COMUNITA' PROVVISORIA

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Archivio per settembre 2010

vino/vive/viva IL TRENO DEL PAESAGGIO IRPINO

IL TRENO DEL PAESAGGIO IRPINO   / ORIENT EXPRESS HIRPINICUS  /   CASTELFRANCI WINE FESTIVAL / Alta Valle del Calore

Festa della vendemmia con rievocazioni storiche / Valorizzazione Ferrovia Avellino-Castelfranci / …Visite guidate in Paese accompagnata dalla degustazione di Tipicità locali / Gara di pigiatura delle uve fra contrade.

PROGRAMMA  8,45 Stazione FS Avellino: Raduno ( possibilità di parcheggio libero in stazione)

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Scritto da A_ve

30 settembre 2010 alle 10:35 am

paesologica

venerdì alle 8.45 passaggio paesologico a uno mattina….
sabato mattina aspettiamo il consiglio provinciale e i ragazzi di sant’angelo a bisaccia.
nel pomeriggio dovrebbero arrivare un po’ di amici di comunità provvisoria.

armin

Scritto da Arminio

29 settembre 2010 alle 8:40 pm

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Parole comunitarie: amicizia.

“ Se uno ,con la parte migliore del suo occhio, che noi chiamiamo pupilla, guarda la parte migliore dell’occhio dell’altro, vede se stesso” Platone.

L’amicizia è ancora un sentimento fondativo  ed essenziale della esperienza esistenziale e culturale della Comunità provvisoria?E’ dissolta,nascosta o momentaneamente  accantonata  per i tempi migliori? Forse siamo vittime  inconsapevoli degli ultimi sviluppi tecnologici delle società di massa  che incollandoci davanti  a un computer  ci costringe a consumare le nostre bulimie affettive  per esorcizzare la solitudine,lo sradicamento , il silenzio,le offese e le amnesie delle identità. Sempre più l’amicizia  non praticata  diventa difficile,impraticabile nello schema  e nella funzione della ‘fiction’. Siamo sempre più prigioniere di storie e labirinti che che non necessariamente pensiamo e costruiamo noi anche  quando le raccontiamo.La pratica praticata intorno a noi delle conoscenze utili e degli scambi di favori  che aiutano  le relazioni ipocrite e convenzionali che possono diventare vantaggiose…..non ci aiuta .La nostra grammatica  sentimentale e sociale  ci obbliga oggi  a sceglietre tra il ragionare  al ‘singolare’ o al ‘plurale’.

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Scritto da mercuzio

29 settembre 2010 alle 7:06 pm

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il formicoso è sacro

non mi stupisce che i politicanti del napoletano

pensino all’irpinia per risolvere le loro inefficienze nella gestione dei rifiuti.

non passeranno neppure questa volta.

la comunità provvisoria è in trincea, siamo sentinelle lucide e appassionate….

sabato a bisaccia parleremo anche di questo.

armin

Scritto da Arminio

29 settembre 2010 alle 10:12 am

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sul mattino di oggi

vi aspetto sabato a bisaccia….
armin

C’è bisogno di politica, mai come adesso. La vita sociale deperisce a vista d’occhio. Senza politica perfino gli amori deperiscono. E non c’è carriera che possa servire a qualcosa. Il mondo ha bisogno di grande politica. Penso, per cominciare, a quella che si fa parlando con altre persone. Ci si sente meno soli se si riflette insieme sul fatto che oggi il mondo sembra morto e tutti noi sembriamo morti. Non serve neppure la letteratura senza la politica, non servono i viaggi, non serve il silenzio, il ritirarsi. È arrivata un’epoca irrimediabilmente politica e chi non lo capisce è destinato a una pena muta.
Ovviamente dopo aver definito la necessità della politica rimane il problema di come farla. La prima cosa da escludere sono i partiti che ci sono e anche l’idea di crearne altri. Quello che si può fare è mettersi insieme per costruire conflitti. Ci si lamenta di tutto, ma non si costruiscono conflitti. Un’eccezione a ciò che sto dicendo può essere la battaglia di Bisaccia per una sanità migliore. Un esempio di conflitto da istituire potrebbe essere nell’ambito dello sfruttamento dell’energia eolica. I cittadini potrebbero organizzarsi e chiedere che vengano rinegoziati i contratti tra i comuni e le imprese. Tanti conflitti potrebbero essere istituiti dai cittadini verso i loro sindaci e questi a loro volta potrebbero dar vita a un conflitto con la Regione o con lo Stato per reclamare politiche più attente alle esigenze dei Comuni.
Se vogliamo ritrovare un filo di umanità che l’invadenza della tecnica ha spezzato dobbiamo costruire un nuovo spirito comunitario basato sulla grande politica. Essa è l’unico antidoto all’autismo corale come fase terminale del nichilismo tecnologico in cui siamo sempre più immersi. La politica a cui penso inizia con ogni minima forma di attenzione a ciò che c’è fuori. Politica è tutto ciò che non è psicologia. È la grande poesia, è come organizzare il lavoro in un ufficio ma è anche il pensare a Dio. Abbiamo bisogno di spezzare questa tensione spasmodica verso noi stessi. È abbastanza chiaro che la felicità è nell’incontro e nello scontro con ciò che sta fuori di noi. La psicologia è un grande imbroglio. Bisogna partire dal corpo, dal nostro corpo e occuparcene allo stesso modo di come ci si occupa del corpo più grande che chiamiamo mondo. Fare conflitti, fare compagnia, questi sono i nostri compiti. Legare ogni attimo a un altro, tenere insieme grandi sogni e grandi paure, tutto questo adesso è il vero lavoro politico che dobbiamo e possiamo fare. Non bisogna farsi scoraggiare dall’aria che tira. È penosissima, ma in un mondo di finzioni anche questa pena in fondo è apparenza. L’unico modo di non portare il broncio alla propria epoca è attraversarla con un furore politico. Ammirare e obiettare con coraggio, senza riserve, senza piste supplementari. Non c’è un modello di vita e di società da raggiungere. Il mondo in fondo è già bene accordato, siamo noi che stoniamo quando pretendiamo di guidarlo chissà dove.

