Archivio per novembre 2010
VIA APPIA _ un film di paolo de falco
VIA APPIA / In concorso al Torino Film Festival
Via Appia, del regista Paolo de Falco, in concorso nella sezione Italiana Doc., è un film girato lungo il percorso dell’antica strada consolare romana che da Brindisi giunge a Roma.
Tre i protagonisti: Antonio Pascale che riflette ossessivamente sul paese e su se stesso, Giacomo De Stefano, navigatore solitario, in preda ad una crisi religiosa e Bruno Ostuni un ferroviere amante dei cavalli che proprio attraverso questa passione instaura un rapporto profondo con i quattro figli.
Tre storie accomunate da uno stesso percorso: non solo inteso come tragitto geografico, nonostante tutto, ancora possibile ma come necessità di riappropriarsi di sé attraverso la scoperta della realtà circostante. Itinerari fuori dall’ordinario, sconosciuti, onirici e metafisici. Il viaggio come scoperta, abbandono e scambio. E’ il caso di Cairano, piccolo paese dell’Irpinia Orientale, dove nello scorso giugno si sono radunati alcuni protagonisti del panorama culturale e artistico italiano contemporaneo con l’intento di creare una Comunità Provvisoria capace di abitare creativamente il sud. O come il CIRA di Capua, il Centro italiano di Ricerche Aerospaziali, centro di eccellenza italiano.
perché non cominciare ad occuparci delle nostre terre
FILIERE per il PARCO RURALE / Convegno a Sant’Andrea di Conza del 27 novembre 2010. _ intervento di ANGELA IMBRIANI.
Bungiorno a tutti voi…mi chiamo Angela Imbriani, faccio parte dello studio legale Imbriani il quale presta assistenza agli iscritti sia dell’associazione ANTAA (che è un associazione volta alla tutela degli agricoltori e degli allevatori) che della Verde Irpinia Cooperativa di Produzione e Lavoro.
La prima ha come finalità quella di aggregare un gran numero di persone al fine di promuovere politiche unitarie e rispondenti alle necessità reali di quel particolare territorio. Una caratteristica molto importante di questa associazione è che funziona dal basso, sono gli iscritti ad essere protagonisti della loro politica.
Mentre la Verde Irpinia Cooperativa di Produzione e Lavoro ha come oggetto la commercializzazione e trasformazione dei prodotti agricoli e dei suoi derivati.
Sia l’ANTAA che la Verde Irpinia Cooperativa di Produzione e Lavoro nascono per dare una risposta, attuale e concreta, alla difficile situazione che si è creata negli ultimi tempi. Per troppo tempo siamo stati spettatori, mancante di qualsivoglia iniziativa su tutti i fronti credendo e sperando al cd. posto fisso. Non è più così!! Oggi i tempi impongono di “accorciarci le maniche” , darci da fare per noi, per i nostri figli, per i nostri nipoti…..e perché non cominciare ad occuparci delle nostre terre, imparare a valorizzarle, a riprendere le colture di un tempo che oggi il mercato tanto apprezza, a valorizzare i prodotti esistenti presentandoli al mercato in un certo modo.
Mi rendo conto che quando si intraprende una strada nuova inizialmente è sempre difficile ma ciò non deve scoraggiarci ne vale per la nostra identità. Grazie mille.
il RAFANO (e tommacelle)
IL RAFANO _ a cura di Franca Molinaro
Nome comune: RAFANO
Sinonimi: Cren, Barbaforte
Nome scientifico: Armoracia rusticana
Sinonimi: Nasturtium armoracia
Famiglia: Crucifere
Morfologia: E’ una pianta erbacea glabra con grossa radice fittonante, dal forte sentore acro-solforoso. Il fusto è ramificato nella parte superiore e può raggiungere il metro di altezza. Le foglie basali sono lungamente picciolate, crenato-dentato, bislunghe. Le foglie cauline inferiori sono pennatofide con lobi lineari, quelle superiori sono intere o leggermente dentate, lanceolate, lineari. L’infiorescenza è un’ampia pannocchia apicale costituita da piccoli fiori bianchi a 4 petali. Il frutto è una siliqua di mezzo centimetro di diametro contenente semi ovali appiattiti. Il seme è fecondo per cui si può moltiplicare attraverso la semina.
il colore come segno
“IL COLORE come SEGNO” _ di Luigi Di Guglielmo
Ho sempre considerato l’artigianato, risorsa per il nostro paese. Purtroppo negli ultimi anni in molti hanno abbandonato questo nobile lavoro. La politica non è riuscita a coinvolgere le nuove generazioni e tutto è andato perduto. La gente, soprattutto nel post terremoto si è disfatta di vecchie suppellettili, oggetti e mobili fuori moda.
