Archivio per aprile 2011
fotografia europea a reggio emilia
EVENTI sabato sette maggio
Ore 10.00 – Piazza San Prospero
Marco Belpoliti, Franco Arminio e Giorgio Boatti con Elio Grazioli
Unità e disunità d’Italia
ooooooo
per il programma completo, interessantissimo, si può vedere su fotografiaeuropea.it
P.S
A TERMOLI, Sabato 30 aprile 2011, alle ore 18.00, presso la libreria Fahrenheit, ORATORIO BIZANTINO
la guerra che ci vuole
se fate la rivoluzione
diventerete più sensibili
alla pioggia e perfino all’amore.
dopo un poco camminerete con zampe di gatto
e avrete la testa leggera
come un fiocco di neve.
oggi la guerra che ci vuole è senza fuoco
è una preghiera prolungata
una poesia scritta bene.
franco arminio
Comitato per la promozione del Patrimonio immateriale
• da ICHNet (Comitato per la promozione del Patrimonio immateriale) a Comunità Provvisoria / invito
TRADIZIONI DI MAGGIO - PRECI 2011
SABATO 30 APRILE
PIANTAMAGGIO
Ancarano – Campi – Corone – Castelvecchio – Preci
Dalle ore 17.00 alle ore 20.00 Taglio e preparazione del Maggio
Dalle ore 20.00 alle ore 24.00 “Innalzamento del “Maggio”
A seguire degustazioni organizzate dalle rispettive comunità
VENERDI’ 6 MAGGIO
Ore 10.00
Sala polivalente (dal 6 all’8 maggio)
proposta per cairano
carissimi
la riunione prevista per venerdì prossimo non ha ragione di essere alla luce delle risposte o delle non risposte pervenute.
a questo punto la mia proposta è la seguente:
1. prossima riunione organizzativa per cairano7x in data 10 giugno 2011 presso la proloco di cairano alle ore 17.00
2. proposta sulle date:
cairano7x edizione 2011:
4 – 5 - 6 - 7 agosto
10 settembre
8 ottobre
12 novembre
motivazione della proposta. 1. si rimane nei sette giorni canonici. 2. considerando le risorse a disposizione è velleitario un allungamento e diluirebbe l’intensità dell’evento. 3. si parte ad agosto perché con la situazione che si è creata non si riesce a partire prima e perché intendiamo sperimentare come funziona il tutto in questo momento dell’anno così particolare per l’irpinia.
organizzazione della proposta: l’edizione 2011 si muove nel solco delle edizioni precedenti. sono stati già contatatti a mia cura e hanno assicurato la loro presenza ospiti prestigiosi come Dondero, Farinelli, Fiori, Cassano, De Angelis, Montesano e tantissimi altri. angelo verderosa si occuperà di un progetto specificamente caldeggiato da franco dragone e che rientra pienamente nello spirito di cairano 7x.
grazie a tutti e arrivederci a giugno, se volete….
franco arminio
p.s
tra il dieci e il trenta giugno potremo lavorare comunitariamente alla definizione del programma in ogni dettaglio. ognuno può utilizzare il tempo da qui a giugno per stabilire contatti utili per la prossima edizione o anche idee sul come fare le cose. ovviamente io sono pronto a raccogliere e coordinare il tutto.
cairano
più sotto c’è un post con vari ragionamenti sulla prossima edizione di cairano 7x
è inusuale che un gruppo metta in pubblico cose che normalmente restano private. anche questo è la cp.
PREGO TUTTI DI INTERVENIRE E REINTERVENIRE. NON C’è UN EVENTO CULTURALE DA FARE, CAIRANO7X è GIà IN CORSO
è GIà IN QUESTi PARLAMENTI. se ritroviamo un filo di letizia tutto è ancora possibile.
armin
l’onestà dell’acqua
oggi a cairano
ho visto gocce d’acqua
che cadevano su un ombrello
e restavano lì come piccole biglie di vetro.
una prova che c’è ancora onestà nel mondo.
franco arminio
Viaggio in un libro
Ho un problema con i libri che parlano di paesaggi: quasi mai ti fanno vedere la cosa di cui parlano. Penso che la lingua letteraria sia quella più adatta a parlare in termini non specialistici del mondo che ci circonda. Un libro sul paesaggio deve far venire voglia di spegnere la televisione e uscire. Deve essere un invito a disertare il divano e a scegliere quello c’è fuori. Per me un autore che produce questa sensazione è Gianni Celati. I Leggi il seguito di questo post »
noi
è quasi mezzanotte al mio paese,
i ragazzi sono nelle pizzerie, davanti
al bar millennium o alla sala giochi,
qualche marito ha già esaurito la sua foga,
molti televisori sono spenti
nelle case di chi non è tornato,
domani i ragni festeggeranno la pasqua da soli,
i morti non sapranno e non vedranno nulla
come sempre.
noi siamo qui, noi chi?
franco arminio, 23 aprile 2011
luoghi per parlare di cairano
martedì a locorotondo, giovedì a termoli, poi il progetto dell’home festival (che non è arrivato in irpinia per caso)
poi reggio emilia, triste, perugia, ancona e altri luoghi dove pensavo di dover parlare di cairano, di continuare a diffondere la leggenda della rupe dell’utopia e del museo dell’aria….
