Archivio per novembre 2010
Trent’anni prima / programma per il trentennale
Trent’anni prima / programma per il trentennale del terremoto 1980-2010 _ CGIL Avellino
Lunedì 8 novembre – Avellino: Salone CGIL Via P.Paolo Manna 25, ore 11:30 / Conferenza stampa presentazione programma iniziative della CGIL di Avellino in occasione del trentennale del terremoto del 23 novembre 1980
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Venerdì 5 novembre – Avellino: Salone CGIL Via P.Paolo Manna 25, ore 17.30 / GIOVANI E LAVORO ATIPICO: COME ORIENTARCI PER TROVARE LAVORO / Presiede Enzo Petruzziello – Relazione: Valentino Aquino (Segretaria Provinciale Nidil-Cgil Avellino) – Intervengono: Giuseppe Trunfio (Vice-Presidente Forum dei Giovani Avellino) – Carmen Guarino (Coordinatrice ProvincialeUnione studenti).
Momento Performativo: “Gli uni senza gli altri” dal libro: IL MOMENTO È ATIPICO / interpretato da Renato Maffei – Conclude Maria Di Serio (Segretaria Nazionale Nidil-Cgil).
- – - – - continua
terremoto/1
mi sembra un buon segno che ci siano tante iniziative per ricordare i trent’anni dal terremoto. ieri mi hanno intervistato dei ragazzi di bisaccia e non passa giorno che non mi arrivi qualche proposta di partecipazione a iniziative per il trentennale. è difficile a questo punto per la comunità provvisoria organizzare una nostra giornata. direi che non è un problema. metto qui un vecchio testo usato per una mostra alla triennale di milano, sarà il primo di una serie. è il mio personale contributo a questo evento enorme che ha curvato la storia della nostra terra.
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Dalle mie parti siamo tutti esperti di terremoto, almeno quelli che quando venne la scossa erano adulti: ventitrè novembre 1980, le sette e mezza della sera, la terra fa tremare tutto l’Appennino meridionale, l’epicentro è tra le province di Avellino, Salerno e Potenza, una decina di paesi completamente distrutti (Conza, Laviano, San Mango, Sant’Angelo dei Lombardi, Lioni, solo per ricordarne alcuni) altre centinaia danneggiati più o meno gravemente, tremila persone morte, schiacciate dal peso delle case rotte, adesso penso al fatto che non tutte sono morte subito, c’è chi sarà rimasto in agonia per Leggi il seguito di questo post »
Un colloquio con Wilfing Architettura #3
giorno dopo giorno stiamo imparando a gestire tutte le nostre relazioni ‘fuori luogo’ ovvero attraverso: telefono, voip, social network, commenti nei blog, sms, cellulare, giochi di ruolo on-line (MMORPG).
La comunità provvisoria* da circa tre anni sta imparando a riflettere e agire ‘all’interno di un luogo’ dai confini ben delineati.
Il suo latente obiettivo è: essere luogo.
IRPINIA, DONNE ARMENE e COLORI d’AUTUNNO
IRPINIA, DONNE ARMENE e COLORI d’AUTUNNO – - – - – - -_ di Gianni Marino
Quando - sabato sera 16 ottobre - sono entrato nella ex Fornace di Sant’Andrea di Conza per partecipare alla presentazione del programma ‘Colori d’Autunno’, una serie di appuntamenti culturali promossi da una giovanissima Amministrazione comunale (il sindaco ha meno di 30 anni) non ho potuto fare a meno di ammirare sia la struttura che ci ospitava, una vecchia fornace di laterizi, recuperata come esempio di archeologia industriale, sia la mostra del maestro armeno Khachik Abrahamyan: lungo le pareti di mattone erano – infatti - esposti ritratti intensi e fanstastici di donne armene dai colori e forme affascinati, cariche di bellezza.
L’iniziativa promossa da Comune è stata progettata come un esperimento ai primi passi. Essa tenta di far dialogare, travalicando il localismo, e tenta di mettere insieme le forze intellettuali che abitano ancora i piccoli paesi. L’obiettivo di questo ‘esperimento collettivo di rianimazione culturale’ è ‘produrre nuove relazioni’ e ‘nuove idee’ per riabitare i piccoli paesi.
gli altri
Ma come sono gli altri?
Non lo so, forse non lo sa nessuno.
