado. Da sempre i piccoli mercati vendevano oli, formaggi, vini e prodotti di artigiani itineranti che fornivano i pochi beni di lusso.
SEGNATELO IN AGENDA : CAIRANO 7X 2011. DIARIO ITALIANO DI NNIMMO BASSEY
di Nnimmo Bassey (presidente di friends of the earth international)
Nei giorni scorsi sono stato ad Avellino, Cairano e Roma, tutti posti in Italia ovviamente. Sono stato invitato dai compagni di Amici della Terra dell’area di Avellino a partecipare a Cairano 7x, un festival che dura un settimana dove artisti, poeti, scrittori, filosofi, musicisti, contadini, muratori, viaggiatori, si incontrano, partecipano a workshop e godono della ospitalità nelle case degli abitanti di Cairano. Io sono sicuro che ognuno di voi avrebbe voluto essere lì. É effettivamente un enorme esperimento culturale basato su sette progetti per sette giorni (così era nella prima edizione ndr). Le date dell’evento quest’anno erano dal 20 al 27 giugno. Ma io ero impegnato in quei giorni e quindi ho potuto visitare Cairano solo un paio di giorni dopo la fine della manifestazione.
Mi sono perso molto? Ci potete scommettere! Ma poiché Cairano è una cosa viva, ho potuto incontrare l’atmosfera e le impronte lasciate dal festival dietro di sé Leggi il seguito di questo post »
Elisir d’amore per …..la val d’Ayas
siamo in una particolare valle della bellssima Vald’Aosta….la val d’Ayas!
Un viaggio della memoria e della nostalgia di un vecchio amico ottuagenario che aveva impegato i suoi magnifici “vent’anni” a combattere il facsismo e suoi epigoni della Repubblica di Salò. Le motivazioni politiche se pur determinanti sono divenmtate secondarie.Tutto è giocato sul ricordo e la memoria in rapporto a un territorio speciale,antico,vero.L epersone che si vogliono incontrare sono gli occhi partcolari della figlia del fornaio e la giovane tabaccaia che poi sposerà il suo amico Comandante partigiano.La memoria comincia sulla centralità autorevole del castello Verrès e di tutti Castelli della valle ……Ma più di tutto sono i luoghi ricchi di memoria e sentimento che fanno da cornice essenziale alla storia individuale e politca. Piccoli paesi….gramde vita e storia…..Un pellegrinaggio del sentimento Da Verrès….Challand Saint-Anselme…..Brusson fino ad A yas verso il Monte rosa…una valle semplice ma autentica…..mi mancano le parole perchè una esperienza vera di una terra antica e vera………
E SE RICOMINCIASSIMO DA QUI?
Guccini già lo cantava nel 1977, ma il tema è sempre attuale. Del resto è ciò che dicono in altri termini sia Franco Arminio che il comune amico Mercuzio (Mauro Orlando) attraverso la paesologia l’uno e le sostanziose esegesi etico-filosofiche l’altro.
Beh, questo testo mi affascinò moltissimo nel 1978, quando uscì: Diceva , in codice canoro – e dunque prepolitico o post-politico, e quindi squisitamente “politico”, occhio all’ apparente tautologia!- in modo cartesiano quello che confusamente era nella testa e soprattutto nel cuore di tantissimi giovani militanti di allora, schierati su diversi e a volte opposti terreni, ma tutti inconsapevolmente uniti dallo spirito libertario e liberatorio di allora.
Beh, ora che molta acqua è passata sotto i ponti, e molti vini sono andati in aceto, posso dire che quello di Guccini era di botte buona. E dunque, se si ripartisse da qui? Ma sottotraccia, senza sicumere, con “clemenza” -per dirla con Arminio- e con fraterno spirito comunitario inclusivo e non esclusivo -per sintetizzare Mercuzio. (Salvatore D’ Angelo)
LIBERA NOS DOMINE
di wannabf88 |
Un ringraziamento speciale ad Ettore Ferrini per il suo video dal quale wannabf88 ha liberamente tratto ispirazione.
associazione silenia terranuova
Al Blog della Comunità Provvisoria con PREGHIERA DI NOTIZIA E PARTECIPAZIONE / Il federalismo fiscale e, successivamente, quello politico, impongono analisi accurate delle possibilità di sviluppo del territorio. La Regione Campania, nel quadro di un’autonomia prossima, dovrebbe assicurare il progresso di aree diverse per storia, situazione socio-economica, prospettive e vocazioni.