Ho cercato di raccogliere ciò che gli altri avevano buttato, perché ogni oggetto ha una storia, un lavoro certosino. La manualità!
Utilizzo gli oggetti per raccontare le mie storie: un evento, un fatto, un articolo di giornale, una lettura di un libro mi danno lo spunto per riunire i pezzi raccolti e ridare nuova forma ai più svariati materiali, che acquistano una sorta di “ vita spirituale”, superiore alla vita per la quale, gli stessi oggetti erano originariamente stati creati.
La mia, è scultura frontale, fatta di odori, di simboli, di incisioni e di colore come segno.
L’obiettivo della ricerca è di trasformare l’arte dell’assemblaggio in un punto di forza, rendendo i confini indistinti tra scultura, pittura, collage e lavorazione del legno.
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LA MOSTRA di Luigi Di Guglielmo, aperta sabato 27 novembre 2010, nell’ambito di “COLORI D’AUTUNNO’ e del convegno ‘Filiere per il parco Rurale’, RESTERA’ APERTA NELLA EX-FORNACE DI S.ANDREA DI CONZA FINO A SABATO 16 dicembre 2010
Centri e la periferia
_ di LUCA SESSA
Periferico non è chi sta lontano dal Centro. Periferico è chi cerca di ripetere pedissequamente e per imitazione ciò che fanno al Centro, i loro modi televisivi e vincenti di gens padrona, e proprio per questo processo imitativo la caga, lo fa male, distorce. È la lontananza fra emittente e ricettore che induce l’errore, ma soprattutto in quanto distanza fra modello ed emulo. Distanza in natura, distanza che è differenza nella sostanza cui di per sé non sarebbe associato alcun segno algebrico, non fosse per l’imporsi dell’imperio del vincitore. Periferico è chi è dominato, non ha i mezzi per potere continuare ad essere suo proprio Centro, si arrende allo scimmiottamento, all’inseguimento, al traino, al sussidio, alla raccomandazione, alla dipendenza, alla minorità. I mezzi sostengono le civiltà. La mancanza di mezzi le affossa. I mezzi fanno germogliare dei pochi semi e sublimano dei pochi intrecci. La mancanza di mezzi avvilisce secoli di storia e di storie, svilisce densità, sfratta le vite dagli alvei materni, marginalizza ex-capitali a sovranità senza territorio, nomadi a se stesse, esilia in pellegrinaggio perituro l’anima dal corpo, in cerca di un’investitura di nuova dignità. La ricerca di mezzi, la presenza di opportunità, la ricerca di vie per le opportunità crea motivo di movimento, di incentivo, di fertilizzazione incrociata che sospinge e magnifica le sorti di chi è protagonista e di ciascuno intorno, del primo che nel Mediterraneo sentì l’esigenza di definire una Rosa dei Venti per la navigazione e dei discendenti, commerciali o epici, che la usarono. Il depauperamento, la sottrazione di risorse e del dominio dei propri destini stoppa e inverte le sorti, infliggendo a chi rimane e a chi se ne va la condanna al mutamento di pelle, al camaleontismo verso il colore del dominatore. Al divenire Periferico del Centro. Inutile è che uno o due cerchino di resistere. Inutile quanto una Periferia.
comunità
metto qui un pezzo uscito sul mattino il 26 novembre, in occasione della lectio magistralis al borgo dei filosofi. il titolo del giornale era comunità provvisoria e autismo corale e il pezzo era corredato da una grande immagine della rupe di cairano nei giorni di cairano7x.