Ogni tanto provo a capirlo
getto uno sguardo, mi ritiro:
gli altri non sono quelli
che noi vediamo in giro.
appuntamenti
sabato 13 novembre, secondo appuntamento con la scuola di paesologia.
si parte da lioni, piazza grande, alle 10.00
due tappe sicure: calabritto, senerchia….
laviano se resta luce….
numero massimo di partecipanti: 12
*
domenica 14 novembre
incontro comunitario in baronia
raduno a trevico, ore 11
ore12.00-ore 19.00 sette ore per un mutamento nel cuore
parlamenti nelle campagne di vallesaccarda (casa di sergio pagliarulo)
armin
p.s.
rinnovo qui l’invito: riusciamo a fare un incontro sul trentennale del terremoto, targato comunità provvisoria?
la data potrebbe essere nei primi giorni di dicembre, quando gli altri avranno finito….
ALCUNE COSE
di Carmine Vitale
* APPENA SVEGLIO
Sembra che debba entrare a far parte anch’io
della teoria del mazzo di carte;
una volta in acqua ho incontrato il lamento di una medusa -
la terra trasuda pini e tombe insieme,
un cumulo di ossa che nemmeno gli dei hanno saputo
collocare.
Ci nascondiamo nella paura,
è quel che ci riesce meglio;
il viaggio di Dante non è per niente finito -
era l’introduzione per presentare il mondo
prima dell’avvento del sole dopo la fine dei ghiacci.
Ho avuto in sorte foglie e roveti
proprio come in questo caso; non volevo staccare queste
parti.
“”La stangata”
Ho seguito la discussione sulla natura o sulla ipotetica ristrutturazione della C.P. intessuta tramite il sistema della mail riservata ed ora chiedo che la riflessione emerga sul blog, e vengo subito al dunque.
Dissento in toto con tutte le argomentazioni che portate in una discussione sostanzialmente inutile e pericolosa per la C.P..
Seguendo la discussione, mi si è confermata la convinzione che siete già vecchi, forse anche inadeguati, per questo universo “bi-composto” (mondo reale più spazio del web) in cui esprimete le vostre personalità. Non solo per le variopinte forme culturali che singolarmente esprimete o per l’arcaica blenorragia dei vostri scritti, ma a causa dello scellerato uso, che fate e state per fare, della rete e dello spazio che la rete vi ha concesso.
Un colloquio con Wilfing Architettura #2
Comunità Provvisoria,
Per Rebecca Solnit* una città è tale fin quando i suoi abitanti, qualunque cosa facciano e qualunque sia il loro reddito, possono ancora incontrarsi “casualmente” per strada. La strada era ed è la chiave della democrazia.
UNA DIAPOSITIVA
IN QUALCHE MISURA,
IN QUALCHE LUOGO
di Natàlia Castaldi
[di tutte queste parole che raccolgono i seni nelle mani come fossero il senso dell'acqua e del cielo tra le dita e mostrano le cose così come sono sempre state, intatte quasi memorie ] Leggi il seguito di questo post »
Un colloquio con Wilfing Architettura
Comunità provvisoria,
mi chiamo Salvatore D’Agostino e sono l’autore del blog Wilfing Architettura, ho conosciuto la vostra attività attraverso Franco Armino.
Da qualche tempo vi seguo tramite feed. Con il mio blog sto avviando un approfondimento sugli URBAN BLOG, ovvero, chi utilizza le piattaforme Web per attivare delle azioni culturali e politiche reali nel proprio territorio.
A mio avviso ‘Comunità provvisoria’, con tutte le sue contraddizioni, è un laboratorio interessante nel panorama italiano.
Tramite Franco Arminio e soprattutto Angelo Verderosa, abbiamo deciso di utilizzare alcune pagine del blog per un dialogo – a più voci – sulla vostra esperienza blog/virtuale-Iprinia/reale.
sono un cittadino …
Se conosci il Treno Irpino del Paesaggio, dell’Avellino Rocchetta, noi di In Loco Motivi vorremmo annunciarti nuovi itinerari da condividere, ma così non è. Purtroppo i tagli che interesseranno i trasporti regionali stanno per abbattersi anche sulla nostra amata linea ferroviaria Avellino – Rocchetta Sant’Antonio.
Se il viaggio con noi ti ha lasciato un po’ di gioia aiutaci a portare avanti la nostra battaglia per la conversione della linea in Ferrovia Turistica, per poter raccontare ancora una volta l’Irpinia in treno, per regalare ai nostri compagni di viaggio altri momenti magici, altre belle esperienze.
