Archivio per agosto 2010
La comunità e la “politica”
Pur smaliziati e incuriositi dai tentativi della politica politicante e praticante irpina di cimentarsi intellettualmente con i pensieri nobili e lunghi della Politica come ricerca, noi della Comunità provvisoria abbiamo il dovere di prendere sul serio questi tentativi per la loro “effettualità” drammaticamente miope o cinacamente lungimirante quando toccano in modo frontale o laterale nell’analisi anche i nostri ragionamenti,sentimenti, passioni per i temi del territorio, delle identità, delle culture legate essenzialmente alle storie ed ai racconti delle persone che lo abitano .Faccio riferimento ad un articolo apparso sul Mattino di Avellino il 29 agosto 2010 firmato da Giuseppe De Mita vice-presidente della regione Campania che aveva anticipato “le solite passerelle dei potenti” alla allegra Fiera di Calitri e di striscio al drammatico Ospedale di Bisaccia tra questuanti e incazzati. “Riflettere sull’Irpinia –esordisce- nel tempo che stiamo vivendo è riflettere sulla condizione più esposta dell’uomo contemporaneo nelle mutevoli dinamiche dei processi e dei flussi che attraversano quelle che provano a definirsi come le nuove comunità nella modernità” .Il richiamo al quadro della “modernità” sempre ci ha intrigato con sospetto legittimo quando si fa discorso critico e propositivo e non solo polemico e strumentale. Ci piacciono “i pensieri lunghi della politica” a patto che non siano cortine fumogene per coprire responsabilità e inadempienze tecnico-pratiche per rimandare decisioni che toccano i diritti sociali e civili dei cittadini nella carne e nella quotidianità.
INCURIA, VITTIMISMO, SPRECHI
METTO QUI UN PEZZO USCITO OGGI SUL MATTINO.NEI PROSSIMI GIORNI CREDO NON MI SARà POSSIBILE CONNETTERMI AL BLOG.
CI RISENTIAMO ALL’INIZIO DI SETTEMBRE PER I LAVORI DELLA NUOVA COMUNITà PROVVISORIA.
armin
***
Adesso tutti dicono che l’Irpinia è bella, ma sono pochi quelli che si curano di proteggere e di non oltraggiare questa bellezza. A Bisaccia c’è una piazza bellissima che guarda verso la nuca sassosa del Gargano. L’amministrazione comunale ha pensato di installare a cento metri dalla piazza un depuratore. La giustificazione è che il progetto era già stato predisposto dalle precedenti amministrazioni. Ho provato a far capire che si tratta di un’opera inutile, che esistono possibilità di effettuare la depurazione a costi dieci volte più bassi e senza impatto ambientale. Il risultato è che i lavori sono prontamente ripresi dopo la pausa di ferragosto. Quando si tratta di fare cose buone si indugia. Per quelle cattive si procede alacremente.
Ovviamente il caso di Bisaccia non è isolato, basta andare in giro per paesi e si raccolgono le prove che quello che si dice quasi mai corrisponde a quello che si fa.
L’altra sera ero a Lacedonia per esibirmi in un’insolita band insieme a due miei amici musicisti. Faccio una passeggiata e scopro che gli scavi della città romana sono occultati da un vetro sporchissimo che impedisce qualunque visione (mancano luci e indicazioni). Riferisco a un cultore locale di archeologia, vedremo che succederà.
In questo mese sono stato più volte ad Aquilonia a portare persone al museo etnografico. In genere ho l’abitudine di accompagnarli anche al paese vecchio, ma quest’anno la novità è che le rovine sono state circondate da alti cancelli, ovviamente chiusi. Il Partenone e le Piramidi non hanno cancelli e ad Aquilonia si mette sotto chiave il nulla. Quel posto era bello quando le rovine erano rovine e ci arrivavi e vedevi come la natura si stava riprendendo il paese. Anche qui ho riferito a un assessore che stimo. Vedremo che succederà.