Scritto da Arminio

29 settembre 2010 alle 8:08 am

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ciò che non siamo e ciò che non vogliamo


…..ciò che non siamo e ciò che non vogliamo

“-Abbiamo perso l’amico, si dice in questo secolo. .
-No, il nemico, dice una voce, sul finire di questo stesso secolo.
Ed entrambi parlano del politico, ecco quel che vorremmo ricordare”
Ieri ero con Franco al politecnico di Milano…..si parlava di “paesologia” ,di “comunità provvisoria” e di Cairano 7x. Un uditorio qualificato ,attento …un po’ disorientato e sospettoso riguardo ad idee e sentimenti che obbligano a pensare a sé stessi ,alla propria vita e al proprio consolidato sapere.E’ difficile e un po’ presuntuoso parlare di “ un mondo antico morto e di un mondo nuovo ,sfinito e senza radici” ,suggerire di “non guardare in nessuna direzione….con lo sguardo del cane anche se prolungato affettuoso e clemente. Siamo nel tempio della “tecnica e della tecnologia applicata” che vive e pratica la modernità senza perplessità,dubbi, sospetti.Duro far passare l’idea di “avere paura di costruire certezze e di praticare esercizi di perplessità non come esercizio di stile….” Raccontare che noi lavoriamo per pensare ad un nuovo tipo di comunità.

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Scritto da mercuzio

29 settembre 2010 alle 8:05 am

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sabato prossimo

ho passato la notte sul tetto insieme al portatile. stavo bene, nonostante il mal di testa provocatomi da queste riunioni ospedaliere in cui devo sollevare troppe inerzie….
sabato mi fa piacere se gli amici comunitari vengono a bisaccia e spero che nessuno si spaventi se finiamo la serata in una pizzeria dall’atmosfera balcanica.
questo non è non sarà mai un blog con simpatie leghiste, nessuno dei comunitari di lungo corso ha queste derive.
sabato mi aspetto una discussione operativa, magari partendo proprio dallo stato delle cose: opporsi a questo piano sanitario non vuole dire essere leghisti, vuol dire pretendere grandi attenzioni per i paesi.
i paesi sono luoghi che meritano attenzione e noi siamo qui per questo.

dicevo all’inizio del portatile e della mia notte insonne. ne ho approfittato per rispolverare vecchie poesie, magari ne metto qui qualcuna ogni tanto. inizio con questa che mi pare abbia qualche consonanza con il bellissimo testo di elda (invito tutti a commentarlo, per me è un testo “sacro”).

**

ALTRI COME NOI

il giorno in cui moriremo
il vento come sempre passerà
in mezzo a questa casa che si chiama mondo.
altri dopo di noi
saranno allegri, tristi, moribondi,
altri come noi,
ombre illuminate da un cerino,
cerini dell’ombra.

Scritto da Arminio

28 settembre 2010 alle 8:46 am

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la croce dei ragazzi del liceo di sant’angelo x la sanità

Scritto da A_ve

27 settembre 2010 alle 4:55 pm

i magici celti in irpinia / un testo di agostino marsoner

AGOSTINO MARSONER è stato “Direttore del centro studi europeo sui Normanni”

l’articolo è stato pubblicato in occasione della giornata della Comunità Provvisoria del 25.9.2010

Scritto da A_ve

27 settembre 2010 alle 4:40 pm

sentinelle del territorio : mimì cambria

Scritto da A_ve

27 settembre 2010 alle 4:33 pm

sabato a bisaccia

che ne dite di vederci tutti sabato prossimo all’ospedale di bisaccia? sarebbe bella una riunione della comunità provvisoria sul tetto dell’ospedale, intorno alle 17.00
poi tutti ad andretta per una pizza bosniaca da rocco.
non dobbiamo essere in cento, se siamo in cinque la cosa si può fare….
armin

Scritto da Arminio

27 settembre 2010 alle 10:05 am

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VIAGGIO NEL CRATERE

ieri sera mi ha telefonato un signore di torino commosso dalla lettura di viaggio nel cratere. girando sul computer ho trovato questi giudizi su ibs, dove forse è ancora possibile ordinarlo….
****