è un momento storico, lo sto ripetendo da mesi, c’è un enorme da fare e c’è spazio per tutti e invece sembra che ognuno tolga luce agli altri….
pasquetta a cairano
il giorno di pasquetta sarò a cairano a partire dalle quattro del pomeriggio fino a sera. andrò sulla rupe, mi porterò un libro per leggerlo nel museo dell’aria.
immagino che ognuno avrà altri progetti per quella giornata, ma se qualcuno vorrà venire mi farà piacere. ci andrò anche se piove.
la mia pasquetta a cairano è un segno di fedeltà assoluta a questo paesaggio.
qui ho speso tutta la mia vita e qui resterò fino alla fine.
lascio qui il mio cellulare nel caso qualcuno volesse venire a farmi compagnia
388 7622101
armin
cairano è in pericolo, aiutiamoci!
cari amici comunitari,
dopo la riunione di questa sera ci sono seri problemi per organizzare cairano7x.
questa avventura non è organizzata da una solo persona o da un ente e in un certo senso le riunioni fanno già parte dell’esperienza, cairano7x sono anche i litigi e le incomprensioni per arrivare alla a costruzione di un progetto che fuori dell’irpinia è già molto noto e apprezzato.
per quanto mi riguarda le date immaginate al momento non sono proponibili, un rinvio mi pare indispensabile.
considero che le richieste di franco dragone sono perfettamente integrabili nello spirito di cairano7x. abbiamo un’ultima possibilità per discutere e valutare se poter fare quest’anno la nostra bella avventura.
propongo un incontro per il ventinove aprile a cairano alle ore 17.oo
a questa riunione decideremo ufficialmente se è come fare la terza edizione.
c’è spazio per tutti, ma non c’è più spazio per le diffidenze del sud accidioso.
è chiaro che già da quest0 post si deve cominciare il lavoro. il ventinove andiamo per ratificare l’avvio o la rinuncia, il percorso chi vuole deve costruirlo qui.
confido nell’impegno anche di chi non è venuto alle ultime riunione.
buona pasqua a tutti.
armin
Abruzzo-Irpinia / inchiesta terremoti – ricostruzioni a confronto
ABRUZZO IRPINIA / inchiesta terremoti – ricostruzioni a confronto - – - GIORNALE dell’ARCHITETTURA - n°94 – Maggio 2011 – Allemandi & C. Editore – Luca Gibello Caporedattore
con un articolo di STEFANO VENTURA
E’ trascorso un altro anno, il secondo, e all’Aquila l’unico mutamento evidente sul martoriato organismo urbano è la sua lenta trasformazione in rudere accompagnata dalla progressiva colonizzazione da parte della natura. La città che un anno fa sembrava paralizzata, con gli squarci che rivelavano una vita improvvisamente interrotta, oggi appare, ancora ingombra di macerie e con gli edifici puntellati, svuotati e spogliati, inesorabilmente abbandonata. Le questioni sollevate un anno fa su queste pagine e che già allora ci sembravano improrogabili sono rimaste tutte sul tappeto …
5 pagine PDF in download dal “Giornale dell’Architettura” (clicca sul link seguente) inchiesta Terremoti GAR 94
.
LETTERA AGLI AMICI NAPOLETANI
questo è il testo uscito oggi sul mattino in occasione della visita degli amici del premio Napoli a Bisaccia. sull’argomento è uscito anche un divertente pezzo di trapanese su ottapagine e un grande omaggio di isaia sales sul corriere del mezzogiorno. non mi resto che andare al castello, dopo le mie solite tre ore di lavoro mattutino.