Non sono un filosofo, non sono uno che produce concetti. Non sono un politico, uno che dovrebbe risolvere problemi. Sono uno che scrive, produco visioni senza l’obbligo che siano coerenti, senza il rigore e la consequenzialità del lavoro scientifico. Il terreno in cui si muove da sempre la mia vita e la mia scrittura è un terreno che frana. Sono costantemente sospeso tra ritiri autistici e slanci comunitari. E forse proietto questa mia condizione anche sui luoghi che vado a vedere o a filmare nel mio lavoro che definisco di paesologo. La mia terra è una terracarne che mi appare a volte come segno del pericolo e altre volte come segno dell’opportunità. In certi giorni sento che in qualche modo forse stiamo già guarendo, che il mondo è bene accordato e che qui forse la vita ha ancora un senso proprio perché persiste nostro malgrado una trama comunitaria. Basta un soffio e mi ritrovo in un’altra percezione. Mi pare che anche qui l’autismo Leggi il seguito di questo post »
Franco Arminio letto a dieci milioni di italiani.
Ci sono giorni in cui si muore in molti.
Sono i giorni delle grandi sventure.
Quel giorno in questa terra fu il ventitré novembre del 1980.
Oggi è domenica, nel cimitero di Conza sono le undici del mattino. I morti del terremoto sono quasi tutti sulle stesse file, un piccolo cimitero dentro il cimitero. Facce di uomini e donne di ogni età. Facce e storie che non ho mai incrociato. Ora di ogni persona che vedo vorrei conoscere cosa diceva, cosa faceva. Dall’addobbo della lapide a volte si capisce che si tratta di persone di una stessa famiglia. Ecco Luisa Masini, nove anni, col gatto in braccio. Sotto di lei Valeria Masini, dodici anni, e poi Maria, quarantatre anni, la madre. Il pensiero va subito al padre, chissà dov’è nel mondo a trascinarsi con la sua pena. Più avanti un’altra famiglia: Gino Ciccone, quarantanove anni, e poi Michele di dieci e Alberto di ventuno. Quelli che sono qui certamente si conoscevano tutti.
Questo pezzo è stato letto con grande profondità da Roberto Saviano, in prima serata e nell’ultima puntata di Vieni via con me di lunedì 29 novembre, sul canale televisivo di Rai tre.
E’ davvero un grande privilegio, aver condiviso con Franco Arminio l’avventura di questi anni della Comunità Provvisoria e di Cairano 7x.
Testimone che con la sua poesia e la sua capacità di scrittura ha raccontato la nostra storia, anche la mia.
Luca Battista
IL CONVEGNO DEL PARCO
segue un breve RESOCONTO della giornata dedicata a “FILIERE per il PARCO RURALE” , tenuta sabato 27 novembre 2010 nell’ambito del 4° appuntamento dei ‘Colori d’Autunno a Sant’Andrea di Conza’.
1° messaggio: ENTRO GENNAIO 2011 si organizzerà un tavolo di lavoro per valutare la costituzione di una società consortile ‘PARCO RURALE d’IRPINIA’ col supporto esterno del Gambero Rosso; aderiranno buona parte dei partecipanti al convegno tenuto a Sant’Andrea di Conza oltre coloro che chiederanno di farne parte.
2° messaggio: SOSTENERE i PRODUTTORI LOCALI significa riconoscere la funzione SOCIALE della buona agricoltura : invitiamo ad acquistare i PRODOTTI LOCALI ! Già per la spese di Natale, contattate i produttori che hanno manifestato la volontà di partecipare al PARCO RURALE (vedi elenco e recapiti sopra riportati) : IL PARCO E’ GIà NEI NOSTRI SGUARDI (F.Arminio).
3° messaggio: un grande speciale ringraziamento a tutti voi che avete partecipato e sostenuto questo importante evento.
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FILIERE PER IL PARCO RURALE
Incontro con Francesco Codacci-Pisanelli, Responsabile Sviluppo Gambero Rosso / Città del Gusto Roma (^)
In collaborazione con “Gambero Rosso” , l’Associazione “I Mesali” e le Amministrazioni Comunali di Sant’Andrea di Conza, Teora, Conza della Campania, Pescopagano, Castelnuovo di Conza
Con la partecipazione dei produttori di qualità dell’alta irpinia e lucania (filiere del grano, latte, formaggio, carni, salumi, olio, vino …)
INTERVENTI registrati
il LUPO della SILA
ripartiamo dalle case
ieri sera ho presentato giobbe e le cartoline a casa di nicola bianco. una bella casa irpina.
mi pare che la comunità provvisoria tra le altre cose debba servire ad aprire le case. spegniamo la tv e accogliamo gli amici. è un gesto politico molto importante. se poi si decide di accogliere un libro
il gesto è ancora più importante.
prossimamente andrò da luciano e da federico. spero di ricevere altri inviti.
p.s.