Ciro Esposito (02-06-2009)
Cominciai a leggere “Viaggio nel cratere” nel treno che mi portava da Napoli a Domodossola, dove insegnavo. A distanza di anni lo porto ancora impresso nella memoria. Sospettavo di avere una frontiera a due passi da casa, ma non che fosse pari a quelle che sognavo di raggiungere da ragazzo. “Viaggio nel cratere” ha costituito una tappa del mio riavvicinamento al Sud. Vivevo una grave crisi nel rapporto con la mia città e con la mia terra e il libro di Arminio mi offrì una chiave, congeniale al mio spirito, per rinsaldarlo, sia pure nel dolore.
Voto: 5 / 5
antonio d’agostino (17-07-2008)
Grande libro . Uno dei più importanti per conoscere le trasformazioni del meridione. Non solo Saviano.
Voto: 5 / 5
Giuseppe Infantino pep.rouen@hotmail.com (28-06-2008)
Non riesco a finirlo, perchè è troppo intenso. Mi era già successo con Perec. E poi come si può non amare uno scrittore che narra della tua terra, l’Irpinia. Per chi ha vissuto in quei paesi, per chi ha vissuto quei momenti, per chi continua a viverli.
Voto: 5 / 5
matteo matteobakunin@hotmail.it (11-12-2006)
attraverso una rappresentazione cruda e spietata,ma allo stesso tempo altamente poetica, l’autore riesce a trasmettere appieno il senso di apatia e di abbandono che traspare dai paesi descritti. Non è difficile tuttavia cogliere in tutto ciò un GIUSTIFICATISSIMO atto di accusa nei confronti della INQUALIFICABILE classe politica locale…
Voto: 5 / 5
Roberto Saviano (02-03-2005)
Semplicemente un dolce capolavoro. Una bellezza poetica rara, una sensibilità unica, un orpello letterario prezioso. Un pilastro di grande armoniosità meridionale.
Voto: 5 / 5

Scritto da Arminio

27 settembre 2010 alle 7:52 am

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L’ESERCIZIO DELLA LOTTA

METTO QUI UNA PICCOLA NOTA USCITA OGGI SUL CORRIERE NELLA PAGINA DEDICATA ALLA SOTTOSCRIZIONE SULLE VICENDE SANITARIE. NON HO TROVATO NOMI DI COMUNITARI, CAPISCO LE PERPLESSITà E RISPETTO SINCERAMENTE OGNI SCELTA. RIMANE IL PROBLEMA CHE IO VIVO MOLTO DEL MIO TEMPO A BISACCIA E SE DOVESSI SENTIRMI MALE IN QUESTI GIORNI TROVEREI NON UN LUOGO DI CURE MA UN LUOGO DOVE SI FANNO ASSEMBLEE…..
armin

°°°°
Non mi stancherò mai di ripeterlo: la lotta in corso non è per difendere l’ospedale di Bisaccia così com’è. È ora di finirla con la rassegnazione e l’impotenza. Le cose vanno male, ma i cittadini se si mettono insieme possono cambiare l’esito della partita. Era da un po’ di tempo che invitavo il sindaco di Bisaccia a salire sul tetto. Sentivo che c’era bisogno di un luogo che diventasse simbolo della lotta in corsa. Ora quel luogo c’è. È una baracca che ha lo stesso colore del cielo, il bellissimo cielo che abbiamo in questa terra bellissima. Mi auguro che tante persone si affianchino alla nostra lotta. Il commissario ASl Florio accettando l’incarico che prevedeva la macelleria ospedaliera pensava di avere vita facile. Lui proviene dal Molise, una terra dissanguata dall’emigrazione. Qui c’è ancora una trama di passione civile, c’è ancora qualche argine alla deriva totalitaria.
Qualche giorno fa i sindaci irpini hanno mancato una grande occasione. Forse non era convinto neppure chi li ha convocati, fatto è che si sono presentati in pochi all’appello per discutere di sanità. Non bisogna scoraggiarsi. Bisogna far capire a tutti che in gioco non è la salvezza di un ospedale che vive da vent’anni in agonia. In gioco è l’idea che nei piccoli paesi non si devono fare cose arrangiate. Chi pensa a questo punto di proporre come alternativa alla chiusura qualche contentino si sbaglia di grosso. La lotta in corso ha preso una piega interessante: non si chiede la deroga per salvare quello che c’è ma per avere quello che non abbiamo mai avuto. Un grande filosofo diceva che quando il pericolo è più grande arriva ciò che salva. Per l’Irpinia d’oriente questo è il momento del pericolo più grande: sullo sfondo si profila la minaccia della discarica sul Formicoso. E poi ci sono questioni antiche, come lo scippo dell’acqua e questioni nuove come lo scippo del vento. Sarebbe ora che la nostra provincia ponesse con forza, unendo politici e cittadini, il diritto a costruirci una nostra strada in questo sud stretto tra la camorra delle coste e la desolazione delle zone interne. In Irpinia è possibile costruire un sud che non c’è mai stato, si può dare vita a una sorta di umanesimo delle montagne. Per farlo bisogna uscire dalla vigliaccheria dei lamenti nascosti e aprire una stagione di lotta senza fare sconti a nessuno. Caldoro non può pensare di governare la Campania senza parlare con chi vive in questa terra. È vero che è stato scelto da Berlusconi ma è stato pur sempre votato dai campani e dunque anche dagli irpini. Se le istituzioni pensano di uscire dalla crisi voltando le spalle alla gente, è il caso che la gente volti le spalle alle istituzioni.

Scritto da Arminio

27 settembre 2010 alle 7:24 am

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La Comunità provvisoria …..del cuore e della mente!

Il mondo è morto.

pubblicata da Elda Martino il giorno domenica 26 settembre 2010 alle ore 13.41

il mondo è morto.facciamoci le condoglianze l’uno con l’altro. il mondo degli umani, degli uomini e delle donne è morto dopo un’agonia di centinaia di anni. forse è morto un giorno di febbraio del 1600, mentre giordano bruno bruciava sul rogo a campo de’fiori. o forse era già morto prima, quando la peste nel XIV secolo dimezzò la popolazione europea. o forse è morto un poco dopo, quando eleonora pimentél de fonseca fu impiccata senza mutande a piazza mercato mentre il popolo dei lazzari napoletani e sanfedisti le guardavano sotto il vestito.no, il mondo è morto molto prima, quando la logica ha preso il sopravvento in maniera strisciante e subdola sull’istinto. Leggi il seguito di questo post »