Sempre nei miei giri da guida turistica sono arrivato a Morra con la speranza che almeno ad agosto la casa natale di De Sanctis fosse aperta. Niente, chiusa anche quella e chiuse tutte le strutture annunciate da pompose insegne installate ai tempi del parco letterario. Un altro caso di fallimento perfetto. Qui non ho trovato nessuno a cui riferire e la faccenda è annosa, non sono in attesa che possa succedere qualcosa. Spero almeno che qualcuno provi a leggere qualche pagina di De Sanctis. Non sarebbe male se nelle scuole superiori della provincia gli insegnanti di lettere si preoccupassero di mettere il grande critico irpino sotto gli occhi dei ragazzi.
Mi fermo qui con la biografia dell’incuria. È singolare come in questa provincia tutti si lamentino della musica che c’è in giro, ma nessuno prova a suonarne un’altra. E alla musica voglio dedicare le ultime righe di questo articolo.
Anche quest’anno ogni paese ha allestito concerti e concertini di tutti i tipi. Dai Dik Dik a Pino Daniele, c’è stato solo l’imbarazzo della scelta. Viene da chiedersi: ma è questo il lavoro che devono fare le amministrazioni? Che senso ha spendere tanti soldi per manifestazioni effimere e poi lamentarsi tutto l’anno perché non si hanno i soldi neppure per comprare la carta igienica? E che senso ha inveire contro il napolicentrismo e annunciare referendum che forse non si faranno se poi si amministra senza scrupolo e senza utopia?
Anche qui torna il problema della clamorosa assenza dell’opinione pubblica. Possibile che nei paesi nessuno protesti per questo andazzo? Possibile che ogni anno si ripetano le stesse manfrine senza che si sollevi un conflitto verso chi spende per capricci personali i soldi che sono di tutti? Una volta quando si scriveva un articolo di questo tipo era anche possibile che arrivasse qualche risposta. Adesso non succede niente. Ogni cosa ha la consistenza di una bolla di sapone. Se indichi un problema subito arriva qualcuno a dire che il problema è un altro. Ognuno parla dal suo relitto, ognuno ha detto addio al sogno di una lingua condivisa e a un mondo che è di tutti.
la prima stella
bicicletta e telefonino,
oggi scatto foto al paese nuovo,
scatto e pedalo
ascolto se mi arriva
pure qualche voce.
ho in gola la lieve amarezza
dell’estate che volge alla fine
ma scatto e pedalo
qui dove il disastro del mio cuore
si sposa col cuore del disastro
e andiamo avanti
mentre la luce scema
e il telefonino ormai pesca solo ombra,
ecco, l’ultimo scatto è nero,
fuori dal disastro c’è solo la prima stella
che appare in cielo.
Un nuovo racconto
di
http://www.youtube.com/watch?v=e-9-BAnL39U
mauro orlando
Quante scene simili abbiamo vissuto in questi due anni: uomini e donne riuniti sotto un tiglio,tra i reperti di un castello restaurato, per le vie di borghi abbandonati, in luoghi solitari “musei dell’aria….della luce ,del silenzio e quant’altro,nelle abazie della sacralità e del buon recupero…. e qualcuno che racconta .Non si sa se sia una assemblea di un popolo , di una orda , di una tribu.Ma tutti ascoltano con silenzioso coinvolgimento il medesimo racconto e lo sentono e fanno proprio senza difficoltà.Non importa sapere se colui che racconta sia uno straniero o uno di loro ma si sentiva che è investito da un diritto-dovere di raccontare delle proprie radici,della propria terra , di sé stesso,del proprio pensiero ,lavoro,sentimento ….sogno anche per conto nostro. Non costituivano una comunità prima del racconto…. è la narrazione che li riunisce e li unisce.
metà settembre
a metà settembre questo blog cambierà radicalmente. ci sarà un comitato di redazione, con compiti precisi. sarà un blog ricchissimo e molto agguerrito. chi è interessato a lavorarci può cominciare a farsi vivo.
cambierà completamente anche la comunità provvisoria. abbiamo grandi impegni e dobbiamo affrontarli con persone motivate.
non conta il numero ma l’entusiasmo e la voglia di spendersi.
armin
musica paesologica
ieri sera abbiamo suonato e letto a lacedonia.
innarella, pignatiello e arminio, suoni e parole dall’irpinia d’oriente….
per adesso non costiamo molto, ma andremo solo dove c’è bellezza e ardore….
p.s.
la sentinella non di addormenta….
notato che lo scavo della città romana è invisibile. il vetro con cui è stato coperto è sporchissimo e non c’è illuminazione….
