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COLORI D’AUTUNNO a S.Andrea di Conza
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COLORI d’AUTUNNO a S.Andrea di Conza / ANIMAZIONE TERRITORIALE in Alta Irpinia / un’idea di Angelo Verderosa
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un primo bilancio / cos’è stato Colori d’Autunno 2010
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RASSEGNA STAMPA / GIORNALI http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157625306860146/
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CONTRIBUTI al DIBATTITO (al 30.11.2010)
testo di Gerardo Vespucci http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/10/19/dal-volontariato-allimpresa-culturale/ + http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/contributi-al-dibattito-e-rassegna-stampa/di-gerardo-vespucci/
testo di Anna Fierro http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/contributi-al-dibattito-e-rassegna-stampa/di-anna-fierro/
testo di Vincenzo Castaldo http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/contributi-al-dibattito-e-rassegna-stampa/fabbriche-dismesse-officine-di-idee/
testo di Micaela Passalacqua http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/contributi-al-dibattito-e-rassegna-stampa/di-micaela-passalacqua/
testo di Antonella Garzilli http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/contributi-al-dibattito-e-rassegna-stampa/di-antonella-garzilli/
testo di Antonio Iannece http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/contributi-al-dibattito-e-rassegna-stampa/di-antonio-iannece/
testo di Luca Gibello http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/contributi-al-dibattito-e-rassegna-stampa/di-luca-gibello/
testi di Angelo Verderosa http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/10/16/oggi-incontro-comunitario-a-santandrea-di-conza/ http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/09/22/autunno-a-santandrea-di-conza/
testo di Gianni Marino http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/11/07/irpinia-donne-armene-e-colori-d%e2%80%99autunno/#comment-21332
‘fabbriche’ di Salvatore di Vilio http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/11/09/fabbriche-di-salvatore-di-vilio/
testo di Luca Gibello (su, al nord) http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/11/15/su-al-nord/
FILIERE
articolo di Vincenzo Castaldo per il MATTINO 27.11.2010 http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/11/29/parco-rurale-lirpinia-e-fiera-dellest/
articolo di Elisa Forte per ottopagine 26.11.2010 http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/11/26/la-terra-e-la-nostra-fabbrica/
‘filiere’ di angelo verderosa http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/11/26/filiere/
Primo resoconto sulla giornata per il Parco http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/11/29/il-convegno-del-parco/
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FOTO
16.10.2010, le foto di angelo http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157625064023203/show/
16.10.2010, le foto di irpiniaturismo http://www.flickr.com/photos/irpiniaturismo/sets/72157625188540980/show/
il video messaggio del console in armenia http://www.youtube.com/user/studioverderosa?feature=mhum
23.10.2010, le foto di angelo http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157625127519031/show/
23.10.2010, le foto di irpiniaturismohttp://www.flickr.com/photos/irpiniaturismo/sets/72157625115616095/show/
30.10.2010, le foto di angelo http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157625306728198/show/
30.10.2010, le foto di irpiniaturismohttp://www.flickr.com/photos/irpiniaturismo/sets/72157625287952828/show/
27.11.2010 “FILIERE”, le foto di IrpiniaTurismo http://www.flickr.com/photos/irpiniaturismo/sets/72157625358877817/
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RASSEGNA STAMPA http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157625306860146/
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RASSEGNA STAMPA / WEB Professione Architetto.ithttp://www.professionearchitetto.it/viaggi/notizie/12140/Fabbriche-culturali-Archeologie-industriali-e-nuovi-usi
ARCHIPORTALE http://www.archiportale.com/eventi/2010/sant-andrea-di-conza-(av)/architettura-in-irpinia_7549.htmlIRPINIA
EDILPORTALE http://www.edilportale.com/eventi/2010/sant-andrea-di-conza-(av)/architettura-in-irpinia_7549.html
IRPINIANEWS http://www.irpinianews.it/CulturaEventi/news/?news=77561
OPINIONE IRPINA http://www.opinioneirpina.it/articoli-comunicati/426-colori-dautunno
IRPINIA OGGI http://www.irpiniaoggi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=53821&Itemid=13
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RIPRESE WEB TV della C.P., a cura dell’ing. ENZO LUONGO http://www.livestream.com/cp_tv/
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PROGRAMMA e articoli correlati
http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/
http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/10/09/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/
http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/09/22/autunno-a-santandrea-di-conza/
http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/04/26/ieri-a-santandrea/
http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/
http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/09/11/note-sparse/#more-2042
http://inaltairpinia.altervista.org/
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IRPINIA, DONNE ARMENE e COLORI d’AUTUNNO
IRPINIA, DONNE ARMENE e COLORI d’AUTUNNO – - – - – - -_ di Gianni Marino
Quando - sabato sera 16 ottobre - sono entrato nella ex Fornace di Sant’Andrea di Conza per partecipare alla presentazione del programma ‘Colori d’Autunno’, una serie di appuntamenti culturali promossi da una giovanissima Amministrazione comunale (il sindaco ha meno di 30 anni) non ho potuto fare a meno di ammirare sia la struttura che ci ospitava, una vecchia fornace di laterizi, recuperata come esempio di archeologia industriale, sia la mostra del maestro armeno Khachik Abrahamyan: lungo le pareti di mattone erano – infatti - esposti ritratti intensi e fanstastici di donne armene dai colori e forme affascinati, cariche di bellezza.
L’iniziativa promossa da Comune è stata progettata come un esperimento ai primi passi. Essa tenta di far dialogare, travalicando il localismo, e tenta di mettere insieme le forze intellettuali che abitano ancora i piccoli paesi. L’obiettivo di questo ‘esperimento collettivo di rianimazione culturale’ è ‘produrre nuove relazioni’ e ‘nuove idee’ per riabitare i piccoli paesi.
COLORI d’AUTUNNO a Sant’Andrea di Conza
il programma è in via di definizione; è possibile partecipare ai convegni con proprie relazioni; si prevede la continuazione da febbraio a maggio 2011 con eventi in fase di preparazione.
la comunità provvisoria è naturalmente protagonista delle giornate santandreane; una sorta di cairano 7x ma dilatata nel tempo lungo dell’inverno appenninico.
Ogni suggerimento comunitario è ben accetto. grazie
(c’è tanto da lavorare, domattina -domenica 10 ottobre 2010 alle 10- saremo ad appendere i quadri della mostra che aprirà il 16; poi andremo ad Orsara di Puglia con Antonio Vespucci; convegno su cucina, prodotti e territorio all’azienda di Peppe Zullo e colazione; nel pomeriggio si va alla Masseria Paglicci a San Marco in Lamis)
chi può in generale dare una mano nell’organizzazione di COLORI d’AUTUNNO a Sant’Andrea di Conza è il benvenuto !
Come riportato nei manifesti : “Le manifestazioni non beneficiano di contributi economici pubblici né partitici; si realizzano grazie all’autotassazione degli amministratori comunali e al contributo di : “ANDREONE MARBLES” -azienda locale-
PROGRAMMA : http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/
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bozza locandina
COLORI d’AUTUNNO a Sant’Andrea di Conza
Colori d’Autunno a Sant’Andrea di Conza _
Nuova stagione di seminagione culturale / Appuntamenti nell’Ex-Fornace di laterizi
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SABATO 16 OTTOBRE 2010 – ore 16
“Khachik Abrahamyan” / mostra di pittura del maestro armeno
Introduzione a cura di Gerardo D’Angola, Sindaco di Sant’Andrea di Conza
Presentazione di “Colori d’Autunno” a cura di Maria Di Gianni, Delegato alla Cultura Comune di Sant’Andrea di Conza
Presentazione del programma mostre e convegni a cura di Giacomo Tropeano e Angelo Verderosa
Incontro dibattito con Pasqualino Lamanna, Gianni Marino, Gerardo Vespucci, Felice Storti e Franco Arminio
SABATO 23 OTTOBRE 2010 – ore 16
“ARMENI” / mostra internazionale d’arte contemporanea
da Castel dell’Ovo alla ex-Fornace di Sant’Andrea di Conza, con Arte & Progress Torino
Introduzione a cura di Alba Cianci, Vice Sindaco del Comune di Sant’Andrea di Conza
“Arte / Terra” – incontro con Generoso Picone, Barbara Martino, Antonella Cucciniello, Antonio Iannece e Vito De Nicola
con un videomessaggio del console onorario italiano in Armenia, Antonio Montaldo
SABATO 30 OTTOBRE 2010 – dalle ore 10 alle 18
“FABBRICHE CULTURALI - Archeologie Industriali e Nuovi Usi / convegno
presentazione del libro “Il Cineporto della Film Commision Torino Piemonte”, di Luca Gibello
con Diego Lama, Luigi Centola, Massimo Pica Ciamarra, Fulvio Fraternali e Angelo Verderosa
intervengono Fernando Basile, Peppino Iannicelli, Andrea Amendola e Antonio Vespucci
apertura della mostra “Fabbriche” – fotografie e videoproiezioni di Salvatore Di Vilio
partecipano i ragazzi delle scuole superiori di Calitri, Sant’Angelo d.L., Lioni, Nusco e Caposele
e i Sindaci di Sant’Andrea di Conza (AV), Castelnuovo di Conza (SA), Pescopagano (PZ)
DOMENICA 31 OTTOBRE 2010 – dalle ore 10
“PAESAGGIO CULTURALE tra IRPINIA e LUCANIA” / escursione
Sant’Andrea, Pescopagano, Osservatorio Astron., Muro Lucano, Laviano, Castelnuovo di Conza
escursione paesaggistica – enogastronomica
a cura di Giovanni Frino / Assessore al Comune di Sant’Andrea di Conza e Agostino Della Gatta / IrpiniaTurismo
con amministratori / associazioni locali e cultori della storia e del paesaggio
SABATO 27 NOVEMBRE 2010
“FILIERE per il PARCO RURALE dell’IRPINIA d’ORIENTE” / convegno
incontro con Francesco Codacci-Pisanelli, Responsabile Sviluppo Gambero Rosso / Città del Gusto Roma
partecipano i produttori di qualità dell’alta irpinia e lucania (grano, latte, formaggio, carni, salumi, olio, vino …)
con rappresentanti di parchi rurali e regionali, amministratori / associazioni locali, artigiani, artisti, promotori del turismo rurale
degustazione dei prodotti del territorio dell’ Irpinia d’Oriente
con in collaborazione con “Gambero Rosso”, “Legambiente” e l’Associazione “I Mesali”
a cura di Comunità Provvisoria e IrpiniaTurismo
da SABATO 18 a MARTEDI’ 22 DICEMBRE 2010
“MERCATINO ALTIRPINO del NATALE” / seconda edizione
ogni giorno dalle 16.30 alle 22.30
appuntamento annuale a cura dei ragazzi di Sant’Andrea di Conza
mostra-mercato con stand enogastronomici, prodotti tipici e artigianato locale, musica, mostre d’arte e animazione
a GENNAIO 2011
“il PARCO RURALE dell’IRPINIA d’ORIENTE” / mostra – convegno
incontro con i produttori Campania, Basilicata, Calabria, Abruzzo, Molise e Puglia
mostra mercato e degustazione dei prodotti del territorio a confine tra Altirpinia e Lucania
con amministratori e associazioni locali - – - – - -
“ARMENI” è patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Ministero per l’Attuazione del Programma di Governo – Ambasciata della Repubblica Armena in Italia – Regione Campania
“COLORI d’AUTUNNO” è patrocinata da Comune di Sant’Andrea di Conza e i Comuni del circondario – Comunità Montana Alta Irpinia – Ordine Architetti P.P.C. Avellino
con la Partecipazione
Comunità Provvisoria – Cairano 7x – Architettura in Irpinia / incontri itineranti - IrpiniaTurismo www.irpiniaturismo.it
Le manifestazioni non beneficiano di contributi economici pubblici, si realizzano grazie all’autotassazione degli amministratori comunali e al contributo di :
SCAF srl Industrie MINERVA www.scafsrl.it
CIZETA srl www.salvatorecaruso.it
In Auto srl di Nicola Iosca & C.