Scritto da mercuzio

26 settembre 2010 alle 3:08 pm

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comunità politica

la comunità provvisoria non può tacere rispetto agli eventi che si profilano.
partiamo dalla sanità: abbiamo una sanità da terzo mondo e ce ne propongono una da quarto mondo. la gente non reagisce perché ha paura di difendere i medicaciucci superstipendiati. io penso che la comunità possa dire qualcosa di intelligente…..
abbiamo tra noi anche un bravo medico come michele ciasullo….

parliamo di rifiuti: la discarica sul formicoso è nuovamente una possibilità molto concreta. siamo appesi alle inefficienze napoletane…
anche qui la comunità deve dire la sua….

a riccione ho parlato dello scippo del vento (e poi c’è quello antico dell’acqua). possibile che non riusciamo a elaborare un pensiero collettivo su questi temi?
possibile che tante intelligenze debbano rimanere un poco imbambolate di fronte all’indecenza della politica?
io non ci sto. forse non possiamo cambiare il mondo, ma se non siamo già morti dobbiamo darci una mossa.

per me la comunità provvisoria non può non svolgere un lavoro politico. senza politica non si costruisce neppure una comunità degli affetti.
armin

Scritto da Arminio

26 settembre 2010 alle 8:53 am

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ottobre comunitario

grazie ad agostino per aver organizzato l’incontro di oggi a nusco. spero che altri amici comunitari prendano l’inziativa di portarci nel loro paese. la comunità deve essere sempre più aperta e orizzontale.
personalmente penso che il prossimo fine settimana dovremmo vederci al goleto o a grottaminarda. ci sono alcune cose importanti da decidere.
questo mese di ottobre per me rimane quello decisivo per riorganizzarci.
oggi a nusco elda ha letto un testo bellissimo, struggente. basterebbe un testo del genere per andare fieri di essere qui…..
armin

Scritto da Arminio

25 settembre 2010 alle 9:35 pm

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APPELLO ASSEMBLEA MOVIMENTI PER L’ACQUA

Firenze, 18-19 Settembre 2010

Noi donne e uomini dei movimenti sociali territoriali, della cittadinanza attiva, del mondo dell’associazionismo laico e religioso, delle forze sociali, sindacali e politiche, del mondo della scuola, della ricerca e dell’Università, del mondo della cultura e dell’arte, del mondo agricolo, delle comunità laiche e religiose che in questi anni e in tutti i territori

- abbiamo contrastato la privatizzazione del servizio idrico, perché sottrae alle collettività un diritto essenziale alla vita;

- abbiamo promosso e partecipato, nel Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua o in altri percorsi, a iniziative ed azioni, socializzando i saperi e le esperienze, rafforzandoci reciprocamente, allargando la sensibilizzazione e il consenso;

- abbiamo promosso con oltre 400.000 firme una legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua e la sua gestione partecipativa;

- abbiamo promosso mobilitazioni territoriali, manifestazioni nazionali e appuntamenti internazionali per riappropriarci di ciò che a tutti appartiene, per garantire a tutte e tutti un diritto universale, per preservare un bene comune per le future generazioni, per tutelare una risorsa naturale fondamentale;

- abbiamo promosso una campagna referendaria che si è conclusa con lo straordinario risultato di oltre un milione e quattrocentomila firme raccolte;

consapevoli del fatto che

- il voto referendario apre una stagione decisiva per l’affermazione dell’acqua bene comune e della sua gestione pubblica e partecipativa;

- la battaglia dell’acqua è assieme una battaglia contro il pensiero unico del mercato e per una nuova idea di democrazia;

- la privatizzazione e la mercificazione dell’acqua e del servizio idrico è incompatibile con la conservazione della risorsa acqua, degli ecosistemi e più in generale dell’ambiente;

- una vittoria ai referendum della prossima primavera potrà aprire nuove speranze per un diverso modello economico e sociale, basato sui diritti, sui beni comuni e sulla partecipazione diretta delle persone

facciamo appello
a tutte le donne e gli uomini di questo paese

perché in questi mesi che ci porteranno al referendum si apra una grande stagione di sensibilizzazione sociale sul tema dell’acqua e si produca, ciascuno nella sua realtà e con le sue attitudini e potenzialità, uno straordinario sforzo di comunicazione sull’importanza della vertenza in corso e sulla necessità del coinvolgimento di tutto il popolo italiano, con l’obiettivo di arrivare all’affermazione dei tre referendum abrogativi.

Tutte e tutti assieme possiamo affermare l’acqua come bene comune, sottrarla alle logiche del mercato, restituirla alla gestione partecipativa delle comunità locali.

Tutte e tutti assieme siamo coinvolti nel problema e possiamo divenire parte della soluzione.

Il tempo è ora. Perché si scrive acqua e si legge democrazia.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Comitato Promotore dei referendum per l’Acqua Pubblica

Scritto da Arminio

25 settembre 2010 alle 8:23 am

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Scorie nucleari. Ecco le aree.

  La individuazione di 52 aree possibili, come deposito di scorie nucleari, è stata elaborata dai tecnici della Sogin. Moltissimi di questi siti per depositi sono localizzati sulle aree di  confine tra la Puglia e la Basiicata. Se la geografia conserva i suoi confini, molto probabilmente l’area dell’Alta Irpinia, la valle dell’Ofanto e l’Altopiano del Formicoso, per intenderci , potrebbero non essere esenti da questo destino di morte. Il Governo dice che non saranno imposti i depositi di scorie, ma saranno concertati con le Regioni, che nell’accettare saranno inondate da valanghe di milioni di euro come incentivazione e risarcimento.