riferito a miscia michele, cultore di archeologia….
presto ne parlo anche al sindaco….
confermato: a metà settembre riunione rifondativa della comunità…
si annulla tutto e si riparte su pochi obiettivi precisi e con chi ha entusiasmo e disponibilità.
armin
fra poco arrivano….
sono morto alle sette del mattino. un modo come un altro per cominciare la giornata.
da “cartoline dai morti”, nottetempo edizioni
musica paesologica
domani sera musica paesologica a lacedonia. leggerò un pò di miniature in adiacenza con pasquale innarella e antonio pignatiello.
poi c’è la sorpresa, forse, del 25 agosto
Biccari, Roseto, Alberona
metto qui un pezzo paesologico uscito stamattina sul manifesto assieme a una riflessione sulla poesia (che posterò nei prossimi giorni).
forse il 25 agosto vi faccio un bel dono….
****
La paesologia è andare nei paesi per tornare il più in fretta possibile al proprio paese. Questa frase mi è venuta alle due del pomeriggio mentre guidavo su una strada sconnessa che da Biccari porta a Roseto Val Fortore. Ieri era la vigilia di Pasqua, sono andato a vedere gli ultimi paesi dei monti dauni che ancora non avevo visto. È stato un vedere senza guardare, non mi sono abbassato all’altezza del cane, lo sguardo tipico del paesologo, non ho annusato niente. La mia disciplina non è fatta di protocolli, ogni volta si comincia da zero, non basta attraversa un luogo, ci vuole che il luogo ti attraversi. E questa è una cosa che non riesce sempre. A volte ci vuole un’infiammazione, altre volte ci vuole un senso di estraneazione. Quello che dà vita alla scrittura paesologica non è sapere tutto di un paese, non è informarsi su di esso, non è rimanerci per poco o per tanto.
Sono passato per Troia per tornare alla pasticceria che avevo visitato qualche giorno prima. Ho fatto un paio di foto al rosone della cattedrale, ho preso il panino e comprato pure un chilo di fave, un chilo di ceci e un chilo di lenticchie. Legumi sfusi, speranza di aver comprato qualcosa di buono. Troia discretamente animata, tre contadini al passeggio, è la vigilia di Pasqua, i lavori nei campi restano faticosi, ma consentono qualche giorno di pausa. Faccio una foto al grano che sta crescendo intorno al paese. Ho nella testa una stupida Leggi il seguito di questo post »
rovine chiuse
le rovine sono tali perché stanno all’aperto, perché non sono di nessuno. é la seconda volta che vada ad aquilonia per fare delle riprese del paese antico e puntualmente lo ritrovo addobbato di cancelli chiusi. già era discutibile l’operazione di restauro, adesso è abbstanza assurdo che le pietre siano chiuse a chiave.
ne ho parlato col sindaco, a cui ho riferito anche il fatto che di notte non c’è una luce….
insomma, ragazzi, andate in giro e chiedete conto.
siamo o non siamo le sentinelle del territorio?
siamo a rischio
forse non è ancora il momento, bisogna che passi la sbornia estiva, ma è il caso di ricordare che con il piano sanitario regionale noi irpini d’oriente siamo praticamente senza sanità.
a dire il vero la situazione è disperante anche adesso. oggi sono stato al pronto soccorso dell’ospedale di sant’angelo dove il figlio di un mio amico era finito per un incidente. niente di grave, ma la netta sensazione che in quel luogo ci puoi andare solo se non ti è successo niente.
p.s.
venivo dal goleto, ho fatto delle belle riprese, spero, di uno dei luoghi più suggestivi dell’appennino.
ripropongo il museo dell’aria
nella bellissima e importante discussione dell’altra sera al castello di grotta si è parlato anche del museo dell’aria. ripropongo qui il testo postato un pò di giorni fa. adesso che la bolgia di agosto si sta raffreddando è il caso di tornare a noi e alle nostre cose….