PARCO RURALE, l’irpinia è fiera dell’est
Vincenzo Castaldo _ IL MATTINO
sabato 27 novembre 2010
L’attuale difficoltà di mercato, le avversità atmosferiche e la volatilità dei prezzi hanno praticamente messo in ginocchio l’agricoltura campana, già in crisi per l’applicazione di una politica assistenziale e pseudo industriale incapace di garantire sviluppo. Per individuare nuove strade che possano favorire la ripresa del settore agricolo, in un momento in cui anche la politica economica di governo sembra precipitare, diversi amministratori, ambientalisti, ingegneri, architetti, promotori turistici e produttori irpini si riuniranno stamane a Sant’Andrea di Conza per il convegno «Filiere agricolturali per il Parco rurale dell’Irpinia d’Oriente», promosso dall’architetto irpino, Angelo Verderosa, d’intesa con «Gambero Rosso», Legambiente, il portale web «IrpiniaTurismo» e il gruppo «Comunità Provvisoria», nell’ambito della rassegna culturale di idee e progetti «Colori d’autunno». La kermesse, che si aprirà, oggi alle 10, nell’ex Fornace dei laterizi, si rivela un’occasione unica più che rara per rilanciare l’Est irpino, un territorio specificamente agricolo di circa settecento chilometri quadrati – pari a un terzo della superficie della provincia di Avellino – le cui potenzialità sono ben note soprattutto se connesse alle produzioni di pregio.
cartoline di oscura grazia
Domenico Scarpa, il sole 24 ore, 28-11-2010
«Stavo giocando a biliardo. Poi la solita storia: fatelo bere, fatelo sedere. Qualcuno che ti tocca il polso, qualcuno che pronuncia continuamente il tuo nome». La solita storia è quella che tutti sappiamo ma nessuno di noi conosce. In Cartoline dai morti – il titolo del libro e questo primo campione basteranno a capire cos’è – Franco Arminio ce la fa vedere dall’altra parte, dalla prospettiva appunto della morte. Arminio, che si definisce «paesologo» ossia visitatore e curatore di piccole geografie malvive, si trova stavolta a essere lui stesso una destinazione; le cartoline che ha raccolto sono 128, la più lunga copre tredici righe, le più brevi un rigo solo, la misura media è sulle tre-cinque righe, due o tre frasi che gli bastano ad aprire uno spiraglio narrativo: «Mio marito mi ha gettata nel pozzo. Gli è venuta una furia, una forza che non gli avevo mai visto. Ho gridato mentre mi trascinava, ma non c’era nessuno, solo le rondini che facevano avanti e indietro per farsi il nido sotto il tetto della nostra casa». Leggi il seguito di questo post »
30 anni
metto qui un pezzo uscito oggi sul manifesto. oggi c’era anche una bellissima recensione di domenico scarpa alle cartoline sul sole 24. le cartoline oggi sono a fontanarosa. farò vedere anche giobbe a teora.
vorrei fare un proiezione “ufficiale” per gli amici della comunità, con annessa discussione nostra su trentennale. che ne pensate?
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1980.
Il senatore diventa sindaco. Qualche mese dopo la terra trema mentre era in corso un’assemblea sulla disoccupazione giovanile. Io non c’ero. Avevo giocato a tennis la mattina, a torso nudo. Nel pomeriggio ero andato nel bosco con una ragazza. Quando da casa mia sono andato verso la piazza ho sentito che tutto sarebbe cambiato e che stando qui avrei avuto sempre qualcosa da fare.
1981.
Il senatore del paese si compra il loden verde che porterà per tutto il tempo che sarà sindaco. Di macchine, invece, ne cambierà tante. Una ogni sei mesi. Comincia a funzionare l’ospedale che è stato aperto subito dopo il terremoto che tra l’altro ha causato il crollo di quello di Sant’Angelo dei Lombardi. C’è un medico che fa un sacco di operazioni allo stomaco perché gli riescono benissimo.
1982.
Comincia la ricostruzione nelle campagne. Dove c’era un rudere, uno scariazzo per i porci, viene velocemente edificata una casa in cemento armato. Comincia il valzer delle betoniere.