 Amici della Terra è fortemente contraria alla ipotesi nucleare per la produzione energetica nazionale, ritenendo la  scelta inutile , costosa e pericolosa anche in termini di sicurezza nazionale, creando in Italia ulteriori possibili bersagli per attentati terroristici internazionali.

 Si aprirà una stagione di nuova passione civile, in tutta Italia, ne siamo certi; , così come siamo certi che i risultati di questa contrapposizione tra affaristi, politici e speculatori e società civile  proiettata a garantire benessere ambientale e sociale vedrà prevalere quest’ultima. (l.B).

Dal sito web del Corriere.it, una nota a  firma di Roberto Bagnoli del 23 setetmbre 2010. Leggi il seguito di questo post »

Scritto da lucabattista

23 settembre 2010 alle 6:11 pm

sabato a nusco

l’incotro di sabato a nusco è molto importante.

è un momento assai miserabile per la nostra irpinia. i sindaci dei nostri paesi fanno fatica a capirlo.  la comunità provvisoria non può traccheggiare: dobbiamo prendere posizione su alcune cose, acqua, vento, sanità, progetti di sviluppo…..

venite a nusco e fate venire tante altre persone. andiamo in un bosco…..

Scritto da Arminio

23 settembre 2010 alle 8:04 am

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AUTUNNO a sant’andrea di conza

di angelo verderosa /  . Ieri sera sono stato a Sant’Andrea di Conza dove avevo appuntamento da tempo con Antonio Vespucci. Con me c’era Agostino e dopo ci ha raggiunto Antonio Luongo.

Antonio Vespucci ci ha affabilmente portato in giro per il paese; ci ha raccontato delle iniziative fatte questa estate, della mostra di Vallifuoco in itinere; ogni tanto si chinava a raccogliere qualche pezzo di carta o di plastica lasciato in  giro da qualche incivile.  C’era un bel chiarore rosso del dopo tramonto, buono per un po’ di foto ad apertura lunga. Siamo passati per la ex-Fornace dove da poco sono terminati i lavori di manutenzione. Poi abbiamo raggiunto il giovane sindaco, Gerardo D’Angola, che porta il cognome di antichi scalpellini che hanno fatto di Sant’Andrea il paese della ‘pietra’ per eccellenza. C’era Gerardo Vespucci che è fortemente impegnato come preside alle scuole superiori di Calitri e c’erano altre persone che man mano hanno dato vita ad un confronto sul nostro stare qui, in Altairpinia.

Inutile anticipare adesso cosa ci siamo detti in poco più di un’ora. E’ che ritengo più importante le cose che abbiamo detto vogliamo fare da settembre in poi. A Sant’Andrea di Conza, con le persone del posto, con l’amministrazione comunale, con la comunità provvisoria, con gli incontri itineranti, col treno del paesaggio e con tutto quello che liberamente ancora si muove in questo lembo di confine. Su un aspetto siamo subito convenuti, quello che faremo deve interessare quei 2500 ragazzi che frequentano le superiori da Calitri a Caposele, Lioni, Sant’Angelo, Nusco, Montella.  Se non trasmettiamo il senso dei nostri pensieri e delle cose materiali che potrebbero ancora esserci non avrà molto senso riunirci per parlare.

Ecco allora, in grande sintesi, il programma di massima per incontri ed eventi da tenere a Sant’Andrea di Conza nei prossimi mesi autunnali.

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Le parole della Comunità provvisoria: identità,paesologia e politica.

 

 

“Il significato delle parole dipende dall’uso che se ne fa”.   

Wittgenstein.

di mauro orlando

IDENTITA’

Ci sono parole buone  che ci sostengono nelle decisioni importanti della nostra vita,che illuminano i passi che compiamo,  che ispirano i nostri modi di orientarci nel mondo,che riempiono i vuoti e gli spazi della nostra mente,dei ricordi,della memoria e danno senso ai rapporti con gli altri.Ma le stesse parole possono essere ‘avvelenate’ quando confondono realtà,finzione e aspirazione e diventano “mito”  “fondamento”, “ideologia” per persone ,singoli,gruppi o comunità e diventano “sostanza”,”essenza”  e “verità” “radici” che dividono e escludono il dibattito,il conflitto,le differenze o peggio si fanno “sostanza” biologica, etnica,storica o culturale sfociando  nel razzismo e nel fondamentalismo.Essa è parola che determina sopratutto meticciato,pluralità,incompletezza,comunicazione,convivenza,scambio,interazione …alterità. Non privilegia la coerenza,la stabilità,l’unità,la chiusura ,la sufficienza  ma l’apertura,la comunicazione,lo scambio,il mutamento,la trasformazione,la creatività e l’innovazione.Identità può diventare parola avvelenata e tossica pur essendo parola nitida e bella,fiduciosamente condivisa,di uso universale quando promette ciò che non c’è,quando ci illude in ciò che “non siamo e non vogliamo”,quando fa passare per reale ciò che è finzione  ,al massimo ,aspirazione o “falsa coscienza” e “mito” di una modernità strapiena di beni,di merci,di ricchezza e desolatamente povera di relazioni e di progetti di convivenza e condivisione. Leggi il seguito di questo post »