La prima realizzazione di Cairano 7x è il museo dell’aria. Ha sede sulla rupe, sulla nuca del meteorite che spunta nella valle dell’Ofanto, tra il Formicoso e la sella di Conza. Il museo non ha arredi, non ha custodi. Per istituirlo ci siamo avvalsi unicamente della nostra immaginazione. Ci sono tanti musei in giro, spesso sono inutili. Non esisteva un museo dell’aria, un luogo cioè dove le persone possono andare non per vedere qualcosa ma semplicemente per sentire che la nostra vita si svolge nell’aria e che non c’è niente al mondo che sia più importante dell’aria. L’aria è come il mare, non è mai ferma. L’aria non è mai nostra, viene sempre da qualche parte. Certe volte quando d’estate soffia il vento da nord est io sento in un quel filo di freddo il respiro di una coppia che si è baciata poche ore prima a Sarajevo, vedo gli occhi di un’anziana donna affacciata alla finestra a Fiume. L’aria è un dono che contiene tanti altri doni. Dovremmo ricordarcelo ad ogni respiro, ogni volta che ci entra nei polmoni il giro del sangue è più lieto, i pensieri si fanno appena più chiari. Il mondo vive perché è circondato da un filo d’aria, ma noi ce lo scordiamo, perché l’aria non l’abbiamo fatta noi, non è una macchina, un telefono, un cuscino. Il museo dell’aria a Cairano non dispone neppure di un cartello segnaletico o di guide. È un museo virtuale, nasce nella testa di chi sale alla rupe, non ha orari di apertura e di chiusura. Non appartiene allo Stato e neppure ai privati. Appartiene a chi sa stare all’aperto, a chi sa di essere una piccola parte di questo vorticare perenne a cui stanno appese le piccole scene della nostra vita e di quella degli altri. L’aria è una bestia colossale e generosa, dà la vita a noi e alle formiche, ai cani e alle piante. Il museo di Cairano è la nostra forma di devozione a questa bestia invisibile e senza forma. Forse quello che chiamiamo Dio è semplicemente l’aria ed è un Dio a cui ci piace credere, è un Dio che ha tanti fedeli inconsapevoli e tante chiese, una per ogni polmone, per ogni acquasantiera del respiro.
p.s
il testo è mio, l’idea è di elda martino.
andate a visitarlo. è il primo museo realizzato dalla comunità provvisoria.
franco arminio
venosa, città di orazio
VENOSA, CITTA’ DI ORAZIO / a 50 minuti dall’Irpinia d’Oriente
prossima meta di pellegrinaggio della Comunità Provvisoria
anteprima foto http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157624745257796/show/
La “Comunità provvisoria” vive…….
http://www.youtube.com/watch?v=e-9-BAnL39U
……….illuminato da un tramonto luominoso e fresco il Castello d’Aquino di Grottaminarda ha fatto da adeguata cornice paesologica all’incontro di Grottaminarda.”La paesologia è in guerra con le parole, è in guerra con le astrazioni. …..La paesologia è l’illusione di trovare anime mute, anime sconvolte dal clamore di un attimo qualsiasi e non dagli spettacolini del tubo catodico o del pianeta google”.Di parole ne abbiamo consumate raggrumate e appesantite dalla lontananza ma Leggi il seguito di questo post »
vecchia strada
Una strada storta, squilibrata,
con le nuvole che entravano e uscivano
dalle orecchie dei muli.
A gennaio era piena
di logge insanguinate
dal sangue del porco,
la neve saliva fino alle finestre,
dentro le stanze imbiancate a calce
ardeva il fumo, ardevano storie
per stare insieme nella conca morta delle ore.
Il vento di marzo dava nuovo slancio ai pazzi,
a giugno il grano e piccoli papaveri
davanti alle porte.
Adesso l’inverno è il villaggio turistico
dei ragni e delle faine.
L’estate è una barricata di spine.
p.s.
vi aspetto oggi a grottaminarda…
appuntamenti
16 agosto ore 18.00
castello di bisaccia
PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI ANGELO SANTORO
COME UN FIOCCO DI NEVE SENZA VENTO.
angelo santoro era un mio amico morto 27 anni fa.