info : IrpiniaTurismo 329.4278088 0827.69244 – angelo verderosa 348.6063901 - referente in loco : antonella frino 328.3388137
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sostieni l’evento su FACEBOOK : http://www.facebook.com/group.php?gid=153819271324037
scarica le foto su Sant’Andrea di Conza : http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157624980190716/
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VEDI LE PAGINE DEI SINGOLI APPUNTAMENTI
16 e 23 ottobre
30 e 31 ottobre
Ottaviano De Biase, il poeta dell’autunno
NELLA TERRA DI MEZZO – di Paolo Saggese
Trovare una definizione unitaria e compiuta per descrivere la produzione poetica e intellettuale di Ottaviano De Biase (Santa Lucia di Serino, 1947), è impresa ardua, complessa, perché il poeta è anche attento e scrupoloso studioso di questioni locali, soprattutto dell’Ottocento, e produce libri di argomento storico a ritmi impressionanti. Dopo molti anni passati nella Marina Militare, nel corso dei quali si è specializzato in Guerra Elettronica, Ottaviano si è lasciato alle spalle quella vita, che pare gli abbia procurato anche amarezze, per dedicarsi quasi completamente allo studio: e così al 1987 risale il primo libro di poesie dal titolo “Terra mia” – cui ne seguono altri sei -, mentre nel 1991 è edita la prima opera di argomento storico (“Serino nella seconda metà dell’Ottocento”), prima di una lunga serie di lavori – dodici al momento – dedicati a Serino, a Santa Lucia, a San Sossio di Serino, alle sorgenti e agli acquedotti dell’alta valle del Sabato, al brigantaggio. Si è dedicato anche al teatro – con “A vigilia di Natale” (due atti in dialetto serinese) del 2004 – ed ha scritto un romanzo, “Terra e cielo”, 1994, che racconta la nostra Irpinia negli anni immediatamente dopo la guerra. E che, appena uscito, con i tipi di Firenze Libri, si aggiudicò in Abruzzo il Primo premio internazionale sull’emigrazione, riconoscimento che suscitò un certo interesse in Canadà, Stati Uniti, Germania.
L’AUTUNNO CALDO DELL’IRPINIA
DOMENICA A BISACCIA (CENTRO ANZIANI) ALLE ORE 18.00
ASSEMBLEA PER LA DEMOCRAZIA.
La manifestazione di ieri non cadrà nell’oblio che tutto divora.
In Irpinia non difendiamo solo il Formicoso, ma ci stiamo opponendo alla dilangante miseria spirituale.
La politica altrove è morta. Qui sta rinascendo.
armin
p.s.
per chi fosse interessato, stasera sono ad ariano a presentare “vento forte tra lacedonia e candela”.
l’utopia caduta dalla rupe
Avevo cominciato insieme a Elda lavorare alla terza edizione di Cairano7x nell’autunno scorso. Inutile adesso dare conto della sequela di eventi che ci hanno portato al punto in cui siamo arrivati.Ho provato a difendere in tutti i modi l’esperienza dei tanti amici della Comunità Provvisoria e continuerò a farlo. Credo che questa esperienza e la paesologia sono esperienze d’avvenire.
Domani vado in Piemonte, ero stato invitato assieme a Elda Martino per parlare di Cairano e della Comunità provvisoria. Dovrò andare a raccontare un fallimento che in realtà è la condizione per passare ad altre avventure. Intanto adesso mi tocca scrivere ai cento e più ospiti previsti, compresi quattro importanti gruppi musicali che avrebbero potuto prendere altri impegni. Lontano dall’Irpinia ci sono persone che stavano già lavorando per noi. E per agosto c’erano tanti amici che mi avevano assicurato la loro presenza, come semplici visitatori, amici che ho conosciuto nei tantissimi incontri che ho avuto in questi mesi in giro per l’Italia e in cui ho sempre parlato di Cairano. Da domani comincia un’altra storia nel mio rapporto con l’Irpinia e comincia un’altra storia anche per questo blog. Avrò modo di scrivere più in dettaglio quello che penso di questa vicenda. Chiedo a chi cura l’impaginazione che questo post abbia la visibilità dovuta. Chiedo che venga lasciato per cinque giorni come post iniziale.
franco arminio, bisaccia, 6-07.2011, ore 23.41
di FRANCA MOLINARO / Il Giardino della Grande Madre / La quercia, residenza degli dei
Dopo un breve periodo di assenza sono tornata sulle strade provinciali dell’Irpinia e con grande sgomento ho preso atto di un fatto sconvolgente. Guidando lungo la vecchia statale delle Puglie, improvvisamente, mi son sentita spaesata, come se, strada facendo, presa dai miei pensieri, avessi smarrito la via e mi fossi inoltrata in un territorio sconosciuto. Con uno sforzo di coscienza ho provato a concentrarmi sul luogo dove mi trovavo e sul perché di quell’angoscia che mi stringeva il petto quasi sospendendo il respiro. Non ho sbagliato strada, costeggio da lontano il fiume Calore nel comune di Venticano ma, nel giro di venti giorni, qualcosa è accaduto a questo luogo così familiare. L’Irpinia è piacevole da percorrere per la bellezza delle sue strade ombrose, fiancheggiate da alberi maestosi, vi crescono diverse varietà di Quercus, Acer, Ailanthus altissima, Robinia pseudoacacia, Populus, Tilia, Ulmus ecc.. In alcuni tratti la vegetazione è così folta che i rami si intrecciano nel cielo fino a formare una volta verde dove il sole filtra con raggi frammentati e verdastri. La magia si accentua in primavera quando ogni pianta si riveste di tenere foglie e fiori appariscenti e non, allora si avverte il profumo appena percettibile delle gemme nuove, della vegetazione giovane, si realizza una sinestesia di sensi che rinvigorisce lo spirito, rallegra il cuore, allieta gli occhi. Ora, improvvisamente, la Statale delle Puglie appare calva, spogliata dei suoi cigli frondosi, ogni albero presente sui bordi della strada e sulla scarpata adiacente è stato abbattuto. La strada si offre agli occhi desolata, ci sono solo i bordi deturpati e il cielo, l’orizzonte è sgombro come sulle strade pugliesi. Chi ha commissionato tale scempio avrà sicuramente le sue ragioni, probabilmente ragioni di manutenzione, di agevolazione del traffico pesante o chissà che altro.
il sorbo
di FRANCA MOLINARO _ Il Giardino della Grande Madre _ Il sorbo
Sono iniziati ieri i tre giorni della merla, giorni ritenuti più freddi di tutto l’anno. Si racconta che un tempo il primo mese dell’anno contasse ventotto giorni. In quegli anni, nidificava su una quercia, una bellissima merla dal piumaggio candido. Ad ogni covata doveva fare i conti col crudele gennaio che, nonostante le preghiere della buona mamma, si ostinava a mandare freddo su freddo. Un anno la merla decise di gabbare il furfante e nascose la nidiata sperando di esser dimenticata. Tenne i pulcini in segreto fino al ventotto poi, convinta di aver scampato il pericolo, uscì allo scoperto. Gennaio inviperito si fece prestare tre giorni da febbraio e mandò giù tanto di quel freddo che la povera famigliola dovette riparare in un comignolo fumante. Quando passò il freddo la famigliola uscì dal comignolo ma le belle penne bianche erano talmente affumicate da diventare irreparabilmente nere.