armin
***
Procedendo verso est sulla Napoli-Bari, dopo la galleria di Vallata si entra in un’altra luce, in un altro paesaggio. È l’Irpinia d’oriente. Per salire a Bisaccia che De Sanctis definì la gentile si esce al casello di Lacedonia. E lì ci sono le fabbriche chiuse, chiuse come le case. Il grande progetto degli anni ottanta, ricostruzione è sviluppo, non ha avuto gli esiti sperati. Finita quella storia, al mio paese ne sono cominciate altre due, quella dell’ospedale da chiudere e quella della discarica da aprire. Per l’ospedale a Napoli abbiamo avuto una brutta accoglienza. Tremila persone e tutte le principali autorità della provincia. Risultato: il portone della Regione sprangato. Non è andata meglio neppure coi giornali: neppure una riga sulla nostra manifestazione. La resistenza contro la discarica ha un simbolo, un grande striscione che conservo in casa e che ricompare ogni volta Leggi il seguito di questo post »
BONITO SALUTA NESPOLI
di DAVID ARDITO
Domenica 17 aprile l’”Associazione Astrofili Giovanni Domenico Cassini” saluterà il passaggio di Paolo Nespoli sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), riunendosi presso la sede operativa di Bonito in Provincia di Avellino (41.1000°N, 15.0000°E): l’appuntamento sarà l’occasione per offrire all’astronauta italiano la tessera n.1 di socio onorario dell’Associazione, in considerazione dei particolari meriti acquisiti nel campo dello sviluppo della cultura scientifica.
Primo incontro “ufficiale” , dunque, della neonata Associazione costituitasi il 3 aprile 2011, data importante per tutti gli astrofili, perché in questo giorno Saturno ha raggiunto l’opposizione e quindi la piena visibilità dal nostro pianeta (peraltro godibile per tutto il mese di aprile).
Il nome stesso dell’Associazione, infatti, è strettamente legato a Saturno, in quanto l’astronomo genovese Giovanni Domenico Cassini (1625-1712) è colui che ha scoperto i quattro satelliti di Saturno e la divisione tra gli anelli del grande pianeta che ancora oggi porta il suo nome – Divisione Cassini – intuendo che gli anelli non fossero un corpo rigido, bensì una miriade di piccole particelle.
un dio locale
Caro Arminio
io sono il tuo paese. Ora mi chiamo Bisaccia, ma prima di questo ho avuto altri nomi e c’è stato un tempo in cui non avevo nome. Stavo qui, terra al vento, terra e carne di un perenne sgomento. Vennero alcuni pastori dalle steppe dell’Eurasia. Era un giorno di giugno. Si fermarono qui in silenzio per alcuni millenni. Erano pochi e non divennero mai tanti. La vita allora era diversa, non c’erano recinti, non c’erano proprietà, non c’era ricchezza da accumulare. Raccoglievano erbe, uccidevano le pecore, tessevano e vendevano la lana. Adesso hanno raccolto alcuni pezzi del mio passato. Nel castello c’è la donna, che hanno chiamato principessa, sepolta col suo corredo molti secoli prima che Cristo salisse in croce. Leggi il seguito di questo post »
calendario definitivo cairano
Ecco le date definitive della nuova edizione di Cairano 7x
27, 28, 29 maggio
24, 25, 26, giugno
22, 23, 24, luglio
4, 5, 6, 7, agosto
10, settembre
8, ottobre
11, 12 novembre
Nonostante che le risorse disponili sono inferiori agli anni precedenti, quest’anno il festival non dura 7 giorni, ma 7 mesi. Lo spirito è quello degli anni precedenti. Inutile citare i moltissimi ospiti presenti. Cairano è superiore alla somma delle parti.
Non ci sono molti posti disponibili per pernottare; meglio confermare subito; chi vuole prenotare può chiamare a :
Carmen Di Biasi - 0827 37 112 - oppure scrivere a : prolococairano@libero.it
formula 2 pernottamenti e colazione + 2 cene + 1 pranzo : 50 €. (dalla cena del venerdì di arrivo alla colazione di domenica mattina)
in alternativa si può cercare negli agriturismi dei paesi vicini o all’ex seminario di sant’andrea di conza www.cairano7x.it
a breve seguiranno i primi flash sui programmi
p.s
nel pomeriggio di domenica a bisaccia, dopo che saranno andati via gli amici napoletani, possiamo fare il punto sulla situazione.
spero che nessuno si senta escluso, veramente con tutte queste date c’è tanto spazio per tutti.
un abbraccio
Cueva de Altamira
di Adelelmo Ruggieri
Ho appena letto su Repubblica.it un articolo di Jaime D’Alessandro, s’intitola: “La nuvola ci renderà felici”. Pare che stiamo per entrare in “un avvenire luminoso che non ha precedenti” (ma “velato appena da qualche ombra”). Pare che “In due o tre anni sarà impossibile dimenticare, perdersi, annoiarsi, restare soli. Vivremo in un mondo più felice, più trasparente, conosceremo persone nuove e avremo più tempo da dedicare a noi stessi.”, e tutto questo grazie agli smartphone e ai super computer e a quanto altro, le quali cose tutte insieme fanno il “cloud” – “la nuvola digitale”. Pare che (con il nostro permesso) ci saranno date informazioni così dettagliate da lasciarci stupefatti sempre. Sono perplesso, quasi spaventato in verità, eppure sono un ingegnere, non dovrei. Mi è venuta quasi nostalgia del paleolitico, delle pitture rupestri. Ma no, ma no, mi sbaglio, mi sbaglio: questa risibile riflessione e anche questa mia quasi nostalgia non ci sarebbero se non ci fosse il “cloud” – “la nuvola digitale”.