17 agosto, ore 18
castello di grottaminarda
appuntameto con ugo morelli e la comunità provvisoria.
penso che decideremo un pò di cose per il prossimo autunno.
armin
….vi aspetto
…….pomeriggio col petto squarciato.
e parlo e parlo ancora
io che non ci sono più
che non ci sono mai stato
in questo mondo
in questo corpo che di me
porta solo l’ansia.
davvero sono altrove
in una terra di esseri
che continuano a squarciarsi
nella fatica di stare nel cortile
dei minuti.
vi aspetto, ma non so dove
vi aspetto, ma ancora per poco….
armin
il 17 a grottaminarda
dopo cairano non ci siamo più incontrati. l’incontro di grotta è un importante verifica dello spirito comunitario. viviamo nella società degli individui. ci hanno insegnato a dimenticare pensieri molto semplici e molto veri. una frase come “l’unione fa la forza” non si sente tanto spesso in giro. ci hanno insegnato a confliggere con chi ci è accanto e a non disturbare i potenti.
la comunità è in questa sfida: raccoglierci, stare vicini al paesaggio e alle sue creature più fragili, raccoglierci per confliggere con chi questo paesaggio, da lontano o da vicino, continua a oltraggiarlo.
a grotta discuteremo di questo e di altro e ascolteremo ugo morelli. invitate anche amici “extra”comunitari…..
armin
CONTROCANTI
di Salvatore D’Angelo
CONTROCANTO N.1
A Sandro Penna
(frottage by Effeffe, Nazione Indiana)
Ma sordo è questo vivere – anestetizzato
entro il cupo rumore d’ una non-vita…
“Forti come leoni e ……accorti e diffidenti come lupi”
I toni e lo stile di alcuni interventi sulla stampa locale che si dilettano a dipingere in modo caricaturale o distorta “ad usum Delphini” l’esperienza originale della “comunità provvisoria” anche nella consapevolezza che fa parte del gioco ‘politico-culturale’ richiedono l’urgenza e la necessita di una ulteriore precisazione non solo per misurare le nostre capacità o ingenuità comunicative ma sopratutto per non ricadere ancora una volta nel clichè della inveterata pigrizia e malevolenza così connaturata al nostro “carattere irpino”. La nostra esperienza comunitaria è talmente bella nella sua originalità e autenticità e pericolosa per tutti i poteri consolidati ‘vecchi e nuovi’,individuali e sociali, che intellettualmente ci obbliga a ricorrere al consiglio del grande ‘Niccolò’ : essere forti come leoni e accorti come le volpi e …..diffidenti e discriminatori come i lupi! Noi siamo consapevoli che quando progettiamo un parco libero e sociale e non costruiamo ‘polis’ perfette con mura ostili e leggi fredde per esercitare il ‘polemos’ delle diversità, quando rincorriamo culturalmente ancora Orazio nel suo viaggio da Roma a Brindisi sui reperti della via appia o dei tratturi della Leggi il seguito di questo post »
viaggi nei paraggi
Ciao Angelo, mi pare di capire che mi offri un passaggio sulla rete, nel blog, volentieri accetto, anche se in teoria non potrei, ho un impegnativo lavoro da consegnare dopodomani e-in teoria- ogni minuto è prezioso, -in pratica- invece no.
Imperturbabile bighellono come vedi… come se niente fosse.
13 agosto a lioni
altro appuntamento estivo per gli amici della comunità: il tredici agosto nella sua lioni gaetano calabrese legge le sue poesie. immagino che per gaetano sia un momento emozionante, mai nel suo paese, secondo la logica del nemo profeta in patria, aveva letto i suoi testi.
legge anche salvatore salvatore. 19.30 sala pertini nella piazza grande
armin
La Comunità provvisoria si ritrova al Castello di Grottaminarda
Sollecitati dalle indicazioni di Franco e dalle richieste di molti comunitari…. ritroviamoci al castello di Grottaminarda il giorno 17 ……dalle 18 in poi.
per rivederci
per ritrovare il filo dei nostri ragionamenti sulla “paesologia”
per riparlare di cairano 7x 2010
per fare il punto e per il rilancio del Blog
e quant’altro……..
Nella stessa occasione discuteremo nello spirito della “paesologia comunitaria” con Ugo Morelli ,illustre cittadino di Grottaminarda, del suo libro che parla del “terremoto alla testa” e sarà pubblicato da Laterza il 23 novembre prossimo.