Il ceppo natalizio e il vischio
IL GIARDINO DELLA GRANDE MADRE* _ a cura di Franca Molinaro
Molte sono le forme vegetali che compaiono nel periodo dell’Avvento, dal ceppo all’abete, dal vischio al pungitopo o l’agrifoglio, di recente introduzione la stella di natale. Tutti simboli provenienti da una antica tradizione pagana reperibile in ogni continente, così è l’albero simbolo del congiungimento tra cielo e terra, albero cosmico presente in tutte le civiltà. Nel nostro entroterra l’albero di Natale è arrivato nel secolo scorso, ma era comunque presente come simbolo nel ceppo natalizio. Praticamente il ceppo era una grossa sezione di tronco di quercia, di cerro o leccio, un legno duro che garantisse carboni e lunga durata. Si diceva che il ceppo posto nel caminetto la sera del ventiquattro doveva restare acceso fino al giorno dell’Epifania, cosa difficile, in effetti, il ceppo, per grande che potesse essere, resisteva un paio di giorni. La sera del ventiquattro, il capofamiglia sceglieva un grosso ceppo, vi incideva una croce e lo portava davanti al caminetto; prima della cena riuniva tutta la famiglia, si inginocchiava, baciava il legno e si segnava con una croce. Tutta la famiglia seguiva lo stesso rito poi si dava inizio alla recita delle preghiere ed infine si cenava.
il RAFANO / TEORA e le tomacelle
Il giardino della Grande Madre
IL RAFANO e le tommacelle teoresi / a cura di Franca Molinaro
In questi giorni ho avuto modo di incontrare, in Alta Irpinia, amici preoccupati per la sorte del rafano di Teora, oggi, mi riferiscono, importato dalla Svizzera per il fabbisogno locale. Incuriosita sono andata in paese a cercare notizie di questo particolare ortaggio. Teora ha origini remote, è legato alla cultura di Oliveto-Cairano per via delle tombe a fossa, più tristemente è ricordato dopo il terremoto dell’ottanta per la sua totale distruzione, e selvaggia ricostruzione. Teora antico vive soltanto in un rudere della chiesa e nel patrimonio immateriale mantenuto vivo da un pugno di amici, vanta, però, una particolare tradizione, quella della tomacella insaporita con la radice grattugiata del Rafano. Con la promozione dei prodotti tipici la tomacella teorese ha avuto un certo successo tanto da indurre un aumento della produzione. Di conseguenza più tomacelle, più rafano da raccogliere fino al rischio di estensione della preziosa radice.
i morti e i libri
andrea cortellessa da tuttolibri di sabato scorso
Nella più enigmatica delle Operette morali, una notte Federico Ruysch – nel Seicento passato alla storia per aver preservato i cadaveri dalla putrefazione – riceve la visita delle sue mummie. È allora che nella penombra dello studiolo s’ode intonare questa «canzoncina»: «Che fummo? / Che fu quel punto acerbo / Che di vita ebbe nome? / Cosa arcana e stupenda / Oggi è la vita al pensier nostro, e tale / Qual de’ vivi al pensiero / L’ignota morte appar». Nella modernità (o piuttosto postmodernità) letteraria – ha spiegato un maestro come Luigi Baldacci – esiste, diremo così, una «funzione Ruysch»: una linea segreta di autori che, proprio come le ilarotragiche mummie leopardiane, guardano «la vita dal punto di vista della morte». Leggi il seguito di questo post »
Non battaglia di resistenza, ma priorità di scelte.
Metto qui questa mia riflessione, pubblicata su Il mattino ed. Avellino, l’8 dicembre 2010. Colgo l’occasione anche per ringraziare Generoso Picone, che ha avviato sul suo giornale un dibattito molto interessante e molto utile che ha messo al centro il senso dell’Avellino Rocchetta oggi.
Intanto sabato 12 dicembre alla stazione di Avellino – ore 6,00 – ci sarà un’alba buona per ritrovarci ed accompagnare quella che sembra essere l’ultima corsa dell’Avellino Rocchetta.
Su questo blog, è stata inoltre lanciata una petizione a favore di un riconoscimento della tratta come bene culturale. L’auspicio e che non si traduca in un mero strumento vincolistico; ma questo punto di vista pure è spiegato nell’articoo di seguito e soprattutto in un commento al post che promuove la petizione, che resta un’azione meritoria e fondamentale, perchè misura il grado di attenzione di fruitori e cittadini di questi territori e non solo.
Grazie a chi ha messo da parte l’indifferenza per sostenere la richiesta della non chiusura dell’Avellino _Rocchetta. (L.B.)
Integrazione tra ferro e gomma, questa la strategia per il futuro — di Luca Battista *
L’allarme sull’ennesimo paventato rischio di chiusura totale della tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio, fu lanciato già il primo settembre del 2009. Da allora una rete irpina di associazioni ambientaliste, sociali, turistiche confluiscono in un unico progetto. Il progetto è «In Loco motivi», che programma dall’autunno del 2009 a quello del 2010 escursioni organizzate che hanno mirato alla conoscenza della tratta, facendo riscoprire le possibilità culturali, paesistiche ed enogastronomiche del territorio attraversato. Leggi il seguito di questo post »
il colore come segno
“IL COLORE come SEGNO” _ di Luigi Di Guglielmo
Ho sempre considerato l’artigianato, risorsa per il nostro paese. Purtroppo negli ultimi anni in molti hanno abbandonato questo nobile lavoro. La politica non è riuscita a coinvolgere le nuove generazioni e tutto è andato perduto. La gente, soprattutto nel post terremoto si è disfatta di vecchie suppellettili, oggetti e mobili fuori moda.
Ho cercato di raccogliere ciò che gli altri avevano buttato, perché ogni oggetto ha una storia, un lavoro certosino. La manualità!
Utilizzo gli oggetti per raccontare le mie storie: un evento, un fatto, un articolo di giornale, una lettura di un libro mi danno lo spunto per riunire i pezzi raccolti e ridare nuova forma ai più svariati materiali, che acquistano una sorta di “ vita spirituale”, superiore alla vita per la quale, gli stessi oggetti erano originariamente stati creati.
La mia, è scultura frontale, fatta di odori, di simboli, di incisioni e di colore come segno.
L’obiettivo della ricerca è di trasformare l’arte dell’assemblaggio in un punto di forza, rendendo i confini indistinti tra scultura, pittura, collage e lavorazione del legno.
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LA MOSTRA di Luigi Di Guglielmo, aperta sabato 27 novembre 2010, nell’ambito di “COLORI D’AUTUNNO’ e del convegno ‘Filiere per il parco Rurale’, RESTERA’ APERTA NELLA EX-FORNACE DI S.ANDREA DI CONZA FINO A SABATO 16 dicembre 2010
IL CONVEGNO DEL PARCO
segue un breve RESOCONTO della giornata dedicata a “FILIERE per il PARCO RURALE” , tenuta sabato 27 novembre 2010 nell’ambito del 4° appuntamento dei ‘Colori d’Autunno a Sant’Andrea di Conza’.
1° messaggio: ENTRO GENNAIO 2011 si organizzerà un tavolo di lavoro per valutare la costituzione di una società consortile ‘PARCO RURALE d’IRPINIA’ col supporto esterno del Gambero Rosso; aderiranno buona parte dei partecipanti al convegno tenuto a Sant’Andrea di Conza oltre coloro che chiederanno di farne parte.
2° messaggio: SOSTENERE i PRODUTTORI LOCALI significa riconoscere la funzione SOCIALE della buona agricoltura : invitiamo ad acquistare i PRODOTTI LOCALI ! Già per la spese di Natale, contattate i produttori che hanno manifestato la volontà di partecipare al PARCO RURALE (vedi elenco e recapiti sopra riportati) : IL PARCO E’ GIà NEI NOSTRI SGUARDI (F.Arminio).
3° messaggio: un grande speciale ringraziamento a tutti voi che avete partecipato e sostenuto questo importante evento.
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FILIERE PER IL PARCO RURALE
Incontro con Francesco Codacci-Pisanelli, Responsabile Sviluppo Gambero Rosso / Città del Gusto Roma (^)
In collaborazione con “Gambero Rosso” , l’Associazione “I Mesali” e le Amministrazioni Comunali di Sant’Andrea di Conza, Teora, Conza della Campania, Pescopagano, Castelnuovo di Conza
Con la partecipazione dei produttori di qualità dell’alta irpinia e lucania (filiere del grano, latte, formaggio, carni, salumi, olio, vino …)
INTERVENTI registrati
PARCO RURALE, l’irpinia è fiera dell’est
Vincenzo Castaldo _ IL MATTINO
sabato 27 novembre 2010
L’attuale difficoltà di mercato, le avversità atmosferiche e la volatilità dei prezzi hanno praticamente messo in ginocchio l’agricoltura campana, già in crisi per l’applicazione di una politica assistenziale e pseudo industriale incapace di garantire sviluppo. Per individuare nuove strade che possano favorire la ripresa del settore agricolo, in un momento in cui anche la politica economica di governo sembra precipitare, diversi amministratori, ambientalisti, ingegneri, architetti, promotori turistici e produttori irpini si riuniranno stamane a Sant’Andrea di Conza per il convegno «Filiere agricolturali per il Parco rurale dell’Irpinia d’Oriente», promosso dall’architetto irpino, Angelo Verderosa, d’intesa con «Gambero Rosso», Legambiente, il portale web «IrpiniaTurismo» e il gruppo «Comunità Provvisoria», nell’ambito della rassegna culturale di idee e progetti «Colori d’autunno». La kermesse, che si aprirà, oggi alle 10, nell’ex Fornace dei laterizi, si rivela un’occasione unica più che rara per rilanciare l’Est irpino, un territorio specificamente agricolo di circa settecento chilometri quadrati – pari a un terzo della superficie della provincia di Avellino – le cui potenzialità sono ben note soprattutto se connesse alle produzioni di pregio.