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Un dialogo immaginifico tra pasquale innarella e mercuzio a Cairano 7x 2010..
Un dialogo immaginifico con pasquale innarella e mercuzio a Cairano 7x 2010..
Oggi si discute molto dell’interesse degli intellettuali italiani per la musica. E’ un fatto sociologico,antropologico,culturale o più drasticamente estetico o teoretico?Lasciamo stare il trito e ritrito pigro “ ritornello che la musica radicale del ventesimo e ventunesimo secolo è difficile! Oppure che è tediosa! Una piccola rassegna di opere firmate Anthony Braxton, Karlheinz Stockhausen, Fausto Romitelli, John Cage, Francesco Cusa, Mauricio Kagel, Edoardo Sanguineti-Stefano Scodanibbio può servire a smontare questi luoghi comuni.”Bisogna andare oltre e ritornare all’essenziale del discorso vede l’ ” io che si espone e comunica” al centro del nostro interesse culturale oltre che esitenziale.
“Partiamo da esperienza concreta come quella di Cairano.Io ho semplicemente spiegato ai miei allievi occasionali e provvisori che il cuore universale e musicale è nel ‘blues’ che giganteggia su tutti gli altri linguaggi musicali classsici, moderni o locali come il“pop“ il “folk” la pizzica”……prima imparare a suonare una “strumento perbene” stabilire armonia o accordo tra la mente e lo strumento e infine esprimere il proprio “io” musicale nel rapporto con il ritmo, la melodia e l’armonia…….una koinè originale ed autentica per poter vivere e frequentare la musica jazz come fatto non solo culturale ma esistenziale con “una testa che ti fuma”……curiosità.ascolto, discrezione e autenticità soprattutto questo è il senso e le attese per fare musica ….comunque….” Leggi il seguito di questo post »
Intellettuali, anno Zero
di Andrea Cortellessa
Nell’ultimo decennio si sono susseguite sempre più insistenti le campane a morto per un ruolo e una funzione che a posteriori, e sempre più chiaramente, ci appaiono connotare il tempo che ci siamo lasciati alle spalle. Quel Novecento, cioè, che si è potuto definire «il secolo degli intellettuali». Davvero l’atto fondativo del J’accuse di Emile Zola –13 gennaio 1898 – segna un discrimine profondo e decisivo: momento di fondazione sul quale consente di rinfrescare la memoria la recentissima edizione nei «Meridiani» dei Romanzi di Zola, splendidamente curata da Pierluigi Pellini. L’intellettuale di cui parliamo è già tutto qui, infatti. Essenzialmente per due motivi: l’uso sapiente dei mezzi di comunicazione di massa da parte di uno scrittore celebre, che sulla scala sovradimensionata dell’audience («L’Aurore», quella mattina, tira 300.000 copie: dieci volte più del normale) calibra attentamente i propri toni e i propri strumenti retorici; e il carattere “non specialistico” del suo intervento. Pellini ricorda che l’arcinemico di Zola, Leggi il seguito di questo post »
in estonia
DI MESTIERE FACCIO IL PAESOLOGO (PAESOLOGO FOR A LIVING) DI ANDREA D’AMBROSIO IL 16 LUGLIO AL PARNU FILM FESTIVAL ESTONIA
L’inizio è folgorante. Musica. Binari deserti di una piccola stazione nel nulla. Teli dipinti. Paesaggi magnifici, spettrali e vuoti. E figure di passaggio. Comunque il quadro, innanzitutto. L’ambiente prima e più degli uomini. Segno manifesto del Leggi il seguito di questo post »
La natura che sfida la politica.
La natura che sfida la politica.