Ugo Morelli insegna Scienze della mente e Organizzazione aziendale presso la Trento School of Management, Università degli Studi di Trento, dove è membro del Comitato Scientifico e Direttore del Master of Art and Culture Management. Tra le sue pubblicazioni, Passione e apprendimento (con C. Weber, 1996); La passione e la maschera (2000). Fondatore della rivista «Pluriverso», collabora alla rivista «Animazione Sociale». Dirige «Polemos» (www.polemos.it). Per Meltemi ha pubblicato Conflitto (2006) e Parole a perdere (2007).
ancora l’ospedale……
metto qui un pezzo uscito oggi sul mattino, credo sia il trentesimo, sempre sullo stesso argomento. vivere qui significa diventare ripetenti….
armin
Mia suocera ogni tanto mi chiede notizie dell’ospedale. Da quando le hanno detto che lo chiuderanno si sente meno tranquilla. Ecco una cosa vera nel mare di finzioni che subiscono e producono i protagonisti di questa vicenda: sindaci, presidenti, commissari, medici, politici di vario grado e i pochi cittadini che ancora s’interessano del problema.
La prima cosa è questa: non era e non è una battaglia di parole. L’ospedale a Bisaccia non ci sarà mai più e quello che c’è stato non è mai stato messo in condizione di fornire servizi adeguati. Adesso siamo in una nuova fase, la fase in cui gli spazzini vengono chiamati operatori ecologici e con questo si immagina di migliorare la situazione. Per me il nome non è importante: quella struttura possiamo chiamarla anche osteria della salute. Quello che conta sono i servizi effettivi che vengono offerti e chi li offre. Per anni abbiamo avuto un reparto di chirurgia con un primario che non godeva nemmeno della stima dei suoi Leggi il seguito di questo post »
17 agosto a grottaminarda
ieri sera ho incontrato a grotta ugo morelli. è venuta fuori l’idea che il 17 la comunità provvisoria si potrebbe riunire al castello. prima faremmo una chiacchierata comunitaria e poi morelli ci potrebbe presentare il suo libro sul “terremoto alla testa” che uscirà il 23 novembre con laterza. per i dettagli seguirà un altro post, ci tenevo a dirvi subito l’idea.
armin
a settembre
non siamo riusciti a trovare una data per vederci prima di ferragosto. a questo punto penso che ci vedremo agli inizi di settembre. intanto buone vacanze a tutti!
paesi isole
bisaccia, sette agosto
il paese ripopolato da internet
Tra le montagne la favola di Àlice / il paese ripopolato da Internet
L’Adsl richiama i giovani: “Non ci sentiamo più isolati”. Il Comune s’è impegnato nella tutela delle botteghe tradizionali. La fuga verso la pianura iniziò a metà del ’900, ora l’inversione di tendenza
dal nostro inviato PAOLO GRISERI / LaRepubblica.it 6.8.2010

ÀLICE SUPERIORE (TO) – Àlice ha l’accento sulla a. Perché il suo miracolo non ha nulla a che vedere con le regine di cuori, i cappellai matti e le lepri marzoline. Eppure anche Àlice ha una favola da raccontare. Quella che il vicesindaco, Remo Minellono, riassume così: “Dieci anni fa eravamo 620 e oggi siamo diventati 713″. Non è un problema di numeri ma di persone: “Siamo riusciti ad aumentare la popolazione residente e, mi creda, in montagna non è facile”. Nel mondo capovolto di Àlice sono i trentenni a tornare nelle frazioni abbandonate durante la grande fuga del secolo scorso verso la città: “Il vero miracolo – dice Remo Minellono – lo ha fatto Internet. Da quando abbiamo convinto la Telecom a portare qui l’Adsl, diverse famiglie di professionisti hanno scelto di prendere la residenza”.
Paolo ha 34 anni, due figli di 9 e 5, e gestisce la trattoria “l’Furnel”, il fornello, lungo la strada che è anche il cuore del paese. Da dieci anni Paolo vive qui ad Àlice, comune di mezza montagna (650 metri) all’inizio della Valchiusella, 15 chilometri da Ivrea e 60 da Torino. Paolo e la sua compagna sono i pionieri di una nuova generazione di giovani italiani, quelli che scelgono di Leggi il seguito di questo post »
molisannio dal manifesto
«NAPOLI LADRONA» VIA DALLA CAMPANIA / SECESSIONISTI CAMPANI (segnalato da Michele Citoni)
C’è chi dal Sannio e dall’Irpinia vorrebbe passare al Molise, e chi dal Cilento e dal Vallo di Diano sogna la Grande Lucania. E perfino chi sogna una Campania 2 senza Napoli e Caserta. Tutto per liberarsi dal «giogo napoletano» che succhia tutte le risorse. Ecco una mappa dei secessionismi sudisti, a 150 anni dall’unità d’Italia.