1983.
Il pescivendolo di Molfetta adesso viene due volte la settimana. Prima vendeva solo alici, ora porta spigole e orate.
Riconversione? Diario di un visionario realista
Riconversione? Diario di un visionario realista _ di AMEDEO TREZZA (*)
Da qualche tempo ormai ho lanciato una scommessa a me stesso e chi mi sta vicino: quella di preparare e attuare una micro-riconversione sociale, lasciando la città, con tutti i suoi modelli di sviluppo, e puntando sulla terra meridionale di provincia. E così, dopo aver vissuto 30 anni a Napoli ho deciso di cambiare. 5 anni fa acquistai un piccolo pezzo di terra in Cilento (zona che già conoscevo e frequentavo da turista) e pian piano ho deciso di rimettere a posto il terreno e il rudere annesso. E così, vendendo in accordo coi miei genitori la casetta di villeggiatura a pochi chilometri dal terreno e mettendoci tanti soldi di mio, tempo ed energie, ho ristrutturato il rudere ridonando splendore al casalino ed ho cominciato a risistemare il terreno, che solo ora sta cominciando ad entrare in produzione. Poi ho deciso di trasferirmi e al lavoro ho atteso due anni le liste di trasferimento. Finalmente da un anno vivo in Cilento nel casalino e lavoro a pochi chilometri da casa. Purtroppo non posso ancora lasciare il lavoro di provenienza poiché ho bisogno di un sostegno economico fino a quando più o meno non riuscirò a camminare sulle mie gambe mettendo a frutto le potenzialità del luogo: agricoltura, animali ed eco-turismo. A breve costituirò un b&b in modo tale da cominciare ad ospitare viaggiatori, proprio nel casalino in pietra ristrutturato in maniera eco-sostenibile/compatibile utilizzando materiali naturali e conservando la memoria storica del sito.
ieri, oggi e domani
ieri ho parlato di comunità e anche di comunità provvisoria a duecento ragazzi irpini. erano attenti……
poi a napoli a parlare di terremoto.
oggi la bella giornata di sant’andrea col sogno del parco e con una festa di sguardi gentili, premurosi. raramente mi sono sentito così a mio agio in irpinia….
prima ero stato a teora per pescare qualche altra immagine per il mio giobbe. conto di finirlo stanotte e presentarlo domani assieme alle cartoline.
un abbraccio a tutti.
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dal sito di ABITARE
Piazza Convento Bisaccia
Un’intervista di Marco Petroni al paesologo e scrittore Franco Arminio.
Inviato da Valentina Ciuffi – 26.11.2010
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intervista di Marco Petroni
foto di Franco Arminio
Nasce da un incontro con Franco Arminio, paesologo e scrittore di Bisaccia in provincia di Avellino, il tentativo di provare a capire come si vive ad Aquilonia, Calitri, Monteverde, Conza, Cairano paesi irpini della bandiera bianca secondo la definizione del saggista stesso.
Penso che si viva male e che si tenda a pensare che si viva malissimo. Penso anche che a Leggi il seguito di questo post »
giobbe a teora
metto qui un pezzo di paolo speranza uscito sul mattino in occasione della presentazione del mio film a napoli.
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“Stavano sul divano. La casa è crollata. Lui si è trovato davanti al figlio maschio. Lo ha riparato. Durante tutta la notte sono rimasti sotto. La bambina non la sentivano. Lui e il figlio li hanno tirati fuori al mattino. Poi è uscita anche la moglie. E’ uscita viva. Mentre la portavano al campo sportivo, il vento le ha sollevato la gonna e lei se l’è sistemata con le sue mani. L’hanno portata a Napoli. Sembrava che non stesse tanto male. Il giorno dopo è morta. Intanto avevano tirato fuori dalle macerie anche la figlia di dieci anni. Ascolto questa storia mentre siamo fermi nella mia macchina davanti al cinema. Il padre dice che guardava la figlia e sperava che non fosse morta. Aveva rovesciato il coperchio della bara e ci aveva messo la figlia sopra. Io ascolto, sento che non riuscirò a dimenticare questa storia (…)”.