FILIERE
FILIERE per il PARCO RURALE _ di Angelo Verderosa
Il 4° appuntamento di “Colori d’Autunno a Sant’Andrea di Conza” è dedicato all’idea di un ‘Parco Rurale’ per l’Irpinia. Il convegno si pone in continuità con la ‘Giornata del Parco’, tenuta ad Aquilonia a Giugno 2010, nell’ambito di “Cairano 7x” e con l’idea lanciata da Comunità Provvisoria, nell’aprile 2008, come risposta all’individuazione del Formicoso come discarica nazionale.
In questo lungo periodo di stasi economica e governativa, che vede le zone interne dell’appennino meridionale ulteriormente sacrificate dai tagli del lavoro, della sanità, delle ferrovie, necessita avviare un nuovo disegno politico che abbia a cuore le sorti dei piccoli paesi e del paesaggio dell’entroterra.
Sfatata l’illusione del lavoro come posto fisso, bisogna ripartire dall’unica grande vera risorsa del nostro habitat: la ‘terra’. Terra da intendere non solo come luogo fisico della produzione agricola, il ‘terreno’, ma anche e soprattutto come ‘ambiente’ che tiene da secoli in vita paesi e paesaggi; ancora oggi, fortunatamente e incredibilmente, unitari e integri.
APPUNTAMENTO A SANT’ANDREA DI CONZA – SABATO 27 NOVEMBRE
cOLORI D’aUTUNNO A sANT’aNDREA DI cONZA – 4° appuntamento – sabato 27 novembre 2010
“FILIERE per il PARCO RURALE / convegno
Incontro con Francesco Codacci-Pisanelli, Responsabile Sviluppo Gambero Rosso / Città del Gusto Roma (^)
Interviene Alfonso Tartaglia, Settore Tecnico Amministrativo Provinciale Agricoltura e Ce.P.I.C.A., Avellino
Partecipano i produttori di qualità dell’alta irpinia e lucania (grano, latte, formaggio, carni, salumi, olio, vino …); i produttori espongono i propri prodotti nella ex-Fornace incontrando i ristoratori di qualità.
Con amministratori / associazioni locali, artigiani, artisti, promotori del turismo rurale
(su, al nord)
Di ritorno a casa (su, al Nord) _ di Luca Gibello
Del tutto casualmente, pochi giorni prima di scendere a Sant’Andrea di Conza per l’incontro sull’archeologia industriale all’interno del programma «Colori d’autunno», ero andato a vedere il film Benvenuti al Sud, grande successo ai botteghini. Non posso certo dire che non mi sia piaciuto, tuttavia, sebbene esso smonti alcuni stereotipi dell’immaginario collettivo settentrionale circa il Meridione, nell’insieme il film non riesce ad affrancarsi da una visione edulcorata della realtà. Insomma, venivano sottolineati tutti i lati positivi (clima, cibo, ambiente, amicizia, ospitalità, generosità e creatività delle persone), senza accennare ai problemi latenti.
Nella due giorni in cui ho partecipato alle iniziative programmate dalla Comunità Provvisoria, ho avuto modo d’incontrare e conoscere varie Leggi il seguito di questo post »
‘Fabbriche’, di Salvatore di Vilio
COLORI d’AUTUNNO / La mostra fotografica “FABBRICHE” , di Salvatore Di Vilio, resterà aperta, nella ex-Fornace di Sant’Andrea di Conza, fino a VENERDI’ 26 novembre 2010_
Scheda Mostra Fabbriche di Salvatore Di Vilio
Anno ricerca: 1981 – 2010
Luoghi: Frattamaggiore 1981 (Canapificio)
Frattamaggiore 1996 (Canapificio SASA)
Frattamaggiore 1999 (Canapificio Italiano)
Caserta 2000 (St. Gobain)
Capua 2000 (Zuccherificio)
Casandrino 2000 (Bunker)
Minturno 2002 (ex SIECI /Laterizi)
Napoli 2010 (ex Cirio)
Napoli 2010 (ex Manifatture Tabacchi)
Il primo nucleo della mostra è di 40 fotografie in bianco nero stampate su carta baritata impaginate in cornici 50X50 (anno 2001 Sala Mostra Biblioteca Civica di Mezzago MI)
Testi critici:
Fabbriche
Tutto è silenzioso, il lavoro è altrove, restano le rovine.
Ma queste fabbriche di ieri sono più indecifrabili dei frammenti di un tempio greco. Campi di fatica dove manca solo il cartello con ARBEIT MACHT FREI? Leggi il seguito di questo post »
“FILIERE” – sabato 27 novembre 2010
“FILIERE per il PARCO RURALE / convegno
Incontro con Francesco Codacci-Pisanelli, Responsabile Sviluppo Gambero Rosso / Città del Gusto Roma (^)
In collaborazione con “Gambero Rosso” , l’Associazione “I Mesali” e le Amministrazioni Comunali di Teora, Conza della Campania, Pescopagano, Castelnuovo di Conza
con la partecipazione dei produttori di qualità dell’alta irpinia e lucania (filiere del grano, latte, formaggio, carni, salumi, olio, vino …)
INTERVENTI registrati
introduzioni
-Gerardo D’Angola, avvocato, sindaco di Sant’Andrea di Conza
-Angelo Verderosa, architetto, coord. Colori d’Autunno
1^ sessione (ore 11):
-Salvatore Di Domenico, Sindaco di Teora (Av)
-Carmine Fischetti / Associazione ‘I Mesali’, presidente
-Vincenzo Zanca, vice-sindaco di Conza della Campania
-Agostino Della Gatta, IrpiniaTurismo
-Pompeo Limongiello, ristoratore L’Incanto
-Antonio Vespucci, ricercatore enogastronauta
-Angelo Di Milia, agronomo, produttore Cieliazzurri
conclusioni 1^ sessione (12,30)
-Francesco Codacci Pisanelli, Gambero Rosso / ‘Città del Gusto’
2^ sessione (12,40)
-Rocco Quagliariello, medico, intervento storico e politico
-Domenico Cambria, scrittore, intervento storico e poetico
-Gaetano Calabrese, poeta, intervento letterario di narrativa e poesia dialettale
-Angela Imbriani, avvocato, Coop. Verde Irpinia, produttore
-Marco Saraceno, amministratore Fattorie donna Giulia, produttore
-Francesco Codacci Pisanelli, Gambero Rosso / ‘Città del Gusto’
13,30 colazione preparata da ‘I Mesali’ con il contributo degli operatori espositori
14,30 apertura e presentazione delle mostre a cura degli autori
“IL COLORE come SEGNO”, sculture di Luigi Di Guglielmo
“MODIGLIANI e DINTORNI” pitture di Lidia Altera
3^ sessione (15,20)
-Angelo Verderosa, architetto, coord. Colori d’Autunno
-Nicola Sorbo, Pres. Associaz. Città Paesaggio, esperto di parchi agricoli
-Mario Festa, architetto / +aSUD
-Antonio Pisaniello, Locanda di Bù, Nusco
-Anna Famiglietti, architetto, cantine Famiglietti, produttore
-Marco, Michele e daniele x Accademia degli Incerti, comunicazione, Atripalda
-Paolo Bruschi, ingegnere, albergatore
-Giovanni Ventre, operatore turistico / In LOCO MOTIVI
-Fabio Nigro, ricercatore, orticoltore
-Elda Martino, ricercatore, archeologa
-Franco Arminio, scrittore, paesologo
VIDEO PROIEZIONE a cura del Gambero Rosso
conclusioni (17,30)
-Antonio Vespucci
-Agostino Della Gatta
-Francesco Codacci Pisanelli
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Presenti i comunitari e amici di ‘colori d’autunno’ : -Salvatore D’Angelo / Sergio Gioia / Nicola Iacoviello / Michele Citoni / Antonella Garzilli / Fiore Brabato / Giacomo Tropeano / Enzo Luongo / Enzo Basile / Sergio Di Dio / Sabbatino D’Elia / Antonio Pica ‘Ass. Fateci Respirare’ / Michele Di Martino, olio biologico, Aquilonia
PRODUTTORI PARTECIPANTI - espositori
1) Apicoltura Filippo Masini – C.da Pietra del Gaveto – Conza della Campania – tel 0827.39240 – MIELE
2) Azienda Agricola Megaro Gerardo – Caposele – OLIO
3) Azienda Agricola Argentieri Francesco – C.da Piazze – Monteverde – tel 0827.86342 – FORMAGGI
4) Forno a Legna ZE’ PEPPA – Via A. Moro – Caposele – tel 0827.58440 – PANE E BISCOTTI
5) Azienda Agricola La Torretta di Cifrodelli Giovanni – C.da Sant’Ilarione – Castelnuovo di Conza – Tel. 0828.911001 – FORMAGGI
6) Azienda Agricola Mongelluzzo Giovanna – C.da Tavernarsa – Nusco – Tel 329.2926742 – FRUTTA – ORTAGGI
7) Cortecorbo di Romano Antonia – C.da Torre – Montemarano – cortecorbo@libero.it – VINO
8) Cantine Famiglietti – Piazza Sottochiesa 3 – Paternopoli – Tel 0827.71023 – VINO
9) Ristorante l’Incanto – Via Del Municipio – Sant’Andrea di Conza – Tel 0827.35021 – RISTORANTE
10) Oasis Antichi Sapori – Via Provinciale – Vallesaccarda – Tel. 0827.97444 – RISTORANTE
11) La Locanda di Bu – Vico dello Spagnuolo – Nusco – Tel 0827.64619 – RISTORANTE
12) Antica Trattoria Di Pietro – Corso Italia – Melito Irpino – Tel 0825.472010 – RISTORANTE
13) La Locanda – Sant’Angelo dei Lombardi – Tel 0827.23888 – RISTORANTE
14) Michele Di Martino, OLIO BIOLOGICO – Tel 347.3039212 – Aquilonia
col supporto dell’ANTAA – Associazione Nazionale Tutela Agricoltura e Allevamenti - Conturso Terme / Lioni www.antaa.it
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uno speciale ringraziamento al Gruppo di Lavoro, giovani di Sant’Andrea: – Antonella Frino / Antonietta Tobia / Lidia Altera/ Pasquale Vallario / Andrea Vespucci
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la 3^ sessione è stata trasmessa in LIVESTREAM (diretta WEB TV) a cura dell’Ing. Enzo Luongo
http://www.livestream.com/cp_tv/
Evento a cura di IrpiniaTurismo / Agostino Della Gatta / 329.4278088 info@irpiniaturismo.it
per partecipare alla pubblicazione degli atti del convegno, inviare una cartella di testo A4 ad Angelo Verderosa studio@verderosa.it
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i PICCOLI PRODUTTORI IRPINI della FILIERA AGRICOLA, con il proprio lavoro quotidiano svolto nelle nostre aree rurali, conservano gusti e tradizioni di lavoro in via di estinzione: frutti, formaggi, ortaggi, salumi, legumi, pani, olio, vino …
La TERRA è la nostra ‘fabbrica’, l’unica risorsa di sviluppo ancora possibile nelle zone interne dell’appennino. Senza la buona agricoltura non saranno possibili nè turismo nè cultura nè servizi.