Per chiedere il sostegno delle istituzioni, in particolar modo degli assessori Regionali competenti, InLoco_Motivi ha prodotto un documento che alleghiamo a questo messaggio. A Te chiediamo un Leggi il seguito di questo post »
Comuntà e moltitudine
…pubblico un mio articolo uscito oggi su “Buongiornoirpinia”….
Comunità e moltitudine
Nella morsa delle categorie interpretative di “comunità e moltitudine” ricerche territoriali sul malessere del Nord si esercitano sempre più su una “questione settentrionale” che non coinvolge minimamente la vecchia e residuale “questione meridionale”. Finalmente superato d’amblais tre secoli di “magnifiche sorti progressive”, cominciati con le utopie della Rivoluzione francese e dell’illuminismo europeo nelle parole “libertè,egalitè fraternitè”. Nella abitudine rottamatoria sono finite le parole classe, Stato, nazione, comunità e territorio lasciando una possibile e attardata “questione meridionale” agli storiografi di riporto o a sconclusionate improbabili derive politiche o antipolitche “leghe” borboniche, sanfediste, massoniche e quant’altro. Quali le conseguenze nella cultura politica e antropologica per la società civile e politica del sud con “il trionfo della moltitudine” come fenomenologia di una massa priva di coscienza di sém rappresentanza e rappresentazione e la liquefazione dei ceti medi e della neoborghesia non più proprietaria dei mezzi di produzione ma dei flussi globali?
Cartoline dai morti …..da paolo ad atripalda
In libreria dal 4 novembre – La vita vista da dietro, dalla morte, si riduce a poche cose: una luce sul comodino, un barattolo di caffè, un maglione verde, le prime rose, una torta di compleanno, un solitario, le rondini che fanno avanti e indietro, una donna sconosciuta… In 125 racconti, ironici e fulminanti, Franco A…rminio ci dà il resoconto dei tanti modi di morire inviandoci cartoline da un posto sconosciuto, spedendoci di volta in volta un soffio impercettibile, una leggera pena, una vertigine, una sorpresa. Un nuovo, concentrato Spoon River.
….19.30, hotel civita, atripalda, (ospiti del comunitario paolo bruschi)lettura delle cartoline dai morti di franco arminio insieme all’autore legge elda martino
«DONNE SENI PETROSI» di E. Abate. Appunti di lettura.
di Donato Salzarulo
«Donne seni petrosi» recita il titolo, sintetizzando l’argomento: nelle pagine del libro, l’autore poetizzerà il suo rapporto con le donne. Rapporto non facile, visto che l’apposizione e la qualificazione successiva è quella di “seni petrosi”. L’aggettivo fa venire in mente le “rime petrose” di Dante («Così nel mio parlar voglio esser aspro») e il sostantivo coglie dell’altra metà del cielo un attributo fondamentale sia sotto il profilo erotico che nutritivo. Seni di pietra. Quindi, duri, insensibili, aspri, incapaci forse di nutrire, ma seni che, comunque, attraggono e strappano “il filo del respiro”, come recita un verso del componimento da cui il titolo è tratto. Leggi il seguito di questo post »
Il dolore del mondo
Il dolore del mondo
Il punto in cui mi trovo è definitivo. Sento chiaramente la morte, la morte del mondo e degli umani. La specie che ha creduto di poter dominare la terra, corpo celeste,è moribonda. Non ha risposte, non sa dove andare, è smarrita senza riuscire a vedere il suo smarrimento, è sfinita senza avvertire la sua condizione.
Ci siamo presi troppa cura di noi stessi, e per troppo tempo. Ognuno per sé, e poi, ognuno per il suo nucleo, la famiglia,il paese, la nazione, la specie. Nuclei sempre più piccoli, sguardi miopi.
Possiamo agitarci quanto ci pare, l’unica vera via è ripensare, ripensarci come parte di un tutto molto più importante e grande di noi.
Giorno dopo giorno le speranze si affievoliscono e le possibilità di rifondare l’umano si fanno vane. Rifondare l’umano, ripensandolo.
Io non so dire, ora, come fare, non ho indicazioni, scelte, istruzioni per l’uso. E credo giusto che sia così. Poiché l’umano, per ripensare se stesso, deve prima rinunciare a se stesso. Deve oggettivizzarsi, guardarsi dall’esterno, sciogliendo ogni legame con gli schemi dell’antropocentrismo falsamente razionale che lo hanno condotto a questo. Leggi il seguito di questo post »