Impossibile dimenticarla, una storia così, dolorosa e struggente, come tante altre di quella tragica sera del 23 novembre ’80. La vicenda di Francesco Lepore, di Teora, che col terremoto ha perso la madre, la moglie e la figlia, è una delle pagine più intense di Vento forte tra Lacedonia e Candela, il libro di Franco Arminio, Leggi il seguito di questo post »
LA NEVE NEL CUORE
di Donato Salzarulo
Le vedo in trasparenza,
soltanto nel cono di luce
del lampione.
I
Michela, la prima figlia, ogni tanto
mi consiglia di chiudere,
di serrarsi nel giardino delle nostre
delizie, dei nostri batticuori,
dei nostri sguardi d’amore.
Cosa puoi fare, del resto, papà?
Cosa possiamo fare per toglierci
di dosso questo male?
la terra è la nostra fabbrica
“La terra è la nostra fabbrica” è lo slogan adottato dal blog Comunità Provvisoria e Irpinia Turismo, per promuovere il parco rurale dell’Irpinia d’Oriente, un laboratorio di idee per rilanciare lo sviluppo sostenibile in Alta Irpinia. Amministratori, associazioni locali, artigiani, artisti, e promotori del turismo rurale si incontreranno domani a Sant’Andrea di Conza nei locali dell’ex Fornace alle 10:00 per verificare la disponibilità dei piccoli produttori e ristoratori locali a dare vita al progetto. Il convegno è stato organizzato in collaborazione con “Gambero Rosso” , l’Associazione “I Mesali” e le Amministrazioni Comunali di Teora, Conza della Campania, Pescopagano, Castelnuovo di Conza. Si incontreranno i grandi cuochi de ‘I Mesali’ con i produttori di qualità per siglare un patto di nascita e sviluppo per il parco rurale. L’idea che l’agricoltura possa rilanciare il territorio e promuovere lo sviluppo del turismo, non è stata condivisa dal Ministro per l’attuazione del programma Gianfranco Rotondi, che in occasione del trentennale ha ribadito che “Lo sviluppo passa soprattutto attraverso l’industria”.
ADRIANA ZARRI
(26 aprile 1919 -18 novembre 2010)
Teologa, scrittrice,
giornalista, eremita,
donna libera e indipendente.
Tutti coloro
che ne hanno apprezzato
le battaglie, le opere, la vita,
la ricordano,
con affetto e gratitudine.
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Enrico Finzi, il carmasciano e le pere della comunicazione
A qualche giorno di distanza dal convegno organizzato nella Chiesa del Carmine ad Avellino, ritorniamo sulle parole di Enrico Finzi, guru della Comunicazione per qualche semi-seria riflessione. Di Finzi è il libro sull’italica felicità (“Come siamo felici”), in cui si scopre che gli italiani sono buddhisti per caso, cultori del “abbastanza” e del downsizing, parola di moda per indicare l’arte del “meno ma meglio (e sicuro)”. Concetti che al sud sono iscritti nei nostri mitocondri: non li dobbiamo imparare, ci nasciamo. Finzi ha sciorinato una sfilza di tabelle e di istogrammi, comprese le sue torte semaforiche (verdi, gialle e rosse) in cui ha spiegato che “il meridionale, più lo conosci, più lo ami”, che – a ben ricordare – è l’esatto contrario dello slogan per la prevenzione contro l’AIDS. Ha detto anche che al contadino non far mai sapere quant’è buono il formaggio con le pere, cioè ci ha rivelato – innescando un moto auto consolatorio in tutti noi – che essere meridionali è un vantaggio di questi tempi (conosciamo da secoli l’arte di vivere di poco) e che tutto il biasimo (leghista, federalista e settentrionale, specie del nord-est) verso il Sud è solo una questione di mancanza di conoscenza. Il rischio più cogente è un isolamento mediatico che colpisca anche noi, parcellizzandoci in tanti Sud.
FILIERE
FILIERE per il PARCO RURALE _ di Angelo Verderosa
Il 4° appuntamento di “Colori d’Autunno a Sant’Andrea di Conza” è dedicato all’idea di un ‘Parco Rurale’ per l’Irpinia. Il convegno si pone in continuità con la ‘Giornata del Parco’, tenuta ad Aquilonia a Giugno 2010, nell’ambito di “Cairano 7x” e con l’idea lanciata da Comunità Provvisoria, nell’aprile 2008, come risposta all’individuazione del Formicoso come discarica nazionale.