comunitari in gamba
oggi su ottopagine viene ripresa la lettera di bisaccia ad arminio, ma c’è anche una bella intervista a luigi di guglielmo. ho letto che è nata una nuova rivista fatta da nostri amici. bene. io sono molto contento quando vedo fervore. questo blog deve essere un incubatore di imprese culturali di ogni tipo, ben lontano dalle diffidenze ataviche di cui ancora ci nutriamo.
la giornata di domenica a bisaccia non è la festa di arminio, è un punto di partenza per un’irpinia che prende coraggio e fa le cose piuttosto che lamentarsi di quello che non fanno gli altri.
è appena uscito un altro mio libro, la mia non è invadenza, è una militanza assoluta e il mio sogno è che la cp sia tutto un fiorire di militanze assolute. nei tempi difficili non hanno senso le scelte facili, interlocutorie….
p.s.
domenica a bisaccia verso le 18.00, quando andranno via gli amici di napoli, potremmo chiacchierare un pò delle nostre cose….
LA RABBIA DEI GIUSTI
LA RABBIA DEI GIUSTI
La Campania è una Regione d’Italia conosciuta nel mondo per l’incapacità di smaltire i rifiuti prodotti. L’Irpinia, la mia terra, è parte integrante della regione Campania. Quattrocentoventimila anime abitano questo territorio, meno di n quartiere di Napoli. Da quasi venti anni, la Regione Campania si dimena insozzandosi nei meandri mefitici della “monnezza”, senza essere riuscita a cavare un ragno dal buco. Gli unici buchi cari ai nostri amministratori ed ai vari commissari succedutisi sono quelli prodotti dalle ruspe per interrare il mostro maleodorante. Ma allora il cittadino si chiede: ma cosa fanno alla Regione, è possibile che dopo un ventennio non si sia riusciti a risolvere il problema ??? Ora siamo alla vigilia di una nuova crisi. Che tutto questo accada in periodo pre- elettorale ha un significato ancora maggiore perché pone delle considerazioni. Posto che mi sento come un leone ferito, attinto dall’ennesima pallottola esplosa dal cacciatore che siede ai banchi del parlamento regionale, il quale cambia di volta in volta ma usa sempre lo stesso fucile, e a volte a premere quel grilletto è anche qualcuno dei guardiani della riserva, la rabbia aumenta e con essa lo sgomento dovuto al fatto che mi sento inerme, incapace di reagire, e attorno a me vedo altri “animali”, anche loro nel mirino del cacciatore che però sembrano non accorgersi dello sparo imminente, assolutamente estranei al problema che invece rischia seriamente di compromettere l’intero equilibrio di un delicato eco-sistema che vede l’Irpinia detentrice di uno dei tesori di maggior valore, l’acqua. Quando ero piccolo, mi lamentavo che pioveva sempre, e mi si diceva che Avellino è il “pisciaturo d’Italia” . Poi, crescendo ho capito che quelle piogge abbondanti , seppur fastidiose erano manna dal cielo perché permettevano a mezzo meridione d’Italia di produrre e di dissetarsi. La migliore acqua irpina, prelevata direttamente dalle sorgenti del fiume Sabato da Serino arriva fino a Napoli. Il bacino idrografico più grande del Meridione d’Italia è ora a rischio, solo a pensare che le nostre acque arrivano da Cassano irpino fino a Santa Maria di Leuca, l’acquedotto per caduta più lungo d’Europa, 420 km, mi fa venire i brividi ed un poco mi inorgoglisce, la mia Irpinia grazie alla sua natura carsica riesce a catturare le acque piovane per farne scorta da distribuire nei periodi di siccità. Ma la “Monnezza” bisogna pur metterla da qualche parte, ed allora dove se non nelle zone interne. Il Formicoso, l’altipiano che divide il Tirreno dall’Adriatico è un luogo dalla mistica bellezza. Un susseguirsi di colline e vallate che si insinuano fino alle pianure daune, un luogo dove grazie alle argille in superficie le acque piovane si rincorrono in una gara tesa all’ingrossamento dei fiumi che ne segnano il traguardo. Il fiume Ofanto, testimone di storie di antica memoria è certamente il maggior fruitore di questa capillare corsa verso il mare. E proprio sull’Ofanto, in agro di Conza della Campania, si è pensato, per alleviare la sofferenza dovuta alla carenza di acqua da parte della Regione Puglia di costruire un invaso atto a raccogliere e contenere le acque primaverili per poi farle scendere a valle durante la stagione estiva. Su quest’invaso ora la Regione Puglia ha ottenuto un finanziamento di 58 milioni di Euro per poter effettuare la potabilizzazione dell’acqua. Il sito