Nella “ comunità provvisoria” la politica in tutte le sue forme espressive gioca un ruolo accattivante ed insidioso assieme .E’ il convitato di pietra e la ammaliante sirena assieme che rischia di ingenerare equivoci,incomprensioni e conflitti inutili e distruttivi se non preventivamente chiariti nei suoi presupposti e finalità. La politica politicata o politicante nella nostra provincia anche quando ha a che fare con gli uomini o le idee, opera nella oggettività del potere, della saldezza delle istituzioni, della forza degli interessi. Questa è la funzione della politica che comunque ci interessa come cittadini con diritto di voto ma non esaurisce le nostre esigenze o pretese nello specifico della nostre iniziative culturali comunitarie sul nostro territorio. Sgombriamo il campo dagli equivoci :noi non amiamo per niente o coltiviamo “i pensieri corti” e le pratiche di potere della politica politicante e strumentale. Tuttavia non escludiamo a priori che la politica nella dimensione della parola, del pensiero, della rappresentazione, della narrazione necessita di mediarsi e legittimarsi attraverso saperi; e che accetta il rischio o la sfida cognitiva di confrontarsi con altri saperi autonomi ed aperti , ma critici quale è e deve essere il nostro nella società e sul territorio. La “paesologia” come sapere comunitario non è orientato nel potere , nell’ oggettività o nelle “strategie di alcun tipo” ( parco rurale o nuova e corretta analisi del territorio) quando questi non si vivicano nello spirito della soggettività,della creatività e esitenzialità del fare e del dire sociologicamente , letterariamente ,poeticamente o filosoficamente .”Non abbiamo idee buone sul mondo per tutta la giornata” (F. Arminio). Tuttavia non amiamo e non rifiutiamo a priori o a prescindere il linguaggio e le pratiche del potere e dei contropoteri, delle istituzioni .Non è il nostro campo e non soddisfa i nostri interessi. Della radice della parola “politica” prediligiamo la sua accezione di ‘pòlemos’ (mutevole,nomade,cangiante ,plurale) alla classica “pòlis” (stabile,stanziale,univoca e singolare) .Come scrive Franco” c’è da affermare il primato dell’esperienza sul lògos. Quello che c’è fuori viene prima di quello che c’è dentro. L’aria (ci) sta più a cuore delle opinioni”. Leggi il seguito di questo post »
Franca Mancinelli – Il libro sul torace
di Adelelmo Ruggieri
leggo stesa, il libro sul torace
è il mio terzo polmone
In un libro di poesia le epigrafi sono sicuramente elementi fondamentali dello stesso; registrano le coordinate di riferimento, l’eredità di cultura. Dal fatto che vi siano o no, da dove stanno messe, dalla cosa che isolatamente accennano sull’intero, dalla loro coerenza al libro più o meno intima, da tutto questo può essere detto qualcosa sul libro, e sul proponimento stesso di quel libro.
La sola epigrafe di Mala kruna – il libro di esordio di Franca Mancinelli (Fano, 1981) edito da Manni nel 2007 – sono due versi di Dante dal canto XXVI dell’Inferno, il canto di Ulisse: né dolcezza di figlio, né la pieta / del vecchio padre, né ‘l debito amore. Leggi il seguito di questo post »
I pilastri del “bene pubblico” e la mancata felicità
___ di TONI IERMANO
I bucolici cinquanta e più pilastri di cemento, sorti a Piazza Kennedy ad Avellino – un agglomerato urbano che fatica ad essere “città” -, al posto di
alberi che andavano semplicemente curati, sono l’icona e la metafora di quanto sia capace l’amministrazione del bene pubblico in assenza di gusto, di estetica e anche di buon senso. Quel terribile, irrazionale cemento dovrà accoglie un rinnovato teatro degli Arcadi, tra suadenti filari di edera e canzonette del Metastasio, ed aprire le porte all’ingresso di quella buia, raccapricciante discesa agli inferi che ci si ostina a definire tunnel. La creazione di un insieme di luoghi da integrare seguendo un affiancamento di funzioni molteplici e la indispensabile visione ecologica della conservazione vengono ingoiate, a suon di milioni di euro, dalla costruzione di un paesaggio bizzarro, artificiale, a metà tra lo scarabocchio dall’involontaria vocazione al nonsense e l’ingresso ad una anonima, fredda metropolitana laddove si raggrumano emarginazione e solitudine.
non mi rassegno….