Scritto da mercuzio

22 settembre 2010 alle 8:39 am

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festa dei lettori

Manca meno di una settimana alla prima edizione avellinese della ‘Festa dei lettori’, organizzata dagli Amici dei Presidi del Libro. La manifestazione, giunta alla sua sesto appuntamento nazionale, avrà luogo sabato pomeriggio a partire dalle ore 16 presso il complesso Ex-Eca di via Tagliamento.
Fervono i preparativi per regalare a tutta la cittadinanza una piacevole mezza giornata, aperta davvero a tutti, ‘per chi legge, per chi non legge e per chi leggerà’ , come recita lo slogan della festa.
Proprio con questo obiettivo si è cercato di offrire più momenti, diversificati fra di loro: ci sarà la musica di Vinyl Gianpy DJ, ci sarà la possibilità di mangiare e bere qualcosa assieme; a tal proposito, come abbiamo già accennato, ognuno potrà portare ciò che vuole per contribuire ad un piccolo buffet all’insegna della gastronomia partecipata.
Ma i protagonisti saranno ovviamente i libri e i lettori, vero filo conduttore dell’intera manifestazione. Diverse le attività che proveranno a coinvolgere i partecipanti, che siamo riusciti a realizzare grazie alla collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Avellino e i contributi dell’Archivio Storico della Cgil,della cooperativa Mediatech, delle librerie Guida Avellino e L’Angolo delle Storie del Gruppo Scout Avellino 1.
Ci saranno i laboratori per i più piccoli tra le ore 16 e le 18 e 30, con diverse proposte : disegni in libertà per raffigurare le proprie storie preferite, letture ad alta voce, creazione di segnalibri ricordo.
Per i curiosi la possibilità di scambiare libri e acquistare qualche volume di seconda mano. Il consiglio è di portare con voi qualche volume!
Per i lettori più incalliti ci sarà, intorno alle 18, un dibattito, dal titolo: “I narratori raccontano la provincia contemporanea”. L’incontro sarà moderato dal giornalista delle pagine culturali di Ottopagine, con la partecipazione del critico, giornalista e saggista de Il Mattino, Generoso Picone, e degli autori Franco Arminio, Emilia Betsabea Cirillo e Franco Festa e il fotografo Ugo Santinelli. Nel corso del meeting verrà fatta anche la lettura ad alta voce di alcuni brani degli scrittori presenti.
Per quanto possibile si è provato di accontentare categorie e fasce d’età diverse. Non resta che veniate in tanti alla Festa dei lettori! Vi aspettiamo!

Scritto da Arminio

21 settembre 2010 alle 4:32 pm

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un paesologo a riccione

il 24 settembre, a riccione, all’interno della decima conferenza dei piccoli comuni, parlerò anche delle vicende sanitarie..

Ore 9.30 Apertura lavori

“Gioielli d’Italia, piccoli Comuni risorse del territorio, risorse del federalismo”

Coordina Luisella Costamagna – giornalista

Introduce Angelo Rughetti – Segretario Generale ANCI

Ore 10.00 Interventi

Pierciro Galeone – Segretario Generale Cittalia

Aldo Bonomi – Sociologo

Roberto Pella – Delegato ANCI Politiche giovanili e Sport

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Scritto da Arminio

21 settembre 2010 alle 4:20 pm

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lo scrittore sul tetto

metto qui un lungo articolo uscito stamattina sul “manifesto”.
ci vediamo il 25!
armin

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La lunga e quasi interminabile marcia per impedire la chiusura dell’ospedale di Bisaccia in questi giorni si è spostata sul tetto. Bisaccia è il mio paese e sta in Irpinia d’Oriente, stessa terra che fu l’epicentro del terremoto dell’Ottanta. Il nostro ospedale era pronto da anni, aprì perché quello più vicino, a Sant’Angelo dei Lombardi, era crollato uccidendo moltissime persone. Ora, a trent’anni di distanza, una vasta area montuosa e ancora non desertificata rischia di rimanere completamente scoperta di ogni forma di assistenza sanitaria. Sono questi i prodigi della macchina salvacrisi allestita dal ministro Tremonti. Faccio fatica a scrivere di questa faccenda per un fatto molto semplice, mi sembra di ripetere sempre le stesse cose. C’è una frase che spesso mi è capitato di usare negli oltre trenta articoli che ho scritto sull’argomento: noi ci occupiamo dell’ospedale mentre l’ospedale non si occupa di noi. Forse questo è miglior riassunto della questione. Abbiamo fatto centinaia di assemblee contro l’insolente tentazione di tagliare che va avanti da decenni. L’ospedale che c’è non dipende da quello che si scrive nei piani, ma dalla qualità dei medici. Molti di loro sembrano più portati ai contatti coi politici che coi pazienti: non è un caso che nel sud molti sindaci fanno i medici: il camice bianco è un formidabile strumento di consenso elettorale. Sono cose risapute. quello che voglio raccontare è ciò che sta accadendo in queste giornate di settembre.
Il consiglio comunale di Bisaccia decide di riunirsi a oltranza sul tetto dell’ospedale. In altri tempi una protesta del genere avrebbe suscitato immediate risposte da parte dei partiti e delle istituzioni. In questo caso la politica è rintanata nel cavo dei cellulari e i partiti si trincerano dietro la gestione commissariale. Il signore che ha predisposto il piano di rientro dal mostruoso debito sanitario della Regione Campania si chiama Zuccatelli ed è uomo di sinistra. Ha cominciato a lavorare con Bassolino e ora se lo tiene anche Caldoro. Evidentemente la sua visione delle cose va benissimo anche per il centrodestra. In via di principio la necessità dei tagli è indiscutibile, ma quando si va a vedere come sono stati realizzati viene fuori la solita Italietta laida e meschina, forte coi deboli e debole coi forti. In Irpinia d’oriente c’erano due ospedali. Secondo il piano presentato al Governo dovrebbe rimanere solo un reparto di medicina generale da venticinque posti. Niente pronto soccorso, niente rianimazione, niente chirurgia. Si potrà obiettare che queste operazioni sono già state realizzate in altre regioni. Ma una cosa è tagliare in Toscana e una cosa è farlo in una zona ad altissimo rischio sismico e che d’inverno è assai spesso coperta dalla neve. Siamo solo a settembre, il tempo non è particolarmente inclemente, ma sul tetto dell’ospedale di Bisaccia Leggi il seguito di questo post »