di Pero Spaccone, dove si vorrebbe creare l’ennesimo grande buco dove seppellire con i rifiuti l’ incapacità e la miseria umana di uomini che non hanno assolutamente idea di come si governa una emergenza, mette a serio rischio il bacino sottostante. Inoltre mi preme ricordare ai fautori delle buche, che quella terra è ad alto rischio idrogeologico e anche, purtroppo altamente sismica. A me interessa poco delle beghe di questi giorni, chi la vuole cruda e chi la vuole cotta, il problema è semplicemente uno, quel territorio non può sopportare una nuova enorme discarica solo per assecondare le manchevolezze di amministratori incapaci e commissari evidentemente attratti solo da favolosi stipendi. Se Napoli non mette in atto un minimo di raccolta differenziata, se non attiva almeno due, tre STIR, anche questi nuovi buchi non serviranno a nulla. Sappia però il cacciatore che il leone ferito diventa pericoloso, attacca a testa bassa ed è capace di infliggere ferite profonde con gli artigli affilati. Mia figlia e l’amore che le porto mi impongono di non poter accettare passivamente l’ennesimo agguato, spero solo che non sarò solo il giorno in cui si dovrà affrontare il cacciatore e la carabina, auspico che se battaglia ci dovrà essere gli irpini vengano affiancati nella protesta dai lucani, da pugliesi … da tutti gli uomini di buona volontà. E’ arrivato il momento di dire basta. Non vogliamo altri buchi, non vogliamo altri veleni, non vogliamo morire in nome di una emergenza creata dalla incapacità dei governi che si sono succeduti. I magistrati facciano il loro dovere, arrestino e condannino coloro che sono responsabili di questa situazione di degrado che ha fatto diventare la Campania Felix Campania Merdix .
Giovanni Ventre
LETTERA DAL MIO PAESE
oggi è uscito su un inserto del corriere della sera questo mio raccanto. lo metto qui anche come ideale presentazione alla manifestazione di domenica mattina al castello ducale sul tema “arminio e il suo paese” organizzata dal premio napoli.
mi piacerebbe intrattenermi con gli amici della comunità provvisoria che verranno e magari finire la giornata da rocco ad andretta, anche per parlare di cairano, del formicoso, degli ospedali che non ci sono e del nostro gruppo a cui non siamo più tanto affezionati.
armin
°°°
Caro Arminio
io sono il tuo paese. Ora mi chiamo Bisaccia, ma prima di questo ho avuto altri nomi e c’è stato un tempo in cui non avevo nome. Stavo qui, terra al vento, terra e carne di un perenne sgomento. Vennero alcuni pastori dalle steppe dell’Eurasia. Era un giorno di giugno. Si fermarono qui in silenzio per alcuni millenni. Erano pochi e non divennero mai tanti. La vita allora era diversa, non c’erano recinti, non c’erano proprietà, non c’era ricchezza da accumulare. Raccoglievano erbe, uccidevano le pecore, tessevano e vendevano la lana. Adesso hanno raccolto alcuni pezzi del mio passato. Nel castello c’è la donna, che hanno chiamato principessa, sepolta col suo corredo molti secoli prima che Cristo salisse in croce.
Avevo deciso di raccontarti la mia storia caro Arminio, ma so che dopo un po’ ti annoi. Volevo ringraziarti del tuo scrivere continuamente di me. Lascia stare per un poco però la polvere dell’attualità. Scendi, affonda, vai nelle cantine dei secoli. Vieni a trovarmi nelle vene della terra, ferro e ruggine, lingue morte di serpenti e fiati e bocche di chi parlò vanamente. Vieni a vedere l’ossario che c’è sotto ogni paese, scava, lasciati amare, lasciati trascurare, lasciati ingannare, lascia la colla dei minuti, tu sei nato per soffiare come il vento, sei nato per andare via ogni giorno, vai ti prego, lascia stare queste ombre col muso sporco, questi cancelli, questi cuori a imbuto. Lascia le parole che ogni tanto dici per essere come gli altri miei figli. Io sono il tuo paese e il loro. Io sono il paese di Pinuccio e Peppino, il paese degli scapoli, dei vicoli dove passa solo il vento. Leggi il seguito di questo post »
dalle selve lucane
il mantra del formicoso
metto qui un pezzo uscito sul mattino. ancora il formicoso….
scrivo sull’argomento dal luglio 1994. oggi sono uscite anche due interviste su ottopagine e buongiorno irpinia. insomma, una militanza totale. da stamattina poi al telefono per sistemare alcuni problemi legati a cairano. ho 51 anni, se mi viene un infarto non c’è neppure un ospedale decente che mi può accogliere….