ancora una riunione per la faccenda degli ospedali. venerdì andremo a napoli insieme ai sindaci. molti sono rassegnati, presi dalla stanchezza per una faccenda che dura da troppo tempo. io non mi rassegno, sono addolorato, ma il mio è un dolore che combatte.
armin
grande evento a compsa
<<Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo>> dice di sè Adriano, questo personaggio così raffinatamente calato nella sua epoca, eppure così vicino al tormento di ogni uomo, di ogni tempo, nell’accanita ricerca di un accordo tra felicità e logica, tra intelligenza e fato…
VISIONI ed EMOZIONI lo scorso sabato sera nel parco archeologico di Compsa. “Alture”, primo appuntamento con “STRATIFICAZIONI, da Memorie di Adriano di M. Yourcenar” con la compagnia “Hypokrites” con Piera De Piano, Alfonso Grassi, Enzo Marangelo, Francesca Pecoraro, regia e direzione artistica di Enzo Marangelo.
Professionale, vigorosa e generosa l’organizzazione di Agostino Della Gatta / Irpiniaturismo con Carla Nizzolino e Raffaella De Maio.
Splendida ambientazione tra i ruderi della ex-Cattedrale di Conza della Campania con uno spettacolo ricco di luci e di voci multifocali. Spettatori, al centro della scena, sorpesi e incantati dalla storia, dalla memoria e dallo spettacolo.
città meschine
la regione campania non ha senso. napoli è una grande e bellissima città, ma come capoluogo regionale è piccola e meschina. sono loro a non credere nelle “campania” e a imporci una politica basata esclusivamente sulla logica demografica.non dell’irpinia d’oriente abbiamo anche il problema di avellino, città non bellissima e non grande, ma ugualmente piccola e meschina come capoluogo.
la comunità provvisoria nasce anche da questo disagio, è bene ricordarlo.
armin
Piccolo omaggio a Cairano 7x – paesi/paesaggi/paesologia
di
Adelelmo Ruggieri
Mercoledì 23 giugno. Sono sulla corriera per Foggia da Lacedonia.
Sto tornando da Cairano 7x. La strada fila via tranquilla. Sto pensando a questa cosa: mettiamo che accada la stessa cosa nello stesso tempo in due posti diversi e qualcuno ti chiede, Dov’è accaduto? E allora tu prendi una cartina e rispondi, È accaduto qui e qui, oppure, È accaduto qui e qua. Che differenza c’è fra le due risposte? Una cosa è certa: qui e qua servono ad indicare un luogo vicino a chi parla e meno vicino a chi ascolta; qui un luogo ben definito; qua un luogo senza una determinazione precisa. Mettiamo allora di essere al telefono con un amico, e qui dove mi trovo io fa freddo, dove si trova lui non lo so. Mettiamo che dove si trova lui fa caldo. Lui potrà rispondermi in due modi: qui fa caldo, e questo vuole dire che sta pensando a se stesso; qua fa caldo, e questo vuole dire che sta rispondendo alla mia domanda. Sarà così? Leggi il seguito di questo post »
sanità
la proposta che ha fatto il senatore calabrò per gli ospedali di sant’angelo e bisaccia è semplicemente vergognosa. spero che anche in questo blog si levi forte la protesta per come ci trattano.
per ora non c’è altro da dire. domani sera facciamo un’assemblea a bisaccia. penso che ci saranno azioni clamorose.
armin
La Politica: esercizio del nostro scontento.