Scritto da Arminio

21 settembre 2010 alle 8:23 am

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una giornata di merda

per capire quanto sia losca e miserabile la nostra democrazia bisognava essere con noi oggi ad avellino. sono appena tornato e fra mezz’ora devo andare a un’altra riunione. sicuramente scriverò un articolo su questa giornata ma ora mi piaceva anticipare qui a miei amici che devono darsi una mossa, che devono in qualche modo partecipare a questa lotta. l’ospedale quasi non c’entra più niente. è in gioco l’idea che nei nostri paesi ci sia ancora gente capace di farsi rispettare. vi dico solo che non c’erano neppure venti sindaci, a testimonianza che l’irpinia non esiste, è tutta da costruire. e vi dicono anche che il prefetto ci ha cacciato. ho chiesto ai sindaci di farci portare via con la forza ma il coraggio ormai è merce sempre più rara. io comunque non mi arrendo, ripeto l’ospedale quasi non c’entra più niente, ormai sembra una sorta di resistenza antifascista.
armin

Scritto da Arminio

20 settembre 2010 alle 7:27 pm

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LA COMUNITA’

SCARICA LA LOCANDINA IN DOWNLOAD  Locandina 25.09.2010

sono graditi i commenti di adesione; invita chi vuoi; sarà la giornata del RAFFORZAMENTO

Scritto da A_ve

20 settembre 2010 alle 12:21 pm

Pubblicato in COMUNITA' PROVVISORIA _

…con la coda dell’occhio del filosofo-paesologo.

Pensando da lontano alla giornata di Nusco  per caricarmi di ottimismo intelligente e esorcizzare la volontà pessimista prendo in mano dai miei innumerevoli libri amati un vecchio  testo  di Diderot. Immaginando di aver sognato di essere in un antro come quello descritto da Platone, Diderot scrive:«Mi parve di essere chiuso nel luogo chiamato l’antro di questo filosofo. Era una caverna buia. Ero seduto in mezzo a una moltitudine di uomini, di donne e di bambini. avevamo tutti i piedi e le mani incatenate e la testa fissata strettamente da stecchetti di legno così che ci era impossibile girarla. Ma quel che mi stupiva era il fatto che la maggior parte delle persone beveva, rideva, cantava senza dare l’impressione di essere impedita dalle loro catene, e voi, vedendole, avreste detto che quello era il loro stato naturale; mi sembrava persino che coloro i quali facevano un qualche sforzo per recuperare la libertà dei loro piedi, delle loro mani e della loro testa, erano guardati male, si attribuivano loro nomi odiosi, ci si allontanava da loro come se fossero infettati da una malattia contagiosa, e quando nella caverna si verificava un qualche disastro, non si perdeva mai l’occasione di accusarli di ciò. Equipaggiati come vi ho appena detto, avevamo tutti la schiena volta verso l’entrata di questo luogo di cui potevamo soltanto guardare il fondo tappezzato da una tela immensa.Alle nostre spalle c’erano re, ministri, preti, dottori, apostoli, profeti, teologi, politici, bricconi, ciarlatani, artisti facitori di stupefacenti illusioni e tutta la genìa dei mercanti di speranze e di paure. Leggi il seguito di questo post »

Scritto da mercuzio

20 settembre 2010 alle 8:41 am

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la politica è morta

metto qui un pezzo uscito sul mattino di oggi. passerò la domenica sul tetto dell’ospedale. e domani sono ad avellino con molti bisaccesi a vedere che riescono a combinare i sindaci irpini. è un momento importate, sarebbe il caso che la comunità si faccia viva…..
armin

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Comincio a pensare che la vicenda dell’ospedale di Bisaccia si trascinerà ancora per mesi e forse per anni. Un ospedale è un luogo silenzioso in cui la vita cerca di strappare qualche lembo di territorio alla morte (che rimane sempre e comunque padrona di noi tutti). A Bisaccia l’ospedale rischia di diventare l’epicentro dell’agonia ciarliera di una provincia che da contadina è diventata direttamente postmoderna. È come se nella collana dei secoli mancasse un secolo, il novecento. Intorno alla baracca allestita sul tetto dell’ospedale sento discorsi oltranzisti a difesa dell’ospedale come se fosse un fortino da espugnare. Da anni scrivo delle insufficienze della sanità irpina. Sono indignato da un piano che invece di colmare queste insufficienze le aggrava, ma adesso una soluzione tecnica bisogna trovarla, una soluzione che faccia diventare quella struttura un luogo di cura e non un luogo di chiacchiere.
Nei piccoli paesi non si devono fare cose arronzate. Bisaccia non può essere il discount della sanità irpina. Con o senza la h di ospedale, quello che conta sono i servizi effettivamente erogati e chi li eroga. Un malato non si trova davanti un piano, ma un medico. In una zona di montagna, in una zona altamente sismica si può e si deve mantenere almeno un presidio sanitario. Il vero risparmio è far funzionare meglio le strutture, non eliminarle. Sembra che tutto il lavorio di questi mesi abbia aggravato la situazione. Adesso ogni proposta pare illecita per il semplice fatto che ogni attore di questa faccenda è proteso a gettare discredito sugli altri.
I sindaci irpini devono sfidare le istituzioni superiori senza prendere la scorciatoia del vittimismo. Spero che l’appuntamento di domani non diventi una triste adunata dei sindaci di area PD e quindi un modo per attaccare la giunta targata PDL e UDC. Questo esito impedirebbe la proclamazione di una giornata di mobilitazione dell’intera provincia per chiedere politiche di alto profilo e non solo sul fronte sanitario.
La nostra regione è in un momento difficile. Speriamo che i sindaci siano tanti e sappiano dare un segnale di maturità. Domani mi aspetto da loro non la redazione di un ennesimo documento, ma l’avvio di una rete di rapporti in cui si ragiona insieme sulle grandi questioni che riguardano la nostra provincia. Mi piacerebbe, per esempio, che in altre occasioni si decida di opporsi allo scippo dell’acqua e del vento che ci priva dei grandi benefici che potremmo avere da queste risorse pubbliche.
Detto altrimenti: la questione sanitaria come segnale di un territorio che ha molti problemi e che puntualmente li aggrava quando prova a risolverli. Questo accade perché si oscilla sempre tra suggestioni populiste e suggestioni efficientiste. Alla fine tra chi vuole togliere l’ospedale e chi lo vuole conservare ad ogni costo c’è spazio per una terza posizione, quella di non trovare adesso una soluzione che fra due anni sarà anacronistica. Tra le demagogie dei tecnici e quelle dei cittadini si dovrebbe fare spazio la mediazione politica e invece la politica è morta e le sue sedute sono sempre più sedute spiritiche.