*****
Napoli non ce la fa a gestire i rifiuti. Questa incapacità non è un’anomalia in una città che per il resto funziona perfettamente. Napoli è una città in cui se ti levano il portafogli non ha senso fare la denuncia alla polizia. Una città del genere andrebbe richiamata alle sue responsabilità e invece la politica continua nel suo lavoro di considerare normali cose assurde.
La legge che assegnava a ciascuna provincia la gestione dei propri rifiuti era un tentativo di responsabilizzare il grande capoluogo. Ora questa legge di fatto non c’è più. Napoli ha il diritto di portare altrove la sua immondizia, questo e non altro sostiene il voto del consiglio regionale. Non c’è niente di nuovo, è quello che accade da quindici anni. Leggi il seguito di questo post »
Stati in _forme . mostra di EGIDIO IOVANNA
domenica al paese della cicuta
ancora sui migranti
metto qui un’intervista uscita oggi sul quotidiano ottopagine
Dopo l’intervista al nostro giornale in cui hai lanciato la proposta di accogliere in Irpinia i migranti come valuti le reazioni che ci sono state?
I sindaci della mia provincia non si sono fatti avanti e lo stesso vale per tutti gli altri sindaci italiani. Sanno bene che i loro elettori i migranti non li vogliono, nemmeno gli elettori che la domenica vanno alla messa, nemmeno i parroci che predicano la parola di Cristo e poi sono più attenti al conto in banca che alle sofferenze degli sventurati. Si può anche essere cinici e indifferenti (basti pensare al cimitero marino in cui si è trasformata l’acqua che ci divede dall’Africa), ma bisogna avere l’onestà di dichiararlo, e invece viviamo in una nazione in cui tutti sembrano ispirati da buoni sentimenti, a condizione di non metterli in pratica.
Non mi interessa discutere con chi avanza cavilli burocratici, pur di tutelare l’esistente che assicura lo stipendio da sindaco e qualche residua attività clientelare. L’operazione di distribuire una parte dei nordafricani in fuga nei paesi dell’Appennino mi sembra vantaggiosa, non solo per chi viene accolto, ma anche per chi accoglie. I paesi non hanno bisogno dei turisti della domenica, né dei cittadini che si comprano la casa per aprirla il giorno di Pasquetta. Ci vogliono politiche per portare nuovi residenti, per aprire strutture produttive e servizi, non per chiudere scuole o ospedali. Leggi il seguito di questo post »
abbiamo combattuto dal 1994 per impedire la discarica sul formicoso.
a napoli possono fare tutti gli accordi che vogliono.
il nostro emendamento è sempre lo stesso:
NESSUNO TOCCHI
IL FORMICOSO!!!!!!!!!!
MIGRANTI: SCRUPOLO E UTOPIA
metto qui un mio pezzo uscito sul manifesto dell’otto gennaio scorso.
per cairano è previsto un piccolo cambio nelle date, considerando che il secondo appuntamento coincide con i referendum. continuano ad arrivarmi richieste di persone importanti che vogliono venire a cairano. servirà una riunione tecnica per capire se ce la facciamo ad accogliere tutti….
*****
Se gli italiani seguissero il vangelo non ci sarebbe alcun bisogno di scrivere quest’articolo. E invece viviamo in una nazione incattivita. I buoni ovviamente ci sono ancora, ma sono attori non protagonisti. La mutazione antropologica di cui parlava Pasolini è andata avanti e ci ha condotti al punto in cui siamo: una nazione di gente chiusa in casa o dentro le automobili. Se incontrate un italiano in giro, molto spesso è impegnato a vendere o comprare qualcosa, abbiamo perso il piacere di stare all’aria aperta, di essere operai della più antica fabbrica umana, quella di passare il tempo. La vicenda dei migranti in arrivo dalla Tunisia è l’ultima lampante dimostrazione di uno Stato e di un’opinione pubblica dominati dall’egoismo.
Qualche giorno fa è uscita una mia intervista su un giornale dell’Irpinia. In estrema sintesi proponevo ai sindaci di farsi avanti per partecipare in qualche modo all’accoglienza dei migranti. La zona in cui vivo, quella colpita dal terremoto dell’80, ha più case che abitanti. Non è più la terra dei cafoni descritta da Carlo Levi, non è più la terra della rivolta contadina auspicata da Scotellaro e neppure la desolata terra dell’osso descritta da Rossi Doria. L’Appennino meridionale, il midollo antico delle tribù italiche, adesso è il museo delle porte chiuse. Leggi il seguito di questo post »
L’asparago selvatico
di vito solazzo
Sono un raccoglitore sfegatato. Ho da sempre raccolto di tutto. Nei prati, tra il verde, il mio occhio immediatamente coglie: la cicoria, la bietola , i ramolacci, la borraggine, ……sulla spiaggia, è diretta la selezione per: telline, conchiglie, rami secchi e dalle forme strane,…..nel bosco è facile per me vagliare: more, fragoline, cornioli, prugne …..funghi ed asparagi.