Nella comunità provvisoria la politica in tutte le sue forme espressive gioca un ruolo accattivante ed insidioso assieme .E’ il convitato di pietra e la ammaliante sirena assieme che rischia di ingenerare equivoci,incomprensioni e conflitti inutili e distruttivi se non preventivamente chiariti nei suoi presupposti e finalità. La politica politicata o politicante anche quando ha a che fare con gli uomini, opera nella oggettività del potere, della saldezza delle istituzioni, della forza degli interessi. Questa è la politica che comunque ci interessa come cittadini non nello specifico della nostre iniziative culturali comunitarie. Sgombriamo il campo dagli equivoci :a noi non interessono per niente “i pensieri corti” e le pratiche di potere della politica politicante e strumentale.Tuttavia non escludiamo a priori la politica nella dimensione della parola, del pensiero, della rappresentazione, della narrazione che necessita di mediarsi e legittimarsi attraverso saperi; e che accettasse il rischio o la sfida cognitiva di confrontarsi con altri saperi autonomi ed aperti , ma critici quale è e deve essere il nostro. La “paesologia” come sapere comunitario non è nel potere , nell’ oggettività o “strategie di alcun tipo” ( parco rurale o analisi del territorio) che non si vivicano nello spirito della soggettività,nella creatività e esitenzialità del fare e del dire sociologicamente , letterariamente ,poeticamente o filosoficamente .”Non abbiamo idee buone sul mondo per tutta la giornata”.Tuttavia non amiamo e non rifiutiamo a priori ma siamo altro anche dal linguaggio del potere e dei contropoteri, delle istituzioni . Della radice della parola “politica” prediligiamo la sua accezione di ‘polemos’ (mutevole,nomade,cangiante ,plurale) alla classica “pòlis” (stabile,stanziale,univoca e singolare) .Come scrive Franco” c’è da affermare il primato dell’esperienza sul lògos. Quello che c’è fuori viene prima di quello che c’è dentro. L’aria (ci) sta più a cuore delle opinioni”.
il parco e gli indiani
Carissimo, ti invio il presente, a te uomo semplice ma dall’alto e sensibile pensiero, in quanto si pensa che sia il primo manifesto ecologista al mondo, scritto antico ma mai più attuale (vedi i guasti ambientali che il nostro simile sta procurando alla nostra beneamata TERRA). Altresì è uno sprone alla conservazione e tutela di quel bellissimo posto che è il Parco d’Oriente (ma non lo pubblicizzate troppo,se no finiamo per sporcarlo, deve essere un’oasi per ritemprare lo spirito, capiscimi, io vado controtendenza ai fini dello sviluppo o dell’abbandono di quei meravigliosi luoghi di natura, aria, cibo …..in quanto l’uomo, essere imperfetto, sa più fare guasti con la sua bramosia che con il sapiente dosaggio: cultura, sviluppo, regole, ambiente.GIAMIRA travel
Giamira Travel è una agenzia di viaggi e tour operator che sta sviluppando un segmento dedicato al turismo della quiete la cui filosofia è sintetizzata dal pay-off “Viaggiare lontano dai luoghi comuni”; Giamira valorizza e promuove il turismo territoriale in tutte le sue accezioni. In un mondo che naviga sempre più nel mare della globalizzazione, i luoghi che ancora riescono a conservare una precisa identità sono dei veri e propri tesori. L’Irpinia e in generale i luoghi che si caratterizzano come “Villaggi” hanno tanto da donare al mondo del turismo, anche perché aumentano costantemente i turisti in cerca di luoghi che abbiano un anima, in antitesi ai forzati dei villaggi turistici, veri e propri condensati di stress a tutti i costi. In questa ottica ho sviluppato un sito web “ www.irpinando.it “ interamente dedicato all’Irpinia ed alle zone interne. Leggi il seguito di questo post »
Il grano che cresce in Oriente, riflessioni sul parco rurale
IL MATTINO 7.7.2010 _
Nella sua tenuta agricola «La Turchina», vicino Viterbo, la giovane Loretta Di Simone, laureata in giurisprudenza, ha riseminato il grano «Senatore Cappelli». Aveva ritrovato, per caso, un vecchio sacco di semi.
Anche in Alta Irpinia, specie sul Formicoso, si coltivava fino a pochi anni fa quella particolare varietà di grano che porta il nome del fautore della riforma agraria negli anni ’30. Le spighe erano alte quanto un uomo.
Loretta Di Simone ha avuto successo: il «grano Cappelli» , essendo un seme antico, ha un glutine molto digeribile e facilmente tollerabile, ricco di proteine; ha ottenuto una pasta buona, di sapore, certificata dall’Università di Firenze come salutare. Loretta ha ripreso l’attività agricola della famiglia con due obiettivi aggiunti : riavvicinare i giovani all’agricoltura e rieducare le persone ad essere consapevoli di quello che quotidianamente mangiano.