Sabato 27 novembre, nella ex-Fornace di S.Andrea di Conza, alla presenza di Città del Gusto / Gambero Rosso, si sono incontrati i grandi cuochi de ‘I Mesali’ con i produttori di qualità per siglare un patto di nascita e sviluppo per il ’PARCO RURALE’. Un parco come idea di appartenenza e rilancio di un territorio e della sua risorsa primaria, la Terra agricola. I cuochi si sono impegnati a cucinare e a promuovere i prodotti di qualità locali.
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ENTRO GENNAIO 2011 si organizzerà un tavolo di lavoro per valutare la costituzione di una società consortile ‘PARCO RURALE d’IRPINIA’ col supporto esterno del Gambero Rosso; aderiranno i partecipanti al convegno tenuto a Sant’Andrea di Conza oltre coloro che chiederanno di farne parte.
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SOSTENERE i PRODUTTORI LOCALI significa riconoscere la funzione della buona agricoltura : invitiamo ad acquistare i PRODOTTI LOCALI !
Già per la spese di Natale, contattate i produttori che hanno manifestato la volontà di partecipare al PARCO RURALE (vedi elenco e recapiti sopra riportati) : IL PARCO E’ GIà NEI NOSTRI SGUARDI (F.Arminio).
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di Anna Fierro
Dall’incontro di presentazione “Colori d’Autunno” / 16 ottobre 2010 presso la Fornace di S. Andrea di Conza _ di ANNA FIERRO
E’ stato piacevole e costruttivo ascoltare gli interventi dei vari relatori a quest’incontro di presentazione dell’iniziativa “Colori d’Autunno” finalizzato anche all’esposizione dei lavori del pittore armeno Khachik Abrahamyan.
Inevitabilmente il tema si è incentrato sulla nostra realtà territoriale, sulla disgregazione culturale che vive e sulla necessità di avvicinare le giovani generazioni, gli studenti, i ragazzi ma anche gli adulti, ad iniziative volte all’apprezzamento e alla valorizzazione del nostro patrimonio culturale, paesaggistico, letterario, architettonico ed enogastronomico.
Un dirigente scolastico ha sottolineato che la nostra presenza in quel luogo fosse un segno positivo di ripresa del Sogno da parte degli irpini.
Sogno, questo termine ha suscitato in me l’esigenza, quasi un impeto, ad intervenire per rimarcare il concetto secondo mio modestissimo avviso, alla base dell’esistenza.
Tutti sogniamo nel senso di desiderare ardentemente qualcosa, immaginarcela realizzata, nel nostro pensiero, nella mente. In maniera talvolta ossessiva il nostro sogno diventa ricorrente, si ripresenta nei momenti di gioia e, spesso di sconforto tanto da porsi, in talune circostanze, al pari di un incubo.
Ma solo nel momento in cui il protagonista riesce a compiere la delicata operazione di trasposizione dalla fase Sogno a quella Obiettivo si può immaginare di realizzarlo.
In cosa differiscono questi due elementi: l’uno, il Sogno, alberga nella nostra mente, forse nell’anima, come qualcosa di aleatorio, non presenta confini, tempo, sta lì; l’altro, l’Obiettivo, prevede programma, tempo, azioni.
Dunque un Sogno si realizza solo allorquando assume la connotazione di Obiettivo prevedendo una serie di azioni da parte dell’autore condotte con Passione e Perseveranza, diversamente resta relegato nella mente, nel cuore, connotandosi come Incubo o, peggio, Rimpianto.
Personalmente i sogni che ho avuto si sono sempre realizzati quando sono stata in grado di compiere questo delicato passaggio e quando l’operato dipendeva esclusivamente da me.
Tornando al tema oggetto dell’incontro, ritengo che già il solo star lì ieri sia il segno di un’Irpinia che ancora sogna e che voglia compiere questa mutazione Sogno-Obiettivo.
A mio avviso noi disponiamo di tre risorse, una illecita di cui non val la pena parlare, due lecite, le nostre intelligenze e le nostre risorse ambientali, territoriali, culturali etc.
Se saremo in grado di far cooperare queste due potenzialità, entrambe donate dall’alto, daremo una svolta alla nostra area, un futuro alle nuove generazioni e, finalmente, trasformeremo in opportunità quelli che oggi leggiamo solo come problemi.
Chissà che il mio Sogno da architetto, vedere i nostri centri storici valorizzati, rispettati, dove il genius loci diventi attrattiva turistica e opportunità di sviluppo economico, non si realizzi.
Del resto l’edificio in cui ieri ci trovavamo, La Fornace, è un valido esempio di quanto ho detto: se ne prevedeva la demolizione e la sostituzione con un mercato coperto, qualcuno ebbe un Sogno, una Visione, divenne un Obiettivo che, in una all’Impegno e alla Passione, ci hanno consentito trent’anni dopo di goderne come abbiamo fatto.
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Anna Fierro è architetto e si occupa di ‘architettura e psiche’.
di Gerardo Vespucci
Sabato 16 ottobre 2010 _ ex Fornace di Sant’Andrea di Conza / / / Colori d’Autunno : Nuova stagione di seminagione culturale / Mostra di pittura del maestro armeno Khachik Abrahamyan / Contributo al dibattito
Divido questa mia riflessione in cinque parti con l’impegno a non superare i dieci minuti, correndo vari rischi di incompletezza, approssimazione ed oscurità.
1. Una premessa di carattere generica sull’impresa culturale in Italia e, più nello specifico, a Sant’Andrea
2. L’arte contemporanea. Significati generali ed ambizioni
3. L’arte contemporanea degli artisti armeni
4. Il valore didattico e formativo per i giovani di eventi artistici di questo tipo
5. Conclusioni provvisorie
Una premessa sull’impresa culturale in Italia e a Sant’Andrea
In un’intervista a Radio3 Rai di giovedì scorso, Walter Santagata, grande esperto di politiche culturali ed autore tra l’altro di testi come Patrimonio culturale e cultura materiale,commentava, con non celato rammarico, la grave affermazione del Ministro Tremonti “la cultura non si mangia”, con la quale quest’ultimo ha liquidato le pur tardive proteste del Ministro Bondi ai tagli alla cultura.
Santagata ha dovuto, invece, ricordare che in Italia lavorano nel settore culturale ben 2 milioni ed 800 mila persone: dai musei, al design, dalla pubblicità al software, dalle mostre all’industria editoriale, dal teatro al cinema e così via, senza parlare di Scuola, Università e ricerca.
Penso che questo dato da solo possa mettere fine alla stucchevole riproposizione, nel terzo millennio, del carmina non dant panem di medievale memoria.
Al contrario, tutto spinge a dire che un significativo elemento della crisi italiana, economica ma soprattutto morale, consiste proprio nell’incapacità di trasformare tutto ciò che chiamiamo genericamente cultura in risorsa: eppure è a tutti noto che da solo, il patrimonio museale dell’Italia corrisponde ad oltre la metà dell’intero patrimonio mondiale: e noi continuiamo a non avere una visione adeguata per utilizzarlo!
A tal riguardo, ho spesso dovuto richiamare la mia personale esperienza in Irlanda, nell’ormai lontano 1993, allorquando ad un gruppo di insegnanti italiani e spagnoli, gli irlandesi presentarono un sito archeologico con all’interno un parco della preistoria.
Era davvero straordinario, attrezzato di punti ristoro, di spazi per la didattica; ci offrirono persino della carne cotta alla maniera degli antichi uomini primitivi: c’erano centinaia di visitatori paganti e gaudenti. Ebbene, dov’è il punto? Tutto appariva bello ed interessante, ma, purtroppo, era un falso, si erano inventati tutto!