Scritto da Arminio

19 settembre 2010 alle 7:38 am

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Efficienza energetica. Il nuovo fronte dell’impegno per una politica ambientale.

Le politiche di efficienza energetica in Italia sembrano ferme al palo, probabilmente quelli delle torri eoliche. Si preferisce investire tutto sulle rinnovabili o peggio ancora sulla scelta scellerata del nucleare. Eppure la efficienza energetica è la vera fonte rinnovabile di energia a costo zero. Questo è il fronte di un nuovo impegno di politica ambientale d’avanguardia e fruttifero di consensi ampi e trasversali. Puntare esclusivamente su eolico e fotovolatico trascina con se rischi di trasformazione inusitata e stravolgimento del paesaggio , oltre che costi ancora troppo alti in proporzione alla quantità di energia utilizzabile per gli usi finali delle utenze, in rapporto anche alla obsolescenza della  rete nazionale di trasporto di energia elettrica.

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Scritto da lucabattista

18 settembre 2010 alle 11:00 am

si riparte

ho avuto una lunga chiacchierata telefonica con angelo verderosa. gli ho parlato della mia idea della nuova comunità provvisoria e del nuovo blog. sono cose che si dicono meglio de visu e per questo l’appuntamento è il 25 a nusco.
io penso che questo blog debba accogliere tutte le associazioni e i movimenti presenti in irpinia e anche in altri luoghi. a ognuno deve essere fornita la possibilità di postare testi o notizie riguardanti la propria attività. a me non interessa riportare tutto alla paesologia. non mi interessa avere gente che mi viene dietro, mi interessa gente che va avanti nelle più impensate direzioni. se qualcuno ha pensato che io volessi orientare il blog in una sola direzione si è sbagliato. allora adesso il punto è di cominciare a invitare a nusco persone che rappresentano focolai di passione civile. a ognuno è garantita l’assoluta autonomia.
quindi l’approccio è quello dell’allargamento estremo, questo non significa disperdere il gruppo, il grumo comunitario, ma semplicemente aprirsi al lavoro di altri.
io non ho paura. dal tetto dell’ospedale si vede benissimo che potremmo aprire una stagione rivoluzionaria….
il 25 a nusco apriamo la nuova fase. ovviamente non è una cosa che si fa in un giorno, ma l’importante è indicare la direzione.
armin

Scritto da Arminio

18 settembre 2010 alle 9:21 am

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CHIARIMENTO

non sto sul tetto per difendere i medicaciucci raccomandati
e neppure l’ozio a oltranza di certi impiegati ospedalieri. combatto contro questa idea: piccoli paesi, piccole cose.

Scritto da Arminio

17 settembre 2010 alle 2:45 pm

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paesologia

DI MESTIERE FACCIO IL PAESOLOGO

continua il suo giro:

AL FONDIFILMFESTIVAL 19 SETTEMBRE

IL 6 OTTOBRE ORE 21.00 CINEMA GNOMO MILANO IN CONCORSO A I,VSEEN FESTIVAL DIRETTO DA RUTGER HAUER

P.S.

nei giorni scorsi all’università di napoli è stato presentato un corso di laurea a indirizzo paesologico

Scritto da Arminio

17 settembre 2010 alle 11:31 am

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la baracca

stiamo montando una baracca sul tetto dell’ospedale. a me non interessa quello che c’è sotto, non interessano gli intrallazzi, i medici raccomandati, gli impiegati che non lavorano e tutte le storie che ben sappiamo.
mi interessano persone come il sindaco di sperone che domani fa una fiaccolata al suo paese per difendere la sanità nelle nostre zone. mi interessa chi si appassiona alle cause perse….

non chiedo ai comunitari di venire con me sul tetto, ma semplicemente di portare avanti con più vigore e continuità le tante cose che abbiamo detto di voler fare.

io faccio il paesologo e anche la sentinella del territorio: i consiglieri comunali hanno la dispensa dai loro lavori, io sono in aspettativa non retribuita (e sul tetto gongola la mia sinusite…)
un abbraccio eolico…
armin

Scritto da Arminio

17 settembre 2010 alle 10:22 am

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