ALTURE
a cura di Agostino Della Gatta / IRPINIATURISMO
L’Associazione Culturale AMT Arte Musei Territorio vi invita a partecipare a “ALTURE”. Il progetto Alture nasce con la consapevolezza e la forte volontà di agire in sinergia e riferendosi ad un territorio più ampio, individuato in comprensori di più comuni, con l’idea di avviarsi in una concreta attività di turismo integrato. “ALTURE” è una serie di eventi creati specificatamente per il luogo in cui verranno ospitati. In più, oltre al singolo evento, è possibile scegliere tra le varie opzioni che permettono al partecipante di conoscere meglio la nostra meravigliosa Irpinia.
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il parco, l’appia e la paesologia
Metto qui un pezzo uscito sul mattino dopo quelli di picone e verderosa. penso che su questi argomenti di aver detto veramente tutto quello che avevo da dire. adesso mi aspetto le parole e i pensieri degli altri, anche di quelli che amano tacere. direi che è il momento di pronunce chiare e generose. il giornale di picone è molto disponibile, approfittatene. _ armin
Faccio il paesologo perché non ho idee sul mondo buone per ogni giornata. Il mondo mi fa impressione, mi suscita talvolta meraviglia, più spesso disagio. Il mio lavoro di scrittura è una risposta alla frizione che il mondo esercita sulla cartilagine dei pensieri. La paesologia non ha l’ambizione di salvare i paesi, né di indicare strategie di alcun tipo, più volte l’ho definita una scienza arresa. Non capisco bene il senso della crescita e in un certo senso neppure quello dello sviluppo sostenibile. Mi sembra che si tratti più che altro di un mercato anche delle opinioni, di una bancarella a cui potersi approvvigionare per far finta di avere qualcosa da dire. In un certo senso abbiamo fatto e continueremo a fare Cairano 7x proprio perché le idee, i ragionamenti e le stesse parole in circolazione non ci convincevano. Prima che un nuovo modello di sviluppo io penserei a un nuovo modo di percepire le cose e soprattutto noi stessi. Per me l’idea del parco dell’Irpinia d’Oriente è innanzitutto questo: vedere un luogo con occhi più attenti, vederlo in tutte le sue pieghe, nelle brutture e nelle bellezze. La prima cosa da fare non è parlare del parco, ma viverlo. Oggi al tramonto credo che farò una Leggi il seguito di questo post »
articoli
stamattina su il mattino
c’è un bel pezzo di angelo verderosa che segue quello di picone. domani dovrebbe uscire uno mio. mi pare che si stanno addensando un pò di cose. chi può si rilassi, ad agosto si riprende la serena obiezione all’esistente.
armin
vento forte a londra
di Antonio Gurrado
Franco Arminio, per capire Vento forte tra Lacedonia e Candela (esercizi di paesologia) bisogna leggerlo al tavolo di un pub su Euston Road, nel centro più confuso di Londra, assaliti a sinistra dalla radio a tutto volume più cento schermi accesi e a destra dal traffico su quattro corsie di macchine a migliaia. Che piacere allora, che gaudio, che sollievo sgranare un rosario di paesi – Bisaccia, Aquilonia, Fontanarosa, Prata di Principato Ultra – e immaginare posti in cui la gente non lavora perché si sopravvive lo stesso, non corre perché non c’è nessun posto dove precipitarsi, sta in silenzio perché non c’è niente da dire. Viene voglia di prendere Londra, dividerla in gruppi di cento persone e zittirla distribuendola nei paesi dell’Irpinia, tutti uguali e tutti silenziosi. Poi leggo: “Il silenzio dei piccoli paesi è un grande nutrimento per il visitatore occasionale, è un ronzio fastidioso per chi lo abita ogni giorno”. Allora non c’è speranza.
Sullo sfondo e dall’alto
anche la persona più insospettabile, con un microfono in mano, o una tastiera e un blog, è capace di lanciarsi in lunghissime dissertazioni piene di certezze, di dogmi.
il risultato è che non siamo in grado di riconoscere la grandezza altrui, lo splendore silenzioso di cose piccolissime o grandissime e di inchinarci di fronte a loro.



