Per contrasto, da allora penso con rammarico ai tanti parchi archeologici, veri!, in Italia, che vivono negletti ed abbandonati: l’antica Compsa, nonostante tutti gli sforzi generosi dei giovani della pro-loco, docet: eppure esiste un progetto dell’arch Miche Carluccio di Conza che potrebbe dare agli scavi proprio quella dimensione funzionale e quell’eleganza europea di cui abbiamo bisogno, di cui ancora non si parla.
Non aggiungo altro per l’Italia, per carità di patria.
Vengo a Sant’Andrea per richiamare ai presenti il ruolo svolto da questo nostro paesino dal lontano 1977, anno in cui si inaugurò il teatro all’aperto presso l’Episcopio con l’indimenticato attore Bruno Cirino che mise in scena l’opera di altissimo impegno politico e civile Rocco Scotellaro, vita scandalosa di un giovane poeta.
Da allora ad oggi per quel teatro, diventato salotto buono estivo per l’intera Irpinia, è passato il meglio dello spettacolo italiano, non escluso il jazz e la musica moderna e contemporanea. Purtroppo, però, dopo 33 anni, ancora non siamo in grado di parlare di impresa culturale, nel senso proprio di capacità di produrre reddito ed occupazione, seppure saltuaria.
Per chiudere questa primo paragrafo, oggi siamo in pieno autunno e molto opportunamente siamo nell’ex Fornace Clemente Malanga. Oggi come nel 1995, quindici anni fa! Anche allora proponemmo alcuni appuntamenti autunnali, di astronomia. Non penso che abbiamo fatto molta strada, anzi quindici anni sono una gran quantità di tempo che non è facile recuperare, specie se, oggi come allora siamo ancora alle premesse, allora il mio pensiero è che quando si parla di attività culturali non si debba parlare più di singoli paesi, bensì di tanti quartieri di un’unica cittadina, l’Alta Irpinia, allargata almeno a Pescopagano e a Castelnuovo di Conza: solo insieme potremo sperare di farcela..Mi fermo qui.
L’arte contemporanea. Significati ed ambizioni
Ha detto il ministro Bondi in una intervista di agosto del 2008 al quotidiano La Stampa di Torino “Faccio fatica a trovare segni di bellezza nell’arte contemporanea: se visito una mostra faccio come molti, cioè fingo di capire. Ma sinceramente non capisco”
Ecco, penso sia giusto tenere in conto proprio questo punto di vista, perché se da un lato mostra quale sia il livello culturale di chi ci governa, dall’altro ci ricorda quanto sia difficile valorizzare un museo di arte contemporanea, poiché ad una mostra d’arte, in generale, lo spettatore non si può accostare solo utilizzando il proprio istinto estetico, bensì egli dovrà servirsi di un vero “gusto estetico” e quest’ultimo si forma attraverso la l’educazione e la formazione, scolastica e non solo.
Senza farla lunga, io credo che comprendere l’arte contemporanea implica prima capire che essa nasce dal tentativo di superare la crisi della modernità, ossia di andare oltre la delusione prodotta dalla scoperta che la ragione da sola non è in grado di farci pervenire alla verità assoluta, e, dunque alla felicità, come ritenevano, fino a fine ottocento, tutti quei fenomeni di pensiero razionalisti, dall’illuminismo al positivismo allo scientismo.
Al contrario, il pensiero filosofico di Nietzsche,di Freud, di Heidegger, per citare alcuni; la crisi dei fondamenti della matematica, della logica della fisica ( si pensi alla fisica dei quanti) in campo scientifico; il decadentismo in letteratura, l’impressionismo di fine ottocento e tutti gli artisti del novecento come Picasso, Munch, Magritte, De Chirico Mirò nelle arti pittoriche, solo per citare i maggiori: tutti questi autori e movimenti di pensiero sono la massima rappresentazione di ciò che chiamiamo cultura contemporanea e sono tutti caratterizzati dall’avere indicato nuove modalità di rappresentazione della realtà, nuove forme di espressione del vero.
Per restare all’arte grafica e pittorica, si può dire che al disegno dal vero , praticato in tutte le scuole del mondo, gli artisti hanno contrapposto e contrappongono il “vero nel disegno”, per cui se della realtà non si dà verità assoluta bensì rappresentazione, essi danno della realtà una propria rappresentazione personale e, quindi, la loro verità: ecco perché gli oggetti prendono forme insolite, gli animali disegnati sono inesistenti, le unità di tempo e di spazio perdono di significato, in una stessa opera convivono sia il passato che il presente, e le strade di Londra si mescolano con palazzi che ricordano Parigi.
Ma, questo non avviene perché gli artisti non sanno disegnare, o disegnano come bambini, ad esempio.
Al contrario, essi posseggono la tecnica pittorica fino in fondo, ma essi si spingono oltre l’ordinario, sono alla ricerca del vero più intimo e personale.
Chi ha visitato il museo Picasso di Barcellona ha avuto modo di vedere l’evoluzione che portò il giovane talento da grandissimo ritrattista ad astratto cubista, come quando dipinse nel 1957 Las Meninas di Velasquez in oltre 20 modalità diverse, tutte apparentemente inafferrabili.
Credo che Bondi non possa capire l’arte contemporanea perché, forse, non ha visitato quel museo e, di sicuro, ignora quale fatica e quanta tecnica ci sia dietro il lavoro di un artista contemporaneo, quella fatica che fece dire a Picasso: quando ero piccolo sapevo dipingere come Raffaello, mi ci è voluta però una vita intera per imparare a disegnare come un bambino.
L’arte contemporanea degli artisti armeni
Questa sera abbiamo il piacere di ammirare le opere del maestro Khachik Abrahamyan, nato ad Erevan in Armenia nel 1960. Le sue opere sono davvero godibili, ricche di vitalità e di colori avvolgenti, con le figure femminili in primo piano, prevalenti, quasi a volere ricordare, anche per contrasto con la realtà perduta dell’Armenia distante, il profondo significato di donna portatrice di vita e di bellezza. I colori che egli utilizza esprimono una forte e gradevole tensione emotiva con una non celata, anzi esibita, sensualità che rasenta l’erotismo. Una sua espressione molto sentita conferma esattamente quel che sostenevo prima a proposito dell’arte contemporanea come libera espressione dell’io dell’artista, e mostra in maniera evidente ciò che le neuroscienze hanno scoperto, ossia che la creazione artistica lungi dall’essere appannaggio del solo emisfero destro, della creatività, come si riteneva, coinvolge molti centri nervosi dei due emisferi, perché l’atto creativo non è solo immediatezza bensì è il risultato dell’intreccio più elevato tra emozioni, sentimenti e ragione. Egli, infatti, così si esprime.
“La pittura mi dà la forza, comprendo la vita attraverso di essa, con l’aiuto della pittura io guardo al mondo e il mondo parla a me, e quello è un mondo diverso nel quale ci sono particolari colori, tempeste fantastiche, passioni infinite e affetti; tutto ciò che non si può descrivere con le parole si può solo far vivere con la pittura.”
Per concludere, gli Armeni, com’è noto, sono un popolo dalla civiltà millenaria che si confonde con quella degli Assiri, però, essi hanno sempre subito violenze ed oppressioni, fino alla vera e propria diaspora seguita al genocidio del 1915 ad opera dei Turchi. Penso che nelle loro opere si rispecchi proprio questa loro sofferta memoria, ma al tempo stesso soprattutto nell’uso dei colori vivaci e vivi si esprime un non sopito ottimismo che in qualche caso perviene anche ad una manifestazione gioiosa: il loro proporsi assieme, oltre ad essere una espressione di sapienza vuole essere anche un monito, che travalica lo spazio ed il tempo, per la difesa in positivo dei valori di solidarietà e di identità di un popolo, validi anche per noi italiani, oggi a 150 anni da una Unità da molti messa in discussione e da tanti poco difesa.
Il valore didattico e formativo per i giovani di eventi artistici di questo tipo
Sono un uomo di scuola, Dirigente scolastico da quattro anni dopo essere stato insegnante nei licei per 27 anni. Ogni volta che mi trovo a vivere un’esperienza culturale esterna alla Scuola mi chiedo cosa ne pensano i nostri ragazzi, cosa accade nella loro testa.
L’aspetto che più temo è una non risolta scissione tra ciò che imparano sui libri e ciò che vivono nella loro realtà quotidiana, col rischio reale di una loro sostanziale indifferenza a tutto ciò che li circonda.
Noi abbiamo il gravoso compito – oggi più di ieri – di far crescere in loro un amore vero per il sapere, per il bello, noi abbiamo la responsabilità di educarli al rispetto del mondo che ci circonda, della natura, dell’ambiente, della tradizione, della memoria storica del nostro passato, delle nostre vestigia dei beni ricevuti in eredità. Ed è una impresa quasi impossibile, perché mentre noi lavoriamo con difficoltà in questa direzione, altri, con ben più suadenti arti, impongono stili di vita e valori di segno opposto.
Quando dico noi, penso alla scuola in primo luogo, ma subito dopo io aggiungo tutta la società civile, a partire dalle Istituzioni, a finire alle associazioni ed ai privati.
Ebbene, io credo che le conoscenze e le competenze apprese a scuola dai nostri ragazzi debbano vivere e trovare espressione nella realtà quotidiana, esaltare ed arricchire il territorio in cui vivono: una scuola forte rende ricco il territorio; al tempo stesso, il territorio deve vivere nelle aule scolastiche entrare dentro la quotidianità dei nostri ragazzi: un territorio stimolante e pieno di opportunità rafforza la stessa azione scolastica. Ecco perché sono così interessato affinché chi intende agire in un contesto territoriale possa coinvolgere innanzi tutto le scuole e, prime fra tutte, le scuole superiori.