In questo lungo periodo di stasi economica e governativa, che vede le zone interne dell’appennino meridionale ulteriormente sacrificate dai tagli del lavoro, della sanità, delle ferrovie, necessita avviare un nuovo disegno politico che abbia a cuore le sorti dei piccoli paesi e del paesaggio dell’entroterra.
Sfatata l’illusione del lavoro come posto fisso, bisogna ripartire dall’unica grande vera risorsa del nostro habitat: la ‘terra’. Terra da intendere non solo come luogo fisico della produzione agricola, il ‘terreno’, ma anche e soprattutto come ‘ambiente’ che tiene da secoli in vita paesi e paesaggi; ancora oggi, fortunatamente e incredibilmente, unitari e integri.
cartoline a domicilio
domenica 28 novembre alle ore 18.00
l’università popolare dell’irpinia
organizza presso la casa di nicola bianco
la presentazione di cartoline dai morti.
per chi volesse arrivare:
prendere la strada Fontanarosa-Paternopoli
siamo in contrada Rotole.
APPUNTAMENTO A SANT’ANDREA DI CONZA – SABATO 27 NOVEMBRE
cOLORI D’aUTUNNO A sANT’aNDREA DI cONZA – 4° appuntamento – sabato 27 novembre 2010
“FILIERE per il PARCO RURALE / convegno
Incontro con Francesco Codacci-Pisanelli, Responsabile Sviluppo Gambero Rosso / Città del Gusto Roma (^)
Interviene Alfonso Tartaglia, Settore Tecnico Amministrativo Provinciale Agricoltura e Ce.P.I.C.A., Avellino
Partecipano i produttori di qualità dell’alta irpinia e lucania (grano, latte, formaggio, carni, salumi, olio, vino …); i produttori espongono i propri prodotti nella ex-Fornace incontrando i ristoratori di qualità.
Con amministratori / associazioni locali, artigiani, artisti, promotori del turismo rurale
provaci ancora lepore
l’unico lepore che stimo e ammiro si chiama francesco e vive a teora ed è il protagonista del video che ho presentato ieri a napoli.
c’è un’altro lepore, purtroppo più noto, che fa il procuratore generale della repubblica a napoli e che oggi per la seconda volta ha pubblicamente esternato davanti a una commissione parlamentare i suoi ragionamenti sulla discarica da fare sui monti.
provaci ancora, signor procuratore, a furia di insistere magari le daranno ascolto….
armin
Domani a Luogosano
In vista della lectio magistralis che Franco terrà domani a Luogosano, nell’ambito del “Borgo dei filosofi”, metto qui una poesia scelta tra quelle che verranno lette. e.m.
Settembre ci ritrova in un piattino
d’acque scure
con la prosa povera delle acacie
il grillo di carbone
le anime rafferme o addormentate.
In questi giorni di cui nessuno è lieto
l’aria è disadorna
e noi siamo estraniati da ogni ardore.
da monia gaita
“Il mio paése” / di Monia Gaita
E’ circondato il mio paése da una coróna incalcolàbile di vènti crepitanti,
una coróna di spine, un còrpo armato di stélle,
un àmpio indìzio di córse di cinghiali
che impóngono tributi di paura imprecisàbile a campagne
dóve i falchétti segnalano il confine tra l’incantésimo di fichi néri e bianchi
e fùlmini che incartano partènze.