Certamente questa del raccoglitore è una caratteristica acquisita nella mia infanzia. Già nel mese di marzo, nei campi del tenero grano, dovevo saper riconoscere, dalla differenza della pigmentazione dello stelo di due piantine simili, il buono dal cattivo. Era molto più facile individuare e strappare la gramigna, i papaveri, l’achillea che ”lu gralit”: una graminacea selvatica ed infestante che si presentava identica nella struttura al grano seminato, ma che era necessario estirpare perché, se lasciata nel campo, sarebbe cresciuta togliendo energia alle piantine di grano e avrebbe dato chicchi non desiderati al momento del raccolto. “Eravamo innocenti” all’epoca e non volevamo il “cattivo” nel nostro pane. Unica possibilità: estirpare a tempo giusto. Unico indizio: stelo leggermente rossiccio tendente al violaceo. Leggi il seguito di questo post »
TERRONISMO
IL MERIDIONALISMO CRITICO DI MARCO DEMARCO
di andrea di consoli
Non è mai facile sintetizzare i complessi e articolati saggi storico-politico-antropologici – figli dei più profondi temi di attualità meridionale – di Marco Demarco, direttore dal 1997 del “Corriere del Mezzogiorno” dopo un ventennio di permanenza nella redazione napoletana – per certi versi leggendaria – de “L’Unità”.
Il suo nuovo libro, intitolato Terronismo (Rizzoli, 266 pagine, 17 euro), è solo in parte una risposta a sangue caldo al bestseller neoborbonico e revanscista di Pino Aprile, che con Terroni (Piemme, 2010) ha letteralmente infiammato le platee risentite, autarchiche e frustrate del Sud, messe a dura prova dalle offese e dalle provocazioni leghiste, e dalla convinzione – sempre sopita e latente, tra i meridionali, in specie nei momenti di crisi sociale ed economica – che quella del 1861, allorquando “i piemontesi” conquistarono il Sud, fu una rapina, un saccheggio, un’invasione, la fine di una monarchia (quella borbonica) illuminata e progressista. Molto più saggiamente, per Demarco un punto di riferimento Leggi il seguito di questo post »
Per la salvezza della Campania
Per la salvezza della Campania (in sintonia con comunità provvisoria / appello agli intellettuali napoletani _a.verderosa _ http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2011/03/28/appello-degli-intellettuali-napoletani-contro-la-discarica-in-alta-irpinia/)
Come fermare l’emergenza rifiuti in Campania tutelando la salute e l’ambiente
In Campania le discariche realizzate in base alla legge 123/2008 sono fonte di pericolo per la salute e l’ambiente. La legge 123 condanna la Campania ad un diritto diverso da quello delle altre regioni con pesanti deroghe alle leggi italiane ed europee in materia di rifiuti e protezione ambientale, fino a consentire lo smaltimento, nelle discariche per rifiuti urbani, di rifiuti indifferenziati e di scarti contenenti sostanze pericolose. Si genera, così, un percolato tossico che inquina i terreni, raggiunge le falde acquifere e provoca – come evidenziano le inchieste della magistratura – gravi danni alla salute dei cittadini e all’ambiente. L’art. 18, tra l’altro, deroga finanche all’obbligo di impermeabilizzare il fondo delle discariche, rendendo tutte le discariche campane fomite di disastri ambientali. La legge 1/2011, pur sostituendo al termine “emergenza” quello di “somma urgenza”, prolunga, in effetti, lo stato di emergenza, e consente di affidare la realizzazione delle discariche senza bando di gara pubblica e abolisce sia la vera valutazione di impatto ambientale sia i limiti che le ordinanze d’urgenza devono rispettare.