Se poi teniamo in debita considerazione il fatto che, tra le scuole che dirigo, vi è l’Istituto d’Arte di Calitri, oggi liceo artistico, spero si capisca ulteriormente e bene perché ad un evento che propone una rassegna d’arte così originale non solo non potevo mancare, ma ho fatto di tutto per coinvolgere tutta la scuola in almeno una delle iniziative di questo programma.
Conclusioni … molto provvisorie
Onore al merito di tutti quelli che hanno lavorato alla ideazione di questi incontri ed alla realizzazione di questa prima serata: elencarli sarebbe come la solito rischioso, poiché c’è sempre il pericolo di lasciare fuori qualche nome. Ma è ovvio che l’ing. Giacomo Tropeano a cui dobbiamo la presenza degli artisti qui a Sant’Andrea, e l’arch. Verderosa, l’amico Lillino, meritano un grazie particolare. Del resto, è stato proprio quest’ultimo, assieme all’arch. Michele Carluccio e al prof . Augusto Vitale, ad essere l’artefice dell’esistenza di questo spazio multiforme, come lo vediamo oggi, aperto alle innumerevoli possibilità delle iniziative culturali per l’intero territorio.
Ed è a lui, in primo luogo, che , richiamando anche quello che dicevo sul ruolo delle scuole, voglio dire che bisogna passare finalmente da eventi provvisori ad attività di tipo stabile, altrimenti si rischia di lasciare solo tracce del nostro passaggio, ma mai strutture, come invece amano fare gli architetti. Dobbiamo imparare a condividere, a mettere assieme le cose belle, che funzionano, come nel piccolo hanno fatto gli artisti armeni. Non c’è gelosia da coltivare, mai più guerre di campanile: nel 1979 si realizzò l’Estate culturale in Alta Irpinia, oggi non possiamo contrapporre Cairano a S.Andrea o, che so, a Monteverde!
Allora se ricreiamo quello spirito io penso che possiamo, assieme, coltivare finalmente un grande sogno: fare dell’Alta Irpinia un intreccio di strutture ideative e culturali, a partire da questa ex fornace di laterizi che può divenire in breve tempo un vero e proprio Beaubourg, aperto tutto l’anno a tutte le espressioni artistiche di tutto il Mondo, seppure in piccolo: non più, finalmente, struttura di Sant’Andrea, ma contenitore di bellezze collocato in Sant’Andrea a disposizione del territorio.
Io penso che se vogliamo ancora sognare, ( siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni [Shakespeare], ma i sogni, spesso, finiscono all’alba [Eluard]) allora bisogna essere di nuovo in tanti a farlo: i sogni dei singoli sono destinati a diventare incubi, come è accaduto tante volte alla nostra generazione.
Coerentemente dovremo passare dai buoni propositi alle buone azioni ( best practices in inglese), e se non vogliamo accendere fuochi di paglia, allora è giunto il momento di osare e pensare in grande il ruolo della cultura in Alta Irpinia. E ciò automaticamente comporta mettere finalmente attorno ad un tavolo quelli che ancora vivono e lottano in questi paesi ( comuni, scuole, imprese, professionisti ecc) ma anche, una volta per sempre, il passare dal volontariato culturale al fare impresa culturale, e mi riallaccio con le premesse, con tanti giovani coinvolti anche con sufficienti possibilità di far reddito: in fondo, si parva licet, anche mettere su una mostra è un mestiere, anzi, oserei dire, un bel mestiere! Grazie.
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Gerardo Vespucci è Dirigente Scolastico all’Istituto Istruzione Superiore A.M. Maffucci di Calitri _
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RACCOLTA degli altri contributi PUBBLICATI per COLORI D’AUTUNNO
di Antonella Garzilli
Terzo Appuntamento di Colori d’Autunno / di Antonella Garzilli, architetto
Nei giorni 30 e il 31 Ottobre la “Stagione dei colori” è giunta al suo terzo appuntamento : perfetta e armonica fusione di cultura, arte, architettura, paesaggio, territorio, tradizione, enogastronomia. In Alta Irpinia vivere tali esperienze è possibile e in questi giorni si è concretamente realizzato un progetto-esperimento “multiculturale” e “multisensoriale”. Ne è stato teatro un luogo simbolo della terra tra Irpinia e Lucania : la Ex-Fornace di laterizi di S. Andrea di Conza. Questo manufatto che dal suo “cuore interrato”, rappresentato dal prezioso forno Hoffmann, si staglia nel cielo con il segno potente e forte della sua ciminiera, è un affascinante esempio di recupero industriale. Per un’ intera giornata questo bellissimo spazio multiforme, arricchito dall’esposizione delle opere di 15 artisti armeni e da una mostra fotografica sulle fabbriche, ha ospitato persone, giovani studenti, professori, architetti, visitatori. Si sono svolti dibattiti e confronti sull’arte, sull’architettura, sull’archeologia, sul riuso e sulla fruizione degli spazi, ma anche sul territorio e sull’economia dell‘Irpinia. La cultura a S. Andrea di Conza è anche di piu’ : è ambiente e agricoltura, è sapori e profumi, è scoperta di nuovi paesaggi. L’esperienza dei colori è cultura anche attraverso gli itinerari del gusto e le escursioni lungo territori inesplorati. Dunque la fornace è ritornata “viva”, con un nuovo e diverso “cuore pulsante”, accogliendo attraverso i suoi e i nostri colori, uomini, idee, esperienze. Si trasforma cosi’ il significato degli ex-opifici : la fabbrica diventa effettivamente un luogo del pensiero collettivo, un luogo di scambio e relazione. In questi giorni si è parlato anche di sogni e di obiettivi. A tal proposito, vorrei fare un’ultima riflessione. Io credo che la vera sostanza dell’uomo, cio’ che rende piena e consapevole l’esistenza sono i sogni. Mentre cio’ che dona vita e nuova linfa ai nostri paesi, ai centri storici e alle architetture sono gli uomini stessi. Dunque saranno gli uomini con grandi sogni a rianimare e rivitalizzare i nostri piccoli luoghi. Grandi uomini possiamo essere tutti noi se riusciremo a pensare in grande e a sognare insieme. E’ proprio il termine seminagione che incarna tutto questo : seminagione di sogni, di bellezza, di cultura. Infine vorrei fare i miei complimenti ed esprimere il mio grazie ad Angelo Verderosa, ad Agostino Della Gatta, ad Antonio Vespucci, a Giacomo Tropeano e a tutto il gruppo organizzativo locale che con entusiasmo trasmettono la passione per questo territorio e che con impegno e generosità hanno dimostrato ancora una volta che è possibile passare dalle buone idee ed intenzioni alle buone pratiche concrete, ovvero dal sogno all’obiettivo. Grazie anche a Licia che con la sua delicatezza e gentilezza ha allietato la cena di sabato.