invito da Domenico Cipriano
INVITO ALLA PRESENTAZIONE DEL POEMETTO DI DOMENICO CIPRIANO – “NOVEMBRE” (Transeuropa Edizioni) – con prefazione del prof. Antonio La Penna
SABATO 27 NOVEMBRE ORE 17,30 – ORATORIO – PRATOLA SERRA (AV) – Introduce: Raffaele Barbieri
Ne parlano: Enzo Rega, Paolo Saggese, Paolo Speranza - Sarà presente l’autore _ Durante la serata sarà proiettato il video NOVEMBRE 1980-2010 curato da Anna Ebreo e Federico Iadarola e ispirato alle poesie, per le musiche di Fabio Lauria e Vito Rago e la voce di Enzo Marangelo _ Al libro è accluso il CD di Pippo Pollina. Ultimo Volo – Orazione civile per Ustica
invito da Paolo Saggese
La polvere e la luna / APPUNTAMENTO DEL 26 e 27 NOVEMBRE
Un libro e uno spettacolo sul terremoto
All’interno del Festival della Poesia dei Paesi del Mediterraneo, che è in corso di svolgimento, sarà dedicato uno spazio particolare alla commemorazione del trentennale del sisma dell’80 secondo il programma che segue: il recital “La polvere e la luna: i poeti del 23 novembre”, Tratto dal libro omonimo a cura di Paolo Saggese (Delta 3 edizioni, 2010), della compagnia teatrale Xoana sarà proposto il 20 novembre mattina a Cassano Irpino, il 20 sera, alle 18.00, a Torella dei Lombardi, il 27 mattina, presso il Liceo scientifico di Calitri, alle ore 11.00, mentre il libro “La polvere e la luna: i poeti del 23 novembre”, a cura di Paolo Saggese (Delta 3 edizioni, 2010), sarà presentato il 24 novembre ad Avellino dall’Associazione della terza età – Università Irpina del tempo libero, presso la sede posta in via Olindo Preziosi, alle ore 17.00, e a Lioni, il 25 novembre, a cura della Pro Loco, alle ore 19.00, presso la sede municipale.
Ecco i programmi nello specifico degli incontri di Cassano Irpino e Calitri:
museo delle porte chiuse
FRAMMENTI DI SISMA DELL’80 DALLA CALIFORNIA
RICORDANDO IL TERREMOTO IN IRPINIA TRENT’ANNI DOPO
di
Laura E. Ruberto ( 22 Novembre 2010)
Cairano (AV), edificio danneggiato dal sisma del 1980 in Irpinia e mai riparato (foto scattata a Giugno 2010)
Considerazioni sulla cultura materiale di una tra le peggiori calamità dell’Italia Meridionale, il Terremoto del 23 Novembre 1980 in Irpinia.
Il 23 Novembre 1980 ricorre il trentesimo anniversario del Terremoto in Irpinia, occorso in una delle aree rurali tra le più arretrate di Campania, Basilicata e Puglia, con 2.735 morti 679 paesi colpiti in 8 Province e 400.000 senzatetto. Sisma che ha prodotto una spaccatura che ha attraversato la politica, l’economia, la cultura e la storia a un grado tale che gli effetti si avvertono ancora oggi nella vita delle persone che vi lavorano e vi abitano e tra le decine di migliaia che ne sono emigrate a causa del terremoto.
venerdì: luogosano-napoli
IL BORGO DEI FILOSOFI
VENERDI’ 26 novembre LUOGOSANO
(Tendostruttura Ristorante “La Collina”)
Ore 9.30
MARCO TARCHI
Lezione magistrale
-La comunità necessaria. Appunti per una critica della società-
Ore 11.00
FRANCO ARMINIO
Lezione magistrale
-Comunità e autismo corale-
VIVERE
di GIOVANNI VENTRE
Vivere è un parola dai mille significati, per me vivere è anelare alla libertà. Libertà a sua volta è una parola abusata, usata impropriamente e a volte calpestata. Noi viviamo per nostra fortuna in un paese dove la democrazia è vissuta e la libertà percepita. Senza andare a scomodare filosofi o chissà chi voglio solo scrivere di una forma di libertà che è lo scrivere, che si differenzia da un’altra forma di libertà che è l’agire. Sinceramente faccio molta fatica a comprendere questa sorta di sfilacciamento che sta smagliando il tessuto finora a trama stretta della comunità provvisoria. Questo sfilacciamento sta mettendo a nudo alcune parti del corpo che iniziano a percepire sensazioni esterne quali il caldo e il freddo, il bagnato e l’asciutto, il liscio ed il rugoso. Finora il tessuto ben ammagliato che mi ha accolto in Comunità Provvisoria era un insieme di persone e di personalità che agivano in una specifica direzione alla ricerca di una libertà politica di pensiero e di azione. Nasce così quel meraviglioso esperimento di politica del fare che ci ha portato ad organizzare varie cose, tra cui spicca sicuramente Cairano 7X. A Cairano e poi a Grottaminarda e poi in Baronia e poi ad Aquilonia e poi a Bisaccia e poi a Sant’ Andrea di Conza e poi … in tutti i luoghi che abbiamo frequentato si è discusso sempre di libertà e di rispetto, Leggi il seguito di questo post »

