di Carlo Maria Miele / il manifesto, 21 luglio 2010
Sognano la secessione, proprio come i cugini padani. Ma per i secessionisti campani il nemico da combattere non è Roma, bensì Napoli. «Napoli ladrona» che concentra su di sé tutte le risorse, che ignora i territori più remoti della regione e che se ne ricorda solo quando tornano utili per piazzare una discarica o qualche megacentrale elettrica. Gli ultimi a farsi avanti, in ordine cronologico, sono stati i fautori del «Molisannio», una fantomatica regione che dovrebbe nascere dall’unione della provincia di Benevento con il Molise. Ma l’idea di una fuga dalla Campania non è nuova e trova sostenitori in tutta la regione. Più che una reale proposta politica, si tratta di una sorta di chimera che di volta in volta viene evocata dai sindaci del Cilento, nell’estremo sud della regione, oppure da quelli del Sannio e dell’Irpinia, sul versante opposto. La formula con cui viene dichiarata la guerra è sempre quella: «Ce ne andiamo, lasciamo Napoli». In cambio c’è la prospettiva di andare a far parte della Basilicata, della Puglia o anche del Leggi il seguito di questo post »
molisecinema a casacalenda
- domenica otto agosto
- 17.00 Frontiere: Di mestiere faccio il paesologo, con Franco Arminio.
Un viaggio nel mondo dello scrittore Franco Arminio, tra i paesi dell’Irpinia e della Lucania. - 18.00 Scrittori di paese, scrittori di città. Interventi di Franco Arminio, Luca Archibugi Franco Cordelli, Andrea Cortellessa.
non siamo secessionisti
il nostro blog porta sulla testata il nostro sogno di avere una regione dei monti, una regione che vada dal pollino alla maiella.forse non si farà, ma a noi serve l’idea ed è un’idea che ci serve per costruire una casa mentale, prima che una gabbia istituzionale.
questo blog nasce per costruire un luogo di incontri tra sensibilità simili o anche tra sensibilità diverse. non dobbiamo ogni volta puntualizzare ogni cosa. comunque non abbiamo alcuna simpatia per le leghe, del nord e del sud.
cerchiamo di costruire visioni nostre di quello che c’è intorno, non ci fidiamo del mercato delle opinioni.
rinnovo l’invito per un incontro di agosto.
vi propongo un’altra sede e un altro luogo:
goleto 12 agosto. vi va bene?
armin
UNA QUESTIONE LOCALE
metto qui un volantino che ho affisso oggi al mio paese. essere della comunità provvisoria significa innanzitutto essere delle sentinelle contro le devastazioni del nostro territorio.
armin
La bellissima piazza del Convento, uno dei luoghi più suggestivi dell’Appennino meridionale, fra qualche mese sarà corredata di un depuratore. L’idea è dell’Amministrazione Comunale che ha deciso di realizzare in località “piano dell’aglio” la struttura che serve a depurare gli scarichi provenienti dalle fogne del centro storico. È un’opera necessaria ed è scandaloso che per tanti anni non sia stata finanziata, ma è assolutamente infelice l’idea di posizionarla a cento metri in linea d’aria dalla piazza simbolo del nostro paese. Si parla tanto di creare turismo e poi si compie un simile oltraggio. Anche se l’impianto non dovesse emanare cattivo odore, comunque sarebbe danneggiata la qualità dell’aria. Si va sul Convento proprio per godere dell’aria salubre. E quella piazza è bellissima perché offre la visione di un paesaggio incontaminato, che spazia dalle nostre terre fino alla nuca sassosa del Gargano. Evidentemente tutto questo non è stato considerato dai nostri amministratori.
I lavori sono iniziati da poco, si fa ancora in tempo ad interromperli e a trovare un altro sito. Nel paese che ha combattuto per anni contro la Leggi il seguito di questo post »


