Contributi al dibattito e rassegna stampa
RASSEGNA STAMPA / GIORNALI http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157625306860146/
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CONTRIBUTI al DIBATTITO (al 30.11.2010)
testo di Gerardo Vespucci http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/10/19/dal-volontariato-allimpresa-culturale/ + http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/contributi-al-dibattito-e-rassegna-stampa/di-gerardo-vespucci/
testo di Anna Fierro http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/contributi-al-dibattito-e-rassegna-stampa/di-anna-fierro/
testo di Vincenzo Castaldo http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/contributi-al-dibattito-e-rassegna-stampa/fabbriche-dismesse-officine-di-idee/
testo di Micaela Passalacqua http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/contributi-al-dibattito-e-rassegna-stampa/di-micaela-passalacqua/
testo di Antonella Garzilli http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/contributi-al-dibattito-e-rassegna-stampa/di-antonella-garzilli/
testo di Antonio Iannece http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/contributi-al-dibattito-e-rassegna-stampa/di-antonio-iannece/
testo di Luca Gibello http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/contributi-al-dibattito-e-rassegna-stampa/di-luca-gibello/
testi di Angelo Verderosa http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/10/16/oggi-incontro-comunitario-a-santandrea-di-conza/ http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/09/22/autunno-a-santandrea-di-conza/
testo di Gianni Marino http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/11/07/irpinia-donne-armene-e-colori-d%e2%80%99autunno/#comment-21332
‘fabbriche’ di Salvatore di Vilio http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/11/09/fabbriche-di-salvatore-di-vilio/
testo di Luca Gibello (su, al nord) http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/11/15/su-al-nord/
FILIERE
articolo di Vincenzo Castaldo per il MATTINO 27.11.2010 http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/11/29/parco-rurale-lirpinia-e-fiera-dellest/
articolo di Elisa Forte per ottopagine 26.11.2010 http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/11/26/la-terra-e-la-nostra-fabbrica/
‘filiere’ di angelo verderosa http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/11/26/filiere/
Primo resoconto sulla giornata per il Parco http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/11/29/il-convegno-del-parco/
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FOTO
16.10.2010, le foto di angelo http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157625064023203/show/
16.10.2010, le foto di irpiniaturismo http://www.flickr.com/photos/irpiniaturismo/sets/72157625188540980/show/
il video messaggio del console in armenia http://www.youtube.com/user/studioverderosa?feature=mhum
23.10.2010, le foto di angelo http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157625127519031/show/
23.10.2010, le foto di irpiniaturismo http://www.flickr.com/photos/irpiniaturismo/sets/72157625115616095/show/
30.10.2010, le foto di angelo http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157625306728198/show/
30.10.2010, le foto di irpiniaturismo http://www.flickr.com/photos/irpiniaturismo/sets/72157625287952828/show/
27.11.2010 “FILIERE”, le foto di IrpiniaTurismo http://www.flickr.com/photos/irpiniaturismo/sets/72157625358877817/
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RASSEGNA STAMPA http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157625306860146/
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RASSEGNA STAMPA / WEB Professione Architetto.it http://www.professionearchitetto.it/viaggi/notizie/12140/Fabbriche-culturali-Archeologie-industriali-e-nuovi-usi
ARCHIPORTALE http://www.archiportale.com/eventi/2010/sant-andrea-di-conza-(av)/architettura-in-irpinia_7549.htmlIRPINIA
EDILPORTALE http://www.edilportale.com/eventi/2010/sant-andrea-di-conza-(av)/architettura-in-irpinia_7549.html
IRPINIANEWS http://www.irpinianews.it/CulturaEventi/news/?news=77561
OPINIONE IRPINA http://www.opinioneirpina.it/articoli-comunicati/426-colori-dautunno
IRPINIA OGGI http://www.irpiniaoggi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=53821&Itemid=13
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RIPRESE WEB TV della C.P., a cura dell’ing. ENZO LUONGO http://www.livestream.com/cp_tv/
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PROGRAMMA e articoli correlati
http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/
http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/10/09/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/
http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/09/22/autunno-a-santandrea-di-conza/
http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/04/26/ieri-a-santandrea/
http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/colori-dautunno-a-santandrea-di-conza/
http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/09/11/note-sparse/#more-2042
http://inaltairpinia.altervista.org/
il sito web di sant’andrea http://www.santandreadiconza.com/arkivio%20storico/2010/colori%20d%27autunno/colori%20d%27autunno/colori%20d%27autunno%20sant%27andrea%20di%20conza.htm
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di Vincenzo Castaldo
di VINCENZO CASTALDO
FABBRICHE DISMESSE, officine di idee / Archeologia industriale e nuovi usi: il confronto a Sant’Andrea di Conza
Le ricerche archeologiche e architettoniche si sono incontrate spesso nella storia, soprattutto nel ventesimo secolo, per indagare sulla forma e la tettonica dell’opera consumata dal tempo o degradata dall’uso, al fine di coglierne le possibili virtualità nascoste e le diverse e necessarie realtà future. Di questo si parlerà oggi, a Sant’Andrea di Conza, con il terzo appuntamento della rassegna culturale di idee e progetti «Colori d’Autunno», promossa dall’architetto irpino, Angelo Verderosa, d’intesa con l’amministrazione comunale e il portale web «IrpiniaTurismo». La giornata, dedita agli sviluppi dell’architettura industriale, si aprirà, alle 10, nell’ex-fornace di laterizi – uno dei pochissimi luoghi di testimonianza del ’900 industriale irpino – con il convegno «Fabbriche: archeologie industriali e nuovi usi», a cui parteciperanno i ragazzi dei licei, artistico e classico, di Calitri e Sant’Angelo dei Lombardi. Nel corso dei lavori, che saranno introdotti dalla proiezione di un documentario sul recupero del prezioso forno «Hoffmann» dell’ex fornace, verrà presentato il libro «Il Cineporto della Film Commission di Torino» (Celid, pagg. 120, euro 18) di Luca Gibello, caporedattore de «Il Giornale dell’Architettura», che valorizza una destinazione d’uso inedita per il recupero di un ex opificio industriale di particolare fascino. Seguirà un incontro-dibattito sul ripristino di alcune vecchie fabbriche italiane che, da luoghi del lavoro manuale, sono diventati luoghi del pensiero collettivo. Interverranno Massimo Pica Ciamarra, presidente dell’Osservatorio internazionale dell’architettura, Luigi Centola, vincitore degli «Holcim Awards» per la costruzione sostenibile, il presidente dell’Ordine degli architetti di Avellino, Fulvio Fraternali, e Diego Lama, direttore della rivista «Ventre». I lavori riprenderanno, alle 15, con l’apertura della mostra «Fabbriche: fotografie e videoproiezioni» di Salvatore Di Vilio, a cui seguirà un altro incontro-dibattito che vedrà la partecipazione del segretario generale Fiom-Cgil Napoli, Andrea Amendola. Si parlerà delle fabbriche e della loro decadenza come ambiente della collettività, sino ad approfondire le attuali condizioni di lavoro degli operai italiani, con particolare riferimento a quelli campani e irpini. Si discuterà, infine, delle conoscenze attuali dell’archeologia e dell’architettura, che mirano alla riqualificazione del patrimonio industriale, consentendo di mettere alla prova le proprie cognizioni consolidate nel tempo, definendo i limiti epistemologici e tentando nuove relazioni cognitive. La giornata di Sant’Andrea di Conza è più di un evento culturale, visto che l’intento di Verderosa e dei giovani amministratori locali è di sfruttare il sapere dell’architettura e dell’archeologia per dare autosostenibilità anche ai processi di produzione economica dell’Irpinia. Processi autoctoni, insomma, capaci di creare una rete di nuove consapevolezze, partendo dall’utilizzo dei vecchi edifici industriali e dei loro spazi che, pur presentandosi come frammenti residuali e interstiziali, mostrano spesso una vocazione a essere trattati come spazi pubblici. Addizione e sottrazione, ma anche erosione, densificazione, destrutturazione, sovrapposizione: sono queste le possibili tecniche compositive che rivelano i progetti di architettura contemporanea dedicati alla riqualificazione del patrimonio industriale, e che sono, a loro volta, generate dal ricorso a figure, tramite le quali è possibile leggere la corrispondenza tra storia dell’edificio e programma di trasformazione, tra forma e contenuto, rappresentazione e significato. © RIPRODUZIONE RISERVATA
IL MATTINO / sabato 30 ottobre 2010
sabato 30 ottobre 2010 a sant’andrea di conza
A Sant’Andrea di Conza, terzo appuntamento con “COLORI d’AUTUNNO”. SABATO 30 ottobre, intera giornata dedicata ad eventi e dibattiti di Architettura. Si discuterà di “FABBRICHE” – Archeologie Industriali e Nuovi Usi; da luoghi del lavoro manuale a luoghi del pensiero collettivo.
In mattinata: presentazione del libro “IL CINEPORTO della Film Commission Torino Piemonte” Ed. Celid, con l’autore Luca Gibello, caporedattore del ‘Giornale dell’Architettura’ Allemandi Editore. Interventi di Luigi Centola, docente universitario, vincitore degli Holcim Awards per la costruzione sostenibile; Massimo Pica Ciamarra, docente universitario, presidente dell’O.I.A., vicepresidente dell’INARCH; Fulvio Fraternali, presidente dell’Ordine Architetti P.P.C. di Avellino; introduce Angelo Verderosa con la videodocumentazione dei lavori di recupero del prezioso forno Hoffmann interno alla Fornace di Sant’Andrea. Al convegno partecipano i ragazzi del Liceo Artistico di Calitri e del Liceo Classico di Sant’Angelo dei Lombardi. Alle ore 14 buffet con prodotti agroalimentari di qualità, irpini e lucani, selezionati e proposti da Antonio Vespucci, offerti dall’Amministrazione Comunale.
Nel pomeriggio, apertura della mostra “Fabbriche” – fotografie e videoproiezioni di Salvatore Di Vilio. Dibattito sui luoghi del lavoro con Leggi il seguito di questo post »
dal volontariato all’impresa culturale
Sabato 16 ottobre 2010 _ ex Fornace di Sant’Andrea di Conza / / / Colori d’Autunno : Nuova stagione di seminagione culturale / Mostra di pittura del maestro armeno Khachik Abrahamyan / Contributo al dibattito
Divido questa mia riflessione in cinque parti con l’impegno a non superare i dieci minuti, correndo vari rischi di incompletezza, approssimazione ed oscurità.
- 1. Una premessa di carattere generica sull’impresa culturale in Italia e, più nello specifico, a Sant’Andrea
- 2. L’arte contemporanea. Significati generali ed ambizioni
- 3. L’arte contemporanea degli artisti armeni
- 4. Il valore didattico e formativo per i giovani di eventi artistici di questo tipo
- 5. Conclusioni provvisorie
Una premessa sull’impresa culturale in Italia e a Sant’Andrea
In un’intervista a Radio3 Rai di giovedì scorso, Walter Santagata, grande esperto di politiche culturali ed autore tra l’altro di testi come Patrimonio culturale e cultura materiale,commentava, con non celato rammarico, la grave affermazione del Ministro Tremonti “la cultura non si mangia”, con la quale quest’ultimo ha liquidato le pur tardive proteste del Ministro Bondi ai tagli alla cultura.
Santagata ha dovuto, invece, ricordare che in Italia lavorano nel settore culturale ben 2 milioni ed 800 mila persone: dai musei, al design, dalla pubblicità al software, dalle mostre all’industria editoriale, dal teatro al cinema e così via, senza parlare di Scuola, Università e ricerca.
Penso che questo dato da solo possa mettere fine alla stucchevole riproposizione, nel terzo millennio, del carmina non dant panem di medievale memoria.
Al contrario, tutto spinge a dire che un significativo elemento della crisi italiana, economica ma soprattutto morale, consiste proprio nell’incapacità di trasformare tutto ciò che chiamiamo genericamente cultura in risorsa: eppure è a tutti noto che da solo, il patrimonio museale dell’Italia corrisponde ad oltre la metà dell’intero patrimonio mondiale: e noi continuiamo a non avere una visione adeguata per utilizzarlo!
A tal riguardo, ho spesso dovuto richiamare la mia personale esperienza in Irlanda, nell’ormai lontano 1993, allorquando ad un gruppo di insegnanti italiani e spagnoli, gli irlandesi presentarono un sito archeologico con Leggi il seguito di questo post »




