bozza provvisoria all’attenzione di chi viene oggi a cairano
Cairano7x,
per un umanesimo delle montagne
edizione 2011
27-28-29 maggio
10-11-12 giugno
24-25-26 giugno
5-6-7 agosto
con il sostegno di Franco Dragone
e della Regione Campania
organizzazione: Comunità Provvisoria, Pro Loco Cairano
direzione artistica: Franco Arminio
coordinamento : Elda Martino
Cairano “borgo giardino”: Angelo Verderosa
ISTRUZIONI PER L’USO
Cairano, un paese di trecento abitanti, al confine tra la Campania e la Lucania, è ormai divenuto in Italia un nome non più ignoto. Se ne parla come luogo d’intreccio, capitale dei confini. Ogni arte, ogni persona si sporge sul bordo di se stessa, si pone in bilico, in ascolto di altre arti, altre persone. La terza edizione di Cairano7x si svolgerà in questo solco tracciato dalle edizioni precedenti. A Cairano è possibile concepire un “museo dell’aria”. È possibile parlare del silenzio come risorsa limitata da salvaguardare. Venire a Cairano significa riflettere sulla terra e sull’acqua e sul vento, sui paesaggi sonori e sui paesaggi odorosi, sui paesaggi ignorati come risorsa in cui piantare un nuovo umanesimo, l’umanesimo delle montagne. Non ci rassegniamo a suonare il requiem per il paesaggio, combattiamo da anni contro una megadiscarica che vorrebbero impiantare nella zona. Siamo convinti che i paesi possono diventare un luogo d’avanguardia e uno dei nostri motti è “piccolo paese, grande vita”. Ma non siamo nostalgici, non siamo paesanologi. Ci interessa portare a Cairano sguardi divergenti dal pensiero unico imperante, incrociare percezioni diverse, ma comunque attente all’esterno, alle mutazioni in corso nei paesaggi, all’ibrido e al meticcio che ha raggiunto ogni luogo. Cairano 7x è una storia di difficile catalogazione. È insieme una cerimonia dei sensi e un festival della decrescita felice, è la creazione di una comunità provvisoria intorno a una rupe caduta come un meteorite in mezzo all’Appennino. Noi che siamo rimasti qui e che qui intendiamo rimanere, aspettiamo nuovi residenti, non turisti distratti, non consumatori che vengono a imbrattare il paesaggio, ma persone consapevoli che un uso sobrio e immaginoso del suolo non ancora urbanizzato possa essere non una fonte di arricchimento, ma una un modo per abitare in maniera colta e civile le nostre contrade. Cairano 7x è un osservatorio sul paesaggio che va dal Pollino alla Maiella. Vogliamo che questi territori non siamo abitati solo dal walzer del betoniere o dal ritorno delle selve. Vogliamo che questi territori conservino le loro diversità, ma siano animati da nuovi discorsi e nuovi sguardi. La cura del paesaggio non è una faccenda per specialisti e si fa usando la gomma più spesso della matita. Il tempo che viene non è il tempo dei luoghi eccezionali, ma il luogo dell’attenzione per i luoghi usuali, quotidiani. E la loro cura produce benessere, produce una nuova comunità che mette insieme il computer e il pero selvatico, la sapienza di potare un albero e di fare il formaggio e la sapienza di aprirsi ad altri luoghi , di capirne le dinamiche economiche, sociali e ambientali. È solo da questo sguardo capace di associare visioni panoramiche e attenzione al dettaglio, intimità e distanza, che possiamo capire qual è la comunità che vogliamo e come possiamo ottenerla.
p.s.
saranno indicate anche tutte le persone fin qui invitate. niente è già deciso, la riunione serve a emendare quello che è già stato fatto e ad aggiungere altre idee, a partire da questo testo e dallo schema iniziale
auditorium parco della musica, cartoline romane…
VERSO CAIRANO 7X 2011
OSSERVAZIONI SUL BLOG E PROPOSTE PER CAIRANO 7X2011
Ricevo e volentieri pubblico questa lettera scrittami dal signor Mario Santoro, romano, componente di MONTEVERDEIN, un’ associazione culturale di quartiere che tra l’altro lavora e promuove il superamento delle barriere architettoniche e la vita autonoma e autogestita dei disabili. A tal proposito segnalo il link http://www.monteverdein.it . Appare il sito dell’Associazione e nella finestra “Accessibile”, c’è il manifesto di cui parla il signor Santoro in questa lettera. Segnalo inoltre che il Comune di Bisaccia ha fatto suo il progetto di cui si parla. Sono interessanti le osservazioni e il punto di vista a proposito della costruzione del programma di Cairano 7x 2011. Mi sembra un ottimo contributo alla discussione in atto, che spero venga ulteriormente alimentata.
Gentile signor D’Angelo,
Ho ricevuto il suo indirizzo da Michele Citoni e le scrivo alcune considerazioni personali per il programma esposto nel blog. Avevo partecipato, brevemente, al blog comunitario, ma ne sono uscito , velocemente. Credo che alcuni partecipanti, tra cui lei stesso, abbiano un senso più comune, o comunitario nel partecipare la cosa pubblica. Per quanto associazione privata, usando un blog aperto, diventa pubblico ogni scritto ed ogni progetto presentato.
Molti altri dovrebbero apprendere, dai benpensanti, l’arte del dialogo, dello scrivere, del confrontarsi, della modestia, del buonsenso e di ogni altro ingrediente per una comunità aperta, senza sapientoni, spesso solo saccenti, senza superbi, senza ineducati, senza perditempo.















