… il viaggio riparte dalla ‘radura-fonte ‘ di Caposele
di Mauro Orlando
“han bevuto profondamente ai fonti alpestri
sì che sapor d’acqua natia rimanga nei cor esuli a conforto”

Heidegger nel riproporci la necessità del “viaggio” nella vita esistenziale ed individuale delle persone consigliava allo ‘sguardo filosofico’ la capacità di riconoscere nel proprio cammino i “wermarken” ….”i segnavie”. Essi sono i segni,le traccce, indicazioni posti lungo il cammino o un sentiero ,che servono per chi intende seguirlo,a riconoscerlo…… nel bosco -mondo che ci ospita ,crea ‘pene’, ci affscina ……Anche quando viaggia nel mondo, il viaggiatore conserva tale tendenza ad abbottonarsi bene il pastrano e ad alzarsi il bavero, quasi a portare una difesa fra sé e le cose.
C’è una bellezza ma anche una crudeltà del viaggio, ammonisce Canetti: il viaggiatore guarda al mondo con curiosità ed è in qualche modo propenso ad accettare ciò che vede, anche il male e l’ingiustizia, a conoscerli e a capirli piuttosto che a combatterli e a respingerli.Ieri ci siamo fermati a meditare a ordinare le nostre masserizie utili scambiandoci ‘parole’ e affetti come segni di riconoscimento reciproco.Abbiamo ricordato anoi stessi che la meta del viaggio sono gli uomini; non si va in Spagna o Germania, ma fra gli spagnoli o fra i tedeschi.Non si va in Ipinia se non per incontrare gli irpini…..
Abbiamo ricordato a noi e ai nostri amici venuti da un lontano-vicino che i luoghi parlano, talvolta tacciono, hanno le loro epifanie e le loro chiusure. Come ogni incontro, pure quello coi luoghi – e con chi ci vive – è avventuroso, ricco di promesse e rischi,prove ,dubbi e speranze . Alcuni luoghi straparlano di sè …..Altri luoghi si chiudono in un opaco e intimo segreto e l’incontro può fallire ; pure il viaggio, come ogni avventura, è esposto alla sconfitta , all’aridità, ai rancori ,all’ipocondria , all’avarizia affettiva, all’autismo personale e corale. Ciò avviene perché il viaggiatore – per ignoranza, per superbia o per accidia – non trova la chiave per entrare in quel mondo, il vocabolario e la grammatica per capire quella lingua e decifrare quella cultura non possiamo più attingerli nelle storie dignitose di chi ha vissuto e pensato anche per noi e per il nostro riscatto. .Esiste uno ” status viatoris” che è anche pensiero e sentimento religioso che attribuisce all’uomo una grande speranza di senso ma implica pure una fragilità,in una alternanza di gloria e di caduta, una capacità o possibilità di salvezza unita all’esposizione allo scacco e alla colpa se non è strettamente condizionato dal vero senso che noi riusciamo a dare alla nostra ”pena” che viviamo individualmente e comunitariamente nelle angustie e contraddizioni del mondo e dellla nostra terra che ci è data in uso ,in modo o umano troppo umano o escatologico o salvifico per noi e per gli altri compagni di viaggio che scelgono liberamente di essere nomadi o stanziali .
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LE FOTO SCATTATE DA GIOVANNI VENTRE / IRPINANDO










LE FOTO SCATTATE DA GIOVANNI VENTRE / IRPINANDO
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irpinando
30 dicembre 2010 alle 2:04 pm
Amici,[..."Trovare la chiave per entrare nel mondo"...], nelle sensibilità, negli occhi degli altri, anzi stando dietro le pupille degli altri, portare la nostra anima negli altri che incontriamo. La vita è un perenne viaggio esistenziale: noi dobbiamo essere viandanti non distratti per poter accogliere spiriti in ogni anima.
Un abbraccio fraterno, Gaetano Calabrese.
Gaetano Calabrese
30 dicembre 2010 alle 8:30 pm
La discussione sul tema della “pena” è stato un momento di intensità a Caposele; nato così, come per caso, da una rara empatia. Così seguendo , “il segnavia” del ragionamento di Mauro, dico che ciascuno si porta dentro un cruccio una pena segreta; e tuttavia è il senso di “communitas” a fornire la chiave per entrare in “quel” mondo e alleviarne i percorsi. Ecco, in qualche modo è quanto è avvenuto a Materdomini e Caposele. Tessere con fili dal diverso colore la rete della “communitas”. E’ questo che dovremmo imparare a fare con più determinazione. Mi sembra un buon auspicio per l’anno nuovo.
Salvatore D'Angelo
31 dicembre 2010 alle 11:31 pm
…un bel compleanno…..grazie nanos
nanosecondo
2 gennaio 2011 alle 4:47 pm